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	<title>diploD &#187; ricerca</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Loro un 40enne immigrato, noi un 70enne pelato.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 16:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[Non uso scrivere di politica, se non per le cose su cui proprio non posso trattenermi. Pochi giorni fa hanno smantellato l&#8217;unico pezzo di scuola italiana che funziona, non mi sono mai espresso. Ieri le genti civili oltreoceano hanno eletto un immigrato come loro presidente. Contraddittori fino all&#8217;estremo: hanno le pistole in casa e lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non uso scrivere di <strong>politica</strong>, se non per le cose su cui proprio non posso trattenermi. Pochi giorni fa hanno smantellato l&#8217;unico pezzo di scuola italiana che funziona, non mi sono mai espresso. Ieri le genti civili oltreoceano hanno eletto un <strong>immigrato</strong> come loro presidente. Contraddittori fino all&#8217;estremo: hanno le pistole in casa e lo stato ha licenza di uccidere, ma ci hanno dato Google e la Gibson. Eppure sanno rinnovarsi.. Tanto di cappello.</p>
<p><strong>Loro hanno scelto il quarantenne proveniente dall&#8217;Africa; noi abbiamo scelto un italiano doc</strong>, uno che sorridendo può permettersi la battuta.</p>
<blockquote><p>Ieri aveva annunciato di &#8220;volergli dare consigli&#8221;. E oggi fa la sua prima, clamorosa gaffe. Silvio Berlusconi da Mosca torna a parlare di Barack Obama e davanti al premier russo Medveded lo definisce giovane, bello e &#8220;abbronzato&#8221;.<br />
E&#8217; l&#8217;ennesima battuta del Cavaliere, che però stavolta non esercita il suo humor sulle donne, il sesso o gli odiati &#8220;comunisti&#8221;. Ma al contrario, dando dell&#8217;&#8221;abbronzato&#8221; al futuro inquilino della Casa Bianca, riecheggia vecchi motivetti di sapore razzista. [Repubblica.it]</p></blockquote>
<p>Non serve a nulla <strong>piangersi addosso</strong>, per cui il mio sfogo finisce qui. Forse è meglio pagare l&#8217;ici, ma <strong>investire soldi nella scuola e nella ricerca, per evitare che in futuro si abbia una classe dirigente ignorante</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Qualche prova con Google Books API</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/23/qualche-prova-con-google-books-api/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppo web]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha rilasciato le Google Books Search API: oggi è possibile integrare il visualizzatore di libri made in Google direttamente nei propri siti web. Per gli sviluppatori uno strumento in più.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto mi diverto giocherellando con le <acronym title="Application Programming Interface">API</acronym> di Google. Ultimamente <a title="google books api - google blog" href="http://googleblog.blogspot.com/2008/09/book-search-spreads-its-wings-with-new.html" target="_blank">sul blog ufficiale</a> è stata annunciata l&#8217;uscita delle <a title="API Google Books" href="http://code.google.com/apis/books/" target="_blank">API per Google Books</a>. Per gli <strong>sviluppatori</strong> significa l&#8217;<strong>opportunità di includere un visualizzatore di libri direttamente nel proprio sito web</strong>, penso subito ai siti di <strong>librerie on-line</strong>, <strong>biblioteche</strong>, ma anche piattaforme di <strong>e-learning</strong>. E&#8217; ciò che è successo su famosi siti di vendita libri, come Books-A-Million, dove <a title="books a million - anteprima google" href="http://www.booksamillion.com/product/9780738531366?id=4218541191991" target="_blank">dalla pagina di acquisto</a> è possibile vedere l&#8217;anteprima tramite il lettore di google. Stessa cosa hanno fatto alcuni siti di biblioteche universitarie, come quella della <a title="university of california - google books" href="http://melvyl-test.cdlib.org:8164/googlebooks.html" target="_blank">california</a> o del <a title="university of texas - google books" href="http://catalog.lib.utexas.edu/record=b1742456" target="_blank">texas</a>, e alcuni siti di autori o social network. Un bell&#8217;elenco con riferimenti dai quali prendere spunto si può trovare sul <a title="google books blog" href="http://booksearch.blogspot.com/2008/09/book-search-everywhere-with-new.html" target="_blank">blog ufficiale di Google Books</a>.</p>
<p>Per chi sviluppa siti web, l&#8217;inclusione di un visualizzatore è semplicissima. E&#8217; disponibile un <a title="google books - wizard" href="http://code.google.com/apis/books/docs/preview-wizard.html" target="_blank"><strong>wizard</strong></a> tramite il quale si può <strong>generare in automatico il codice da inserire nell&#8217;HTML</strong>, basta fare un copia&amp;incolla ed il gioco è fatto. Il risultato lo potete vedere qui sotto:</p>
<p><span id="more-683"></span></p>
<p><script src="http://books.google.com/books/previewlib.js" type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript"><!--
GBS_setLanguage('it');
GBS_insertEmbeddedViewer('ISBN:8850326599',600,500);
// --></script></p>
