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	<title>diploD &#187; e-commerce</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Alternative a PayPal in Italia: ecco un elenco completo dei metodi di pagamento per e-commerce e piattaforme web.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 17:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[PayPal è solido, sicuro, globale.. caro, ma nemmeno troppo. Spesso c&#8217;è l&#8217;esigenza di guardarsi attorno, per capire se esistono concorrenti e alternative, purtroppo però per il mercato italiano la situazione non è delle più rosee. Le alternative infatti esistono, ma generalmente sono attive solo nei mercati esteri (USA in primis) mentre in Italia operano in pochi. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PayPal</strong> è solido, sicuro, globale.. <strong>caro</strong>, ma <strong>nemmeno troppo</strong>. Spesso c&#8217;è l&#8217;esigenza di guardarsi attorno, per capire se esistono <strong>concorrenti</strong> e <strong>alternative</strong>, purtroppo però per il <strong>mercato italiano</strong> la situazione non è delle più rosee. Le alternative infatti esistono, ma generalmente sono attive solo nei mercati esteri (USA in primis) mentre <strong>in Italia operano in pochi</strong>. E&#8217; bene comunque fare un elenco dei players, così da poterli monitore oggi e in futuro. Non vengono riportate qui le <strong>commissioni</strong> dei diversi servizi poichè nel tempo potrebbero variare, anche se in genere sono inferiori a quelle di PayPal. Attenzione però a valutare i pacchetti nella loro totalità, spesso infatti si nascondono costi dietro a canoni fissi, attivazioni, tariffe fisse in caso di rimborsi (refund delle transazioni).</p>
<p><span id="more-1466"></span></p>
<h3>Servizi operanti in Italia</h3>
<p><a title="Mangopay" href="http://www.mangopay.com/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1472" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/mangopay.jpg" alt="mangopay" width="311" height="74" /></a></p>
<p><a title="Mangopay" href="http://www.mangopay.com/" target="_blank">Mangopay</a>: di stampo francese, è indubbiamente il più competitivo. E&#8217; stato concepito e viene utilizzato solamente da piattaforme di crowdfunding (ad esempio Ulule) e marketplaces (ad esempio Vinted). Ha però alcuni vincoli per quanto riguarda gli account base, oltre certe soglie di denaro ricevuto/scambiato bisogna inviare documentazione per validare la propria identità. Le API sono ben documentate e improntate a un facile utilizzo da parte dei programmatori.</p>
<p><a title="Payza" href="https://www.payza.com" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1473" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/payza.jpg" alt="payza" width="305" height="92" /></a></p>
<p><a title="Payza" href="https://www.payza.com" target="_blank">Payza</a>: attivo in diversi paesi tra cui anche l&#8217;Italia, offre tariffe vantaggiose se confrontato a PayPal, ma ha un processo di apertura del conto business per ricevere pagamenti un po&#8217; macchinoso. E&#8217; necessario inviare documentazione per validare la propria identità. E&#8217; un servizio piuttosto utilizzato, esistono infatti plugin che permettono di usare questo gateway con noti plugin (ad esempio Easy Digital Download su WordPress, per creare il proprio marketplace).</p>
<p><a title="Braintree" href="https://www.braintreepayments.com/" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1474" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/braintree.jpg" alt="braintree" width="296" height="74" /></a></p>
<p><a title="Braintree" href="https://www.braintreepayments.com/" target="_blank">Braintree</a>: di fatto un ramo di PayPal dal 2013. E&#8217; il gateway usato da Airbnb, Github e Uber, quindi non di certo l&#8217;ultimo arrivato. E&#8217; stato acquisito da Paypal ed ora opera anche in Italia, con tariffe leggermente inferiori.</p>
<p><a href="http://www.google.com/wallet/business/payments/index.html" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1475" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/gwallet.jpg" alt="gwallet" width="296" height="98" /></a></p>
<p><a title="Google Wallet for business" href="http://www.google.com/wallet/business/payments/index.html" target="_blank">Google Wallet</a>: è l&#8217;evoluzione del servizio Google Checkout. E&#8217; forse ancora un po&#8217; acerbo, è stato infatti concepito per un utilizzo principalmente mobile, tramite cellulare o tablet. L&#8217;utente deve possedere un account Google tramite il quale registra i dati della/e propria/e carta/e di credito che utilizzerà al momento dei pagamenti. In <a title="Google wallet merchant" href="https://developers.google.com/wallet/digital/" target="_blank">questa pagina</a> i dettagli per aprire un account business per poter ricevere pagamenti.</p>
<p><a href="https://www.2checkout.com" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1476" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/2co.jpg" alt="2co" width="289" height="96" /></a></p>
<p><a title="2Checkout" href="https://www.2checkout.com" target="_blank">2Checkout</a>: opera in tutto il mondo, ma le tariffe non sono attualmente competitive rispetto a quelle di PayPal (sono infatti più alte).</p>
<p><a href="https://www.clickandbuy.com" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1477" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/cab.jpg" alt="cab" width="197" height="60" /></a></p>
<p><a title="Clickandbuy" href="https://www.clickandbuy.com" target="_blank">Clickandbuy</a>: è di fatto un portafoglio elettronico, dove gli utenti possono versare denaro per poi fare acquisti online sui siti che lo consentono. Il vincolo vero consiste appunto nell&#8217;apertura di un account da parte dei propri clienti. Esiste poi una piccola schiera di <strong>servizi domestici</strong>, mediamente cari soprattutto in virtù dei canoni o dei costi fissi di attivazione e con commissioni variabili in base al settore merceologico o ai volumi. Non tutti però, quindi un giro sui vari siti dei servizi è bene farlo. In genere si appoggiano tutti a singole banche, che hanno aperto un servizio per i pagamenti online, non si tratta quindi di vere e proprie piattaforme tipo paypal, ma di servizi che permettono al negozio online di ricevere denaro senza preoccuparsi della gestione dei dati delle carte di credito dei clienti.</p>
<ul>
<li><a title="GestPay" href="http://www.gestpay.it/" target="_blank">GestPay</a> di Banca Sella</li>
<li><a title="xPay CartaSi" href="http://www.cartasi.it/gtwpages/common/?id=OiRGdkfJWU" target="_blank">xPay di CartaSi</a>: si tratta del POS virtuale offerto dal circuito CartaSi</li>
<li><a title="Setefi" href="http://www.intesasanpaolo.com/incassi-pagamenti/pos-setefi.jsp" target="_blank">Setefi</a> di Intesa San Paolo</li>
<li><a title="IWSmile" href="http://www.iwsmile.it/" target="_blank">IWSmile</a> di IW Bank: POS elettronico per ricevere pagamenti che deve essere abbinato a un conto corrente della banca</li>
<li><a title="Secur Pay" href="http://www.credem.it/Small_Business/Incassi_Pagamenti/Pagine/Secur_Pay_At_Pos.aspx">Secur Pay</a> di Credem: POS virtuale</li>
</ul>
<p>Per completezza, è bene citare anche un servizio di <strong>mobile POS</strong>, senza canoni fissi, da utilizzare per ricevere pagamenti al volo utilizzando il proprio smartphone. Cito solo <a title="Payleven" href="https://payleven.it/" target="_blank">Payleven</a>, poichè è il più evoluto e semplice; esistono in ogni caso anche diversi servizi similari offerti da istituti di credito.</p>
<h3>Servizi non ancora attivi in Italia</h3>
<p>All&#8217;estero purtroppo le alternative esistono e sono davvero interessanti, certamente hanno tariffe competitive e servizi promettenti. Non resta che tenerle monitorate per capire quando e se saranno disponibili anche nel nostro paese.</p>
<p><a title="Stripe" href="https://stripe.com/" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1478" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/stripe.jpg" alt="stripe" width="302" height="151" /></a></p>
