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	<title>diploD &#187; e-learning</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Credem assume con un business game on-line</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Credem è un istituto di credito reggiano. Poco tempo fa si è concluso il business game che ha portato all&#8217;assunzone di nuovi dipendenti, selezionati grazie a un metodo piuttosto innovativo. E&#8217; iniziato tutto a Dicembre 2007, quando Credem ha aperto le iscrizioni per un gioco on-line, l&#8217;obiettivo era conoscore nuovi talenti da inserire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/businessgame.jpg" alt="Business Game" /><br />
<small>[foto <a title="flickr" href="http://www.flickr.com/photos/coachdanny/2053658823/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p><a title="credem" href="http://www.credem.it/" target="_blank">Credem</a> è un istituto di credito reggiano. Poco tempo fa si è concluso il business game che ha portato all&#8217;assunzone di nuovi dipendenti, selezionati grazie a un metodo piuttosto innovativo. E&#8217; iniziato tutto a Dicembre 2007, quando Credem ha aperto le iscrizioni per un gioco on-line, l&#8217;obiettivo era conoscore nuovi talenti da inserire nel personale.</p>
<p>Sono tra coloro che odiano i processi di selezione, perchè in un paio di ore è davvero difficile capire chi sei e come ti comporti. Questa faccenda dell&#8217;assunzione tramite un business game però mi incuriosisce, è il primo caso in Italia. E soprattutto non dura qualche ora, ma qualche mese. In sostanza vengono simulati on-line gli scenari competitivi in cui l&#8217;azienda opera. C&#8217;erano 500 iscritti e i primi 3 classificati hanno ottenuto un premio in denaro.</p>
<p><span id="more-528"></span></p>
<blockquote><p>“Abbiamo deciso di avvalerci di questo strumento di selezione”, ha commentato Angelo Campani, direttore risorse umane di Credem, “per entrare in contatto con candidati in modo nuovo, cercando di essere reattivi rispetto alle mutazioni del mercato del lavoro e delle aspettative dei giovani. Abbiamo ricevuto iscrizioni in numero di gran lunga superiore alle nostre previsioni”, prosegue Campani, “a dimostrazione della volontà dei giovani di mettersi in gioco sperimentando nuovi approcci al mondo del lavoro. Visto il successo dell’iniziativa stiamo valutando la realizzazione di edizioni future” [<a title="blueTG" href="http://www.bluetg.it/component/newscontent/view/1211.html?bluetg=Premiati%20i%20tre%20vincitori%20della%20prima%20edizione%20del%20Credem%20business%20challenge." target="_blank">BlueTG</a>]</p></blockquote>
<p>Da studente in cerca di lavoro, vedo di buon occhio queste iniziative. Ma non l&#8217;ho provata; e ho un innato scetticismo nei confronti dei processi di selezione.. non posso farci nulla!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Studenti: risorse e truffe nel web</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 19:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>

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		<description><![CDATA[Su queste pagine mi capita spesso di parlare di università, di e-learning e di risorse sul web. Sovente ricevo accessi di gente che ricerca &#8220;tesi sull&#8217;e-learning&#8221;, soprattutto da quando ho reso disponibile on line la mia tesi di laurea. In questi giorni, leggendo le notizie dal mio aggregatore, sono venuto a conoscenza dell&#8217;interessante progetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su queste pagine mi capita spesso di parlare di università, di e-learning e di risorse sul web. Sovente ricevo accessi di gente che ricerca &#8220;tesi sull&#8217;e-learning&#8221;, soprattutto da quando ho reso disponibile on line <a title="tesi di laurea" href="http://www.diplod.it/2006/12/08/e-learning-e-knowledge-management-tesi/">la mia tesi di laurea</a>.</p>
<p>In questi giorni, leggendo le notizie dal mio aggregatore, sono venuto a conoscenza dell&#8217;interessante progetto di laurea di un ragazzo che ha deciso di realizzare una <strong>tesi 2.0</strong> e nelle <a target="_blank" title="tesi 2.0" href="http://www.tesi20.net/blog/?post=49">sue ricerche</a> mi rivedo quando qualche mese fa ero alle prese con lo sviluppo di Cognitio, il portale di e-Learning che ho realizzato per la mia tesi triennale. Significa che il web sta diventando sempre più utile, che gli studenti (universitari e non) sanno sfruttare appieno le potenzialità della rete.<br />
