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	<title>diploD &#187; privacy</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Quando i software non volevano le statistiche</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 23:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho cambiato pc, un ottimo hp in edizione speciale, ne vado fiero. Sono stato costretto a prenderlo da MediaWorld, quando in genere, a parità di prezzo, preferisco fare acquisti dalle catene italiane come Comet. Questione di pattriottismo, i tedeschi della grande distribuzione non mi stanno simpatici. Succede anche a voi? Ho reinstallato con calma i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/privacy.jpg" alt="privacy" /></p>
<p>Ho cambiato pc, un ottimo hp in edizione speciale, ne vado fiero. Sono stato costretto a prenderlo da MediaWorld, quando in genere, a parità di prezzo, preferisco fare acquisti dalle catene italiane come Comet. Questione di pattriottismo, i tedeschi della grande distribuzione non mi stanno simpatici. Succede anche a voi?</p>
<p>Ho reinstallato con calma i vari software, più o meno indispensabili. Circa la metà di essi, in fase di installazione, chiede il permesso di inviare <strong>statistiche anonime</strong> e indiscrete sulle modaltà di utilizzo. Insopportabile! Una volta esistevano i forum e i luoghi idonei per segnalare problemi e suggerire migliorie, adesso tutti quanti vogliono raccogliere i dati sul modo in cui uso questo o quell&#8217;altro programma. Esempi? <a href="http://www.mozilla-europe.org/it/products/firefox/" title="firefox" target="_blank">Firefox</a>, <a href="http://www.songbirdnest.com/" title="songbird" target="_blank">Songbird</a>, <a href="http://earth.google.com/intl/it/" title="google earth" target="_blank">Google Earth</a>, <a href="http://www.skype.com/intl/it/" title="skype" target="_blank">Skype</a>.. Sono solo quelli che mi ricordo. Basta selezionare &#8220;no&#8221; e non avremo di che preoccuparci.</p>
<p><span id="more-460"></span></p>
<p>Ma <strong>fino a che punto</strong> è giusto &#8220;usare&#8221; gli utenti per migliorare i software/servizi? La maggior parte di questi programmi sono gratuiti, eppure funzionano meravigliosamente. Oggi alla fine di una chiamata skype mi è apparsa una finestrella che chiedeva di dare un giudizio alla qualità dell&#8217;audio della conversazione. Queste informazioni saranno certamente utilizzate per migliorare le prestazioni, <strong>gli utenti finali ne trarranno giovamento</strong>.</p>
<p>Forse dovrei smetterla di preoccuparmi della <strong>privacy</strong>, in fondo è come un cameriere al ristorante che ti chiede se il piatto era buono. Con l&#8217;unica differenza che è più facile rispondere di no quando c&#8217;è da cliccare un bottone.</p>
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		<title>Come e perchè puoi dialogare con una scatola di pomodori</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 03:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un <strong>piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio</strong>. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le fa pagare circa 8 centesimi in più. Durante la produzione, sulle scatolette vengono inseriti alcuni dati, come la data di produzione, il numero identificativo e altri dettagli..</p>
<p>Una volta realizzate queste scatolette viaggiano in tutta Europa. Un lotto di esse viene spedito in Italia presso una ditta di confezionamento per passate di pomodoro. In questa ditta, durante il processo di confezionamento, sulle scatolette vengono aggiunti alcuni dati:<strong> é stata riempita con pomodori italiani, che hanno una precisa data di confezionamento e una data di scadenza</strong>.</p>
<p>Una di queste scatolette viene esportata in USA. Quando viene spedita <strong>i suoi dati vengono tradotti dall&#8217;italiano all&#8217;inglese</strong>. Dopo un breve tempo in un magazzino finisce sugli scaffali di un supermarket. Nel supermarket questa eredita altre informazioni, come il prezzo di vendita e la data in cui è stata riposta sullo scaffale. A un certo punto <strong>la dispensa di un cliente sa che deve ordinare una scatola di pomodori e una di queste sarà inviata a casa tua alla prossima consegna</strong>. Prima che la scatoletta lasci il negozio, il supermarket legge le informazioni necessarie per il suo inventario.</p>
