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	<title>diploD &#187; Reggio Emilia</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Reggio Nova: mappa la rete della conoscenza</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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		<description><![CDATA[ReggioNova l'ho scoperto per caso. Si presenta come un sito istituzionale, il cui obiettivo ultimo pare quasi mettere in pratica una ricerca effettuata dall'Università di Modena e Reggio Emilia sulla rete della collaborazione tra chi lavora nell'economia della cultura.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-847 aligncenter" title="network" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/08/network-300x202.PNG" alt="network" width="300" height="202" /></p>
<p><a title="Reggio Nova" href="http://www.reggionova.it" target="_blank">ReggioNova</a> l&#8217;ho scoperto per caso, è un sito dove i professionisti reggiani possono registrarsi e segnalare la propria rete di conoscenze. Un altro pallosissimo <strong>social network</strong> in miniatura? Non proprio.. Si presenta come un sito istituzionale, il cui obiettivo ultimo pare quasi mettere in pratica una ricerca effettuata dall&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia sulla rete della collaborazione tra chi lavora nell&#8217;<em>economia della cultura</em>. Mi pare giusto spendere due righe per segnalarlo.</p>
<p>Il progetto viene presentato così:</p>
<blockquote><p><strong>Ecco il network di chi lavora nell&#8217;economia della cultura a Reggio Emilia.</strong> Un settore che determina valore aggiunto, crea occupazione, contribuisce a costruire la dimensione simbolica dei prodotti e dei servizi.     <strong>Il  network è fondamentale per aumentare il tasso di innovazione di un territorio.</strong> Grazie alle connessioni anche una città di medie dimensioni può aspirare a diventare un centro di grande eccellenza. Per questo i creativi di Reggio Emilia sono stati intervistati e mappati, all’interno della ricerca “Reggio Emilia Città Creativa”, condotta dall’Università di Modena e Reggio Emilia e commissionata dal Comune di Reggio Emilia e dalla Camera di Commercio. Ed è stato mappato anche il loro network, perché dalla ricerca è emersa la necessità di sviluppare connessioni e di aumentare la visibilità. Questa piattaforma è nata proprio per incentivare le collaborazioni e lo scambio di idee: può essere utile a chi vuole conoscere le eccellenze reggiane o al professionista della creatività, che può iscriversi e usufruire dei servizi disponibili.   <strong>Questo è il primo tassello del progetto Reggionova conoscenze in azione</strong>, con cui Reggio Emilia si candida a diventare un centro di eccellenza nei suoi settori di punta: educazione,  ricerca scientifica e sanitaria, meccatronica, efficienza energetica, sostenibilità delle costruzioni, energie rinnovabili, economia della creatività e new media. I centri di ricerca già attivi rappresentano un sistema strategico per la città, fatto non soltanto di competenze specifiche, ma di risorse e conoscenze trasversali in ogni ambito di sperimentazione.</p>
<p><strong>La capacità di competere si misura sempre più sulla possibilità di eccellere in termini di conoscenza, creatività e innovazione. Se saremo capaci di costruire un network fluido e vivace, l’ambizione potrà diventare realtà</strong>.</p></blockquote>
<p>Ebbene, reggiano o no.. perchè non farci un giro? C&#8217;era un motto, se non ricordo male.. <a title="LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/" target="_blank">relationships matter</a>!</p>
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		<title>Gmaps Mobile: una silenziosa rivoluzione..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/06/21/gmaps-mobile-una-silenziosa-rivoluzione/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 17:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia e VoIP]]></category>
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		<description><![CDATA[Un cellulare che diventa improvvisamente una porta d'accesso verso quel mondo di informazioni che tipicamente sono proprie di un PC. Ti capita spesso di dover cercare un ristorante mentre sei a spasso in una città inesplorata, e magari vuoi sapere il numero di telefono e gli orari di apertura. Nokia ha fatto incredibili passi avanti con il navigatore integrato, ma è ancora lontano dagli sviluppi di Google Maps. Il sito web di una attività commerciale, il numero di telefono, gli orari di apertura, la stada per arrivare, a partire dalla tua posizione (sia che il cellulare abbia o meno il GPS): sono tutte cose che diventano alla portate di qualsiasi dispositivo evoluto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo avevo installato <strong><a title="Google Maps Mobile" href="http://www.google.com/mobile/gmm/index.html" target="_blank">GMap Mobile</a></strong> sul mio cellulare <strong>Nokia</strong>, con il classico <a title="Symbian Nokia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Symbian_OS" target="_blank">sistema operativo Symbian</a>. Non l&#8217;ho mai usato seriamente, era un&#8217;icona e nulla più. Anche perchè i costi di connessione, in questi casi, non ne agevolano l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Scopro che Vodafone ha un&#8217;opzione tariffaria per cui con 2 euro fissi a settimana è possibile navigare gratuitamente senza limiti, utilizzando connessioni dati tramite il punto di accesso wap.omnitel.it (si.. avete capito bene, <strong><a title="Vodafone Mobile internet 3 euro" href="http://www.vodafone.it/190/trilogy/jsp/channelView.do?contentKey=39092&amp;pageTypeId=10444&amp;channelId=-22242&amp;ty_key=promozione_mobile_internet_data_pack" target="_blank">non 3 euro a settimana</a></strong>, ma <strong>2 euro a settimana</strong>, per trovare questa seconda promozione, identica alla sorella più cara, basta cliccare sul link &#8220;<em>Scopri la promozione per navigare in Vodafone live! e sui tuoi siti internet preferiti</em>&#8220;: confermato pure da un operatore Vodafone). Ebbene, si apre un mondo che per i dispositivi mobili non avrei nemmeno immaginato possibile.</p>
<p>Un cellulare che diventa improvvisamente una <strong>porta d&#8217;accesso verso quel mondo di informazioni</strong> che tipicamente sono proprie di un PC. Ti capita spesso di dover cercare un ristorante mentre sei a spasso in una città inesplorata, e magari vuoi sapere il numero di telefono e gli orari di apertura. Nokia ha fatto incredibili passi avanti con il navigatore integrato, ma è ancora lontano dagli sviluppi di Google Maps. Il sito web di una attività commerciale, il numero di telefono, gli orari di apertura, la stada per arrivare, a partire dalla tua posizione (sia che il cellulare abbia o meno il GPS): sono tutte cose che diventano alla portate di qualsiasi dispositivo evoluto.</p>
<p><span id="more-773"></span></p>
<p>Un video come questo fino a poco tempo fa sembrava roba in arrivo tra qualche anno, oggi è realtà. E mai avrei pensato fosse così facile..</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3IXC5A1ZoV4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/3IXC5A1ZoV4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I benefici di Google Maps non sono solo quelli riguardanti la ricerca di attività commerciali, ci sono pure le informazioni di <a title="Google Transit" href="http://www.google.com/transit" target="_blank">Google Transit</a> sui mezzi di trasporto pubblici, in Italia attive oggi su:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=45.875815,9.399080&amp;spn=0.595075,0.970186">Como</a> ASF Autolinee</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=43.777663,11.260815&amp;spn=0.077341,0.136642">Firenze</a> ATAF&amp;Linea, AMV, ACV</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=44.413674,8.934374&amp;spn=0.047453,0.083513">Genova</a> AMT Genova</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=44.542092,10.889469&amp;spn=0.799690,0.801316">Modena</a> ATCM S.p.A. &#8211; Azienda Trasporti Collettivi e Mobilità</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=44.620850,10.545194&amp;spn=0.746789,0.741183">Reggio Emilia</a> ACT</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=45.069399,7.687683&amp;spn=0.075651,0.136642">Torino</a> Gruppo Torinese Trasporti</li>
</ul>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZAUunR91VzI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ZAUunR91VzI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un&#8217;altra opportunità da sfruttare è quella delle mappe personali, oggi ancora non è possibile fare il login con il proprio account tramite l&#8217;applicazione del cellulare, ma dopo aver visto gli immensi passi avanti fatti in questi anni credo proprio che non dovremo aspettare molto..<br />
Magari arrivo tardi, e molti si saranno già divertiti con i servizi mobile di Google, se ancora non l&#8217;avete fatto: buona scoperta a tutti.</p>
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		<title>Per caso, si vince san remo rock..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/12/09/per-caso-si-vince-san-remo-rock/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 23:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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		<category><![CDATA[concorso]]></category>
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		<description><![CDATA[I Dimensione Zero, gruppo nel quale suono, hanno vinto San Remo Rock 2008]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone aligncenter" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/12/dimensione-zero.png" alt="" /></p>
<p>Per caso i <strong><a title="dimensione zero" href="http://www.myspace.com/dimensionezero" target="_blank">Dimensione Zero</a></strong> si erano iscritti a <a title="san remo rock" href="http://www.sanremorock.it/" target="_blank">San Remo Rock</a>, concorso musicale per gruppi emergenti. Una delle due chitarre dei <a title="dimensione zero" href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&amp;friendid=243955258" target="_blank">Dimensione Zero</a> viene puntualmente suonata dal sottoscritto; sentirsi chiamare sul palco alla proclamazione dei <strong>vincitori</strong> ti dà una bella botta. La musica non è certo la mia prima attività, ma fa parte della mia vita e <strong>suonare fa bene all&#8217;anima</strong>. Farlo per tanti anni senza troppe soddisfazioni è ugualmente appagante, ma se dopo tanti anni ne arriva una.. ben venga! Così ora ci aspetta la produzione di un singolo, la registrazione di un videoclip e l&#8217;intima consapevolezza di aver vinto qualcosa che va un po&#8217; oltre il semplice concorso di provincia.. :)</p>