Sono nate realtà come <a target="_blank" title="unispace" href="http://www.unispace.it/">Unispace</a> e <a target="_blank" title="unilife" href="http://unilife.it/">Unilife</a>, che personalmente non utilizzo, ma che sono il termometro di una crescente sensibilità e integrazione tra il mondo accademico e la rete sociale.<br />
Se poi parliamo di scuola in generale, e non solo di università, vale la pena citare il sito del ministero della pubblica istruzione dedicato al <a target="_blank" title="edidablog" href="http://www.edidablog.it/nuke/">blogging per gli insegnanti</a>. E&#8217; bruttino e si apre con una frase terribile, degna dei timorosi dell&#8217;internet 1.0:</p>
<blockquote><p>Tutti gli amministratori dei blog e dei podcast sono invitati a verificare attentamente e costantemente negli spazi a loro affidati da Edidablog, che le immagini, i testi, i suoni ed i video inseriti direttamente e/o da studenti e/o partner non contravvengano le norme di legge sulla privacy e sul diritto d&#8217;autore e che non manchino di rispetto al comune senso del pudore e della dignità personale.</p></blockquote>
<p>..ma è pur sempre qualcosa! Di ben altro spessore invece è il sito analogo realizzato dalla Regione Emilia Romagna: <a target="_blank" title="scuolaER" href="http://blog.scuolaer.it/">ScuolaER</a>. Un sito ben fatto e curato dedicato agli insegnanti e alle scuole: &#8220;i BlogER, progettati per la didattica, sono aperti alle scuole che potranno utilizzare questa nuova modalità comunicativa per raccontare le proprie esperienze          e progetti&#8221;. Sempre dall&#8217;emilia romagna arriva l&#8217;<a target="_blank" title="osservatorio almatwo" href="http://almatwo.ei.unibo.it/">Osservatorio AlmaTwo</a>, con tanto di blog dedicato all&#8217;e-learning che scopro essere on-line già dal lontano giugno 2005.</p>
<p><span id="more-133"></span></p>
<p><img align="left" alt="webstudenti" id="image132" title="webstudenti" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/02/webstudenti.gif" />Non è tutto rosa e fiori, qualcosa di storto nel nostro piccolo Paese c&#8217;è: si chiama <a href="http://www.diplod.it/#">WebStudenti</a> (link non più funzionante). Una banca dati che raccoglie <span class="testo">temi, tesine, appunti, traduzioni, tesi, riassunti, e tanto materiale utile! Peccato che il tutto sia accessibile alla modica cifra di <strong>144 euro!</strong> E la cifra è ben nascosta nella clausola numero 5 del contratto di abbonamento. Non è un portale pensato per figli di papà, ma un servizio gestito da una società con sede a Varsavia, dal nome <strong>New Europe Media sp.zo.o.</strong> Non ho avuto modo di provare il servizio, che si attiva ricevendo la password con una chiamata al numero verde, quindi non posso dire se poi effettivamente il materiale all&#8217;interno valga la spesa, ma le clausole del contratto non mi convincono, basta <a href="http://www.diplod.it/#">leggerselo in toto</a> (link non più funzionante) per capire che genere di servizio si va a sottoscrivere.</span></p>
<p>Poichè non mi piace chiudere parlando male del web, cito in questo piccolissimo scorcio del mondo e-learning anche due interessanti motori di ricerca personalizzati: <a target="_blank" title="RicercaMaestre" href="http://www.ricerchemaestre.it/">RicercaMaestre</a> (un motore di ricerca per bambini, genitori e maestri che seleziona siti scelti da esperti insegnanti della  Scuola Primaria. Si possono trovare risorse scolastiche per la scuola elementare e navigare all&#8217;interno di siti adatti a bambini dai 3 ai 12 anni, cercando contenuti educativi e di svago) e <a target="_blank" title="educity" href="http://www.educity.it/">Educity</a> (che cerca solo in siti approvati da un team di professori delle  scuole italiane).</p>
<p>In definitiva, qualcosa si muove. E nei prossimi anni, grazie anche al ricambio generazionale, sempre più insegnati e sempre più scuole usufruiranno del &#8220;bello&#8221; di internet, digital divide permettendo..</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong>: in questi giorni le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro i siti gestiti dalla società New Europe Media, maggiori notizie nell&#8217;<a title="truffa studenti" target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1935463">articolo di Punto Informatico</a>.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO 2</strong>: Mi è arrivata via mail una nota che pubblico qui per completezza circa la truffa di WebStudenti.</p>