<p><a title="Stripe" href="https://stripe.com/">Stripe</a>: al momente attuale è in &#8220;private beta&#8221; per l&#8217;Italia, quindi candidato ad essere un servizio disponibile nel nostro paese a breve. Offre tariffe vantaggiose e stabilità, è infatti già presente in diverse nazioni del mondo, ha API ben documentate per diversi linguaggi e gestisce molte valute internazionali.</p>
<p><a title="wepay" href="https://www.wepay.com/" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1479" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/wepay.jpg" alt="wepay" width="302" height="151" /></a></p>
<p><a title="WePay" href="https://www.wepay.com/">WePay</a>: servizio pensato appositamente per le piattaforme (crowdfunding, marketplaces, SMB platform), può contare su clienti già affermati e delle API documentate al meglio.</p>
<p><a title="amazon payments" href="https://payments.amazon.com/" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1480" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/ap.jpg" alt="ap" width="312" height="102" /></a></p>
<p><a title="Amazon Payments" href="https://payments.amazon.com/">Amazon Payments</a>: è il sistema di pagamento di Amazon, aperto a tutti coloro che vogliono implementarlo sul proprio sito web. Può contare su una base utenti davvero notevole.</p>
<p><a title="swipe HQ" href="https://www.swipehq.com/" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-1481" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2014/09/swipe.jpg" alt="swipe" width="307" height="126" /></a></p>
<p><a title="Swipe HQ" href="https://www.swipehq.com/" target="_blank">Swipe HQ</a>: un sistema di pagamento che opera con diverse valute e può contare su una serie di plugin già preconfezionati per sistemi come Magento o WordPress</p>
<p><strong>Ne conoscete altre? Segnalatelo nei commenti!</strong></p>
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		<title>Blog design professionale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 22:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[Il blog design professionale può diventare una vera attività? Sempre più spesso vedo in giro siti web che vendono template per wordpress a prezzi accessibilissimi: da 45 a 99 dollari e hai un tema di qualità, originale e adeguato alla tue esigenze. Chiaramente questi siti “funzionano” perché hanno un volume di vendita ragionevole, che permette agli sviluppatori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Il blog design professionale può diventare una vera attività? </span></p>
<p class="MsoNormal">Sempre più spesso vedo in giro siti web che vendono template per <a href="http://wordpress.org/" title="wordpress" target="_blank">wordpress</a> a prezzi accessibilissimi: da 45 a 99 dollari e hai un tema di qualità, originale e adeguato alla tue esigenze. Chiaramente questi siti “funzionano” perché hanno un volume di vendita ragionevole, che permette agli sviluppatori di fare prezzi decisamente concorrenziali. Generalmente si tratta di siti statunitensi, o al massimo indiani; ma <span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">in Italia c’è mercato</span> per una attività come questa?</p>
<p class="MsoNormal">C’è davvero tutto questo bisogno di <span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">personalizzazione</span> da parte di chi gestisce un blog quasi <span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">amatoriale</span>? I template gratuiti, sotto creative commons, di certo non mancano: io stesso sono tra i “<a href="http://www.diplod.it/templates-open-source/" title="tema wordpress" target="_blank">produttori</a>”. Generalmente con qualche semplice modifica si riescono ad ottenere personalizzazioni interessanti.</p>
<p class="MsoNormal">Qual è il livello di personalizzazione che può spingere una persone ad acquistare un determinato tema? Io credevo fosse semplicemente l’<span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">unicità</span>. Avere un tema unico, diverso da tutti e progettato sul proprio sito, permette di essere riconoscibile immediatamente e di fidelizzare gli utenti, abituandoli al proprio design.</p>
<p class="MsoNormal">Ma in alcuni casi c’è chi paga 99 dollari pur sapendo di non avere un tema unico, perché sarà acquistato anche da altri, esattamente uguale. C’è chi è disposto a pagare anche senza l’unicità: cosa cerca (e cosa trova) quindi in un tema a pagamento?</p>
<p class="MsoNormal">Sono <span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">domande aperte</span>, che pongo a voi innanzi tutto per capire, oltre che per discutere. Io ho una vaga idea, ma prima di esprimermi mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.</p>
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		<title>Si vola a Dublino: ma che nervi le compagnie low cost</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/03/10/si-vola-a-dublino-ma-che-nervi-le-compagnie-low-cost/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 20:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] E&#8217; un chiodo fisso da circa un anno: il viaggio a Dublino stava in cantiere e mai nessuno che si lamentasse per i posticipi.. Finalmente ci siamo decisi, qualche amico e una birra da compagnia, le date ci sono e i voli a basso prezzo pure! Benedette compagnie low cost, che ci fanno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/03/ryanair.jpg" alt="Voli low cost" /><br />
<small>[<a href="http://www.flickr.com/photos/fabbriciuse/171462978/" title="flickr" target="_blank">foto Flickr</a>]</small></p>
<p>E&#8217; un chiodo fisso da circa un anno: il viaggio a <strong>Dublino</strong> stava in cantiere e mai nessuno che si lamentasse per i posticipi.. Finalmente ci siamo decisi, qualche amico e una birra da compagnia, le date ci sono e i voli a basso prezzo pure! Benedette compagnie low cost, che ci fanno volare come prendere un treno, <strong>meno di cento euro</strong> sulla carta e già senti l&#8217;<strong>Irlanda</strong> più vicino.</p>
<p>Ora che la mia stampante ha appena sputato fuori il foglio con la conferma della prenotazione posso dirlo senza rancore (tanto ormai la carta di credito ha già registrato la transazione):  il prezzo del volo lo scopri solo dopo aver stampato la prenotazione, appunto!</p>
<p>E&#8217; un percorso in salita, <strong>si parte da 20 euro e alla fine se ne spendono 70: più del triplo!</strong> E non è colpa di ryanair o chi per loro, funziona così. Devi saper resistere, e dire ok ad ogni passo, fino all&#8217;obiettivo ultimo: il numero a 16 cifre, che sia visa o mastercard.<br />
I passi in sequenza sono:</p>
<ol>
<li>tariffa del volo</li>
<li>tasse</li>
<li>spese amministrative</li>
<li>assicurazione</li>
<li>tariffa bagagli (e se devi portare strumenti musicali o attrezzatura sportiva è la fine)</li>
</ol>
<p><span id="more-509"></span></p>
<p>Ora forse sto enfatizzando un po&#8217; la questione, fatto sta che uno parte convinto di spendere una cifra e poi scopre che ne spende un po&#8217; di più, poi un po&#8217; di più, poi un altro pochetto di più.</p>
<p>Andata con <a href="http://www.aerlingus.com/" title="Aer Lingus" target="_blank">AerLingus</a>, compagnia di bandiera irlandese che si è trasformata in low cost:</p>
<ol>
<li>volo <strong>bologna-dublino</strong>: <strong>45 euro</strong></li>
<li>tasse e supplementi: 22,11 euro</li>
<li>spese di gestione: 6 euro</li>
<li>bagagli: 9 euro (se lo paghi on-line), 12 euro (se paghi all&#8217;aeroporto)</li>
<li>assicurazione: 13,50 euro</li>
<li>vuoi riservare il posto? se sì, 3 euro</li>
<li>Totale: <strong>95,61 euro</strong> (senza posto riservato e con bagagli pagati on-line)</li>
</ol>
<p>Ritorno con <a href="http://www.ryanair.com/" title="ryanair" target="_blank">Ryanair</a>, il boss delle lowcost</p>
<ol>
<li>volo <strong>dublino-milano</strong>: <strong>19,99 euro</strong></li>
<li>tasse e supplementi: 22,74 euro</li>
<li>bagagli: 13 euro</li>