<p>Per chi avesse voglia di approfondire, <strong>sul myspace della band si può ascoltare qualche pezzo</strong>. Tutta musica partorita da noi altri, tutto registrato in casa, con un valido mac dotato di <a title="Logic Studio" href="http://www.apple.com/it/logicstudio/" target="_blank">Logic Studio</a>, il risultato va oltre le aspettative. Entro natale sarà pronto l&#8217;<strong>album</strong>, ma come ogni <em>emergente</em> che si rispetti sarà distribuito a mano durante i nostri concerti. Se invece qualcuno fosse curioso e lo volesse, sono disposto a pagare di mia tasca anche le spese di spedizione..</p>
<p style="text-align: right;"><small>PS: grazie spalla, grazie fabbri (la canzone che ci ha fatto vincere, <strong>un&#8217;altra scia</strong>, è anche un po&#8217; vostra..)</small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meta System e Cisco: odore di innovazione in salsa VoIP</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/01/meta-system-cisco-innovazione-in-voip/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<description><![CDATA[Meta System adotta Cisco Unified Communication come sistema per le comunicazioni interne, convogliando traffico voce e dati su un'unica rete. La diffusione del VoIP nelle aziende italiane e USA.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-646" title="cavi" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/cavi.png" alt="" width="410" height="170" /></p>
<p>E&#8217; leggendo certe notizie dal sito Cisco che poi ci si fa belli. Pare che dalle parti di MetaSystem, azienda reggiana il cui business principale è l&#8217;elettronica applicata ai sistemi di sicurezza, stiano sperimentando i vantaggi del <strong>VoIP</strong>. <a title="Cisco Unified Communication in Meta System" href="http://www.cisco.com/web/IT/local_offices/case_history/metasystem.pdf" target="_blank">La notizia in questione è raggiungibile qui</a>.</p>
<p>Al di là della connotazione pubblicitaria, vorrei riprendere alcune questioni per fare una breve riflessione:</p>
<p><span id="more-644"></span></p>
<blockquote><p>Il destino dei centralini tradizionali PABX è diventare oggetti di antiquariato, per le aziende strutturate in sede e filiali sul territorio. I benefici garantiti dalla tecnologia innovativa che si sta diffondendo come standard &#8211; l’Unified Communications, ovvero <strong>dati, voce e video in un’unica infrastruttura di rete IP</strong> &#8211; non fa certo rimpiangere la difficoltà di gestione, le limitate funzionalità e, soprattutto, i costi di una rete telefonica a sé stante. [..]<br />
L’orientamento all’innovazione tecnologica insito nella mission stessa di MetaSystem, e la struttura complessa del Gruppo, hanno costituito la base per un fondamentale passo in avanti in ambito ICT. Corrado Azzaloni, Responsabile Sistemi Informativi, individua sfide, obiettivi e fasi del progetto che ha avuto co-protagonisti Cisco e il partner Xanten. “MetaSystem è composta da <strong>diverse sedi</strong>, le cui infrastrutture telefoniche originariamente erano di tipo tradizionale e basate su un centralino PABX. Con il tempo, le diverse sedi sono state interconnesse anche per il traffico dati e ciò stava generando una gestione complessa e articolata dell’<strong>architettura IT</strong>, che comprendeva una rete in fibra ottica tra i quattro poli all’interno dello stesso distretto telefonico di Reggio Emilia.&#8221; [..] “La <strong>prima implementazione pilota</strong> ha richiesto due settimane di intervento”, continua Azzaloni. “Successivamente, in un mese anche la sede di Reggio Emilia è stata interconnessa nel nuovo sistema, <strong>prima in parallelo e poi, pian piano, in sostituzione</strong>. Su ogni sede sono stati implementati i Voice Gateway, a garanzia di servizio anche in assenza di collegamento di rete geografico, con l’obiettivo di fornire una soluzione di disaster recovery”. Al primo CallManager ne è stato aggiunto un secondo, mentre la rete si è arricchita della <strong>componente Wi-Fi</strong> con l’installazione di Access Point Cisco, per permettere la continuità operativa del personale che si sposta costantemente da una sede all’altra del network. “In questo modo gli operatori sono sempre raggiungibili ovunque all’interno delle sedi e possono mantenere lo stesso numero di interno indipendentemente dalla loro ubicazione”.</p></blockquote>
<p>Ormai la tecnologia VoIP in ambito aziendale è consolidata, i vantaggi non riguardano solamente i costi, ma l&#8217;opportunità di creare un ambiente in qualche modo slegato dal vecchio concetto di fonia.</p>
<p>Ciò che mi sembra imprescindibile però nella attuali condizioni è la <strong>possibilità di testare in parallelo un nuovo sistema</strong>. E&#8217; lo stesso concetto che si ritrova nei software: se prima si cambiava perchè qualcuno proponeva una licenza meno onerosa o funzionalità migliori, ora si cambia solo se questo qualcuno è in grado di &#8220;far andare&#8221; il proprio prodotto in parallelo a quelli già esistenti, per dimostrarne il reale valore.</p>
<p>Nessuno vuole restare un mese senza telefono, tantomeno una azienda.</p>
<p>Ma non è solo a Reggio Emilia che si è diffusa la tecnologia <a title="Cisco Unified Communications" href="http://www.cisco.com/web/IT/solutions/ent/tecnologie/unifiedcom/unifiedcom_home.html">Cisco Unified Communications</a>, la <a title="casi italiani - cisco unified communications" href="http://www.cisco.com/web/IT/local_offices/case_history/case_ipcomm_home.html" target="_blank">lista dei casi italiani</a> è tanto lunga quanto variegata. Indubbiamente le soluzioni di Cisco richiedo investimenti maggiori, che non tutti possono permettersi, ma <strong>quante aziende in Italia hanno capito le potenzialità del VoIP e dell&#8217;IM (Istant Messaging)?</strong></p>
<p>La risposta <a title="aziende italiane e VoIP" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/voip-bocconi.shtml?uuid=869f881e-3d21-11dd-bc5b-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero">ce la offre il Sole 24 Ore</a>, che riporta una ricerca condotta dall&#8217;Università Bocconi:siamo <strong>attorno al 17%</strong>.</p>
<blockquote><p>Quasi due quinti del traffico telefonico prodotto dalle imprese made in Italy corre su sistemi di comunicazione voce via Internet, la cosiddetta Voice over Internet Protocol (VoIP) e il personale delle aziende ne fa un uso frequente nell&#8217;arco della giornata lavorativa. Per lo più si ricorre a questo canale innovativo per comunicare, ma l&#8217;utilizzo è percepito positivamente a livello di efficacia e gli utenti sono per la maggioranza propensi a esplorare nuove funzionalità del VoIP. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca condotta dall&#8217;Università Bocconi, in collaborazione con Italtel e Cisco Italia.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è un dato di fatto, che dovrebbe far riflettere: la maggior parte delle aziende che scelgono la strada del VoIP non lo fanno solamente perchè si attendono una riduzione dei costi immediata (obiettivo di breve periodo) ma anche perchè prevedono di attuare in futuro &#8220;<strong>innovazioni organizzative abilitate da un nuovo modo di comunicare</strong>&#8220;.</p>
<p>Notizie incoraggianti. Anche se le cose oltre oceano <a title="State of Enterprise VoIP 2008" href="http://www.voip-news.com/feature/state-enterprise-voip-2008-041808/" target="_blank">vanno diversamente</a> (Infonetics Research, Luglio 2008): le stesse percentuali nostrane le avevano raggiunte già nel 2005, quando il 36 % delle grosse aziende avevano adottato il VoIP, il 23 % delle medie e il 14 % delle piccole imprese. Mentre entro il 2010 si prevede che saranno circa due terzi le aziende USA che si doteranno di tecnologie VoIP.</p>
<p>Ovviamente sarebbe interessante leggere i <a title="Forrester - enterprise VoIP in Europe" href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,43073,00.html" target="_blank">report di Forrester</a> per sapere come vanno le cose in Europa, ma  279$ a fondo perduto non me li posso permettere. :)</p>
<p><strong>E nel tuo ufficio che telefono hai?</strong></p>
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		<title>Credem assume con un business game on-line</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/05/03/credem-assume-con-un-business-game-on-line/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[assunzione]]></category>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Credem è un istituto di credito reggiano. Poco tempo fa si è concluso il business game che ha portato all&#8217;assunzone di nuovi dipendenti, selezionati grazie a un metodo piuttosto innovativo. E&#8217; iniziato tutto a Dicembre 2007, quando Credem ha aperto le iscrizioni per un gioco on-line, l&#8217;obiettivo era conoscore nuovi talenti da inserire [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/businessgame.jpg" alt="Business Game" /><br />
<small>[foto <a title="flickr" href="http://www.flickr.com/photos/coachdanny/2053658823/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p><a title="credem" href="http://www.credem.it/" target="_blank">Credem</a> è un istituto di credito reggiano. Poco tempo fa si è concluso il business game che ha portato all&#8217;assunzone di nuovi dipendenti, selezionati grazie a un metodo piuttosto innovativo. E&#8217; iniziato tutto a Dicembre 2007, quando Credem ha aperto le iscrizioni per un gioco on-line, l&#8217;obiettivo era conoscore nuovi talenti da inserire nel personale.</p>
<p>Sono tra coloro che odiano i processi di selezione, perchè in un paio di ore è davvero difficile capire chi sei e come ti comporti. Questa faccenda dell&#8217;assunzione tramite un business game però mi incuriosisce, è il primo caso in Italia. E soprattutto non dura qualche ora, ma qualche mese. In sostanza vengono simulati on-line gli scenari competitivi in cui l&#8217;azienda opera. C&#8217;erano 500 iscritti e i primi 3 classificati hanno ottenuto un premio in denaro.</p>
<p><span id="more-528"></span></p>
<blockquote><p>“Abbiamo deciso di avvalerci di questo strumento di selezione”, ha commentato Angelo Campani, direttore risorse umane di Credem, “per entrare in contatto con candidati in modo nuovo, cercando di essere reattivi rispetto alle mutazioni del mercato del lavoro e delle aspettative dei giovani. Abbiamo ricevuto iscrizioni in numero di gran lunga superiore alle nostre previsioni”, prosegue Campani, “a dimostrazione della volontà dei giovani di mettersi in gioco sperimentando nuovi approcci al mondo del lavoro. Visto il successo dell’iniziativa stiamo valutando la realizzazione di edizioni future” [<a title="blueTG" href="http://www.bluetg.it/component/newscontent/view/1211.html?bluetg=Premiati%20i%20tre%20vincitori%20della%20prima%20edizione%20del%20Credem%20business%20challenge." target="_blank">BlueTG</a>]</p></blockquote>
