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	<title>diploD &#187; italia</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Cervelli in fuga o talenti in Italia?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 22:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Come mai oggi sempre più giovani coltivano il mito dell'espatrio? Siamo davvero messi così male? Molte statistiche confermano: l'Italia non è Paese per giovani laureati. Ogni tanto mi sovviene il dubbio.. Io, nel mio quarto di secolo, sono soddisfatto del mio primo lavoro post laurea, e vedo intorno a me diversi giovani che "fanno". A volte mi chiedo se non sia  colpa del sistema mediatico, che promuove modelli "ignoranti" come riferimento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_929" style="width: 420px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-929" title="via" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/12/via.jpg" alt="via" width="410" height="339" /><p class="wp-caption-text">Foto Flickr</p></div>
<p>Come mai oggi sempre più <strong>giovani</strong> coltivano il <strong>mito dell&#8217;espatrio</strong>? Siamo davvero messi così male? <a title="studenti.it" href="http://www.studenti.it/lavoro/giovani_estero.php" target="_blank">Molte</a> <a title="almalaurea - condizione occupazionale dei laureati" href="http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione07/" target="_blank">statistiche</a><a title="laureati in fuga - repubblica" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/01/laureati-in-fuga.html" target="_blank"> confermano</a>: l&#8217;Italia non è Paese per giovani <strong>laureati</strong>. Ogni tanto mi sovviene il dubbio.. Io, nel mio quarto di secolo, sono soddisfatto del mio primo lavoro post laurea, e vedo intorno a me diversi giovani che &#8220;fanno&#8221;. A volte mi chiedo se non sia  colpa del sistema mediatico, che promuove <strong>modelli &#8220;ignoranti&#8221;</strong> come riferimento.<br />
Proprio ieri è arrivato <em>wired</em> di Dicembre, evidentemente ci sono diversi lettori che la pensano più o meno come me. Nelle lettere indirizzate al magazine si <a title="wired: lorenzo thione" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/storie/the-big-bing.aspx" target="_blank">parlava di Lorenzo Thione</a>, un ragazzo che ha fondato <a title="Powerset" href="http://www.powerset.com/" target="_blank">Powerset</a> per poi venderla a Microsoft e farsi un bel gruzzoletto (100 milioni). La tecnologia di ricerca sviluppata da Thione è ora utilizzata per Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Ora il fulcro non sta nel determinare se Bing è meglio di Google (su questo non c&#8217;è dubbio, il secondo è nettamente superiore), ma nel cercare di capire come mai in Italia nessuno ha mai sentito parlare di questo tizio.</p>
<blockquote><p>Se uno vincesse 100 milioni al SuperEnalotto diventerebbe una star. I tiggì strillerebbero l&#8217;allegra notizia, e i quotidiani manderebbero un inviato nel paese natio per parlare con amici e parenti. Già mi vedo le dieci domande. Come ha fatto ad azzeccare la mitica sestina? Come spenderà questa somma pazzesca? E via così. I settimanali di gossip andrebbero a caccia delle foto di famiglia cercando di allestire flirt con veline o calciatori, mentre i politici proverebbero a tradurre la popolarità in una candidatura: &#8220;Fai come lui/lei, vinci al SuperEnalotto&#8221;. Per sua fortuna, invece, Lorenzo Thione, per fare 100 milioni, ha dovuto studiare, andare negli Stati Uniti, avere una buona idea e lavorare duro. Così ha fatto Bing, e lo hanno bellamente ignorato. Fosse mai che poi uno come lui diventa un modello. O una speranza.</p></blockquote>
<p><span id="more-924"></span>Sempre su wired, Marco rispondeva a un&#8217;altra ragazza che dichiarava le sue intenzioni di trasferirsi a Stoccolma. Anche in questo caso, riporto le sue parole poichè rispecchiano in toto il mio pensiero:</p>
<blockquote><p>Ho letto con attenzione e commozione la lettera della ragazza che sta emigrando a Stoccolma. Cara amica, ti auguro il miglior bene, complimentandomi per il coraggio e la determinazione. Se permetti, io resto qua in Italia. Il Paese che mi ha dato i natali, del quale parlo la lingua e del quale mi sento cittadino. Non vuole essere una patetica dimostrazione di cieco patriottismo, ma una dichiarazione d&#8217;intenti. Se ci sono posti al mondo ai quali aspiriamo e che guardiamo con invidia e ammirazione, perchè non provare anche noi a diventare come loro? Il livello di civiltà di una nazione non dipende dal fato, ma da come i suoi cittadini la vogliono far diventare. Io credo che noi, giovani e meno giovani di oggi, che siamo consapevoli che il cambiamento è nelle nostre mani, abbiamo la capacità, la forza e la voglia di far diventare il nostro Paese un bel posto. Il senso civico, la consapevolezza che il benessere collettivo si riflette in benessere personale, il rifiuto dell&#8217;egoismo sociale, sono piantine che vanno coltivate e io non mi voglio tirare indietro, anche se i frutti dovessero coglierli i miei figli o i miei nipoti. Perciò, cara amica, a te e a tutti quelli che scelgono un&#8217;altra strada, i miei migliori auguri di tutto cuore.<br />
