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	<title>diploD &#187; Google</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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	<language>it-IT</language>
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		<title>Creare un web service con Google App Script. E magari leggere uno spreadsheet..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2015/02/13/creare-un-web-service-con-google-app-script-leggere-spreadsheet/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 14:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[GAS]]></category>
		<category><![CDATA[google apps]]></category>
		<category><![CDATA[Google Apps Script]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>
		<category><![CDATA[spreadsheet]]></category>
		<category><![CDATA[web service]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono lontani i tempi per cui se dovevi pubblicare un web service di test eri costretto tribolare in qualche ambiente di sviluppo, per poi caricare il tutto via ftp su un web server e testare il tuo servizio. Da qualche tempo ormai possiamo fare tutto da browser. Con Google Apps Script il concetto è semplice, basta accedere a Drive e scrivere qualche riga di codice javascript.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono lontani i tempi per cui se dovevi pubblicare un web service di test eri costretto tribolare in qualche ambiente di sviluppo, per poi caricare il tutto via ftp su un web server e testare il tuo servizio. Da qualche tempo ormai possiamo fare tutto da browser.</p>
<p>Con <strong>Google Apps Script</strong> il concetto è semplice, bisogna accedere a <strong>Drive</strong> e creare un nuovo documento. Andare su <em>Altro</em> e poi <em>Collega altre applicazioni</em>.</p>
<p>Filtrando tra quelle di Google, dobbiamo aggiungere<em> Google Apps Script</em>.</p>
<p><span id="more-1491"></span></p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2015/02/script.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1494" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2015/02/script.png" alt="script" width="733" height="497" /></a></p>
<p>Ora tra i documenti disponibili abbiamo anche <em>Google Apps Script</em>.</p>
<p>Creiamo quindi un nuovo documento script.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2015/02/menu.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1495" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2015/02/menu.png" alt="menu" width="535" height="447" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si aprirà un documento dove possiamo scrivere codice javascript.</p>
<p>Come si legge nella <a title="Content Service" href="https://developers.google.com/apps-script/guides/content" target="_blank">documentazione</a>:</p>
<blockquote><p>Quando uno script viene pubblicato come una web app , la funzioni speciali di callback doGet( ) e doPost( ) vengono invocate quando viene effettuata una richiesta per l&#8217;URL dello script . Invece di restituire un oggetto dell&#8217;interfaccia utente creato con l&#8217;UI Service o l&#8217;HTML Service, il Content Service può essere utilizzato per restituire contenuto testuale crudo. Questo consente di scrivere script che agiscono come &#8220;servizi&#8221; , rispondendo alle richieste GET e POST e servono dati di vario tipo MIME.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Possiamo quindi costruire il nostro servizio web, scrivendo ad esempio queste poche righe di codice:</p>
<p><code>function doGet(){<br />
returnContentService.createTextOutput('Hello, world!');}</code></p>
<p>Di fatto abbiamo realizzato un servizio che risponde a una chiamata GET scrivendo &#8220;Hello, world!&#8221;.</p>
<p>Ora siamo pronti per pubblicarlo, per capire come funziona la pubblicazione. Poi potremmo fare qualcosa di più utile, come ad esempio rispondere con un JSON contenente qualche dato elaborato a partire da un parametro passato nella chiamata.</p>
<p>Le istruzioni per la pubblicazione sono riportate <a title="pubblicare web app GAS" href="https://developers.google.com/apps-script/guides/web#deploying_a_script_as_a_web_app" target="_blank">qui</a>, ma di fatto è sufficiente andare da menu <em>Pubblica </em>&gt; <em>Distribuisci come applicazione web..</em> e vedremo apparire questa finestra. Dopo aver salvato la versione del progetto, ci verrà chiesto come pubblicare la nostra applicazione.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2015/02/gas1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1496" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2015/02/gas1.png" alt="gas" width="381" height="297" /></a></p>
<p><em><strong>Esegui applicazione come</strong></em>: stabilisce qual’è l’utente che esegue lo script. Se scegliamo di farlo eseguire dall’utente che accede, quest&#8217;ultimo dovrà approvare l’esecuzione dello script prima di poterlo lanciare, se invece si sceglie di farlo eseguire come se stessi, l’utente sviluppatore dovrà approvare lo script la prima volta, poi chiunque accede potrà lanciarlo senza doverlo approvare. Con questa seconda opzione sarà quindi possibile distribuire il web service che stiamo creando anche a utenti anonimi (non loggati in Google).</p>
<p><strong>Chi accede all’applicazione</strong>: abbiamo diversi gradi, possiamo scegliere di tenere il servizio privato, oppure pubblico per utenti loggati in google o addirittura per qualsiasi utente, e di conseguenza anche qualsiasi applicazione di terzi.</p>
<p>Di fatto ora possiamo chiamare da browser l&#8217;url che Google ci restituisce dopo la pubblicazione, per vedere apparire il nostro &#8220;Hello, world!&#8221;.</p>
<p>Vediamo come fare qualcosa di più evoluto, ad esempio un servizio che prende in pasto un numero e restituisce un JSON con scritto se è pari o dispari.</p>
<p>Scriviamo questo codice:</p>
<p><code>function doGet(request) {<br />
var number = request.parameter.number;<br />
if (number % 2 == 0) { var type = "pari"; } else { var type = "dispari"; }<br />
var result = {<br />
numero: number,<br />
tipologia: type,<br />
};<br />
return ContentService.createTextOutput(JSON.stringify(result))<br />
.setMimeType(ContentService.MimeType.JSON);<br />
}</code></p>
<p>Abbiamo aggiunto l&#8217;oggetto request tra i parametri della funzione doGet(), ci salviamo il parametro &#8220;number&#8221; in una variabile e calcoliamo se è pari o dispari. Poi scriviamo tutto nell&#8217;oggetto result, restituendolo come JSON.</p>
<p>Dovremo salvare una nuova versione dello script, andando su <em>File</em> &gt; <em>Gestisci Versioni..</em> e poi tornare a pubblicare lo script in questa nuova versione. Se all&#8217;url ora aggiungiamo la stringa ?number=42, otterremo questo risultato, chiamandolo dal browser:</p>
<pre style="color: #000000;">{"numero":"42","tipologia":"pari"}</pre>
<p>Di fatto abbiamo realizzato un <strong>web service</strong> o lo abbiamo reso pubblico in un attimo, il tutto <strong>senza mai lasciare il nostro browser</strong>.</p>
<p>Se poi volessimo spingerci oltre, potremmo addirittura anche andare a leggere un foglio spreadsheet e restituire i valori delle celle che contiene. Pensiamo a quante mirabolanti applicazioni potremmo costruire se avessimo una infrastruttura basata sulle Google Apps for Enterprise, potremmo ad esempio costruire web service che pubblicano i dati di un foglio condiviso, dove più utenti di una stessa azienda collaborano alla definizione di dati che poi vengono distribuiti ad applicazioni terze.</p>
<p>E per restituire le prime 9 celle di un foglio chiamato &#8220;Foglio1&#8243; sarebbe sufficiente un pezzo di codice così:</p>
<p><code>function doGet(request) {<br />
var key = request.parameter.key;<br />
if (key == "<em>chiave_di_autenticazione</em>") {<br />
var ss = SpreadsheetApp.openById(<em>id_del_documento</em>);<br />
var values = ss.getSheetByName("Foglio1").getRange(1,1,3,3).getValues();<br />
return ContentService.createTextOutput(values);<br />
} else {<br />
return ContentService.createTextOutput("Invalid Key");<br />
}<br />
}</code></p>
<p>Bello vero? :)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Installare Chrome OS su VMware: come provare il nuovo sistema operativo di Google</title>
		<link>http://www.diplod.it/2011/07/04/installare-chrome-os-su-vmware-come-provare-il-nuovo-sistema-operativo-di-google/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[chromium]]></category>
		<category><![CDATA[OS]]></category>
		<category><![CDATA[virtualizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[vmware]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono arrivati in vendita i notebook con Chromium OS preinstallato, anche in Italia. Per la cronaca: trattasi del sistema operativo di Google, concepito per vivere completamente on-line. La notizia non è pù fresca fresca, e ti viene voglia di provare questo sistema operativo di cui tutti parlano.
Come fare? E' un attimo. Abbiamo due possibilità, metterlo su un supporto esterno USB oppure utilizzare VMware Player e avere a disposizione una macchina virtuale sul proprio computer. Ho scelto la seconda strada e metto per iscritto due appunti per chi volesse cimentarsi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagine.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-1234" title="Chrome OS" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagine-1024x817.png" alt="" width="490" height="380" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sono arrivati in <a title="chrome book" href="http://www.google.com/chromebook/">vendita i notebook con Chromium OS</a> preinstallato, anche in Italia. Per la cronaca: trattasi del sistema operativo di Google, concepito per <em>vivere</em> completamente on-line. La notizia non è pù fresca fresca, e ti viene voglia di provare questo sistema operativo di cui tutti parlano.</p>
<p>Come fare? E&#8217; un attimo. Abbiamo due possibilità, metterlo su un<strong> supporto esterno USB</strong> oppure utilizzare <strong>VMware Player</strong> e avere a disposizione una macchina virtuale sul proprio computer. Ho scelto la seconda strada e metto per iscritto due appunti per chi volesse cimentarsi.</p>
<ol>
<li>Se già non è installato, <strong>scaricare e installare <a title="VMware player" href="http://www.vmware.com/products/player/" target="_blank">VMware Player</a></strong>, il tool di virtualizzazione gratuito di VMware. Per un&#8217;utenza <em>domestica </em>è più che sufficiente.</li>
<li>Scaricare la <strong><a title="Vanilla Nightly Build Chromium OS" href="http://chromeos.hexxeh.net/vanilla.php" target="_blank">Vanilla Nightly Build di Chromium OS</a></strong>. Vanilla che? Si tratta di una versione del sistema operativo di Google che ogni notte viene compilata fresca fresca dalla fabbrica e messa a disposizione per il download, così tutti coloro che non possono permettersi il notebook  riescono comunque a godersela. Ovviamente bisognerà scaricare la versione per VMware.</li>
<li>Una volta scaricato lo zip, scompattarlo, ad esempio nella cartella <em>C:\ChromeOS\</em></li>
<li>Rinominare il file <strong>ChromeOS-Vanilla-xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx-VMWare.vmdk</strong> in <strong>ChromeOS-Vanilla-VMWare.vmdk</strong></li>
<li>Aprire VMware player e cliccare su <em>Open a Virtual Machine</em></li>
<li>Selezionare la macchina virtuale dalla cartella <em>C:\ChromeOS\ </em>ed il gioco è fatto.</li>
</ol>
<p>Al primo avvio il sistema chiede di fare il logon con le proprie credenziali Google, ovviamente è necessario un account. La prima impressione è che si tratti di un sistema ancora un po&#8217; acerbo, ma prima di sbilanciarmi serve un minimo di esplorazione in più.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricerche Maestre: il design di un motore di ricerca</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/05/06/ricerche-maestre-il-design-di-un-motore-di-ricerca/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 16:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[maestre]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricerche Maestre è un motore di ricerca per bambini, genitori e maestri che seleziona siti scelti da esperti insegnanti della Scuola Primaria. Si possono trovare risorse scolastiche per la scuola elementare e si può navigare all'interno di siti adatti a bambini dai 3 ai 14 anni, cercando contenuti educativi e di svago. La ricerca è immediata ed efficace. Il motore va dritto al bersaglio, tecnologia Google.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1105" title="ricmaestre" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2010/05/ricmaestre.png" alt="" width="380" height="250" /></p>
<p><a title="Ricerche Maestre" href="http://www.ricerchemaestre.it/" target="_blank">Ricerche Maestre</a> è un <strong>motore di ricerca</strong> per bambini, genitori e maestri che seleziona siti scelti da esperti insegnanti della Scuola Primaria. Si possono trovare risorse scolastiche <strong>per la scuola elementare</strong> e si può navigare all&#8217;interno di siti adatti a bambini dai 3 ai 14 anni, cercando contenuti educativi e di svago. La ricerca è immediata ed efficace. Il motore va dritto al bersaglio, <a title="Google co-op" href="http://www.google.com/cse/" target="_blank">tecnologia Google</a>.</p>
<p>E il <strong>design</strong>? Una paginetta che mi ha dato un sacco di soddisfazioni. Nulla di sconvolgente, ma c&#8217;era una piccola sfida da affrontare: mettere tutto  su una stessa pagina html, dal form di ricerca ai risultati, compresi i testi informativi e di corredo. Con un po&#8217; di javascript, si può.</p>
<p>Innanzi tutto, un <a title="coda slider jquery plugin" href="http://jqueryfordesigners.com/coda-slider-effect/" target="_blank">plugin di jQuery</a> per riprodurre il famoso effetto del <a title="Coda - Panic" href="http://www.panic.com/coda/" target="_blank">sito di Coda</a>. Una valida alternativa potrebbe essere <a title="coda slider javascript" href="http://www.ndoherty.biz/tag/coda-slider/" target="_blank">questo coda-slider</a>, anch&#8217;esso plugin jquery, con una buona documentazione sugli esempi demo. In secondo luogo alcuni div che contengono i risultati di ricerca ed il gioco è fatto!</p>
<p>Questo fantastico effetto è facilmente replicabile, l&#8217;idea è quella di riutilizzarlo per il prossimo tema wordpress, è un&#8217;anteprima!</p>
<p>Insomma, Ricerche Maestre è un motore di ricerca personalizzato a cura del <a href="http://www.albertopiccini.it/">Maestro Alberto Piccini</a>, al quale collaborano <a href="http://xoomer.alice.it/paolalimone/">Paola Limone</a>, <a href="http://maestralidia.netsons.org/">Lidia Pantaleo</a>, <a href="http://scientificando.splinder.com/">Annarita Ruberto</a>, <a href="http://quadernoneblu.splinder.com/">Renato Murelli</a>. Ricerche Maestre al momento indicizza circa 3.000 siti selezionati tra i migliori reperibili in rete, per bambini e famiglie, a carattere divulgativo e informativo, educativi, scolastici e di insegnanti.</p>
<p>Se avete bambini: il luogo giusto per iniziare le esplorazioni della rete!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Condanna ai dirigenti di Autostrade e Poste Italiane: un postino mostrava le natiche in Autogrill</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/02/24/condanna-ai-dirigenti-di-autostrade-e-poste-italiane-un-postino-mostrava-le-natiche-in-autogrill/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 18:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Pensate all'effetto che potrebbe fare una notizia del genere sulla prima pagina dei nostri quotidiani! Ebbene: da oggi l'Italia può vantare anche questo record. Repubblica del 24 Febbraio: 
"Google, carcere per video shock. Gli Usa: "La libertà di internet è vitale. 