<p>Da studente in cerca di lavoro, vedo di buon occhio queste iniziative. Ma non l&#8217;ho provata; e ho un innato scetticismo nei confronti dei processi di selezione.. non posso farci nulla!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stampa foto on-line e ritirale alla coop</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/02/13/stampa-foto-on-line-e-ritirale-alla-coop/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 19:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[stampa foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante il servizio di stampa foto via web messo in piedi dalla Coop. Un altro settore in cui la grande distribuzione cerca di espandersi, i presupposti non mancano e la qualità tutto sommato è buona. Ho provato il servizio di e-coop per la stampa di fotografie digitali. Si possono caricare le foto via browser, oppure [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/socio-coop.JPG" alt="Socio coop" /></p>
<p>Interessante il servizio di <a href="http://coop.jetfoto.it/" title="coop foto" target="_blank">stampa foto via web messo in piedi dalla Coop</a>. Un altro settore in cui la grande distribuzione cerca di espandersi, i presupposti non mancano e la qualità tutto sommato è buona.</p>
<p>Ho provato il servizio di <strong>e-coop</strong> per la stampa di fotografie digitali. Si possono caricare le foto via browser, oppure installare un software apposito e registrarsi. L&#8217;interfaccia è tutto sommato funzionale, anche se le prestazioni non sono delle migliori: il tempo di caricamento delle immagini è paragonabile a quello di una pagina web, ben distante dalla velocità a cui <a href="http://picasa.google.it/" title="picasa" target="_blank">Picasa</a> mi ha abituato.</p>
<p>Una volta scelte le immagini da stampare, il numero di copie e il formato, si trasmette l&#8217;ordine e si sceglie il supermercato più vicino a casa dove andare a ritirare le foto passate 48 ore. Non si paga nulla, niente carta di credito, niente conti prepagati.<br />
Semplicemente la prossima volta che si va a fare la spesa ci si ferma nello sportello servizi a ritirare la busta con le proprie foto stampate e si paga alla cassa assieme agli altri articoli acquistati.</p>
<p><span id="more-490"></span></p>
<p>Il <strong>pro</strong> è che paghi alla consegna, non hai spese di spedizione, non c&#8217;è il rischio che il corriere venga senza trovare nessuno a casa. Il <strong>contro</strong> è che se non sei cliente coop diventa laboriosa la faccenda. Ma il concetto è estendibile anche agli altri operatori della grande distribuzione, e potrebbe rivelarsi efficace. Ne conoscete altri?</p>
<h3>La qualità e i costi</h3>
<p>Le foto sono state stampate su <strong>carta kodak</strong> di buona qualità, con uno spessore degno di una carta fotografica. La sensazione è di trovarsi tra le mani stampe professionali. I <strong>colori</strong> sono buoni, anche se si nota un leggero <strong>intervento automatico</strong>. E questo a volte potrebbe dare fastidio, il servizio di stampa foto di HP (<a href="http://www.snapfish.it/" title="Snapfish - stampa foto" target="_blank">snapfish</a>) ad esempio permette di scegliere se &#8220;curare&#8221; i colori in automatico o stampare le foto tali e quali senza modifiche cromatiche: opzione che personalmente apprezzo parecchio. [vedi screenshot sotto]</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/snapfish-opzioni.PNG" alt="opzioni snapfish" /></p>
<p>I costi sono decisamnte concorrenziali, anche se allineati alla media di servizi analoghi. 15 centesimi di euro per il classico formato 13&#215;18, 9 centesimi per il 10&#215;15.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/prezzi-coop.PNG" alt="prezzi coop" /></p>
<p>Per avere qualche informazione in più si può <a href="http://coop.jetfoto.it/listino.html" title="prezzi stampa foto" target="_blank">consultare la pagina dei costi</a> e magari dare un occhio al <a href="http://www.diplod.it/2007/10/02/stampa-foto-on-line-confronto-e-qualche-considerazione/" title="confronto stampa foto on-line" target="_blank">confronto che avevo fatto in precedenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>One Laptop per Child e innovazione secondo Negroponte</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/10/28/one-laptop-per-child-e-innovazione-secondo-negroponte/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 12:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[beneficienza]]></category>
		<category><![CDATA[convegni]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[laptop]]></category>

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		<description><![CDATA[Come previsto, sono andato all&#8217;incontro con Nicholas Negroponte organizzato dal Comune di Reggio Emilia, industriali reggiani e Università di Modena e Reggio Emilia. In una affollatissima aula magna, si è parlato di innovazione, ma soprattutto del progetto One Laptop per Child che Negroponte sta portando a compimento, la data di lancio dovrebbe essere il prossimo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/olpc.JPG" alt="OLPC - Unimore" /></p>
<p><a title="Negroponte a reggio emilia" href="http://www.diplod.it/2007/10/25/open-innovation-e-negroponte-a-reggio-emilia/" target="_blank">Come previsto</a>, sono andato all&#8217;incontro con <a title="Nicholas Negroponte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Negroponte" target="_blank">Nicholas Negroponte</a> organizzato dal <a title="Reggio Emilia" href="http://www.comune.re.it/" target="_blank">Comune di Reggio Emilia</a>, <a title="Industriali Reggiani" href="http://www.assindustria.re.it/" target="_blank">industriali reggiani</a> e <a title="Unimore" href="http://www.unimore.it/" target="_blank">Università di Modena e Reggio Emilia</a>.<br />
In una affollatissima aula magna, si è parlato di innovazione, ma soprattutto del progetto <a title="Progetto One Laptop per Child" href="http://www.laptop.org/it/index.shtml" target="_blank">One Laptop per Child</a> che Negroponte sta portando a compimento, la data di lancio dovrebbe essere il prossimo 12 Novembre.</p>
<p>Cos&#8217;è questo laptop? E&#8217; un computer portatile a basso costo, attualmente attorno ai 130 euro. Grazie ad economie di scala (1milione di pezzi prodotti ogni mese) e a soluzioni tecnologiche in grado di contenere i costi dovrebbe arrivare, nelle intenzioni del suo ideatore, a costare circa 100 dollari. Lo vedete nella foto mentre sullo schermo appare il portale di accesso alla rete wireless dell&#8217;università reggiana. Visto da vicino sembra proprio un prodotto riuscito.</p>
<p><span id="more-406"></span></p>
<blockquote><p>La risorsa naturale più preziosa per ogni nazione sono i suoi bambini. Crediamo che le nazioni che vogliono emergere devono far leva sulle innate capacità dei bambini di imparare, dividere e creare da sole. La nostra risposta a questa sfida è il laptop XO, un portatile adatto per i bambini e disegnato per &#8220;imparare a imparare.</p>
<p>L&#8217;XO incorpora le teorie costruzionistiche sviluppate per prime dal professore del MIT Media Lab Seymour Paper negli anni sessanta, più tardi rielaborate da Alan Kay e complementate da principi articolati da Nicholas Negroponte nel suo libro, <em>Essere Digitale</em>.</p>
<p>Il costruzionismo, estensivamente provato sul campo e validato da alcuni esperimenti nelle regioni più remote, enfatizza quello che Papert chiama &#8220;imparare a imparare&#8221; quale fondamentale esperienza educativa. Un computer catalizza l&#8217;&#8221;imparare a imparare&#8221; permettendo ai bambini di &#8220;pensare al pensiero&#8221; in una maniera altrimenti impossibile. L&#8217;utilizzo dell&#8217;XO, sia come finestra sul loro mondo che come strumento programmabile per esplorarlo, permette ai bambini delle nazioni emergenti di accedere al sapere quasi illimitato di internet e al pari passo di esercitare la risoluzione di problemi in maniera creativa.</p>
<p>OLPC non è, a memoria, un programma tecnologico, né XO è un prodotto nel senso convenzionale della parola. OLPC è un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che cerca di dare ai bambini anche nelle regioni più lontane del pianeta l&#8217;opportunità di sfruttare il potenziale che è in loro, di essere esposti a un intero mondo di idee e di contribuire ad una comunità mondiale più sana e produttiva.</p></blockquote>
<p>Negroponte ha parlato per buona parte di questo progetto, ha evidenziato qualche particolare tecnico del computerino portatile. Resistenza agli urti, prestazioni modeste, basso consumo energetico, ricarica delle batterie senza necessità di energia elettrica, configurazione di rete mesh wireless (ovvero ogni terminale funziona sia da ricevente che da trasmettitore, non serve un hotspot), sistema operativo linux (quindi piena libertà di modifica del software) e soprattutto un tasto apposito che in qualsiasi momento permette <span style="text-decoration: line-through;">all&#8217;utente</span> al bambino di visionare il codice sorgente.</p>
<p>La presentazione è iniziata con una semplice constatazione. Un bambino che programma un pc affinchè questo disegni un cerchio, scrive codice e lo &#8220;fa girare&#8221;. Il 90% delle volte non funziona al primo colpo, ecco quindi che bisogna procedere al debug; ovvero ripercorrere il proprio lavoro e scoprire gli <strong>errori commessi</strong> fino al <strong>raggiungimento del risultato</strong>. Si è visto come i bambini che avevano assimilato questo <strong>processo educativo</strong> fossero poi più interessati ai propri errori piuttosto che al voto. Niente di più positivo.</p>
<p>Un computer può stimolare la creatività infantile? Certo, basta utilizzarlo correttamente.. o forse servirebbe proprio un computer pensato per i bambini. Guardare la foto di <a title="Galadima School - Nigeria" href="http://wiki.laptop.org/go/Galadima" target="_blank">questa classe in Nigeria</a>, in una scuola elementare dove manca acqua ed energia, fa un certo effetto. Verrebbe quasi da chiedersi come mai in una scuola italiana questa scena non sia replicabile.. Forse questi laptop sarebbero utili anche in contesti sviluppati e non solo nel cosiddetto terzo mondo. Giustamente un ragazzo del pubblico lo ha fatto notare.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/laptop-galadima.jpg" alt="OLPC - Galadima" /></p>
<p>Era presente in sala anche <strong>Romano Prodi</strong>, nel suo breve intervento ha detto che l&#8217;Italia si è impegnata nel progetto per acquistare questi portatili e donarli a bambini etiopi. Perchè l&#8217;<strong>Etiopia</strong>? Semplicemente perchè l&#8217;Italia ha un conto aperto con la storia.</p>