Io, qua, ho da fare.</p></blockquote>
<p>Su questo tema c&#8217;è pure <a title="La Fuga dei Talenti" href="http://fugadeitalenti.wordpress.com/" target="_blank">chi ha scritto un libro</a>. Io credo che l&#8217;Italia abbia un immenso problema: quello dei media. Se è vero che ormai buona parte dei giovani passa <a href="http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=32021" target="_blank">più tempo su internet che sulla tv</a>, è altrettanto vero che i modelli di riferimento spesso escono da quest&#8217;ultima. Avete mai visto un servizio nel tg della sera su un qualche ricercatore/scienziato/studioso/lavoratore emergente? E quanti servizi abbiamo dovuto sopportare sul <a title="bagnone - superenalotto" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/24/bagnone-turisti-del-jackpot-se-avessi.html" target="_blank">piccolo borgo di Bagnone</a>? Se vinci il superenalotto con una schedina da 2 euro diventi un dio, se passi 5 anni all&#8217;università sei un pirla.</p>
<p>Ci sono tante, troppe, notizie poco incoraggianti. Se dovessi basarmi solo sui numeri <strong>partirei domani</strong>, ma se penso a come mi sentirei davvero <strong>realizzato</strong>, mi vedo in Italia. Con questo non dico che sono contrario a qualsiasi esperienza all&#8217;estero, magari ne farò tante e ben volentieri. Ma il mio obiettivo è mettere le radici qui, tra qualche anno. Ho seguito, durante gli studi, <a title="ciao america" href="http://www.duechiacchiere.it/811/ciao-america" target="_blank">i passi di Camu</a>, e in qualche modo lui fa parte di quei modelli positivi, che si trovano solo spulciando la rete. Perdendo tempo..</p>
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		<title>Ma tu hai il CED o l&#8217;ICT?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/11/05/ma-tu-hai-il-ced-o-lict/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 05:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[ced]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Può sembrare una domanda banale.. ma sotto nasconde la visione che l'azienda ha maturato rispetto all'impiego delle tecnologie IT.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Può sembrare una domanda banale.. ma sotto nasconde la visione che l&#8217;azienda ha maturato rispetto all&#8217;impiego delle tecnologie IT.</p>
<p>Il <strong>CED</strong> lo conoscono tutti: <em>Centro Elaborazione Dati</em>. L&#8217;acronimo <strong>ICT</strong> che è? <em>Information Communication Technology</em>. Quando devi spiegare chi sei e dove lavori, lo nomini e magari qualcuno ti guarda storto.. qualche secondo di attesa, capisci, esclami &#8220;CED!&#8221;. &#8220;Ah.. al CED! Mamma mia..&#8221;.<br />
Vi sono aziende che hanno la consapevolezza tale per sfruttare l&#8217;ICT come <strong>traino all&#8217;innovazione</strong>. Che investono in tecnologie informatiche proprio come si fa con la ricerca, che testano, sperimentano, abbandonano o si aprono alle tecnologie SOA. Altre che invece faticano a comprendere, tutto ciò che sta sotto a quel centro di costo è <strong>solo un costo</strong>, nulla più, e come tale va mantenuto basso. <strong>La differenza tra costo e investimento è enorme</strong>, proprio come quella tra CED e ICT.<br />
Non vorrei banalizzare, non è sempre così, spesso magari è colpa solamente di un rettaggio tutto italiano: di quella cultura che vorrebbe il dialetto nelle scuole al posto dell&#8217;inglese. Però il dubbio resta.</p>
<p>Di certo l&#8217;Italia non brilla per gli investimenti in ICT, riporto un estratto dell&#8217;analisi svolta dall&#8217;Osservatorio SMAU &#8211; School of Management di Milano, condotta su circa 1200 imprese, con un numero di addetti compreso tra 1 e 500.</p>
<p><span id="more-891"></span></p>
<blockquote><p>L’Osservatorio SMAU &#8211; School of Management di Milano ha realizzato, nel corso del 2009, una ricerca nazionale in collaborazione con SMAU, finalizzata a “radiografare” lo stato di utilizzo delle ICT da parte delle imprese locali, in particolare di piccole e medie dimensioni.<br />