<p>Ma le possibilità di personalizzazione vanno al di là del semplice javascript esterno, gli sviluppatori possono infatti intervenire direttamente sul codice seguento le istruzioni fornite nella <a title="google books api developer guide" href="http://code.google.com/apis/books/docs/viewer/developers_guide.html" target="_blank">pagina di documentazione delle API</a>, che illustra in maniera chiara come utilizzare le API. L&#8217;esempio base si capisce al volo:</p>
<p><code>&lt;!DOCTYPE html "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"<br />
"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"&gt;<br />
&lt;html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;<br />
&lt;head&gt;<br />
&lt;meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8"/&gt;<br />
&lt;title&gt;Google Book Search Embedded Viewer API Example&lt;/title&gt;<br />
&lt;script type="text/javascript" src="http://www.google.com/jsapi"&gt;&lt;/script&gt;<br />
&lt;script type="text/javascript"&gt;<br />
google.load("books", "0");<br />
function initialize() {<br />
var viewer = new google.books.DefaultViewer(document.getElementById('viewerCanvas'));<br />
viewer.load('ISBN:0738531367');<br />
}<br />
google.setOnLoadCallback(initialize);<br />
&lt;/script&gt;<br />
&lt;/head&gt;<br />
&lt;body&gt;<br />
&lt;div id="viewerCanvas" style="width: 600px; height: 500px"&gt;&lt;/div&gt;<br />
&lt;/body&gt;<br />
&lt;/html&gt;<br />
</code></p>
<p>Uno script richiamato nell&#8217;head e un div nel quale caricare il visualizzatore, impostandone le dimensioni. In questo modo si può integrare il lettore direttamente nel proprio layout, i libri da caricare sono identificabili tramite diversi parametri:</p>
<ul>
<li>codice ISBN (come nell&#8217;esempio sopra): è il codice internazionale che identifica una pubblicazione</li>
<li>OCLC: è il numero assegnato da <a title="OCLC" href="http://oclc.org/" target="_blank">OCLC</a> quando il libro viene pubblicato su <a title="worldcat" href="http://www.worldcat.org/" target="_blank">WorldCat</a></li>
<li>LCCN: codice assegnato dal <a title="LCCN - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Library_of_Congress_Control_Number">Library of Congress</a></li>
<li>codice di Google Books Search: sia tramite l&#8217;id univoco che tramite l&#8217;url di visualizzazione del libro su <a title="google books search" href="http://books.google.com/" target="_blank">Books Search</a>.</li>
</ul>
<p>Chi vuole sbizzarrirsi è libero di farlo..</p>
<p>La <strong>digitalizzazione dei libri</strong> da parte di Google partì in sordina tra mille polemiche, oggi invece si rivela in tutta la sua utilità. Se penso alla <a title="biblioteca panizzi - reggio emilia" href="http://panizzi.comune.re.it/" target="_blank">biblioteca cittadina</a>, o ancora meglio alla <a title="biblioteca universitaria - reggio emilia" href="http://www.biblioreggio.unimore.it" target="_blank">biblioteca universitaria</a>; se solo avesse un sito che permetta la consultazione a distanza di un libro a catalogo, sarebbe sicuramente un <strong>valore aggiunto</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ricerche, citazioni e bibliografie con Zotero</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 09:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[COinS]]></category>
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		<category><![CDATA[tesi]]></category>
		<category><![CDATA[zotero]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvare una bibliografia delle proprie ricerche sul web ed esportarla su Microsoft Word o su Open Office: con Zotero è tutto più semplice.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di scrivere la tesi c&#8217;è lungo e faticoso <strong>processo di documentazione e studio</strong>. Ogni giorno si va alla ricerca di libri, articoli, white papers, report che trattano le tematiche di interesse. <strong>Prima di scrivere, è bene conoscere.</strong></p>
<p>Questo processo avviene ogni qual volta ci si ritrova a <strong>scrivere un elaborato</strong>. Costruire la <strong>bibliografia</strong> è importante, spesso vi è l&#8217;esigenza di tenerla strutturata e leggibile. All&#8217;interno del testo poi si fanno <strong>citazioni</strong>, che vanno riportate tra le note del documento. Nel fare questa attività ci viene in aiuto <a title="zotero - firefox addon" href="http://www.zotero.org/" target="_blank"><strong>Zotero</strong></a>, <strong>estensione per Firefox</strong> che si piazza proprio dove avviene il lavoro quotidiano di ricerca e consultazione: sul browser internet.</p>
<p>Zotero è stato sviluppato dal &#8220;<a href="http://chnm.gmu.edu/">Center for History and New Media</a>&#8221; della <a href="http://www.gmu.edu/">George Mason University</a> e finanziato dal &#8220;<a href="http://www.imls.gov/">United States Institute of Museum and Library Services</a>&#8220;; quindi ha tutti i presupposti per funzionare, e bene.</p>
