<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gml="http://www.opengis.net/gml"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Ingegneria Gestionale è una buona scelta?</title>
	<atom:link href="http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/</link>
	<description>by Davide Del Monte</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Mar 2012 16:45:53 +0200</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Bartoli</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-133062</link>
		<dc:creator>Bartoli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:45:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-133062</guid>
		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari ragazzi,</p>
<p>Secondo voi (ma mi piacerebbe leggere qualche fonte) qual  l&#8217;ingegnere pi ricercato dal mercato tra GESTIONALE, MECCANICO ed ELETTRICO?</p>
<p>I dati del 2007 li ho gi letti, mi serve capire come si sta evolvendo il mercato del lavoro.<br />
Nel mio ateneo queste tre sono delle specialistiche di Ingegneria Industriale (che da sola serve a ben poco), quindi dovr scegliere con cura tra un annetto. E, oltre a cosa mi piace fare, voglio valutare anche quale figura  pi ricercata tra queste tre.</p>
<p>Grazie!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manlio</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-133038</link>
		<dc:creator>Manlio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 13:36:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-133038</guid>
		<description>- @Economista -
Mi sono laureato in economia dieci anni fa,ho fatto un eMBA allo SDA della Bocconi (pagato dalla mia prima azienda) e lavoro per una multinazionale pharma.

Vi dico solo quello che ho visto negli ultimi 10 anni di esperienza lavorativa cambiando ben tre impieghi per tre delle più grandi aziende del mondo ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- @Economista -<br />
Mi sono laureato in economia dieci anni fa,ho fatto un eMBA allo SDA della Bocconi (pagato dalla mia prima azienda) e lavoro per una multinazionale pharma.</p>
<p>Vi dico solo quello che ho visto negli ultimi 10 anni di esperienza lavorativa cambiando ben tre impieghi per tre delle più grandi aziende del mondo &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ingengere</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-132095</link>
		<dc:creator>Ingengere</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 16:03:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-132095</guid>
		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giant:<br />
lascia stare che non hai capito nulla. Gestionale  una cosa, Industriale, come la intendono nei paesi anglosassoni,  TUTT&#8217;ALTRA COSA. E tra l&#8217;altro ing industriale esiste eccome pure da noi. lasciamo perdere.<br />
Per Sav, invece. Il tuo discorso  naturalmente &#8220;vero&#8221;. nel senso che vale non solo per ingegneria. Per quando si generalizza al massimo e non ci si limita alla singola facolt, allora si pu anche affermare che  giusto che in Italia (e SOLO IN ITALIA) siano nate 2000 facolt in pochissimi anni. In altri paesi hai magari 6-7-10 universit che hanno una facolt specifica, da noi ce ne sono 100 per ogni facolt. le cosiddette &#8220;universit di quartiere&#8221;.<br />
quello che voglio dire  che se si segue il tuo discorso si dovrebbe dire: tutto dipende dalle singole persone. ogni facolt  dura o seria allo stesso modo e comunque pi o meno il risultato qaunto a preparazione (dipendendo tutto dalle persone), non cambia.<br />
scusa ma  inaccettabile.<br />
come mai ci sono gli esodi per l&#8217;abilitazione professionale? come mai vanno tutti in &#8220;determinate&#8221; sedi a sostenere l&#8217;esame?<br />
come mai, per non parlare solo di universit, ormai decine di inchieste, dalle Iene a tutti gli altri hanno ben dimostrato, video alla mano, che ci sono citt (universit e scuole) in Italia, dove gli esami si comprano e sono pro-forma per ottenere il &#8220;pezzo di carta?&#8221;.<br />
quello che dici tu  davvero inaccettabile. perch offende quei tanti che si fanno 3-4-10 volte pi il mazzo in facolt &#8220;toste&#8221;, con programmi dei corsi che corrispondono a contenuti seri, pesanti, e verificati in sede d&#8217;esame, con quelle facolt in cui -al contrario-, programmi e insegnamenti altisonanti (o comunque non differenti dalle altre sedi) sono completamente svuotati e si risolve tutto a firma delle presenze, crocette, scopiazzatore, smartphone nelle mutande&#8230;<br />
non  tutto uguale:  chi non si  fatto il mazzo, o chi SA che intenzionalmente ha scelto facolt pi semplici ed agevoli, che in genere tende al qualunquismo.<br />
ma s, tutto  uguale&#8230; un Politecnico  uguale a Vattelappesca&#8230; tanto sempre l&#8217;ing ottieni alla fine.<br />
naturalmente, per chi entra col beneamato calcio nel sedere del parente in una qualsiasi azienda del pubblico o del privato, certamente  tutto indifferente.<br />
guardacaso proprio quelle materie che tu citi come meccanica razionale, scienza delle costruzioni e idraulica, sono proprio materie che fanno parte dei fondamenti storici dell&#8217;ingegneria!<br />
 esattamente ci che sostengo io: a voglia a mettere &#8220;processi blu&#8221; e &#8220;processi rossi&#8221;, &#8220;gestione intelligentissima efficientissima managerialissima delle risorse per l&#8217;organizzatissima produzione industriale spazio-temporale&#8221;&#8230; alla fine stiamo parlando di esami che il 90% sai come svolge? entrano in aula, firmano (e cos hanno gi l&#8217;80% delle probabilit di passare l&#8217;esame) si siedono per tutta la durata del corso, giocano sul pc e guardano i film scaricati. compitino a crocette intermedio. forse due. e si abbuonano l&#8217;esame. ogni tanto, compilano una tesina copia-incolla, consegnano e passano l&#8217;esame.<br />
non scherziamo: fai meccanica razionale, matematica, scienze delle costruzioni, fondazioni, fisica, e allora sei ingegnere. gli altri sono titoli che in Italia ormai si trovano al supermercato.<br />
ma che hanno lo stesso identico valore legale dei primi.<br />
L&#8217;ingegnere gestionale per il 10%  ci che ha studiato. Per il 90% ci che impara facendo il mestiere.<br />
per un Ingegnere &#8220;vero&#8221;, senza un buon 50% di preparazione teorica dall&#8217;universit, non combiner mai niente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sav</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-129919</link>
		<dc:creator>Sav</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 00:06:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-129919</guid>
		<description>@Informatico

Sul punto 4 hai pienamente ragione.

Ti parlo per esperienza personale. Oltre a studiare lavoro come sviluppatore di applicazioni web. Ogni azienda per cui lavoro/ho lavorato vuole che si faccia tutto. Nel mio caso tutto significa: analisi delle sue esigenza (mostrando quali sono, visto che spesso neanche lo sanno), analisi sw, sviluppo. Ma non solo, e no perchè poi il sw deve essere &#039;bello esteticamente&#039;, poi magari devono stampare dei volantini o altro...e vuoi che non lo chiedano a me? Ed in un attimo serve conoscere il mondo. Anche perchè poi se viene &#039;brutto&#039; o non vende, non è che gli si può dire &#039;si ma io faccio analisi e sviluppo, non sono mica un &#039;visionario&#039; o un esperto di marketing&#039;. Inutile dire che se ne fregano. Loro pagano, pocuccio, e tu devi saper fare tutto. Altrimenti non prendi il lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Informatico</p>
<p>Sul punto 4 hai pienamente ragione.</p>
<p>Ti parlo per esperienza personale. Oltre a studiare lavoro come sviluppatore di applicazioni web. Ogni azienda per cui lavoro/ho lavorato vuole che si faccia tutto. Nel mio caso tutto significa: analisi delle sue esigenza (mostrando quali sono, visto che spesso neanche lo sanno), analisi sw, sviluppo. Ma non solo, e no perchè poi il sw deve essere &#8216;bello esteticamente&#8217;, poi magari devono stampare dei volantini o altro&#8230;e vuoi che non lo chiedano a me? Ed in un attimo serve conoscere il mondo. Anche perchè poi se viene &#8216;brutto&#8217; o non vende, non è che gli si può dire &#8216;si ma io faccio analisi e sviluppo, non sono mica un &#8216;visionario&#8217; o un esperto di marketing&#8217;. Inutile dire che se ne fregano. Loro pagano, pocuccio, e tu devi saper fare tutto. Altrimenti non prendi il lavoro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sav</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-129918</link>
		<dc:creator>Sav</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 23:54:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-129918</guid>
		<description>Bah bah..
Ho cominciato ad interessarmi a questa discussione quasi tre anni fa, quando dovevo scegliere l&#039;indirizzo di laurea.
Ad oggi sono a un passo dal prendere la triennale in ing. Civile a Torino.

Faccio solo un paio di considerazioni prettamente personali, che derivano dalla mia esperienza e da quella che ho recepito dai miei insegnati.

&#039;Ing.&#039; significa tutto e niente. Ci sono indirizzi che, se non per le materie di base, non c&#039;entrano nulla gli uni con gli altri. Per altro poi, le materie &#039;toste&#039; NON sono quelle di base!! Sono una difficoltà perchè sono all&#039;inizio del corso. Le materie toste, almeno per il mio indirizzo, sono meccanica razionale, scienza delle costruzioni e idraulica. A confronto analisi è una quasi bazzecola. Da me vedo che la &#039;critica&#039; che si fa agli ing. gestionali non è tanto il fatto di non fare fatica, cosa non vera, ma semmai il fatto che manchino materie davvero complesse. Oppure il fatto che la vita sia semplificata, che un esame di analisi si riduca ad un esamino a crocette! contro il mio pre-test, test a domande aperte, th scritto pre-orale e orale! FORSE è per queste cose che a molti futuri ing. stanno un pò sulle scatole gli ing. gestionali.
 
Nonostante tutto, affermazioni come &#039;un ing. meccanico può fare quello che fa un ing. gestionale&#039; non hanno, a parer mio, alcun senso.
Ogni indirizzo nasce principalmente per rispondere ad una esigenza del mercato, ma questo non significa che le &#039;persone&#039; debbano rispondere &#039;solo&#039; a quella determinata esigenza.

L&#039;ing. non si basa solo su dati, fissi e non discutibili ma anche su intuito, intraprendenza, buon senso. Sono queste le cose che fanno la differenza tra un Grande ing. e un qualsiasi ing., tra uno che diventa CEO e uno che è &#039;solo&#039; un impiegato, non certo il ramo di specializzazione che di una persona dice poco o nulla.

Essere ing. significa aver passato 5 anni a studiare, e parecchio. Eppure presa la laurea serve pratica...e serve andare a riguardarsi un pò di cose. Forse un ing. gestionale non potrà fare il lavoro proprio dell&#039;ing. meccanico &#039;da subito&#039;, ma non è che in ing. meccanico prende la laurea e si mette bel bello a progettare! comunque, dopo, bisogna continuare a studiare!
Senza contare che un ing. meccanico che si mette a cercare lavoro tra le mansioni di un ing. gestionale...forse ha qualche dubbio su cosa abbia studiato e perchè.