Sono state quindi analizzate circa 1.200 imprese, con un numero di addetti compreso tra 1 e 500, con l’obiettivo di misurare il livello di evoluzione nell’utilizzo delle ICT &#8211; sintetizzato nel concetto di Maturità ICT &#8211; da parte delle piccole e medie imprese italiane, in termini sia di infrastruttura (Maturità infrastrutturale) che di patrimonio applicativo (Maturità applicativa). Un’impresa matura dal punto di vista ICT dispone di un’infrastruttura completa e affidabile, predisposta all’evoluzione, e di un patrimonio applicativo in grado di supportare tutti i principali processi aziendali in modo integrato.<br />
Rispetto alla precedente ricerca dell’Osservatorio, realizzata nel 2007, negli ultimi due anni si è assistito a un aumento del livello di Maturità ICT delle PMI italiane: in particolare, le imprese “Lungimiranti”, che stanno utilizzando in modo “evoluto” sia l’infrastruttura ICT che il parco applicativo, sono passate dal 12% al 17%, mentre si è ridotta la percentuale di imprese “Immature”, in cui il supporto informatico è ridotto alle attività essenziali e in alcuni casi completamente assente, passando dal 42% al 34%. E’ il segnale che, in media, la sensibilità delle PMI italiane rispetto all’utilizzo delle ICT è cresciuto negli ultimi anni.<br />
Vediamo, più nel dettaglio, il livello di evoluzione nell’utilizzo delle ICT da parte delle PMI di alcune delle regioni italiane intressate dall’analisi.<br />
La Lombardia è la regione con la maggiore presenza di imprese “Lungimiranti”, con una percentuale pari al 30%, e in cui è più elevata la spesa IT per addetto, pari a circa 1.100 Euro.<br />
Il Veneto presenta una percentuale di imprese “Lungimiranti” pari 22% mentre solo solo un’impresa su 5 è “Immatura”.<br />
In Emilia-Romagna circa il 20% delle imprese utilizza le ICT in modo evoluto, a fronte di una spesa IT per addetto pari a circa 1.000 Euro.<br />
Infine, la Puglia è caratterizzata da una certa presenza di imprese “Immature” (52%), mentre solo il 12% delle PMI utilizza le ICT in modo evoluto. Anche la spesa IT per addetto, pari in media a 460 Euro, mette in evidenza il distacco ancora rilevante rispetto alle regioni settentrionali.<br />
Nonostante l’aumento del livello di Maturità ICT, gli effetti della crisi, si sono fatti sentire: nel corso del 2009, solo il 38% delle PMI analizzate ha dichiarato l’intenzione di sviluppare progetti ICT “rilevanti” nel corso del 2010, una percentuale che due anni fa superava il 50%.<br />
Se guardiamo alle tipologie di progetti ICT che le PMI italiane hanno intenzione di realizzare nel corso del prossimo anno, dall’analisi sono emersi tre ambiti principali:</p>
<ul>
<li>la sostituzione del sistema gestionale &#8211; o almeno di una sua parte – che, per la maggior parte delle PMI, continua a rappresentare l’applicazione più rilevante a supporto del proprio business;</li>
<li>l’introduzione di applicazioni per la dematerializzazione e la conservazione sostitutiva dei documenti, sulla spinta delle recenti normative relative alla fatturazione verso la Pubblica amministrazione;</li>
<li>l’adozione di sistemi di comunicazione “avanzati”, con l’obiettivo principale di ridurre le spese di comunicazione e di gestione dell’infrastruttura di comunicazione.</li>
</ul>
<p>[Raffaello Balocco, Andrea Rangone - Politecnico di Milano]</p></blockquote>
<p>Quindi in Italia si spende ancora poco in ICT? Pare.. di certo la crisi non ha fatto bene. Mi hanno però stupito le parole di Angelucci, presidente <a title="Assinform" href="http://www.assinform.it" target="_blank">Assinform</a>, che in occasione della presentazione dei dati riguardanti il mercato ICT italiano dichiara:</p>
<blockquote><p>Dobbiamo essere consapevoli che dietro questi dati vi è la crisi di un settore come l&#8217;IT, che con le sue 97.000 imprese e 390.000 addetti, costituisce una delle più rilevanti realtà industriali del Paese e uno dei primi settori dell&#8217;Information Technology in Europa. Quarto per produzione di valore aggiunto, pari al 2,8% del Pil, è il settore economico che, in Italia, vanta il primato di occupati laureati: pari al 30% dei suoi addetti, presentando il più elevato rapporto capitale umano per unità prodotto. Questi numeri rivelano che esiste un made in Italy tecnologico, con un rilevante peso economico e culturale nel Paese, al quale, tuttavia, non corrisponde altrettanto peso politico. Ma l&#8217;IT che licenzia significa perdita di cervelli e di alte professionalità; il taglio di spese e investimenti in tecnologie informatiche significa arretramento nel processo di modernizzazione, abbassamento delle capacità competitive e di reazione dell&#8217;intera economia. Perciò, considerata l&#8217;estrema pervasività delle tecnologie informatiche, l&#8217;impatto della crisi che investe l&#8217;Information Technology va valutato ben al di là dei perimetri del settore, come un impoverimento qualitativo dell&#8217;intero Paese</p></blockquote>