<p>Quando ci si trova su un sito web che ha dei rimandi ad un libro, ad esempio su una pagina di <a title="amazon" href="http://www.amazon.com/" target="_blank">amazon</a>, Zotero lo riconosce in automatico e appare un&#8217;icona sulla barra degli indirizzi per aggiungere il libro alla bibliografia. Ovviamente i testi si possono aggiungere anche manualmente. Oltre ai libri è possibile inserire pure articoli di giornale, blog, pagine web, documenti e tanti altri tipi di informazioni (compresi i file allegati). Il tutto è strutturabile per cartelle, si possono assegnare tag, inserire note o collegamenti.</p>
<p><span id="more-647"></span></p>
<p>Questi screenshot rendono meglio l&#8217;idea circa il funzionamento: quello di sinistra mostra il salvataggio delle informazioni del libro direttamente da <a title="amazon" href="http://www.amazon.com/" target="_blank">amazon</a>, quello di destra invece da una pagina di ricerca di <a title="google scholar" href="http://scholar.google.com/" target="_blank">Google Scholar</a>.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/screenshot-zotero1.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-649" title="screenshot-zotero1" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/screenshot-zotero1-300x215.png" alt="" width="300" height="215" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/screenshot-zotero2.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-650" title="screenshot-zotero2" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/screenshot-zotero2-300x215.png" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>La <strong>bibliografia</strong> è poi <strong>esportabile</strong> nei più comuni standard (<a title="Dublin Core RDF" href="http://www.w3schools.com/RDF/rdf_dublin.asp" target="_blank">Dublin Core RDF</a>, <a title="wikipedia citation template" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_templates" target="_blank">Wikipedia Citation Template</a>..) e ci sono <strong>plugin che permettono l&#8217;integrazione con <a title="zotero - microsoft word plugin" href="http://www.zotero.org/documentation/microsoft_word_integration" target="_blank">Microsoft Word</a> o con <a title="zoter - open office plugin" href="http://www.zotero.org/documentation/openoffice_integration" target="_blank">Open Office</a></strong>, in questo modo fare citazioni o riportare la bibliografia sarà molto più semplice. Se state scrivendo qualcosa e dovete costruire una lista di riferimenti, un&#8217;occhiatina a Zotero è d&#8217;obbligo.</p>
<p>Questi <a title="zotero quick start" href="http://www.zotero.org/documentation/quick_start_guide" target="_blank">video dimostrativi</a> forse valgono più di mille parole..</p>
<h3>Qualche nota per gli sviluppatori web</h3>
<p>Esiste uno standard con il quale è possibile &#8220;marcare&#8221; gli articoli o le pagine web, per renderli riconoscibili a software come Zotero. Si tratta di <a title="COinS" href="http://ocoins.info/" target="_blank">OpenURL COinS</a> (ContextObject in Span): uno standard conosciuto anche come Z39.88.</p>
<p>In sostanza si tratta di un elemento &lt;span&gt; la cui classe sarà &#8220;Z3988&#8243; con un attributo title che contiene i dati utili. Una roba del tipo:<br />
<code>&lt;span class=”Z3988” title=”<em class="u"><strong>ContextObject qui</strong></em>“&gt;&lt;/span&gt;</code><br />
All&#8217;interno dell&#8217;attributo title si possono inserire diverse cose, il modo più rapido è utilizzare il <a title="COinS Generator" href="http://generator.ocoins.info/" target="_blank">COinS Generator</a> per generare in automatico il codice, chi volesse approfondire può invece dare un&#8217;occhiata al sito <a title="COinS" href="http://ocoins.info/" target="_blank">ocoins.info</a></p>
<p>A parte qualche problemino di validazione W3C sul codice generato in automatico (ma facilmente risolvibile), ciò che si ottiene è qualcosa come questo:</p>
<p><code>&lt;span class="Z3988"<br />
title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=esempio+di+titolo&amp;rft.creator=davide+del+monte&amp;rft.description=esempio+di+descrizione&amp;rft.publisher=diploD&amp;rft.date=2008-09-06&amp;rft.source=http%3A%2F%2Fwww.diplod.it&amp;rft.language=it"&gt;<br />
&lt;a href="http://www.diplod.it/"&gt;esempio di titolo&lt;/a&gt;<br />
&lt;/span&gt;</code></p>
<p>Con una funzione di php si potrebbe integrare facilmente in un tema wordpress.. E con un semplice plugin si potrebbe ottenere lo stesso risultato ancora meglio.</p>
<p><strong>E&#8217; ciò che ho fatto: <a title="wp coins - wordpress plugin" href="http://www.diplod.it/2008/09/03/wp-coins-plugin-wordpress-per-attivare-i-coins/">ecco disponibile il plugin</a></strong>.. ;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meta System e Cisco: odore di innovazione in salsa VoIP</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/01/meta-system-cisco-innovazione-in-voip/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia e VoIP]]></category>
		<category><![CDATA[cisco]]></category>
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		<category><![CDATA[VoIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Meta System adotta Cisco Unified Communication come sistema per le comunicazioni interne, convogliando traffico voce e dati su un'unica rete. La diffusione del VoIP nelle aziende italiane e USA.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-646" title="cavi" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/cavi.png" alt="" width="410" height="170" /></p>