<p>Reggio Emilia è una città che ha investito molto sulla creatività infantile, è famosa in tutto il mondo per i suoi asili, basti pensare a <a title="Reggio Children" href="http://zerosei.comune.re.it/italiano/reggiochildren.htm" target="_blank">Reggio Children</a>. Ma stiamo investendo altrettanto per la creatività giovanile? Quando parlo di creatività giovanile non mi riferisco ai murales o ai gruppi musicali di base, bensì al <strong>ruolo che viene riconosciuto ai giovani</strong> universitari e lavoratori.<br />
Negroponte ha evidenziato questa tendenza tutta europea, a suo parere, del non prestare attenzione alla <strong>creatività giovanile</strong>. Creatività intesa nel suo significato aulico e non come semplice forma espressiva. Nel <a title="Media Lab MIT" href="http://www.media.mit.edu/" target="_blank">Media Lab del MIT</a> di Boston lavorano oggi tante persone (circa 500, se non ricordo male) ma solo una piccola parte sono professori accademici. Vi sono perlopiù ricercatori e studenti provenienti dalle più svariate discipline e con differenti background culturali. Negroponte ha insistito molto sul discorso della diversità. <strong>La diversità sta alla base dell&#8217;innovazione</strong>. La commistione di culture, di modi di pensare diversi tra loro, di persone che hanno sostenuto studi disparati, non può che giovare al <strong>concepimento di nuove idee</strong>. Certo è che nel contesto italiano questo modo di pensare risulta difficile da applicare, quando si vive col terrore dell&#8217;immigrazione e con la propensione al chiudersi in casa.</p>
<p>Emblematico è stato un passaggio in cui Negroponte non si è dichiarato americano piuttosto che europeo (i suoi genitori sono di origine greca), ma cittadino del mondo. Utopie d&#8217;altri tempi? Non credo, viviamo in un&#8217;epoca in cui non ha senso misurare la competizione in termini di Emilia Romagna contro Lombardia. Dovremmo e dobbiamo confrontarci in un&#8217;ottica globale, volenti o nolenti.<br />
E all&#8217;ultima domanda se anche una città come Reggio Emilia possa essere competitiva nel mercato globale Negroponte ha risposto affermativamente. Non è necessario essere una grande metropoli, ma essere <strong>wired</strong>: cioè <strong>connessi</strong>. Le opportunità di una grande città possono essere replicate in piccola scala se si ha attenzione e si aprono bene gli occhi sul mondo.</p>
<p>Poi però siamo tornati coi piedi per terra quando il moderatore del dibattito ha annunciato l&#8217;ultimissima domanda concessa a suo nipote (con sacrosanta incavolatura del diretto interessato). Domando peraltro azzeccata: quanto è americano questo progetto? Il prodotto in sè solo al 5%, il <strong>coraggio</strong> e la <strong>spinta innovativa</strong> sono invece in buona parte statunitensi.</p>
<p>Viene da chiedersi se un computer così non sia più necessario ai bambini dei paesi sviluppati (esiste infatti la <a title="OLPT - Get 1 Give 1" href="http://www.laptopgiving.org/" target="_blank">formula get one-give one</a>), se invece per loro non servano maggiormente cibo e medicine. Ma gli scettici, si sà, sono ovunque; daltronde in quanti ritenevano necessario il web agli esordi?</p>
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		<title>Open Innovation e Negroponte a Reggio Emilia</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/10/25/open-innovation-e-negroponte-a-reggio-emilia/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 23:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto dal sito del comune di Reggio Emilia: Il fondatore del Media Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e Presidente della fondazione One Laptop per Child dialoga con la città sul significato e il valore dell’innovazione e sull’importanza di un approccio interdisciplinare alla nascita e allo sviluppo delle nuove idee. Sabato 27 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto dal sito del comune di Reggio Emilia:</p>
<blockquote><p>Il fondatore del Media Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e Presidente della fondazione One Laptop per Child dialoga con la città sul significato e il valore dell’innovazione e sull’importanza di un approccio interdisciplinare alla nascita e allo sviluppo delle nuove idee.</p>
<p><strong>Sabato 27 Ottobre &#8211; ore 17.30<br />
Aula Magna dell&#8217;Ateneo &#8216;Pietro Manodori&#8217;<br />
Ex Caserma Zucchi<br />
Viale Allegri, 9 &#8211; Reggio Emilia</strong></p>
<p><strong>ore 17.30 Saluti e introduzione ai lavori</strong><br />
<strong> Graziano Delrio</strong>, Sindaco di Reggio Emilia<br />
<strong> Gian Carlo Pellacani</strong>, Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia<br />
<strong> Gianni Borghi</strong>, Presidente Industriali Reggio Emilia</p>
<p><strong>ore 18.00 Nicholas Negroponte, Fondatore del Medialab del MIT e Presidente<br />
della fondazione One Laptop per Child</strong></p>
<p>Modera <strong>Alessandro Ovi</strong>, Direttore di Technology Review Italia, rivista del MIT per l&#8217;innovazione</p></blockquote>
<p>Ci andrò, spero di assistere ad una chiaccherata interessante (anche se le aspettative non sono altissime).<br />
Piccola nota: se non fosse per il comune di reggio emilia, la facoltà nemmeno si è accorta di ospitare una conferenza, forse una notiziola in home page ci stava bene.<br />
In ogni caso per chi vuole seguire la conferenza dovrebbe esserci la <a title="Tv Unimore" href="http://tv.unimore.it" target="_blank">diretta web</a>, ma anche qui non c&#8217;è scritto nulla..</p>
<p><span id="more-405"></span></p>
<p>Visto che proprio in questi giorni, assieme ad altri annoiati compagni di corso stavamo preparando una presentazione sulla open innovation, ho pensato di pubblicarla qui, per non farla cadere nel limbo delle cose fatte e mai partecipate.</p>
<div id="__ss_144904" style="width: 500px; text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="480" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://s3.amazonaws.com/slideshare/ssplayer2.swf?doc=open-innovation-1193268318904008-2" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="480" src="http://s3.amazonaws.com/slideshare/ssplayer2.swf?doc=open-innovation-1193268318904008-2" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img style="border:0px none;margin-bottom:-5px" src="http://s3.amazonaws.com/slideshare/logo_embd.png" alt="SlideShare" /></a> | <a title="View 'Open Innovation' on SlideShare" href="http://www.slideshare.net/diplod/open-innovation-144904">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload">Upload your own</a></div>
</div>
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		<title>Blog Action Day 2007</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/10/15/blog-action-day-2007/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 23:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Oggi è il Blog Action Day. Giornata in cui tutti i blogger che aderiscono all’iniziativa parleranno di tematiche ambientali, lo scopo è quello di far riflettere l’opinione pubblica sui problemi circa ambiente, energie rinnovabili, rifiuti. Non parlerò di temi fuori portata, non parlerò di auto a idrogeno o ad aria compressa, pannelli fotovoltaici da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/mac-rifiuto.JPG" alt="Rifiuti del Mc Donald’s" /></p>
<p class="MsoNormal">Oggi è il <a href="http://blogactionday.org/it" title="Blog Action Day 2007" target="_blank">Blog Action Day</a>. Giornata in cui tutti i blogger che aderiscono all’iniziativa parleranno di <strong>tematiche ambientali</strong>, lo scopo è quello di far riflettere l’opinione pubblica sui problemi circa ambiente, energie rinnovabili, rifiuti.</p>
<p class="MsoNormal">Non parlerò di temi fuori portata, non parlerò di <a href="http://www.fiatgroupautomobilespress.com/index.php?method=news&amp;group=1&amp;action=zoom&amp;id=200602130332401d6d51d2874287d9541e3c6eaef98b0e" title="Fiat Panda hydrogen" target="_blank">auto a idrogeno</a> o ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_aria_compressa" title="Eolo - auto ad aria compressa" target="_blank">aria compressa</a>, <a href="http://www.msk.ne.jp/it/glass.shtml#2" title="Pannelli fotovoltaici come vetro" target="_blank">pannelli fotovoltaici da installare come vetri nei grattacieli</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domotica" title="Domotica" target="_blank">domotica</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risparmio_energetico" title="Risparmio Energetico" target="_blank">risparmio energetico</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestione_dei_rifiuti" title="Smaltimento Rifiuti" target="_blank">smaltimento di rifiuti</a>, recupero di oggetti smessi nelle isole ecologiche, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raccolta_differenziata" title="Raccolta Differenziata" target="_blank">raccolta differenziata</a> porta a porta, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale" title="Riscaldamento Globale" target="_blank">riscaldamento globale</a>. No. Anche se sono tutti argomenti che ognuno di noi dovrebbe approfondire per capire e prendere coscienza delle nuove tecnologie che sono oggi potenzialmente a disposizione di tutti.</p>
<p class="MsoNormal">Parlerò di una questione molto semplice: l’<strong>inciviltà di chi butta i rifiuti a terra</strong>. Noi italiani siamo i migliori in questa disciplina, siamo <strong>maleducati</strong> e <strong>rozzi</strong>, <strong>incivili</strong> e <strong>bambinoni</strong>. <!--[if !supportEmptyParas]-->Non esiste un identikit del “lanciatore medio”, ce ne sono di tutti i tipi: dal ricco industriale all’uomo unto in canottiera, dallo studente alla casalinga.</p>
<p class="MsoNormal">Sveglia! Non siamo più bambini, non c’è la mamma che passa e raccoglie i giochi che abbiamo<span>  </span>seminato! Vuoi gettare una sigaretta? esiste il posacenere! Hai un fazzoletto sporco? hanno inventato le tasche! Sei scusato solo se hai una buccia di banana..</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--><strong>PS</strong>: il sacchetto Mc Donald&#8217;s in foto fa parte dell&#8217;arredamento esterno della mia università. E pensare che da qui dovrebbe uscire gente civile..</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Se solo utilizzassero Google Calendar..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/10/06/se-solo-utilizzassero-google-calendar/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 14:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei maggiori stress, quando ci si organizza per il tempo libero, è scoprire cosa c&#8217;è di bello in zona. Dove andare, gli orari, cosa fare.. Io sono tra i fortunati, il sito del Comune di Reggio Emilia è uno dei migliori sotto questo punto di vista: una apposita sezione raccoglie gli eventi in una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar.jpg" alt="Calendar" id="image372" title="Calendar" align="left" />Uno dei maggiori <strong>stress</strong>, quando ci si organizza per il <strong>tempo libero</strong>, è scoprire cosa c&#8217;è di bello in zona. Dove andare, gli orari, cosa fare.. Io sono tra i fortunati, il sito del <a href="http://www.comune.re.it/" target="_blank" title="Comune di Reggio Emilia">Comune di Reggio Emilia</a> è uno dei migliori sotto questo punto di vista: una <a href="http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/pes.nsf/web/tst?opendocument" target="_blank" title="Eventi e manifestazionia  Reggio Emilia">apposita sezione raccoglie gli eventi</a> in una pagina web da consultare comodamente.<br />