<p>Quarti in Europa? Umh.. Quindi, forse, qualche speranza c&#8217;è. Sono <strong>ottimista</strong>!</p>
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		<title>Facebook e assassini, tutto tace..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/10/26/facebook-e-assassini-tutto-tace/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 23:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[E' passato qualche giorno da quando i grandi politici italiani si sono accorti del fatto increscioso: migliaia di ispiranti assassini si stavano coalizzando su Facebook..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-886" title="carta-strappata" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/10/carta-strappata.png" alt="carta-strappata" width="410" height="250" /></p>
<p>E&#8217; passato qualche giorno da quando i grandi politici italiani si sono accorti del <strong>fatto increscioso</strong>: migliaia di ispiranti assassini si stavano coalizzando su <strong>Facebook</strong>.. Già tutto tace, ma il gruppo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; è ancora lì, nel frattempo ha raddoppiato gli iscritti.</p>
<p>Penso alle centinaia di gruppi con ambizioni omicide (circa 2600 risultati per la chiave &#8220;uccidiamo&#8221;), penso a quell&#8217;esrcito di vecchi politici che siedono in parlamento. Li vedo scossi, questo Facebook e questi giovani: ora le <strong>chiacchere da bar</strong> stanno pure su <strong>internet</strong>? Eresia!<br />
Penso all&#8217;agente di polizia postale che ha inviato mesto una richiesta oltre oceano: chiudete un gruppo, vi prego, ma non cancellate i dati perchè vogliamo perseguire questi disgraziati (oggi sono oltre 35 mila). La sicurezza del premier, la sicurezza della nazione prima di tutto.<br />
Penso a quel povero cristo che si è visto recapitare questa bizzarra richiesta: strani gli italiani.. Davvero strani. Ma dovremo chiudere anche il gruppo che vuole morte &#8220;le vecchiette che spiano dalle finestre&#8221;? Aspettiamo di sapere cosa ne pensa il ministro della Giustizia, dopo essersi confrontato con quello dell&#8217;Interno.</p>
<p>Non faccio parte di questi gruppi, perchè credo siano fondamentalmente una grande <strong>idiozia</strong>. Non credo che questo sia un modo serio per esprimere le proprie opinioni, ma non credo nemmeno che questi gruppi debbano far<em> tremare le vecchiette</em>. Sarebbe pure condivisibile il fatto di chiederne la chiusura, ma il clamore che hanno suscitato in certi ambienti denota ancora una volta la <strong>distanza</strong> che questi hanno dal mondo connesso.</p>
<p>Problemi di un&#8217;Italia che arranca.<br />
<strong> Problemi di una classe politica non ancora pronta per la democrazia digitale.</strong></p>
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		<title>Strategie di adozione ai tempi dell&#8217;enterprise 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 21:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
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		<description><![CDATA[L'enterprise 2.0 è qualcosa di più dei semplici strumenti, è cultura aziendale. Anche la governance ICT può seguire un metodo 2.0 e questo agire si riflette nelle modalità di adozione di una soluzione software di livello enterprise. Molto interessante, a tal proposito, è l'articolo di Infovark che espone in modo chiaro e diretto le dinamiche di diffusione di un applicativo all'interno dell'azienda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>enterprise 2.0</strong> è qualcosa di più dei semplici strumenti, è cultura aziendale. Anche la governance ICT può seguire un metodo 2.0 e questo agire si riflette nelle modalità di adozione di una soluzione software di livello enterprise. Molto interessante, a tal proposito, è l&#8217;articolo di Infovark che espone in modo chiaro e diretto le <a href="http://www.infovark.com/2007/10/17/defining-enterprise-20-emergence/" target="_blank">dinamiche di diffusione di un applicativo</a> all&#8217;interno dell&#8217;azienda.</p>
<p>Se prendiamo in considerazione una società con la tipica organizzazione gerarchica, la diffusione di un software ERP è per antonomasia completa, perchè imposta. Generalmente questo viene implementato in azienda per volontà del top management in collaborazione con l&#8217;unità ICT e viene per forza utilizzato da tutti, perchè quello è il luogo dove l&#8217;azienda rendiconta il proprio operato.</p>