<p>E&#8217; leggendo certe notizie dal sito Cisco che poi ci si fa belli. Pare che dalle parti di MetaSystem, azienda reggiana il cui business principale è l&#8217;elettronica applicata ai sistemi di sicurezza, stiano sperimentando i vantaggi del <strong>VoIP</strong>. <a title="Cisco Unified Communication in Meta System" href="http://www.cisco.com/web/IT/local_offices/case_history/metasystem.pdf" target="_blank">La notizia in questione è raggiungibile qui</a>.</p>
<p>Al di là della connotazione pubblicitaria, vorrei riprendere alcune questioni per fare una breve riflessione:</p>
<p><span id="more-644"></span></p>
<blockquote><p>Il destino dei centralini tradizionali PABX è diventare oggetti di antiquariato, per le aziende strutturate in sede e filiali sul territorio. I benefici garantiti dalla tecnologia innovativa che si sta diffondendo come standard &#8211; l’Unified Communications, ovvero <strong>dati, voce e video in un’unica infrastruttura di rete IP</strong> &#8211; non fa certo rimpiangere la difficoltà di gestione, le limitate funzionalità e, soprattutto, i costi di una rete telefonica a sé stante. [..]<br />
L’orientamento all’innovazione tecnologica insito nella mission stessa di MetaSystem, e la struttura complessa del Gruppo, hanno costituito la base per un fondamentale passo in avanti in ambito ICT. Corrado Azzaloni, Responsabile Sistemi Informativi, individua sfide, obiettivi e fasi del progetto che ha avuto co-protagonisti Cisco e il partner Xanten. “MetaSystem è composta da <strong>diverse sedi</strong>, le cui infrastrutture telefoniche originariamente erano di tipo tradizionale e basate su un centralino PABX. Con il tempo, le diverse sedi sono state interconnesse anche per il traffico dati e ciò stava generando una gestione complessa e articolata dell’<strong>architettura IT</strong>, che comprendeva una rete in fibra ottica tra i quattro poli all’interno dello stesso distretto telefonico di Reggio Emilia.&#8221; [..] “La <strong>prima implementazione pilota</strong> ha richiesto due settimane di intervento”, continua Azzaloni. “Successivamente, in un mese anche la sede di Reggio Emilia è stata interconnessa nel nuovo sistema, <strong>prima in parallelo e poi, pian piano, in sostituzione</strong>. Su ogni sede sono stati implementati i Voice Gateway, a garanzia di servizio anche in assenza di collegamento di rete geografico, con l’obiettivo di fornire una soluzione di disaster recovery”. Al primo CallManager ne è stato aggiunto un secondo, mentre la rete si è arricchita della <strong>componente Wi-Fi</strong> con l’installazione di Access Point Cisco, per permettere la continuità operativa del personale che si sposta costantemente da una sede all’altra del network. “In questo modo gli operatori sono sempre raggiungibili ovunque all’interno delle sedi e possono mantenere lo stesso numero di interno indipendentemente dalla loro ubicazione”.</p></blockquote>
<p>Ormai la tecnologia VoIP in ambito aziendale è consolidata, i vantaggi non riguardano solamente i costi, ma l&#8217;opportunità di creare un ambiente in qualche modo slegato dal vecchio concetto di fonia.</p>
<p>Ciò che mi sembra imprescindibile però nella attuali condizioni è la <strong>possibilità di testare in parallelo un nuovo sistema</strong>. E&#8217; lo stesso concetto che si ritrova nei software: se prima si cambiava perchè qualcuno proponeva una licenza meno onerosa o funzionalità migliori, ora si cambia solo se questo qualcuno è in grado di &#8220;far andare&#8221; il proprio prodotto in parallelo a quelli già esistenti, per dimostrarne il reale valore.</p>
<p>Nessuno vuole restare un mese senza telefono, tantomeno una azienda.</p>
<p>Ma non è solo a Reggio Emilia che si è diffusa la tecnologia <a title="Cisco Unified Communications" href="http://www.cisco.com/web/IT/solutions/ent/tecnologie/unifiedcom/unifiedcom_home.html">Cisco Unified Communications</a>, la <a title="casi italiani - cisco unified communications" href="http://www.cisco.com/web/IT/local_offices/case_history/case_ipcomm_home.html" target="_blank">lista dei casi italiani</a> è tanto lunga quanto variegata. Indubbiamente le soluzioni di Cisco richiedo investimenti maggiori, che non tutti possono permettersi, ma <strong>quante aziende in Italia hanno capito le potenzialità del VoIP e dell&#8217;IM (Istant Messaging)?</strong></p>
<p>La risposta <a title="aziende italiane e VoIP" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/voip-bocconi.shtml?uuid=869f881e-3d21-11dd-bc5b-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero">ce la offre il Sole 24 Ore</a>, che riporta una ricerca condotta dall&#8217;Università Bocconi:siamo <strong>attorno al 17%</strong>.</p>