<li>assicurazione: 14,50 euro (per gli italiani, per gli irlandesi costa 4 euro.. noi siamo più protetti)</li>
<li>vuoi essere tra i primi a salire sull&#8217;aereo? se si, 4 euro</li>
<li>Totale: <strong>70,23 euro</strong> (senza la smania di voler salire per primo)</li>
</ol>
<p>Con AerLingus si arriva a spendere più del doppio, con Ryanair si spende addirittura più del triplo! Ma non esisteva una legge che imponeva alle compagnie di indicare il prezzo completo di tutto fin dall&#8217;inizio? Sbaglio? Io vado a memoria.. Ne avevo sentito parlare ma non so che fine abbia fatto..</p>
<p>Ben vengano le compagnie a basso costo, con le altre probabilmente avrei speso molto di più, ma questa sofferenza durante la prenotazione vi prego evitatemela!</p>
<p>Il prossimo passo è l&#8217;<strong>ostello</strong>.. A proposito: <strong>qualcuno c&#8217;è già stato? Consigli?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Stampa foto on-line e ritirale alla coop</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/02/13/stampa-foto-on-line-e-ritirale-alla-coop/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 19:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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		<category><![CDATA[coop]]></category>
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		<category><![CDATA[stampa foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante il servizio di stampa foto via web messo in piedi dalla Coop. Un altro settore in cui la grande distribuzione cerca di espandersi, i presupposti non mancano e la qualità tutto sommato è buona. Ho provato il servizio di e-coop per la stampa di fotografie digitali. Si possono caricare le foto via browser, oppure [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/socio-coop.JPG" alt="Socio coop" /></p>
<p>Interessante il servizio di <a href="http://coop.jetfoto.it/" title="coop foto" target="_blank">stampa foto via web messo in piedi dalla Coop</a>. Un altro settore in cui la grande distribuzione cerca di espandersi, i presupposti non mancano e la qualità tutto sommato è buona.</p>
<p>Ho provato il servizio di <strong>e-coop</strong> per la stampa di fotografie digitali. Si possono caricare le foto via browser, oppure installare un software apposito e registrarsi. L&#8217;interfaccia è tutto sommato funzionale, anche se le prestazioni non sono delle migliori: il tempo di caricamento delle immagini è paragonabile a quello di una pagina web, ben distante dalla velocità a cui <a href="http://picasa.google.it/" title="picasa" target="_blank">Picasa</a> mi ha abituato.</p>
<p>Una volta scelte le immagini da stampare, il numero di copie e il formato, si trasmette l&#8217;ordine e si sceglie il supermercato più vicino a casa dove andare a ritirare le foto passate 48 ore. Non si paga nulla, niente carta di credito, niente conti prepagati.<br />
Semplicemente la prossima volta che si va a fare la spesa ci si ferma nello sportello servizi a ritirare la busta con le proprie foto stampate e si paga alla cassa assieme agli altri articoli acquistati.</p>
<p><span id="more-490"></span></p>
<p>Il <strong>pro</strong> è che paghi alla consegna, non hai spese di spedizione, non c&#8217;è il rischio che il corriere venga senza trovare nessuno a casa. Il <strong>contro</strong> è che se non sei cliente coop diventa laboriosa la faccenda. Ma il concetto è estendibile anche agli altri operatori della grande distribuzione, e potrebbe rivelarsi efficace. Ne conoscete altri?</p>
<h3>La qualità e i costi</h3>
<p>Le foto sono state stampate su <strong>carta kodak</strong> di buona qualità, con uno spessore degno di una carta fotografica. La sensazione è di trovarsi tra le mani stampe professionali. I <strong>colori</strong> sono buoni, anche se si nota un leggero <strong>intervento automatico</strong>. E questo a volte potrebbe dare fastidio, il servizio di stampa foto di HP (<a href="http://www.snapfish.it/" title="Snapfish - stampa foto" target="_blank">snapfish</a>) ad esempio permette di scegliere se &#8220;curare&#8221; i colori in automatico o stampare le foto tali e quali senza modifiche cromatiche: opzione che personalmente apprezzo parecchio. [vedi screenshot sotto]</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/snapfish-opzioni.PNG" alt="opzioni snapfish" /></p>
<p>I costi sono decisamnte concorrenziali, anche se allineati alla media di servizi analoghi. 15 centesimi di euro per il classico formato 13&#215;18, 9 centesimi per il 10&#215;15.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/prezzi-coop.PNG" alt="prezzi coop" /></p>
<p>Per avere qualche informazione in più si può <a href="http://coop.jetfoto.it/listino.html" title="prezzi stampa foto" target="_blank">consultare la pagina dei costi</a> e magari dare un occhio al <a href="http://www.diplod.it/2007/10/02/stampa-foto-on-line-confronto-e-qualche-considerazione/" title="confronto stampa foto on-line" target="_blank">confronto che avevo fatto in precedenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come e perchè puoi dialogare con una scatola di pomodori</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/30/come-e-perche-puoi-dialogare-con-una-scatola-di-pomodori/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 03:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un <strong>piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio</strong>. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le fa pagare circa 8 centesimi in più. Durante la produzione, sulle scatolette vengono inseriti alcuni dati, come la data di produzione, il numero identificativo e altri dettagli..</p>
<p>Una volta realizzate queste scatolette viaggiano in tutta Europa. Un lotto di esse viene spedito in Italia presso una ditta di confezionamento per passate di pomodoro. In questa ditta, durante il processo di confezionamento, sulle scatolette vengono aggiunti alcuni dati:<strong> é stata riempita con pomodori italiani, che hanno una precisa data di confezionamento e una data di scadenza</strong>.</p>
<p>Una di queste scatolette viene esportata in USA. Quando viene spedita <strong>i suoi dati vengono tradotti dall&#8217;italiano all&#8217;inglese</strong>. Dopo un breve tempo in un magazzino finisce sugli scaffali di un supermarket. Nel supermarket questa eredita altre informazioni, come il prezzo di vendita e la data in cui è stata riposta sullo scaffale. A un certo punto <strong>la dispensa di un cliente sa che deve ordinare una scatola di pomodori e una di queste sarà inviata a casa tua alla prossima consegna</strong>. Prima che la scatoletta lasci il negozio, il supermarket legge le informazioni necessarie per il suo inventario.</p>
<p><span id="more-482"></span></p>
<p>Qualche settimana dopo sei al lavoro sulla tua scrivania e stai pensando alla cena, decidi che stasera cucinerai per una cenetta romantica. Dai un occhio alle ricette, ne scegli una, e controlli che nella tua dispensa ci sia tutto il necessario. <strong>I tuoi pomodori si sono allegramente registrati da soli quando sono arrivati nella dispensa, quindi lei è in grado di indicarti che tutto ciò di cui hai bisogno è un po&#8217; di basilico fresco, </strong>puoi fermarti a prenderlo mentre torni a casa. Al supermarket trovi il basilico e lo riponi nel carrello, che aggiorna il prezzo comulativo della tua spesa. Vedendo lo schermo che si illumina, dai un&#8217;occhiata verso il basso e noti l&#8217;annuncio di una offerta speciale sull&#8217;origano. La cancelli e disabiliti le pubblicità successive. <strong>Una volta fatto, passi il carrello alle casse, dove il costo totale viene accreditato e il tuo indirizzo di casa inserito nelle cose acquistate</strong>.</p>
<p>Spingi il carrello sulla pista per la consegna prima di andare al bar a berti un caffè mentre il negozio trasporta la merce per te.</p>
