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	<title>diploD &#187; Software</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Strumenti per il project management: e che costi!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 21:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Di strumenti per il tracking dei progetti e per favorire la collaborazione all&#8217;interno di un team di progetto ne esistono di tutti i tipi. Ne ho parlato spesso anche in post precedenti, poco fa leggevo però su un interessante gruppo di Linkedin le segnalazioni riguardanti applicazioni web based per la gestione dei progetti e dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>strumenti</strong> per il <strong>tracking dei progetti</strong> e per favorire la <strong>collaborazione</strong> all&#8217;interno di un team di progetto ne esistono di tutti i tipi. Ne ho parlato spesso anche in <a title="Project Management con Celoxis" href="http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/" target="_blank">post precedenti</a>, poco fa leggevo però su un i<a title="Linkedin - WPM" href="http://www.linkedin.com/groups?gid=890357" target="_blank">nteressante gruppo di Linkedin</a> le segnalazioni riguardanti applicazioni web based per la gestione dei progetti e dei team di lavoro.</p>
<p>Questi <em>aggeggi</em> sono ormai dei tool basilari, più o meno le caratteristiche si ripetono in molti dei prodotti che ho visto:</p>
<ul>
<li>Diagrammi Gantt</li>
<li>Gestione Task</li>
<li>To-do List</li>
<li>Dashboard per monitoraggio costi</li>
</ul>
<p>Ma spesso hanno ancora <strong>costi a mio avviso piuttosto elevati</strong>. I sistemi di pricing si basano principalmente su un canone mensile o annuale, scaglionato a volte in base al numero di utenti, altre volte in base al numero di progetti attivi. Non per sminuire questi prodotti, ma sono ormai considerati come utilities e gli alti costi non sono visti di buon occhio.</p>
<p>Belli e di tendenza, tanto ajax e tutti accessibili via browser, ecco una lista di tool per la gestione dei progetti che ho raccolto nel tempo.<br />
<strong> A dir la verità nessuno di questi mi ha tremendamente impressionato, sono tutti più o meno utilizzabili; mi ritengo ancora in fase di ricerca, se qualcuno avesse consigli in merito è il benvenuto. </strong></p>
<p><span id="more-759"></span></p>
<ul>
<li><a href="http://www.liquidplanner.com/">http://www.liquidplanner.com/</a>: interessante per l&#8217;intelligente sistema di pianificazione liquido, in modo da avere sempre un po&#8217; di gioco sulle date (effettive e presunte).</li>
<li><a title="team effect" href="http://www.teameffect.com/" target="_blank">http://www.teameffect.com/</a>: da segnalare per il valido sistema di drag&amp;drop su tutti gli elementi presenti, per trascinare le attività nel tempo e indicarne l&#8217;avanzamento.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Eceloxis%2Ecom%2F&amp;urlhash=LhJ_&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.celoxis.com/</a>: è forse il più completo della lista, il migliore come rapporto funzionalità/costi; ne ho già parlato ampiamente in <a title="diplod - project management con celoxis" href="http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/" target="_self">questo articolo</a>.</li>
<li><a href="http://www.atlassian.com/software/jira/default.jsp">http://www.atlassian.com/software/jira/</a>: la soluzione di Atlassian. Tecnologia Java (jsp) con una politica di pricing per nulla invitante, basata su spazio disco, utenti e canoni annuali.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Ebasecamphq%2Ecom%2F&amp;urlhash=5CBc&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.basecamphq.com/</a>: il più famoso e più conosciuto, ha bisogno di poche presentazioni. Se è arrivato a questi livelli è grazie all&#8217;interfaccia davvero snella e user-friendly, anche se a volte le funzionalità possono sembrare limitate.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Etwproject%2Ecom%2F&amp;urlhash=VtcW&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.twproject.com/</a>: in questo caso il pezzo forte è il pricing, una volta comprata la licenza non scade più (90 euro ogni utente).. Non è cosa da poco in questa jungla.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Eegroupware%2Eorg%2F&amp;urlhash=___m&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.egroupware.org/</a>: gratuito (licenza GPL), ma dall&#8217;interfaccia decisamente poco accattivante.</li>