Tre dirigenti condannati per violazione della privacy. Non bloccarono, nel 2006, le immagini di un giovane down aggredito dai compagni di scuola a Torino."]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Repubblica e Corriere, Giornale e Unità: tutti a sventolare la sentenza. </em><strong><em>Quattro dirigenti di Autostrade per l&#8217;Italia SpA e due responsabili alla privacy di Poste Italiane sono stati condannati rispettivamente a 8 mesi e 2 mesi di reclusione per atti osceni in luogo pubblico e apologia di reato, si salva invece un dirigente di Autogrill SpA per cui l&#8217;accusa aveva chiesto una pena di 6 mesi per favoreggiamento</em></strong><em>. La condanna nei confronti dei quattro pezzi grossi di Autostrade per l&#8217;Italia è dovuta al fatto che il postino in questione non doveva essere fatto entrare in autostrada; mentre ai manager di Poste Italiane viene contestato il fatto che il postino stava trasportando una lettera in cui erano contenuti scritti inneggianti alla violenza verso le persone con sindrome di down, cosa emersa solo in seguito alle indagini svolte sul materiale in possesso del postino. Sono stati inoltre inflitti il ritiro della patente e una multa di 2000 euro ai due dirigenti di Poste Italiane, appartenenti al consiglio di amministrazione (di cui uno già in pensione), per accesso in autostrada con un mezzo a due ruote da 125cc.</em></p>
<p><em>Ebbene, la sentenza che fa discutere è arrivata poche ore fa. </em><strong><em>Un caso unico al mondo</em></strong><em>, in cui i dirigenti delle </em><strong><em>società che offrono un servizio</em></strong><em>, vengono </em><strong><em>condannati poichè gli utenti che usufruiscono del servizio vanno contro la legge</em></strong><em>. C&#8217;è molta apprensione perchè con questo precedente si aprono impressionanti scenari: dalle parti di Enel si temono esemplari condanne per l&#8217;uso improprio dell&#8217;energia, pare abbiano scoperto che Unabomber fosse un abbonato e utilizzasse l&#8217;energia offerta dalla ditta per confezionare i suo ordigni.</em></p>
<p>Pensate all&#8217;effetto che potrebbe fare una notizia del genere sulla prima pagina dei nostri quotidiani! Ebbene: <strong>da oggi l&#8217;Italia può vantare anche questo record</strong>. Repubblica del 24 Febbraio:<br />
&#8220;<em>Google, carcere per video shock. Gli Usa: &#8220;La libertà di internet è vitale.<br />
Tre dirigenti condannati per violazione della privacy. Non bloccarono, nel 2006, le immagini di un giovane down aggredito dai compagni di scuola a Torino.</em>&#8221;</p>
<p>La cosa che più mi <strong>impressione </strong>è che in giro, tra i vari commenti, qualcuno si è pure azzardato a dire che è cosa buona e giusta. Che bisogna finirla con questa usanza che su internet finisce di tutto e di più. E allora condanniamo i dirigenti, condanniamo chi offre un servizio.. E poi penseremo a responsabilizzare i responsabili?!<br />
Il concetto è identico: come se condannassimo Autostrade per gli automobilisti che superano il limite di velocità, le Poste per le lettere che contengono materiale osceno, l&#8217; Enel per gli utenti che utilizzano l&#8217;energia per il bilancino elettrico che misura le confezioni di cocaina. Ma siamo impazziti?! <strong>Che senso ha condannare un internet service provider (un offerente del servizio internet, per chi ancora segue la dieta mediterranea) per un reato commesso da un utente di tale servizio?</strong></p>
<p><strong>Con questo principio, chi investirebbe in Italia per offrire servizi web? E dove sarebbe l&#8217;Italia senza il web?</strong></p>
<p>Mi piacerebbe parlare con quel giudice che ha emanato quella sentenza e con quei magistrati che hanno sostenuto l&#8217;accusa. Ma so già che invece dovrò sorbirmi qualche talk show televisivo in cui qualcuno difenderà questa decisione esemplare, evviva il <strong>telerimbambimento</strong>!</p>
<p>Ancora non ci credo.. Non ci credo!</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 39px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Google, carcere per video shock</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 39px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gli Usa: &#8220;La libertà di internet è vitale&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 39px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tre dirigenti condannati per violazione della privacy. Non bloccarono, nel 2006, le immagini di un giovane down aggredito dai compagni di scuola a Torino.</div>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Psss.. Ho provato Google Wave!</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/11/19/psss-ho-provato-google-wave/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 00:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[wave]]></category>

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		<description><![CDATA[Communication and Collaboration Tool: modifiche in tempo reale, più utenti assieme che editano documenti e commentano i commenti di altri. Un'onda è un flusso comunicativo vivo che si aggiorna ed evolve, non servirà più ricercare le mail. Ho provato Google Wave..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/11/Cattura.PNG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-903" title="Prove tecniche con Google Wave" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/11/Cattura-300x160.PNG" alt="Prove tecniche con Google Wave" width="300" height="160" /></a></p>
<p>Ebbene, da poco più di un mese <strong>Google</strong> ha lanciato la preview di <strong>Wave</strong>: un <strong>nuovo modo di comunicare e lavorare</strong>. Era da tempo che non riuscivo a stupirmi utilizzando una applicazione web.. I vari Facebook, SlideShare, LinkedIn, Flickr e tutte le <a title="slideshare - linkedin" href="http://www.linkedin.com/opensocialInstallation/preview?_ch_panel_id=1&amp;_applicationId=1200" target="_blank">loro</a> <a title="slideshare - facebook" href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=2490221586" target="_blank">spassosissime</a> <a title="Flickr - Facebook" href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=2352557895" target="_blank">integrazioni</a> mi avevano abituato a standard elevati. Anche se poi, diciamocelo, sono cosette. Che sul lavoro possono servire, certo, ma non sono fondamentali.</p>
<p><strong>Skype</strong>, ad esempio, è una di quelle cose che in ambito lavorativo ti possono <strong>cambiare la vita</strong>: in bene o in peggio, questione di carattere. Ma restano i limiti di una messaggistica legata al testo.. dove un file arriva come qualcosa da scaricare e per cui è necessario individuare un posticino nel proprio disco fisso. Per non parlare dei limiti della messaggistica istantanea, se ti distrai un attimo è la fine.</p>
<p>La mail, beh.. Quando ho iniziato a utilizzare <strong>Gmail</strong> ho capito la differenza. E&#8217; un amore che matura col tempo, se poi ti ritrovi dopo qualche anno a lottare con l&#8217;archiviazione automatica di Outlook (per non parlare delle funzionalità di ricerca), capisci d&#8217;un botto quanto sia diverso il concetto di mail tra Google e Microsoft. Eppure, dopo un po&#8217;, anche la mail ti sta stretta.. Se ne devono essere accorti dalle parti di Mountain View, perchè hanno iniziato a riempirla di applicazioni che ne estendono gli utilizzi: sono nate le <a title="Gmail Labs Features" href="http://gmailblog.blogspot.com/2008/06/introducing-gmail-labs.html" target="_blank">Labs Features</a> per Gmail. Ecco allora le foto di Flickr, i video di youtube, calendar, i task.. tutti assieme integrati in Gmail.</p>
<p>Poi il botto: <strong><a title="Google Wave" href="https://wave.google.com/wave/" target="_blank">Google Wave</a></strong>. Arriva proprio come un&#8217;onda, e ti accorgi subito dopo due o tre salti che questa è una rottura. <strong>Il concetto di mail si evolve e si fonde con quello della messaggistica istantanea</strong>. La comunicazione diventa al tempo stesso sincrona e asincrona. Non c&#8217;è più solo il testo, ci sono i video, i file, le mappe, tutto assieme in un unico flusso comunicativo. Così rifletti: non ci metti molto per capire che se i tuoi colleghi utilizzassero sta roba assieme a te sarebbe davvero <strong>diverso</strong>.</p>
<p><span id="more-902"></span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/v_UyVmITiYQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/v_UyVmITiYQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E&#8217; ancora tutto in preview, si accede su <strong>invito</strong>, io l&#8217;ho ricevuto ma ancora non ho la possibilità di offrirne a mia volta. Appena potrò lo farò più che volentieri: <strong>si accettano candidature</strong>. :)<br />
Per ora, l&#8217;unico modo è <a title="Richiedere invito per Google Wave" href="https://services.google.com/fb/forms/wavesignup/" target="_blank">segnalare la propria curiosità in questa pagina</a>. Per chi vuole informarsi, queste sono le <a title="Google Wave help" href="http://wave.google.com/help/wave/about.html" target="_blank">pagine di riferimento</a>.</p>
<p><strong>Communication and Collaboration Tool</strong>: modifiche in tempo reale, più utenti assieme che editano documenti e commentano i commenti di altri. Un&#8217;onda è un flusso comunicativo vivo che si aggiorna ed evolve, non servirà più ricercare le mail. Le useremo solo per le comunicazioni formali.<br />
Chissà che un giorno non diventi il fulcro della <a title="Google Enterprise" href="http://www.google.com/enterprise/" target="_blank">piattaforma enterprise di Google</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Earth Plugin: visualizzare KML su una pagina web HTML</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/08/16/google-earth-plugin-visualizzare-kml-su-una-pagina-web-html/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2009/08/16/google-earth-plugin-visualizzare-kml-su-una-pagina-web-html/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 18:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[API]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>
		<category><![CDATA[KML]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[nokia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=791</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche tempo è disponibile un plugin che permette di portare Google Earth direttamente sulle pagine web, grazie alle Google Earth API. E' infatti possibile inserire in una pagina web una finestra che visualizza il famoso mondo 3D, caricando un file KML.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-830 aligncenter" title="earth-plugin" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/08/earth-plugin.PNG" alt="earth-plugin" width="440" height="335" /></p>
<p><strong>Google Earth</strong> è diventato ormai uno strumento dalle mille potenzialità: esplorazione degli oceani, fotografie, edifici e terreni in 3D, visione dei luoghi nel tempo, registrazione dello schermo, sono solo alcune delle <a href="http://www.youtube.com/watch?v=H9obSjSxC98" target="_blank">meraviglie del prodotto</a>.</p>
<p>La possibilità di <a title="KML" href="http://earth.google.it/userguide/v4/ug_kml.html" target="_blank">utilizzare file <strong>KML</strong></a> generati da altri è un&#8217;altra delle cose che rendono Google Earth uno strumento eccezionale per far visualizzare percorsi, itinerari, foto dei luoghi e quant&#8217;altro. Le <strong>informazioni geolocalizzate</strong> permettono di dare al fruitore un contributo unico: vedere i posti vale molto di più che descriverli.</p>
<p>Ebbene, da qualche tempo è disponibile un plugin che permette di portare Google Earth direttamente sulle pagine web, grazie alle <a title="Google earth API" href="http://code.google.com/intl/it-IT/apis/earth/" target="_blank">Google Earth API</a>. E&#8217; infatti possibile inserire in una pagina web una finestra che visualizza il famoso mondo 3D, caricando un file KML.<br />
Nel futuro non saremo più legati al 2D delle famosissime mappe di Google, ma potremo creare mashup direttamente in 3D. Gli <strong><a href="http://code.google.com/apis/ajax/playground/?exp=earth#hello,_earth">esempi di codice</a></strong> sono davvero vasti e ben documentati.</p>
<p><span id="more-791"></span></p>
<p>Ecco il codice dell&#8217;esempio sotto, commentato nel javascript che carica il plugin:<br />
<code>&lt;!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"&gt;<br />
&lt;html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" dir="ltr" lang="it-IT"&gt;<br />
&lt;head&gt;<br />
&lt;title&gt;Esempio Plugin Google Earth con file KML&lt;/title&gt;<br />
&lt;script src="http://www.google.com/jsapi?key=LaTuaAPIKey"&gt;&lt;/script&gt;<br />
&lt;script type="text/javascript"&gt;<br />
var ge;<br />
google.load("earth", "1");<br />
//inizializza la mappa prendendo come riferimento l'ID del div che la contiene: map3d<br />
function init() {<br />
google.earth.createInstance('map3d', initCallback, failureCallback);<br />
}<br />
function initCallback(instance) {<br />
ge = instance;<br />
ge.getWindow().setVisibility(true);<br />
// aggiunge i controlli di navigazione<br />
ge.getNavigationControl().setVisibility(ge.VISIBILITY_AUTO);<br />
// aggiunge alcuni livelli: confini e strade<br />
ge.getLayerRoot().enableLayerById(ge.LAYER_BORDERS, true);<br />
ge.getLayerRoot().enableLayerById(ge.LAYER_ROADS, true);<br />
// codice per caricare e far visualizzare il file KML<br />
function finished(object) {<br />
if (!object) {<br />
// Gestione degli errori per prevenire i deadlock di alcuni browsers<br />
setTimeout(function() {<br />
alert('Bad or null KML.');<br />
}, 0);<br />
return;<br />
}<br />
ge.getFeatures().appendChild(object);<br />
// imposta latitudine, longitudine e zoom<br />
var la = ge.createLookAt('');<br />
la.set(44.258300, 10.411550, 25, ge.ALTITUDE_RELATIVE_TO_GROUND,<br />
0, 70, 400);<br />
ge.getView().setAbstractView(la);<br />
}<br />
// carica il file KML<br />
var url = 'http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/08/AlbaCusna.kml';<br />