<p>Un software collaborativo invece ha solitamente una genesi diversa: esso viene acquistato da un dirigente con potere di acquisto, per essere poi diffuso o imposto ai propri diretti impiegati. Questo modo di procedere non garantisce però una completa e compatta adozione, poichè altri dipendenti, che fanno riferimento a diversi dirigenti, potrebbero non essere motivati ne incentivati all&#8217;utilizzo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-full wp-image-776 aligncenter" title="adozione software" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/07/acquisizione-a-schermo-intero-29072009-10914bmp.jpg" alt="" width="500" height="289" /></a></p>
<p>In questa immagine vengono riassunti i concetti presentati nell&#8217;articolo citato in precedenza. Piuttosto significative sono le due schematizzazioni in basso: a sinistra la genesi di un sistema collaborativo imposto secondo la logica top-down, a destra quella di un sistema emergente, nato per volontà di gruppi di utenti con bisogni emergenti, secondo una logica bottom-up.</p>
<p><span id="more-750"></span></p>
<p>Tipicamente questi sistemi tendono ad espandersi seguendo le esigenze che di volta in volta si manifestano, la governance è molto più caotica ma la diffusione e l&#8217;utilizzo dello strumento sarà sicuramente più uniforme. Il risultato è che alcune funzionalità nascono e muoiono nel giro di pochi mesi, altre si espandono nel tempo grazie alla partecipazione degli utenti. E&#8217; il caso tipico di una <strong>intranet aziendale</strong> nata secondo una logica 2.0.</p>
<p>Insomma, nel 2009 l&#8217;enterprise 2.0 non è più un tabù, invito a leggere una attenta analisi dello status quo <a href="http://www.socialenterprise.it/index.php/2009/07/23/lenterprise-20-nel-2009/" target="_blank">presentata sul blog Social Enterprise</a> da Emanuele Quintarelli, di cui riporto solo un passaggio a mio avviso molto interessante che a completamento dei discorsi sopra. Tra le cose che emergono dallo studio sull’andamento del mercato Enterprise 2.0 proveniente da Forrester vi sono queste due sopra tutte:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Più use cases contemporaneamente:</strong> quest’aria un pò carbonara è rafforzata dal numero di aziende che fanno contemporaneamente esperienza con più scenari di utilizzo del social software, guardando in primis al catturare e far circolare la conoscenza (51%), alle comunicazioni corporate (49%), al project management (48%), stimolare la collaborazione (39%). Data la flessibibilità, plasmabilità ed usabilità dei tool, è d’altronde immediato assecondare in corsa le richieste degli utenti e del business</li>
<li><strong>Pochi dipendenti di fatto usano gli strumenti:</strong> in media oggi solamente 1 dipendente su 10 accede sistematicamente ai blog o wiki messi a disposizione dalla società, contro i 4 su 10 che usano il portale corporate ed i 2 su 10 che sfruttano i workspace di progetto. Anche questo dato purtroppo dovrebbe stupirci poco dato lo scarso impegno delle aziende nel coltivare le comunità interne, nel gestire il change management ed ancora prima nel co-progettare questi spazi di scambio coinvolgendo in modo centrale gli utilizzatori finali. Come mostrano altri studi, è ormai chiaro che senza questa attenzione all’adozione, introdurre strumenti sociali non è altro che una perdita di tempo e denaro.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Il dato confortante è che comunque l&#8217;Italia non è rimasta indietro, una volta tanto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questione di agenda..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/01/27/questione-di-agenda/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 23:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Premessa: chi non ha tempo da perdere può anche decidere di non approfondire. Al di là dell&#8217;Oceano: Congelamento degli stipendi dello staff del presidente Finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali Auto più ecologiche, meno petrolio e più efficienza Chiusura di Guantanamo Nel bel mezzo del Mediterraneo: Blocco alle intercettazioni telefoniche Costruzione di un centro per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa: chi non ha tempo da perdere può anche decidere di non approfondire.</p>
<p><strong>Al di là dell&#8217;Oceano:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Obama congela gli stipendi" href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/obama_taglio_stipendi_casa_bianca_dc1a2276-e7ea-11dd-833f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Congelamento degli stipendi dello staff del presidente</a></li>
<li><a title="Finanziamento cellule staminali - obama" href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/24/Aborto_staminali_Obama_cancella_divieti_co_9_090124002.shtml" target="_blank">Finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali</a></li>