<p><span id="more-482"></span></p>
<p>Qualche settimana dopo sei al lavoro sulla tua scrivania e stai pensando alla cena, decidi che stasera cucinerai per una cenetta romantica. Dai un occhio alle ricette, ne scegli una, e controlli che nella tua dispensa ci sia tutto il necessario. <strong>I tuoi pomodori si sono allegramente registrati da soli quando sono arrivati nella dispensa, quindi lei è in grado di indicarti che tutto ciò di cui hai bisogno è un po&#8217; di basilico fresco, </strong>puoi fermarti a prenderlo mentre torni a casa. Al supermarket trovi il basilico e lo riponi nel carrello, che aggiorna il prezzo comulativo della tua spesa. Vedendo lo schermo che si illumina, dai un&#8217;occhiata verso il basso e noti l&#8217;annuncio di una offerta speciale sull&#8217;origano. La cancelli e disabiliti le pubblicità successive. <strong>Una volta fatto, passi il carrello alle casse, dove il costo totale viene accreditato e il tuo indirizzo di casa inserito nelle cose acquistate</strong>.</p>
<p>Spingi il carrello sulla pista per la consegna prima di andare al bar a berti un caffè mentre il negozio trasporta la merce per te.</p>
<p>A casa inizi a cucinare, mettendo la scatoletta di pomodori aperta sul tavolo. <strong>La scatoletta capisce di essere stata aperta (dopo aver rilevato una differenza di pressione)</strong>. Ti eri detto più volte che avresti riparato l&#8217;accensione automatica dei fornelli già da diverse settimane, e ora ogni volta che li vuoi accendere non trovi mai l&#8217;accendino. Chiedi alla cucina di trovarti quello più vicino: ce n&#8217;è uno nel cassetto delle posate.<br />
Hai già abbastanza pensieri, così <strong>ordini alla cucina di calcolare la riparazione dei fornelli nel tuo bilancio</strong>. La tua stufa sa che non ti deve più seccare nuovamente. Ti godi la tua cena, accendi la televisione e <strong>durante il primo stacco pubblicitario appare un messaggio dalla tua cucina in fondo allo schermo che ti informa che una scatola di pomodori è rimasta aperta sul tavolo da due ore</strong>. Ti arrabbi un attimo, ma sei contento che la casa non ti ha  interrotto mentre eri impegnato. Lei sà che non stai guardando un programma importante, così ha avuto la decenza di aspettare il primo stacco pubblicitario.</p>
<p>Vai in cucina e rimetti la scatoletta nel frigo. Tre giorni dopo ti svegli e ti fiondi in cucina per una tazza di caffè. Appena prendi il latte vedi <strong>il display del frigorifero che ha diversi messaggi per te</strong>. <strong>Li leggerai più tardi con l&#8217;email</strong> ma noti che il frigo si lamenta per una scatoletta di pomodori che sta per scadere.<br />
Ad una prima occhiata non la vedi ma il frigo la localizza dietro l&#8217;ultima delle birre, così prendi i pomodori e li mescoli. Ti godi la tua &#8220;tomato-juice&#8221; assieme al caffè, poi inizi a pulire e getti la scatoletta vuota nell&#8217;unità per il riciclaggio. <strong>Il cestino rileva tutti i dati personali dalla scatoletta, notando che la lega del materiale è conforme per il riciclaggio</strong>. Qualche giorno più tardi la scatoletta sarà spedita in Germania dove verrà riciclata.</p>
<h3>Siamo impazziti?</h3>
<p>Non proprio, a parte il pessimo gusto americano per l&#8217;accoppiamento pomodori-caffè. <a href="http://www.usenix.org/events/es99/full_papers/arnold/arnold.pdf" title="How and Why You Will Talk to Your Tomatoes" target="_blank">Ciò che hai appena letto</a> veniva pubblicato nel marzo del 1999 nel &#8220;Proceedings of the Embedded Systems Workshop&#8221; a Cambridge (USA). Realtà o fantasia prossima? Il paragrafo iniziava così: &#8220;<strong>Pasta, circa 2005</strong>&#8220;. Mi è capitato tra le mani durante un corso di studio universitario che sto frequentando.</p>
<p>Siamo nel 2008, per fortuna ancora nulla di simile è stato commercializzato e portato nella grande distribuzione. Ma la tecnologia pervasiva, il cosiddetto <strong>Pervasive Computing</strong>, è una scienza dagli aspetti affascinanti. In grado di suscitare scenari incredibili, che da un lato facilitano la vita e migliorano il benessere collettivo (si pensi al riciclaggio o al risparmio energetico), dall&#8217;altro spaventano per la tremenda capacità di penetrazione nella vita privata di ogni individuo.</p>
