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	<title>Commenti a: Flash, web standards, tag embed e stress da validazione W3C</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Di: Davide</title>
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		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 16:43:06 +0000</pubDate>
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		<description>@Isadora: d&#039;accordissimo, il dogmatismo non deve accecare il buon senso, ed è proprio per questo che non capisco come una pratica banale (l&#039;inserimento di un filmato flash) non venga presa in considerazione da nessuno e l&#039;unico modo di venirci a capo è utilizzare raggiri o javascript..

@Alessandro: grazie mille della dritta, e-mail ricevuta! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Isadora: d&#8217;accordissimo, il dogmatismo non deve accecare il buon senso, ed è proprio per questo che non capisco come una pratica banale (l&#8217;inserimento di un filmato flash) non venga presa in considerazione da nessuno e l&#8217;unico modo di venirci a capo è utilizzare raggiri o javascript..</p>
<p>@Alessandro: grazie mille della dritta, e-mail ricevuta! :)</p>
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		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
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		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 07:48:15 +0000</pubDate>
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		<description>Ancora una volta credo che la questione dipenda in parte dai grandi numeri. 

La validazione è anche una questione di rispetto per l&#039;utente, soprattutto per le minoranze, quelle che utilizzano browser datati o o adattati per i diversamente abili. Sui grandi numeri le minoranze scompaiono e i &quot;grandi&quot; possono ingiustamente infischiarsene. 

Su piccoli numeri, quelli con cui siamo abituati a lavorare noi &quot;piccoli&quot;, le minoranze possono rappresentare una percentuale non irrilevante.

Ma la validazione è in realtà anche una &quot;assicurazione&quot; che il sito si vedrà comunque anche con le verisioni future dei browser, perché queste non potranno non essere compatibili con gli standard. Zeldman nel suo libro &quot;Designing with web standards&quot; spiega egregiamente i motivi per cui conviene essere &quot;validi&quot;.

Tornando alla problematica specifica, noi in Webgriffe utilizziamo del codice JavaScript per includere gli swf. Così il codice XHTML rimane valido e chi non ha JavaScript abilitato vede comunque una immagine al posto del flash.

Ti ho inviato la nostra implementazione via e-mail.

Saluti, Alessandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta credo che la questione dipenda in parte dai grandi numeri. </p>
<p>La validazione è anche una questione di rispetto per l&#8217;utente, soprattutto per le minoranze, quelle che utilizzano browser datati o o adattati per i diversamente abili. Sui grandi numeri le minoranze scompaiono e i &#8220;grandi&#8221; possono ingiustamente infischiarsene. </p>
<p>Su piccoli numeri, quelli con cui siamo abituati a lavorare noi &#8220;piccoli&#8221;, le minoranze possono rappresentare una percentuale non irrilevante.</p>
<p>Ma la validazione è in realtà anche una &#8220;assicurazione&#8221; che il sito si vedrà comunque anche con le verisioni future dei browser, perché queste non potranno non essere compatibili con gli standard. Zeldman nel suo libro &#8220;Designing with web standards&#8221; spiega egregiamente i motivi per cui conviene essere &#8220;validi&#8221;.</p>
<p>Tornando alla problematica specifica, noi in Webgriffe utilizziamo del codice JavaScript per includere gli swf. Così il codice XHTML rimane valido e chi non ha JavaScript abilitato vede comunque una immagine al posto del flash.</p>
<p>Ti ho inviato la nostra implementazione via e-mail.</p>
<p>Saluti, Alessandro</p>
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		<title>Di: Isadora</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/06/22/flash-web-standards-tag-embed-e-stress-da-validazione-w3c/comment-page-1/#comment-4180</link>
		<dc:creator>Isadora</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 07:15:31 +0000</pubDate>
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		<description>Anch&#039;io, tanti anni fa, quando ho cominciato ad occuparmi professionalmente di applicativi per il web ero molto preoccupata degli standard. Poi ho sbattuto il muso contro al muro della dura realtà di progetto: i browser (allora netscape 4.7 era state-of-the-art) sono i primi a non implementarli, ma tu devi sviluppare un applicativo che sia innanzitutto compatibile con i browser in circolazione, il cliente se ne sbatte dell&#039;estetica del codice e anche dell&#039;ergonomia: se vuole un pull-down con 150 options che all&#039;evento mouse-over lanciano un&#039;animazione in flash non c&#039;è santo che tenga, il budget è di solito micragnoso, soprattutto per quanto riguarda la variabile tempo ergo: mentre il freelance cesella il codice durante la notte ed il finesettimana, piange sul suo blog della stupidità del cliente e così via, noi che sviluppiamo per i &quot;grandi&quot; scendiamo a compromessi. E funziona (che è poi la cosa più importante).

Detto questo, sono ancora convinta che il W3C sia un&#039;istituzione importante e che la definizione di standard sia fondamentale. Ma non ne faccio una questione di principio e finché la ricerca della compatibilità con lo standard comporterà alla rinuncia a funzionalità per me importanti, me ne fregherò dello standard. Come in tutte le cose, il dogmatismo non deve accecare il buonsenso comune.

Un esempio terra-terra, l&#039;attributo target dei link, originariamente nato per i frameset. Io non so per quale motivo debba rinunciare a questo attributo che mi consente di 1) far sì che il lettore possa seguire il link senza perdere la mia pagina e 2) offrire un &quot;confort&quot; al lettore inesperto - la maggioranza - che non è abituato a fare uso dei menu contestuali. Lo inserisco sempre laddove mi sembra utile, anche se il validator per &quot;strict&quot; mi dà errore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io, tanti anni fa, quando ho cominciato ad occuparmi professionalmente di applicativi per il web ero molto preoccupata degli standard. Poi ho sbattuto il muso contro al muro della dura realtà di progetto: i browser (allora netscape 4.7 era state-of-the-art) sono i primi a non implementarli, ma tu devi sviluppare un applicativo che sia innanzitutto compatibile con i browser in circolazione, il cliente se ne sbatte dell&#8217;estetica del codice e anche dell&#8217;ergonomia: se vuole un pull-down con 150 options che all&#8217;evento mouse-over lanciano un&#8217;animazione in flash non c&#8217;è santo che tenga, il budget è di solito micragnoso, soprattutto per quanto riguarda la variabile tempo ergo: mentre il freelance cesella il codice durante la notte ed il finesettimana, piange sul suo blog della stupidità del cliente e così via, noi che sviluppiamo per i &#8220;grandi&#8221; scendiamo a compromessi. E funziona (che è poi la cosa più importante).</p>
<p>Detto questo, sono ancora convinta che il W3C sia un&#8217;istituzione importante e che la definizione di standard sia fondamentale. Ma non ne faccio una questione di principio e finché la ricerca della compatibilità con lo standard comporterà alla rinuncia a funzionalità per me importanti, me ne fregherò dello standard. Come in tutte le cose, il dogmatismo non deve accecare il buonsenso comune.</p>
<p>Un esempio terra-terra, l&#8217;attributo target dei link, originariamente nato per i frameset. Io non so per quale motivo debba rinunciare a questo attributo che mi consente di 1) far sì che il lettore possa seguire il link senza perdere la mia pagina e 2) offrire un &#8220;confort&#8221; al lettore inesperto &#8211; la maggioranza &#8211; che non è abituato a fare uso dei menu contestuali. Lo inserisco sempre laddove mi sembra utile, anche se il validator per &#8220;strict&#8221; mi dà errore.</p>
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