<li><a title="Auto ecologiche - obama" href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-presidenza/new-deal-verde/new-deal-verde.html" target="_blank">Auto più ecologiche, meno petrolio e più efficienza</a></li>
<li><a title="Chiusura Guantanamo - Obama" href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-presidenza/hillary-nuova-era/hillary-nuova-era.html" target="_blank">Chiusura di Guantanamo</a></li>
</ul>
<p><strong>Nel bel mezzo del Mediterraneo:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Berlusconi lascia l'italia" href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_02/berlusconi_intercettazioni_97599af0-00a4-11dd-aec1-00144f486ba6.shtml" target="_blank">Blocco alle intercettazioni telefoniche</a></li>
<li><a title="lampedusa lega" href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/immigrati-3/maroni-sinistra/maroni-sinistra.html" target="_blank">Costruzione di un centro per le espulsioni degli immigrati a lampedusa</a></li>
<li><a title="Grande Fratello Alitalia" href="http://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2009/gf/notizie/hostess_ultimatum_9cc335b2-e9e9-11dd-a42c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Alitalia regalata ai francesi, i debiti agli italiani: ma il nostro problema sta al Grande Fratello</a></li>
<li><a title="Scomunica vaticano" href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/lefebvriani/lefebvriani.html?ref=search" target="_blank">Vaticano toglie scomunica a un vescovo che nega l&#8217;olocausto</a></li>
</ul>
<p>Siamo davvero messi così bene?</p>
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		<title>Social bookmark all&#8217;italiana: set di 13 icone gratuite</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/05/31/social-bookmark-allitaliana-set-di-13-icone-gratuite/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2008 11:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[social bookmark]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai i siti di social bookmark sono come funghi, anche gli italiani si sono appassionati. Lavorando alla nuova grafica ho cercato un set di icone da utilizzare sotto ad ogni post per segnalare gli articoli ai siti di bookmarking sociale. Nulla, solo tante belle icone inglesi.. Così ho fatto in casa, ecco il risultato: un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/presentazione.png" alt="Set icone social bookmark italiani" /></p>
<p>Ormai i siti di <strong>social bookmark</strong> sono come funghi, anche gli italiani si sono appassionati. Lavorando alla nuova grafica ho cercato un set di icone da utilizzare sotto ad ogni post per segnalare gli articoli ai siti di bookmarking sociale. Nulla, solo tante belle icone inglesi..</p>
<p>Così ho fatto in casa, ecco il risultato: un <strong>set di 13 icone da scaricare e utilizzare gratuitamente</strong>, come meglio credete. Nello zip sono disponibili i formati <strong>png 40&#215;40</strong> e <strong>20&#215;20</strong>. Ho inserito anche i <strong>file photoshop</strong>, se qualcuno è interessato ad aggiungere icone al set può partire da quelli.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/icone-social-bookmark-ita.zip" class="download-link" title="Set icone social bookmark italiani">Scarica il set di icone &#8220;social bookmark italia&#8221;</a></p>
<p><span id="more-565"></span></p>
<p><strong>Quali sono i siti &#8220;iconizzati&#8221;?</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://oknotizie.alice.it/" target="_blank" title="oknotizie">OkNotizie</a></li>
<li><a href="http://segnalo.alice.it/" title="segnalo" target="_blank">Segnalo</a></li>
<li><a href="http://www.wikio.it/" title="wikio" target="_blank">Wikio</a></li>
<li><a href="http://www.upnews.it/" title="upnews" target="_blank">Upnews</a></li>
<li><a href="http://ziczac.it/" title="ziczac" target="_blank">ZicZac</a></li>
<li><a href="http://www.fainotizia.it/" title="fainotizia" target="_blank">FaiNotizia</a></li>
<li><a href="http://www.diggita.it/" title="diggita" target="_blank">Diggita</a></li>
</ul>
<p>Più gli immancabili stranieri:</p>
<ul>
<li><a href="http://del.icio.us/" title="delicious" target="_blank">Delicious</a></li>
<li><a href="http://digg.com/" title="digg" target="_blank">Digg</a></li>
<li><a href="http://www.furl.net/" title="furl" target="_blank">Furl</a></li>
<li><a href="http://www.newsvine.com/" title="newsvine" target="_blank">Newsvine</a></li>
<li><a href="http://www.stumbleupon.com/" title="stumbleupon" target="_blank">StumbleUpon</a></li>
<li><a href="http://technorati.com/" title="technorati" target="_blank">Technorati</a></li>
</ul>