<p>Una tecnologia è davvero pervasiva quando non viene percepita: la presa di corrente per noi esiste e non sappiamo che dietro ci sono innumerevoli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_trifase" title="Sistema trifase" target="_blank">studi di elettrotecnica</a>. Per noi funziona, e basta.</p>
<p>Bene, esistono dispositivi come gli <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RFID" title="RFID" target="_blank">RFID</a></strong>, in grado di collezionare dati ed essere letti con onde radio. Sono usati ad esempio nei sistemi antitaccheggio, ma le applicazioni sono tante, soprattutto nella <strong>logistica</strong>. Chi ci vieta di utilizzarli per una scatoletta di pomodori? Chi ci vieta di metterli nei biglietti del treno per poi &#8220;offrire&#8221; ai viaggiatori pubblicità mirata in base alle persone che si trovano nel raggio di 20 metri di uno scermo pubblicitario? Magari il tutto gestito da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agente_intelligente" title="Agenti software - wikipedia" target="_blank">sistema ad agenti</a>, dove l&#8217;agente dello schermo indica il target presente (età, sesso, ecc..) e gli agenti delle concessionarie pubblicitarie si aggiudicano il messaggio facendo un&#8217;asta. Esatto, qualcuno ci sta già pensando. Intanto, se volete approfondire le possibili applicazioni, basta dare un&#8217;occhio alla <a href="http://www.telecomitalia.it/cgi-bin/tiportale/TIPortale/ep/contentView.do?tabId=2&amp;pageTypeId=-12157&amp;LANG=IT&amp;channelId=-12209&amp;programId=26412&amp;programPage=/ep/program/editorial.jsp&amp;contentId=29737&amp;contentType=EDITORIAL" title="RFID - telecom italia" target="_blank">ricerca di telecom italia</a>.</p>
<p>Mentre noi, aspettiamo il futuro.</p>
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		<title>Flickr Yahoo e i dati personali</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/15/flickr-yahoo-e-i-dati-personali/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 23:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vado per accedere a Flickr, noto servizio di condivisione foto offerto da Yahoo, e mi trovo davanti una singolare richiesta. Per poter accedere ai prodotti e servizi Yahoo! in modo più veloce, basta darci il tuo consenso affinchè venga creata una copia dei tuoi dati personali (compresi eventuali dati sensibili) in uno dei nostri server [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vado per accedere a <a href="http://www.flickr.com/" title="condivisione foto" target="_blank">Flickr</a>, noto servizio di condivisione foto offerto da <a href="http://it.yahoo.com/" title="Yahoo" target="_blank">Yahoo</a>, e mi trovo davanti una singolare richiesta.</p>
<blockquote><p> Per poter accedere ai prodotti e servizi Yahoo! in modo più veloce, basta darci il tuo consenso affinchè venga creata una copia dei tuoi dati personali (compresi eventuali dati sensibili) in uno dei nostri server che, per gli utenti europei, si trovano in the United Kingdom . Tieni presente che le normative in materia di privacy in the United Kingdom potrebbero differire da quelle in vigore nel tuo Paese. Per maggiori informazioni in merito, puoi prendere visione della sezione <a href="http://info.yahoo.com/privacy/it/yahoo/" title="Yahoo privacy" target="_blank">Yahoo! e la tua Privacy</a>.</p></blockquote>
<p>Davanti ci sono due scelte: Si o No.<br />
Non si capisce bene perchè, non si capisce cosa cambi. Ho risposto no, non è cambiato nulla. Anche a voi è successo? Qualcuno ha risposto &#8220;si&#8221; ed è cambiato qualcosa?</p>
<p><span id="more-458"></span></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/yahoo-flickr.gif" alt="Yahoo dati personali" /></p>
<p>I dati personali sono ormai ovunque, salvati qua e la, per servizi più o meno indispensabili. Va dato atto a Yahoo della trasparenza (anche se non siamo di fronte a trasparenza completa) sulla trattazione dei propri dati, magari altri li avrebbero salvati sul server londinese senza farsi troppi problemi.<br />
