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	<title>diploD &#187; social network</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Strategie di adozione ai tempi dell&#8217;enterprise 2.0</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/07/30/strategie-di-adozione-ai-tempi-dellenterprise-20/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 21:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
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		<description><![CDATA[L'enterprise 2.0 è qualcosa di più dei semplici strumenti, è cultura aziendale. Anche la governance ICT può seguire un metodo 2.0 e questo agire si riflette nelle modalità di adozione di una soluzione software di livello enterprise. Molto interessante, a tal proposito, è l'articolo di Infovark che espone in modo chiaro e diretto le dinamiche di diffusione di un applicativo all'interno dell'azienda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>enterprise 2.0</strong> è qualcosa di più dei semplici strumenti, è cultura aziendale. Anche la governance ICT può seguire un metodo 2.0 e questo agire si riflette nelle modalità di adozione di una soluzione software di livello enterprise. Molto interessante, a tal proposito, è l&#8217;articolo di Infovark che espone in modo chiaro e diretto le <a href="http://www.infovark.com/2007/10/17/defining-enterprise-20-emergence/" target="_blank">dinamiche di diffusione di un applicativo</a> all&#8217;interno dell&#8217;azienda.</p>
<p>Se prendiamo in considerazione una società con la tipica organizzazione gerarchica, la diffusione di un software ERP è per antonomasia completa, perchè imposta. Generalmente questo viene implementato in azienda per volontà del top management in collaborazione con l&#8217;unità ICT e viene per forza utilizzato da tutti, perchè quello è il luogo dove l&#8217;azienda rendiconta il proprio operato.</p>
<p>Un software collaborativo invece ha solitamente una genesi diversa: esso viene acquistato da un dirigente con potere di acquisto, per essere poi diffuso o imposto ai propri diretti impiegati. Questo modo di procedere non garantisce però una completa e compatta adozione, poichè altri dipendenti, che fanno riferimento a diversi dirigenti, potrebbero non essere motivati ne incentivati all&#8217;utilizzo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-full wp-image-776 aligncenter" title="adozione software" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/07/acquisizione-a-schermo-intero-29072009-10914bmp.jpg" alt="" width="500" height="289" /></a></p>
<p>In questa immagine vengono riassunti i concetti presentati nell&#8217;articolo citato in precedenza. Piuttosto significative sono le due schematizzazioni in basso: a sinistra la genesi di un sistema collaborativo imposto secondo la logica top-down, a destra quella di un sistema emergente, nato per volontà di gruppi di utenti con bisogni emergenti, secondo una logica bottom-up.</p>
<p><span id="more-750"></span></p>
<p>Tipicamente questi sistemi tendono ad espandersi seguendo le esigenze che di volta in volta si manifestano, la governance è molto più caotica ma la diffusione e l&#8217;utilizzo dello strumento sarà sicuramente più uniforme. Il risultato è che alcune funzionalità nascono e muoiono nel giro di pochi mesi, altre si espandono nel tempo grazie alla partecipazione degli utenti. E&#8217; il caso tipico di una <strong>intranet aziendale</strong> nata secondo una logica 2.0.</p>
<p>Insomma, nel 2009 l&#8217;enterprise 2.0 non è più un tabù, invito a leggere una attenta analisi dello status quo <a href="http://www.socialenterprise.it/index.php/2009/07/23/lenterprise-20-nel-2009/" target="_blank">presentata sul blog Social Enterprise</a> da Emanuele Quintarelli, di cui riporto solo un passaggio a mio avviso molto interessante che a completamento dei discorsi sopra. Tra le cose che emergono dallo studio sull’andamento del mercato Enterprise 2.0 proveniente da Forrester vi sono queste due sopra tutte:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Più use cases contemporaneamente:</strong> quest’aria un pò carbonara è rafforzata dal numero di aziende che fanno contemporaneamente esperienza con più scenari di utilizzo del social software, guardando in primis al catturare e far circolare la conoscenza (51%), alle comunicazioni corporate (49%), al project management (48%), stimolare la collaborazione (39%). Data la flessibibilità, plasmabilità ed usabilità dei tool, è d’altronde immediato assecondare in corsa le richieste degli utenti e del business</li>