Concludo dicendo che è comunque indubbio che alcuni corsi siano più semplici di altri. E qui è inutile sparare palle sulle materie di base etc.. Alcuni corsi sono obiettivamente più complessi, anche nelle stesse materie base. Il punto è che sono I CORSI ad essere meno o più complessi NON  le persone! Chi fa un corso impossibile NON vale più di chi non ha una laurea!! Sono solo indirizzi di studio dettati da quello che piace fare!! Se studiate e vi ammazzate la vita SOLO per trovare un lavoro, andare a zappare la terra che di quello c&#039;è sempre bisogno! Piuttosto che fare la gare a chi fa il corso più difficile, chiedetevi se vi piace quello che studiate, se siete soddisfatti di voi e del corso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bah bah..<br />
Ho cominciato ad interessarmi a questa discussione quasi tre anni fa, quando dovevo scegliere l&#8217;indirizzo di laurea.<br />
Ad oggi sono a un passo dal prendere la triennale in ing. Civile a Torino.</p>
<p>Faccio solo un paio di considerazioni prettamente personali, che derivano dalla mia esperienza e da quella che ho recepito dai miei insegnati.</p>
<p>&#8216;Ing.&#8217; significa tutto e niente. Ci sono indirizzi che, se non per le materie di base, non c&#8217;entrano nulla gli uni con gli altri. Per altro poi, le materie &#8216;toste&#8217; NON sono quelle di base!! Sono una difficoltà perchè sono all&#8217;inizio del corso. Le materie toste, almeno per il mio indirizzo, sono meccanica razionale, scienza delle costruzioni e idraulica. A confronto analisi è una quasi bazzecola. Da me vedo che la &#8216;critica&#8217; che si fa agli ing. gestionali non è tanto il fatto di non fare fatica, cosa non vera, ma semmai il fatto che manchino materie davvero complesse. Oppure il fatto che la vita sia semplificata, che un esame di analisi si riduca ad un esamino a crocette! contro il mio pre-test, test a domande aperte, th scritto pre-orale e orale! FORSE è per queste cose che a molti futuri ing. stanno un pò sulle scatole gli ing. gestionali.</p>
<p>Nonostante tutto, affermazioni come &#8216;un ing. meccanico può fare quello che fa un ing. gestionale&#8217; non hanno, a parer mio, alcun senso.<br />
Ogni indirizzo nasce principalmente per rispondere ad una esigenza del mercato, ma questo non significa che le &#8216;persone&#8217; debbano rispondere &#8216;solo&#8217; a quella determinata esigenza.</p>
<p>L&#8217;ing. non si basa solo su dati, fissi e non discutibili ma anche su intuito, intraprendenza, buon senso. Sono queste le cose che fanno la differenza tra un Grande ing. e un qualsiasi ing., tra uno che diventa CEO e uno che è &#8216;solo&#8217; un impiegato, non certo il ramo di specializzazione che di una persona dice poco o nulla.</p>
<p>Essere ing. significa aver passato 5 anni a studiare, e parecchio. Eppure presa la laurea serve pratica&#8230;e serve andare a riguardarsi un pò di cose. Forse un ing. gestionale non potrà fare il lavoro proprio dell&#8217;ing. meccanico &#8216;da subito&#8217;, ma non è che in ing. meccanico prende la laurea e si mette bel bello a progettare! comunque, dopo, bisogna continuare a studiare!<br />
Senza contare che un ing. meccanico che si mette a cercare lavoro tra le mansioni di un ing. gestionale&#8230;forse ha qualche dubbio su cosa abbia studiato e perchè.</p>
<p>Concludo dicendo che è comunque indubbio che alcuni corsi siano più semplici di altri. E qui è inutile sparare palle sulle materie di base etc.. Alcuni corsi sono obiettivamente più complessi, anche nelle stesse materie base. Il punto è che sono I CORSI ad essere meno o più complessi NON  le persone! Chi fa un corso impossibile NON vale più di chi non ha una laurea!! Sono solo indirizzi di studio dettati da quello che piace fare!! Se studiate e vi ammazzate la vita SOLO per trovare un lavoro, andare a zappare la terra che di quello c&#8217;è sempre bisogno! Piuttosto che fare la gare a chi fa il corso più difficile, chiedetevi se vi piace quello che studiate, se siete soddisfatti di voi e del corso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giant</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-129912</link>
		<dc:creator>Giant</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 22:25:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-129912</guid>
		<description>L&#039;Ingegnere Gestionale non è presente all&#039;estero? Ragazzi, ma non diciamo cose senza neanche avere fatto una ricerca su google.
Ti aiuta pure wikipedia se vuoi, in USA è strutturato come addirittura tre corsi di laurea, cambia il nome, si chiama Industriale, ma il corso è quello li, fidati.
Addirittura come facoltà nasce in Giappone (il loro boom industriale è dovuto all&#039;applicazione di modelli ingegneristici alla produzione e al controllo statistico, cosa che in Italia ancora oggi non facciamo), e si sviluppa subito dopo in USA e Germania, dove è un &quot;must&quot; nelle amministrazioni pubbliche addirittura.
Ingegneria Gestionale (o come viene chiamata nei paesi anglosassoni, Industriale, nome che in Italia non è stato usato per evitare ambiguità con il settore di studi) è una facoltà talmente poco presente all&#039;estero che si tratta solo della seconda laurea in ingegneria più diffusa in USA (mi sembra dopo solo Elettronica), tra le più diffuse in UK, Germania e Francia, e che può vantare personaggi &quot;poco&quot; illustri come il CEO della Honda (che tra anni 90 e 2000 ha rivitalizzato un marchio schiacciato dal gigante Toyota), il CEO di Vodafone, il nuovo CEO di Apple (che negli anni 90 ha risollevato le sorti produttive di un&#039;azienda sull&#039;orlo del fallimento, agendo &quot;solo&quot; sugli impianti), anche il CEO di Reanult-Nissan. E&#039; Ingegnere Gestionale/Industriale l&#039;ex Ministro per l&#039;Economia e le Attività Produttive della Turchia, che ha guidato la nazione nel boom industriale degli anni 2000, e tanti altri... non è una laurea nata l&#039;altro ieri, ma basta cercare su wikipedia se non credete.

Poi vado per punti:
A chi parla di &quot;solo qualche università del nord italia&quot; rispondo dicendo che o vi informate VERAMENTE, o non parlate. Io studio nel PROFONDO SUD, il mio corso di laurea triennale si articola in 23 materie, di cui le materie di ingegneria &quot;classica&quot; svolte insieme ai meccanici e agli elettrici. E parlo di Analisi 1 e 2, Fisica 1 e Fisica 2, Chimica, Algebra e Geometria, Fisica Tecnica, Tecnologia Meccanica, Ingegneria dei Sistemi, Meccanica Applicata alle Macchine, Disegno Tecnico Industriale, Meccanica dei Materiali, Elettrotecnica e Impianti Industriali. Sentirmi dire di stare ad ingegneria come un avvocato mi fa venire i nervi, peggio se lo fa con la solita idea che al nord solo c&#039;è qualche eccezione buona.

Le uniche differenze che ho notato sono:
In Tecnologia Meccanica, noi studiavamo processi per asportazione di truciolo e processi per la deformazione plastica, i meccanici solo la prima parte ma con un modulo dedicato al tornio a controllo numerico
In Fisica Tecnica, noi studiavamo meglio i motori a turbo-gas (tipici delle centrali di produzione energetica moderna), i meccanici i classici schemi dei motori otto,diesel
In fisica tecnica da meccanici/elettrici si studia anche la fluido-dinamica, da noi è oggetto di materia a parte al terzo anno.

Le materie specialistiche riguardano:
1) Economia e Organizzazione Aziendale I - Presente Ovunque ormai in Ing. ma fatta nettamente meglio da noi
2) Economia e Organizzazione Aziendale II - Parte Teorica: Teorie Manageriali Parte Pratica: Gestione dei Costi (ovvero metodi di algebra applicata estremamente lunghi e che necessitano di precisione, leggi mille zeri dopo la virgola e sistemi a 16 incognite in media, per il calcolo dei costi unitari di produzione)
3) Gestione dei Sistemi Produttivi e della Qualità - Programmazione Operativa, Scheduling e Statistica della Qualità
4) Legislazione sul Lavoro e sull&#039;Infortunistica - Concetti di base di sicurezza sul lavoro e diritto del lavoro
5) Metodi di Matematica Statistica Applicata - Statistica, Calcolo delle Probabilità...

Al di fuori di Legislazione (Che a crediti però sta come le materie di &quot;laboratorio&quot; di certe facoltà dove bisogna solo prendere le presenze) abbiamo materie che qualcuno potrebbe definire per niente attinenti all&#039;ingegneria? Non parlatemi di Economia, perché ho avuto MOLTI meno problemi con Algebra e Geometria o con Fisica Tecnica e Tecnologia Meccanica, che con questa materia, dove un semplice errore dovuto alla fretta può farti sballare due matrici e relativi sistemi di equazioni.

Nella specialistica conto di studiare (vado a memoria):
*Programmazione della Produzione Industriale
*Gestione Sistemi Energetici
*Logistica
*Progettazione Integrata di Prodotto
*Marketing Operativo (se non sapete cosa sia, google vi aiuta)
*Affidabilità dei sistemi Produttivi
*Modellistica e Ottimizzazione
*Gestione della Qualità
*Sistemi di produzione di beni e servizi

e qualcosa che non ricordo, oltre alla materia a scelta.

Mi dici cosa mi manca per essere un ingegnere secondo te?
Se poi pensi che le attività di Operation Management siano da economisti allora abbiamo l&#039;ennesima prova di stare a parlare con gente che neanche sa cosa sia la Gestione di un Impianto Industriale a livello di conoscenze tecnico-operative e di progettazione di processi.

PS: Una differenza NETTA tra Gestionali e Ingegneri &quot;Classici&quot; c&#039;è, l&#039;ingegnere classico ragiona solitamente su dati puntuali di tipo progettuale e con risultati spesso assolutamente prevedibili in maniera analitica, basa quasi tutto sulla sua preparazione tecnica e sugli assiomi e leggi che ha studiato. Il Gestionale ragiona su dati statistici di tipo previsionali per progettare processi su cui prima si possono solo fare supposizioni con grado di affidabilità variabile, e che invece si rifà a teorie o &quot;regole&quot; che devono essere adattate e verificate caso per caso. Se siamo più &quot;versatili&quot; nel mondo lavorativo il motivo è solo questo, noi impariamo modelli matematici che si applicano nel settore industriale ma che possono essere facilmente adoperati anche in quello finanziario, amministrativo, informatico, ovunque sia applicabile la teoria del caos ecc, senza fare affidamento su uno o due teoremi intoccabili, in molti casi vedi che le ricerche di lavoro sono rivolte a Ing.Gestionali, Matematici e Statistici, non a caso.