<li><a href="http://www.dotproject.net/">http://www.dotproject.net/</a>: vedi precedente, il gratis si paga in termini di interfaccia.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fscrumy%2Ecom&amp;urlhash=y0mN&amp;_t=disc_detail_link" target="_blank">https://scrumy.com</a>: non è un vero e proprio tool per la gestione progetti ma una sorta di lavagna dei post-it in chiave web.</li>
</ul>
<p>Infine come non citare <a title="OpenProj" href="http://openproj.org/" target="_blank">OpenProj</a>? E&#8217; presentato come l&#8217;alternativa Open Source a Microsoft Project, si tratta di un software desktop che può tornare utile a chi non vuole <span style="text-decoration: line-through;">soluzioni proprietarie</span> pagare licenze. OpenProj è sviluppato da Projity, recentemene acquistata da Serena Software: per il primo quadrimestre del 2009 era annunciata l&#8217;integrazione dei software a marchio Priojity con <a title="Mariner - Serena PPM" href="http://www.serena.com/products/mariner/" target="_blank">Mariner</a>, la soluzione di PPM (Project Portfolio Management) di Serena. Io però non sono ancora riuscito a vedere nulla. </p>
<p><strong>Qualcuno ha trovato/provato di meglio?</strong></p>
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		<title>Software per la social network analysis</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/02/15/software-per-la-social-network-analysis/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[analysis]]></category>
		<category><![CDATA[reti]]></category>
		<category><![CDATA[SNA]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[ucinet]]></category>

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		<description><![CDATA[Per fare Social Network Analysis esistono diversi software; generalmente vengono utilizzati per identificare gruppi, rappresentare o visualizzare le reti di relazioni o di conoscenza, fare simulazioni su di esse aggiungendo o rimuovendo nodi e archi, a partire da diversi formati di input (relazionali o non relazionali). L'output prodotto è tipicamente un grafico o un file di testo che rappresenta il network analizzato. Gli strumenti di analisi  permettono ai ricercatori di studiare e rappresentare  reti di dimensioni diverse: piccole o di grandi dimensioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per fare <a title="social network analysis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis" target="_blank">Social Network Analysis</a> esistono diversi software; generalmente vengono utilizzati per identificare gruppi, rappresentare o visualizzare le reti di relazioni o di conoscenza, fare simulazioni su di esse aggiungendo o rimuovendo nodi e archi, a partire da diversi formati di input (relazionali o non relazionali). L&#8217;output prodotto è tipicamente un grafico o un file di testo che rappresenta il network analizzato. Gli strumenti di analisi  permettono ai ricercatori di studiare e rappresentare  reti di dimensioni diverse: piccole (ad esempio famiglie, team di progetto) o di grandi dimensioni (ad esempio Internet, le reti di trasmissione delle malattie).</p>
<p>I diversi tool elaborano i dati attraverso algoritmi di natura matematica e statistica che vengono applicati al modello di network, per costruire rappresentazioni visuali utili all&#8217;analisi: modificare i colori di diversi reparti, evidenziare le connessioni critiche di un grafo, ecc.. </p>
<p><span id="more-734"></span><br />
I parametri di interesse per queste tipologie di analisi sono:</p>
<ul>
<li><strong>Centralità nel network (Network Centrality o Centralization)</strong>: È una misura del contributo dato dal prestigio, dall&#8217;importanza, dall&#8217;influenza che un attore possiede all&#8217;interno della rete. Misura le potenzialità di un attore sulla base della sola posizione. La centralità si riferisce alla misura in cui una rete ruota attorno ad un singolo nodo. Più specificamente, viene misurata come la percentuale di tutte le centralità possedute da un nodo.</li>
<li><strong>Centrality Degree</strong>: il grado di centralità è il numero di connessioni dirette che un nodo possiede, si è portati a pensare che un nodo con più connessioni sia sinonimo di maggior importanza, ma non è sempre è così. A volte è la qualità e la tipologia della connessioni a fare la differenza.</li>