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		<title>Voto Berlusconi, ma mi vergogno..</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 23:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo dico con la rassegnazione di chi vorrebbe avere un Paese che lo rappresenti. Lo dico a caldo, quindi qualcuno potrà leggere tra le righe la rabbia del perdente. Ma lo dico con lucida convinzione: gli italiani votano Berlusconi e se ne vergognano. Perchè quando escono dal seggio non lo dichiarano. Era così lo scorso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dico con la rassegnazione di chi vorrebbe avere un Paese che lo rappresenti. Lo dico a caldo, quindi qualcuno potrà leggere tra le righe la rabbia del perdente. Ma lo dico con lucida convinzione: gli italiani votano Berlusconi e se ne vergognano. Perchè quando escono dal seggio non lo dichiarano. Era così lo scorso giro, è rimasto così anche stavolta.<br />
Secondo gli exit poll rischio pareggio, poi arrivano i dati reali e stravince Berlusconi.</p>
<p><strong>Siamo privatamente egoisti, intimamente razzisti e viviamo con quella paura tipica delle società in declino</strong>. Quelli che prima di tutto pensano a come cavarsela, che in fondo possono fare da soli.. Basta non pagare il bollo, e scaricare dalle tasse la macchina privata. Poi però vogliamo i servizi, perchè &#8220;non è giusto che i neri freghino il posto all&#8217;asilo a mio figlio&#8221;.</p>
<p>Vogliamo i <strong>vestiti di D&amp;G</strong> ma ci lamentiamo del <strong>prezzo del pane</strong> che aumenta.. Ci facciamo rappresentare da chi nel mondo è visto come &#8220;italiano&#8221;, e allora un po&#8217; ce lo meritiamo. Per dirla con le stesse parole di Silvio: &#8220;Ho troppa stima per l&#8217;intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse&#8221; (2006). Appunto.</p>
<p><span id="more-521"></span></p>
<p>C&#8217;è una cosa che però mi rende felice. Finalmente un governo in grado di governare, finalmente una Italia bipolare. Spero davvero ci siano le condizioni per fare tutte le riforme di cui l&#8217;Italia ha bisogno.<br />
Ora non resta che sperare nel senso di responsabilità di una classe dirigente che fino ad oggi ne ha dimostrato poco, continuando a rimboccarsi le maniche.</p>
<p>Dati di supporto alla tesi:</p>
<blockquote><p> <strong>Primo Exit poll</strong><br />
Secondo il primo exit poll, realizzato da Consortium, alla Camera, Pd più Idv sono tra il 37 e il 43%; il Pdl tra il 32 e il 36%; la Lega tra il 6 e l&#8217;8%; l&#8217;Mpa allo 0,5%. Dunque il Pd è in vantaggio sul Pdl. Complessivamente, però, Pdl più Lega più Mpa sono tra il 38,5 e il 45,5%. In Senato, Pdl più Mpa più Lega sono tra il 39 e il 46%; il Pd più Idv tra il 36,5 e il 42,5%.</p>
<p><strong>Secondo Exit Poll</strong><br />
La coalizione di Silvio Berlusconi in lieve vantaggio anche nel secondo exit poll elaborato per la Rai da Consortium. Ma le due “forchette” si sovrappongono. Pdl-Lega-Mpa avrebbero raggiunto complessivamente una percentuale di voti a livello nazionale compresa fra il 40 e il 44 per cento. Alla coalizione guidata da Walter Veltroni e formata da Pd e IdV andrebbe dal 38 al 42 per cento dei consensi.</p>
<p><strong>Risultato<br />
Pdl-Lega-Mpa 46,8%<br />
PD-IdV 38,5%</strong></p></blockquote>
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		<title>Proprio non ce lo meritiamo</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/25/proprio-non-ce-lo-meritiamo/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 00:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi sogna un futuro, chi si applica tutti i giorni per migliorare il presente, chi ci prova e sbaglia, e dai propri errori impara, cerca di correggersi.. Ci sono tante persone, che proprio non riescono a capacitarsi di come un governo di un Paese avanzato possa cadere per le beghe familiari di un Ministro. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/roma.JPG" alt="Cade il governo" /></p>
<p>C&#8217;è chi sogna un futuro, chi si applica tutti i giorni per migliorare il presente, chi ci prova e sbaglia, e dai propri errori impara, cerca di correggersi.. Ci sono tante persone, che proprio non riescono a capacitarsi di come un governo di un Paese <strike>avanzato</strike> possa cadere per le beghe familiari di un Ministro. Persone che hanno a cuore l&#8217;Italia, e non lo 0,5% dei voti.</p>
<p>Ci sono persone che capiscono quanto sia importante pagare le tasse, persone che comprendono il valore della raccolta differenziata, che vorrebbero più ricerca e più opportunità, più merito e più equità sociale.</p>