<blockquote><p>Quasi due quinti del traffico telefonico prodotto dalle imprese made in Italy corre su sistemi di comunicazione voce via Internet, la cosiddetta Voice over Internet Protocol (VoIP) e il personale delle aziende ne fa un uso frequente nell&#8217;arco della giornata lavorativa. Per lo più si ricorre a questo canale innovativo per comunicare, ma l&#8217;utilizzo è percepito positivamente a livello di efficacia e gli utenti sono per la maggioranza propensi a esplorare nuove funzionalità del VoIP. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca condotta dall&#8217;Università Bocconi, in collaborazione con Italtel e Cisco Italia.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è un dato di fatto, che dovrebbe far riflettere: la maggior parte delle aziende che scelgono la strada del VoIP non lo fanno solamente perchè si attendono una riduzione dei costi immediata (obiettivo di breve periodo) ma anche perchè prevedono di attuare in futuro &#8220;<strong>innovazioni organizzative abilitate da un nuovo modo di comunicare</strong>&#8220;.</p>
<p>Notizie incoraggianti. Anche se le cose oltre oceano <a title="State of Enterprise VoIP 2008" href="http://www.voip-news.com/feature/state-enterprise-voip-2008-041808/" target="_blank">vanno diversamente</a> (Infonetics Research, Luglio 2008): le stesse percentuali nostrane le avevano raggiunte già nel 2005, quando il 36 % delle grosse aziende avevano adottato il VoIP, il 23 % delle medie e il 14 % delle piccole imprese. Mentre entro il 2010 si prevede che saranno circa due terzi le aziende USA che si doteranno di tecnologie VoIP.</p>
<p>Ovviamente sarebbe interessante leggere i <a title="Forrester - enterprise VoIP in Europe" href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,43073,00.html" target="_blank">report di Forrester</a> per sapere come vanno le cose in Europa, ma  279$ a fondo perduto non me li posso permettere. :)</p>
<p><strong>E nel tuo ufficio che telefono hai?</strong></p>
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		<title>Consigli sullo stage e ricerca del lavoro</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/06/24/consigli-sullo-stage-e-ricerca-del-lavoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 06:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Il primo grande problema quando arrivi alla fine degli studi universitari è quello di inserirsi da qualche parte. In alcune facoltà, come la mia, il tirocinio formativo è obbligatorio. Si tratta del classico periodo di stage da 6 mesi, dove mettere in pratica qualche conoscenza ma soprattutto imparare a fare sul serio. Generalmente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/06/lego-job.jpg" alt="Lego job" /><br />
<small>[foto <a href="http://www.flickr.com/photos/suntom/146588024/" title="flickr" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Il primo grande problema quando arrivi alla fine degli studi universitari è quello di inserirsi da qualche parte. In alcune facoltà, come la <a href="http://www.ingre.unimo.it/" title="ingegneria gestionale reggio emilia" target="_blank">mia</a>, il tirocinio formativo è obbligatorio. Si tratta del classico periodo di stage da 6 mesi, dove mettere in pratica qualche conoscenza ma soprattutto <strong>imparare</strong> a fare sul serio.  Generalmente non pagati (ci mancherebbe!).</p>
<p>Ma <strong>come si fa a trovare lo stage?</strong> Voglio essere sicuro di non finire a fare fotocopie, voglio mettere in pratica ciò che ho studiato, approfondire i miei interessi e possibilmente fare un lavoro che mi piace. Fermo restando che il passa parola e le <strong>reti informali</strong> sono sempre la via maestra, ho scoperto da poco che esiste anche un sito dove altri studenti fanno <strong>recensioni sullo stage</strong> da loro intrapreso e forniscono consigli a chi cerca occupazione. Si tratta di <a href="http://www.stageadvisor.it/" title="stage advisor" target="_blank">StageAdvisor</a>, tutto italiano. In buona sostanza è il <a href="http://www.2spaghi.it/" title="2spaghi" target="_blank">2Spaghi</a> dell&#8217;aspirante stagista.<br />
Purtroppo, data la giovane età e l&#8217;ambito piuttosto di nicchia, le recensioni e i consigli sono ancora pochi: per l&#8217;intera Emilia Romagna ad esempio ci sono solo tre recensioni. Ma la speranza è che possa diventare un buon punto di partenza/riferimento.</p>
<p>Quando invece si vogliono fare le cose sul serio; <strong>quando si cerca un lavoro</strong> (e non un impiego come stagista), come fare?</p>
<p><span id="more-578"></span></p>
<p>Premessa: se qualcuno ha <strong>suggerimenti</strong> a riguardo, ben venga. Ancora non ho sperimentato a dovere, ho solo fatto qualche prova di invio curriculum.</p>
<p><a href="http://www.almalaurea.it/" title="almalaurea" target="_blank">Almalaurea</a> è tipicamente il primo posto dove un neolaureato pubblica il suo curriculum. Da quando ho terminato la triennale ad oggi è arrivata qualche offerta, una decisamente appetitosa subito dopo la laurea che ho accettato entusiasta. Ma a parte la prima le altre erano mediamente di poco valore: in genere l&#8217;ambito è troppo ampio e a volte arrivano proposte che poco hanno a che fare con il proprio percorso di studi. A onor di cronaca va detto che fino ad oggi non ho mai spuntato l&#8217;opzione &#8220;in cerca di lavoro&#8221;, nelle voci di Almalaurea.<br />
Qualche giorno fa ho provato a pubblicare il curriculum su <a href="http://www.monster.it/" title="monster - annunci di lavoro" target="_blank">Monster</a>, e qui la musica cambia. Tempo due giorni e il <strong>cellulare inizia a squillare</strong> (ma non avevo impostato l&#8217;email come preferenza per il contatto? ci sarà un motivo..), generalmente però si tratta di <strong>agenzie per il lavoro</strong> che a loro volta ti contattano per un colloquio conoscitivo.</p>