<p>A casa inizi a cucinare, mettendo la scatoletta di pomodori aperta sul tavolo. <strong>La scatoletta capisce di essere stata aperta (dopo aver rilevato una differenza di pressione)</strong>. Ti eri detto più volte che avresti riparato l&#8217;accensione automatica dei fornelli già da diverse settimane, e ora ogni volta che li vuoi accendere non trovi mai l&#8217;accendino. Chiedi alla cucina di trovarti quello più vicino: ce n&#8217;è uno nel cassetto delle posate.<br />
Hai già abbastanza pensieri, così <strong>ordini alla cucina di calcolare la riparazione dei fornelli nel tuo bilancio</strong>. La tua stufa sa che non ti deve più seccare nuovamente. Ti godi la tua cena, accendi la televisione e <strong>durante il primo stacco pubblicitario appare un messaggio dalla tua cucina in fondo allo schermo che ti informa che una scatola di pomodori è rimasta aperta sul tavolo da due ore</strong>. Ti arrabbi un attimo, ma sei contento che la casa non ti ha  interrotto mentre eri impegnato. Lei sà che non stai guardando un programma importante, così ha avuto la decenza di aspettare il primo stacco pubblicitario.</p>
<p>Vai in cucina e rimetti la scatoletta nel frigo. Tre giorni dopo ti svegli e ti fiondi in cucina per una tazza di caffè. Appena prendi il latte vedi <strong>il display del frigorifero che ha diversi messaggi per te</strong>. <strong>Li leggerai più tardi con l&#8217;email</strong> ma noti che il frigo si lamenta per una scatoletta di pomodori che sta per scadere.<br />
Ad una prima occhiata non la vedi ma il frigo la localizza dietro l&#8217;ultima delle birre, così prendi i pomodori e li mescoli. Ti godi la tua &#8220;tomato-juice&#8221; assieme al caffè, poi inizi a pulire e getti la scatoletta vuota nell&#8217;unità per il riciclaggio. <strong>Il cestino rileva tutti i dati personali dalla scatoletta, notando che la lega del materiale è conforme per il riciclaggio</strong>. Qualche giorno più tardi la scatoletta sarà spedita in Germania dove verrà riciclata.</p>
<h3>Siamo impazziti?</h3>
<p>Non proprio, a parte il pessimo gusto americano per l&#8217;accoppiamento pomodori-caffè. <a href="http://www.usenix.org/events/es99/full_papers/arnold/arnold.pdf" title="How and Why You Will Talk to Your Tomatoes" target="_blank">Ciò che hai appena letto</a> veniva pubblicato nel marzo del 1999 nel &#8220;Proceedings of the Embedded Systems Workshop&#8221; a Cambridge (USA). Realtà o fantasia prossima? Il paragrafo iniziava così: &#8220;<strong>Pasta, circa 2005</strong>&#8220;. Mi è capitato tra le mani durante un corso di studio universitario che sto frequentando.</p>
<p>Siamo nel 2008, per fortuna ancora nulla di simile è stato commercializzato e portato nella grande distribuzione. Ma la tecnologia pervasiva, il cosiddetto <strong>Pervasive Computing</strong>, è una scienza dagli aspetti affascinanti. In grado di suscitare scenari incredibili, che da un lato facilitano la vita e migliorano il benessere collettivo (si pensi al riciclaggio o al risparmio energetico), dall&#8217;altro spaventano per la tremenda capacità di penetrazione nella vita privata di ogni individuo.</p>
<p>Una tecnologia è davvero pervasiva quando non viene percepita: la presa di corrente per noi esiste e non sappiamo che dietro ci sono innumerevoli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_trifase" title="Sistema trifase" target="_blank">studi di elettrotecnica</a>. Per noi funziona, e basta.</p>
<p>Bene, esistono dispositivi come gli <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RFID" title="RFID" target="_blank">RFID</a></strong>, in grado di collezionare dati ed essere letti con onde radio. Sono usati ad esempio nei sistemi antitaccheggio, ma le applicazioni sono tante, soprattutto nella <strong>logistica</strong>. Chi ci vieta di utilizzarli per una scatoletta di pomodori? Chi ci vieta di metterli nei biglietti del treno per poi &#8220;offrire&#8221; ai viaggiatori pubblicità mirata in base alle persone che si trovano nel raggio di 20 metri di uno scermo pubblicitario? Magari il tutto gestito da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agente_intelligente" title="Agenti software - wikipedia" target="_blank">sistema ad agenti</a>, dove l&#8217;agente dello schermo indica il target presente (età, sesso, ecc..) e gli agenti delle concessionarie pubblicitarie si aggiudicano il messaggio facendo un&#8217;asta. Esatto, qualcuno ci sta già pensando. Intanto, se volete approfondire le possibili applicazioni, basta dare un&#8217;occhio alla <a href="http://www.telecomitalia.it/cgi-bin/tiportale/TIPortale/ep/contentView.do?tabId=2&amp;pageTypeId=-12157&amp;LANG=IT&amp;channelId=-12209&amp;programId=26412&amp;programPage=/ep/program/editorial.jsp&amp;contentId=29737&amp;contentType=EDITORIAL" title="RFID - telecom italia" target="_blank">ricerca di telecom italia</a>.</p>
<p>Mentre noi, aspettiamo il futuro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stampa foto on-line: confronto e qualche considerazione</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 23:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovevo stampare circa 1200 foto. Ho provato due servizi prima di scegliere, e vi anticipo che ho scelto di stamparne 800 da una parte e 400 dall&#8217;altra. Cosa ho provato? Snapfish e 12print. Servizio internazionale il primo, di proprietà di HP. Italianissimo il secondo, con sede a Napoli. Voglio riportare alcune considerazioni perchè magari possono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image366" alt="Stampa digitale" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/printer.JPG" /></div>
<p>Dovevo stampare circa 1200 foto. Ho provato due servizi prima di scegliere, e vi anticipo che ho scelto di stamparne 800 da una parte e 400 dall&#8217;altra. Cosa ho provato? <a target="_blank" title="Snapfish" href="http://www.snapfish.it/">Snapfish</a> e<a target="_blank" title="12print" href="http://www.12print.it"> 12print</a>. Servizio internazionale il primo, di proprietà di HP. Italianissimo il secondo, con sede a Napoli.</p>
<p>Voglio riportare alcune considerazioni perchè magari possono essere utili consigli per chi deve scegliere un servizio per la stampa delle proprie foto digitali. Io mi sono trovato in difficoltà, l&#8217;offerta è vastissima e i prezzi bene o male si equivalgono. Ma la <strong>qualità</strong>?<br />
Sono partito da uno speciale di <a target="_blank" title="Pc Open" href="http://www.pcopen.it/">PC-Open</a> di Settembre 2007 (si, leggo ancora le riviste..) che valutava Snapfish come miglior servizio.<br />
I siti confrontati in tale test erano: <a target="_blank" title="Pixmania" href="http://www.mypix.com">Pixmania</a>, <a target="_blank" title="Foto.com" href="http://it.foto.com">Foto.com</a>, <a target="_blank" title="Photocity" href="http://www.photocity.it">Photocity</a>, <a target="_blank" title="Snapfish" href="http://www.snapfish.it">Snapfish</a>, <a target="_blank" title="Kodak" href="http://www.kodakgallery.it">Kodak</a>, <a target="_blank" title="Photo33" href="http://www.photo33.it">Photo33</a>. Nel confronto mancava però <a title="12print" target="_blank" href="http://www.12print.it/">12print</a>, così riporto la mia esperienza seguendo la tabella proposta da PC-Open.</p>
<p><span id="more-365"></span></p>
<table cellspacing="1" border="1">
<tr>
<td><strong>Servizio</strong></td>
<td><strong>Snapfish</strong></td>
<td><strong>12print</strong></td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Sito web</td>
<td>www.snapfish.it</td>
<td>www.12print.it</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Costo 9&#215;13</td>
<td>0,09</td>
<td>da 0,05 a 0,12</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Costo 11&#215;15</td>
<td>0,15</td>
<td>da 0,08 a 0,14</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Spese di spedizione</td>
<td>2,95</td>
<td>dipende dal tipo di spedizione: da 2,50 a circa 6 euro</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Tempo di consegna</td>
<td>7-8 giorni</td>
<td>2 giorni</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Tempo di upload</td>
<td>Rapido (con la funzione di ridimensionamento, via browser &#8211; estensione per Firefox)</td>