google.earth.fetchKml(ge, url, finished);<br />
document.getElementById('installed-plugin-version').innerHTML =<br />
ge.getPluginVersion().toString();<br />
}<br />
function failureCallback(errorCode) {<br />
}<br />
google.setOnLoadCallback(init);<br />
&lt;/script&gt;<br />
&lt;/head&gt;<br />
&lt;body&gt;<br />
&lt;div id="map3d" style="width: 500px; height: 380px;"&gt;&lt;/div&gt;<br />
&lt;/body&gt;<br />
&lt;/html&gt;</code><br />
Ovviamente per far andare il tutto è necessario <a title="Google API Key" href="http://code.google.com/intl/it-IT/apis/maps/signup.html" target="_blank">ottenere una API Key</a>, fornita gratuitamente da Google per il proprio dominio.<br />
Il giochino è davvero meraviglioso, ecco come appare il tutto:</p>
<p><iframe src ="http://www.diplod.it/test/test2.html" width="540" height="400" frameborder="no"></p>
<p>Il tuo browser non supporta gli iframes.</p>
<p></iframe></p>
<p>Se vi interessa sapere come ho fatto a generare questo file KML, <a title="Nokia Sport Tracker" href="http://sportstracker.nokia.com" target="_blank">provate a sbirciare qui</a>: con un cellulare Nokia potrebbe aprirsi un altro mondo.. ;)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gmaps Mobile: una silenziosa rivoluzione..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/06/21/gmaps-mobile-una-silenziosa-rivoluzione/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2009/06/21/gmaps-mobile-una-silenziosa-rivoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 17:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia e VoIP]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[gmaps]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[n series]]></category>
		<category><![CDATA[nokia]]></category>
		<category><![CDATA[vodafone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=773</guid>
		<description><![CDATA[Un cellulare che diventa improvvisamente una porta d'accesso verso quel mondo di informazioni che tipicamente sono proprie di un PC. Ti capita spesso di dover cercare un ristorante mentre sei a spasso in una città inesplorata, e magari vuoi sapere il numero di telefono e gli orari di apertura. Nokia ha fatto incredibili passi avanti con il navigatore integrato, ma è ancora lontano dagli sviluppi di Google Maps. Il sito web di una attività commerciale, il numero di telefono, gli orari di apertura, la stada per arrivare, a partire dalla tua posizione (sia che il cellulare abbia o meno il GPS): sono tutte cose che diventano alla portate di qualsiasi dispositivo evoluto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo avevo installato <strong><a title="Google Maps Mobile" href="http://www.google.com/mobile/gmm/index.html" target="_blank">GMap Mobile</a></strong> sul mio cellulare <strong>Nokia</strong>, con il classico <a title="Symbian Nokia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Symbian_OS" target="_blank">sistema operativo Symbian</a>. Non l&#8217;ho mai usato seriamente, era un&#8217;icona e nulla più. Anche perchè i costi di connessione, in questi casi, non ne agevolano l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Scopro che Vodafone ha un&#8217;opzione tariffaria per cui con 2 euro fissi a settimana è possibile navigare gratuitamente senza limiti, utilizzando connessioni dati tramite il punto di accesso wap.omnitel.it (si.. avete capito bene, <strong><a title="Vodafone Mobile internet 3 euro" href="http://www.vodafone.it/190/trilogy/jsp/channelView.do?contentKey=39092&amp;pageTypeId=10444&amp;channelId=-22242&amp;ty_key=promozione_mobile_internet_data_pack" target="_blank">non 3 euro a settimana</a></strong>, ma <strong>2 euro a settimana</strong>, per trovare questa seconda promozione, identica alla sorella più cara, basta cliccare sul link &#8220;<em>Scopri la promozione per navigare in Vodafone live! e sui tuoi siti internet preferiti</em>&#8220;: confermato pure da un operatore Vodafone). Ebbene, si apre un mondo che per i dispositivi mobili non avrei nemmeno immaginato possibile.</p>
<p>Un cellulare che diventa improvvisamente una <strong>porta d&#8217;accesso verso quel mondo di informazioni</strong> che tipicamente sono proprie di un PC. Ti capita spesso di dover cercare un ristorante mentre sei a spasso in una città inesplorata, e magari vuoi sapere il numero di telefono e gli orari di apertura. Nokia ha fatto incredibili passi avanti con il navigatore integrato, ma è ancora lontano dagli sviluppi di Google Maps. Il sito web di una attività commerciale, il numero di telefono, gli orari di apertura, la stada per arrivare, a partire dalla tua posizione (sia che il cellulare abbia o meno il GPS): sono tutte cose che diventano alla portate di qualsiasi dispositivo evoluto.</p>
<p><span id="more-773"></span></p>
<p>Un video come questo fino a poco tempo fa sembrava roba in arrivo tra qualche anno, oggi è realtà. E mai avrei pensato fosse così facile..</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3IXC5A1ZoV4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/3IXC5A1ZoV4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I benefici di Google Maps non sono solo quelli riguardanti la ricerca di attività commerciali, ci sono pure le informazioni di <a title="Google Transit" href="http://www.google.com/transit" target="_blank">Google Transit</a> sui mezzi di trasporto pubblici, in Italia attive oggi su:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=45.875815,9.399080&amp;spn=0.595075,0.970186">Como</a> ASF Autolinee</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=43.777663,11.260815&amp;spn=0.077341,0.136642">Firenze</a> ATAF&amp;Linea, AMV, ACV</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=44.413674,8.934374&amp;spn=0.047453,0.083513">Genova</a> AMT Genova</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=44.542092,10.889469&amp;spn=0.799690,0.801316">Modena</a> ATCM S.p.A. &#8211; Azienda Trasporti Collettivi e Mobilità</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=44.620850,10.545194&amp;spn=0.746789,0.741183">Reggio Emilia</a> ACT</li>
<li><a href="http://www.google.com/maps?ie=UTF8&amp;dirflg=r&amp;ll=45.069399,7.687683&amp;spn=0.075651,0.136642">Torino</a> Gruppo Torinese Trasporti</li>
</ul>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZAUunR91VzI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ZAUunR91VzI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un&#8217;altra opportunità da sfruttare è quella delle mappe personali, oggi ancora non è possibile fare il login con il proprio account tramite l&#8217;applicazione del cellulare, ma dopo aver visto gli immensi passi avanti fatti in questi anni credo proprio che non dovremo aspettare molto..<br />
Magari arrivo tardi, e molti si saranno già divertiti con i servizi mobile di Google, se ancora non l&#8217;avete fatto: buona scoperta a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un nuovo tema per maestroalberto.it</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/03/30/un-nuovo-tema-per-maestroalbertoit/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2009/03/30/un-nuovo-tema-per-maestroalbertoit/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 23:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[960 grid system]]></category>
		<category><![CDATA[CSS]]></category>
		<category><![CDATA[form]]></category>
		<category><![CDATA[framework]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[maestroalberto]]></category>
		<category><![CDATA[portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[tema]]></category>
		<category><![CDATA[validazione]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=756</guid>
		<description><![CDATA[Dopo qualche mese di apnea causa tesi, ecco un aggiornamento al portfolio: il nuovo tema per maestroalberto. Il buon Alberto ha deciso di rinnovare il vestito del suo blog, mi ha chiesto di dargli una mano e ho accettato volentieri. E&#8217; nato così un tema pulito ed essenziale, con 6 sidebar gestite tramite widget (3 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-757" title="maestroalberto" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/03/maestro.png" alt="" width="410" height="300" /></p>
<p>Dopo qualche mese di apnea causa tesi, ecco un aggiornamento al portfolio: il <a title="nuovo tema maestroalberto by diplod" href="http://www.maestroalberto.it/2009/03/27/nuovo-tema-per-maestroalberto/" target="_blank">nuovo tema per maestroalberto</a>. Il buon Alberto ha deciso di rinnovare il vestito del suo blog, mi ha chiesto di dargli una mano e ho accettato volentieri. E&#8217; nato così un tema pulito ed essenziale, con 6 sidebar gestite tramite widget (3 laterali e 3 nel footer).</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, la cosa a mio avviso più interessante è il modulo di ricerca Google, riadattato alla grafica del tema. Per i curiosi, riporto il css utilizzato:</p>
<p><span id="more-756"></span></p>
<p><code>#header form#quick-search {<br />
position: absolute;<br />
top: 175px; right: 20px;<br />
padding: 0; margin: 0;<br />
border: 1px solid #fff;<br />
width: 320px; height: 33px;<br />
background: #e5e5e3 url(images/header-search.gif) no-repeat top left;<br />
z-index: 999999;<br />
overflow: hidden;<br />
}<br />
#header form#quick-search p {<br />
margin: 0; padding: 0; border: none;<br />
}<br />
#header form#quick-search input {<br />
border: none;<br />
background: transparent;<br />
color: #bababa;<br />
float: left;<br />
margin: 0; padding: 5px;<br />
}<br />
#header form#quick-search .tbox {<br />
margin: 6px 0 0 5px;<br />
width: 216px;<br />
display: inline;<br />
border: none;<br />
}<br />
#header #search form#quick-search .btn{<br />
width: 25px; height: 25px;<br />
border: none;<br />
}<br />
#header form#quick-search label {<br />
float: right;<br />
font-size: 10px;<br />
line-height: 11px;<br />
border: none;<br />
padding: 2px 2px 0 2px;<br />
margin: 0;<br />
}<br />
#header form#quick-search input.radio {<br />
float: right;<br />
clear: right;<br />
height: 12px;<br />
margin: 2px 2px 0 0;<br />
padding: 0;<br />
border: none;<br />
}</code></p>
<p>Ecco come appare il modulo in questione:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-758" title="maestro-cerca" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/03/maestro-cerca.png" alt="" width="334" height="46" /></p>
<p>L&#8217;unica criticità era far rientrare i <em>label </em>che veicolano la ricerca su google o sul web nel piccolo spazio a disposizione nel <em>form</em>, l&#8217;unico modo per far diregire a IE questa cosa è forzare le dimensioni del campo di input del <em>radio button</em>. Con Firefox o Safari nessun problema; con IE, nonostante i margini e il padding, il bottone continuava ad andare per i fatti suoi. Dando una regola di <em>height </em>a 12px tutto è tornato come voluto.</p>
<p>Altra cosa interessante del tema è l&#8217;utilizzo del <a title="960 grid system CSS" href="http://960.gs/" target="_blank"><strong>960 grid system</strong></a>: un <strong>framework css</strong> molto comodo per dimensionare e strutturare un template con dimensione fissa di 960 pixel. E&#8217; un modo rapido e veloce per impostare gli spazi, il framework permette di utilizzare un sistema a 12 o 16 colonne, grazie a una serie di classi preconfezionate e pronte all&#8217;uso, sicuramente da approfondire.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>validazione </strong>invece, il <strong>CSS è privo di errori</strong>, mentre il codice <strong>XHTML </strong>risulta <strong>inquinato </strong>dai vari plugin.. Mi chiedo: <strong>ha ancora senso correre dietro ai mille errori che si presentano quando questi non dipendono da te?</strong> La politica che ho adottato è quella di costruire codice valido nella parte che realizzo in prima persona e infischiarsene di ciò che scrivono gli altri, finchè questo non intacca le prestanzioni globali..</p>
<p>Ne approfitto per fare un in bocca al lupo ad Alberto e ringraziarlo per avermi dato fiducia.<br />
<strong>Commenti e suggerimenti sono ben accetti.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Social software in azienda: un panorama variegato..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/01/16/social-software-in-azienda-un-panorama-variegato/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2009/01/16/social-software-in-azienda-un-panorama-variegato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 00:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarebbe impossibile fare una confronto dettagliato tra le soluzioni proposte dai produttori di software per l'enterprise 2.0: in primo luogo perché questi sono in continua evoluzione, quando non sono in versione beta; in secondo luogo perchè negli ultimi tempi sono nate tantissime start-up che offrono prodotti di nicchia, talvolta davvero performanti e interessanti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni mi sono buttato a capofitto nella stesura della tesi, ecco che inevitabilmente calano le pubblicazioni su questi spazi, ma ne approfitto per riportare alcune considerazioni che ho fatto circa il mercato dei social software di livello enterprise.<br />
Sarebbe impossibile fare una confronto dettagliato tra le soluzioni proposte dai produttori di software per l&#8217;enterprise 2.0: in primo luogo perché questi sono in continua evoluzione, quando non sono in versione beta; in secondo luogo perchè negli ultimi tempi sono nate tantissime start-up che offrono prodotti di nicchia, talvolta davvero performanti e interessanti.<br />
E&#8217; sufficiente dare un&#8217;occhiata al Magic Quadrant di Gartner riguardante il social software.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-724" title="gartner" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/01/gartner.jpg" alt="" width="431" height="491" /></p>
<p>Si tratta di un settore veramente molto popolato, gli attori sono tanti e variegati.<br />