Se per te tutto questo poi è poco o niente ingegneristico, che posso dirvi, Ingegneria è nata come facoltà dove si usava &quot;l&#039;ingegno&quot; per le operazioni più disparate, se oggi è diventata una scienza esatta e totalmente in-flessibile nei modi, nei problemi, e nella necessità di adeguarsi ai tempi, allora non siamo ingegneri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ingegnere Gestionale non è presente all&#8217;estero? Ragazzi, ma non diciamo cose senza neanche avere fatto una ricerca su google.<br />
Ti aiuta pure wikipedia se vuoi, in USA è strutturato come addirittura tre corsi di laurea, cambia il nome, si chiama Industriale, ma il corso è quello li, fidati.<br />
Addirittura come facoltà nasce in Giappone (il loro boom industriale è dovuto all&#8217;applicazione di modelli ingegneristici alla produzione e al controllo statistico, cosa che in Italia ancora oggi non facciamo), e si sviluppa subito dopo in USA e Germania, dove è un &#8220;must&#8221; nelle amministrazioni pubbliche addirittura.<br />
Ingegneria Gestionale (o come viene chiamata nei paesi anglosassoni, Industriale, nome che in Italia non è stato usato per evitare ambiguità con il settore di studi) è una facoltà talmente poco presente all&#8217;estero che si tratta solo della seconda laurea in ingegneria più diffusa in USA (mi sembra dopo solo Elettronica), tra le più diffuse in UK, Germania e Francia, e che può vantare personaggi &#8220;poco&#8221; illustri come il CEO della Honda (che tra anni 90 e 2000 ha rivitalizzato un marchio schiacciato dal gigante Toyota), il CEO di Vodafone, il nuovo CEO di Apple (che negli anni 90 ha risollevato le sorti produttive di un&#8217;azienda sull&#8217;orlo del fallimento, agendo &#8220;solo&#8221; sugli impianti), anche il CEO di Reanult-Nissan. E&#8217; Ingegnere Gestionale/Industriale l&#8217;ex Ministro per l&#8217;Economia e le Attività Produttive della Turchia, che ha guidato la nazione nel boom industriale degli anni 2000, e tanti altri&#8230; non è una laurea nata l&#8217;altro ieri, ma basta cercare su wikipedia se non credete.</p>
<p>Poi vado per punti:<br />
A chi parla di &#8220;solo qualche università del nord italia&#8221; rispondo dicendo che o vi informate VERAMENTE, o non parlate. Io studio nel PROFONDO SUD, il mio corso di laurea triennale si articola in 23 materie, di cui le materie di ingegneria &#8220;classica&#8221; svolte insieme ai meccanici e agli elettrici. E parlo di Analisi 1 e 2, Fisica 1 e Fisica 2, Chimica, Algebra e Geometria, Fisica Tecnica, Tecnologia Meccanica, Ingegneria dei Sistemi, Meccanica Applicata alle Macchine, Disegno Tecnico Industriale, Meccanica dei Materiali, Elettrotecnica e Impianti Industriali. Sentirmi dire di stare ad ingegneria come un avvocato mi fa venire i nervi, peggio se lo fa con la solita idea che al nord solo c&#8217;è qualche eccezione buona.</p>
<p>Le uniche differenze che ho notato sono:<br />
In Tecnologia Meccanica, noi studiavamo processi per asportazione di truciolo e processi per la deformazione plastica, i meccanici solo la prima parte ma con un modulo dedicato al tornio a controllo numerico<br />
In Fisica Tecnica, noi studiavamo meglio i motori a turbo-gas (tipici delle centrali di produzione energetica moderna), i meccanici i classici schemi dei motori otto,diesel<br />
In fisica tecnica da meccanici/elettrici si studia anche la fluido-dinamica, da noi è oggetto di materia a parte al terzo anno.</p>
<p>Le materie specialistiche riguardano:<br />
1) Economia e Organizzazione Aziendale I &#8211; Presente Ovunque ormai in Ing. ma fatta nettamente meglio da noi<br />
2) Economia e Organizzazione Aziendale II &#8211; Parte Teorica: Teorie Manageriali Parte Pratica: Gestione dei Costi (ovvero metodi di algebra applicata estremamente lunghi e che necessitano di precisione, leggi mille zeri dopo la virgola e sistemi a 16 incognite in media, per il calcolo dei costi unitari di produzione)<br />
3) Gestione dei Sistemi Produttivi e della Qualità &#8211; Programmazione Operativa, Scheduling e Statistica della Qualità<br />
4) Legislazione sul Lavoro e sull&#8217;Infortunistica &#8211; Concetti di base di sicurezza sul lavoro e diritto del lavoro<br />
5) Metodi di Matematica Statistica Applicata &#8211; Statistica, Calcolo delle Probabilità&#8230;</p>
<p>Al di fuori di Legislazione (Che a crediti però sta come le materie di &#8220;laboratorio&#8221; di certe facoltà dove bisogna solo prendere le presenze) abbiamo materie che qualcuno potrebbe definire per niente attinenti all&#8217;ingegneria? Non parlatemi di Economia, perché ho avuto MOLTI meno problemi con Algebra e Geometria o con Fisica Tecnica e Tecnologia Meccanica, che con questa materia, dove un semplice errore dovuto alla fretta può farti sballare due matrici e relativi sistemi di equazioni.</p>
<p>Nella specialistica conto di studiare (vado a memoria):<br />
*Programmazione della Produzione Industriale<br />
*Gestione Sistemi Energetici<br />
*Logistica<br />
*Progettazione Integrata di Prodotto<br />
*Marketing Operativo (se non sapete cosa sia, google vi aiuta)<br />
*Affidabilità dei sistemi Produttivi<br />
*Modellistica e Ottimizzazione<br />
*Gestione della Qualità<br />
*Sistemi di produzione di beni e servizi</p>
<p>e qualcosa che non ricordo, oltre alla materia a scelta.</p>
<p>Mi dici cosa mi manca per essere un ingegnere secondo te?<br />
Se poi pensi che le attività di Operation Management siano da economisti allora abbiamo l&#8217;ennesima prova di stare a parlare con gente che neanche sa cosa sia la Gestione di un Impianto Industriale a livello di conoscenze tecnico-operative e di progettazione di processi.</p>
<p>PS: Una differenza NETTA tra Gestionali e Ingegneri &#8220;Classici&#8221; c&#8217;è, l&#8217;ingegnere classico ragiona solitamente su dati puntuali di tipo progettuale e con risultati spesso assolutamente prevedibili in maniera analitica, basa quasi tutto sulla sua preparazione tecnica e sugli assiomi e leggi che ha studiato. Il Gestionale ragiona su dati statistici di tipo previsionali per progettare processi su cui prima si possono solo fare supposizioni con grado di affidabilità variabile, e che invece si rifà a teorie o &#8220;regole&#8221; che devono essere adattate e verificate caso per caso. Se siamo più &#8220;versatili&#8221; nel mondo lavorativo il motivo è solo questo, noi impariamo modelli matematici che si applicano nel settore industriale ma che possono essere facilmente adoperati anche in quello finanziario, amministrativo, informatico, ovunque sia applicabile la teoria del caos ecc, senza fare affidamento su uno o due teoremi intoccabili, in molti casi vedi che le ricerche di lavoro sono rivolte a Ing.Gestionali, Matematici e Statistici, non a caso.</p>
<p>Se per te tutto questo poi è poco o niente ingegneristico, che posso dirvi, Ingegneria è nata come facoltà dove si usava &#8220;l&#8217;ingegno&#8221; per le operazioni più disparate, se oggi è diventata una scienza esatta e totalmente in-flessibile nei modi, nei problemi, e nella necessità di adeguarsi ai tempi, allora non siamo ingegneri.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luca</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-129741</link>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 17:38:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-129741</guid>
		<description>Salve a tutti. Tra un mese circa mi devo laureare nella triennale di ingegneria meccanica e avrei intenzione di immatricolarmi alla magistrale di ingegneria gestionale. Il passaggio sarebbe indolore dato che non devo fare nessun esame integrativo. L&#039;unica cosa che mi blocca è il fatto che ho paura che la laurea ibrida cioè triennale e magistrale in due ingegnerie diverse potrebbe essere vista di cattivo occhio dalle aziende. Volevo chiedervi che ne pensate a riguardo? Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti. Tra un mese circa mi devo laureare nella triennale di ingegneria meccanica e avrei intenzione di immatricolarmi alla magistrale di ingegneria gestionale. Il passaggio sarebbe indolore dato che non devo fare nessun esame integrativo. L&#8217;unica cosa che mi blocca è il fatto che ho paura che la laurea ibrida cioè triennale e magistrale in due ingegnerie diverse potrebbe essere vista di cattivo occhio dalle aziende. Volevo chiedervi che ne pensate a riguardo? Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Informatico</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-129652</link>
		<dc:creator>Informatico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 23:15:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-129652</guid>
		<description>1. Hai fatto ingegneria gestionale e dopo 3 anni non sai nemmeno vagamente quali possono essere gli sbocchi lavorativi? Sinceramente con tutto il rispetto doveva essere LA PRIMA COSA DA CHIEDERE AI TUOI DOCENTI prima ancora dell&#039;iscrizione. Purtroppo molti attratti dai termini che oggi vanno di moda si lasciano &quot;fregare&quot; (anni fa andava di moda &quot;informatica&quot; lo mettevano dappertutto come &quot;indirizzo&quot;).
Non mi stupirei se i soliti insegnanti di matematica (perché gira e rigira sempre quella insegnano) inventassero il corso di Ingegneria BioSocialNetwork con specializzazione in Sicurezza.

2. Gli sbocchi lavorativi non li decidi tu ma il mercato. Pensa che io con una laurea in informatica ho difficoltà perché i miei potenziali clienti/datori di lavoro non sanno cosa sia e cosa si studiamo.

3. Ingegneria civile, edile, elettrica sono lauree di serie A (come Medicina, Odontoiatria, ecc) nel senso che terminati gli studi hai un albo professionale che ti tutela (= poca concorrenza e professione ben definita...decidono loro tutto anche il num. di bottoni del camice). Tu che concorrenza avrai? Che lavori andrai a fare? Penso un lavoro &quot;generico&quot;... ovvero impiegato/ prestatore d&#039;opera... e credimi sarà dura perché le aziende per tali figure preferiscono sempre donne giovani con il diploma di ragioneria e che sanno tenere la contabilità...i maschi come prestatori d&#039;opera sono richiesti per scaricare le cassette di frutta e tadaaa come &quot;programmatori-polli&quot;.

4. Sicuramente dopo aver girato e trovato le solite porte chiuse come TUTTI (Informatici, Matematici, Fisici, Ingegneri vari, diplomati senza speranza) sarai tentato di intraprendere la &quot;bellissima&quot; carriera di programmatore.
Qui arriva il bello nel senso che la parte &quot;gestionale&quot; è molto apprezzata, ma sai progettare/sviluppare software? Perché le aziende non è che vanno da 500.000 professionisti vogliono tutto pronto a basso costo da una sola persona &quot;un programmatore&quot; per cui non è che chiamano l&#039;analista, l&#039;ing. gestionale, un grafico, ecc.. vogliono una sola persona di riferimento, che costi poco e possibilmente che NON sia laureata (altrimenti non è un pollo).

