<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>diploD &#187; open innovation</title>
	<atom:link href="http://www.diplod.it/tag/open-innovation/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diplod.it</link>
	<description>by Davide Del Monte</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Feb 2015 14:26:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.9.40</generator>
	<item>
		<title>Tra convegni e presentazioni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 00:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Chesbrough]]></category>
		<category><![CDATA[convegni]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[web20]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/</guid>
		<description><![CDATA[Gli ultimi giorni li ho passati di corsa, ancora non avevo trovato il tempo per tirare le somme circa due incontri ai quali ho partecipato. Il convegno sull&#8217;enterprise 2.0 a Milano e la presentazione del libro &#8220;Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione&#8221; a Firenze. Il 12 Marzo, presso il politecnico di Milano, ero al convegno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi giorni li ho passati di corsa, ancora non avevo trovato il tempo per tirare le somme circa due incontri ai quali ho partecipato. Il convegno sull&#8217;enterprise 2.0 a Milano e la presentazione del libro &#8220;Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione&#8221; a Firenze.</p>
<p><strong>Il 12 Marzo, presso il politecnico di Milano, ero al convegno organizzato dall&#8217;osservatorio Enterprise 2.0</strong>. Al termine è stato consegnato a tutti i partecipanti il rapporto 2008 che evidenzia i risultati delle ricerche dell&#8217;osservatorio.</p>
<blockquote><p> La Ricerca ha previsto lo sviluppo di 70 studi di caso di imprese e Pubbliche Amministrazioni tra le più significative del nostro Paese, nonché l’analisi delle strategie tecnologiche dei principali vendor di tecnologia. Infine è stata realizzata una survey che ha coinvolto 65 Chief Information Officer (CIO) e ha permesso di comprendere la visione che i responsabili della direzione Sistemi Informativi hanno di questo fenomeno e dei suoi possibili impatti sul ruolo del CIO e, più in generale, sulla Governance dell’ICT all’interno dell’organizzazione.</p></blockquote>
<p>La parte più interessante è stata senza dubbio quella di presentazione della ricerca, da parte di Mariano Corso e Stefano Mainetti. Una presentazione curata e ricca di spunti, che evidenzia il fiorire di bisogni emergenti da parte dei &#8220;lavoratori&#8221; di oggi: <strong>appartenenza aperta, social networking, conoscenza in rete, collaborazione emergente, riconfigurabilità adattativa, global mobility</strong>.<br />
Definizioni che probabilmente dicono poco se lette così in fretta, ma che sono esaustivamente trattate e approfondite nel report, <a href="http://www.osservatori.dig.polimi.it/archivioReportGenerale.php" title="Archivio Report Politecnico" target="_blank">liberamente scaricabile da qui</a> previa registrazione. Oltre a questa ricerca, dal sito è possibile avere accesso anche agli altri report riguardanti i convegni passati. Materiale interessante.</p>
<p><span id="more-515"></span></p>
<p>Nella seconda parte della mattina sono stati presentati diversi casi aziendali. Alcuni decisamente poco centrati, come la community per i venditori tim; altri invece decisamente appassionanti. Cito solamente quello di <strong>Banca Intesa Sanpaolo</strong>, che ha sviluppato internamente, grazie alla Direzione Sistemi Informativi,  una piattaforma dove sperimentare e promuovere strumenti web 2.0 in ambito Intranet per migliorare la comunicazione interna e la capitalizzazione della conoscenza. Non si tratta solo di wiki e blog, naturalmente presenti, ma di un ambiente in <strong>stile SecondLife</strong> dove gli avatar dei dipendenti si incontrano per riunioni di lavoro.<br />
Cosa che ha suscitato qualche sorriso, ma quando il relatore ha spiegato che oltre ad essere uno strumento inerno potrebbe diventare qualcosa di utilizzabile per i clienti le espressioni si son fatte più serie. Piacevolmente stupito, certo è che per sviluppare internamente strumenti simili servono ingenti capitali e forza lavoro, che una banca come Intesa SanPaolo non si fa mancare.</p>
<p>Molto meno coinvolgente è stata invece la tavola rotonda con i principali player del settore, nomi di tutto rispetto: <strong>Microsoft, IBM, SAP, Google, YooPlus</strong>.. Tutti avevano le soluzioni chiavi in mano per l&#8217;enterprise 2.0, ma non si è capito bene quali fossero. A parte <a href="http://www.google.it/services/" title="Google - soluzioni per aziende" target="_blank">Google</a> e <a href="http://www.yooplus.com/" title="Yooplus" target="_blank">YooPlus</a>, di cui si conoscono i servizi, per gli altri era più che altro una occasione per esserci, più che per proporre.</p>
<p><strong>Il 18 marzo invece ero a Firenze</strong>, per assistere alla presentazione del libro &#8220;<a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-chesbrough_henry/sku-12787572/open_modelli_di_business_per_l_innovazione_.htm" title="Open. Modelli di business per l'innovazione" target="_blank">Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione</a>&#8221; di <a href="http://www.haas.berkeley.edu/faculty/chesbrough.html" title="chesbrough" target="_blank"><strong>Henry Chesbrough</strong></a>, californiano occhialuto che ha sposato la causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_innovation" title="Open Innovation - Wikipedia" target="_blank">Open Innovation</a> diventando il guru mondiale di una &#8220;disciplina&#8221; che in fondo non ha nulla di veramente innovativo. Il paradigma della open innovation prevede che ci siano uno scambio con l&#8217;ambiente esterno all&#8217;azienda per tutto ciò che riguarda i progetti di ricerca, così come la conoscenza o le persone.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/03/open-innovation.jpg" alt="Open Innovation" /></p>
<p>In buona sostanza, per innovare bene non ci si può chiudere in casa. Il merito di Chesbrough è semplicemente quello di aver coniato il termine giusto per descrivere un concetto quasi scontato, almeno per chi è nato con internet.</p>
<p>La lezione del professore è stata interessante, anche se come esempio di open innovation ha portato il solito &#8220;caso Ryanair&#8221;. Molto noioso invece tutto il contorno, dai saluti della presidentessa di Confindustria Toscana (sparita subito dopo l&#8217;intervento) all&#8217;introduzione del rettore della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna. Così come gli interminabili interventi delle aziende partner/sponsor dell&#8217;evento. Tanto per citare i tre casi più emblematici:</p>
<ol>
<li>I servizi premium vodafone per il telefonino: qualcuno crede davvero che giochi java e suonerie siano il business del futuro?</li>
<li>Trenitalia: non è per fare ironia, ma si fa veramente fatica a credere ai modelli di open innovation di una azienda che ancora non ha risolto problemi macroscopici come quelli dell&#8217;efficienza.</li>
<li>Damiani gioielli: il fattore fortemente innovativo era quello di aver scelto celebrità e importanti personalità come testimonial, mentre si combattevano i copioni. Appunto, open innovation..</li>
</ol>
<p>La <strong>morale</strong> è che questi incontri sono interessanti, ma se c&#8217;è da programmare il ritorno in treno nessuna paura se si perdono i pistolotti degli sponsor. Capisco le logiche di lobby, ma gli interventi (soprattutto quelli lunghi e fuori tempo massimo) sminuiscono il valore &#8220;scientifico&#8221; delle conferenze.<br />
Resta il fatto che entrambe le occasioni sono state fonte di spunti e momenti utili per imparare qualcosa. Promosse entrambe, con riserva. <strong>Qualcun altro c&#8217;era? Impressioni?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
