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	<title>diploD &#187; giornalismo</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>La paga dei padroni</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 00:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli stipendi dei manager italiani sono davvero incredibili, mentre gli stipendi medi dei normali cittadini sono sotto la media europea. Vorrei lavorare da grande in una azienda dove il capo guadagna solo 1 dollaro all'anno.. Google docet.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/paga.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/paga.jpg" alt="La paga dei Padroni" width="250" height="383" /></a></p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/paga.jpg"></a>Ho iniziato a leggere quasi per caso &#8220;La Paga dei Padroni&#8221;, un libro scritto da due rinomati giornalisti (G. Dragoni e G. Meletti) che illustra la tremenda anomalia italiana, dove gli stipendi dei top manager sono altissimi e gli stipendi delle persone <em>normali</em> restano fermi da ormai troppi anni. E&#8217; un tema molto attuale, in tempi di crisi.</p>
<p>Spesso di fronte a parole e sigle inglesi ci si sente inadeguati, eppure l&#8217;economia non dovrebbe essere così astrusa: la matematica è ben più complicata. Il punto di vista degli autori è semplice, non è un libro scandalistico sugli stipendi d&#8217;oro dei banchieri ne sulla casta politica, si cerca invece di analizzare i centri di potere finanziario del capitalismo italiano con un occhio critico. Ho letto le prime venti pagine e già mi sento di consigliarlo.</p>
<p><span id="more-712"></span></p>
<p>Il <a title="Video: La Paga dei Padroni" href="http://pagadeipadroni.dolmedia.tv/" target="_blank">video di presentazione</a> illustra bene i temi del libro, che sono riassunti in questa breve descrizione:</p>
<blockquote><p>I numeri fanno impressione. Mentre la Borsa nel 2007 ha perso l’8 per cento circa, <strong>gli stipendi dei manager sono saliti del 17 per cento</strong>. Idem per il 2006. Lo stipendio di <strong>Alessandro Profumo</strong>, amministratore delegato dell’Unicredit, è cresciuto del 39 per cento (<strong>9 milioni 426mila euro</strong>). Il valore di mercato delle azioni Unicredit è sceso del 17 per cento. Perché?</p>
<p>Non è demagogia. L’economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d’acquisto. È sempre più difficile arrivare alla fine del mese. <strong>E la colpa di chi sarebbe?</strong> Dei dipendenti pubblici, definiti “fannulloni”, dei piccoli imprenditori, tutti evasori, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati.</p>
<p><strong>Manager, banchieri e capitani d’industria restano immuni da responsabilità</strong>. Per loro, se c’è qualcosa che non va è a causa della politica o del mercato internazionale. Ma non è così. Basta vedere quanto guadagnano, e come.</p>
<p><strong>Questo libro mette insieme gli stipendi e le storie della nostra classe dirigente</strong>. Un sistema granitico, di signorie e vassallaggi. I nomi sono sempre gli stessi da anni: Ligresti, Pesenti, Berlusconi, Moratti, Agnelli, Colaninno, Romiti, De Benedetti, Caltagirone, Benetton&#8230; Protagonisti di un sistema che pensa più alla finanza che all&#8217;industria, più a mantenere un sistema di potere che a far prosperare le imprese. <strong>Condottieri di un capitalismo malato</strong>.</p>
<p>E poi c’è <strong>Mediobanca</strong>, l’epicentro del potere finanziario da sempre, la scatola nera del privilegio.<br />
La parola chiave è una sola: <strong>fedeltà</strong>. Allora lo stipendio milionario è assicurato.</p>
<p>Come insegna la saga infinita dei dirigenti pubblici, spostati da una parte all’altra, sempre con <strong>buonuscite record</strong>, e dopo aver accumulato, molto spesso, <strong>perdite disastrose</strong>. E quella dei <strong>capitalisti senza capitali</strong>, che controllano una società con un’altra società, un’altra ancora, un’altra&#8230; Così hanno diritto a pochi dividendi, ma il potere è loro, basta una firma ed ecco che scatta il compenso d’oro. [da chiarelettere]</p></blockquote>
<p>Inizio a leggerlo senza pretese, giusto per capire di più. So che farà male, ma questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore: vorrei lavorare <em>da grande</em> in <a title="Stipendi dei top managers google" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/04/google-stipendio.shtml"><strong>una azienda dove il <em>capo</em> guadagna solo 1 dollaro all&#8217;anno</strong></a>, non tanto perchè è un pirla ma solo perchè è consapevole di averne a sufficienza per mangiare e togliersi qualche soddisfazione.. C&#8217;è sempre tanto da imparare!</p>