Quasi quotidianamente ci si trova davanti a qualcosa che ti chiede una mail, un nome, un indirizzo, un numero di telefono.. Spesso e volentieri si rinuncia a qualcosa per quieto vivere.</p>
<p>Forse sarebbe veramente ora di utilizzare come standard il famoso <a href="http://openid.net/" title="Open ID" target="_blank">Open ID</a>, che sulla carta permetterebbe di centralizzare la propria identità per tutti i servizi on-line utilizzati. Un solo luogo dove i dati personali vengono gestiti, una sola password, ecc.. E&#8217; fantascienza, credo.</p>
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		<title>Bidplaza, asta o lotteria?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 08:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai ne hanno parlato in tanti. Bidplaza ti incolla allo schermo, è il prototipo dell&#8217;idea vincente. Quella che tenevi in testa ma non lo sapevi, così appena la vedi materializzata è stupore. Tanto di cappello. Come funziona? Ci sono alcuni oggetti all&#8217;asta, tipicamente aggeggini all&#8217;ultimo grido molto costosi. Vince chi offre di meno. Per aggiudicarti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ne hanno parlato in <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/bidplaza/" title="Bidplaza su blogbabel" target="_blank">tanti</a>. <a href="http://www.bidplaza.it/" title="Bidplaza - aste online" target="_blank">Bidplaza</a> ti incolla allo schermo, è il prototipo dell&#8217;idea vincente. Quella che tenevi in testa ma non lo sapevi, così appena la vedi materializzata è stupore. Tanto di cappello.</p>
<p>Come funziona? Ci sono alcuni oggetti all&#8217;asta, tipicamente aggeggini all&#8217;ultimo grido molto costosi. <strong>Vince chi offre di meno</strong>. Per aggiudicarti l&#8217;asta devi essere l&#8217;unico ad avere offerto quella cifra. Piccolo dettaglio: ogni puntata costa 2 euro.<br />
Le offerte si fanno tramite il sito e poiché sono segrete, l’obiettivo è individuare strategicamente il numero intero in centesimi di euro che sarà l’offerta unica più bassa dell’asta in corso.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;idea dell&#8217;anno, furbi <a href="http://www.bidplaza.it/t_about.php" title="Bidplaza - chi siamo" target="_blank">questi svedesi</a>. Hanno venduto una porsche a circa 70 euro, un computer sony vaio a 1 euro e 58 centesimi. Ora in palio, in esclusiva per l&#8217;Italia c&#8217;è una <strong>fiat 500 sport</strong>. Quella precedente è stata aggiudicata a 12 euro e 92 centesimi.</p>
<p><span id="more-451"></span></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/bidplaza-500.gif" alt="Bidplaza - fiat 500" /></p>
<p>Sorge spontanea la domanada: <strong>ma questi ci perdono?</strong> Certo che no. Basta fare un rapido conto: è sufficiente ottenere 8000 puntate per superare il valore commerciale del bene messo in palio (nel caso della fiat 500). Fate una media di 10 offerte ogni centesimo (piuttosto verosimile a giudicare dai grafici dei risultati), moltiplicate per 1292 (equivalenti ai centesimi cui è stata venduta la macchina) poi per 2 (gli euro per ogni puntata) e otterrete un numero ben superiore al valore del premio in palio.</p>
<p>Ogni tanto riesco ancora a stupirmi.. Credevo che l&#8217;epoca del web balzano ed eccentrico fosse ormai superata, a quanto pare no. A tutti gli effetti si tratta di una lotteria. Bidplaza viene pubblicizzato come un sito di aste, ingannevole. E&#8217; evidente che la natura del gioco dipende in buona sostanza dalla fortuna, oltre che da un pizzico di perspicacia. Se volete tentare, la prima puntata è gratuita a patto che inseriate il numero del cellulare.</p>
<p>La strana richiesta mi ha spinto a leggere i punti riguardo al trattamento dei dati personali sul contratto di adesione. Vengono i brividi:</p>
<blockquote><p> <strong>Articolo 1 &#8211; Finalità del trattamento dei dati personali</strong><br />
I dati personali degli utenti sono trattati dalla Società e/o dalla Compagnia per le finalità di seguito indicate:<br />
[..]<br />
* elaborazione dei dati personali forniti e/o desunti dalla navigazione sul Sito al fine di definire il profilo commerciale, abitudini e propensioni al consumo, di ciascun utente;<br />