<p>C&#8217;è poi un agente automatico di notifica degli annunci di lavoro, che sembra funzionare a dovere, in genere riporta offerte e proposte pertinenti con la <strong>posizione ricercata</strong>: di buon auspicio.</p>
<p>Esistono innumerevoli siti on-line per la pubblicazione del proprio curriculum, come <a href="http://miojob.repubblica.it/" title="miojob" target="_blank">miojob</a>, <a href="http://www.infojobs.it/" title="infojob" target="_blank">infojob</a>, <a href="http://www.lavoro.org/" title="lavoro.org" target="_blank">lavoro.org</a>, <a href="http://www.motorelavoro.it/" title="motorelavoro" target="_blank">motorelavoro</a>, ecc.. Ma ancora non ho provato nessuno, voi?</p>
<p>Ancora per qualche mese, almeno fino a Dicembre (incrociando le dita), di lavoro non se ne parla. Poi si vedrà..<br />
<strong>Tutti sono passati dalla ricerca del posto di lavoro. Qualcuno ha utili consigli?</strong></p>
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		<title>Motore di ricerca ecologico o alternativo?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/05/13/motore-di-ricerca-ecologico-o-alternativo/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 13:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[[Fonte: Flickr] Il mondo dei motori di ricerca è sempre stato in fermento, puntualmente arriva sulla piazza qualche nuovo attore: c&#8217;è chi pianta alberi e chi si propone come alternativo. Su una cosa però non si discute: i risultati di Google restano in assoluto i migliori, in quanto a pertinenza ed efficacia. Lo dico all&#8217;inizio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/lente.jpg" alt="Lente" /><small><br />
[Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/boadiceafairy/394339729/" title="foto flickr" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Il mondo dei motori di ricerca è sempre stato in fermento, puntualmente arriva sulla piazza qualche nuovo attore: c&#8217;è chi <strong>pianta alberi</strong> e chi si propone come <strong>alternativo</strong>. Su una cosa però non si discute: i risultati di Google restano in assoluto i migliori, in quanto a pertinenza ed efficacia. Lo dico all&#8217;inizio onde evitare incomprensioni, parlerò di due motori che seguo con molta curiosità, ma che ancora non mi danno quella garanzia a cui mi ha abituato big G. Non si tratta di novità assolute, qualcuno nè avrà già sentito parlare. Dopo qualche mese di attività mi sembra opportuno diffondere la voce e articolare un brevissimo ragionamento.<a href="http://www.ecocho.it/" target="_blank" title="ecocho"><strong>Ecochò</strong></a> si propone come <strong>motore di ricerca ecologico</strong>. Fornisce i risultati di <strong>Yahoo</strong>, su cui si appoggia, ma li visualizza sotto la propria veste. Ecco come si presenta:</p>
<blockquote><p> Ecocho utilizza le ricerche web per promuovere progetti per la crescita di alberi (e in generale per la riduzione di anidride carbonica). Generiamo fondi attraverso la pubblicità, che utilizziamo per acquistare buoni “carbon offset”. Tali buoni ci consentono (anche a voi, naturalmente) di contribuire con denaro contante alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>). Stimiamo che per ogni 1000 ricerche su ecocho aiuteremo ad eliminare una tonnellata di CO<sub>2</sub> dall’atmosfera.Il punto cruciale: se le persone utilizzano Ecocho come motore di ricerca doneremo denaro a favore della messa a dimora di alberi. Gli alberi immagazzinano CO<sub>2</sub> ed emettono ossigeno, aiutando l’ambiente a ridurre i livelli di inquinamento da anidride carbonica.</p></blockquote>
<p><span id="more-550"></span></p>
<p>E&#8217; localizzato in <strong>italiano</strong> e offre tutti quei <a href="http://www.ecocho.it/lang_it/ecocho-tools.php" target="_blank" title="ecocho tools">gadget</a> che un moderno motore di ricerca deve avere: barra per firefox o IE, servizi social e quant&#8217;altro. Per chi vuole approfondire, questo è il <a href="http://www.ecocho.it/blog.php" target="_blank" title="ecochò blog">blog ufficiale</a>. Il progetto è nato in Australia e si è espanso notevolmente, è stato tradotto in 12 lingue e oggi dichiara di aver contribuito alla posa di <strong>4484 alberi</strong>.</p>
<p>I risultati forniti sulle ricerche sono certamente validi, sono infatti gli stessi di Yahoo; i fattori motivanti per l&#8217;utilizzo di questo motore sono principalmente i fini ecologici. Esiste anche una pagina dalla quale è possibile vedere le <a href="http://www.ecocho.it/lang_it/find_our_trees.php" target="_blank" title="foto alberi ecocho">foto degli alberi piantati</a>. Non sarà di certo ecochò a risolvere il problema della CO2, ma l&#8217;iniziativa mi sta simpatica.</p>
<p>Altro progetto interessante è <a href="http://search.wikia.com/" target="_blank" title="Wikia Search">WikiaSearch</a>, il motore voluto dal fondatore di wikipedia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Wales" title="Jimmy Wales">Jimmy Wales</a>. L&#8217;algoritmo che sta alla base del motore è aperto, il codice è consultabile da tutti. Si tratta di una decisione nettamente in controtendenza, basti pensare alla prodenza e alla segretezza con cui è custodito l&#8217;algoritmo di Google.</p>