Le grandi aziende stanno rincorrendo un fenomeno, mettendo a disposizione piattaforme robuste e non sempre a buon mercato. Una delle caratteristiche di questa rivoluzione è il fatto che essa viene dal basso: spesso gruppi di utenti si organizzano e si affidano a piccole start-up che hanno creato un prodotto stabile e basso costo. Queste start-up si sono trasformate nel giro di pochi anni in grandi società specializzate nel loro settore di nicchia.</p>
<p><span id="more-721"></span></p>
<p><a title="socialtext" href="http://www.socialtext.com " target="_blank"><strong>Socialtext</strong></a> è sicuramente una storia di successo, nata a Palo Alto in California, offriva all&#8217;inizio un wiki di livello enterprise (con autenticazione, autorizzazioni e controllo degli accessi), oggi offre una serie di prodotto “sociali” che vanno dalle piattaforme di blogging ai social network, dagli strumenti per la messaggistica a quelli per l&#8217;elaborazione e pubblicazione dei fogli di calcolo. Questi strumenti si possono integrare sia con Microsoft Sharepoint con che Lotus Notes di IBM.<br />
Ha ottenuto <a title="SAP ventures - investment portfolio" href="http://www.sap.com/about/company/sapventures/investmentportfolio/index.epx" target="_blank">finanziamenti anche dalla stessa SAP</a> ed è tra i leader per il mercato del social software.</p>
<p><strong>37Signals</strong> con il suo <a title="basecamp" href="www.basecamphq.com" target="_blank">Basecamp</a> è un altro famoso attore statunitense, specializzato nell&#8217;offrire in versione <strong>SaaS</strong> (Software as a Service) strumenti per la collaborazione e il project management, da utilizzare per coordinare team di lavoro o piccole imprese. Sulla scia di Basecamp sono nati in massa alternative come <a title="celoxis" href="http://www.celoxis.com" target="_blank"><strong>Celoxis</strong></a>, <strong><a title="easyprojects" href="http://www.easyprojects.net" target="_blank">EasyProject</a> </strong>o <a title="proworkflow" href="http://www.proworkflow.com" target="_blank"><strong>ProWorkFlow</strong></a>, che hanno sviluppato applicazioni davvero complete e performanti e le rendono disponibili a costi modesti, in genere 10 – 15 dollari per utente.</p>
<p>Altro attore interessante è <a title="Telligent" href="http://www.telligent.com" target="_blank"><strong>Telligent</strong></a>, le sue soluzioni sono adatte principalmente per community on-line rivolte ai clienti (per il marketing quindi), ma la partnership con Microsoft lo ha reso forte anche nelle community intranet di livello enterprise: <strong>Community Server Evolution</strong> è infatti il prodotto che ben si coniuga con Sharepoint per creare una intranet aziendale con tutte le peculiarità dei software sociali.</p>
<p>Nel contesto un player interessante è <a title="yooplus" href="http://www.yooplus.it" target="_blank"><strong>Yooplus</strong></a>, azienda toscana che ha sviluppato un prodotto per la collaborazione interna: we+. Calendari, attività, messaggistica interna, blog, wiki, archiviazione documenti, tagcloud, API e web services: queste sono le funzionalità di cui è dotata la piattaforma. Si tratta di una realtà decisamente più modesta rispetto alle concorrenti americane ma merita una citazione, la piattaforma è tutto sommato ben strutturata.</p>
<p>Discorso a parte bisogna fare per Google, che ovviamente non vuole stare fuori dai giochi e ha scelto di includere le proprie applicazioni in un pacchetto rivolto alle aziendale: <strong><a title="Google Apps" href="http://www.google.com/apps" target="_blank">Google Apps</a></strong>. Applicazioni come Gmail, Google Calendar, Gtalk, Google Documents &amp; Spreadsheets e la Google Start Page vengono offerte come software as a service a costi relativamente bassi. La filosofia che sta dietro a questa proposta sta appunto nell&#8217;abbattimento del TCO (Total Cost of Ownership), ovvero del costo totale di possesso di un determinato software. Dalle parti di Google sanno spiegare benissimo il principio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-722" title="google-apps1" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/01/google-apps1.png" alt="" width="500" height="419" /></p>
<p>In una infrastruttura tipica con un mail server e gestione della posta interni, molte risorse sono destinate al filtraggio dello spam e al controllo antivirus. In una soluzione che prevede l&#8217;utilizzo del software Google, vengono demandati all&#8217;esterno gran parte dei compiti e della gestione ICT.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-723" title="google-apps2" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/01/google-apps2.png" alt="" width="500" height="368" /></p>
<p>Attraverso le applicazioni Google è poi possibile creare un ambiente di lavoro, con un&#8217;area per la condivisione dei documenti e dei calendari comuni. Resta il fatto che questi strumenti sono stati concepiti per l&#8217;utenza consumer e a volte mancano alcune caratteristiche utili in ambienti enterprise, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;interfacciamento verso altri sistemi ICT, anche se l&#8217;integrazione delle Active Directory e il supporto dello standard LDAP vanno incontro a queste esigenze.<br />
Un altro ramo dell&#8217;offerta Google riguarda la ricerca documentale, attraverso il Google Search Appliance è possibile creare un motore di ricerca interno in grado di pescare informazioni da file systems o altri database; inutile dire che questo campo Google non teme rivali.</p>
<p>Ricerche a parte, strumenti per l&#8217;enterprise 2.0 ne esistono a volontà, spesso la scelta è veicolata dall&#8217;usabilità e dal feeling che l&#8217;utente riceve utilizzando il sistema e si trascurano gli importantissimi aspetti dell&#8217;integrazione e della esportazione. A volte ci si affida ad aziende che per la loro natura potrebbero non esistere più in un prossimo domani, non tutti sono Google o Microsoft. E&#8217; importante comunque che i contenuti prodotti possano essere in qualche modo riutilizzati, un domani, nel caso si decidesse di migrare verso nuove soluzioni o almeno che sia possibile una qualche forma di interazione con lo strumento, attraverso API o tramite l&#8217;integrazione con sistemi aziendali (connettori SAP, Sharepoint..). Prima di scegliere un prodotto o un fornitore, è quindi bene capire fino a che punto ci si sta legando a esso, con un mercato così giovane e così in movimento è bene tenere gli occhi aperti anche sulla alternative.<br />
Ancora non esiste la suite completa, qualcuno l&#8217;ha proposta, sempre in modalità SaaS. Con circa 900 dollari <strong><a title="spikesource" href="http://www.spikesource.com/suitetwo " target="_blank">SpikeSource</a> </strong>mette a disposizione una piattaforma dove girano assieme <a title="Movable Type" href="http://www.movabletype.org " target="_blank"><strong>MovableType</strong></a> (blog), <a title="Socialtext" href="http://www.socialtext.com " target="_blank"><strong>Socialtext</strong></a> (wiki), <a title="newsgator" href="http://www.newsgator.com" target="_blank"><strong>Newsgator</strong></a> e <strong><a title="simplefeed" href="http://www.simplefeed.com" target="_blank">Simplefeed</a> </strong>(RSS), <a title="visiblepath" href="http://www.visiblepath.com" target="_blank"><strong>VisiblePath</strong></a> (social networking): ma si tratta comunque di un puzzle, qualcosa di molto lontano dalla killer application.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2009/01/16/social-software-in-azienda-un-panorama-variegato/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Un po di XSL per processare un feed di Google News</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/12/18/un-po-di-xsl-per-processare-un-feed-di-google-news/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/12/18/un-po-di-xsl-per-processare-un-feed-di-google-news/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 23:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CSS]]></category>
		<category><![CDATA[web standards]]></category>
		<category><![CDATA[feed]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[rss]]></category>
		<category><![CDATA[xml]]></category>
		<category><![CDATA[xsl]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è visualizzare con una trasformazione XSL il contenuto di un feed generato da Google News per una determinata parola la chiave. Come esempio ho lanciato la ricerca di tutte le notizie riguardanti &#8220;Obama&#8221; e questo è l&#8217;url del feed prodotto: http://news.google.it/news?hl=it&#38;ned=it&#38;q=obama&#38;ie=UTF-8&#38;nolr=1&#38;output=rss Come noto, un feed RSS è un documento XML. La formattazione è classica: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo è visualizzare con una trasformazione <a title="Extensible Stylesheet Language" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Extensible_Stylesheet_Language" target="_blank">XSL</a> il contenuto di un feed generato da <a title="Google News" href="http://news.google.it" target="_blank">Google News</a> per una determinata parola la chiave. Come esempio ho lanciato la ricerca di tutte le notizie riguardanti &#8220;Obama&#8221; e questo è l&#8217;url del feed prodotto:<br />
<a title="feed google news su obama" href="http://news.google.it/news?hl=it&amp;ned=it&amp;q=obama&amp;ie=UTF-8&amp;nolr=1&amp;output=rss" target="_blank">http://news.google.it/news?hl=it&amp;ned=it&amp;q=obama&amp;ie=UTF-8&amp;nolr=1&amp;output=rss</a></p>
<p>Come noto, un feed <a title="RSS - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication" target="_blank">RSS</a> è un documento <a title="XML - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML" target="_blank">XML</a>. La formattazione è classica:</p>
<blockquote><p><strong>&lt;?xml version=&#8221;1.0&#8243; encoding=&#8221;UTF-8&#8243;?&gt;<br />
&lt;rss version=&#8221;2.0&#8243;&gt;<br />
&lt;channel&gt;<br />
&lt;generator&gt;</strong>NFE/1.0<strong>&lt;/generator&gt;</strong><br />
<strong>&lt;title&gt;</strong>obama &#8211; Google News<strong>&lt;/title&gt;</strong><br />
<strong>&lt;link&gt;</strong>http://news.google.it/news?hl=it&amp;ned=it&amp;q=obama&amp;ie=UTF-8<strong>&lt;/link&gt;</strong><br />
<strong>&lt;language&gt;</strong>it<strong>&lt;/language&gt;</strong><br />
<strong>&lt;webMaster&gt;</strong>news-feedback@google.com<strong>&lt;/webMaster&gt;</strong><br />
<strong>&lt;copyright&gt;</strong>©2008 Google<strong>&lt;/copyright&gt;</strong><br />
<strong>&lt;pubDate&gt;</strong>Mon, 15 Dec 2008 14:34:32 GMT<strong>&lt;/pubDate&gt;</strong><br />
<strong>&lt;lastBuildDate&gt;</strong>Mon, 15 Dec 2008 14:34:32 GMT<strong>&lt;/lastBuildDate&gt;</strong><br />
<strong>&lt;image&gt;<br />
&lt;title&gt;</strong>obama &#8211; Google News<strong>&lt;/title&gt;</strong><br />
<strong>&lt;url&gt;</strong>http://news.google.com/intl/it_it/images/news_res.gif<strong>&lt;/url&gt;</strong><br />
<strong>&lt;link&gt;</strong>http://news.google.it/<strong>&lt;/link&gt;</strong><br />
<strong>&lt;/image&gt;<br />
&lt;item&gt;<br />
&lt;title&gt;</strong>USA: OBAMA ANNUNCIA OGGI NOMINE ENERGIA E AMBIENTE &#8211; La Repubblica<strong>&lt;/title&gt;</strong><br />
<strong>&lt;link&gt;</strong>http://news.google.it/news/url?sa=T&amp;ct=it/0-0&amp;fd=R&amp;url=http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_3455881.html&amp;cid=1263615727&amp;ei=92pGScbgOJmmwAGz5pzbDg&amp;usg=AFQjCNF0go8PkbUwHKLk9BaKdp8dFCS0hg<strong>&lt;/link&gt;</strong><br />
<strong>&lt;guid isPermaLink=&#8221;false&#8221;&gt;</strong>tag:news.google.com,2005:cluster=http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_3455881.html<strong>&lt;/guid&gt;</strong><br />
<strong>&lt;pubDate&gt;</strong>Mon, 15 Dec 2008 07:37:02 GMT<strong>&lt;/pubDate&gt;</strong><br />
<strong>&lt;description&gt;</strong>&lt;table border=0 width= valign=top cellpadding=2 cellspacing=7&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width=80 align=center valign=top&gt;&lt;font style=&#8221;font-size:85%;font-family:arial,sans-serif&#8221;&gt;&lt;a  href=&#8221;http://news.google.it/news/url?sa=T&amp;ct=it/0i-0&amp;fd=R&amp;url=http://www.instablog.org/ultime/35898.html&amp;cid=1263615727&amp;ei=92pGScbgOJmmwAGz5pzbDg&amp;usg=AFQjCNFqys_EXXw7Kh4xa96o32AB49JHvw&#8221;&gt;&lt;img src=http://news.google.it/news?imgefp=ve3DuBkpQiwJ&amp;imgurl=www.instablog.org/blogpress/art/ultimora/obama.jpg width=80 height=51 alt=&#8221;&#8221; border=1&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=-2&gt;The Instablog&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign=top class=j&gt;&lt;font style=&#8221;font-size:85%;font-family:arial,sans-serif&#8221;&gt;&lt;br&gt;&lt;div style=&#8221;padding-top:0.8em;&#8221;&gt;&lt;img alt=&#8221;&#8221; height=&#8221;1&#8243; width=&#8221;1&#8243;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=lh&gt;&lt;a href=&#8221;http://news.google.it/news/url?sa=T&amp;ct=it/0-0&amp;fd=R&amp;url=http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_3455881.html&amp;cid=1263615727&amp;ei=92pGScbgOJmmwAGz5pzbDg&amp;usg=AFQjCNF0go8PkbUwHKLk9BaKdp8dFCS0hg&#8221;&gt;USA: &lt;b&gt;OBAMA&lt;/b&gt; ANNUNCIA OGGI NOMINE ENERGIA E AMBIENTE&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=-1&gt;&lt;font color=#6f6f6f&gt;La Repubblica -&lt;/font&gt; &lt;nobr&gt;6 ore fa&lt;/nobr&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=-1&gt;Il presidente eletto, Barack &lt;b&gt;Obama&lt;/b&gt;, annuncera&#8217; oggi le nomine del segretario al Dipartimento Energia e dello &#8216;zar&#8217; per l&#8217;Ambiente. Gli annunci, che verranno &lt;b&gt;&#8230;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=-1&gt;&lt;a href=&#8221;http://news.google.it/news/url?sa=T&amp;ct=it/0-1&amp;fd=R&amp;url=http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/12_dicembre/15/usa_obama_incontra_oggi_staff_difesa_e_annuncia_nomine_ambiente,17232675.html&amp;cid=1263615727&amp;ei=92pGScbgOJmmwAGz5pzbDg&amp;usg=AFQjCNHg4RwSRzsrR_uvMvcY3h-S38meRg&#8221;&gt;Usa/ &lt;b&gt;Obama&lt;/b&gt; incontra oggi staff difesa e annuncia nomine ambiente&lt;/a&gt; &lt;font size=-1 color=#6f6f6f&gt;&lt;nobr&gt;Virgilio Notizie&lt;/nobr&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=-1&gt;&lt;a href=&#8221;http://news.google.it/news/url?sa=T&amp;ct=it/0-2&amp;fd=R&amp;url=http://www.agenziami.it/ultime/9415/USA%2BObama%2Bpronte%2Ble%2Bnomine%2Bper%2Bl%2Bambiente/&amp;cid=1263615727&amp;ei=92pGScbgOJmmwAGz5pzbDg&amp;usg=AFQjCNGniMEyAO4lJg5HiWJCKROXee8p_g&#8221;&gt;USA. &lt;b&gt;Obama&lt;/b&gt;, pronte le nomine per l&#8217;ambiente&lt;/a&gt; &lt;font size=-1 color=#6f6f6f&gt;&lt;nobr&gt;(ami) Agenzia Multimediale Italiana&lt;/nobr&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=-1&gt;&lt;a href=&#8221;http://news.google.it/news/url?sa=T&amp;ct=it/0-3&amp;fd=R&amp;url=http://www.instablog.org/ultime/36309.html&amp;cid=1263615727&amp;ei=92pGScbgOJmmwAGz5pzbDg&amp;usg=AFQjCNF64d7ozOXQdd8tBoaRDHWfPlBfsg&#8221;&gt;&lt;b&gt;Obama&lt;/b&gt;: nomine ambiente, oggi gli annunci ufficiali&lt;/a&gt; &lt;font size=-1 color=#6f6f6f&gt;&lt;nobr&gt;The Instablog&lt;/nobr&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font class=p size=-1&gt;&lt;a class=p href=http://news.google.it/news?hl=it&amp;ned=it&amp;ie=UTF-8&amp;ncl=1263615727&gt;&lt;nobr&gt;e altri 4 articoli simili&lt;/nobr&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;<strong>&lt;/description&gt;<br />