5. Sicuramente dopo aver provato per una settimana a fare il punto 4. opterai per la più umana figura del commerciale (magari di software gestionali)...a questo punto sorge spontanea una domanda... chi te lo fa fare visto che i margini su quel prodotto sono miserevoli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. Hai fatto ingegneria gestionale e dopo 3 anni non sai nemmeno vagamente quali possono essere gli sbocchi lavorativi? Sinceramente con tutto il rispetto doveva essere LA PRIMA COSA DA CHIEDERE AI TUOI DOCENTI prima ancora dell&#8217;iscrizione. Purtroppo molti attratti dai termini che oggi vanno di moda si lasciano &#8220;fregare&#8221; (anni fa andava di moda &#8220;informatica&#8221; lo mettevano dappertutto come &#8220;indirizzo&#8221;).<br />
Non mi stupirei se i soliti insegnanti di matematica (perché gira e rigira sempre quella insegnano) inventassero il corso di Ingegneria BioSocialNetwork con specializzazione in Sicurezza.</p>
<p>2. Gli sbocchi lavorativi non li decidi tu ma il mercato. Pensa che io con una laurea in informatica ho difficoltà perché i miei potenziali clienti/datori di lavoro non sanno cosa sia e cosa si studiamo.</p>
<p>3. Ingegneria civile, edile, elettrica sono lauree di serie A (come Medicina, Odontoiatria, ecc) nel senso che terminati gli studi hai un albo professionale che ti tutela (= poca concorrenza e professione ben definita&#8230;decidono loro tutto anche il num. di bottoni del camice). Tu che concorrenza avrai? Che lavori andrai a fare? Penso un lavoro &#8220;generico&#8221;&#8230; ovvero impiegato/ prestatore d&#8217;opera&#8230; e credimi sarà dura perché le aziende per tali figure preferiscono sempre donne giovani con il diploma di ragioneria e che sanno tenere la contabilità&#8230;i maschi come prestatori d&#8217;opera sono richiesti per scaricare le cassette di frutta e tadaaa come &#8220;programmatori-polli&#8221;.</p>
<p>4. Sicuramente dopo aver girato e trovato le solite porte chiuse come TUTTI (Informatici, Matematici, Fisici, Ingegneri vari, diplomati senza speranza) sarai tentato di intraprendere la &#8220;bellissima&#8221; carriera di programmatore.<br />
Qui arriva il bello nel senso che la parte &#8220;gestionale&#8221; è molto apprezzata, ma sai progettare/sviluppare software? Perché le aziende non è che vanno da 500.000 professionisti vogliono tutto pronto a basso costo da una sola persona &#8220;un programmatore&#8221; per cui non è che chiamano l&#8217;analista, l&#8217;ing. gestionale, un grafico, ecc.. vogliono una sola persona di riferimento, che costi poco e possibilmente che NON sia laureata (altrimenti non è un pollo).</p>
<p>5. Sicuramente dopo aver provato per una settimana a fare il punto 4. opterai per la più umana figura del commerciale (magari di software gestionali)&#8230;a questo punto sorge spontanea una domanda&#8230; chi te lo fa fare visto che i margini su quel prodotto sono miserevoli?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: un ingegnere</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-128868</link>
		<dc:creator>un ingegnere</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:11:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-128868</guid>
		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per GIANT:<br />
ribadisco che salvo pochissime facolt del nord italia, i corsi di ingegneria gestionale, a parte il &#8220;titolo&#8221; dei singoli corsi che pu sembrare sovrapponibile a quello di corsi di altre ingegnerie, sono completamente svuotati dei contenuti.<br />
cio:la matematica si fa male, le materie tecniche si fanno male o malissimo. ed escono ingegneri che di matematica e delle BASI fondamentali di qualsiasi ingegnere al mondo, sanno poco o nulla.<br />
per non dire hanno gravissime lacune proprio nelle materie scientifiche. non serve? perch sono &#8220;gestionali&#8221; e non &#8220;tecnici&#8221;. proprio questo  il punto: NON SONO INGENGERI.<br />
la tua affermazione che l&#8217;ingegnere gestionale  FIGURA ESSENZIALE nell&#8217;industria moderna,  ridicola: esiste solo in Italia!!! come  evidente, le industrie italiane sono le pi efficienti e produttive del mondo&#8230; ma di. un p di senso del ridicolo?<br />
il gestionale  una figura creata per portar via studenti alle facolt di economia. piace all&#8217;azienda italiana medio-grande, in quanto  l&#8217;impiegato tipo da &#8220;formare&#8221; internamente all&#8217;azienda.<br />
senza skills particolari, come piace al management e alla propriet industriale &#8220;tipo&#8221; italiana. cio gente che non rompe le balle, mediamente ambiziosa, che dove la metti sta. punto.<br />
se poi devi cercare la competitivit sul prodotto e sull&#8217;organizzazione&#8230; beh&#8230; lasciamo stare.  cos evidente quanto sia fallimentare (mediamente) tutto l&#8217;apparato &#8220;gestionale&#8221; dell&#8217;impresa italiana medio-grande che  inutile approfondire.</p>
<p>sia ben chiaro: non parlo delle singole persone, rispettabilissime, che scelgono ingegneria gestionale. e i pochissimi che sono particolarmente dotati che riuscirebbero anche nelle ingegnerie &#8220;vere&#8221; (intendendo quella che  l&#8217;ingegneria tecnica, cio l&#8217;unica comunemente intesa nel mondo).<br />
parlo invece della &#8220;facolt&#8221; di ingegneria gesitonale. che si posiziona benissimo (ripeto, salvo pochissime facolt), nell&#8217;enorme numero di facolt e indirizzi spuntati come funghi nel recente passato.<br />
altrimenti iniziamo a dire che anche scienze della cominicazione (che ha soppiantato giurisprudenza)  una facolt difficile e seria. e cos via. poi, guardacaso, il 50% degli studenti di tutta Italia, per qualche anno, erano iscritti a scienze della comunicazione. uno su due!!! e se glielo chiedevate tutti sostenevano che era completissima-difficilissima-altamente formativa&#8230;<br />
stessa cosa per gestionale: tutti vogliono l&#8217;ING facile-facile. tutti chiedono &#8220;dove  pi facile?&#8221;, &#8220; vero che ing gestionale  la pi facile e hai comunque il titolo &#8220;ing&#8221;?&#8221;, e cos via.<br />
ma una volta iscritti o laureati miracolosamente tutti pretendono di affermare che ingegneria gestionale  questa roba iper-completa che forma i super-super-super manager che non devono sapere nulla perch vengono formati a &#8220;gestire gli altri&#8221;.<br />
ma su&#8230; sono italianate che fanno sorridere.<br />
l&#8217;importante  studiare e prepararsi. se gestionale fa trovare lavoro, allora fate gestionale. ma non pretendete che vengano riconosciute competenze importanti che sono appannaggio delle ingegnerie ben pi difficili e selettive.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Professionista</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-128050</link>
		<dc:creator>Professionista</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 11:34:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-128050</guid>
		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per GIANT: se ti riferisci ai &#8220;titoli&#8221; degli esami&#8230; beh, ti assicuro che 9 gestionali su 10 con cui ho avuto a che fare stavano all&#8217;ingegneria come ci sta un avvocato o un laureato in economia.<br />
Quello che sostengo io, dimostrato anche da fatto che all&#8217;estero non ci siano figure corrispondenti (e il sistema universitario italiano non pare proprio definibile di eccellenza viste le classifiche&#8230;), non  che il ruolo di una figura &#8220;come&#8221; il gestionale, sia inutile. Quello che sostengo io, e che ritengo PALESE e dimostrato dai fatti,  che  assolutamente IMPROPRIO definire il gesitonale un INGENGERE.<br />
NON LO E&#8217; per i contenuti reali della formazione. Intendo dire: l&#8217;ingegneria non  un enunciato teorico. Un ingegnere DEVE essere e rimanere la figura TECNICA per eccellenza.<br />
Altrimenti  come definire un avvocato, &#8220;INGEGNERE DEL DIRITTO&#8221;. esempio pi chiaro non mi riesce.<br />
Non  che uno che ha una infarinata di nozioni tecniche (perch di quello si tratta) allora  ingegnere. Altrimenti anche un laureato in economia, visto che fa matematica potrebbe chiamarsi ingegnere aziendale? O ingegnere dell&#8217;economia?<br />
Oppure solo perch la facolt  quella di ingegneria, per &#8220;osmosi&#8221; scientifica, a tutti gli studenti viene infuso il sapere ingegneristico?<br />
Ma su.<br />
Il punto  che  una invenzione tutta italiana. Serviva recuperare il gap di iscritti alle facolt scientifico/tecniche, esi sono inventati l&#8217;ingegneria gestionale.<br />
E&#8217; l&#8217;&#8221;ING&#8221; che  fuori luogo completamente.<br />
Non  possibile che un ingegnere abbia di matematica una infarinatura sommaria. O di meccanica razionale. E&#8217; un controsenso.<br />
E questo non fa altro che togliere ancora pi credibilit al sistema formativo italiano.<br />
Poi, i &#8220;pochissimi&#8221; che vanno all&#8217;estero, non  che trovano lavoro perch &#8220;il sistema universtitario italiano  tra i migliori al mondo&#8221;, come siamo sempre bravi a raccontarci.<br />
Trovano lavoro perch spesso  la gente in gamba che va all&#8217;estero perch qui da noi non trova lavoro.<br />
E quindi &#8220;mediamente&#8221; sono italiani sopra la media. Parlo naturalmente dei laureati, non di chi va a fare i panini o il commesso.<br />
Occorrerebbe fondamentalmente un p di umilt. E finirla di pretendere competenza che nei fatti non si hanno.<br />
Tempo fa, solo un aneddoto, in una azienda dovevamo fare alcuni calcoli &#8220;al volo&#8221;. C&#8217;erano alcune persone tra cui in gestionale e un laureato in giurisprudenza alla Luiss. Bene, non ci crederete, ma il gestionale era completamente spiazzato.<br />
Non riusciva a fare neanche dei calcoli banali a mente. Sparava &#8220;tentativi&#8221; e sistematicamente 2 secondi dopo dovevamo correggerlo e annotare i numeri. Si  ripetuto almeno 5-6 volte.<br />
Non ne beccava uno. Beh, neanche una delle volte ha accettato di stare zitto. Ogni volta tentava di sormontare con la voce gli altri presenti. E ogni volta si stizziva alla conseguente correzione.<br />
E&#8217; solo un esempio banale. Credo che molti gestionali siano in grado di padroneggiare MOLTO bene la matematica. Ma l&#8217; era evidente che una figura (peraltro neanche l&#8217;impiegatino neoassunto, ma una figura di una certa responsabilit), stava alla matematica di base come uno si aspetterebbe un filosofo o un sociologo: lo zero assoluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Economista</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-126446</link>
		<dc:creator>Economista</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 16:38:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-126446</guid>
		<description>Manlio studi Economia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Manlio studi Economia?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manlio</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-126152</link>
		<dc:creator>Manlio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 15:08:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-126152</guid>
		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco ingegneri che fanno la fame, gestionali, meccanici, elettronici, chimici &#8230;<br />
Conosco economisti che fanno la fame, aziendalisti o meno &#8230;<br />
Ne conosco tanti altri che hanno trovato la loro strada e oggi ricoprono ruoli pi o meno importanti in aziende pi o meno importanti.</p>
<p>Dopo 12 anni di lavoro in un determinato settore quando ti presenti (parlo per esperienza personale) non hai bisogno di spiegare a nesuno in cosa sei laureato, il dott. pinco pallino AD della Coca Cola Italia &#8230;  uno con le palle. L&#8217;ing fraccazzo, direttore di produzione della buciodeculo Inc.  uno con le palle.</p>
<p>Salvo scelte azzardate un buon corso di lurea  un buon punto di partenza per entrare nel mondo del lavoro, conta molto l&#8217;ateneo ma anche il corso di laurea che sia Ingegneria, Economia, Giurisprudenza &#8230; Una volta fuori dall&#8217;universit inizia la vera guerra e allora so cazzi !!!</p>
<p>La preparazione accademica influisce per il 25% sull&#8217;esito di una carriera professionale, il grosso lo dovete fare voi tirando fuori le (palle !!!) vostre qualit personali.</p>
<p>La prima cosa  cercare di avere un contratto di lavoro degno di questo nome, anche se poco poco lontano da quello che pensavate di fare.<br />
La seconda cosa  iniziare a muoversi verso l&#8217;obiettivo che prefissato, da insider ci si pu muovere da precario  un po&#8217; pi difficile !!!<br />
La terza e pi importante  che capirete col tempo che a lavorare onestamente non si fanno i soldi e che l&#8217;unica regola che vige  quella del guadagno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-126110</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:35:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-126110</guid>
		<description>Ciao Giant,

Concordo con te su quasi tutto quello che hai appena detto tranne che su una specifica affermazione &quot;...e Supply Chain sono settori di ESCLUSIVA competenza dei gestionali&quot;. Io sono un ingegnere biomedico è lavoro nell&#039;ambito della supply chain per conto di una grande multinazionale farmaceutica. Credo che la stessa cosa la potrebbero farla i laureati in ingegneria meccanica in una qualsiasi azienda specializzata in componentistica meccanica. Detto ciò, personalmente ho un gran rispetto per l&#039;ingegneria gestionale come peraltro per tutte le altre ingegnerie. Dopotutto, di corsi in ingegneria &quot;facili&quot; non ne esistono. Questo lo posso certamente sostenere per quanto concerne il Politecnico di Torino dove ho avuto il privilegio di studiare.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giant,</p>
<p>Concordo con te su quasi tutto quello che hai appena detto tranne che su una specifica affermazione &#8220;&#8230;e Supply Chain sono settori di ESCLUSIVA competenza dei gestionali&#8221;. Io sono un ingegnere biomedico è lavoro nell&#8217;ambito della supply chain per conto di una grande multinazionale farmaceutica. Credo che la stessa cosa la potrebbero farla i laureati in ingegneria meccanica in una qualsiasi azienda specializzata in componentistica meccanica. Detto ciò, personalmente ho un gran rispetto per l&#8217;ingegneria gestionale come peraltro per tutte le altre ingegnerie. Dopotutto, di corsi in ingegneria &#8220;facili&#8221; non ne esistono. Questo lo posso certamente sostenere per quanto concerne il Politecnico di Torino dove ho avuto il privilegio di studiare.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GIANT</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-125907</link>
		<dc:creator>GIANT</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 13:35:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-125907</guid>
		<description>Ho letto qualche commento, e capisco come la maggioranza di chi critica Gestionale non solo spesso non ha mai neanche visto come è strutturato un corso di Ing.Gestionale serio, ma non sa neanche come funziona una azienda o industria.
L&#039;Ingegnere Gestionale è una figura ESSENZIALE nelle industrie moderne. I processi di gestione della produzione, di controllo della qualità, in generali tutti quelli di operation management e supply chain sono settori di ESCLUSIVA competenza dei Gestionali. O pensate che un laureato in Economia Aziendale possa mettersi a fare l&#039;Ingegnere di Linea (se non sapete cos&#039;è, lasciate questi discorsi) o a studiare progetti meccanico-industriali senza sapere niente di meccanica? E un Meccanico, con zero competenze di gestione dei costi e statistica applicata non avrebbe le capacità di fare altrettanto.

