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	<title>diploD &#187; wired</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Nobel per la Pace a Internet e Peace Dot: fare pace col blog..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/12/29/nobel-per-la-pace-a-internet-e-peace-dot-fare-pace-col-blog/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 23:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
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		<description><![CDATA[Peace Dot e Internet For Peace. Due progetti di pace in qualche modo relazionati tra loro. Il primo invita a creare un sottodominio per diffondere messaggi di Pace, l'altro si pone l'obiettivo di candidare la rete al premio Nobel per la Pace 2010.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://peace.diplod.it"><img class="size-full wp-image-954 aligncenter" title="header" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/12/header.png" alt="header" width="406" height="223" /></a></p>
<blockquote><p>Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone.<br />
Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l&#8217;umanità abbia mai avuto.<br />
La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attraverso la comunicazione.<br />
Perchè da sempre la democrazia germoglia dove c&#8217;è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l&#8217;incontro con l&#8217;altro è l&#8217;antidoto più efficace all&#8217;odio e al conflitto.<br />
Ecco perchè Internet è strumento di pace.<br />
Ecco perchè ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza.<br />
Ecco perchè la rete merita il prossimo Nobel per la pace.<br />
E sarà un Nobel dato anche a ciascuno di noi.</p></blockquote>
<p>Questo è il <strong>manifesto</strong> che candida <strong>Internet</strong> al prossimo premio <strong>Nobel per la Pace</strong>. Il regolamento però parla chiaro: il premio può essere assegnato solo a persone. E allora? C&#8217;è chi <a href="http://www.smeerch.it/2009/11/19/volete-che-a-internet-sia-assegnato-un-premio-nobel-per-la-pace/" target="_blank">si è buttato</a> in <a href="http://blog.webnews.it/20/11/2009/nobel-per-la-pace-a-internet-unidea-sbagliata/" target="_blank">estenuanti dibattiti</a> sull&#8217;opportunità o meno della candidatura: ciò che mi preme è tuttavia il <a title="liquida - internet for peace" href="http://magazine.liquida.it/2009/11/21/internet-merita-il-nobel-per-la-pace-2010-da-oggi-una-petizione-internazionale/" target="_blank">messaggio</a>.</p>
<p>E&#8217; vero: probabilmente internet non è ne bene, ne male.. E&#8217; uno strumento. Potrebbe tuttalpiù essere candidato per entrare a far parte dei beni &#8220;Patrimonio dell&#8217;Umanità&#8221; protetti dall&#8217;Unesco, forse farebbe più bella figura. Tutti i giorni però siamo invasi da messaggi che associano internet al male, alla criminalità e alla delinquenza.. Credo sia sacrosanto, una volta tanto, <strong>sostenere a occhi chiusi un messaggio positivo</strong>. Anche se tecnicamente poco credibile.</p>
<p><span id="more-953"></span></p>
<p>Qualche altro visionario ha pensato bene di amplificare il messaggio con una stravagante idea: <a title="Peace Dot" href="http://peace.stanford.edu/" target="_blank">Peace Dot</a>. L&#8217;idea di Peace Dot è semplice: ognuno registra un sottodominio del tipo http://peace.NomeDominio.com e lo popola con ciò che meglio crede.<br />
E&#8217; partito tutto dall&#8217;università di Standford. Grazie ad Internet è infatti possibile diffondere il messaggio di pace tramite una soluzione sistematica e globale che rende più facile la condivisione e la connessione. Ognuno può personalizzare la propria pagina come meglio crede, ciò che conta è appunto contagiare quante più persone possibile!</p>
<p>Lo hanno fatto <a title="peace facebook" href="http://peace.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a> (con un bellissimo grafico che mostra le amicizie tra israeliani e palestinesi), <a title="peace PB Works" href="http://peace.pbworks.com/" target="_blank">PB Works</a>, <a title="peace Dalai Lama" href="http://peace.dalailamafoundation.org/" target="_blank">Dalai Lama Foundation</a> e tanti altri. Così è nato anche <a title="Pace - peace dot" href="http://peace.diplod.it" target="_blank">http://peace.diplod.it</a>.. Cosa ci metterò? Quello che man mano mi viene in mente per pubblicizzare messaggi di pace e solidarietà. <strong>Fallo anche tu e scambiamoci i link!</strong> Presto rilascerò anche il template, se vuoi utilizzarlo per questo o per altri scopi..</p>
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		<title>Cervelli in fuga o talenti in Italia?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 22:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[cervelli]]></category>
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		<category><![CDATA[media]]></category>
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		<description><![CDATA[Come mai oggi sempre più giovani coltivano il mito dell'espatrio? Siamo davvero messi così male? Molte statistiche confermano: l'Italia non è Paese per giovani laureati. Ogni tanto mi sovviene il dubbio.. Io, nel mio quarto di secolo, sono soddisfatto del mio primo lavoro post laurea, e vedo intorno a me diversi giovani che "fanno". A volte mi chiedo se non sia  colpa del sistema mediatico, che promuove modelli "ignoranti" come riferimento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_929" style="width: 420px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-929" title="via" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/12/via.jpg" alt="via" width="410" height="339" /><p class="wp-caption-text">Foto Flickr</p></div>