&lt;/item&gt;</strong><br />
[...]<br />
<strong>&lt;/channel&gt;<br />
&lt;/rss&gt;</strong></p></blockquote>
<p><span id="more-715"></span><br />
Si può formattare a dovere con un po&#8217; di XSL per pubblicare ad esempio i titoli, rendendoli cliccabili con un link diretto all&#8217;articolo (quello contenuto nel tag &lt;link&gt;).</p>
<blockquote><p>&lt;?xml version=&#8221;1.0&#8243; encoding=&#8221;ISO-8859-1&#8243;?&gt;<br />
&lt;xsl:stylesheet version=&#8221;1.0&#8243; xmlns:xsl=&#8221;http://www.w3.org/1999/XSL/Transform&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:template match=&#8221;/rss&#8221;&gt;<br />
&lt;html&gt;<br />
&lt;head&gt;<br />
&lt;!&#8211;&lt;link href=&#8221;style.css&#8221; rel=&#8221;stylesheet&#8221; type=&#8221;text/css&#8221; /&gt;&#8211;&gt;</p>
<p>&lt;/head&gt;<br />
&lt;body&gt;<br />
&lt;div id=&#8221;logo&#8221; style=&#8221;border-bottom: 1px solid #ccc; margin-bottom: 5px; font-size: 1.2em; font-weight: bold;&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:element name=&#8221;a&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:attribute name=&#8221;href&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select=&#8221;channel/link&#8221; /&gt;<br />
&lt;/xsl:attribute&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select=&#8221;channel/title&#8221; /&gt;<br />
&lt;/xsl:element&gt;<br />
&lt;/div&gt;<br />
&lt;div class=&#8221;Snippet&#8221;&gt;<br />
&lt;ul style=&#8221;list-style: none; margin: 0; padding:0&#8243;&gt;<br />
&lt;xsl:for-each select=&#8221;channel/item&#8221;&gt;<br />
&lt;li&gt;<br />
&lt;xsl:element name=&#8221;a&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:attribute name=&#8221;href&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select=&#8221;link&#8221;/&gt;<br />
&lt;/xsl:attribute&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select=&#8221;title&#8221;/&gt;<br />
&lt;/xsl:element&gt;<br />
&lt;br/&gt;<br />
&lt;small style=&#8221;color: #ccc; text-align: right&#8221;&gt;&lt;xsl:value-of select=&#8221;pubDate&#8221; /&gt;&lt;/small&gt;<br />
&lt;/li&gt;<br />
&lt;/xsl:for-each&gt;<br />
&lt;/ul&gt;<br />
&lt;/div&gt;<br />
&lt;div id=&#8221;footer&#8221; style=&#8221;display: none;&#8221;&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select=&#8221;channel/copyright&#8221; /&gt;<br />
&lt;/div&gt;<br />
&lt;/body&gt;<br />
&lt;/html&gt;<br />
&lt;/xsl:template&gt;<br />
&lt;/xsl:stylesheet&gt;</p></blockquote>
<p>Per semplificare un po&#8217; ho aggiunto qualche regola CSS direttamente in linea, ma nulla vieta di creare un foglio esterno (ho commentato la porzione di codice che richiamerebbe un foglio di stile).<br />
L&#8217;unica vera scocciatura di Google News è che non offre un feed <em>pulito</em>, ma all&#8217;interno del tag &lt;description&gt; inserisce codice html e questo può dare problemi in fase di parsing XML.</p>
<p>Per chi volesse approfondire l&#8217;argomento un buon punto di partenza è <a title="xml - xsl" href="http://xhtml.html.it/guide/lezione/1740/trasformare-xml-introduzione-a-xsl/">questo</a>. Buona lettura.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/12/18/un-po-di-xsl-per-processare-un-feed-di-google-news/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Plugin per monitorare i link in uscita con Google Analytics</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/12/09/plugin-per-monitorare-i-link-in-uscita-con-google-analytics/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/12/09/plugin-per-monitorare-i-link-in-uscita-con-google-analytics/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 23:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[analytics]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[plugin]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Monitorare i link in uscita e i file scaricati dal proprio blog col plugin Google Analytics]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sapere quante persone cliccano sui link che quotidianamente vengono inseriti negli articoli di un blog, quanti se ne vanno seguendo un link che appare nei commenti, quanti sono i click sugli avatar.. è tutto possibile. Avere questi dati direttamente su Google Analytics? Pure. Ci viene in aiuto il plugin <a title="Google analytics for wordpress - plugin" href="http://yoast.com/wordpress/analytics/" target="_blank">Google Analytics for WordPress</a>.</p>
<p>Qualche tempo fa <a title="tracciare i link in uscita" href="http://www.duechiacchiere.it/1095" target="_blank">Camu illustrava</a> un metodo semplice ed efficace per aggiungere questa funzione a un sito web, attraverso un javascript che agisce sull&#8217;<a title="w3c school" href="http://www.w3schools.com/jsref/jsref_onClick.asp" target="_blank">onclick</a>. Lo stesso concetto viene sfruttato da questo plugin, che offre inoltre diverse funzionalità:</p>
<ul>
<li>Si possono monitorare i soli domini sui quali gli utenti vengono indirizzati oppure gli url di destinazione completi</li>
<li>Si può sapere se qualcuno clicca dal testo dell&#8217;articolo, dai link degli autori dei commenti o dal testo dei commenti stessi</li>
<li>Si può monitorare il numero di download dei files che mettiamo a disposizione sul nostro blog, specificandone l&#8217;estensione (.pdf, .zip, .doc, ecc..)</li>
<li>Le parole chiave tramite le quali salvare il numero di click le decidiamo noi, specificando ad esempio la stringa <em>uscenti</em> per i link in uscita dal blog o <em>downloads</em> per i link ai file</li>
</ul>
<p>Non c&#8217;è bisogno di aggiungere nulla al codice, il plugin monitorizza tutto in automatico.<br />
<span id="more-78"></span><br />
<img class="alignnone" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/12/analytics1.png" alt="pannello wordpress" /></p>
<p><strong>Come leggere queste statistiche?</strong><br />
Dal pannello di Google Analytics, sulla sinistra, cliccando su Content e poi su Content Drilldown si apre una schermata dove sono visualizzate tutte le pagine che hanno avuto accessi, divise in base ai criteri che erano stati impostati in precedenza nel pannello di amministrazione del plugin su wordpress.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/12/analytics2.png" alt="analytics - monitoraggio link uscenti" /></p>
<p>Buone statistiche a tutti..</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La paga dei padroni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/11/24/la-paga-dei-padroni/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 00:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[stipendi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli stipendi dei manager italiani sono davvero incredibili, mentre gli stipendi medi dei normali cittadini sono sotto la media europea. Vorrei lavorare da grande in una azienda dove il capo guadagna solo 1 dollaro all'anno.. Google docet.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/paga.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/paga.jpg" alt="La paga dei Padroni" width="250" height="383" /></a></p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/paga.jpg"></a>Ho iniziato a leggere quasi per caso &#8220;La Paga dei Padroni&#8221;, un libro scritto da due rinomati giornalisti (G. Dragoni e G. Meletti) che illustra la tremenda anomalia italiana, dove gli stipendi dei top manager sono altissimi e gli stipendi delle persone <em>normali</em> restano fermi da ormai troppi anni. E&#8217; un tema molto attuale, in tempi di crisi.</p>
<p>Spesso di fronte a parole e sigle inglesi ci si sente inadeguati, eppure l&#8217;economia non dovrebbe essere così astrusa: la matematica è ben più complicata. Il punto di vista degli autori è semplice, non è un libro scandalistico sugli stipendi d&#8217;oro dei banchieri ne sulla casta politica, si cerca invece di analizzare i centri di potere finanziario del capitalismo italiano con un occhio critico. Ho letto le prime venti pagine e già mi sento di consigliarlo.</p>
<p><span id="more-712"></span></p>
<p>Il <a title="Video: La Paga dei Padroni" href="http://pagadeipadroni.dolmedia.tv/" target="_blank">video di presentazione</a> illustra bene i temi del libro, che sono riassunti in questa breve descrizione:</p>
<blockquote><p>I numeri fanno impressione. Mentre la Borsa nel 2007 ha perso l’8 per cento circa, <strong>gli stipendi dei manager sono saliti del 17 per cento</strong>. Idem per il 2006. Lo stipendio di <strong>Alessandro Profumo</strong>, amministratore delegato dell’Unicredit, è cresciuto del 39 per cento (<strong>9 milioni 426mila euro</strong>). Il valore di mercato delle azioni Unicredit è sceso del 17 per cento. Perché?</p>
<p>Non è demagogia. L’economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d’acquisto. È sempre più difficile arrivare alla fine del mese. <strong>E la colpa di chi sarebbe?</strong> Dei dipendenti pubblici, definiti “fannulloni”, dei piccoli imprenditori, tutti evasori, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati.</p>
<p><strong>Manager, banchieri e capitani d’industria restano immuni da responsabilità</strong>. Per loro, se c’è qualcosa che non va è a causa della politica o del mercato internazionale. Ma non è così. Basta vedere quanto guadagnano, e come.</p>
<p><strong>Questo libro mette insieme gli stipendi e le storie della nostra classe dirigente</strong>. Un sistema granitico, di signorie e vassallaggi. I nomi sono sempre gli stessi da anni: Ligresti, Pesenti, Berlusconi, Moratti, Agnelli, Colaninno, Romiti, De Benedetti, Caltagirone, Benetton&#8230; Protagonisti di un sistema che pensa più alla finanza che all&#8217;industria, più a mantenere un sistema di potere che a far prosperare le imprese. <strong>Condottieri di un capitalismo malato</strong>.</p>
<p>E poi c’è <strong>Mediobanca</strong>, l’epicentro del potere finanziario da sempre, la scatola nera del privilegio.<br />
La parola chiave è una sola: <strong>fedeltà</strong>. Allora lo stipendio milionario è assicurato.</p>
<p>Come insegna la saga infinita dei dirigenti pubblici, spostati da una parte all’altra, sempre con <strong>buonuscite record</strong>, e dopo aver accumulato, molto spesso, <strong>perdite disastrose</strong>. E quella dei <strong>capitalisti senza capitali</strong>, che controllano una società con un’altra società, un’altra ancora, un’altra&#8230; Così hanno diritto a pochi dividendi, ma il potere è loro, basta una firma ed ecco che scatta il compenso d’oro. [da chiarelettere]</p></blockquote>
<p>Inizio a leggerlo senza pretese, giusto per capire di più. So che farà male, ma questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore: vorrei lavorare <em>da grande</em> in <a title="Stipendi dei top managers google" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/04/google-stipendio.shtml"><strong>una azienda dove il <em>capo</em> guadagna solo 1 dollaro all&#8217;anno</strong></a>, non tanto perchè è un pirla ma solo perchè è consapevole di averne a sufficienza per mangiare e togliersi qualche soddisfazione.. C&#8217;è sempre tanto da imparare!</p>
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		<title>Google developer day, after.</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/11/08/google-developer-day-after/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 05:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[developer day]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise]]></category>
		<category><![CDATA[google apps]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Developer Day: interessante ma poco italiano. Google è molto forte nel mercato consumer, ma ancora non ha un'offerta appetitosa per il settore enterprise. Google Apps necessita di strumenti per la gestione documentale e il project management.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/immag031.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-707 aligncenter" title="Google Developer Day" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/immag031-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p>Sono andato al <a title="google developer day 2008" href="http://code.google.com/intl/it/events/developerday/2008/home.html" target="_blank">Developer Day 2008</a> di Google, con qualche giorno di ritardo eccomi a buttar giù due righe per farne il resoconto. <strong>Essere ospiti di Google è meraviglioso</strong>, in un <a title="nhow hotel milano" href="http://www.nh-hotels.it/nh/it/hotels/italia/milano/nhow-milano.html" target="_blank">albergo</a> dall&#8217;atmosfera frizzante, tra cibo e gadget il trattamento è degno di una <a title="sharepoint conference" href="http://www.diplod.it/2008/10/09/microsoft-sharepoint-magic-quadrant/" target="_blank">conferenza da 600 euro</a>. Non sono riuscito a seguire tutto ciò che mi interessava perchè sono arrivato tardi e buona parte delle sessioni era già piena (ma le prenotazioni via web no?), comunque ho sentito parlare di <a title="Open Social" href="http://code.google.com/apis/opensocial/" target="_blank">Open Social</a>, delle <a title="Google Data API" href="http://code.google.com/intl/it/apis/gdata/" target="_blank">Google Data API</a> e del <a title="Google web toolkit" href="http://code.google.com/webtoolkit/" target="_blank">Google Web Toolkit</a>. Tutte tecnologie che meriterebbero di essere studiate, ma il tempo è quel che è.. finchè non c&#8217;è l&#8217;esigenza si tengono gli appunti nel cassetto.</p>