<li><strong>Pochi dipendenti di fatto usano gli strumenti:</strong> in media oggi solamente 1 dipendente su 10 accede sistematicamente ai blog o wiki messi a disposizione dalla società, contro i 4 su 10 che usano il portale corporate ed i 2 su 10 che sfruttano i workspace di progetto. Anche questo dato purtroppo dovrebbe stupirci poco dato lo scarso impegno delle aziende nel coltivare le comunità interne, nel gestire il change management ed ancora prima nel co-progettare questi spazi di scambio coinvolgendo in modo centrale gli utilizzatori finali. Come mostrano altri studi, è ormai chiaro che senza questa attenzione all’adozione, introdurre strumenti sociali non è altro che una perdita di tempo e denaro.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Il dato confortante è che comunque l&#8217;Italia non è rimasta indietro, una volta tanto.</p>
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		<title>Wiaggi: sarà il futuro dei viaggi sociali all&#8217;italiana?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/03/19/wiaggi-sara-il-futuro-dei-viaggi-sociali-allitaliana/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 18:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[wiaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche visionario nel panorama italiano c&#8217;è: è un bene che ci sia. Paolo di ADV Italia è una vecchia conoscenza, da qualche tempo aveva in cantina un portalone che non vedevo l&#8217;ora di utilizzare. Oggi è arrivato sulla scena, in tutta la sua sostanza: wiaggi è prima di tutto un sito web, con tante &#8211; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qualche visionario nel panorama italiano c&#8217;è: è un bene che ci sia.</strong><br />
Paolo di <a title="ADV Italia - annuncio wiaggi" href="http://www.advitalia.org/wp/?p=681" target="_blank">ADV Italia</a> è una <em>vecchia</em> conoscenza, da qualche tempo aveva in cantina un portalone che non vedevo l&#8217;ora di utilizzare. Oggi è arrivato sulla scena, in tutta la sua sostanza: <strong><a title="Wiaggi" href="http://www.wiaggi.it/" target="_blank">wiaggi</a></strong> è prima di tutto un sito web, con tante &#8211; tantissime &#8211; cose. Descritto con le parole dell&#8217;ideatore:</p>
<blockquote><p>Non è solo social network. Può essere directory, strumento per costruire itinerari, e-commerce. E&#8217; quanto di più vicino io possa immaginare ad un portale per conoscere, descrivere, esplorare e condividere territorio e turismo.<br />
E&#8217; una sintesi del tanto chiaccherato web 2.0 applicato al turismo.<br />
Infatti in wiaggi abbiamo:</p>
<ul>
<li>mashup di mappe</li>
<li>mashup di foto</li>
<li>social network</li>
<li>wiki</li>
<li>blogging</li>
</ul>
<p>Esistono tanti modi di utilizzarlo e tante funzioni più o meno nascoste. Spiegarle tutte subito sarebbe impossibile. Per ora provate ad esplorarlo e a scoprire il modo di usarlo che vi è più congeniale. Poi quando si sarà stabilizzato faremo un mini video introduttivo ed una faq.<br />
Nei prossimi giorni saranno infatti aggiunti alcuni perfezionamenti oltre alla versione inglese.<br />
Non abbiate timore a segnalarci sul blog di <a title="Blog wiaggi" href="http://www.wiaggi.it/blog" target="_blank">http://www.wiaggi.it/blog</a> tutti gli errori e difetti o le migliorie che pensate sia possibile applicare. E&#8217; quello che ci aspettiamo da voi.</p></blockquote>
<p><span id="more-754"></span></p>
<p>Io vorrei solo aggiungere che la possibilità di esportazione degli itinerari nel formato GPX (per importalo poi nel navigatore GPS), così come l&#8217;esportazione su Google Earth sono una roba degna di attenzione.<br />
E che dire del pezzetto di condice per embeddare i vaggi nel proprio sito? Una perla.<br />
In bocca al lupo a questo nuovo attore del panorama web 2.0 italiano, spero possa fare per il turismo ciò che <a title="2spaghi" href="http://www.2spaghi.it/" target="_blank">2spaghi</a> ha fatto per la ristorazione!</p>
<p><iframe src="http://www.wiaggi.it/index.php?load=embed&amp;tid=192&amp;width=300&amp;height=300" style="width: 300px; height: 335px;" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Software per la social network analysis</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/02/15/software-per-la-social-network-analysis/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[analysis]]></category>
		<category><![CDATA[reti]]></category>