<blockquote><p>Essendo stata utilizzata per la stipula dei contratti di abbonamento l’innovativa piattaforma tecnologica Unibase, Teleunit S.p.A., in linea con la propria vocazione etica di operatore nazionale delle telecomunicazioni, che si realizza ed articola nei vari prodotti Teleunit, ha deciso di rimborsare integralmente tutti coloro che hanno pagato.<br />
Nella vicenda Teleunit S.p.A. si considera parte lesa e si riserva di procedere legalmente nei confronti di chi verrà accertato essere responsabile dei disservizi e delle errate e fuorvianti informazioni.<br />
L’Azienda esprime piena fiducia nell’operato degli Organi Istituzionali preposti e si augura che sia fatta, al più presto, piena luce sui fatti accaduti.</p></blockquote>
<p>Sono rimasto felicemente stupito di fronte al fatto che un&#8217;azienda abbia deciso di inviare direttamente un comunicato stampa anche ad un semplice blogger come il sottoscritto. I miei complimenti a Teleunit, questo significa lavorare con serietà.</p>
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		<title>MIT distribuisce i corsi on-line</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 02:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) distribuisce i propri corsi on-line, le lezioni si possono scaricare sottoforma di mp3 o come video, il tutto gratuitamente e senza registrazione. La notizia non è delle più fresche, OpenCourseWare -questo il nome del sito dell&#8217;iniziativa- è on-line già dal 2002; negli ultimi giorni però Repubblica ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="MIT - Opencourseware" id="image100" alt="MIT - Opencourseware" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/01/mitopencourseware.gif" />Il Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) distribuisce i propri corsi on-line, le lezioni si possono scaricare sottoforma di mp3 o come video, il tutto gratuitamente e senza registrazione. La notizia non è delle più fresche, <a title="MIT - OpenCourseWare" target="_blank" href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/index.htm">OpenCourseWare</a> -questo il nome del sito dell&#8217;iniziativa- è on-line già dal 2002; negli ultimi giorni però <a title="repubblica - MIT" target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universitaonline/mit-online/mit-online.html">Repubblica ha rilanciato la notizia</a> facendo sapere che i corsi distribuiti gratuitamente hanno superato quota 2000.</p>
<p>Un gran lavoro, magari anche dispendioso, ma onore al merito. Cose del genere difficilmente si possono vedere qui da noi.. Me ne ero già occupato quando stesi la tesi di laurea, ma sinceramente non ho mai avuto il tempo e la voglia di seguire qualche lezione. Resta il fatto che un archivio del genere è un patrimonio di conoscenza, che grazie alla rete diventa fruibile da tutti. Un bell&#8217;esempio di condivisione, una gran bella pubblicità per un università.</p>
<p>Sinceramente non so se anche in Italia esistano degli atenei che seguano la stessa direzione, se ci sono fatemelo sapere. In genere dispense e materiale didattico si possono trovare sui siti di facoltà, ma non ho mai visto un portale progettato appositamente e dedicato alla distribuzione al pubblico, non agli studenti.</p>
<p>L&#8217;america può sempre stupire&#8230;</p>
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		<title>e-Learning: la desolazione delle università telematiche</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 01:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema dell&#8217;e-Learning mi sta a cuore, ma duole constatare che il settore dove andrebbe applicato è desolante. Non lo dico per posizione presa, lo dico sulla base di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera di Domenica 31 Dicembre 2006, firmato da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Se i dati presentati in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema dell&#8217;e-Learning mi sta a cuore, ma duole constatare che il settore dove andrebbe applicato è desolante. Non lo dico per posizione presa, lo dico sulla base di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera di Domenica 31 Dicembre 2006, firmato da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.</p>