<p><strong>L&#8217;impressione generale è di aver assistito a una cosa poco italiana</strong>, gli speaker erano per la maggior parte americani e le sessioni si tenevano in lingua inglese: fin qui poco male, se non per il fatto che mancavano completamente esempi concreti e casi studio su realizzazioni nostrane.</p>
<p><strong>Ero andato principalmente per capire quali fossero i prodotti e le proposte che Google fa nei confronti del mercato aziendale</strong>. Big G è fortissima nell&#8217;offerta all&#8217;utenza consumer, un po&#8217; meno presente nel settore enterprise.</p>
<p><span id="more-706"></span></p>
<p>In passato mi è capitato di valutare i servizi che Google mette a disposizione, più o menu gratuitamente, per le imprese. Ero alle prese con un progetto di intranet aziendale. Chiunque abbia un account Google ha avuto a che fare con GMail, Calendar, Docs e compagnia bella. E&#8217; possibile acquistare tutti questi servizi anche sul proprio dominio: utilizzare GMail su un indirizzo del tipo info@diplod.it e offrire ai propri utenti/dipendenti l&#8217;home page di Google personalizzabile, con tanto di gadget e Google Talk.</p>
<p>Nello specifico, per ciascun utente Google mette a disposizione servizi come:</p>
<p>-Home page personalizzata: si possono personalizzare i colori e il logo, rendendoli conformi allo stile aziendale. Successivamente ogni utente potrà scegliere quali elementi andranno a comporre la propria home page</p>
<p>-GMail: si può utilizzare il funzionale e pratico servizio di email sulle caselle del proprio dominio</p>
<p>-Calendar: il calendario di Google, con utili funzioni per la condivisione e la pubblicazione di eventi e impegni</p>
<p>-Google Docs: documenti di testo, fogli di calcolo, presentazioni. I documenti di Office vanno on-line, in una logica di condivisione e lavoro di gruppo.</p>
<p>-Google Pages: per pubblicare pagine html, servizio rivolto all&#8217;utenza senza alcuna conoscenza di HTML.</p>
<p>-Google Talk: il servizio di messaggeria istantanea di Google. Installando un software simile a skype è possibile chattare ed effettuare chiamate voce con altri colleghi di lavoro. L&#8217;amministratore può decidere se restringere il servizio solo per messaggi interni tra dipendenti oppure se lasciarlo aperto a qualsiasi utente google, anche esterno all&#8217;organizzazione.</p>
<p>All&#8217;epoca feci qualche prova attivando un account per il dominio lab.diplod.it e devo ammettere che rimasi positivamente impressionato. <strong>Non si tratta certo della suite più indicata per realizzare un portale interno nella sua concezione classica</strong>: niente CMS, niente aree riservate o profilazione degli utenti, niente news, forum o wiki. Se c&#8217;è bisogno di questi servizi è d&#8217;obbligo appoggiarsi a piattaforme esterne, da richiamare magari grazie ai feed RSS all&#8217;interno di un gadget dell&#8217;home page.</p>
<p>Cambia la filosofia: <strong>solo una serie di servizi pratici e funzionali, per dotare azienda e dipendenti di strumenti. Sarà poi grazie alla buona volontà dei singoli che si potranno sfruttare al meglio.</strong> Inutile dire che la <strong>cultura aziendale</strong> in questo caso gioca un ruolo fondamentale: è necessaria una fase di &#8220;scolarizzazione&#8221; per far capire all&#8217;utilizzatore finale l&#8217;effettiva innovazione.</p>
<p><strong>Tutte queste cose si pagano?</strong> Esistono due modalità, una gratuita l&#8217;altra a pagamento: 40 euro all&#8217;anno per ogni utente. E&#8217; un costo decisamente sostenibile, che permette di avere il sistema di single sign-on e più spazio per l&#8217;archiviazione della posta elettronica.</p>
<p><strong>Ma al di là della posta, tutto il resto sono giocattoli.</strong> Molto evoluti, ma giocattoli. L&#8217;impressione è che non ci sia ancora, da parte di Google, un&#8217;attenzione notevole nei confronti del mondo enterprise: <strong>quello che manca è un sistema di archiviazione documentale</strong> ordinato e funzionale, che è spesso il centro su cui si basano molti progetti intranet. Quando oltre alla gestione della documentazione viva (quella su cui la gente lavora quotidianamente) ci sarà una strutturata gestione della documentazione statica e magari un accurato <strong>sistemino di gestione progetti</strong>, allora questi giocattoli potrebbero prendere il volo..</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
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		<title>Ho capito perchè Microsoft..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/10/09/microsoft-sharepoint-magic-quadrant/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 07:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
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		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>

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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Ho capito perchè Microsoft compare tra i leader in così tanti &#8220;Magic Quadrant&#8221; di Gartner. Dopo la due giorni alla SharePoint Conference, sono uscito con le idee più chiare, ho capito dove vuole arrivare Microsoft ma soprattutto quali piccole grandi innovazioni stanno dietro a questa piattaforma. Perchè di piattaforma si tratta, SharePoint non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-690 aligncenter" title="sharepoint" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/sp-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><small><br />
[foto <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/yonmacklein/10700151/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Ho capito perchè <strong>Microsoft</strong> compare tra i <strong>leader</strong> in così tanti &#8220;<strong>Magic Quadrant</strong>&#8221; di <a title="Gartner" href="http://www.gartner.com/" target="_blank">Gartner</a>. Dopo la <strong>due giorni alla <a title="Sharepoint conference 2008 - Milano" href="http://blogs.msdn.com/italy/archive/2008/10/06/sharepoint-conference-inside-out.aspx" target="_blank">SharePoint Conference</a></strong>, sono uscito con le idee più chiare, ho capito dove vuole arrivare Microsoft ma soprattutto quali <strong>piccole grandi innovazioni stanno dietro a questa piattaforma</strong>. Perchè di piattaforma si tratta, <a title="microsoft sharepoint" href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointserver/" target="_blank">SharePoint</a> non è solo un sito per la collaborazione targato Office, la sua estendibilità e le sue possibilità di personalizzazione sono talmente tante che ti fanno guardare molto più avanti.</p>
<p>Che io sappia, oggi Microsoft si trova tra i leader in ben 6 dei &#8220;quadranti magici&#8221; di stampo Gartner:</p>
<ul>
<li><a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank">Enterprise Application Servers</a> (figura 1)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for Enterprise Content Management" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol6/article3/article3.html" target="_blank">Enterprise Content Management</a> (figura 2)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for business intelligence platforms" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol7/article3/article3.html" target="_blank">Business Intelligence Platforms</a> (figura 3)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for Horizontal Portal Products" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol6/article2/article2.html" target="_blank">Horizontal Portal Products</a> (figura 4)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for Enterprise Content Management" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol6/article3/article3.html" target="_blank">Enterprise Content Management</a> (figura 5)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for IT Project and Portfolio Management" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/157924.html" target="_blank">IT Project and Portfolio Management</a> (figura 6)</li>
</ul>
<p><span id="more-687"></span><br />
<a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq01.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-691" title="Magic Quadrant 1" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq01-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq02.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-692" title="Magic Quadrant 2" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq02-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq03.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-693" title="Magic Quadrant 3" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq03-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq04.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-694" title="Magic Quadrant 4" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq04-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq05.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-695" title="Magic Quadrant 5" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq05-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq06.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-696" title="Magic Quadrant 6" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq06-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Questi quandranti sono il risultato di ricerche condotte dalla società di consulenza americana Gartner, sono la rappresentazione visuale di ricerche che tentano di mappare il mercato di riferimento, la direzione e i maggiori soggetti che ne fanno parte. I players vengono inquadrati in base a due concetti: &#8220;<strong>capacità di fare</strong>&#8221; e &#8220;<strong>completezza della visione</strong>&#8220;. I leader sono coloro che hanno entrambe queste qualità, chi ha solo la prima è definito <em>challenger</em> (sfidante), chi possiede solo la seconda è tra i <em>visionaries</em> (visionari), poi vengono i <em>niche players</em> (giocatori di nicchia).</p>
<p>Il fatto che Microsoft sia presente tra i <em>leaders</em> in tutti questi studi significa che ha maturato una notevole completezza nella visione e una soddisfacente abilità di fare in svariati settori, che sono bene o male collegati tra loro e descrivono nel loro complesso i maggiori bisogni emergenti delle organizzazioni odierne: portali aziendali, sistemi di project/knowledge management, gestione documentale e collaborazione. In un&#8217;unica parola: SharePoint.</p>
<p>Dopo i due giorni a Milano sono tornato con un sacco di idee, di proposte e possibilità che cercherò di mettere nero su bianco in qualche intervento successivo. Qui vorrei solo aprire una questione: <strong>Google, tanto decantato, è ancora lontano dai sistemi <em>enterprise</em></strong> di ampia visione. Oggi la sua offerta è limitata ai servizi che si rivolgono anche al grande pubblico: GMail, Docs..<br />
Microsoft ha saputo cogliere e tradurre in una piattaforma tante esigenze, e lo sta facendo lasciando a sviluppatori e utenti finali grandi possibilità di personalizzazione. Google ad oggi offre strumenti funzionali e funzionanti, che però non possono essere personalizzati e inseriti in un contesto aziendale che richieda un notevole grado di personalizzazione.</p>
<p><strong>E&#8217; così o è solo una mia impressione?</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Qualche prova con Google Books API</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/23/qualche-prova-con-google-books-api/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[API]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[google books]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo web]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha rilasciato le Google Books Search API: oggi è possibile integrare il visualizzatore di libri made in Google direttamente nei propri siti web. Per gli sviluppatori uno strumento in più.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto mi diverto giocherellando con le <acronym title="Application Programming Interface">API</acronym> di Google. Ultimamente <a title="google books api - google blog" href="http://googleblog.blogspot.com/2008/09/book-search-spreads-its-wings-with-new.html" target="_blank">sul blog ufficiale</a> è stata annunciata l&#8217;uscita delle <a title="API Google Books" href="http://code.google.com/apis/books/" target="_blank">API per Google Books</a>. Per gli <strong>sviluppatori</strong> significa l&#8217;<strong>opportunità di includere un visualizzatore di libri direttamente nel proprio sito web</strong>, penso subito ai siti di <strong>librerie on-line</strong>, <strong>biblioteche</strong>, ma anche piattaforme di <strong>e-learning</strong>. E&#8217; ciò che è successo su famosi siti di vendita libri, come Books-A-Million, dove <a title="books a million - anteprima google" href="http://www.booksamillion.com/product/9780738531366?id=4218541191991" target="_blank">dalla pagina di acquisto</a> è possibile vedere l&#8217;anteprima tramite il lettore di google. Stessa cosa hanno fatto alcuni siti di biblioteche universitarie, come quella della <a title="university of california - google books" href="http://melvyl-test.cdlib.org:8164/googlebooks.html" target="_blank">california</a> o del <a title="university of texas - google books" href="http://catalog.lib.utexas.edu/record=b1742456" target="_blank">texas</a>, e alcuni siti di autori o social network. Un bell&#8217;elenco con riferimenti dai quali prendere spunto si può trovare sul <a title="google books blog" href="http://booksearch.blogspot.com/2008/09/book-search-everywhere-with-new.html" target="_blank">blog ufficiale di Google Books</a>.</p>