<td>Normale (via browser &#8211; applet java)</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Omaggio primo ordine</td>
<td>20 foto 9&#215;13</td>
<td>25 foto 11&#215;15</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Carta Usata</td>
<td>Fujifilm Crystal Archive Paper Supreme</td>
<td>Kodak Professional Endura</td>
</tr>
</table>
<h4>Le mie considerazioni</h4>
<p>Se dovete stampare grandi volumi di foto, il prezzo di 12print è sicuramente vantaggioso e molto appetibile. La qualità riscontrata è in entrambi i casi elevata, forse la differenza di prezzo è dovuta al tipo di carta utilizzato. Snapfish utilizza una carta più spessa, che conferisce alle stampe più solidità.<br />
Sempre con Snapfish al momento dell&#8217;ordine è possibile selezionare una opzione per <strong>evitare la modifica automatica dei colori</strong>, a mio avviso una <strong>funzione importantissima</strong>. Le foto vengono stampate così come sono, io preferisco che queste vengano ritoccate solo da me. In alcuni casi però ho notato colori più lucenti e definiti con 12print. In sostanza con 12print  escono stampe perfette nei dettagli e dai colori vivi, mentre con Snapfish le fotografie sono più patinate ma i colori più realistici. Si perde qualche dettaglio ma la resa è molto professionale. Solo qualche foto è risultata piuttosto scura, probabilmente per colpa mia, sarebbe bastato impostare meglio la correzione dei colori.<br />
L&#8217;<strong>upload avviene per entrambi via browser</strong>, con una applet java o con un plugin per Firefox, l&#8217;interfaccia utente è comunque in entrambi i casi ben curata e di semplice utilizzo. Snapfish permette l&#8217;archiviazione illimitata sul proprio account personale mentre 12print consente di mantenere le foto on-line per 7 giorni; questo permette di caricare le immagini sul server in momenti differenti e comporre ordini con diversi formati.</p>
<p>Ho notato che sia 12print che Snapfish dedicano particolare attenzione a chi possiede un blog, parla di loro e sponsorizza. Io non ho aderito a queste promozioni perchè non mi interessa lo sconto, ma mi fanno riflettere tali politiche di marketing. <strong>Il passaparola è sempre più importante sul web </strong>e tutti se ne stanno accorgendo.</p>
<p>E&#8217; per questo che chiedo anche ai miei lettori un consiglio. A mio parere sono due validi servizi, <strong>voi ne avete provati altri? Come vi siete trovati? Sono tuttora alla ricerca visto che in futuro avrò altre stampe da eseguire</strong>..</p>
<h4>Un&#8217;ultima osservazione</h4>
<p>Prima di lanciarmi con la stampa on-line ho voluto fare un test dal mio fotografo di fiducia. Ma i prezzi sono davvero <strong>fuori mercato</strong> se confrontati con quelli dei servizi di stampa on-line. Eppure la qualità è paragonabile a quella di uno studio professionale, forse sarebbe il caso di sfruttare la cosiddetta &#8220;capacità inutilizzata&#8221; e iniziare a offrire le stampe dal digitale a prezzi concorrenziali.. Certo diversi studi tradizionali si sono aggiornati, ne sono consapevole, ma nel mio paese di provincia ancora no.</p>
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		<item>
		<title>Il flash a volte stupisce.. come javascript!</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/07/18/il-flash-a-volte-stupisce-come-javascript/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 15:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo qualche giorno di meritato forzato silenzio, torno a scrivere per parlare di un tema evergreen: flash si o no? Negli ultimi tempi ho notato due applicazioni in flash che mi hanno piacevolmente stupito. Sono particolarmente restio all&#8217;utilizzo di questa tecnologia all&#8217;interno di siti web, un po&#8217; perchè sono fortemente legato agli standard e un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche giorno di <strike>meritato</strike> forzato silenzio, torno a scrivere per parlare di un tema evergreen: <strong>flash si o no?</strong><br />
Negli ultimi tempi ho notato due applicazioni in flash che mi hanno piacevolmente stupito.<br />
Sono particolarmente restio all&#8217;utilizzo di questa tecnologia all&#8217;interno di siti web, un po&#8217; perchè sono <strong>fortemente legato agli standard</strong> e un po&#8217; perchè non ci ho mai lavorato sul serio. Ma riconosco che ci sono alcune occasioni in cui può stare particolarmente bene. Per capirci: per me non ha senso utilizzarlo nel sito di un museo, poichè si suppone che questo debba essere <strong>leggibile e accessibile da chiunque</strong> (ho avuto esperienze negative in tal senso quando cercavo di vedere le date di una mostra da un pc in facoltà su cui non era installato flash). Forse è una mia deformazione, ma trovo molto più fluido e navigabile un sito come quello di<a title="Palazzo Diamanti - Ferrara" target="_blank" href="http://www.palazzodiamanti.it/"> </a><a title="Palazzo Diamanti - Ferrara" href="http://www.palazzodiamanti.it/">Palazzo dei Diamanti a Ferrara</a> piuttosto che uno come quello di <a title="Palazzo Grassi - Venezia" target="_blank" href="http://www.palazzograssi.it/">Palazzo Grassi a Venezia</a>, al di là dell&#8217;estetica le mie sono considerazioni di usabilità. Lo trovo invece azzeccato in situazioni come <a title="Get The Glass - Gioco dell'oca" href="http://www.gettheglass.com/">questa</a> o <a title="Spreadshirt - magliette personalizzate" href="http://www.spreadshirt.net/it/IT/Creare-t-shirt/Designer-59/">questa</a>. Il primo è un <strong>gioco dell&#8217;oca</strong> in versione web, realizzato per la campagna americana Got Milk a favore del consumo di latte di mucca; il secondo è un <strong>sito di e-commerce</strong> dove è possibile creare capi di abbigliamento personalizzati. Fermo restando che in questo caso esisterebbero anche <a title="Mootools - Carrello drag drop in javascript" href="http://demos.mootools.net/Drag.Cart">soluzioni in javascript che mi convincono</a>, in entrambi in casi si tratta di situazioni in cui il mezzo (flash) centra in pieno &#8220;il fine&#8221;.</p>
<p><span id="more-323"></span></p>
<h4>Il Flash</h4>
<p>Due classici casi in cui mezzo e fine vanno d&#8217;accordo sono il <a target="_blank" title="Photodiary demo" href="http://photodiary.webgriffe.com/demo/">Photodiary</a> di Webgriffe e il <a target="_blank" title="Fluidbook demo" href="http://www.fluidbook.com/demo/en/">Fluidbook</a> di Cubedesigners. Sono entrambi prodotti a pagamento, il primo è un diario on-line con il quale è possibile pubblicare proprie foto, i visitatori poi possono lasciare commenti che appaiono su foglietti volanti tipo post-it; il secondo è uno strumento per pubblicare libri  più in generale presentazioni e testi scritti, con efficaci strumenti per la navigazione, lo zoom, la stampa, ecc.<br />
Così a prima vista sembrano prodotti in qualche modo confrontabili, mi ha stupito il fatto che quello made in italy costi solamente 49 euro mentre il secondo va dai 600 ai 3000 euro. Sono gli americani cari o noi troppo economici?</p>
<div style="text-align: center"><img width="772" height="440" id="image325" alt="Photodiary" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/07/photodiary.gif" /><br />
<em>La schermata di PhotoDiary</em></div>
<div style="text-align: center"><img width="771" height="438" id="image324" alt="Fluidbook" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/07/fluidbook.gif" /><br />
<em>La schermata di FluidBook</em></div>
<h4>Javascript</h4>