Ma difficilmente si trova ciò che si cerca.</p>
<p>Ultimamente spulciando tra i calendari pubblici di <a href="http://www.google.com/calendar" title="Google Calendar" target="_blank"><strong>Google Calendar</strong></a> ho cercato &#8220;reggio emilia&#8221; e ho scoperto che un cinema cittadino aveva creato un calendario pubblico consultabile da tutti. Niente di più azzeccato! Ce ne fossero di queste cose.. E&#8217; sufficiente importare il calendario tra quelli personali ed ecco che con un semplice clic si possono visualizzare tutti i film in programmazione, e magari organizzarsi il weekend. Tutto questo senza &#8220;rovinare&#8221; l&#8217;utilizzo personale di Google Calendar, basta infatti deselezionare la casellina a lato e gli appuntamenti relativi spariscono.</p>
<p>In sostanza, se anche altri utilizzassero questi strumenti, nella propria agenda privata si potrebbero importare i calendari che ci interessano (dalle partite della squadra del cuore alle escursioni in montagna, dai concerti in piazza alle mostre..) e consultarli ogni volta che ci torna utile, avendo così un colpo d&#8217;occhio immediato sulle prossime domeniche.</p>
<p>Io penso a uffici turistici, società sportive, cinema, locali pubblici, bar, associazioni, artisti, conferenze stampa.. Sarebbero tutti papabili.</p>
<p><span id="more-364"></span></p>
<h3>Bene, ma come si importa un calendario con Google Calendar?</h3>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-1.gif" id="image367" alt="Calendar" /></p>
<p>Basta cliccare su &#8220;aggiungi&#8221; nella parte sinistra della pagina. Da qui è possibile aggiungere un calendario privato o pubblico, nonchè importarne uno da un servizio esterno (salvato in formato iCal o CSV).</p>
<p>Scegliendo &#8220;aggiungi un calendario pubblico&#8221; sarà poi possibile effettuare delle <strong>ricerche</strong> o importarne alcuni <strong>standard</strong>, come  quello delle festività italiane o delle fasi lunari. Ad esempio eseguendo una ricerca con chiave &#8220;roma&#8221; esce un calendario dal titolo &#8220;eventi roma&#8221; che raggruppa alcuni appuntamenti culturali nella capitale. Se volessimo aggiungerlo ai calendari da seguire basta cliccare sul bottone di destra.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-2.gif" id="image368" alt="Calendar Roma" /></p>
<p>L&#8217;unico problema è che non sappiamo chi sia l&#8217;<strong>autore</strong> di questo calendario, così è facile avere a che fare con calendari aggiornati saltuariamente o non corretti. Peccato, perchè se ci fosse un <strong>ufficio turistico</strong> che redigesse in modo <strong>professionale e continuativo</strong> questo tipo di cose sarebbe davvero utile.</p>
<h3>Bene, ma come faccio a creare e condividere un calendario in Google Calendar?</h3>
<p>Prima di tutto bisogna registrarsi e avere un <strong>account Google</strong>. Nulla di strano, è tutto gratuito e veloce.<br />
Una volta dentro a Google Calendar, basta scegliere &#8220;crea un nuovo calendario&#8221; dalla tendina &#8220;aggiungi&#8221; e il gioco è fatto.</p>
<p>Dalla schermata di creazione basta aver premura di selezionare la casella &#8220;condividi con chiunque&#8221; e gli eventi che andremo ad aggiungere saranno consultabili da tutti gli utenti che eseguono ricerche in Google Calendar.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-3.gif" id="image369" alt="Calendar condividi" /></p>
<h3>Bene, ma posso inserire un calendario di Google nel mio sito web?</h3>
<p>Certo.<br />
In fondo alla pagina sulla sinistra c&#8217;è il link &#8220;gestione calendari&#8221;, questo link quasi nascosto ci rimanda ad alcune utili funzionalità (non ultima quella della configurazione del cellulare per la ricezioni di notifiche via SMS).<br />
Dopo aver aperto il calendario che ci interessa, nei &#8220;dettgli calendario&#8221; (menù in alto) c&#8217;è una zona dedicata alla condivisione e pubblicazione sul web. E&#8217; possibile pubblicare un calendario in tre formati diversi: <strong>XML</strong>, <strong>iCAL</strong> o <strong>HTML</strong>.</p>
<p>XML può tornare utile per qualcuno che decida di seguire il calendario tramite un lettore di feed, iCAL per qualcuno che decida di importarlo in altri sistemi (come Microsoft Outlook), HTML invece serve per pubblicarlo sulle pagine del proprio sito web.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-4.gif" alt="Calendar pubblicazione" id="image370" /></p>
<p>Cliccando sul tasto HTML si apre una finestrella che rimanda all&#8217;url pubblico del calendario, oppure allo &#8220;strumento di configurazione&#8221; per includere il calendario in un iframe da pubblicare poi sul proprio sito web.<br />
Tramite questo tool è possibile scegliere le dimensioni, il colore e il titolo del frame per poi copiare la stringa di codice html  risultante nelle proprie pagine.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-6.gif" alt="Calendar configurazione" id="image371" /></p>
<p><strong>Nota curiosa</strong>: questo utile servizio è mezzo in italiano e mezzo in spagnolo. Anche Google ogni tanto può avere una pecca.. :)</p>
<p>Giusto per capirci, ho fatto una cosa del genere per il <a href="http://www.basketrubiera.it/2007/10/05/calendario-promozione/" target="_blank" title="Basket Rubiera 2000- calendario partite">calendario delle partite del Basket Rubiera</a> (non interessa a nessuno, ma rende bene l&#8217;idea).</p>
<h3>Una rapida considerazione</h3>
<p><strong>Forse in tutto questo c&#8217;è solo un limite: il calendario di Google</strong>. Non tutti siamo utenti google, e qualcuno nemmeno vuole esserlo. Per pigrizia non ho mai considerato strumenti di agenda personale diversi, ma magari qualche lettore ne conosce alcuni decisamente migliori, o semplicemente più intuitivi. Se li <strong>segnalate</strong> è cosa gradita!</p>
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		<title>Il flash a volte stupisce.. come javascript!</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/07/18/il-flash-a-volte-stupisce-come-javascript/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 15:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo qualche giorno di meritato forzato silenzio, torno a scrivere per parlare di un tema evergreen: flash si o no? Negli ultimi tempi ho notato due applicazioni in flash che mi hanno piacevolmente stupito. Sono particolarmente restio all&#8217;utilizzo di questa tecnologia all&#8217;interno di siti web, un po&#8217; perchè sono fortemente legato agli standard e un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche giorno di <strike>meritato</strike> forzato silenzio, torno a scrivere per parlare di un tema evergreen: <strong>flash si o no?</strong><br />
Negli ultimi tempi ho notato due applicazioni in flash che mi hanno piacevolmente stupito.<br />
Sono particolarmente restio all&#8217;utilizzo di questa tecnologia all&#8217;interno di siti web, un po&#8217; perchè sono <strong>fortemente legato agli standard</strong> e un po&#8217; perchè non ci ho mai lavorato sul serio. Ma riconosco che ci sono alcune occasioni in cui può stare particolarmente bene. Per capirci: per me non ha senso utilizzarlo nel sito di un museo, poichè si suppone che questo debba essere <strong>leggibile e accessibile da chiunque</strong> (ho avuto esperienze negative in tal senso quando cercavo di vedere le date di una mostra da un pc in facoltà su cui non era installato flash). Forse è una mia deformazione, ma trovo molto più fluido e navigabile un sito come quello di<a title="Palazzo Diamanti - Ferrara" target="_blank" href="http://www.palazzodiamanti.it/"> </a><a title="Palazzo Diamanti - Ferrara" href="http://www.palazzodiamanti.it/">Palazzo dei Diamanti a Ferrara</a> piuttosto che uno come quello di <a title="Palazzo Grassi - Venezia" target="_blank" href="http://www.palazzograssi.it/">Palazzo Grassi a Venezia</a>, al di là dell&#8217;estetica le mie sono considerazioni di usabilità. Lo trovo invece azzeccato in situazioni come <a title="Get The Glass - Gioco dell'oca" href="http://www.gettheglass.com/">questa</a> o <a title="Spreadshirt - magliette personalizzate" href="http://www.spreadshirt.net/it/IT/Creare-t-shirt/Designer-59/">questa</a>. Il primo è un <strong>gioco dell&#8217;oca</strong> in versione web, realizzato per la campagna americana Got Milk a favore del consumo di latte di mucca; il secondo è un <strong>sito di e-commerce</strong> dove è possibile creare capi di abbigliamento personalizzati. Fermo restando che in questo caso esisterebbero anche <a title="Mootools - Carrello drag drop in javascript" href="http://demos.mootools.net/Drag.Cart">soluzioni in javascript che mi convincono</a>, in entrambi in casi si tratta di situazioni in cui il mezzo (flash) centra in pieno &#8220;il fine&#8221;.</p>
<p><span id="more-323"></span></p>
<h4>Il Flash</h4>
<p>Due classici casi in cui mezzo e fine vanno d&#8217;accordo sono il <a target="_blank" title="Photodiary demo" href="http://photodiary.webgriffe.com/demo/">Photodiary</a> di Webgriffe e il <a target="_blank" title="Fluidbook demo" href="http://www.fluidbook.com/demo/en/">Fluidbook</a> di Cubedesigners. Sono entrambi prodotti a pagamento, il primo è un diario on-line con il quale è possibile pubblicare proprie foto, i visitatori poi possono lasciare commenti che appaiono su foglietti volanti tipo post-it; il secondo è uno strumento per pubblicare libri  più in generale presentazioni e testi scritti, con efficaci strumenti per la navigazione, lo zoom, la stampa, ecc.<br />
Così a prima vista sembrano prodotti in qualche modo confrontabili, mi ha stupito il fatto che quello made in italy costi solamente 49 euro mentre il secondo va dai 600 ai 3000 euro. Sono gli americani cari o noi troppo economici?</p>
<div style="text-align: center"><img width="772" height="440" id="image325" alt="Photodiary" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/07/photodiary.gif" /><br />
<em>La schermata di PhotoDiary</em></div>