* utilizzo del profilo commerciale, abitudini e propensioni al consumo, di ciascun utente per pubblicità, marketing e/o comunicazione, anche a favore di terzi;<br />
<strong>Articolo 4 &#8211; Diffusione dei dati personali</strong><br />
La Società e/o la Compagnia potranno comunicare a terzi, per le finalità e nei limiti di cui al Regolamento, i dati personali in proprio possesso.<br />
A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, la diffusione dei dati personali relativi a ciascun utente del Sito potrà avvenire in favore dei seguenti soggetti:<br />
a) Utenti del Sito<br />
L’utilizzo del proprio ID da parte del singolo utente consente a tutti gli altri utenti di essere informati sui dati al medesimo associati.<br />
b) Fornitori di servizi<br />
La Società e/o la Compagnia, nell’espletamento dei propri servizi, potranno avvalersi di fornitori ai quali trasferire i dati personali trattati. Tale eventuale comunicazione, avverrà nel rispetto della Legge Privacy.<br />
c) Società di pubblicità, marketing e/o comunicazione.<br />
d) Autorità pubbliche competenti</p></blockquote>
<p>Dopo la registrazione basta andare nella pagina delle impostazioni personali e disattivare la casella di ricezione dei messaggi sms su cellulare, per non pensarci più. <strong>Buona fortuna!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aziende e ansia da dati personali</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/05/27/aziende-e-ansia-da-dati-personali/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2007 17:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[antivirus]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella dei dati personali è una mania. Oggi tutti vogliono collezionare dati dei propri clienti, anche quando questi sono ancora potenziali. Succede così che la richiesta di dati personali diventa una barriera all&#8217;acquisto, qualcosa che mette l&#8217;azienda in cattiva luce di fronte al cliente che per la prima volta si avvicina. Mi è successo con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image274" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/lucchetto.jpg" alt="privacy" /></div>
<p>Quella dei <strong>dati personali</strong> è una mania. Oggi tutti vogliono collezionare dati dei propri clienti, anche quando questi sono ancora potenziali. Succede così che la richiesta di dati personali diventa una <strong>barriera all&#8217;acquisto</strong>, qualcosa che mette l&#8217;azienda in cattiva luce di fronte al cliente che per la prima volta si avvicina.</p>
<p>Mi è successo con le case di antivirus. Dopo aver comprato (e pagato) il software <strong>Norton Internet Security</strong> e aver scoperto solo in fase di installazione che non è compatibile con Windows Vista, mi sono detto che era la volta buona per cambiare la suite di sicurezza. Un rapido sguardo alle <a title="comparazione antivirus" href="http://sblogghiamo.wordpress.com/2007/05/23/nuova-comparativa-antivirus/" target="_blank">comparazioni</a>, ai commenti, poi si inizia a scaricare le versioni di prova.<br />
Ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai primi classificati (<a title="kaspersky" href="http://www.kaspersky.it/" target="_blank">Kaspersky</a>, <a title="F-Secure" href="http://www.f-secure.it" target="_blank">F-Secure</a>, <a title="ashampoo" href="http://www.ashampoo.com" target="_blank">Ashampoo</a>) e ai più noti (<a title="McAfee" href="http://www.mcafee.com/it/" target="_blank">McAfee</a>, <a title="Norton" href="http://www.symantec.com/it/" target="_blank">Norton</a>, <a title="panda" href="http://www.pandasoftware.com/" target="_blank">Panda</a>). A parte <a title="ashampoo antivirus" href="http://www.ashampoo.com/frontend/products/php/product.php?session_langid=2&amp;idstring=0045" target="_blank">Ashampoo</a>, che offre il download gratuito senza chiedere nulla, tutti gli altri &#8220;regalano&#8221; il file di installazione soltanto a coloro che spontaneamente offrono i propri dati personali.<br />
