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	<title>diploD &#187; slides</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Progettare una presentazione accattivante: qualche consiglio..</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 22:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[impress]]></category>
		<category><![CDATA[power point]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Power Point o Impress, al di là dello strumento spesso è utile fare un minimo di preanalisi prima di strutturare una presentazione. In fondo si tratta di marketing: vendere le proprie idee è un'arte difficile, il successo di una presentazione passa da tanti fattori. Non ci avevo mai pensato troppo, ma questo extrempresentation mi viene incontro. Sono all'ultimo atto prima della tesi, la creazione delle slides. E' molto importante saper trasmettere il proprio lavoro e comunicare le proprie idee, ma qual è il modo corretto?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Power Point</strong> o <strong>Impress</strong>, al di là dello strumento spesso è utile fare un minimo di preanalisi prima di strutturare una <strong>presentazione</strong>. In fondo si tratta di <strong>marketing</strong>: vendere le proprie idee è un&#8217;arte difficile, il successo di una presentazione passa da tanti fattori. Non ci avevo mai pensato troppo, ma questo <strong><a title="extreme presentation" href="http://www.extremepresentation.com/design/" target="_blank">extrempresentation</a></strong> mi viene incontro. Sono all&#8217;ultimo atto prima della tesi, la creazione delle slides. E&#8217; molto importante saper trasmettere il proprio lavoro e comunicare le proprie idee, ma qual è il modo corretto?</p>
<p>Esistono fondamentalmente due tipi di presentazioni: </p>
<blockquote><p>I think that the reason the experts disagree is that they are talking at cross-purposes: they are talking about entirely different types of presentation. To understand this, it helps to understand the idea of presentation idiom. A presentation idiom is a form of expression with an associated set of design principles. I call the two main types of presentation idiom Ballroom style and Conference Room style. Ballroom style presentations are what most typical PowerPoint presentations are trying to be: colorful, vibrant, attention-grabbing, and (sometimes) noisy. They typically take place in a large, dark room—such as a hotel ballroom. Conference room style presentations are more understated: they have less color, with more details on each page; they are more likely to be on printed handouts than projected slides, and they are more suited to your average corporate conference room. [<a title="extreme presentation" href="http://www.extremepresentation.com/crsbrs/" target="_blank">http://www.extremepresentation.com/crsbrs/</a>]</p></blockquote>
<p><span id="more-747"></span><br />
Per farla breve, c&#8217;è la presentazione che deve <strong>catturare l&#8217;attenzione</strong> (ballroom style), con tanti colori e belle immagini; e quella che deve <strong>incentivare l&#8217;interazione</strong> (conference room), stimolare gli interventi dei partecipanti e descrivere nel dettaglio le cose. Nel caso di una tesi di laurea credo sia decisamente più azzeccata la prima: risvegliare le attenzioni di una commissione assorta e poco coinvolta. Se invece stiamo preparando una presentazione aziendale da discutere col proprio team, è sicuramente meglio la seconda tipologia.</p>
<p>Il metodo proposto da Abela prevede 10 passi, la lettura è veloce e snella.. se siete alle prese con una presentazione e volete fare le cose per bene, ne consiglio la lettura.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/03/3_extreme_presentation_method.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-748" title="3_extreme_presentation_method" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/03/3_extreme_presentation_method-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p>Molto comodo a mio avviso lo schema di selezione dei grafici, sulla base delle variabili in gioco e del messaggio da comunicare. <strong>Chi ha voglia di tradurlo in italiano?</strong></p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/03/choosing_a_good_chart.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-749" title="choosing_a_good_chart" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/03/choosing_a_good_chart-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p>Se poi oltre alla teoria si vuole vedere la pratica, meglio passare su <a title="Slideshare" href="http://www.slideshare.net" target="_blank">slideshare</a>: ci sono davvero un sacco di presentazioni accattivanti (ma questo era scontato).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RFID tag: la tecnologia e gli scenari da fantascienza</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/03/17/rfid-tag-la-tecnologia-e-gli-scenari-da-fantascienza/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 00:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[barcode]]></category>