<div style="text-align: center"><img width="771" height="438" id="image324" alt="Fluidbook" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/07/fluidbook.gif" /><br />
<em>La schermata di FluidBook</em></div>
<h4>Javascript</h4>
<p>I miei bookmarks su ajax e javascript sono ormai sterminati. Esistono librerie già pronte in grado di simulare effetti e transizioni davvero stupefacenti. In molti conoscono <a title="Mootools - framework javascript italiano" target="_blank" href="http://mootools.net/">Mootools</a>-<a title="Moo-fx" target="_blank" href="http://moofx.mad4milk.net/">Moo.fx</a>, <a title="Prototype" target="_blank" href="http://www.prototypejs.org/">Prototype</a>-<a title="Scriptaculous" target="_blank" href="http://script.aculo.us/">Scriptaculous</a>, <a title="jQuery" href="http://jquery.com/">jQuery</a> e derivati: <a title="smoothbox" target="_blank" href="http://gueschla.com/labs/smoothbox/">Smoothbox</a>, <a title="Thickbox" target="_blank" href="http://jquery.com/demo/thickbox/">Thickbox</a>, <a title="Modalbox" target="_blank" href="http://okonet.ru/projects/modalbox/">Modalbox</a>, <a title="MOOdalbox" target="_blank" href="http://www.e-magine.ro/web-dev-and-design/36/moodalbox/">MOOdalbox</a>, <a title="Slimbox" href="http://www.digitalia.be/software/slimbox">Slimbox</a> e chi più ne ha più ne metta.. L&#8217;ultima scoperta è stato un <a title="Joomla OS" target="_blank" href="http://www.beautyindesign.com/joomlaos/index.php">template per joomla che simula un sistema operativo</a>. Non mi chiedete se e a cosa possa servire: ma tant&#8217;è che qualcuno ha pensato bene di divertirsi.</p>
<p>Tutto questo per fare un ragionamento: sempre pù spesso mi capita di navigare su siti che propogono soluzioni graficamente accattivanti mantenendo quella linearità e quella pulizia di codice che a mio parere flash non può garantire.<br />
Ci sono combinazioni di CSS e Javascript che mi lasciano piacevolmente stupito, due esempi su tutti: il sito di <a title="Panic - Coda" target="_blank" href="http://www.panic.com/coda/">Coda</a> e <a title="The Horizontal Way" target="_blank" href="http://www.thehorizontalway.com/">HorizontalWay</a>.</p>
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		<title>Stiamo perdendo qualcosa..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/05/12/stiamo-perdendo-qualcosa/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2007 17:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so bene cosa, ma c&#8217;è qualcosa che non torna. Diverse situazioni: un unico filo conduttore. Sembra quasi che la gente abbia smesso di ragionare, stiamo perdendo il senso critico. Non so bene se sia colpa dei computer o dei programmi tv da prima serata, fatto sta che qualcosa non torna. Sempre più spesso mi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img alt="senso critico" id="image256" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/strada.jpg" /></div>
<p>Non so bene cosa, ma c&#8217;è qualcosa che non torna.<br />
Diverse situazioni: un unico filo conduttore. Sembra quasi che la gente abbia smesso di ragionare, stiamo perdendo il senso critico. Non so bene se sia colpa dei computer o dei programmi tv da prima serata, fatto sta che qualcosa non torna. Sempre più spesso mi capita di vivere situazioni paradossali, che vanno al dì là dei problemi da call-center..</p>
<p><span id="more-255"></span></p>
<h3>La portinaia e le luci accese di giorno</h3>
<p>Quotidianamente vado a studiare in <a target="_blank" title="biblioteca universitaria reggio emilia" href="http://www.biblioreggio.unimore.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=26&#038;Itemid=80">biblioteca</a>, da qualche tempo ho notato che le luci del porticato della <strong>Caserma Zucchi di Reggio Emilia</strong> (sede universitaria) restano accese di giorno. E&#8217; un male comune a tante strutture pubbliche, ma visto che in questo caso finanzio io stesso con le tasse universitarie, provo a risolvere la faccenda.<br />
Succede così che vado dalla portinaia per avvisarla dell&#8217;inconveniente: mi risponde che non ha la più pallida idea di dove si trovi l&#8217;interrutore, e non è compito suo. Devo rivolgermi in presidenza.<br />
Provo a spiegarle che è un problema da portinaia e non da preside, ma non c&#8217;è verso. Ergo vado in presidenza, qui capiscono al volo il problema e telefonano in portineria.<br />
Le luci così magicamente si spengono e si riaccendono alle 18.30 (ma fin che c&#8217;eravamo non si poteva impostare il timer alle 21?).</p>
<h3>Le misure antitaccheggio</h3>
<p>Nel pomeriggio mi reco al MediaWorld. Fuori dal centro commerciale dei cartelli con sopra corvi neri avvertono di non lasciare i portatili in auto perchè i malintenzionati hanno strumenti per rilevarne la presenza, anche nel baule. Entro così col mio bravo notebook e la signora all&#8217;ingresso pretende di imbustarmi la borsa. Imbustarmi la borsa?! Voleva mettermi la borsa a tracolla in un sacchetto di plastica sigillato. Provo a spiegargli che è ridicolo, se voglio rubare qualcosa non è un sacchetto di plastica ad impedirmelo. Sono un cliente onesto, non voglio girare all&#8217;interno del negozio con la scocciatura di dover portare il pc in mano.<br />
Non c&#8217;è verso, si impacchetta o non si entra! Con un grande gesto di compassione mi lascia fuori la tracolla.. Nel frattempo entrano una decina di signore con borsoni più grandi del mio, ma loro hanno la fortuna di non portare i jeans.</p>
<h3>Il meccanico</h3>
<p>Succede che nella macchina si accende una spia: &#8220;Avvertenza controllo motore, contattare subito un concessionario&#8221;. Vado in officina, mi attaccano un dispositivo alla centralina e senza nemmeno accendere il motore individuano un <a target="_blank" title="catena di distribuzione micra" href="http://www.newstreet.it/comunity/forumdiscussione.asp?IdAr=3&#038;IdSubAr=5&#038;IdT=308">guasto alla catena di distribuzione</a>, morale della favola: 700 euro.<br />
Non convinto vado da un altro, stessa procedura; ma stavolta si accende il motore e si controlla alla <em>vecchia maniera</em>. &#8220;La spia dice che c&#8217;è questo problema, ma il rumore del motore è regolarissimo.. Forse è il sensore che ha qualche problema, forse è colpa dell&#8217;impianto a GPL.. Prova a girare una settimana a benzina e vedi che succede, poi ripassi da me.&#8221;<br />
Magari non c&#8217;azzecca, ma il metodo seguito è molto più convincente.</p>
<h3>La via Emilia</h3>
<p>Mentre torno a casa in <a target="_blank" title="via emilia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Emilia">via Emilia</a> un serpentone di macchine infinito scorre tra le fumate nere dei TIR, un tramonto da dipinto è sullo sfondo. Ma pare che quasi nessuno se ne accorga, tutti corrono, suonano e fumano. Vorrei fermarmi per osservarlo anche solo qualche minuto, ma lo dovrò perdere.. Tutti quelli che erano per strada se lo sono persi.<br />
Un signore con barba e capelli lunghi passa sul senso opposto in sella a una bicicletta. Il volto è noto, questo tizio l&#8217;ho visto già tre o quattro volte percorrere a piedi la via Emilia. Prima aveva solo uno zainetto, ora ha messo su la bici con due borse laterali. Una sorta di <a title="forrest gump" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forrest_Gump">Forrest Gump</a> italiano che ha deciso di percorrere avanti e indietro la via Emilia? Vorrei fargli una foto per pubblicarla, poi penso che non se lo merita. Se quella è una sua scelta, che resti anonima.</p>
<p>Ogni tanto stacchiamoci dal pc, guardiamoci un alba. Almeno finchè non torneranno in tv i <em><a target="_blank" title="Giochi senza frontiere" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_senza_frontiere">Giochi Senza Frontiere</a></em>. Non so voi, ma guardando <em>La Stalla</em> un po&#8217; ne sento la mancanza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fotografia Europea a Reggio Emilia</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/04/28/fotografia-europea-a-reggio-emilia/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 17:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ero a Reggio Emilia in piazza San Prospero. Un&#8217;incredibile atmosfera europea avvolgeva tutta la piazza tra suoni e immagini. Mentre suonava la musica dei dj, sulle facciate dei palazzi venivano proiettate animazioni video. Per un momento mi sono sentito parte di una città dinamica e giovane: complimenti all&#8217;amministrazione e ai protagonisti della serata. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image246" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/04/intercity.jpg" alt="fotografia europea a reggio emilia" /></div>
<p>Ieri sera ero a <strong>Reggio Emilia</strong> in piazza San Prospero. Un&#8217;incredibile atmosfera europea avvolgeva tutta la piazza tra suoni e immagini. Mentre suonava la musica dei dj, sulle facciate dei palazzi venivano proiettate animazioni video. Per un momento mi sono sentito parte di una città dinamica e giovane: complimenti all&#8217;amministrazione e ai <a title="intercity reggio emilia" href="http://www.fotografiaeuropea.it/Sezione.jsp?idSezione=359&amp;idSezioneRif=54" target="_blank">protagonisti della serata</a>.<br />
Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con l&#8217;<a title="ied" href="http://www.ied.it/" target="_blank">istituto europeo di Design Arti Visive</a> e diversi altri artisti, per inaugurare la <a title="fotografia europea" href="http://www.fotografiaeuropea.it/" target="_blank"><strong>settimana della fotografia europea 2007</strong></a>. Il programma di mostre ed eventi è notevole, una bella vetrina per la piccola città emiliana.</p>
<p><span id="more-248"></span></p>
<blockquote><p><strong>FOTOGRAFIA EUROPEA è un evento culturale che propone opere fotografiche commissionate e realizzate ad hoc da fotografi europei, arricchito da un fitto programma di mostre, incontri, lezioni magistrali, workshop e spettacoli per tutta la settimana inaugurale.</strong> Al termine di ogni edizione le opere fotografiche vengono acquisite dal Comune di Reggio Emilia andando a costituire parte del patrimonio del Centro Marco Gerra per la Fotografia e l’Arte Contemporanea, il nuovo museo che sarà inaugurato il prossimo autunno.<br />
Il <strong>rapporto con la città</strong> caratterizza l’intera manifestazione che si sviluppa in <strong>65 sedi espositive</strong> e numerosi altri luoghi che ospiteranno eventi, seminari, workshop e spettacoli, con l’apertura straordinaria di edifici normalmente chiusi al pubblico e con il recupero permanente di palazzi storici precedentemente in disuso.<br />