<p>Se i dati presentati in questo articolo sono veri, e la fonte citata è nientemeno che la banca dati del ministero, il quadro delle università telematiche italiane è a dir poco raccapricciante. Università spesso senza docenti di ruolo registrati e diverse facoltà avviate, approvate dall&#8217;ex ministro Moratti.</p>
<p>Tanto per darvi un&#8217;idea del quadro, cito dall&#8217;articolo in questione:</p>
<blockquote><p><a title="unimercatorum" href="http://www.unimercatorum.it/" target="_blank">Telematica universitas mercatorum</a>, costituita a novembre del 2005 per iniziativa dell&#8217;unioncamere (presidente è Andrea Mondello, che guida l&#8217;associazione): una facoltà (Economia) e due corsi di laurea. [..] E poi la <a title="unipegaso" href="http://www.unipegaso.it/" target="_blank">Pegaso</a> (due facoltà, Giurisprudenza e Scienze Umanistiche, zero docenti di ruolo in banca dati) che ha come azionisti Danilo, Raffaele e Angelo Jervolino, che già hanno interessi in vari istituti scolastici privati partenopei. E poi la <a title="unifortunato" href="http://www.unifortunato.eu/" target="_blank">Giustino Fortunato</a> (solo Giurisprudenza, nessun docente di ruolo in banca dati) che fa capo alla fondazione Efiro di Benevento, presieduta da Angelo Pasquale Colarusso, già noto nel Sannio per una scuola privata che da molto tempo aiutava nelle rimonte scolastiche. E poi ancora <a title="unidav" href="http://www.unidav.it/" target="_blank">Leonardo Da Vinci</a>, zero docenti di ruolo (per la banca dati), tre facoltà (Scienze dei Beni Culturali, Scienze della Formazione e Scienze Manageriali) e un legame strettissimo con l&#8217;università Gabriele D&#8217;Annunzio di Chieti-Pescara (nota anche per un gran numero di speedy lauree) [...]</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo prosegue su questa lineaa per altre tre università&#8230;</p>
<p><span id="more-69"></span></p>
<blockquote><p>Voi chiederete: perchè questa corsa? Il miele che attira le api, quelle buone e quelle meno buone, è la possibilità di rastrellare una quantità mai vista di &#8220;aspiranti dottori&#8221;. Merito di quella riformetta che permette un po&#8217; a tutti di &#8220;mettere a frutto il proprio lavoro&#8221;. Facendosi riconoscere, sulla base dell&#8217;esperienza accumulata come ragionieri o guardie forestali, giornalisti o vigili del fuoco, impiegati catastali o brigadieri dei carabinieri, una gran quantità di crediti formativi universitari (fino a 140, prima che Mussi imponesse un tetto massimo di 60 su 180) così da poter puntare a una laurea con pochi esami.</p></blockquote>
<p>Che dire, un&#8217;altra occasione persa per provare a distribuire qualcosa di buono tramite internet. In questa situazione, mi convinco sempre più dell&#8217;e-learning in modalità blended, ovvero quella che alterna lezioni in presenza a momenti di scambio on-line. Diverse università italiane prevedono queste tipologie, soprattutto nei corsi a indirizzo informatico. Molto utili da questo punto di vista si possono rivelare i wiki e i blog, per la condivisione e la partecipazione attiva degli studenti ai programmi didattici.</p>
<p><a title="unimarconi con firefox" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/01/unimarconi.gif"><img id="image68" title="Unimarconi" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/01/unimarconi.miniatura.gif" alt="Unimarconi" align="left" /></a>Per chiudere in bellezza, vi comunico che diversi siti di queste teleuniversità sono di pessima qualita (spesso si aprono malamente con Firefox o non hanno codice conforme agli standard W3C) e vi riporto un altro dato ricavato dall&#8217;articolo del Corriere: l&#8217;<a title="Unimarconi" href="http://www.unimarconi.it/index/index.html" target="_blank">università telematica Marconi</a> pare abbia oltre 4000 iscritti, un esercito di laureandi! Aprendo il sito con Firefox questo è completamente illeggibile (lo potete vedere aprendo la foto a lato), e dulcis in fundo.. Sono ben in vista i bottoncini di conformità agli standard W3C (inutile dire che la validazione fallisce), compreso quello sull&#8217;accessibilità (dopo aver aperto il sito con IE, scopro che la pagina accessibile è in &#8220;fase di aggiornamento&#8221;). Olè.</p>