		<category><![CDATA[micra]]></category>
		<category><![CDATA[nissan]]></category>
		<category><![CDATA[pervasive computing]]></category>
		<category><![CDATA[rfid]]></category>
		<category><![CDATA[slides]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[[foto Flickr] I tag RFID sono delle etichette elettroniche, applicabili su qualsiasi prodotto, che integrano un piccolo chip sul quale è possibile salvare alcuni dati. Si dice siano la naturale evoluzione del codice a barre, a differenza di quest&#8217;ultimo un tag RFID può essere riprogrammato, un codice a barre (così come un codice matrice) resterà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/03/rfid.jpg" alt="rfid tag" /><br />
<small>[<a href="http://www.flickr.com/photos/timo/8397860/" title="rfid tag" target="_blank">foto Flickr</a>]</small></p>
<p>I tag <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification" title="RFID - wikipedia" target="_blank">RFID</a> sono delle etichette elettroniche, applicabili su qualsiasi prodotto, che integrano un piccolo chip sul quale è possibile salvare alcuni dati.<br />
Si dice siano la naturale evoluzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_a_barre" title="Codice a barre - wikipedia" target="_blank">codice a barre</a>, a differenza di quest&#8217;ultimo un tag RFID può essere riprogrammato, un codice a barre (così come un codice matrice) resterà sempre uguale una volta che è stato stampato.<br />
Nell&#8217;ambito del corso universitario di <a href="http://polaris.ing.unimo.it/didattica/cas/Home.html" title="Sistemi adattativi complessi - unimore" target="_blank">Sistemi Adattativi Complessi</a> mi sono occupato di questa tecnologia e delle applicazioni attuali e future. Ho letto di ricerche e di scenari affascinanti, ma al tempo stesso decisamente inquietanti, dove persone con <strong>tag rfid <a href="http://www.amal.net/" title="amal rfid" target="_blank">impiantati nel corpo</a></strong> vengono riconosciute e localizzate in qualsiasi momento, dove semplici quanto geniali algoritmi possono <strong>risalire alle azioni che stiamo facendo</strong> semplicemente &#8220;leggendo&#8221; gli oggetti con cui entriamo a contatto.<br />
In un mondo in cui qualsiasi oggetto è taggato (e non si parla di un mondo lontano: i lettori antitaccheggio dei supermercati funzionano così, tanto per capirci) si aprono ipotesi di frigoriferi parlanti che ti informano quando lo yogurt sta per scadere e tecnologie pervasive che invadono nel bene e <a href="http://www.oblo.it/articoli/publish/higtech/Impianti_RFID_sottocutanei_pericolosi_per_la_salute.shtml" title="tag rfid sottocutanei" target="_blank">nel male</a> le nostre vite.</p>
<p><span id="more-511"></span></p>
<p>Se ad esempio indossassimo un badge con un lettore rfid, si potrebbero monitorare gli oggetti con cui operiamo. Se  entriamo in contatto con una teiera, una pentola, l&#8217;acqua, una bustina di tè e lo zucchero, verosimilmente al 90% stiamo preparando il tè. Potremmo poi fare in tempo reale delle ricerche su google per capire in che percentuale alcuni  oggetti sono coinvolti in determinate azioni, semplicemente confrontando quante volte la coppia oggetto-azione compare sulle pagine che citano l&#8217;azione. Mi spiego meglio: la stringa &#8220;teiera&#8221; comparirà circa nell&#8217;80% di pagine che contengono la stringa &#8220;fare il tè&#8221; o &#8220;preparare il tè&#8221;. Se si sviluppa un algoritmo in grado di leggere queste associazioni e costruire un modello probabilistico affidabile potremmo dedurre le azioni di un determinato soggetto in tempo reale. E c&#8217;è chi l&#8217;ha pensato..</p>
<p>Ciò che mi ha lasciato più di stucco però è stata la scoperta di avere la <strong>chiave della macchina dotata di tag rfid</strong>. Mi vantavo con gli amici di poter salire in Micra senza inserire la chiave, ma non mi ero mai chiesto come mai fosse possibile.. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Signature_Transponder" title="DST Texas Instruments" target="_blank">oggi lo so</a>. A conferma che la tecnologia già ha invaso le nostre vite, zitta e silenziosa.</p>
<p>Ecco le slide della mia presentazione. Magari prossimamente le tradurrò pure in italiano..</p>
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