<p>I miei bookmarks su ajax e javascript sono ormai sterminati. Esistono librerie già pronte in grado di simulare effetti e transizioni davvero stupefacenti. In molti conoscono <a title="Mootools - framework javascript italiano" target="_blank" href="http://mootools.net/">Mootools</a>-<a title="Moo-fx" target="_blank" href="http://moofx.mad4milk.net/">Moo.fx</a>, <a title="Prototype" target="_blank" href="http://www.prototypejs.org/">Prototype</a>-<a title="Scriptaculous" target="_blank" href="http://script.aculo.us/">Scriptaculous</a>, <a title="jQuery" href="http://jquery.com/">jQuery</a> e derivati: <a title="smoothbox" target="_blank" href="http://gueschla.com/labs/smoothbox/">Smoothbox</a>, <a title="Thickbox" target="_blank" href="http://jquery.com/demo/thickbox/">Thickbox</a>, <a title="Modalbox" target="_blank" href="http://okonet.ru/projects/modalbox/">Modalbox</a>, <a title="MOOdalbox" target="_blank" href="http://www.e-magine.ro/web-dev-and-design/36/moodalbox/">MOOdalbox</a>, <a title="Slimbox" href="http://www.digitalia.be/software/slimbox">Slimbox</a> e chi più ne ha più ne metta.. L&#8217;ultima scoperta è stato un <a title="Joomla OS" target="_blank" href="http://www.beautyindesign.com/joomlaos/index.php">template per joomla che simula un sistema operativo</a>. Non mi chiedete se e a cosa possa servire: ma tant&#8217;è che qualcuno ha pensato bene di divertirsi.</p>
<p>Tutto questo per fare un ragionamento: sempre pù spesso mi capita di navigare su siti che propogono soluzioni graficamente accattivanti mantenendo quella linearità e quella pulizia di codice che a mio parere flash non può garantire.<br />
Ci sono combinazioni di CSS e Javascript che mi lasciano piacevolmente stupito, due esempi su tutti: il sito di <a title="Panic - Coda" target="_blank" href="http://www.panic.com/coda/">Coda</a> e <a title="The Horizontal Way" target="_blank" href="http://www.thehorizontalway.com/">HorizontalWay</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cosa fanno gli utenti sul web?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/06/21/cosa-fanno-gli-utenti-sul-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 14:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante questa ricerca Forrester, che mostra come gli utenti (nordamericani) utilizzano il web e i social media. E&#8217; ancora bassissima la percentuale di utenti che producono contenuti, siamo attorno allo &#8220;zero virgola&#8221;, e dire che a me sembrano ormai troppi! Ma il tasso di crescita è da paura: +668% nel giro di un anno. Ho [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante questa ricerca Forrester, che mostra come gli utenti (nordamericani) utilizzano il web e i <strong>social media</strong>.<br />
E&#8217; ancora bassissima la percentuale di utenti che producono contenuti, siamo attorno allo &#8220;zero virgola&#8221;, e dire che a me sembrano ormai troppi! Ma <strong>il tasso di crescita è da paura: +668% nel giro di un anno</strong>.</p>
<p>Ho paura.. temo la nausea da contenuti, e c&#8217;è già <a title="The cult of the amateurs" target="_blank" href="http://thecultoftheamateur.com/">chi ne parla</a> e <a target="_blank" title="palla 2.0" href="http://billshackelford.com/home/portfolio_blogged">chi ci fa installazioni artistiche</a>. Resta il fatto che questa realtà va considerata. Vogliamo fare nuovi servizi? nuovi siti aziendali? nuovi network? nuovi prodotti? Attenti a come impostiamo il nostro lavoro sul web, perchè il <strong>target</strong> va tenuto ben presente: <strong>il comportamento on-line non è per nulla omogeneo</strong>, c&#8217;è una differenza abissale tra vecchi e giovani. Ma non solo, c&#8217;è una differenza troppo marcata tra <strong>attivi</strong> ed <strong>inattivi</strong>: un buon 20% dei &#8220;cresciuti con internet&#8221; (20-30 anni) proprio non partecipa a nessuna forma di social media. Se pensiamo che questi sono dati riferiti al pubblico oltreoceano, sono portato a trarre analoghe conclusioni per il gli europei.<br />
Peccato solo non avere i dati del vecchio continente, ho provato a spulciare un po&#8217; negli <a title="Forrester Survey Data" target="_blank" href="http://web2.forrester.com/Survey/Archive">archivi Forrester</a>, ma per ottenerli o si paga o ci si registra. Aggiungerei: giustamente.</p>
<p><span id="more-305"></span></p>
<p>Giusto qualche giorno fa ragionavo sulle potenzialità dei contenuti social all&#8217;interno di portali per l&#8217;<strong>e-commerce</strong>. Ci sono siti come <a target="_blank" title="ollo store" href="http://www.ollo.it"><strong>OlloStore</strong></a> che utilizzano YouTube per recensire i prodotti in vendita, altri come <a target="_blank" title="pixmania" href="http://www.pixmania.com"><strong>PiXMania</strong></a> che permettono i commenti degli utenti che hanno fatto acquisti. Tutte queste cose funzionano.. ma a chi dobbiamo vendere? Funziona bene indistintamente per tutti o sarà il caso di fare qualche considerazione sull&#8217;età dei nostri clienti? Un negozio impostato in questi termini è percepito come professionale?<br />
Credo che le risposte a queste domande siano quantomai soggettive; e non è facile venirci a capo.</p>
<div style="text-align: center"><img id="image303" alt="ricerca forrester" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/forrester1.gif" /></div>
<div style="text-align: center"><img id="image304" alt="ricerca forrester" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/forrester2.gif" /></div>
<p>Fonti: <a title="I love clients" target="_blank" href="http://www.iloveclients.com/?p=787">I Love Clients</a>, <a title="BusinessWeek" target="_blank" href="http://www.businessweek.com/magazine/content/07_24/b4038403.htm">Businessweek</a>, <a title="bluebeluga" target="_blank" href="http://www.bluebeluga.it/2007/06/08/una-voce-controil-web-20/">Bluebeluga</a> (per &#8220;the cult of the amateurs&#8221;). Traduzione dei grafici dall&#8217;inglese.</p>
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		<title>Estendere il proprio business on-line</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 16:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scoperto quasi per caso questo TradeKey.com, cercando pannelli solari per ricaricare un notebook sono capitato sull&#8217;annuncio di un rivenditore della Malaysia che cercava fornitori di caricatori solari, da distribuire nel proprio mercato interno. TradeKey è infatti un servizio che mette in comunicazione produttori, distributori, agenti e fornitori in tutto il mondo. Il servizio è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Logo TradeKey" id="image275" alt="Logo TradeKey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/logo_tradekey.gif" />Ho scoperto quasi per caso questo <a title="TradeKey" target="_blank" href="http://www.tradekey.com/">TradeKey.com</a>, cercando pannelli solari per ricaricare un notebook sono capitato sull&#8217;annuncio di un rivenditore della Malaysia che cercava fornitori di caricatori solari, da distribuire nel proprio mercato interno. TradeKey è infatti un servizio che mette in comunicazione produttori, distributori, agenti e fornitori in tutto il mondo.</p>
<p>Il servizio è rivolto alle aziende e ai commercianti. Il concetto è semplice: ognuno pubblica sul sito gli annunci relativi ai propri prodotti. Se vogliamo allargare il nostro businness diamo una descrizione dei nostri prodotti; qualcuno alla ricerca di nuovi fornitori ci noterà e magari ci contatterà per richiedere un <strong>accordo commerciale</strong>.</p>
<p>Un video introduttivo del servizio, molto accantivante, spiega come al giorno d&#8217;oggi la <strong>chiave del successo</strong> è trovare un modo economico per aumentare le vendite, con bassi rischi. Gli <strong>scambi commerciali via internet</strong> possono essere la soluzione. Puoi permetterti di restarne fuori?</p>
<p><span id="more-281"></span></p>
<div style="text-align: center"><img id="image279" alt="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td3.gif" /></div>
<p>Credo sia il caso di approfondire. Sulla carta questo sistema ha notevoli potenzialità. Ci vedo dentro una sorta di <a title="crowdsourcing - in inglese" target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a> rivolto a commercianti e imprese che vogliono allargare i propri contatti commerciali attraverso il web. La domanda che sorge spontanea è: ma non basta un sito aziendale ben fatto? No..<br />