Quest’anno al centro dello sguardo dei fotografi invitati le città d’Europa, luoghi di aggregazione e sviluppo &#8211; la maggioranza della popolazione europea popola le città &#8211; in rapidissimo mutamento. Come può il senso di identità europea, di contaminazione culturale e di sviluppo urbano essere colto e tradotto in immagine, oggi? Fotografia Europea 2007 si propone di dare alla lettura del nostro presente alcune interpretazioni possibili.</p></blockquote>
<div style="text-align: center"><img id="image247" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/04/pontecentrale3.jpg" alt="ponte di calatrava" /></div>
<p>A Reggio Emilia stanno per essere portati a compimento <a title="progetti per reggio emilia" href="http://www.km129.it/Sezione.jsp?titolo=Progetti%20per%20Reggio%20Emilia&amp;idSezione=34" target="_blank">importanti opere</a>, i <strong>ponti e la stazione TAV di Calatrava</strong> renderanno questa città una meta di passaggio. Alcuni cantieri, come quello del ponte centrale, sono già stati chiusi mentre altri stanno aprendo. C&#8217;è un interessante circuito web che l&#8217;amministrazione comunale ha costruito e del quale vado fiero (forse perchè non ne conosco le spese), e invito tutti a visitare le pagine di <a title="km129" href="http://www.km129.it/" target="_blank">KM129</a>.</p>
<p>Certo non è tutto rosa e fiori, ma anche una sperduta provincia come quella reggiana può farsi bella. Io adoro le <a title="golden gate bridge" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golden_Gate_Bridge" target="_blank">grandi opere</a>, le continue sfide dell&#8217;uomo, ma odio le grandi città, dove si perde il contatto con storia e territorio. Si può essere <strong>europei</strong> anche se si è <strong>piccoli</strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Reggio Emilia vieta l&#8217;open bar</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/03/28/reggio-emilia-vieta-lopen-bar/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 22:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consiglio comunale di Reggio Emilia ha votato una delibera che si richiama al regio decreto del 1940 per vietare la vendita degli alcolici secondo la formula open bar. Quindi da oggi sarà vietato ai gestori vendere alcolici facendo pagare una quota fissa con consumazioni illimitate. Nel comunicato stampa si legge: &#8220;Le politiche che abbiamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image205" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/glass1.jpg" alt="birra" /></div>
<p>Il consiglio comunale di <strong>Reggio Emilia</strong> ha votato una delibera che si richiama al regio decreto del 1940 per vietare la vendita degli alcolici secondo la formula open bar. Quindi da oggi sarà vietato ai gestori vendere alcolici facendo pagare una quota fissa con consumazioni illimitate. Nel <a title="comunicato stampa open bar" href="http://www.comune.re.it/UfficioStampa/comunicatistampa.nsf/PESIdDoc/6B38BEA2A2BCCF60C12572AB00348B3C/$file/SindacoInterventoAlcolici.pdf" target="_blank">comunicato stampa</a> si legge:</p>
<blockquote><p>&#8220;Le politiche che abbiamo avviato per loro (i giovani, ndr) sono frutto di un lavoro comune perché siano non consumatori, ma cittadini e protagonisti – ha detto il sindaco – Lavoriamo perché abbiano fiducia in loro stessi, non gettino via la loro vita. Oggi vogliamo quindi mandare un messaggio di fiducia, non ambiguo.</p>
<p>Non ambiguo perché una comunità che investe nel suo futuro non è ambigua sui valori che la fondano e quindi deve esprimersi sul valore del limite, su una convivialità senza esagerazioni, sulla tutela della salute individuale e collettiva, sul rispetto di se stessi e degli altri.&#8221;</p></blockquote>
<p><span id="more-206"></span></p>
<p>In prima battuta ho pensato di essere tornato indietro di 70 anni. Abbiamo vietato ai gestori di vendere a prezzi &#8220;onesti&#8221; gli alcolici. Evviva evviva, meglio pagare un drink 6 o 7 euro, in fondo siamo tutti papponi.. Ma io butto via la mia vita se vado in un locale dove mi danno da bere ai prezzi del supermercato? Certo che no, perchè possiedo il <strong>senso del limite</strong>.<br />
Eppure non è così stupida quest&#8217;ordinanza, dietro c&#8217;è la volontà di rimettere sui binari una cultura del divertimento che diventa sempre più vuota: ci inondano di alcolici dentro a stanze dove si riesce a malapena a parlare, ci lasciano fuori solo perchè non abbiamo la camicia, ci fanno pagare 8 euro per una bevanda che ne vale 2.. poi alla festa del paese dove regalano il lambrusco e ci fanno cenare ad offerta libera tra le bancarelle del mercatino nessuno vuole andare!<br />
<strong>Mi piacerebbe davvero se qualche lettore più anziano di me mi dicesse qual&#8217;era la serata standard di 20 o 30 anni fa..</strong> Oggi si esce, spesso ci si sposta in macchina e si passa un terzo della serata in auto, l&#8217;impressione è che il bere sia diventato un fine e non un mezzo. Sembra quasi che non si beva per stare insieme, ma ci si trovi per bere. Da millenni il cibo e il vino sono un pretesto per socializzare e stare in compagnia, e così era anche 30 anni fa. Anche 30 anni fa c&#8217;era quello che beveva più degli altri in compagnia, c&#8217;era quello che non beveva mai e quello che faceva le cazzate.. Ma c&#8217;era da guidare per 40 minuti per tornare a casa?<br />
Anche 30 anni fa si facevano cazzate a 20 anni, ma poi a 24 ci si sposava e si aveva un lavoro stabile.. Adesso prima di fare progetti sulla vita devi aspettare il contratto.<br />
Anche 30 anni fa gli studenti venivano bocciati, poi però non c&#8217;erano i genitori che facevano ricorso al TAR.</p>
<p>Io non so se un&#8217;ordinanza possa risolvere i problemi, non so nemmeno se i problemi siano dei giovani, delle famiglie, del sistema educativo o del sistema divertimento.. So per certo che chi guida ubriaco è una bomba senza sapere di esserlo. Forse l&#8217;unica soluzione è quella della paura: vuoi bere? Fallo e divertiti. Vuoi guidare ubriaco? Ti condanniamo a lavori socialmente utili.</p>
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		<title>Comune di Rubiera e siti web</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2007 00:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Rubiera? Rubiera è il paese in cui vivo beatamente da quasi 23 anni. Da quando è nato, nei lontanissimi anni &#8217;90, il sito web del Comune di Rubiera non è mai cambiato. Se gli date un&#8217;occhiata ve ne accorgete subito: è bruttino, con quei colori spenti, senza nessuna foto, trasmette un po&#8217; di tristezza, ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rubiera? Rubiera è il paese in cui vivo beatamente da quasi 23 anni. Da quando è nato, nei lontanissimi anni &#8217;90, il <a target="_blank" title="Comune di Rubiera" href="http://www.comune.rubiera.re.it/"><strong>sito web del Comune di Rubiera</strong></a> non è <strong>mai</strong> cambiato. Se gli date un&#8217;occhiata ve ne accorgete subito: è bruttino, con quei colori spenti, senza nessuna foto, trasmette un po&#8217; di tristezza, ha le notizie &#8220;a lista&#8221; e si visualizza anche un po&#8217; malino a causa di quel menù allungato che scappa su due righe.. Il sito però è ben fatto, il cuore è stato progettato tanti anni fa, ma il codice che sputa fuori è semanticamente corretto: nessuna tabella, facilmente &#8220;agganciabile&#8221; da CSS, e tutto sommato con un buon supporto degli standard W3C (la validazione restituisce un solo errore). Quanto sarebbe bello un paesino di 12 mila abitanti con un sito gradevole e usabile, magari con qualche link ai video di youtube girati a rubiera, dove volendo anche gli stessi amministratori pubblicano videogiornali o videomessaggi. Una cosa innovativa, nel suo piccolo..<br />
Da bravo e volenteroso cittadino, nel Dicembre scorso, ho proposto all&#8217;amministrazione comunale di eseguire un restyling del design a titolo gratuito, per rendere più accattivante questa vetrina virtuale, nonchè questo utile servizio alla cittadinanza. Nel giro di pochi giorni ricevo una mail per fissare un incontro coi tecnici informatici. Vado a parlarne di persona negli uffici del comune e scopro che tra gli obiettivi dell&#8217;amministrazione c&#8217;è quello di cambiare quasi in toto il sito, serve un nuovo CMS, più snello e facilmente aggiornabile: quello attuale è stato scritto internamente in ASP da un ex-dipendente. Il lavoro non riguarda più solo la grafica, mi si chiede di valutare qualche alternativa economica perchè i soldi a disposizione sono pochi.</p>
<p><span id="more-121"></span></p>
<p>Detto fatto, dopo una attenta fase di prova di diversi CMS open-source trovo quello che fa al caso nostro: <a target="_blank" title="Joomla Italia" href="http://www.joomla.it/">Joomla</a>. In php, facile da installare, facile da gestire, facile da personalizzare (in termini di layout grafico). Mi accorgo che diversi siti di amministrazioni comunali hanno adottato questo sistema: <a target="_blank" title="Comune di Viareggio" href="http://www.comune.viareggio.lu.it/">Comune di Viareggio</a>, <a target="_blank" title="Livorno" href="http://www.istituzionelivorno.it/">Istituzione di Livorno</a>, <a target="_blank" title="Comune di Brignano" href="http://www.comune.brignano.bg.it/">Brignano</a>, <a target="_blank" title="Comune di Massa Fiscaglia" href="http://www.comune.massafiscaglia.fe.it/">Massa Fiscaglia</a>, <a target="_blank" title="Comune Campo Felice di Roccella" href="http://www.comune.campofelicediroccella.pa.it/">Campo Felice di Roccella</a>, ecc.. Con dieci minuti persi su Google ho trovato un sacco di siti fatti con Joomla, chissà quanti altri ce ne saranno. E&#8217; una soluzione affidabile, la propongo ai tecnichi che mi avevano contattato. L&#8217;esito? Passano due mesi e ancora nessuna risposta. Io comunque aspetto fiducioso.. Il tempo a disposizione non è più quello di fine dicembre, ma voglia ed entusiasmo restano immutati.<br />
Ultimamente qualcosa si è mosso. Da qualche giorno è on-line il <a target="_blank" title="Rubiera Shopping" href="http://www.rubierashopping.it/">portale dedicato allo shopping a Rubiera</a> (Rubiera Città Shopping), voluto dall&#8217;amministrazione comunale e realizzato da <a target="_blank" title="Alma Reggio Emilia" href="http://www.alma.re.it/index.php">Alma</a> (una azienda di Reggio Emilia che opera nel web) in collaborazone coi commercianti.</p>
<p>E c&#8217;è una bella notizia: è fatto con <strong>Joomla</strong>! C&#8217;è però una piccola stonatura.. CMS Open Source, firma Alm@ Web. Joomla è pur sempre software libero. Non è un reato usare piattaforme open-source, non dobbiamo avere sensi di colpa se vendiamo prodotti finiti realizzati anche grazie ad applicazioni open-source. Il lavoro di Alma è stato senza dubbio notevole, in termini di raccolta dati, organizzazione e creazione dei contenuti, ottimizzazione del sistema, rilascio del prodotto.. Ma un link piccolo piccolo alla comunità di Joomla si poteva anche lasciare. Non voglio parlare del <strong>portale</strong>, che mi sembra una <strong>gran bella idea</strong>, solo dell&#8217;usanza di non riconoscere il lavoro degli altri. Non è un problema specifico di Alma o di chi per loro, parlo in generale, in termini di etica di sviluppo.<br />
