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	<title>diploD &#187; antivirus</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Aziende e ansia da dati personali</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2007 17:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[antivirus]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella dei dati personali è una mania. Oggi tutti vogliono collezionare dati dei propri clienti, anche quando questi sono ancora potenziali. Succede così che la richiesta di dati personali diventa una barriera all&#8217;acquisto, qualcosa che mette l&#8217;azienda in cattiva luce di fronte al cliente che per la prima volta si avvicina. Mi è successo con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image274" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/lucchetto.jpg" alt="privacy" /></div>
<p>Quella dei <strong>dati personali</strong> è una mania. Oggi tutti vogliono collezionare dati dei propri clienti, anche quando questi sono ancora potenziali. Succede così che la richiesta di dati personali diventa una <strong>barriera all&#8217;acquisto</strong>, qualcosa che mette l&#8217;azienda in cattiva luce di fronte al cliente che per la prima volta si avvicina.</p>
<p>Mi è successo con le case di antivirus. Dopo aver comprato (e pagato) il software <strong>Norton Internet Security</strong> e aver scoperto solo in fase di installazione che non è compatibile con Windows Vista, mi sono detto che era la volta buona per cambiare la suite di sicurezza. Un rapido sguardo alle <a title="comparazione antivirus" href="http://sblogghiamo.wordpress.com/2007/05/23/nuova-comparativa-antivirus/" target="_blank">comparazioni</a>, ai commenti, poi si inizia a scaricare le versioni di prova.<br />
Ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai primi classificati (<a title="kaspersky" href="http://www.kaspersky.it/" target="_blank">Kaspersky</a>, <a title="F-Secure" href="http://www.f-secure.it" target="_blank">F-Secure</a>, <a title="ashampoo" href="http://www.ashampoo.com" target="_blank">Ashampoo</a>) e ai più noti (<a title="McAfee" href="http://www.mcafee.com/it/" target="_blank">McAfee</a>, <a title="Norton" href="http://www.symantec.com/it/" target="_blank">Norton</a>, <a title="panda" href="http://www.pandasoftware.com/" target="_blank">Panda</a>). A parte <a title="ashampoo antivirus" href="http://www.ashampoo.com/frontend/products/php/product.php?session_langid=2&amp;idstring=0045" target="_blank">Ashampoo</a>, che offre il download gratuito senza chiedere nulla, tutti gli altri &#8220;regalano&#8221; il file di installazione soltanto a coloro che spontaneamente offrono i propri dati personali.<br />
Ora ditemi voi a che serve sapere dove abito, se io voglio semplicemente provare un antivirus, per poi eventualmente acquistarlo. Il paradosso è che in tutte le descrizioni di questi software, viene indicata la protezione dei dati personali come una delle funzionalità vincenti, al giorno d&#8217;oggi un sacco di siti internet minacciano la nostra privacy richiedendo dati a sproposito.. Bene, fra questi mettiamoci allora anche i siti delle case produttrici di Antivirus.</p>
<p><span id="more-268"></span></p>
<div style="text-align: center"><img id="image270" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/norton-dati.gif" alt="Norton - dati personali" /></div>
<div style="text-align: center"><img id="image271" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/mcafee-dati.gif" alt="McAfee - dati personali" /></div>
<div style="text-align: center"><img id="image272" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/panda-dati.gif" alt="Panda - dati personali" /></div>
<h4>C&#8217;è differenza tra cliente potenziale e cliente acquisito</h4>
<p>Provare un software non significa essere clienti. Se per provare una felpa in un negozio di abbigliamento vi chiedessero la targa della macchina voi gliela dareste? Certo che no, eppure on-line tutti vogliono l&#8217;email.<br />
Credo che un <strong>valore aggiunto</strong> nei servizi web sia proprio quello di poter accedere senza per forza dover fornire una mole spropositata di dati. Google, per fare un esempio, non ha mai chiesto la via in cui abito e il numero civico, non ho mai ricevuto una newsletter, eppure utilizzo tutti i giorni i suoi servizi. Qualcuno dirà che l&#8217;esempio è infelice perchè in quanto a privacy bigG la sa lunga, ma in tutti questi anni avete mai percepito una <strong>invadenza</strong>? Personalmente mai, mentre mi è bastata la pagina di registrazione di email.it per capire che sarei stato bombardato di newsletter..</p>
<div style="text-align: center"><img id="image273" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/email-it.gif" alt="Email.it - dati personali" /></div>
<h4>Le imprese tradizionali</h4>
<p>Collezionare i dati è una mania diffusa, non solo nel mondo del web, ma anche e sopratutto tra le <strong>aziende convenzionali</strong>. Coi dati dei propri clienti è molto più facile eseguire <strong>ricerche interne</strong>, capire a quali fasce di clientela rivolgersi, quali sono i soggetti che spendono di più e quali quelli su cui lanciare offerte promozionali.<br />
Per aziende che trattano con grandi masse come <strong>banche</strong>, <strong>operatori telefonici</strong>, <strong>grande distribuzione</strong>, avere a disposizione questi dati è molto importante. Per una banca, sapere che i propri correntisti sono giovani e occupati piuttosto che anziani in pensione è utilissimo per poter fare progetti di investimento e campagne. Per una catena di distribuzione, sapere che i propri clienti provengono da una determinata città piuttosto che un&#8217;altra potrebbe aiutare a fare le giuste scelte in fase di apertura di un nuovo punto vendita.<br />
Pochi giorni fa allo sportello della mia banca l&#8217;impiegato ha chiesto il numero di cellulare, certo non potevo negarlo, ma a cosa serve il mio numero di cellulare?! A cosa serve? Solo a far sentire il cliente un numero, come un dato dal quale ricavare il maggior profitto.<br />
Vado in posta, stesso trattamento. Il computer &#8220;ha dimenticato i dati&#8221; e serve la fotocopia della carta di identità. Chissenefrega dei capelli castani e dei segni particolari, prendetevi tutte le informazioni e gioite!</p>
<p>Forse sulla privacy c&#8217;è fin troppo baccano, spesso i media ci fanno percepire qualsiaisi richiesta come inopportuna. Non dobbiamo vivere con la paura di dare un numero di telefono. Quando si tratta di dati utili, è giusto fornirli. Se mi iscrivo a un corso di tennis e l&#8217;istruttore chiede il mio numero di cellulare per comunicarmi gli spostamenti degli allenamenti, glielo darò volentieri. Se faccio acquisti on-line e mi faccio spedire a casa la merce di certo darò l&#8217;indirizzo senza problemi. Ma quando i dati non servono, l&#8217;unica funzione che esercitano sul cliente è quella di farlo allontanare, diffidente.<br />
Azienda avvisata, mezza salvata.</p>
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