E come Elettronica e Informatica, un Elettronico in linea di massima può arrivare a capire come lavora e cosa fa un Informatico, ma non è specializzato per fare ciò. Tra l&#039;altro in Informatica si fondono conoscenze di Elettronica, Telecomunicazioni e Scienze Matematiche, così come un Gestionale del settore Industriale fonde conoscenze di Gestione dei Costi, Impiantistica e Matematica Statistica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto qualche commento, e capisco come la maggioranza di chi critica Gestionale non solo spesso non ha mai neanche visto come è strutturato un corso di Ing.Gestionale serio, ma non sa neanche come funziona una azienda o industria.<br />
L&#8217;Ingegnere Gestionale è una figura ESSENZIALE nelle industrie moderne. I processi di gestione della produzione, di controllo della qualità, in generali tutti quelli di operation management e supply chain sono settori di ESCLUSIVA competenza dei Gestionali. O pensate che un laureato in Economia Aziendale possa mettersi a fare l&#8217;Ingegnere di Linea (se non sapete cos&#8217;è, lasciate questi discorsi) o a studiare progetti meccanico-industriali senza sapere niente di meccanica? E un Meccanico, con zero competenze di gestione dei costi e statistica applicata non avrebbe le capacità di fare altrettanto.</p>
<p>E come Elettronica e Informatica, un Elettronico in linea di massima può arrivare a capire come lavora e cosa fa un Informatico, ma non è specializzato per fare ciò. Tra l&#8217;altro in Informatica si fondono conoscenze di Elettronica, Telecomunicazioni e Scienze Matematiche, così come un Gestionale del settore Industriale fonde conoscenze di Gestione dei Costi, Impiantistica e Matematica Statistica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianluca88</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-121396</link>
		<dc:creator>Gianluca88</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:02:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-121396</guid>
		<description>Mi sa che mi hai capito male, ti spiego meglio quello che volevo dire:

&quot;E’ un fatto (se conoscessi anche il mercato interno italiano) che il grosso dell’offerta è scadente. Appena oggi un architetto cerca un ingegnere un pò più flessibile da realizzare una struttura “non convenzionale”, “non da manuale”, non se ne trovano&quot;

Infatti non intendo che l&#039;ingegnere-architetto progetti la forma dell&#039;edificio,ma proprio come dici tu qui che si avvicini di più al mondo dell&#039;architetto, da cui oggi è troppo staccato, ed impari qualcosa di architettura in modo da poter essere flessibile e in modo da sapere il perchè si richieda un certo senso estetico nelle strutture...E&#039; la stessa cosa che intendo per l&#039;ingegnere gestionale, non dico che debba fare il lavoro dell&#039;ingegnere meccanico, ma serve come figura perchè sa far comunicare in maniera costruttiva la parte meccanica con la parte gestionale/economica. E&#039; ovvio che servirà comunque il tecnico e servirà comunque il gestionale, non è che uno esclude l&#039;altro.
Allo stesso modo non intendo escludere l&#039;Architetto, ma mettergli in fianco una persona che magari non ha fatto l&#039;esame di calcolo numerico, ma magari ne ha fatto uno in storia dell&#039;architettura. 
E&#039; anche vero però che l&#039;architetto a volte pecca dal punto di vista della fattibilità (forse è meglio usare questo termine) Ti faccio un paio di esempi:
Mi è passato sotto le mani un progetto in cui era prevista una grande facciata a sud (con ovvi disagi per il raffrescamento interno), e allora l&#039;architetto per far rientrare l&#039;edificio nella classe energetica che gli era stata richiesta ha semplicemente indicato di scegliere dei vetri con tot caratteristiche...bhe non esiste nessun vetro al mondo con quelle caratteristiche (è dovuto alle caratteristiche stesse del materiale vetro)..Ma in ogni caso qui è più un architetto che ha voluto fare il lavoro di un ingegnere, ti faccio un altro esempio...Richiesta su un progetto un anta-ribalta di 4 metri di altezza...NON ESISTE nessun produttore che la realizzi, il peso stesso del vetro richiederebbe una forza per la sua chiusura assurda...Ti sembra poi possibile che il ponte di Calatrava di Venezia sia stato gestito in quel modo? Per carità, esteticamente ineccepibile, ma dal punto di vista tecnico è veramente un disastro: il progetto è costato il triplo di quello che doveva costare, gli scalini sono scivolosissimi e più di qualcuno si è lamentato delle cadute che si è procurato, non prevede accesso per i disabili.....A volte è vero che l&#039;architetto è troppo artista....
Ecco perchè credo che avvicinare di più le due figura non sia uno sbaglio, ma un punto di forza. Non significa eliminare uno dei due, significa creare, come nel caso dell&#039;Ingegnere-Architetto una figura che sia più aperte al dialogo tra le due parti...Poi esempi su architetti che realizzano cose infattibili ce ne sono a bizzeffe, basta che pensi ai piccoli studi. All&#039;estero le facoltà tendono ad essere molto più flessibili delle nostre...in America il percorso di studi praticamente te lo costruisci da solo e sulla base delle tipologie di crediti che accumuli ottieni titoli diversi...

In ogni caso non sono ignorante in inglese, ma la parola Design (e direi che possiamo anche permetterci di utilizzarla dato che i due movimenti principali che ne hanno segnato la nascita (parlo ora del design industriale moderno) sono stati il fenomeno Memphis (gruppo guidato da Ettore Sottsass) e l&#039;apertura culturale della Olivetti) in Italia è ormai ufficialmente riconosciuta. Pensa che esiste addirittura l&#039;ADI associazione designer italiani, e non intende progettisti puri. Nella mia frase intendevo appunto che la creatività e il design ci hanno salvato..in generale, non solo nell&#039;architettura...Noi abbiamo tanto potenziale, ma il più delle volte lo lasciamo crollare in una lotta di clan tra specialisti. 