Se provassi a vendere un paio di scarpe su questo blog sono sicuro che sarebbe un fiasco, se lo facessi su ebay invece quasi certamente riceverei offerte. E&#8217; la forza della piattaforma. Chi va su <a target="_blank" title="ebay" href="http://www.ebay.it/">ebay</a> sa di trovare venditori che offrono la loro merce. Allo stesso modo chi utilizza TradeKey per ricercare un fornitore sa di trovare offerte provenienti da tutto il mondo.<br />
Se voglio trovare nuovi parter in giro per il mondo non mi basterà un sito aziendale ben fatto, ma devo farmi notare dove serve.</p>
<p align="center"><img align="bottom" title="Tradekey" id="image276" alt="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td1.gif" /> <img align="bottom" alt="Tradekey" id="image282" title="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td2.gif" /></p>
<p>Nel momento in cui scrivo TradeKey conta ben <strong>855.746 iscritti</strong>, che non sono un&#8217;infinità, ma tenendo conto della tipologia di servizio sono davvero tanti. Perlopiù si tratta di aziende/rivenditori cinesi o statunitensi, ma sono rappresentati un sacco di paesi (stando a ciò che viene dichiarato sarebbero 220 paesi), non mancano nemmeno gli italiani. I servizi di traduzione però non sono così impeccabili, il sito offre la traduzione in 13 lingue (tra cui anche l&#8217;italiano), ma la qualità dei testi tradotti nella nostra lingua madre è scadente.</p>
<p>Ma come funziona l&#8217;iscrizione?<br />
Ci sono tre tipologie di affiliazione: <strong>gratuita</strong>, <strong>SilverKey</strong> Membership e <strong>GoldKey</strong> Membership. La differenza sta nei costi e nei servizi offerti. Chiunque può iscriversi senza pagare nulla e iniziare a fare le proprie ricerche o promuovere i propri prodotti. Un utente silver paga <strong>369 dollari all&#8217;anno</strong> e in cambio riceve un miglior posizionamento degli annunci e servizi come fax, email, calendario, sms ed operazioni di marketing sui motori di ricerca. Sempre secondo quanto dichiarato sul sito, un utente Silver riceve il 500% in più di compratori. L&#8217;utente gold paga invece <strong>5.000 dollari all&#8217;anno</strong>, è una membership pensata per aziende disposte ad investire qualcosa in più nel business on-line. In teoria dovrebbe garantire il 2.000% in più di contatti rispetto ad un utente silver, inoltre verrà nominato un <strong>Relationship Manager dedicato</strong>, con l&#8217;incarico di trovare nuovi compratori per i prodotti commercializzati.</p>
<div style="text-align: center"><img id="image280" alt="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td4.gif" /></div>
<p><strong>Estendere il proprio mercato attraverso il web è quindi possibile?</strong> Certo la domanda non ha una risposta immediata. Il web, è risaputo, è uno dei tanti canali attraverso il quale ricercare accordi commerciali e nuovi clienti. Mi piacerebbe sentire una delle aziende italiane affiliate, e capire quali sono le reali opportunità. Sulla carta di certo non mancano..</p>
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		<title>Birre e siti web</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 01:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; appena passato il Saint Patrick&#8217;s Day. San Patrizio (385-461) è il patrono di Irlanda e la tradizione vuole che si festeggi in suo onore il 17 Marzo, giorno della sua morte. Essendo un amante della birra scura, sono andato sul sito web della Guinness per vedere se era proposto qualcosa di particolare in occasione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Guinness st. Patrick's Day" id="image193" alt="Guinness st. Patrick's Day" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/guinness_sp1.jpg" />E&#8217; appena passato il <strong><a title="saint patrick's day" target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Saint_Patrick%27s_Day">Saint Patrick&#8217;s Day</a></strong>. <a title="san patrizio" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Patrizio">San Patrizio</a> (385-461) è il patrono di Irlanda e la tradizione vuole che si festeggi in suo onore il 17 Marzo, giorno della sua morte. Essendo un amante della birra scura, sono andato sul sito web della Guinness per vedere se era proposto qualcosa di particolare in occasione di questa ricorrenza. E qualcosa di speciale c&#8217;è: guardate un po&#8217; questa <a title="guinness - saint patrick day" target="_blank" href="http://wm.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.guinness.com/gb_en/StPats2007/dance.html?UID=670B4C">scimmietta danzante</a>..<br />
Avevo già visto una cosa simile, ma il contorno della birra rende tutto molto più simpatico. Si carica una foto con la propria faccia (o quella di un amico), si imposta la dimensione, poi ci si gode la scenetta del ballo. Ovviamente si può segnalare la performance agli amici via mail.<br />
Al di là dell&#8217;aspetto ludico, vorrei cogliere l&#8217;occasione per analizzare come attraverso il web i più grandi produttori di birra promuovono il marchio e ne diffondono l&#8217;immagine. Il <a title="guinness" target="_blank" href="http://www.guinness.com">sito della <strong>Guinness</strong></a> non è solo descrizione del prodotto. C&#8217;è una sezione dalla quale è possibile scaricare screensaver e wallpaper a tema, io utilizzo da tempo il salvaschermo con la goccia che cade dal boccale, se siete dei &#8220;patiti&#8221; della birra scura non potete fare senza. Ci sono le e-card da inviare agli amici; c&#8217;è poi lo shop, dove è possibile acquistare ogni sorta di gadget, dal pigiama da notte agli slip, dalla tovaglietta di spugna al cavatappi. Per gli amanti delle collezioni: si può acquistare anche bicchieri e sottobicchieri griffati Guinness.</p>
<p>Altra birra, altro messaggio. Se infatti dal sito della Guinness si evince uno stato di raffinatezza ed eleganza, aprendo il <a title="heineken" target="_blank" href="http://www.heineken.it/">sito dell&#8217;<strong>Heineken</strong></a> ci si accorge subito del carattere fresco e giovanile della birra olandese.<br />
<span id="more-192"></span><br />
<a title="guinness" target="_blank" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/guinness_sp.jpg"><img id="image196" alt="Guinness st. Patrick's Day" class="left" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/guinness_sp.miniatura.jpg" /></a> <a title="HJF 2007" target="_blank" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_jamminfestival.jpg"><img title="Heineken Jammin Festival" id="image194" alt="Heineken Jammin Festival" class="left" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_jamminfestival.miniatura.jpg" /></a>  <a title="Uny on Air" target="_blank" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_unyonair.jpg"><img title="Heineken Uny on Air" id="image195" alt="Heineken Uny on Air" class="left" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_unyonair.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Anche qui, la descrizione del prodotto fa da contorno a una serie di iniziative e di siti fratelli, che hanno l&#8217;intento di promuovere il marchio e creare una comunità di affezionati. Oltre al sito dedicato all&#8217;<strong><a title="Heineken jammin festival" target="_blank" href="http://www.heineken.it/heinekenjamminfestival/">Heineken Jammin Festival</a></strong>, la nota rassegna musicale organizzata ogni anno agli inizi di giugno, c&#8217;è anche il sito della <a title="heineken community" target="_blank" href="http://www.heineken.it/community/">community Heineken</a>. Altro sito collegato è quello del <strong>progetto <a title="uny on air" target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/st/unyonair/index.html">Uny-on-air</a></strong>, la radio universitaria promossa da Radio24 in collaborazione con Il Sole 24 ORE, Heineken, Renault, Microsoft e Job 24. Offre agli studenti la possibilità di &#8220;partecipare a un laboratorio didattico e formativo in cui acquisire tutte le competenze editoriali, tecniche e manageriali per lavorare nel mondo radiofonico&#8221;.</p>