<li><strong>Betweness Centrality</strong>: misura la strategicità di un nodo nella rete tra due aree importanti della stessa (concetto di betweness). Un individuo con una elevata betweness centrality ha una grande influenza nel flusso di informazioni</li>
<li><strong>Closeness Centrality</strong>: misura quanti passaggi devono essere fatti partendo da un nodo dato per raggiungere il massimo numero possibile di nodi. Gli individui con una alta closeness centrality sono nella posizione ideale per monitorare il flusso di informazioni sulla rete.</li>
<li><strong>Network Density</strong>: la densità del network esprime il livello dei legami all&#8217;interno di una rete, ovvero la connettività di ogni singolo soggetto. In sostanza è un indice dello sfruttamento delle opportunità relazionali che un individuo ha a disposizione. <br />
Nella figura seguente un esempio chiarificatore dei concetti illustrati sopra. </p>
<p><strong><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/rete.png"><img class="alignnone size-full wp-image-741" title="rete" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/rete.png" alt="" width="500" height="385" /></a><br />
</strong></li>
<li><strong>Clustering o Cluster Analysis</strong>: Si tratta di algoritmi che attraverso tecniche di analisi multivariata individuano gruppi omogenei in un insieme di dati, sono utili per capire in che modo una organizzazione è suddivisa in sottogruppi. Tutte le tecniche di clustering si basano sul concetto di distanza tra due elementi della rete, si possono costruire cluster in modo bottom-up (all&#8217;inizio ogni nodo è un cluster a sé, poi l&#8217;algoritmo provvede ad unirli) o top-down (all&#8217;inizio tutti gli elementi stanno in un unico cluster, poi l&#8217;algoritmo provvede a suddividerli). Una categorizzazione delle metodologie di clustering è la seguente:<br />
- <em>Clustering esclusivo</em>: ogni elemento può essere assegnato esattamente ad un solo gruppo<br />
- <em>Clustering non esclusivo</em>: ogni elemento può appartenere a più cluster<br />
- <em>Clustering partitivo (oppure k-clustering)</em>: ogni elemento è assegnato ad un gruppo sulla base della distanza da un punto rappresentativo del cluster (centroide, medioide, ecc..)<br />
- <em>Clustering gerarchico</em>:  viene creato un albero che visualizza i passi di accorpamento/divisione dei cluster in modo gerarchico<br />
- <em>Clustering density-based</em>: il cluster viene creato analizzando l&#8217;intono di ogni punto dello spazio, considerando la densità di punti in un intorno di raggio fissato.</li>
<li><strong>Structural Equivalence</strong>: quando due  nodi sono connessi alle stesse persone, hanno lo stesso grado di centralità e di betweness (ecc.) allora si dice che sono strutturalmente equivalenti. Nodi strutturalmente equivalente sono intercambiabili.</li>
<li><strong>Network Neighborhood</strong>: il neighborhood di un nodo è il suo intorno, ovvero quell&#8217;insieme di persone che stanno a una determinata distanza.</li>
<li><strong>External / Internal Ratio</strong>: il rapporto tra archi entranti e archi uscenti da un nodo.</li>
<li><strong>Weighted Average Path Length, Shortest Paths &amp; Path Distribution</strong>: la lunghezza dei cammini tra due nodi è una misura della capacità di collegamento tra due individui all&#8217;interno di un network. Vi sono molti algoritmi e diverse tecniche per il calcolo dei cammini minimi e l&#8217;analisi della loro distribuzione, un esempio relativo ai grafi orientati con archi pesati è l&#8217;<a title="Algoritmo di Dijkstra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Algoritmo_di_Dijkstra" target="_blank">algoritmo di Dijkstra</a>.</li>
</ul>
<p>Tra gli strumenti più diffusi per effettuare SNA, in ambito accademico sono da segnalare <a title="ucinet" href="http://www.analytictech.com/ucinet/ucinet.htm " target="_blank">UCINet</a>, <a title="pajek" href="http://vlado.fmf.uni-lj.si/pub/networks/pajek/ " target="_blank">Pajek</a>, <a title="ORA" href="http://www.casos.cs.cmu.edu/projects/ora/ " target="_blank">ORA</a> e <a title="GUESS" href="http://graphexploration.cond.org/ " target="_blank">GUESS</a>; mentre in ambito commerciale vanno menzionati <a title="InFlow" href="http://www.orgnet.com/ " target="_blank">InFlow</a>, <a title="keyhubs" href="http://www.keyhubs.com/ " target="_blank">Keyhubs</a> e <a title="netminer" href="http://www.netminer.com/ " target="_blank">NetMiner</a> (di quest&#8217;ultimo è riportato uno screenshot in figura sotto).</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/netminer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-742" title="netminer" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/02/netminer.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Per chi volesse approfondire a avere una lista di Software per la Social Network Analysis da valutare e testare, il riferimento è questa pagina di wikipedia: <a title="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis_software" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis_software</a></p>