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		<title>Le ultime rubriche televisive di qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 15:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[rubriche]]></category>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Per tutti quelli stanchi di studio aperto, per coloro che non hanno bisogno di opinionisti ma di basi su cui costruire le proprie opinioni. Oggi è la festa della Repubblica, e allora è giusto celebrare per un attimo quelle rubriche televisive che ancora fanno buona informazione. Il mio rapporto coi media non è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/06/tv.jpg" alt="televisione" /><br />
<small>[foto <a href="http://www.flickr.com/photos/dhammza/88644497/" title="flickr" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Per tutti quelli stanchi di studio aperto, per coloro che non hanno bisogno di <a href="http://odiodeldebbio.splinder.com/post/13957703/Secondo+Voi%3A+chi+%C3%A8+Del+Debbio" title="opinionista paolo del debbio" target="_blank">opinionisti</a> ma di basi su cui costruire le <strong>proprie opinioni</strong>. Oggi è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_Repubblica_italiana" title="festa della repubblica" target="_blank">festa della Repubblica</a>, e allora è giusto celebrare per un attimo quelle <strong>rubriche televisive</strong> che ancora fanno <strong>buona informazione</strong>.</p>
<p>Il mio rapporto coi media non è conflittuale, ma costruttivo. Voglio segnalare con piacere due rubriche che forse molti di voi conosceranno, ma che non hanno il dovuto spazio. Non si tratta di trasmissioni politicizzate, ma di sana informazione. Nuove tecnologie, internet, innovazione, high-tech: anche l&#8217;Italia sa affrontare questi argomenti. Andate a visitare il sito di <a href="http://www.neapolis.rai.it/" title="neapolis" target="_blank">Neapolis</a>. E&#8217; una rubrica di <a href="http://www.raitre.rai.it/" title="raitre" target="_blank">raitre</a>, in onda da lunedì a venerdì alle 15. Il sito è costruito come un blog, le tematiche spaziano dal web 2.0 all&#8217;e-banking, con tanto di commenti aperti e possibilità di rivedere in <strong>video</strong> le puntate precedenti.<br />
Sulla stessa linea d&#8217;onda è <a href="http://leonardo.blog.rai.it/" title="Leonardo" target="_blank">Leonardo</a>, rubrica del TGR. Il cui sito però è scarno e privo di contenuti.</p>
<p><span id="more-568"></span></p>
<p>Altra rubrica eclettica è <a href="http://levante.blog.rai.it/" title="Levante" target="_blank">Levante</a>. Sempre <a href="http://www.raitre.rai.it/" title="raitre" target="_blank">raitre</a>, ora in pausa estiva. L&#8217;ambito è più di nicchia: &#8220;Levante racconta ai cittadini dei paesi balcanici le storie di integrazione nel nostro paese e, allo stesso tempo, racconta agli italiani quanto accade al di là dell’Adriatico e nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo orientale&#8221;.<br />
Così si viene a scoprire di <a href="http://www.flickr.com/search/?q=pamukkale&amp;s=int" title="castello di cotone a pamukkale" target="_blank">posti incantevoli da visitare</a>, delle <a href="http://www.misart.it/hpmisart/scheda.cfm?idmissione=1" title="hierapolis" target="_blank">spedizioni archeologiche italiane in Turchia</a> e dei <a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,News%5E0%5E90441,00.html" title="albania e il nucleare" target="_blank">propositi energetici dell&#8217;Albania</a>.</p>
<p>Purtroppo solo raitre offre trasmissioni di questo spessore. Tralasciando Italia1, il cui massimo prodotto giornalistico extra-TG è Lucignolo; le altre testate spingono molto su approfondimenti di cronaca nera e poco altro.</p>
<p>Non si tratta di programmi di denuncia alla <a href="http://www.report.rai.it/" title="report" target="_blank">Report</a> e <a href="http://www.la7.it/exit" title="Exit" target="_blank">Exit</a> o irriverenti come <a href="http://www.iene.mediaset.it/" title="Le Iene" target="_blank">Le Iene</a>, che comunque stimo e reputo indispensabili. Si tratta di informazione fatta bene, in positivo e senza veline. Forse, oltre a Mollica, potrebbero avere il <strong>giusto spazio anche nel TG di prima serata</strong>, e magari non parleremmo solo del giallo di turno.</p>
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