<p><a class="imagelink" title="nastro azzurro" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/nastro_azzurro.jpg"><img align="left" title="nastro azzurro" id="image197" alt="nastro azzurro" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/nastro_azzurro.miniatura.jpg" /></a>E noi italiani? Beh, non siamo messi male.. Se infatti il sito della <a title="birra moretti" target="_blank" href="http://www.birramoretti.it/"><strong>Birra Moretti</strong></a> lascia un po&#8217; a desiderare, non altrettanto si può dire per quello di <a title="nastro azzurro" target="_blank" href="http://www.nastroazzurro.it/"><strong>Nastro Azzurro</strong></a>, che mi ha fatto una gran bella impressione.<br />
Anche se non è proprio aggiornatissimo (è infatti presente una sezione relativa a una iniziativa del 2005), è ben strutturato e anche qui passa l&#8217;idea di un marchio giovane e irriverente. C&#8217;è infatti una sezione giochi, dove al game over di un pacman rivisto appaiono sfottò indirizzati verso i maggiori produttori di birra stranieri. Alle terza vita persa infatti appare la frase: &#8220;impacciato e rigido come un olandese coi suoi zoccoli di legno! Non hai superato il livello!&#8221;</p>
<p><img id="image198" alt="nastro azzurro" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/nastro_azzurro1.jpg" /></p>
<p>Interessante anche il <strong>progetto NADA</strong> (Nastro Azzurro Design Attitude), che ricorda molto iniziative analoghe lanciate da <a title="beck's" target="_blank" href="http://www.becks.it/"><strong>Beck&#8217;s</strong></a>, come il concorso del <strong>video più creativo</strong> per pubblicizzare la nota birra tedesca.</p>
<p>C&#8217;è un filo comune che lega tutti questi siti: attraverso il web si trasmette il <strong>carattere del marchio</strong> e si fa una gran <strong>pubblicità</strong>, di gran lunga migliore di quella tradizionale. Si coinvolgono <strong>menti creative</strong> e si crea una <strong>comunità</strong> di persone interessate alle attività portate avanti attraverso la rete, che siano concorsi con premi in palio, e-shop o eventi musicali. C&#8217;è qualcosa di creativo e coinvolgente in queste pagine, che non so spiegare meglio se non invitandovi a visitarle. Un bell&#8217;esempio di comunicazione via web, una delle poche volte in cui il flash non mi disturba, ma resto convinto che la stessa forza espressiva la si possa ottenere anche senza.</p>
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		<title>Google map e vendita case</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 00:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono tanti modi di usare Google Map per offrire servizi aggiuntivi agli utenti, soprattutto nel campo del turismo (alberghi, monumenti, ristoranti..). Questo però mi è nuovo: qualcuno ha pensato bene di utilizzare le mappe di google per la vendita di case e appartamenti. Sono a tutti gli effetti agenzie immobiliari che permettono la visualizzazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tanti modi di usare <strong>Google Map</strong> per offrire servizi aggiuntivi agli utenti, soprattutto nel campo del turismo (alberghi, monumenti, ristoranti..). Questo però mi è nuovo: qualcuno ha pensato bene di utilizzare le mappe di google per la vendita di case e appartamenti. Sono a tutti gli effetti agenzie immobiliari che permettono la visualizzazione del proprio catalogo tramite le mappe dal satellite. Per citarne alcune: <a target="_blank" title="propsmart" href="http://www.propsmart.com/">Propsmart</a> (nella foto), <a target="_blank" title="housingmaps" href="http://www.housingmaps.com/">HousingMaps</a>, <a target="_blank" title="zillow" href="http://www.zillow.com/">Zillow</a> (che utilizza proprie immagini satellitari).</p>
<p><img alt="proposmart" id="image103" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/01/map-propsmart.gif" /></p>
<p><span id="more-104"></span></p>
<p>E&#8217; senza dubbio una buona idea, chi è alla ricerca di un immobile può subito valutare la zona, vedendo dall&#8217;alto le  strade e la situazione edilizia. In più qualcuno, come <a target="_blank" title="trulia" href="http://www.trulia.com/">Trulia</a>, ha pensato anche di offrire la navigazione tramite zone di costo. In questo modo, si ha subito visivamente la percezione dei prezzi degli immobili: le zone rosse sono quelle di più alto valore, quelle verdì hanno prezzi più accessibili.</p>
<p><img alt="mappe e case" id="image102" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/01/map-trulia.gif" /></p>
<p>Sinceramente non so se esistano dei siti analoghi per il mercato italiano. Sarebbe certamente un servizio a valore aggiunto: quando si cerca una casa in vendita i primi passi per documentarsi sono i giornalini di annunci e il web.</p>
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		<title>Prezzi dei dischi on-line</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2006 02:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche anno pare che i negozi che vendono musica on-line facciano affari: lo dicono tutti, giornali e riviste. Eppure io ancora mi domando come facciano a campare, o meglio: chi potrebbe mai acquistare da questi venditori?! Io credo nell&#8217;acquisto legale della musica, forse perchè da musicista mi piace pensare che dietro a un disco [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche anno pare che i negozi che vendono musica on-line facciano affari: lo dicono tutti, giornali e riviste. Eppure io ancora mi domando come facciano a campare, o meglio: chi potrebbe mai acquistare da questi venditori?!</p>
<p>Io credo nell&#8217;acquisto legale della musica, forse perchè da musicista mi piace pensare che dietro a un disco non ci sia solamente una casa discografica ma anche un artista. Fatto sta che ci sono due grandi problemi nell&#8217;acquistare on line. I negozi si dividono in due categorie: quelli che vendono files a prezzi onesti e quelli che vendono i dischi a prezzi disonesti.<br />
Il problema dei negozi che vendono files da scaricare è che questi sono praticamente inutillizabili: se compro una canzone poi vorrei riprodurla e masterizzare dove mi pare e come mi pare, con il mio lettore audio preferito, cosa che invece non posso fare  a causa delle innumerevoli limitazioni che vengono applicate al file.<br />
<img align="left" title="vendita cd" id="image50" alt="vendita cd" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/musicstore1.gif" />Il problema dei negozi che vendono dischi è che praticano dei prezzi assolutamente fuori mercato. Come esempio riporto il <a target="_blank" title="MusicStore" href="http://www.musicstore.it/index.php">MusicStore</a> di rockol.it; il prezzo del nuovo cd dei Foo-Fighters è scontato da 22 a 18 euro. Insomma, si può fare di meglio ma almeno lo sconto c&#8217;è. Poi guardi le spese di spedizione e ti accorgi che ammontano a ben 5,16 euro più iva! Per un <strong>totale di circa 24 euro</strong>! Mica male, ho comprato giusto una settimana fa lo stesso cd in una catena di grande distribuzione della mia zona (non faccio il nome tanto non è necessario) al prezzo di <strong>16,90 euro</strong>.. Paragonati ai 24 euro del negozio sul web questo prezzo ha dell&#8217;incredibile.<br />
Il negozio reale ha spese di gestione per l&#8217;illuminazione, il personale, le tasse sui locali, il riscaldamento e chi più ne ha più ne metta.. Il negozio virtuale ha come unica spesa quella di gestione del sito web (dominio e server) e nulla più: come mai pratica dei prezzi più alti del negozio reale?! Misteri della rete..</p>
<p>Ma soprattutto: <strong>chi mai potrà comprare dei dischi a simili condizioni?!</strong> Morale: o i dischi costano 15-16 euro, oppure non vale la pena acquistarli.</p>
<p>PS: per correttezza riporto anche l&#8217;immagine che descrive le spese di spedizione, catturata dal sito in questione.. Se per caso conoscete un MusicStore on-line che pratichi prezzi onesti siete gentilmente obbligati a comunicarlo.</p>
<p><img align="left" title="spese spedizione" id="image51" alt="spese spedizione" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/musicstore2.gif" /></p>
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