L&#039;idea delle facoltà miste secondo me è un buon primo passo verso la flessibilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sa che mi hai capito male, ti spiego meglio quello che volevo dire:</p>
<p>&#8220;E’ un fatto (se conoscessi anche il mercato interno italiano) che il grosso dell’offerta è scadente. Appena oggi un architetto cerca un ingegnere un pò più flessibile da realizzare una struttura “non convenzionale”, “non da manuale”, non se ne trovano&#8221;</p>
<p>Infatti non intendo che l&#8217;ingegnere-architetto progetti la forma dell&#8217;edificio,ma proprio come dici tu qui che si avvicini di più al mondo dell&#8217;architetto, da cui oggi è troppo staccato, ed impari qualcosa di architettura in modo da poter essere flessibile e in modo da sapere il perchè si richieda un certo senso estetico nelle strutture&#8230;E&#8217; la stessa cosa che intendo per l&#8217;ingegnere gestionale, non dico che debba fare il lavoro dell&#8217;ingegnere meccanico, ma serve come figura perchè sa far comunicare in maniera costruttiva la parte meccanica con la parte gestionale/economica. E&#8217; ovvio che servirà comunque il tecnico e servirà comunque il gestionale, non è che uno esclude l&#8217;altro.<br />
Allo stesso modo non intendo escludere l&#8217;Architetto, ma mettergli in fianco una persona che magari non ha fatto l&#8217;esame di calcolo numerico, ma magari ne ha fatto uno in storia dell&#8217;architettura.<br />
E&#8217; anche vero però che l&#8217;architetto a volte pecca dal punto di vista della fattibilità (forse è meglio usare questo termine) Ti faccio un paio di esempi:<br />
Mi è passato sotto le mani un progetto in cui era prevista una grande facciata a sud (con ovvi disagi per il raffrescamento interno), e allora l&#8217;architetto per far rientrare l&#8217;edificio nella classe energetica che gli era stata richiesta ha semplicemente indicato di scegliere dei vetri con tot caratteristiche&#8230;bhe non esiste nessun vetro al mondo con quelle caratteristiche (è dovuto alle caratteristiche stesse del materiale vetro)..Ma in ogni caso qui è più un architetto che ha voluto fare il lavoro di un ingegnere, ti faccio un altro esempio&#8230;Richiesta su un progetto un anta-ribalta di 4 metri di altezza&#8230;NON ESISTE nessun produttore che la realizzi, il peso stesso del vetro richiederebbe una forza per la sua chiusura assurda&#8230;Ti sembra poi possibile che il ponte di Calatrava di Venezia sia stato gestito in quel modo? Per carità, esteticamente ineccepibile, ma dal punto di vista tecnico è veramente un disastro: il progetto è costato il triplo di quello che doveva costare, gli scalini sono scivolosissimi e più di qualcuno si è lamentato delle cadute che si è procurato, non prevede accesso per i disabili&#8230;..A volte è vero che l&#8217;architetto è troppo artista&#8230;.<br />
Ecco perchè credo che avvicinare di più le due figura non sia uno sbaglio, ma un punto di forza. Non significa eliminare uno dei due, significa creare, come nel caso dell&#8217;Ingegnere-Architetto una figura che sia più aperte al dialogo tra le due parti&#8230;Poi esempi su architetti che realizzano cose infattibili ce ne sono a bizzeffe, basta che pensi ai piccoli studi. All&#8217;estero le facoltà tendono ad essere molto più flessibili delle nostre&#8230;in America il percorso di studi praticamente te lo costruisci da solo e sulla base delle tipologie di crediti che accumuli ottieni titoli diversi&#8230;</p>
<p>In ogni caso non sono ignorante in inglese, ma la parola Design (e direi che possiamo anche permetterci di utilizzarla dato che i due movimenti principali che ne hanno segnato la nascita (parlo ora del design industriale moderno) sono stati il fenomeno Memphis (gruppo guidato da Ettore Sottsass) e l&#8217;apertura culturale della Olivetti) in Italia è ormai ufficialmente riconosciuta. Pensa che esiste addirittura l&#8217;ADI associazione designer italiani, e non intende progettisti puri. Nella mia frase intendevo appunto che la creatività e il design ci hanno salvato..in generale, non solo nell&#8217;architettura&#8230;Noi abbiamo tanto potenziale, ma il più delle volte lo lasciamo crollare in una lotta di clan tra specialisti. </p>
<p>L&#8217;idea delle facoltà miste secondo me è un buon primo passo verso la flessibilità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-121341</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:48:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-121341</guid>
		<description>a proposito gianluca, solo una precisazione. quando dici &quot;Design&quot;, fai la confusione tipica degli italiani che ignorano l&#039;inglese e il sigificato corretto delle parole.
Da noi il &quot;design&quot; è considerato il design industriale (la sedia, la poltrona, l&#039;arredo in genere, al massimo l&#039;interior design).
Nel mondo anglosassone, la parola &quot;design&quot; ha il significato di &quot;progetto&quot;.
Quando leggi o senti dire a livello internazionale &quot;architectural design&quot; o design in generale, significa &quot;il&quot; progetto.
E Designer sta per &quot;progettista&quot;. La valenza &quot;artistica&quot; della parola, è una deformazione italiana.
Sui progetti infatti leggi &quot;Designer&quot; o &quot;Architect&quot;. che non sta per disegnatore, ma progettista.
ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito gianluca, solo una precisazione. quando dici &#8220;Design&#8221;, fai la confusione tipica degli italiani che ignorano l&#8217;inglese e il sigificato corretto delle parole.<br />
Da noi il &#8220;design&#8221; è considerato il design industriale (la sedia, la poltrona, l&#8217;arredo in genere, al massimo l&#8217;interior design).<br />
Nel mondo anglosassone, la parola &#8220;design&#8221; ha il significato di &#8220;progetto&#8221;.<br />
Quando leggi o senti dire a livello internazionale &#8220;architectural design&#8221; o design in generale, significa &#8220;il&#8221; progetto.<br />
E Designer sta per &#8220;progettista&#8221;. La valenza &#8220;artistica&#8221; della parola, è una deformazione italiana.<br />
Sui progetti infatti leggi &#8220;Designer&#8221; o &#8220;Architect&#8221;. che non sta per disegnatore, ma progettista.<br />
ciao.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-121340</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:43:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-121340</guid>
		<description>Gianluca, è proprio ciò che scrivi tu ad essere un minestrone di luoghi comuni di chi non conosce le cose ma parla per luoghi comuni e per sentito dire.
Se cos&#039; non fosse, non scriveresti ciò che hai scritto. A cominciare dalla &quot;profonda&quot; analisi del rapporto tra architettura ingegneria in Italia. DIrei che qualcosina ne so visto che attualmente è lo specifico settore in cui opero.
La differenza unica e fondamentale è che SOLO in Italia, agli ingegneri è dato mettere mano alla progettazione generale degli edifici. All&#039;estero l&#039;ingegnere fa (salvo rarissime eccezioni di singoli ingegneri) l&#039;ingengere: cioè progetta le strutture.
E infatti è chiamato, in modi diversi &quot;statico&quot;, &quot;calcolatore&quot; (non è una offesa, anche in Italia si definisce &quot;calcolatore&quot;). I progettisti degli edifici sono SEMPRE E SOLO architetti. La progettazione ovunque si chiama progettazione architettonica perchè la fa l&#039;architetto. L&#039;ingegnere, ma se conoscessi la realtà vera del mercato delle costruziooni non avresti scritto ciò che hai scritto, fa parte dell&#039;elenco dei &quot;consulenti&quot; dell&#039;architetto.
Si qualsiasi progetto internazionale, troverai sempre &quot;progettista: architetto tal dei tali&quot;. E poi l&#039;elenco dei consulenti: strutture, impianti, illuminotecnica, ecc. Che sono appunto ingegneri e svolgono un lavoro specialistico che da noi il 99,9% degli ingegneri non sa fare.
E&#039; un fatto (se conoscessi anche il mercato interno italiano) che il grosso dell&#039;offerta è scadente. Appena oggi un architetto cerca un ingegnere un pò più flessibile da realizzare una struttura &quot;non convenzionale&quot;, &quot;non da manuale&quot;, non se ne trovano.
Sui grandi progetti (non come cubatura... perchè quella non richiede particolari competenze) che richiedono innovazione e capacità di soluzione di problemi non standard, devi cercare le società straniere.
Ma è cosa nota. Anche per gli impianti e per le soluzioni avanzate, la risposta strandard è &quot;non si può fare&quot; &quot;costa troppo&quot;, ecc. Nel 99% dei casi sono scuse perchè l&#039;ingegnere italiano, abituato alle &quot;statole di cemento armato&quot; standard prodotte con software specifici che NON si è in grado di verificare (anche a causa di una normativa nostrana assolutamente farraginosa e avvolta su se stessa).
La tua affermazione che l&#039;architetto &quot;è più artista&quot; e l&#039;ingegnere troppo tecnico, è proprio una fesseria. Se mi parli, ed è quello che affermo per TUTTE le facoltà, di università scandalose diffuse a decine in tutta Italia, ok. E&#039; vero. Dalle università italiane, soprattutto quelle del SUD, oggi escono somari totali. Non è una affermazione assoluta, ma negarlo significa negare una realtà che è così palese da far vergognare.
Il fatto della irrealizzabilità, è una fesseria grandiosa: è la classica baggianata da luogo comune, detta da gente che NON HA MAI AVUTO A CHE FARE CON UN ARCHITETTO E NON HA LA MINIMA IDEA di cosa e come si faccia un progetto.
Neanche di cosa sia. Quante volte si sente dire questa cavolata alla massaia che l&#039;ha sentito dire dal cognato che l&#039;ha sentito dire dalla moglie che l&#039;ha sentito dire dal fruttivendolo e così via.
Architetti che fanno progetti &quot;irrealizzabili&quot;, non esistono. Se mi parli dello studente, ci sto. Ma NESSUN architetto progettista farà mai un progetto irreralizzzabile, salvo che nel mondo dei sogni di qualche ingegnere o geometra che semplicemente, per ignoranza totale, deve trovare una giustificazione al fatto che l&#039;Italia sia l&#039;unico paese occidentale in cui i progetti architiettonici (cioè TUTTI) non siano fatti da architetti.
Immagina in Francia uno &quot;statico&quot; a cui affidassero una progettazione! Quando si dice progettazione, naturalmente si intende la &quot;progettazione architettonica&quot;. Che non è il &quot;render&quot;, o lo schizzo, come ignorantemente molti affermano perchè non sanno di che parlano. La progettazione architetonica &quot;è il progetto&quot;. cioè contiene &quot;tutto&quot;, salvo l&#039;approfondimento specialistico di strutture e impianti, che però sono SEMPRE PRESENTI. 
Io non conosco alcun architetto che faccia &quot;progetti irrealizzabili&quot;. Ingegneri che fanno progetti &quot;mostruosi&quot;, sì. Poi, accade di frequente che arrivi in studio lo strutturista per fare &quot;il suo&quot; mestiere di consulente, e si metta le mani nei capelli, IN ITALIA.
Per il motivo detto prima. Perchè o gli metti davanti un progetto &quot;regolare&quot;, un rettangolo in cui piazza la griglia &quot;regolare&quot; di pilastri e travi, o nella maggior parte dei casi, non saprebbero dove metter mano.
E&#039; l&#039;opposto dell&#039;Inghilterra, ad esempio, dove l&#039;ingegnere strutturista è una professione avanzatissima. Lì hai consulenti (leggi cosa ne dice Zaha Hadid, architetta di fama mondiale che ha base a Londra) strutturisti da paura.
Non è un caso che ARUP, OVE, ecc siano società di lì...
L&#039;Italia è profondamente arretrata dal punto di vista tecnico-culturale. Rendiamocene conto. E creare 200.000 corsi di laurea senza capo nè coda, per far felici i &quot;clienti-studenti&quot; che pagano ed escono velocemente da troppe parti cazzeggiando come ragazzini alle superiori, non è normale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianluca, è proprio ciò che scrivi tu ad essere un minestrone di luoghi comuni di chi non conosce le cose ma parla per luoghi comuni e per sentito dire.<br />
Se cos&#8217; non fosse, non scriveresti ciò che hai scritto. A cominciare dalla &#8220;profonda&#8221; analisi del rapporto tra architettura ingegneria in Italia. DIrei che qualcosina ne so visto che attualmente è lo specifico settore in cui opero.<br />
La differenza unica e fondamentale è che SOLO in Italia, agli ingegneri è dato mettere mano alla progettazione generale degli edifici. All&#8217;estero l&#8217;ingegnere fa (salvo rarissime eccezioni di singoli ingegneri) l&#8217;ingengere: cioè progetta le strutture.<br />
E infatti è chiamato, in modi diversi &#8220;statico&#8221;, &#8220;calcolatore&#8221; (non è una offesa, anche in Italia si definisce &#8220;calcolatore&#8221;). I progettisti degli edifici sono SEMPRE E SOLO architetti. La progettazione ovunque si chiama progettazione architettonica perchè la fa l&#8217;architetto. L&#8217;ingegnere, ma se conoscessi la realtà vera del mercato delle costruziooni non avresti scritto ciò che hai scritto, fa parte dell&#8217;elenco dei &#8220;consulenti&#8221; dell&#8217;architetto.<br />
Si qualsiasi progetto internazionale, troverai sempre &#8220;progettista: architetto tal dei tali&#8221;. E poi l&#8217;elenco dei consulenti: strutture, impianti, illuminotecnica, ecc. Che sono appunto ingegneri e svolgono un lavoro specialistico che da noi il 99,9% degli ingegneri non sa fare.<br />
E&#8217; un fatto (se conoscessi anche il mercato interno italiano) che il grosso dell&#8217;offerta è scadente. Appena oggi un architetto cerca un ingegnere un pò più flessibile da realizzare una struttura &#8220;non convenzionale&#8221;, &#8220;non da manuale&#8221;, non se ne trovano.<br />
Sui grandi progetti (non come cubatura&#8230; perchè quella non richiede particolari competenze) che richiedono innovazione e capacità di soluzione di problemi non standard, devi cercare le società straniere.<br />
Ma è cosa nota. Anche per gli impianti e per le soluzioni avanzate, la risposta strandard è &#8220;non si può fare&#8221; &#8220;costa troppo&#8221;, ecc. Nel 99% dei casi sono scuse perchè l&#8217;ingegnere italiano, abituato alle &#8220;statole di cemento armato&#8221; standard prodotte con software specifici che NON si è in grado di verificare (anche a causa di una normativa nostrana assolutamente farraginosa e avvolta su se stessa).<br />
La tua affermazione che l&#8217;architetto &#8220;è più artista&#8221; e l&#8217;ingegnere troppo tecnico, è proprio una fesseria. Se mi parli, ed è quello che affermo per TUTTE le facoltà, di università scandalose diffuse a decine in tutta Italia, ok. E&#8217; vero. Dalle università italiane, soprattutto quelle del SUD, oggi escono somari totali. Non è una affermazione assoluta, ma negarlo significa negare una realtà che è così palese da far vergognare.<br />
Il fatto della irrealizzabilità, è una fesseria grandiosa: è la classica baggianata da luogo comune, detta da gente che NON HA MAI AVUTO A CHE FARE CON UN ARCHITETTO E NON HA LA MINIMA IDEA di cosa e come si faccia un progetto.<br />
Neanche di cosa sia. Quante volte si sente dire questa cavolata alla massaia che l&#8217;ha sentito dire dal cognato che l&#8217;ha sentito dire dalla moglie che l&#8217;ha sentito dire dal fruttivendolo e così via.<br />
Architetti che fanno progetti &#8220;irrealizzabili&#8221;, non esistono. Se mi parli dello studente, ci sto. Ma NESSUN architetto progettista farà mai un progetto irreralizzzabile, salvo che nel mondo dei sogni di qualche ingegnere o geometra che semplicemente, per ignoranza totale, deve trovare una giustificazione al fatto che l&#8217;Italia sia l&#8217;unico paese occidentale in cui i progetti architiettonici (cioè TUTTI) non siano fatti da architetti.<br />
Immagina in Francia uno &#8220;statico&#8221; a cui affidassero una progettazione! Quando si dice progettazione, naturalmente si intende la &#8220;progettazione architettonica&#8221;. Che non è il &#8220;render&#8221;, o lo schizzo, come ignorantemente molti affermano perchè non sanno di che parlano. La progettazione architetonica &#8220;è il progetto&#8221;. cioè contiene &#8220;tutto&#8221;, salvo l&#8217;approfondimento specialistico di strutture e impianti, che però sono SEMPRE PRESENTI.<br />
Io non conosco alcun architetto che faccia &#8220;progetti irrealizzabili&#8221;. Ingegneri che fanno progetti &#8220;mostruosi&#8221;, sì. Poi, accade di frequente che arrivi in studio lo strutturista per fare &#8220;il suo&#8221; mestiere di consulente, e si metta le mani nei capelli, IN ITALIA.<br />
Per il motivo detto prima. Perchè o gli metti davanti un progetto &#8220;regolare&#8221;, un rettangolo in cui piazza la griglia &#8220;regolare&#8221; di pilastri e travi, o nella maggior parte dei casi, non saprebbero dove metter mano.<br />
E&#8217; l&#8217;opposto dell&#8217;Inghilterra, ad esempio, dove l&#8217;ingegnere strutturista è una professione avanzatissima. Lì hai consulenti (leggi cosa ne dice Zaha Hadid, architetta di fama mondiale che ha base a Londra) strutturisti da paura.<br />
Non è un caso che ARUP, OVE, ecc siano società di lì&#8230;<br />
L&#8217;Italia è profondamente arretrata dal punto di vista tecnico-culturale. Rendiamocene conto. E creare 200.000 corsi di laurea senza capo nè coda, per far felici i &#8220;clienti-studenti&#8221; che pagano ed escono velocemente da troppe parti cazzeggiando come ragazzini alle superiori, non è normale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianluca88</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-121294</link>
		<dc:creator>Gianluca88</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:39:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-121294</guid>
		<description>30 anni fa filosofia e sociologia per chi voleva un semplice “pezzo di carta”. ?????????????????? Ma ti sembra tanto facile Filosofia come facoltà? In ogni caso ti vorrei far notare che oggi nella gestione risorse umane laureati in filosofia e psicologia vengono ancora largamente assunti, non mi sembra tanto una moda come dici tu Giovanni. In ogni caso se uno punta solo che al pezzo di carta, può laurearsi in che facoltà vuole, gli basta trovare il giusto ateneo o la giusta combinazione di professori. Poi non so dove vedi tu sta gran moda di gestionale, sì è cresciuta negli anni (ti credo era nuova), ma è ben lontana dai grandi numeri delle facoltà più frequentate...Poi Giovanni, è vero, in alcune facoltà la specialistica di gestionale è uguale a economia, ma in molte altre no...Guardati un pò di piani di studio, vedrai che non tutti gli atenei la pensano alla stessa maniera (i politecnici di Milano e Torino tra l&#039;altro hanno mischiato molto ingegneria con Economia). E fidati, non sono solo i due esamini base che vengono fatti a ingegneria gestionale. 