		<category><![CDATA[SNA]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Per fare Social Network Analysis esistono diversi software; generalmente vengono utilizzati per identificare gruppi, rappresentare o visualizzare le reti di relazioni o di conoscenza, fare simulazioni su di esse aggiungendo o rimuovendo nodi e archi, a partire da diversi formati di input (relazionali o non relazionali). L'output prodotto è tipicamente un grafico o un file di testo che rappresenta il network analizzato. Gli strumenti di analisi  permettono ai ricercatori di studiare e rappresentare  reti di dimensioni diverse: piccole o di grandi dimensioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per fare <a title="social network analysis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis" target="_blank">Social Network Analysis</a> esistono diversi software; generalmente vengono utilizzati per identificare gruppi, rappresentare o visualizzare le reti di relazioni o di conoscenza, fare simulazioni su di esse aggiungendo o rimuovendo nodi e archi, a partire da diversi formati di input (relazionali o non relazionali). L&#8217;output prodotto è tipicamente un grafico o un file di testo che rappresenta il network analizzato. Gli strumenti di analisi  permettono ai ricercatori di studiare e rappresentare  reti di dimensioni diverse: piccole (ad esempio famiglie, team di progetto) o di grandi dimensioni (ad esempio Internet, le reti di trasmissione delle malattie).</p>
<p>I diversi tool elaborano i dati attraverso algoritmi di natura matematica e statistica che vengono applicati al modello di network, per costruire rappresentazioni visuali utili all&#8217;analisi: modificare i colori di diversi reparti, evidenziare le connessioni critiche di un grafo, ecc.. </p>
<p><span id="more-734"></span><br />
I parametri di interesse per queste tipologie di analisi sono:</p>
<ul>
<li><strong>Centralità nel network (Network Centrality o Centralization)</strong>: È una misura del contributo dato dal prestigio, dall&#8217;importanza, dall&#8217;influenza che un attore possiede all&#8217;interno della rete. Misura le potenzialità di un attore sulla base della sola posizione. La centralità si riferisce alla misura in cui una rete ruota attorno ad un singolo nodo. Più specificamente, viene misurata come la percentuale di tutte le centralità possedute da un nodo.</li>
<li><strong>Centrality Degree</strong>: il grado di centralità è il numero di connessioni dirette che un nodo possiede, si è portati a pensare che un nodo con più connessioni sia sinonimo di maggior importanza, ma non è sempre è così. A volte è la qualità e la tipologia della connessioni a fare la differenza.</li>
<li><strong>Betweness Centrality</strong>: misura la strategicità di un nodo nella rete tra due aree importanti della stessa (concetto di betweness). Un individuo con una elevata betweness centrality ha una grande influenza nel flusso di informazioni</li>
<li><strong>Closeness Centrality</strong>: misura quanti passaggi devono essere fatti partendo da un nodo dato per raggiungere il massimo numero possibile di nodi. Gli individui con una alta closeness centrality sono nella posizione ideale per monitorare il flusso di informazioni sulla rete.</li>
<li><strong>Network Density</strong>: la densità del network esprime il livello dei legami all&#8217;interno di una rete, ovvero la connettività di ogni singolo soggetto. In sostanza è un indice dello sfruttamento delle opportunità relazionali che un individuo ha a disposizione. <br />
Nella figura seguente un esempio chiarificatore dei concetti illustrati sopra. </p>
<p><strong><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/rete.png"><img class="alignnone size-full wp-image-741" title="rete" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/rete.png" alt="" width="500" height="385" /></a><br />
</strong></li>
<li><strong>Clustering o Cluster Analysis</strong>: Si tratta di algoritmi che attraverso tecniche di analisi multivariata individuano gruppi omogenei in un insieme di dati, sono utili per capire in che modo una organizzazione è suddivisa in sottogruppi. Tutte le tecniche di clustering si basano sul concetto di distanza tra due elementi della rete, si possono costruire cluster in modo bottom-up (all&#8217;inizio ogni nodo è un cluster a sé, poi l&#8217;algoritmo provvede ad unirli) o top-down (all&#8217;inizio tutti gli elementi stanno in un unico cluster, poi l&#8217;algoritmo provvede a suddividerli). Una categorizzazione delle metodologie di clustering è la seguente:<br />
- <em>Clustering esclusivo</em>: ogni elemento può essere assegnato esattamente ad un solo gruppo<br />
- <em>Clustering non esclusivo</em>: ogni elemento può appartenere a più cluster<br />