<p>Invece ci costringono a guardare dei babbei (si, è la parola giusta) che fanno la rissa. Ah, ma in fondo non era successo pure in Bolivia?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rai Sport: Italia di basket agli europei ma italiani inondati di calcio</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 22:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; terribile, finisce una splendida partita, persa di 1 contro la Slovenia sul fil di sirena. Una di quelle gare che ti fanno amare la pallacanestro: l&#8217;Italia che soffre e non segna, l&#8217;Italia che rimonta, va in vantaggio a 4 secondi dalla fine, poi perde per una preghiera che entra da lontano. Tutto molto bello, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image347" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/09/playground.jpg" alt="Playground" /></div>
<p>E&#8217; terribile, finisce una splendida partita, persa di 1 contro la Slovenia sul fil di sirena. Una di quelle gare che ti fanno <strong>amare la pallacanestro</strong>: l&#8217;Italia che soffre e non segna, l&#8217;Italia che rimonta, va in vantaggio a 4 secondi dalla fine, poi perde per una preghiera che entra da lontano.</p>
<p><strong>Tutto molto bello, ma dove si vede?</strong><br />
Una <strong>RAI</strong> che compra i diritti televisivi per trasmettere gli europei, poi censura la nazionale e solo una partita su tre verrà trasmessa in diretta. Su RaiSat però ci sarà la diretta, magra consolazione. E poi ancora ci chiediamo perchè si debba pagare il canone? Non sarebbe stato forse meglio lasciar comprare i diritti a qualcun altro, risparmiare qualcosina, e magari permettere agli italiani tutti di gustarsi la nazionale di basket? <a title="Veltroni chiede la diretta" href="http://it.eurosport.yahoo.com/070829/12/qyy0.html" target="_blank">Nemmeno Veltroni è bastato</a> a convincere i miopi giornalisti di RaiSport. Forse hanno dato tutto per i mondiali di Osaka e si sono dimenticati del resto..<br />
La programmazione di lunedì su RaiUno prevede un film imperdibile &#8211; <a title="Recensione Pretty Princess" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33691" target="_blank">Pretty Princess</a>, 2 stelle su 5 per intenderci -, su RaiDue Telefilm NUMB3RS, su RaiTre Turisti per Caso (forse l&#8217;unico programma lodevole). Per mercoledì ci aspettano due fiction, La Squadra 8 e Il bambino sull&#8217;Acqua, mentre su RaiDue solito film da due stelline: <a title="Recensione Una teenager alla casa bianca" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43891" target="_blank">Una teenager alla casa bianca</a>.</p>
<p><strong>Penosi</strong>, non ci sono altri aggettivi.</p>
<p><span id="more-348"></span></p>
<p>E come se non bastasse, un muro di gomma contro il quale tutti possono scagliare la proprio rabbia: il <a title="blog raisport" href="http://www.blog.raisport.rai.it/archives/000385.php" target="_blank">blog inanimato di RaiSport</a>, dove più di 1000 commenti denunciano la squallore della programmazione di Rai Sport. Riporto qui l&#8217;immagine originale dei primi due, guarda caso parlano proprio della mancata copertura per gli europei di basket.</p>
<blockquote><p>Abbiamo perso in un finale di partita emozionante, che avrebbe incollato al video un sacco di gente. Ah già, ma voi non siete in grado di capirlo. Voi vi eccitate solo per Pescara-Lucchese.</p></blockquote>
<div style="text-align: center"><img id="image345" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/09/raisport.gif" alt="Due commenti di protesta sul blog RAI" /></div>
<p>Potrebbe essere un <strong>caso studio</strong> valido per la Tesi di Laurea, <strong>come un&#8217;azienda può autolesionarsi attraverso un blog</strong>. Aprirlo per far vedere di essere al passo coi tempi, chiedere ai propri lettori di postare commenti e lasciarli cadere inascoltati uno per uno. Dove il 90% di questi -paganti- si lamenta, e dall&#8217;altra parte nessuno a dargli retta.<br />
Intanto se vi interessa la Lazio tra poco metterà in vendita gli abbonamenti per la Champions, lo si apprende dalla <a title="Rai Sport" href="http://www.raisport.rai.it/sportindex" target="_blank">home page di Rai Sport</a>, ma l&#8217;Italia quando gioca?</p>
<p><strong>PS</strong>: non che la <a title="Gazzetta dello sport" href="http://www.gazzetta.it/" target="_blank">Gazzetta</a> sia da meno, ma almeno stavolta ci sono dei giornalisti che possono chiamarsi tali..</p>
<div style="text-align: center"><img id="image346" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/09/gazza.gif" alt="Home page Gazzetta del Sport" /></div>
<div style="text-align: center"><a title="Pro Sport Migliori in TV" href="http://www.diplod.it/2007/09/07/pro-sport-migliori-in-tv/"><strong>UPDATE: LA FACCENDA PROSEGUE QUI</strong></a></div>
]]></content:encoded>
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