<p>Per chi sviluppa siti web, l&#8217;inclusione di un visualizzatore è semplicissima. E&#8217; disponibile un <a title="google books - wizard" href="http://code.google.com/apis/books/docs/preview-wizard.html" target="_blank"><strong>wizard</strong></a> tramite il quale si può <strong>generare in automatico il codice da inserire nell&#8217;HTML</strong>, basta fare un copia&amp;incolla ed il gioco è fatto. Il risultato lo potete vedere qui sotto:</p>
<p><span id="more-683"></span></p>
<p><script src="http://books.google.com/books/previewlib.js" type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript"><!--
GBS_setLanguage('it');
GBS_insertEmbeddedViewer('ISBN:8850326599',600,500);
// --></script></p>
<p>Ma le possibilità di personalizzazione vanno al di là del semplice javascript esterno, gli sviluppatori possono infatti intervenire direttamente sul codice seguento le istruzioni fornite nella <a title="google books api developer guide" href="http://code.google.com/apis/books/docs/viewer/developers_guide.html" target="_blank">pagina di documentazione delle API</a>, che illustra in maniera chiara come utilizzare le API. L&#8217;esempio base si capisce al volo:</p>
<p><code>&lt;!DOCTYPE html "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"<br />
"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"&gt;<br />
&lt;html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;<br />
&lt;head&gt;<br />
&lt;meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8"/&gt;<br />
&lt;title&gt;Google Book Search Embedded Viewer API Example&lt;/title&gt;<br />
&lt;script type="text/javascript" src="http://www.google.com/jsapi"&gt;&lt;/script&gt;<br />
&lt;script type="text/javascript"&gt;<br />
google.load("books", "0");<br />
function initialize() {<br />
var viewer = new google.books.DefaultViewer(document.getElementById('viewerCanvas'));<br />
viewer.load('ISBN:0738531367');<br />
}<br />
google.setOnLoadCallback(initialize);<br />
&lt;/script&gt;<br />
&lt;/head&gt;<br />
&lt;body&gt;<br />
&lt;div id="viewerCanvas" style="width: 600px; height: 500px"&gt;&lt;/div&gt;<br />
&lt;/body&gt;<br />
&lt;/html&gt;<br />
</code></p>
<p>Uno script richiamato nell&#8217;head e un div nel quale caricare il visualizzatore, impostandone le dimensioni. In questo modo si può integrare il lettore direttamente nel proprio layout, i libri da caricare sono identificabili tramite diversi parametri:</p>
<ul>
<li>codice ISBN (come nell&#8217;esempio sopra): è il codice internazionale che identifica una pubblicazione</li>
<li>OCLC: è il numero assegnato da <a title="OCLC" href="http://oclc.org/" target="_blank">OCLC</a> quando il libro viene pubblicato su <a title="worldcat" href="http://www.worldcat.org/" target="_blank">WorldCat</a></li>
<li>LCCN: codice assegnato dal <a title="LCCN - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Library_of_Congress_Control_Number">Library of Congress</a></li>
<li>codice di Google Books Search: sia tramite l&#8217;id univoco che tramite l&#8217;url di visualizzazione del libro su <a title="google books search" href="http://books.google.com/" target="_blank">Books Search</a>.</li>
</ul>
<p>Chi vuole sbizzarrirsi è libero di farlo..</p>
<p>La <strong>digitalizzazione dei libri</strong> da parte di Google partì in sordina tra mille polemiche, oggi invece si rivela in tutta la sua utilità. Se penso alla <a title="biblioteca panizzi - reggio emilia" href="http://panizzi.comune.re.it/" target="_blank">biblioteca cittadina</a>, o ancora meglio alla <a title="biblioteca universitaria - reggio emilia" href="http://www.biblioreggio.unimore.it" target="_blank">biblioteca universitaria</a>; se solo avesse un sito che permetta la consultazione a distanza di un libro a catalogo, sarebbe sicuramente un <strong>valore aggiunto</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ottobre dei grandi eventi: Smau, SharePoint e Google.</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/15/ottobre-dei-grandi-eventi-smau-sharepoint-e-google/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 09:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Conferenze e fiere a Milano: questo ottobre 2008 si preannuncia denso di appuntamenti. Sharepoint conference, SMAU e Google Developer Day, ecco dove vorrei andare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/conferenza.jpg" alt="" width="420" height="315" /><br />
<small>[foto <a title="flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emmeci/2101926108/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Questo <strong>Ottobre</strong> si preannuncia <strong>denso di iniziative</strong>. Ci sono tre conferenze alle quali vorrei partecipare, in rigoroso ordine cronologico:</p>
<ul>
<li><strong><a title="sharepoint conference 2008" href="http://www.sharepointconference.it" target="_blank">Sharepoint Conference 2008</a>: 2-3 Ottobre, Milano</strong><br />
E&#8217; un evento sponsorizzato da Microsoft, per approfondire le conoscenze sull&#8217;ambiente Sharepoint. Qui andrei come giovane studente assetato di sapere. Sharepoint è una piattaforma a mio avviso molto promettente, e vorrei capire come sta evolvendo il mercato e quali sono le reali implementazioni aziendali. L&#8217;evento è a pagamento, ahimè, non è neppure a basso costo: 720 euro per gli ultimi arrivati (648 euro per chi si iscrive entro domani). Ma per fortuna ho trovato chi mi finanzia (grazie università)..</li>
<li><strong><a title="SMAU" href="http://www.smau.it/" target="_blank">SMAU 2008</a>: 15-18 Ottobre, Milano</strong><br />
E&#8217; un classico del settore IT, la fiera per eccellenza in Italia. Da un paio di anni ha sposato una linea  rivolta al settore aziendale, decisamente più interessante rispetto agli anni in stile futurshow dove vallette improvvisate lanciavano gadget dal palco di Virgilio..<br />
E&#8217; già possibile fare la preiscrizione, dove verrà chiesto di indicare il settore aziendale e le tematiche che maggiormente ci interessano, per essere avvisati circa i workshop attinenti alle nostre scelte.<br />
Anche in questo caso non si tratta di evento gratuito, ma il costo è decisamente sostenibile: 15 euro.</li>
<li><strong><a title="Google developer day" href="http://code.google.com/intl/it/events/developerday/2008/home.html" target="_blank">Google Developer Day 2008</a>: 21 Ottobre, Milano</strong><br />
Questo è l&#8217;evento decisamente più frizzante dei tre, quello per il quale potrei barattare anche l&#8217;anima. Scherzo, ma il fatto che gli inviti siano su selezione mi fa bramare ardentemente. E&#8217; un evento completamente gratuito, al quale sono invitati gli sviluppatori web interessati alle tecnologie Google.<br />
Ci si può registrare, per poi attendere la disponibilità. <strong>Io ci spero</strong>. Ricordo i <a title="napolux - google 2007" href="http://www.napolux.com/2007/10/04/google-web-masterminds-il-giorno-dopo/" target="_blank">commenti positivi</a> di chi ha partecipato lo scorso anno, e stavolta non me lo lascio scappare.. Ma qualcuno di voi ha già ricevuto conferme?</li>
</ul>
<p>Nel frattempo, mi preparo consultando gli <a title="trenitalia" href="http://www.ferroviedellostato.it/" target="_blank">orari su trenitalia</a>: la patria delle conferenze sembra essere senza ombra di dubbio Milano. Per me va più che bene, decisamente comoda rispetto a Roma. :)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mediaset denuncia, Youtube e Google innovano</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/08/05/mediaset-denuncia-youtube-e-google-innovano/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 10:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediaset fa causa a Youtube, intanto Google annuncia la trasmissione delle olimpiadi in 75 Paesi e investe in innovazione: da oggi è disponibile la programmazione delle sale cinema.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torni dalle vacanze e ti trovi ciò che non ti aspetti: anche l&#8217;<a title="Mediaset su RWW" href="http://www.readwriteweb.com/archives/italian_tv_company_mediaset_su.php" target="_blank">Italia fa notizia all&#8217;estero</a>! <strong>Mediaset fa causa a YouTube</strong>. A parte il fatto che un video di Mai Dire Banzai o de Le Iene non può che far onore a <a title="Italia1" href="http://www.italia1.mediaset.it/" target="_blank">Italia1</a>, ma da oggi anche Mediaset è nell&#8217;elenco degli <strong>ottusi</strong>: la ragione ufficiale è che i nostri occhi, catturati dai video del portale controllato da Google, non possono più guardare la pubblicità trasmessa via etere. <a title="Punto Informatico - Mediaset e youtube" href="http://punto-informatico.it/2375765/PI/News/mediaset-youtube-ci-risarcisca-una-barca-denaro.aspx" target="_blank">Non è uno scherzo</a>, la particolarità della causa intentata a YouTube sta nel fatto che vengono calcolati i mancati introiti derivanti dalle 315.672 giornate &#8220;alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito&#8221;. Ciò che spaventa non sono i 500 milioni di euro chiesti come risarcimento, ma il fatto che abbiano <strong>pagato profumatamente qualche legale</strong> per scoprire che ci sono &#8220;almeno 4.643 filmati di nostra proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti&#8221;.</p>
<p><span id="more-612"></span></p>
<p>Già, la gente guarda la tv, alla gente piace rivedere gli spezzoni più belli (o più brutti, dipende dai gusti) e poi finisce per caricarli su youtube. Sarò malato, ma secondo me <strong>non fanno altro che accrescere la popolarità dell&#8217;emittente</strong>. Perchè in fondo non è un prendere e rubare, ma un prendere e pubblicare: il marchio di Canale 5 resta ben evidente in basso a destra! Non si tratta di un libro, copiato e pubblicato senza citare l&#8217;autore, ma di una registrazione mostrata agli amici. Non sono un giurista, ma so perfettamente che il buon senso non si rispecchia quasi mai nelle leggi sul diritto d&#8217;autore. Probabilmente Google dovrebbe riconoscere parte degli introiti di YouTube generati coi video appartenenti alle amittenti.. Penso soprattutto a <strong>MTV</strong> (Viacom ha una causa avviata a sua volta).</p>
<p>Come fare? Bella domanda. Ma una cosa è certa: mentre qualcuno <strong>spende soldi per costruire una vertenza legale</strong>, qualcun&#8217;altro li investe meglio e <a title="youtube trasmette le olimpiadi" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Sport/2008/olimpiadi-pechino/news/olimpiadi-online-youtube.shtml" target="_blank">annuncia</a> che garantirà la <strong>copertura dei giochi olimpici nei Paesi dove le emittenti televisive non hanno acquistato i diritti</strong>. In India, Nigeria e altri 75 Paesi tra Africa, Asia e Medio Oriente sarà possibile seguire i giochi su YouTube. Per la prima volta nella storia delle olimpiadi, ci sarà un canale &#8220;olimpico&#8221; per il quale gli organizzatori potranno produrre contenuti e spezzoni di 10 minuti l&#8217;uno.<br />
Inoltre, notizia freschissima: da oggi su Google si possono fare <a title="Programmazione cinema su Google" href="http://googleitalia.blogspot.com/2008/08/una-chicca-per-gli-amanti-del-cinema.html" target="_blank">ricerche sulla programmazione delle sale cinematografiche</a>. Basta scrivere &#8220;cinema reggio emilia&#8221; nella casellina di ricerca..</p>
<p>Gli <strong>analisti finanziari</strong> dicono che sia proprio attraverso la costante innovazione e introduzione di servizi che Google attrae investimenti e si fa bello con gli azionisti. Sempre gli analisti, attentissimi al gossip, avrebbero rilevato che dopo la notizia della causa a Youtube le azioni Mediaset hanno subito un lieve incremento (vedia grafico sotto, preso da Google Finance. La bandierina con la &#8220;B&#8221; indica il momento in cui è uscita la notizia).</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/mediaset-finance.png"><img class="alignnone size-full wp-image-614" title="mediaset-finance" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/mediaset-finance.png" alt="" width="500" height="285" /></a></p>
<p>Da notare che poi sono ricrollate come prima. Forse invece di assumere qualche legale in più era meglio <strong>investire sui giornalisti di <a title="Studio Aperto" href="http://odiostudioaperto.blogspot.com/" target="_blank">Studio Aperto</a>?</strong> Anche <a title="Del Debbio" href="http://odiodeldebbio.splinder.com/">Del Debbio</a> potrebbe essere d&#8217;accordo con me.. (date un occhiata ai link, meritevoli, ndr).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Incantevoli pianoforti e tecnologiche star</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/07/15/incantevoli-pianoforti-e-tecnologiche-star/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 08:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le varie forme di espressione artistica, la musica è quella che più mi sconvolge. La musica è transitoria, svanisce nel nulla dopo pochi minuti e a volte lascia l’amaro in bocca, un quadro invece puoi guardarlo finchè non ti senti appagato: ci sono melodie che vorresti interminabili. Ebbene, ho scoperto un artista quasi per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le varie forme di espressione artistica, la <strong>musica</strong> è quella che più mi sconvolge. La musica è transitoria, svanisce nel nulla dopo pochi minuti e a volte lascia l’amaro in bocca, un quadro invece puoi guardarlo finchè non ti senti appagato: ci sono melodie che vorresti interminabili.</p>
<p>Ebbene, ho scoperto un artista quasi per caso: <strong>Ettore Giuradei</strong> (<a title="ettore giuradei" href="http://www.ettoregiuradei.it/" target="_blank">sito ufficiale</a>, <a title="ettore giuradei - myspace" href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&amp;friendid=174581799" target="_blank">myspace</a>). Un <strong>pianoforte minimale</strong> e ritmi tra il folk e il rock. <strong>Arrangiamenti meravigliosi</strong> che fanno da cornice a <strong>testi</strong> tremendamente <strong>originali</strong>,  tanto da farti scordare che esiste Gigi D’Alesssio.<br />