- <em>Clustering partitivo (oppure k-clustering)</em>: ogni elemento è assegnato ad un gruppo sulla base della distanza da un punto rappresentativo del cluster (centroide, medioide, ecc..)<br />
- <em>Clustering gerarchico</em>:  viene creato un albero che visualizza i passi di accorpamento/divisione dei cluster in modo gerarchico<br />
- <em>Clustering density-based</em>: il cluster viene creato analizzando l&#8217;intono di ogni punto dello spazio, considerando la densità di punti in un intorno di raggio fissato.</li>
<li><strong>Structural Equivalence</strong>: quando due  nodi sono connessi alle stesse persone, hanno lo stesso grado di centralità e di betweness (ecc.) allora si dice che sono strutturalmente equivalenti. Nodi strutturalmente equivalente sono intercambiabili.</li>
<li><strong>Network Neighborhood</strong>: il neighborhood di un nodo è il suo intorno, ovvero quell&#8217;insieme di persone che stanno a una determinata distanza.</li>
<li><strong>External / Internal Ratio</strong>: il rapporto tra archi entranti e archi uscenti da un nodo.</li>
<li><strong>Weighted Average Path Length, Shortest Paths &amp; Path Distribution</strong>: la lunghezza dei cammini tra due nodi è una misura della capacità di collegamento tra due individui all&#8217;interno di un network. Vi sono molti algoritmi e diverse tecniche per il calcolo dei cammini minimi e l&#8217;analisi della loro distribuzione, un esempio relativo ai grafi orientati con archi pesati è l&#8217;<a title="Algoritmo di Dijkstra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Algoritmo_di_Dijkstra" target="_blank">algoritmo di Dijkstra</a>.</li>
</ul>
<p>Tra gli strumenti più diffusi per effettuare SNA, in ambito accademico sono da segnalare <a title="ucinet" href="http://www.analytictech.com/ucinet/ucinet.htm " target="_blank">UCINet</a>, <a title="pajek" href="http://vlado.fmf.uni-lj.si/pub/networks/pajek/ " target="_blank">Pajek</a>, <a title="ORA" href="http://www.casos.cs.cmu.edu/projects/ora/ " target="_blank">ORA</a> e <a title="GUESS" href="http://graphexploration.cond.org/ " target="_blank">GUESS</a>; mentre in ambito commerciale vanno menzionati <a title="InFlow" href="http://www.orgnet.com/ " target="_blank">InFlow</a>, <a title="keyhubs" href="http://www.keyhubs.com/ " target="_blank">Keyhubs</a> e <a title="netminer" href="http://www.netminer.com/ " target="_blank">NetMiner</a> (di quest&#8217;ultimo è riportato uno screenshot in figura sotto).</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/netminer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-742" title="netminer" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/netminer.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Per chi volesse approfondire a avere una lista di Software per la Social Network Analysis da valutare e testare, il riferimento è questa pagina di wikipedia: <a title="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis_software" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis_software</a></p>
<p>Negli scorsi giorni ho fatto qualche prova con UCINET, effettivamente è piuttosto semplice da utilizzare ma l&#8217;interfaccia è ancora primitiva. Magari nei prossimi giorni scrivo due righe riguardo gli strumenti di analisi con UCINET.. <strong>Qualcuno può consigliare?</strong></p>
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		<title>Knowledge Management e Risorse Umane: due casi studio</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/06/09/knowledge-management-e-risorse-umane-due-casi-studio/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 23:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
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		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Assieme ad altri compagni di sventura (leggi: università) abbiamo analizzato il caso di Siemens ShareNet e Southwest Airlines per il corso di Gestione delle Risorse Umane (già, facciamo anche questo..). Siemens è un colosso mondiale della componentistica elettronica e consulenza su progetti avanzati. Da diversi anni si è dotata di una piattaforma web per il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Assieme ad altri compagni di sventura (leggi: università) abbiamo analizzato il caso di <a href="http://w1.siemens.com/" title="siemens" target="_blank">Siemens</a> ShareNet e <a href="http://www.southwest.com/" title="southwest airlines" target="_blank">Southwest Airlines</a> per il corso di Gestione delle Risorse Umane (già, facciamo anche questo..).</p>