Poi secondo me la figura dell&#039;ingegnere gestionale non mi sembra per niente una figura buttata là. Oggi come oggi alle aziende è richiesta una sempre maggior flessibilità, cosa che il gestionale rispecchia bene nel suo percorso, e una comunicazione tra persone che hanno conoscenze sempre più qualificate. Ing. gestionale nasce anche molto dal fatto che molti ingegneri si sono trovati in difficoltà perchè laureati ad esempio in meccanica, si sono trovati a lavorare su temi quali la gestione della produzione, il miglioramento aziendale, la rivisitazione delle procedure interne, ecc.. tutte cose che non c&#039;entravano con i loro studi e nelle quali, senza voler togliere nulla agli altri titoli, si trovavano a tirar fuori soluzioni sulla base dell&#039;intuito...(conosco chi lavora da 10 anni e me lo ha testimoniato in prima persona).
Poi, per la terza volta in questa conversazione, LA LAUREA ALL&#039;ESTERO E&#039; COMPLETAMENTE DIVERSA, non si possono fare paragoni sul fatto che gestionale non esista, semplicemente negli altri stati quello che da noi viene fatto a gestionale , loro lo fanno in altri tipi di facoltà chiamandolo Management con indirizzi speciali. Lo stesso Economo è una figura completamente diversa se formata all&#039;estero (fidati sono stato a fare un corso universitario di Marketing in Michigan)...
La dimostrazione ultima è che aziende estere e multinazionali nonchè agenzie di consulenza mondiale assumono Ingegneri gestionali italiani...
Poi anche la laurea mista ing-architettura non mi sembra una cosa buttata là, oggi infatti, e te lo dico di nuovo da persone che hanno 30 anni di esperienza nel settore delle costruzioni, si trovano sempre più spesso architetti &quot;troppo artisti&quot; e ingegneri edili &quot;troppo tecnici&quot;. Il risultato è una continua lotta tra i due, in cui molti architetti presentano progetti bellissimi, ma il 50% delle volte totalmente irrealizzabili (non sto scherzando, è così) e l&#039;ingegnere edile invece punterebbe sempre a un bel cubo di cemento...E&#039; vero che Architettura all&#039;estero è valutata molto di più di quello che è oggi da noi, ma il problema è nato dal fatto che in Italia le lauree in architettura hanno visto l&#039;eliminazione di molti esami tecnici per cercare di introdurre esami su Rendering, Restauro, ecc..L&#039;Architetto all&#039;estero purtroppo ne sa di più dal punto di vista tecnico...noi ci salviamo solo perchè siamo notoriamente il popolo dei creativi e del design...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>30 anni fa filosofia e sociologia per chi voleva un semplice “pezzo di carta”. ?????????????????? Ma ti sembra tanto facile Filosofia come facoltà? In ogni caso ti vorrei far notare che oggi nella gestione risorse umane laureati in filosofia e psicologia vengono ancora largamente assunti, non mi sembra tanto una moda come dici tu Giovanni. In ogni caso se uno punta solo che al pezzo di carta, può laurearsi in che facoltà vuole, gli basta trovare il giusto ateneo o la giusta combinazione di professori. Poi non so dove vedi tu sta gran moda di gestionale, sì è cresciuta negli anni (ti credo era nuova), ma è ben lontana dai grandi numeri delle facoltà più frequentate&#8230;Poi Giovanni, è vero, in alcune facoltà la specialistica di gestionale è uguale a economia, ma in molte altre no&#8230;Guardati un pò di piani di studio, vedrai che non tutti gli atenei la pensano alla stessa maniera (i politecnici di Milano e Torino tra l&#8217;altro hanno mischiato molto ingegneria con Economia). E fidati, non sono solo i due esamini base che vengono fatti a ingegneria gestionale.<br />
Poi secondo me la figura dell&#8217;ingegnere gestionale non mi sembra per niente una figura buttata là. Oggi come oggi alle aziende è richiesta una sempre maggior flessibilità, cosa che il gestionale rispecchia bene nel suo percorso, e una comunicazione tra persone che hanno conoscenze sempre più qualificate. Ing. gestionale nasce anche molto dal fatto che molti ingegneri si sono trovati in difficoltà perchè laureati ad esempio in meccanica, si sono trovati a lavorare su temi quali la gestione della produzione, il miglioramento aziendale, la rivisitazione delle procedure interne, ecc.. tutte cose che non c&#8217;entravano con i loro studi e nelle quali, senza voler togliere nulla agli altri titoli, si trovavano a tirar fuori soluzioni sulla base dell&#8217;intuito&#8230;(conosco chi lavora da 10 anni e me lo ha testimoniato in prima persona).<br />
Poi, per la terza volta in questa conversazione, LA LAUREA ALL&#8217;ESTERO E&#8217; COMPLETAMENTE DIVERSA, non si possono fare paragoni sul fatto che gestionale non esista, semplicemente negli altri stati quello che da noi viene fatto a gestionale , loro lo fanno in altri tipi di facoltà chiamandolo Management con indirizzi speciali. Lo stesso Economo è una figura completamente diversa se formata all&#8217;estero (fidati sono stato a fare un corso universitario di Marketing in Michigan)&#8230;<br />
La dimostrazione ultima è che aziende estere e multinazionali nonchè agenzie di consulenza mondiale assumono Ingegneri gestionali italiani&#8230;<br />
Poi anche la laurea mista ing-architettura non mi sembra una cosa buttata là, oggi infatti, e te lo dico di nuovo da persone che hanno 30 anni di esperienza nel settore delle costruzioni, si trovano sempre più spesso architetti &#8220;troppo artisti&#8221; e ingegneri edili &#8220;troppo tecnici&#8221;. Il risultato è una continua lotta tra i due, in cui molti architetti presentano progetti bellissimi, ma il 50% delle volte totalmente irrealizzabili (non sto scherzando, è così) e l&#8217;ingegnere edile invece punterebbe sempre a un bel cubo di cemento&#8230;E&#8217; vero che Architettura all&#8217;estero è valutata molto di più di quello che è oggi da noi, ma il problema è nato dal fatto che in Italia le lauree in architettura hanno visto l&#8217;eliminazione di molti esami tecnici per cercare di introdurre esami su Rendering, Restauro, ecc..L&#8217;Architetto all&#8217;estero purtroppo ne sa di più dal punto di vista tecnico&#8230;noi ci salviamo solo perchè siamo notoriamente il popolo dei creativi e del design&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-121227</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:03:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-121227</guid>
		<description>Guardate, giriamoci intorno quanto vi pare, ma basta vedere i numeri.
Ingegneria gestionale, OGGI, è affrontata negli stessi numeri in cui pochissimi anni fa, per circa un decennio, in italia si assfrontava &quot;scienze della comunicazione&quot;. Sono quelle lauree che acchiappano perchè vendute bene.
Non mi aspetto certo che uno che scelga gestionale dica che è facile! ci mancherebbe! Eppure, se steste nel mondo reale, e foste onesti, dovreste ammettere: ognuno sceglie l&#039;università che gli pare.
E ci sono facoltà (SINGOLE facoltà) che sono serie e gli studi sono rigorosi (con esami &quot;seri&quot;). Quelle facoltà sono buone a prescindere.
Ma come qualcuno ha rilevato, chiedetevi come mai Ingegneria &quot;gestionale&quot; esiste solo in Italia.
E&#039; una questione che dovreste conoscere perchè è basata (in modo conclamato, ma forse non lo volete sentire) su scelte di marketing lato ateneo.
C&#039;era stato un crollo verticale negli ultimi anni delle iscrizioni alle facoltà tecnico-scientifiche. Sempre numeri relativamente bassi, data la difficoltà MAGGIORE OGGETTIVA di questi percorsi di studi, anche se richiestissimi dalle aziende/imprese.
Allora, queste facoltà, hanno creato NON per esigenze delle imprese, ma proprie di iscrizioni crollate, una facoltà dal titolo &quot;altisonante&quot; (ING in Italia è il titolo più apprezzato dal pubblico perchè -per ignoranza, e ricerche lo dimostrano- la gente comune crede che quasiasi ING sia ING e basta, quindi sa fare tutto, dalla casa alle auto agli impianti ai computer), abbinato però all&#039;appeal di quello che fa il manager per definizione, il laureato in economia aziendale.
Allora è nata, sulla base ovvio dei percorsi di studi dell&#039;ingegneria, &quot;ingegneria gestionale&quot;.
POI PERO&#039;, e qui mi fermo perchè ognuno ha la sua opinione, i NUMERI (ma voi gestionali, i numeri li leggete o no?), siccome si è capito immediatamente che ingegneria gestionale era una ingegneria atipica, cioèp che non aveva sbocco nell&#039;ingegneria &quot;classica&quot; (la progettazione) quindi era anche meno impegnativa a livello di curriculum, c&#039;è stato l&#039;assalto. E infatti il 50% degli studenti di ingegneria, OGGI si iscrivono a gestionale.
E&#039; richiesta? Certo! E fate benissimo a farla, sono il primo a dirlo! Ma perchè è richiesta? e a livello TECNICO, mi pongo questa domanda. Perchè il gestionale è un multiruolo senza pretese.
Non è un meccanico che VUOLE fare ciò per cui ne sa più di chi non è meccanico e solo lui può fare. NOn è altro tipo di ingegnere specialistico.
E&#039; appunto una sorta di laureato nella vecchia economia, in azienda, dove lo metti sta. E non rompe le balle perchè non è così &quot;tecnico&quot; e specializzato, da essere pretenzioso.
E&#039; l&#039;impiegato modello. E se foste anche dall&#039;altra parte, sapreste che è visto così dal grosso delle imprese. Quando cercano generici impiegati da inquadrare in un ufficio qualsiasi dell&#039;azienda (medio-grande), cercano direttamente l&#039;ing gestionale.
I numeri, poi dicono altro: che sia l&#039;ingegneria più facile, è così evidente dato anche che non c&#039;è un posto, un ufficio, una università dove non ci siano studenti a dire voglio fare o faccio gestionale perchè così sono ING ma non capisco niente di cose tecniche e di matematica.
Mi pare un pò come quelli che negano che al sud regalano l&#039;esame di stato (o si compra). Generazioni di avvocati o medici a reggio calabria, catanzaro, aversa per architettura, ecc, ma poi, una volta abilitati, tutti a spergiurare che &quot;non si può dire, è razzismo, ogni caso è storia a parte&quot;, ecc...
Per concludere, nella vostra situazione, farei anche io gestionale, OGGI. Sempre che non si abbiano particolari aspirazioni.
Come quello che qui su scriveva &quot;non so se fare gestionale o passare a medicina che guadagno 3000 euro almese da subito&quot;... proprio uguale! gestionale o medicina! a me fanno rabbrividire persone che &quot;giovani&quot; già ragionano così e sono completamente prive di oggettività e di riconoscere merito al merito.
In ogni epoca c&#039;è stata una facoltà che rappresentava, per le masse indistinte e senza pretese (di impegnarsi pesantemente) una facoltà che primeggiava.
30 anni fa filosofia e sociologia per chi voleva un semplice &quot;pezzo di carta&quot;.
Poi giurisprudenza che raccoglieva il 50% di tutti gli studenti italiani. Oggi c&#039;è il forte appeal di ingegneria gestionale.
E poi a milano ogni tanto vedete gli ing del politecnico che girano con le magliette &quot;Io non sono un gestionale&quot;. Qualcosa vorrà dire o no?
Poi, CERTO, ogni persona certamente non è identica alle altre.
Ma le motivazioni, basta ASCOLTARE COSA SI DICE IN GIRO, COSA CHIEDONO GLI STUDENTI E I GENITORI, sono simili: voglio fare una facoltà col titolo &quot;vendibile&quot; (ING) ma senza rischiare di non finirla (gestionale).
Non sono affatto motivazioni risibili. Le condivido perchè sono ciniche e pragmatiche e anche queste cosiderazioni sono fondamentali nella vita.
Però, poi, tra questo e pretendere di vendersi con ING scritto enorme e gestionale piccolo piccolo sul retro del bigliettino da visita (figurativamente) ce ne passa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate, giriamoci intorno quanto vi pare, ma basta vedere i numeri.<br />
Ingegneria gestionale, OGGI, è affrontata negli stessi numeri in cui pochissimi anni fa, per circa un decennio, in italia si assfrontava &#8220;scienze della comunicazione&#8221;. Sono quelle lauree che acchiappano perchè vendute bene.<br />
Non mi aspetto certo che uno che scelga gestionale dica che è facile! ci mancherebbe! Eppure, se steste nel mondo reale, e foste onesti, dovreste ammettere: ognuno sceglie l&#8217;università che gli pare.<br />
E ci sono facoltà (SINGOLE facoltà) che sono serie e gli studi sono rigorosi (con esami &#8220;seri&#8221;). Quelle facoltà sono buone a prescindere.<br />
Ma come qualcuno ha rilevato, chiedetevi come mai Ingegneria &#8220;gestionale&#8221; esiste solo in Italia.<br />
E&#8217; una questione che dovreste conoscere perchè è basata (in modo conclamato, ma forse non lo volete sentire) su scelte di marketing lato ateneo.<br />
C&#8217;era stato un crollo verticale negli ultimi anni delle iscrizioni alle facoltà tecnico-scientifiche. Sempre numeri relativamente bassi, data la difficoltà MAGGIORE OGGETTIVA di questi percorsi di studi, anche se richiestissimi dalle aziende/imprese.<br />
Allora, queste facoltà, hanno creato NON per esigenze delle imprese, ma proprie di iscrizioni crollate, una facoltà dal titolo &#8220;altisonante&#8221; (ING in Italia è il titolo più apprezzato dal pubblico perchè -per ignoranza, e ricerche lo dimostrano- la gente comune crede che quasiasi ING sia ING e basta, quindi sa fare tutto, dalla casa alle auto agli impianti ai computer), abbinato però all&#8217;appeal di quello che fa il manager per definizione, il laureato in economia aziendale.<br />
Allora è nata, sulla base ovvio dei percorsi di studi dell&#8217;ingegneria, &#8220;ingegneria gestionale&#8221;.<br />
POI PERO&#8217;, e qui mi fermo perchè ognuno ha la sua opinione, i NUMERI (ma voi gestionali, i numeri li leggete o no?), siccome si è capito immediatamente che ingegneria gestionale era una ingegneria atipica, cioèp che non aveva sbocco nell&#8217;ingegneria &#8220;classica&#8221; (la progettazione) quindi era anche meno impegnativa a livello di curriculum, c&#8217;è stato l&#8217;assalto. E infatti il 50% degli studenti di ingegneria, OGGI si iscrivono a gestionale.<br />
E&#8217; richiesta? Certo! E fate benissimo a farla, sono il primo a dirlo! Ma perchè è richiesta? e a livello TECNICO, mi pongo questa domanda. Perchè il gestionale è un multiruolo senza pretese.<br />
Non è un meccanico che VUOLE fare ciò per cui ne sa più di chi non è meccanico e solo lui può fare. NOn è altro tipo di ingegnere specialistico.<br />
E&#8217; appunto una sorta di laureato nella vecchia economia, in azienda, dove lo metti sta. E non rompe le balle perchè non è così &#8220;tecnico&#8221; e specializzato, da essere pretenzioso.<br />
E&#8217; l&#8217;impiegato modello. E se foste anche dall&#8217;altra parte, sapreste che è visto così dal grosso delle imprese. Quando cercano generici impiegati da inquadrare in un ufficio qualsiasi dell&#8217;azienda (medio-grande), cercano direttamente l&#8217;ing gestionale.<br />
I numeri, poi dicono altro: che sia l&#8217;ingegneria più facile, è così evidente dato anche che non c&#8217;è un posto, un ufficio, una università dove non ci siano studenti a dire voglio fare o faccio gestionale perchè così sono ING ma non capisco niente di cose tecniche e di matematica.<br />
Mi pare un pò come quelli che negano che al sud regalano l&#8217;esame di stato (o si compra). Generazioni di avvocati o medici a reggio calabria, catanzaro, aversa per architettura, ecc, ma poi, una volta abilitati, tutti a spergiurare che &#8220;non si può dire, è razzismo, ogni caso è storia a parte&#8221;, ecc&#8230;<br />
Per concludere, nella vostra situazione, farei anche io gestionale, OGGI. Sempre che non si abbiano particolari aspirazioni.<br />
Come quello che qui su scriveva &#8220;non so se fare gestionale o passare a medicina che guadagno 3000 euro almese da subito&#8221;&#8230; proprio uguale! gestionale o medicina! a me fanno rabbrividire persone che &#8220;giovani&#8221; già ragionano così e sono completamente prive di oggettività e di riconoscere merito al merito.<br />
In ogni epoca c&#8217;è stata una facoltà che rappresentava, per le masse indistinte e senza pretese (di impegnarsi pesantemente) una facoltà che primeggiava.<br />
30 anni fa filosofia e sociologia per chi voleva un semplice &#8220;pezzo di carta&#8221;.<br />
Poi giurisprudenza che raccoglieva il 50% di tutti gli studenti italiani. Oggi c&#8217;è il forte appeal di ingegneria gestionale.<br />
E poi a milano ogni tanto vedete gli ing del politecnico che girano con le magliette &#8220;Io non sono un gestionale&#8221;. Qualcosa vorrà dire o no?<br />
Poi, CERTO, ogni persona certamente non è identica alle altre.<br />
Ma le motivazioni, basta ASCOLTARE COSA SI DICE IN GIRO, COSA CHIEDONO GLI STUDENTI E I GENITORI, sono simili: voglio fare una facoltà col titolo &#8220;vendibile&#8221; (ING) ma senza rischiare di non finirla (gestionale).<br />
Non sono affatto motivazioni risibili. Le condivido perchè sono ciniche e pragmatiche e anche queste cosiderazioni sono fondamentali nella vita.<br />
Però, poi, tra questo e pretendere di vendersi con ING scritto enorme e gestionale piccolo piccolo sul retro del bigliettino da visita (figurativamente) ce ne passa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Economista</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/comment-page-8/#comment-119568</link>
		<dc:creator>Economista</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:41:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comment-119568</guid>
		<description>Grun scusami mi dici quale beota assumerebbe un diplomato contabile al posto di un laureato contabile a parità di costo? Fugge da qualsiasi logica umana, le competenze si acquisiscono lavorando.
Per i diplomati nel settore terziario i posti si riducono sempre di più soppiantati dai laureati, questo vale per molte professioni. Se la Laurea oggi ha perso valore il diploma è manovalanza! C&#039;è un innalzamento culturale giustificato. 