Sono artisti fuori dal circuito, che ho sentito quasi per caso in un concerto all’aperto, e subito ho acquistato l’album. Autoprodotti, registrazioni fatte in casa ma una vena musicale molto più meritevole di tanta spazzatura propinata da MTV. E la notizia di questi giorni erano le folle di ragazzine al concerto dei Tokio Hotel. Certe cose fanno riflettere..</p>
<p>La notizia del giorno è invece quella dell’<a title="google-radiohead" href="http://googleitalia.blogspot.com/2008/07/niente-luci-n-telecamere-solo-dati.html" target="_blank">accordo Google-Radiohead</a>. Dal Blog ufficiale quelli di bigG hanno annunciato di aver stretto un accordo con la famosa band per pubblicare on-line il lavoro del nuovo video, realizzato interamente senza telecamere, ma con l’ausilio di tecnologie per la cattura di immagini in 3D: <a title="geometric informatics" href="http://www.geometricinformatics.com/" target="_blank">Geometric Informatics</a> e <a title="velodyne LIDAR" href="http://www.velodyne.com/lidar/" target="_blank">Velodyne LIDAR</a>.</p>
<blockquote><p>I sistemi di scanning di Geometric Informatics producono luci strutturate in modo da catturare le immagini in 3D con grande precisione, mentre il Velodyne Lidar è un sistema che usa molteplici radar finalizzati a rendere vasti ambienti e paesaggi. In questo video tutte le immagini sono state realizzate utilizzando 64 laser in rotazione di 360°, 900 volte al minuto.</p></blockquote>
<p>Per chi fosse curioso: <a href="http://code.google.com/creative/radiohead/">http://code.google.com/creative/radiohead/</a></p>
<p>Da qui è possibile prendere confidenza con le tecnologie utilizzate e vedere i risultati ottenuti. Dopo il <a title="tour basso impatto ambientale" href="http://www.consapevolmente.org/site/modules/news/article.php?storyid=287" target="_blank">tour a basse emissioni</a> (idea peraltro seguita anche da Jovanotti), ora i radiohead se ne escono con questa trovata.<br />
<strong>Marketing sapiente o amanti di tecnologia e ambiente?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Istant Messaging e reperibilità: rispondere anche nel sonno..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/05/20/istant-messaging-e-reperibilita-rispondere-anche-nel-sonno/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 23:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia e VoIP]]></category>
		<category><![CDATA[gtalk]]></category>
		<category><![CDATA[instant messaging]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi]]></category>
		<category><![CDATA[skype]]></category>

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		<description><![CDATA[[Foto Flickr] L’istant messanging deve diventare uno strumento di lavoro o un giochino da aprire nei momenti di relax? E’ giusto essere reperibili a tutte le ore in qualsiasi giorno della settimana? Ai fini della produttività, qual è il corretto equilibrio? Ci sono aziende che bloccano la chat su gmail, altre che spingono i propri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img ALT="Lettere" SRC="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/parole.jpg" /><br />
<small>[<a TITLE="foto flickr" TARGET="_blank" HREF="http://www.flickr.com/photos/ilriccio/129982325/">Foto Flickr</a>]</small></p>
<p>L’istant messanging deve diventare uno <strong>strumento di lavoro</strong> o un <span CLASS="Apple-style-span" STYLE="font-weight: 700">giochino</span> da aprire nei momenti di relax? E’ giusto essere <span CLASS="Apple-style-span" STYLE="font-weight: 700">reperibili a tutte le ore</span> in qualsiasi giorno della settimana? Ai fini della <strong>produttività</strong>, qual è il corretto <strong>equilibrio</strong>? Ci sono aziende che bloccano la chat su gmail, altre che spingono i propri dipendenti ad utilizzare skype. Non c’è una risposta universale, ognuno probabilmente interpreta la questione a suo modo. Questa è una <strong>riflessione</strong> che faccio dopo aver letto di due iniziative diverse nella sostanza, ma comuni nell’intento.</p>
<p><a TARGET="_blank" TITLE="google talk sul blog" HREF="http://www.duechiacchiere.it/924">Camu parla</a> dell’ultimo simpatico gadget di casa Google: la possibilità di inserire sul proprio sito web una mascherina dalla quale i visitatori possono contattarci direttamente su <a TARGET="_blank" TITLE="gtalk" HREF="http://www.google.com/talk/intl/it/">GTalk</a>. Per chi non lo sapesse, GTalk è l’istant messanger di Google messo a disposizione per chiunque abbia un account gmail.<br />
Una volta copiato il codice html all’interno delle proprie pagine web, chiunque passi di lì potrebbe inviarci un messaggio e contattarci direttamente in chat. Una sorta di citofono del web, a cui già <a TARGET="_blank" TITLE="sitofono" HREF="http://www.sitofono.com/it/">qualcun altro aveva pensato (sitofono)</a>, fondando una startup tutta italiana. L’idea non è poi così malvagia, è una replica virtuale di ciò che già accade nel mondo reale: una vetrina e la porta di ingresso.</p>
<p><span id="more-560"></span></p>
<p>Altra bizzarra iniziativa, puramente pubblicitaria, è <a TITLE="skype nomad tour" TARGET="_blank" HREF="http://share.skype.com/sites/nomad/">quella di skype</a> (<a TARGET="_blank" TITLE="napolux - skype" HREF="http://www.napolux.com/2008/05/19/skype-nomad-tour/">ne parla Napolux in questo post</a>). Manderanno una folle quanto ignara ragazza in giro per il mondo con un <strong>cellulare skype</strong>, chiunque potrà contattarla e parlare con lei, dovunque si trovi.  Il messaggio che passa è chiaro: skype può <strike>in</strike>seguirti su tutta la terra. Che sia giorno o notte poco importa.<br />
Per i più curiosi passerà da <strong>Venezia il 3 giugno</strong> e in quell’occasione potrete avvicinarla per leggere il livello di stress che avranno accumulato i suoi occhi.</p>
<p>Prima era il telefono, poi il cellulare, oggi la messaggeria istantanea. Ci avviciniamo sempre più alla cosa unica: skype vorrebbe essere concorrente delle compagnie telefoniche (e forse lo è già). Ma in questo processo cadono le barriere:  telefonare non è come mandare una mail, presuppone un contatto diretto.. I <strong>rapporti personali</strong> si mischiano a quelli <strong>lavorativi</strong>, così ti ritrovi in conferenza con gli amici in una finestra, a organizzare la serata con la morosa in un’altra finestra e il cliente che ti chiede una modifica in un’altra ancora.</p>
<p>Io sento il bisogno di filtrare, di essere <strong>meno interrotto</strong> ma allo stesso tempo<strong> più presente</strong>. Come fare? Al momento non ho una risposta esaustiva: ma questo Google Talk Chatback Badge lo voglio proprio provare.. Almeno nella pagina dei <a TITLE="contatti diplod" HREF="http://www.diplod.it/contatti/">contatti</a>.</p>
<p>Nel frattempo, aspetto un software che mi permetta di gestire contatti e priorità, quello che gli anglosassoni sarebbero bravissimi a battezzare come PRM – Personal Relationship Management.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Motore di ricerca ecologico o alternativo?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/05/13/motore-di-ricerca-ecologico-o-alternativo/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 13:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[ecocho]]></category>
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		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[[Fonte: Flickr] Il mondo dei motori di ricerca è sempre stato in fermento, puntualmente arriva sulla piazza qualche nuovo attore: c&#8217;è chi pianta alberi e chi si propone come alternativo. Su una cosa però non si discute: i risultati di Google restano in assoluto i migliori, in quanto a pertinenza ed efficacia. Lo dico all&#8217;inizio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/lente.jpg" alt="Lente" /><small><br />
[Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/boadiceafairy/394339729/" title="foto flickr" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Il mondo dei motori di ricerca è sempre stato in fermento, puntualmente arriva sulla piazza qualche nuovo attore: c&#8217;è chi <strong>pianta alberi</strong> e chi si propone come <strong>alternativo</strong>. Su una cosa però non si discute: i risultati di Google restano in assoluto i migliori, in quanto a pertinenza ed efficacia. Lo dico all&#8217;inizio onde evitare incomprensioni, parlerò di due motori che seguo con molta curiosità, ma che ancora non mi danno quella garanzia a cui mi ha abituato big G. Non si tratta di novità assolute, qualcuno nè avrà già sentito parlare. Dopo qualche mese di attività mi sembra opportuno diffondere la voce e articolare un brevissimo ragionamento.<a href="http://www.ecocho.it/" target="_blank" title="ecocho"><strong>Ecochò</strong></a> si propone come <strong>motore di ricerca ecologico</strong>. Fornisce i risultati di <strong>Yahoo</strong>, su cui si appoggia, ma li visualizza sotto la propria veste. Ecco come si presenta:</p>
<blockquote><p> Ecocho utilizza le ricerche web per promuovere progetti per la crescita di alberi (e in generale per la riduzione di anidride carbonica). Generiamo fondi attraverso la pubblicità, che utilizziamo per acquistare buoni “carbon offset”. Tali buoni ci consentono (anche a voi, naturalmente) di contribuire con denaro contante alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>). Stimiamo che per ogni 1000 ricerche su ecocho aiuteremo ad eliminare una tonnellata di CO<sub>2</sub> dall’atmosfera.Il punto cruciale: se le persone utilizzano Ecocho come motore di ricerca doneremo denaro a favore della messa a dimora di alberi. Gli alberi immagazzinano CO<sub>2</sub> ed emettono ossigeno, aiutando l’ambiente a ridurre i livelli di inquinamento da anidride carbonica.</p></blockquote>
<p><span id="more-550"></span></p>
<p>E&#8217; localizzato in <strong>italiano</strong> e offre tutti quei <a href="http://www.ecocho.it/lang_it/ecocho-tools.php" target="_blank" title="ecocho tools">gadget</a> che un moderno motore di ricerca deve avere: barra per firefox o IE, servizi social e quant&#8217;altro. Per chi vuole approfondire, questo è il <a href="http://www.ecocho.it/blog.php" target="_blank" title="ecochò blog">blog ufficiale</a>. Il progetto è nato in Australia e si è espanso notevolmente, è stato tradotto in 12 lingue e oggi dichiara di aver contribuito alla posa di <strong>4484 alberi</strong>.</p>
<p>I risultati forniti sulle ricerche sono certamente validi, sono infatti gli stessi di Yahoo; i fattori motivanti per l&#8217;utilizzo di questo motore sono principalmente i fini ecologici. Esiste anche una pagina dalla quale è possibile vedere le <a href="http://www.ecocho.it/lang_it/find_our_trees.php" target="_blank" title="foto alberi ecocho">foto degli alberi piantati</a>. Non sarà di certo ecochò a risolvere il problema della CO2, ma l&#8217;iniziativa mi sta simpatica.</p>
<p>Altro progetto interessante è <a href="http://search.wikia.com/" target="_blank" title="Wikia Search">WikiaSearch</a>, il motore voluto dal fondatore di wikipedia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Wales" title="Jimmy Wales">Jimmy Wales</a>. L&#8217;algoritmo che sta alla base del motore è aperto, il codice è consultabile da tutti. Si tratta di una decisione nettamente in controtendenza, basti pensare alla prodenza e alla segretezza con cui è custodito l&#8217;algoritmo di Google.</p>
<p>WikiaSearch utilizza il crawler <a href="http://search.wikia.com/wiki/Grub" title="Grub" target="_blank">Grub</a>. Si tratta di un <strong>software distribuito</strong>, <a href="http://grub.org/" title="grub" target="_blank">scaricabile da ogni utente</a>, che utilizza il pc quando  è in pausa per scandire la rete in cerca di nuove pagine web. Tutti i dati raccolti vengono poi inviati in un secondo momento al server centrale per l&#8217;indicizzazione sul motore di ricerca. Grub è un progetto avviato nel 2000, acquistato da LookSmart nel 2003 per più di 1 milione di dollari, ha subito un momento di stop nel 2005 poi nel 2007 è diventato <strong>open source</strong> ed è ricominciato lo sviluppo.</p>
<p>WikiaSearch, nonostante sia uscito ufficialmente a gennaio 2008, è ancora misero nei risultati restituiti. L&#8217;idea alla base è che i risultati vengano &#8220;filtrati&#8221; dagli utenti. Sono le <strong>persone</strong> che devono <strong>discutere e proporre i risultati migliori</strong>. Sono convinto che l&#8217;idea sia vincente, quella del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_search" title="social search" target="_blank">social search</a> è la direzione verso cui si stanno muovendo in tanti, ma bisogna saper bilanciare correttamente i suggerimenti umani con gli algoritmi delle macchine.</p>
<p>Personalmente ogni giorno mi trovo a fare diverse decine di ricerche sul web. Dalle teorie più difficili fino al numero di telefono della pizzeria con consegna a domicilio.. Se <a href="http://www.google.it/search?q=pizzeria+sorriso+rubiera&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su Google</a> mi trovo il numero direttamente in prima pagina, con tanto di mappa: senza nemmeno un clic ho subito a disposizione l&#8217;informazione che cercavo. Se <a href="http://www.ecocho.it/yahoo/search.php?q=pizzeria+sorriso+rubiera&amp;page=1&amp;type=web" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su Ecocho</a> ottengo un sacco di risultati, per nulla pertinenti. Se <a href="http://re.search.wikia.com/search#pizzeria%20sorriso%20rubiera" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su WikiaSearch</a> non ottengo risultati.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/motori.png" alt="Risultati ricerca" /></p>
<p>Sinceramente, <strong>sareste disposti a cambiare motore di ricerca a queste condizioni?</strong> <strong>Che osa deve avere un motore per essere davvero in grado di convincervi? Contano di più i risultati o il contorno?</strong><br />
Io credo di avere già risposto..</p>
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