<p>Siemens è un colosso mondiale della componentistica elettronica e consulenza su progetti avanzati. Da diversi anni si è dotata di una piattaforma web per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Knowledge_management" title="knowledge management" target="_blank">Knowledge Management</a>. Gestione della Conoscenza, per chi ancora parla come mangia.<br />
Su ShareNet i dipendenti Siemens scambiano informazioni, c’è una bacheca per le richieste urgenti, un forum, strumenti di chat e videoconferenza. Si tratta di un luogo virtuale per la collaborazione, il cui scopo è la memorizzazione della conoscenza acquisita coi progetti passati e quelli in corso.<br />
ShareNet ha vinto il “<strong>Best Global Knowledge Management Network</strong>” award nel 1999, quando il sistema stava ancora prendendo forma. Oggi è diventato un <strong>social network aziendale</strong> di fondamentale importanza, ma il successo che ha avuto non è frutto della propensione alla condivisione innata nei dipendenti Siemens.<br />
Per promuovere e far utilizzare il sistema si sono spese <strong>cifre importanti</strong>, milioni di dollari; si sono individuati <strong>manager</strong> addetti all’implementazione e alla promozione della piattaforma nelle diverse divisioni; sono stati individuati “template” per l’inserimento delle informazioni e venivano elargiti <strong>premi</strong> alle persone che maggiormente contribuivano ai contenuti.<br />
La morale? Non è sufficiente la <strong>progettazione condivisa</strong>, è indispensabile anche il &#8220;marketing interno&#8221; per far decollare un social network. Un sistema di Knowledge Management non può funzionare se non viene <strong>costantemente  alimentato</strong>.</p>
<p>Queste sono le slides della nostra presentazione, le pubblico on-line, come al solito, per non farle precipitare nel dimenticatoio delle “fatiche formative”.</p>
<p><span id="more-572"></span></p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_455062"><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=siemensxp-1212965554774379-8"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=siemensxp-1212965554774379-8" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border:0px none;margin-bottom:-5px" alt="SlideShare"/></a> | <a href="http://www.slideshare.net/diplod/siemens-sharenet?src=embed" title="View Siemens ShareNet on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload?src=embed">Upload your own</a></div>
</div>
<p>Sothwest è una compagnia aerea low cost che opera negli Stati Uniti, fu la prima a buttarsi sul mercato dei voli a basso costo e al suo modello si sono ispirate altre società, come <a href="http://www.ryanair.com/site/IT/" title="ryanair" target="_blank">Ryanair</a> o <a href="http://www.easyjet.com/" title="easyjet" target="_blank">easyJet</a>.<br />
A un osservatore esterno sembrerebbe una compagnia felice, fatta di gente con una gran voglia di  lavorare e fare feste. Sfruttano la gente come nessuno sa fare, la fanno lavorare il doppio e la pagano la metà. Eppure non hanno tanti licenziamenti, il <strong>turnover è basso</strong> e c’è un grande <strong>senso di affiliazione</strong> da parte di tutti i dipendenti. C’è una idea di fondo che permea la cultura organizzativa: quella della famiglia. Della famiglia si tende a non parlar male, in famiglia ci si aiuta a vicenda e si fanno sacrifici per il bene comune. In famiglia ci si può anche divertire, e rilassare. Sarà l’idea vincente?</p>
<p>Il <strong>CEO</strong> di Southwest è il <strong>meno pagato</strong> del settore, eppure generano ricavi migliori a tutti i competitori. C’è una cosa che mi ha fatto pensare: provate a guardare il sito rivolto alle <a href="http://www.southwest.com/careers/" title="southwest" target="_blank">possibilità di carriera di Southwest</a> e <a href="http://corporate.airfrance.com/en/the-airline/men-and-women/index.html" title="airfrance" target="_blank">quello di Airfrance</a>, <strong>la differenza si nota?</strong></p>
<p>Come sopra, ecco la presentazione.</p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_381514"><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=southwest-airlines-diplod-1209563745587138-8"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=southwest-airlines-diplod-1209563745587138-8" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border:0px none;margin-bottom:-5px" alt="SlideShare"/></a> | <a href="http://www.slideshare.net/diplod/southwest-airlines-381514?src=embed" title="View Southwest Airlines on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload?src=embed">Upload your own</a></div>
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