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		<title>e-Learning e Knowledge Management: studio per la tesi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2006 11:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tesi di laurea è una fatica che deve affrontare chiunque decida di portare a termine il percorso universitario. Mentre si scrive la tesi, si perdono ore ed ore a studiare libri, saggi, documenti, white papers e qualsiasi cosa possa tornare utile per le proprie ricerche. Spesso però si ha la sensazione che tutto questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tesi di laurea è una fatica che deve affrontare chiunque decida di portare a termine il percorso universitario. Mentre si scrive la tesi, si perdono ore ed ore a studiare libri, saggi, documenti, white papers e qualsiasi cosa possa tornare utile per le proprie ricerche. Spesso però si ha la sensazione che tutto questo lavoro sia sprecato, sembra di gettare via il proprio tempo (tanto alla fine le 150 pagine che si scrivono vanno riassunte in 10 minuti di presentazione e valgono solo qualche punto del voto di laurea).</p>
<p>Per non far cadere nell&#8217;oblio tutte le ore passate di notte davanti al pc ho deciso di pubblicare la mia tesi come documento scaricabile gratuitamente, purchè venga rispettata la proprietà intellettuale. Il titolo del documento è <strong>&#8220;E-Learning e Knowledge Management: sviluppo di un portale web con blog e wiki&#8221;</strong>.</p>
<p>Durante la stesura della mia tesi e il relativo lavoro di programmazione web del portale ho avuto modo di imparare e impratichirmi con tantissimi strumenti: linguaggio java e jsp, css, impostazione di applicazioni open-source come Roller (piattaforma di bloggin multiutente) e JSPWiki (motore wiki). E&#8217; stata l&#8217;occasione per studiare e scoprire diversi casi di applicazione di sistemi di collaborazione e apprendimento a distanza in contesti aziendali o in ambiti accademici.</p>
<p><span id="more-13"></span></p>
<p>Lo scopo di questa tesi è illustrare il processo che ha portato alla progettazione di un portale web di e-Learning e Knowledge Management. Il punto di partenza è l&#8217;analisi dello stato dell&#8217;arte; nel secondo capitolo si affronteranno gli aspetti economici, organizzativi e culturali ai quali sono soggetti i sistemi di questo genere (con un&#8217;analisi economica dettagliata dei costi relativi all&#8217;adozione di un sistema di e-Learning); nel terzo capitolo verrà presentata l&#8217;architettura e il funzionamento di <strong>Cognitio</strong>, il portale realizzato durante il tirocinio presso la facoltà, il relativo codice Java e la struttura del database (MySQL) al quale si appoggia.<br />
L&#8217;aspetto innovativo di questa piattaforma web è l&#8217;impiego di strumenti quali wiki e blog per la distribuzione e fruizione dei corsi a distanza e la collaborazione tra gli utenti: essi offrono grande flessibilità al sistema, che si trasforma da semplice contenitore di materiale didattico in un vero e proprio strumento per la condivisione e gestione della conoscenza, con interessanti destinazioni anche in ambito aziendale al di fuori di un contesto puramente formativo.<br />
Cognitio fa uso di software open source (Roller e JSPWiki) ed è stato installato presso un server del dipartimento di Scienze e Metodi dell&#8217;Ingegneria della facoltà di Reggio Emilia, l&#8217;obiettivo è utilizzarlo in futuro per il corso di Tecnologie e Applicazioni Web.</p>
<p>La tesi contiene anche un confronto tra i sette LMS (Learning Management Systems) open-source più rinomati: Moodle, Sakai, Atutor, ILIAS, Docebo, Dokeos, OLAT.<br />
Un altro interessante contributo è quello della sitografia, che racchiude uno spaccato di tutti quei siti riguardanti la sfera dell&#8217;e-learning, del knowledge management, della collaborazione con blogs e wiki.</p>
<p><strong>SCARICA IL FILE PDF</strong>: <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/e-learning-knowledge-management-davide-del-monte.pdf">clicca qui per iniziare il download</a></p>
<p>Se scaricate questo documento, se lo trovate interessante o lo utilizzate per altri lavori per favore lasciate un commento in questo post.</p>
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