<p>WikiaSearch utilizza il crawler <a href="http://search.wikia.com/wiki/Grub" title="Grub" target="_blank">Grub</a>. Si tratta di un <strong>software distribuito</strong>, <a href="http://grub.org/" title="grub" target="_blank">scaricabile da ogni utente</a>, che utilizza il pc quando  è in pausa per scandire la rete in cerca di nuove pagine web. Tutti i dati raccolti vengono poi inviati in un secondo momento al server centrale per l&#8217;indicizzazione sul motore di ricerca. Grub è un progetto avviato nel 2000, acquistato da LookSmart nel 2003 per più di 1 milione di dollari, ha subito un momento di stop nel 2005 poi nel 2007 è diventato <strong>open source</strong> ed è ricominciato lo sviluppo.</p>
<p>WikiaSearch, nonostante sia uscito ufficialmente a gennaio 2008, è ancora misero nei risultati restituiti. L&#8217;idea alla base è che i risultati vengano &#8220;filtrati&#8221; dagli utenti. Sono le <strong>persone</strong> che devono <strong>discutere e proporre i risultati migliori</strong>. Sono convinto che l&#8217;idea sia vincente, quella del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_search" title="social search" target="_blank">social search</a> è la direzione verso cui si stanno muovendo in tanti, ma bisogna saper bilanciare correttamente i suggerimenti umani con gli algoritmi delle macchine.</p>
<p>Personalmente ogni giorno mi trovo a fare diverse decine di ricerche sul web. Dalle teorie più difficili fino al numero di telefono della pizzeria con consegna a domicilio.. Se <a href="http://www.google.it/search?q=pizzeria+sorriso+rubiera&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su Google</a> mi trovo il numero direttamente in prima pagina, con tanto di mappa: senza nemmeno un clic ho subito a disposizione l&#8217;informazione che cercavo. Se <a href="http://www.ecocho.it/yahoo/search.php?q=pizzeria+sorriso+rubiera&amp;page=1&amp;type=web" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su Ecocho</a> ottengo un sacco di risultati, per nulla pertinenti. Se <a href="http://re.search.wikia.com/search#pizzeria%20sorriso%20rubiera" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su WikiaSearch</a> non ottengo risultati.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/motori.png" alt="Risultati ricerca" /></p>
<p>Sinceramente, <strong>sareste disposti a cambiare motore di ricerca a queste condizioni?</strong> <strong>Che osa deve avere un motore per essere davvero in grado di convincervi? Contano di più i risultati o il contorno?</strong><br />
Io credo di avere già risposto..</p>
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		<title>Come e perchè puoi dialogare con una scatola di pomodori</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 03:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un <strong>piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio</strong>. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le fa pagare circa 8 centesimi in più. Durante la produzione, sulle scatolette vengono inseriti alcuni dati, come la data di produzione, il numero identificativo e altri dettagli..</p>
<p>Una volta realizzate queste scatolette viaggiano in tutta Europa. Un lotto di esse viene spedito in Italia presso una ditta di confezionamento per passate di pomodoro. In questa ditta, durante il processo di confezionamento, sulle scatolette vengono aggiunti alcuni dati:<strong> é stata riempita con pomodori italiani, che hanno una precisa data di confezionamento e una data di scadenza</strong>.</p>
<p>Una di queste scatolette viene esportata in USA. Quando viene spedita <strong>i suoi dati vengono tradotti dall&#8217;italiano all&#8217;inglese</strong>. Dopo un breve tempo in un magazzino finisce sugli scaffali di un supermarket. Nel supermarket questa eredita altre informazioni, come il prezzo di vendita e la data in cui è stata riposta sullo scaffale. A un certo punto <strong>la dispensa di un cliente sa che deve ordinare una scatola di pomodori e una di queste sarà inviata a casa tua alla prossima consegna</strong>. Prima che la scatoletta lasci il negozio, il supermarket legge le informazioni necessarie per il suo inventario.</p>
<p><span id="more-482"></span></p>
<p>Qualche settimana dopo sei al lavoro sulla tua scrivania e stai pensando alla cena, decidi che stasera cucinerai per una cenetta romantica. Dai un occhio alle ricette, ne scegli una, e controlli che nella tua dispensa ci sia tutto il necessario. <strong>I tuoi pomodori si sono allegramente registrati da soli quando sono arrivati nella dispensa, quindi lei è in grado di indicarti che tutto ciò di cui hai bisogno è un po&#8217; di basilico fresco, </strong>puoi fermarti a prenderlo mentre torni a casa. Al supermarket trovi il basilico e lo riponi nel carrello, che aggiorna il prezzo comulativo della tua spesa. Vedendo lo schermo che si illumina, dai un&#8217;occhiata verso il basso e noti l&#8217;annuncio di una offerta speciale sull&#8217;origano. La cancelli e disabiliti le pubblicità successive. <strong>Una volta fatto, passi il carrello alle casse, dove il costo totale viene accreditato e il tuo indirizzo di casa inserito nelle cose acquistate</strong>.</p>