Ora ditemi voi a che serve sapere dove abito, se io voglio semplicemente provare un antivirus, per poi eventualmente acquistarlo. Il paradosso è che in tutte le descrizioni di questi software, viene indicata la protezione dei dati personali come una delle funzionalità vincenti, al giorno d&#8217;oggi un sacco di siti internet minacciano la nostra privacy richiedendo dati a sproposito.. Bene, fra questi mettiamoci allora anche i siti delle case produttrici di Antivirus.</p>
<p><span id="more-268"></span></p>
<div style="text-align: center"><img id="image270" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/norton-dati.gif" alt="Norton - dati personali" /></div>
<div style="text-align: center"><img id="image271" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/mcafee-dati.gif" alt="McAfee - dati personali" /></div>
<div style="text-align: center"><img id="image272" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/panda-dati.gif" alt="Panda - dati personali" /></div>
<h4>C&#8217;è differenza tra cliente potenziale e cliente acquisito</h4>
<p>Provare un software non significa essere clienti. Se per provare una felpa in un negozio di abbigliamento vi chiedessero la targa della macchina voi gliela dareste? Certo che no, eppure on-line tutti vogliono l&#8217;email.<br />
Credo che un <strong>valore aggiunto</strong> nei servizi web sia proprio quello di poter accedere senza per forza dover fornire una mole spropositata di dati. Google, per fare un esempio, non ha mai chiesto la via in cui abito e il numero civico, non ho mai ricevuto una newsletter, eppure utilizzo tutti i giorni i suoi servizi. Qualcuno dirà che l&#8217;esempio è infelice perchè in quanto a privacy bigG la sa lunga, ma in tutti questi anni avete mai percepito una <strong>invadenza</strong>? Personalmente mai, mentre mi è bastata la pagina di registrazione di email.it per capire che sarei stato bombardato di newsletter..</p>
<div style="text-align: center"><img id="image273" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/05/email-it.gif" alt="Email.it - dati personali" /></div>
<h4>Le imprese tradizionali</h4>
<p>Collezionare i dati è una mania diffusa, non solo nel mondo del web, ma anche e sopratutto tra le <strong>aziende convenzionali</strong>. Coi dati dei propri clienti è molto più facile eseguire <strong>ricerche interne</strong>, capire a quali fasce di clientela rivolgersi, quali sono i soggetti che spendono di più e quali quelli su cui lanciare offerte promozionali.<br />
Per aziende che trattano con grandi masse come <strong>banche</strong>, <strong>operatori telefonici</strong>, <strong>grande distribuzione</strong>, avere a disposizione questi dati è molto importante. Per una banca, sapere che i propri correntisti sono giovani e occupati piuttosto che anziani in pensione è utilissimo per poter fare progetti di investimento e campagne. Per una catena di distribuzione, sapere che i propri clienti provengono da una determinata città piuttosto che un&#8217;altra potrebbe aiutare a fare le giuste scelte in fase di apertura di un nuovo punto vendita.<br />
Pochi giorni fa allo sportello della mia banca l&#8217;impiegato ha chiesto il numero di cellulare, certo non potevo negarlo, ma a cosa serve il mio numero di cellulare?! A cosa serve? Solo a far sentire il cliente un numero, come un dato dal quale ricavare il maggior profitto.<br />
Vado in posta, stesso trattamento. Il computer &#8220;ha dimenticato i dati&#8221; e serve la fotocopia della carta di identità. Chissenefrega dei capelli castani e dei segni particolari, prendetevi tutte le informazioni e gioite!</p>
<p>Forse sulla privacy c&#8217;è fin troppo baccano, spesso i media ci fanno percepire qualsiaisi richiesta come inopportuna. Non dobbiamo vivere con la paura di dare un numero di telefono. Quando si tratta di dati utili, è giusto fornirli. Se mi iscrivo a un corso di tennis e l&#8217;istruttore chiede il mio numero di cellulare per comunicarmi gli spostamenti degli allenamenti, glielo darò volentieri. Se faccio acquisti on-line e mi faccio spedire a casa la merce di certo darò l&#8217;indirizzo senza problemi. Ma quando i dati non servono, l&#8217;unica funzione che esercitano sul cliente è quella di farlo allontanare, diffidente.<br />
Azienda avvisata, mezza salvata.</p>
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