E&#8217; una cattiva abitudine di tanti sviluppatori, nell&#8217;era in cui tutto si trova già fatto on-line, in cui tutto il sapere si condivide, si tende a prendere le cose di qua e di là per poi assemblarle secondo le proprie necessità senza citare le fonti. Raccogliere le cose in giro, che siano semplici ispirazioni, pezzi di codice, script o interi CMS open-source dimostra intelligenza; accorpare il tutto dimenticando gli autori è sinonimo di negligenza. Io stesso sono stato tentato, poi ho sempre pensato a quanto mi arrabbierei se lo facessero con me. Così nell&#8217;ultimo lavoro che ho realizzato (il layout di giovy.it) ho lasciato nel footer un richiamo a  &#8220;Credits &#038; Inspirations&#8221; citando tutte le fonti di ispirazione e dalle quali ho attinto. Questo non toglie valore al prodotto, anzi lo accresce. Dimostra che sappiano utilizzare il meglio che ci offre la rete e sappiamo aggiungere ciò che ci serve. Il lavoro di Alma è notevole, un portale così ricco di contenuti e informazioni è un fatto straordinario per un paese come Rubiera. Bisogna riconoscere l&#8217;immenso lavoro che solo una web agency era in grado di fare: c&#8217;è una cartina interattiva in flash con tutti i negozi visualizzabili, ci sono diverse altre componenti flash (news e animazioni), nel portale c&#8217;è una gran mole di contenuti che danno valore e visibilità al sito. Non prendete la mia critica come un svalutazione della professionalità e delle competenze di Alma, per la quale nutro ammirazione, e poichè si tratta di una web agency della mia zona non posso che sponsorizzare.<br />
Bisogna ringraziare anche l&#8217;amministrazione comunale che ha creduto nelle potenzialità della rete per rilanciare i piccoli commercianti. Spero che da questi ultimi poi arrivi il sostegno necessario al successo di una iniziativa del genere, inteso come costante aggiornamento dei dati e delle informazioni.</p>
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		<title>Città senza auto</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jan 2007 13:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi a Reggio Emilia è in vigore il blocco del traffico contro le polveri sottili, in tutta la zona urbana, escluse alcune arterie di comunicazione. Le auto a GPL sono esenti dal divieto, e la mia Micra è libera di girare in città. Spesso sento dire, a volte con inconfutabili giustificazioni, che il blocco totatle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Reggio Emilia è in vigore il blocco del traffico contro le polveri sottili, in tutta la zona urbana, escluse alcune arterie di comunicazione. Le auto a GPL sono esenti dal divieto, e la mia Micra è libera di girare in città.</p>
<p>Spesso sento dire, a volte con inconfutabili giustificazioni, che il blocco totatle dei veicoli è un provvedimento inutile e mette in difficoltà i lavoratori comuni che si devono recare sul posto di lavoro. Certo, se ho un macchina vecchiotta probabilmente è perchè non ho i soldi per cambiarla con una nuova (euro 4). Non sarà un provvedimento contro il traffico a obbligarmi a cambiare vettura. Magari però, se questa macchina ha ancora una vita utile, posso fare un pensierino su metano e gpl..</p>
<p>Sta di fatto che oggi, nella circonvallazione di Reggio Emilia alle 13.05 non esisteva coda, in via Emilia non c&#8217;era traffico! Ho impiegato 5 minuti per effettuare un percorso che a quel&#8217;ora ne richiede in media 15-20. A parte qualche camioncino commerciale a gasolio (ma d&#8217;altronde bisogna pur lavorare) e un tale con una fiat 500 con l&#8217;adesivo di Valentino (quello è uno status mentale..), tutte le auto che circolavano erano poche e &#8220;udite udite&#8221;.. non inquinanti. Niente SUV turbo diesel, niente code fumanti di co2 ai semafori.</p>
<p><span id="more-107"></span></p>
<p>Ebbene i casi sono due: o la gente ha preso le ferie, oppure ha trovato soluzioni alternative per compiere i movimenti quotidiani. I parcheggi scambiatori erano strapieni.. ecco come ha fatto la gente. Ha pensato bene di compiere l&#8217;ultimo miglio coi mezzi pubblici. Peccato solo che il sistema di trasporto pubblico reggiano è a dir poco penoso (ma per quello servirebbe un post a parte). In primo luogo perchè chi arriva in auto dopo le 9 di mattina nei parcheggi scambiatori impiega circa 1 ora per trovare posto, in secondo luogo perchè il rispetto per gli utenti non esiste: non esistono controlli, non si fermano i bus quando i cittadini alla fermata lo richiedono.. E non lo dico per sentito dire, lo dico per esperienza diretta.</p>
<p>In gni caso, ben vengano le città senza auto, ma attenzione a garantire un adeguato sistema di trasporto pubblico, sia in termini di parcheggi che di servizi per la mobilità. A mio parere, una possibile soluzione per limitare il traffico non è chiedere ai cittadini che si rechino sul posto di lavoro caricando le macchine con 5 colleghi, così come non può sussistere la pretesa di far compiere un viaggio casa-lavoro di 16 chilometri esclusivamente col bus. Per il semplice fatto che durante il viaggio di andata o di ritorno spesso si eseguono diverse commesse, diversi compiti, che non si possono conciliare con gli orari poco flessibili del trasporto pubblico (parlo di quello reggiano) o con le esigenze dei colleghi di lavoro. La soluzione è coprire il cosidetto &#8220;ultimo miglio&#8221; coi servizi pubblici: si chiede al cittadino di utilizzare opportuni parcheggi scambiatori e si garantisce un servizio di mobilità finale efficace ed efficiente.</p>
<p>Voglio chiudere con un occhio rivolto a internet, visto che di questo si occupa principalmente diploD. Avete mai pensato che il web possa venirci in aiuto anche per questo? Ogni tanto provo a fantasticare.. Ma quanto sarebbe bello avere un sito dal quale è possibile prenotare il mio posto macchina per il tal giorno al tal orario, poi recarmi in città e trovarlo libero in un attimo senza attese ne intasamenti. Quanto sarebbe bello, magari, poter prenotare una bicicletta o un&#8217;auto elettrica da usare in comune con altri utenti? Già, quanto sarebbe bello..</p>
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		<title>e-Learning e Knowledge Management: studio per la tesi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2006 11:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[La tesi di laurea è una fatica che deve affrontare chiunque decida di portare a termine il percorso universitario. Mentre si scrive la tesi, si perdono ore ed ore a studiare libri, saggi, documenti, white papers e qualsiasi cosa possa tornare utile per le proprie ricerche. Spesso però si ha la sensazione che tutto questo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La tesi di laurea è una fatica che deve affrontare chiunque decida di portare a termine il percorso universitario. Mentre si scrive la tesi, si perdono ore ed ore a studiare libri, saggi, documenti, white papers e qualsiasi cosa possa tornare utile per le proprie ricerche. Spesso però si ha la sensazione che tutto questo lavoro sia sprecato, sembra di gettare via il proprio tempo (tanto alla fine le 150 pagine che si scrivono vanno riassunte in 10 minuti di presentazione e valgono solo qualche punto del voto di laurea).</p>
<p>Per non far cadere nell&#8217;oblio tutte le ore passate di notte davanti al pc ho deciso di pubblicare la mia tesi come documento scaricabile gratuitamente, purchè venga rispettata la proprietà intellettuale. Il titolo del documento è <strong>&#8220;E-Learning e Knowledge Management: sviluppo di un portale web con blog e wiki&#8221;</strong>.</p>
<p>Durante la stesura della mia tesi e il relativo lavoro di programmazione web del portale ho avuto modo di imparare e impratichirmi con tantissimi strumenti: linguaggio java e jsp, css, impostazione di applicazioni open-source come Roller (piattaforma di bloggin multiutente) e JSPWiki (motore wiki). E&#8217; stata l&#8217;occasione per studiare e scoprire diversi casi di applicazione di sistemi di collaborazione e apprendimento a distanza in contesti aziendali o in ambiti accademici.</p>
<p><span id="more-13"></span></p>
<p>Lo scopo di questa tesi è illustrare il processo che ha portato alla progettazione di un portale web di e-Learning e Knowledge Management. Il punto di partenza è l&#8217;analisi dello stato dell&#8217;arte; nel secondo capitolo si affronteranno gli aspetti economici, organizzativi e culturali ai quali sono soggetti i sistemi di questo genere (con un&#8217;analisi economica dettagliata dei costi relativi all&#8217;adozione di un sistema di e-Learning); nel terzo capitolo verrà presentata l&#8217;architettura e il funzionamento di <strong>Cognitio</strong>, il portale realizzato durante il tirocinio presso la facoltà, il relativo codice Java e la struttura del database (MySQL) al quale si appoggia.<br />
L&#8217;aspetto innovativo di questa piattaforma web è l&#8217;impiego di strumenti quali wiki e blog per la distribuzione e fruizione dei corsi a distanza e la collaborazione tra gli utenti: essi offrono grande flessibilità al sistema, che si trasforma da semplice contenitore di materiale didattico in un vero e proprio strumento per la condivisione e gestione della conoscenza, con interessanti destinazioni anche in ambito aziendale al di fuori di un contesto puramente formativo.<br />
Cognitio fa uso di software open source (Roller e JSPWiki) ed è stato installato presso un server del dipartimento di Scienze e Metodi dell&#8217;Ingegneria della facoltà di Reggio Emilia, l&#8217;obiettivo è utilizzarlo in futuro per il corso di Tecnologie e Applicazioni Web.</p>
<p>La tesi contiene anche un confronto tra i sette LMS (Learning Management Systems) open-source più rinomati: Moodle, Sakai, Atutor, ILIAS, Docebo, Dokeos, OLAT.<br />
Un altro interessante contributo è quello della sitografia, che racchiude uno spaccato di tutti quei siti riguardanti la sfera dell&#8217;e-learning, del knowledge management, della collaborazione con blogs e wiki.</p>
<p><strong>SCARICA IL FILE PDF</strong>: <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/e-learning-knowledge-management-davide-del-monte.pdf">clicca qui per iniziare il download</a></p>
<p>Se scaricate questo documento, se lo trovate interessante o lo utilizzate per altri lavori per favore lasciate un commento in questo post.</p>
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