<p>Spingi il carrello sulla pista per la consegna prima di andare al bar a berti un caffè mentre il negozio trasporta la merce per te.</p>
<p>A casa inizi a cucinare, mettendo la scatoletta di pomodori aperta sul tavolo. <strong>La scatoletta capisce di essere stata aperta (dopo aver rilevato una differenza di pressione)</strong>. Ti eri detto più volte che avresti riparato l&#8217;accensione automatica dei fornelli già da diverse settimane, e ora ogni volta che li vuoi accendere non trovi mai l&#8217;accendino. Chiedi alla cucina di trovarti quello più vicino: ce n&#8217;è uno nel cassetto delle posate.<br />
Hai già abbastanza pensieri, così <strong>ordini alla cucina di calcolare la riparazione dei fornelli nel tuo bilancio</strong>. La tua stufa sa che non ti deve più seccare nuovamente. Ti godi la tua cena, accendi la televisione e <strong>durante il primo stacco pubblicitario appare un messaggio dalla tua cucina in fondo allo schermo che ti informa che una scatola di pomodori è rimasta aperta sul tavolo da due ore</strong>. Ti arrabbi un attimo, ma sei contento che la casa non ti ha  interrotto mentre eri impegnato. Lei sà che non stai guardando un programma importante, così ha avuto la decenza di aspettare il primo stacco pubblicitario.</p>
<p>Vai in cucina e rimetti la scatoletta nel frigo. Tre giorni dopo ti svegli e ti fiondi in cucina per una tazza di caffè. Appena prendi il latte vedi <strong>il display del frigorifero che ha diversi messaggi per te</strong>. <strong>Li leggerai più tardi con l&#8217;email</strong> ma noti che il frigo si lamenta per una scatoletta di pomodori che sta per scadere.<br />
Ad una prima occhiata non la vedi ma il frigo la localizza dietro l&#8217;ultima delle birre, così prendi i pomodori e li mescoli. Ti godi la tua &#8220;tomato-juice&#8221; assieme al caffè, poi inizi a pulire e getti la scatoletta vuota nell&#8217;unità per il riciclaggio. <strong>Il cestino rileva tutti i dati personali dalla scatoletta, notando che la lega del materiale è conforme per il riciclaggio</strong>. Qualche giorno più tardi la scatoletta sarà spedita in Germania dove verrà riciclata.</p>
<h3>Siamo impazziti?</h3>
<p>Non proprio, a parte il pessimo gusto americano per l&#8217;accoppiamento pomodori-caffè. <a href="http://www.usenix.org/events/es99/full_papers/arnold/arnold.pdf" title="How and Why You Will Talk to Your Tomatoes" target="_blank">Ciò che hai appena letto</a> veniva pubblicato nel marzo del 1999 nel &#8220;Proceedings of the Embedded Systems Workshop&#8221; a Cambridge (USA). Realtà o fantasia prossima? Il paragrafo iniziava così: &#8220;<strong>Pasta, circa 2005</strong>&#8220;. Mi è capitato tra le mani durante un corso di studio universitario che sto frequentando.</p>
<p>Siamo nel 2008, per fortuna ancora nulla di simile è stato commercializzato e portato nella grande distribuzione. Ma la tecnologia pervasiva, il cosiddetto <strong>Pervasive Computing</strong>, è una scienza dagli aspetti affascinanti. In grado di suscitare scenari incredibili, che da un lato facilitano la vita e migliorano il benessere collettivo (si pensi al riciclaggio o al risparmio energetico), dall&#8217;altro spaventano per la tremenda capacità di penetrazione nella vita privata di ogni individuo.</p>
<p>Una tecnologia è davvero pervasiva quando non viene percepita: la presa di corrente per noi esiste e non sappiamo che dietro ci sono innumerevoli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_trifase" title="Sistema trifase" target="_blank">studi di elettrotecnica</a>. Per noi funziona, e basta.</p>
<p>Bene, esistono dispositivi come gli <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RFID" title="RFID" target="_blank">RFID</a></strong>, in grado di collezionare dati ed essere letti con onde radio. Sono usati ad esempio nei sistemi antitaccheggio, ma le applicazioni sono tante, soprattutto nella <strong>logistica</strong>. Chi ci vieta di utilizzarli per una scatoletta di pomodori? Chi ci vieta di metterli nei biglietti del treno per poi &#8220;offrire&#8221; ai viaggiatori pubblicità mirata in base alle persone che si trovano nel raggio di 20 metri di uno scermo pubblicitario? Magari il tutto gestito da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agente_intelligente" title="Agenti software - wikipedia" target="_blank">sistema ad agenti</a>, dove l&#8217;agente dello schermo indica il target presente (età, sesso, ecc..) e gli agenti delle concessionarie pubblicitarie si aggiudicano il messaggio facendo un&#8217;asta. Esatto, qualcuno ci sta già pensando. Intanto, se volete approfondire le possibili applicazioni, basta dare un&#8217;occhio alla <a href="http://www.telecomitalia.it/cgi-bin/tiportale/TIPortale/ep/contentView.do?tabId=2&amp;pageTypeId=-12157&amp;LANG=IT&amp;channelId=-12209&amp;programId=26412&amp;programPage=/ep/program/editorial.jsp&amp;contentId=29737&amp;contentType=EDITORIAL" title="RFID - telecom italia" target="_blank">ricerca di telecom italia</a>.</p>
<p>Mentre noi, aspettiamo il futuro.</p>
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