Ritornando alla questione, in ambito aziendale l&#039;igegnere gestionale è più richiesto di un economista. Quindi chi oggi vorrebbe lavorare in azienda non è Economia che deve studiare ma Ingegneria, in termini occupazionali e proporzionali. 

Si studia Economia per entrare in Banca, Assicurazioni, Società Finanziarie, Commercialista, Consulente del Lavoro, Esperto Contabile, Contabile, Reparto Commerciale d&#039;azienda. 

Ancora non mi spiego perchè molti miei colleghi proseguono in gran numero studi manageriali, rispetto ad altri percorsi di laurea nella facoltà di Economia, quando il tessuno produttivo italiano non è quello anglosassone o tedesco. Cosa ci deve fare una piccola e media impresa di un economista quando sono tutte a conduzione famigliare che detengono il capitale sociale!

Per fortuna che si studia Economia...dovremmo sapere che il 99% delle imprese italiane sono di piccole e medie dimensioni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grun scusami mi dici quale beota assumerebbe un diplomato contabile al posto di un laureato contabile a parità di costo? Fugge da qualsiasi logica umana, le competenze si acquisiscono lavorando.<br />
Per i diplomati nel settore terziario i posti si riducono sempre di più soppiantati dai laureati, questo vale per molte professioni. Se la Laurea oggi ha perso valore il diploma è manovalanza! C&#8217;è un innalzamento culturale giustificato. </p>
<p>Ritornando alla questione, in ambito aziendale l&#8217;igegnere gestionale è più richiesto di un economista. Quindi chi oggi vorrebbe lavorare in azienda non è Economia che deve studiare ma Ingegneria, in termini occupazionali e proporzionali. </p>
<p>Si studia Economia per entrare in Banca, Assicurazioni, Società Finanziarie, Commercialista, Consulente del Lavoro, Esperto Contabile, Contabile, Reparto Commerciale d&#8217;azienda. </p>
<p>Ancora non mi spiego perchè molti miei colleghi proseguono in gran numero studi manageriali, rispetto ad altri percorsi di laurea nella facoltà di Economia, quando il tessuno produttivo italiano non è quello anglosassone o tedesco. Cosa ci deve fare una piccola e media impresa di un economista quando sono tutte a conduzione famigliare che detengono il capitale sociale!</p>
<p>Per fortuna che si studia Economia&#8230;dovremmo sapere che il 99% delle imprese italiane sono di piccole e medie dimensioni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