<p>Come mai oggi sempre più <strong>giovani</strong> coltivano il <strong>mito dell&#8217;espatrio</strong>? Siamo davvero messi così male? <a title="studenti.it" href="http://www.studenti.it/lavoro/giovani_estero.php" target="_blank">Molte</a> <a title="almalaurea - condizione occupazionale dei laureati" href="http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione07/" target="_blank">statistiche</a><a title="laureati in fuga - repubblica" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/01/laureati-in-fuga.html" target="_blank"> confermano</a>: l&#8217;Italia non è Paese per giovani <strong>laureati</strong>. Ogni tanto mi sovviene il dubbio.. Io, nel mio quarto di secolo, sono soddisfatto del mio primo lavoro post laurea, e vedo intorno a me diversi giovani che &#8220;fanno&#8221;. A volte mi chiedo se non sia  colpa del sistema mediatico, che promuove <strong>modelli &#8220;ignoranti&#8221;</strong> come riferimento.<br />
Proprio ieri è arrivato <em>wired</em> di Dicembre, evidentemente ci sono diversi lettori che la pensano più o meno come me. Nelle lettere indirizzate al magazine si <a title="wired: lorenzo thione" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/storie/the-big-bing.aspx" target="_blank">parlava di Lorenzo Thione</a>, un ragazzo che ha fondato <a title="Powerset" href="http://www.powerset.com/" target="_blank">Powerset</a> per poi venderla a Microsoft e farsi un bel gruzzoletto (100 milioni). La tecnologia di ricerca sviluppata da Thione è ora utilizzata per Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Ora il fulcro non sta nel determinare se Bing è meglio di Google (su questo non c&#8217;è dubbio, il secondo è nettamente superiore), ma nel cercare di capire come mai in Italia nessuno ha mai sentito parlare di questo tizio.</p>
<blockquote><p>Se uno vincesse 100 milioni al SuperEnalotto diventerebbe una star. I tiggì strillerebbero l&#8217;allegra notizia, e i quotidiani manderebbero un inviato nel paese natio per parlare con amici e parenti. Già mi vedo le dieci domande. Come ha fatto ad azzeccare la mitica sestina? Come spenderà questa somma pazzesca? E via così. I settimanali di gossip andrebbero a caccia delle foto di famiglia cercando di allestire flirt con veline o calciatori, mentre i politici proverebbero a tradurre la popolarità in una candidatura: &#8220;Fai come lui/lei, vinci al SuperEnalotto&#8221;. Per sua fortuna, invece, Lorenzo Thione, per fare 100 milioni, ha dovuto studiare, andare negli Stati Uniti, avere una buona idea e lavorare duro. Così ha fatto Bing, e lo hanno bellamente ignorato. Fosse mai che poi uno come lui diventa un modello. O una speranza.</p></blockquote>
<p><span id="more-924"></span>Sempre su wired, Marco rispondeva a un&#8217;altra ragazza che dichiarava le sue intenzioni di trasferirsi a Stoccolma. Anche in questo caso, riporto le sue parole poichè rispecchiano in toto il mio pensiero:</p>
<blockquote><p>Ho letto con attenzione e commozione la lettera della ragazza che sta emigrando a Stoccolma. Cara amica, ti auguro il miglior bene, complimentandomi per il coraggio e la determinazione. Se permetti, io resto qua in Italia. Il Paese che mi ha dato i natali, del quale parlo la lingua e del quale mi sento cittadino. Non vuole essere una patetica dimostrazione di cieco patriottismo, ma una dichiarazione d&#8217;intenti. Se ci sono posti al mondo ai quali aspiriamo e che guardiamo con invidia e ammirazione, perchè non provare anche noi a diventare come loro? Il livello di civiltà di una nazione non dipende dal fato, ma da come i suoi cittadini la vogliono far diventare. Io credo che noi, giovani e meno giovani di oggi, che siamo consapevoli che il cambiamento è nelle nostre mani, abbiamo la capacità, la forza e la voglia di far diventare il nostro Paese un bel posto. Il senso civico, la consapevolezza che il benessere collettivo si riflette in benessere personale, il rifiuto dell&#8217;egoismo sociale, sono piantine che vanno coltivate e io non mi voglio tirare indietro, anche se i frutti dovessero coglierli i miei figli o i miei nipoti. Perciò, cara amica, a te e a tutti quelli che scelgono un&#8217;altra strada, i miei migliori auguri di tutto cuore.<br />
Io, qua, ho da fare.</p></blockquote>
<p>Su questo tema c&#8217;è pure <a title="La Fuga dei Talenti" href="http://fugadeitalenti.wordpress.com/" target="_blank">chi ha scritto un libro</a>. Io credo che l&#8217;Italia abbia un immenso problema: quello dei media. Se è vero che ormai buona parte dei giovani passa <a href="http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=32021" target="_blank">più tempo su internet che sulla tv</a>, è altrettanto vero che i modelli di riferimento spesso escono da quest&#8217;ultima. Avete mai visto un servizio nel tg della sera su un qualche ricercatore/scienziato/studioso/lavoratore emergente? E quanti servizi abbiamo dovuto sopportare sul <a title="bagnone - superenalotto" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/24/bagnone-turisti-del-jackpot-se-avessi.html" target="_blank">piccolo borgo di Bagnone</a>? Se vinci il superenalotto con una schedina da 2 euro diventi un dio, se passi 5 anni all&#8217;università sei un pirla.</p>
<p>Ci sono tante, troppe, notizie poco incoraggianti. Se dovessi basarmi solo sui numeri <strong>partirei domani</strong>, ma se penso a come mi sentirei davvero <strong>realizzato</strong>, mi vedo in Italia. Con questo non dico che sono contrario a qualsiasi esperienza all&#8217;estero, magari ne farò tante e ben volentieri. Ma il mio obiettivo è mettere le radici qui, tra qualche anno. Ho seguito, durante gli studi, <a title="ciao america" href="http://www.duechiacchiere.it/811/ciao-america" target="_blank">i passi di Camu</a>, e in qualche modo lui fa parte di quei modelli positivi, che si trovano solo spulciando la rete. Perdendo tempo..</p>
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