<p>Negli scorsi giorni ho fatto qualche prova con UCINET, effettivamente è piuttosto semplice da utilizzare ma l&#8217;interfaccia è ancora primitiva. Magari nei prossimi giorni scrivo due righe riguardo gli strumenti di analisi con UCINET.. <strong>Qualcuno può consigliare?</strong></p>
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		<title>O3Spaces: Sharepoint in salsa Open Office</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/11/05/o3spaces-sharepoint-in-salsa-open-office/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 05:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[O3]]></category>
		<category><![CDATA[office]]></category>
		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>

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		<description><![CDATA[O3 Spaces sembra una valida alternativa a Sharepoint, architettura aperta e perfetta integrazione con Open Office. Lo scenario della collaborazione on-line si amplia con un nuovo attore che ha tutte le carte in regola.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che gli <strong>spazi collaborativi</strong> e i <strong>sistemi di gestione/archiviazione documentale</strong> siano uno dei <strong>massimi bisogni</strong> dei tempi che corrono si sapeva, lo dimostra l&#8217;enorme diffusione e crescita di <strong>Sharepoint</strong>. I confini delle suite di Office Automation si sono allargati: ora è indispensabile che si aprano al web, per collaborare su più documenti, per archiviarli in un server dove siano sempre reperibili.</p>
<p>Open Office da questo punto di vista sta perdendo terreno, Microsoft Office nella versione 2007 è sempre più integrato a Sharepoint, la piattaforma Microsoft per tutto ciò che sta on-line. Ma esiste qualcosa di simile per Open Office? Pare di sì, il mondo open source non resta a guardare, si chiama <a title="O3 spaces" href="http://www.o3spaces.com/" target="_blank"><strong>O3 Spaces</strong></a>, che non si propone solo come <strong>alternativa</strong> ma come vero e proprio <strong>competitor</strong> del blasonato Sharepoint. Una piattaforma sviluppata da una software house olandese, stando alla <a title="caratteristiche O3 spaces" href="http://www.o3spaces.com/Page/sp99/ml2/Index.html" target="_blank">descrizione delle caratteristiche</a> sul sito ufficiale ha tutte le carte in regola per stare nel liquido mondo dell&#8217;<strong>Office Collaboration</strong>. Attraverso il sistema dei <strong>plugin</strong> si integra sia nell&#8217;ambiente Open Office che in quello di Microsoft Office, supporta l&#8217;integrazione coi sistemi <strong>LDAP</strong> (active directory) ed è localizzabile (anche se ancora manca l&#8217;italiano).</p>
<p><span id="more-708"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-709 aligncenter" title="o3spaces" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/11/o3spaces.jpg" alt="" width="500" height="540" /></p>
<p><strong>Il punto forte di Open Office è che essendo multipiattaforma si presta perfettamente per essere affiancato da un ambiente web based, dove utenti proveniente da ambienti diversi possano collaborare.</strong></p>
<p>Esistono tre versioni: una <em>community edition</em>, gratuita e liberamnte utilizzabile con l&#8217;unica limitazione sul numero degli appartenenti ai team (10 persone); una <em>professional edition</em>, rivolta al mercato enterprise e un&#8217;edizione <em>SaaS</em> (Software as a Service). Il prezzo è decisamente abbordabile: 59 euro/utente. L&#8217;architettura lato server si basa su Tomcat (J2EE Application Server) e un database server PostgreSQL, mentre lato client sono ovviamente supportati tutti i sistemi operativi.</p>
<p><strong>Sulla carta c&#8217;è tutto, non resta che provarlo un po&#8217;.. Qualcuno per caso ci hai mai giocato?</strong></p>
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		</item>
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		<title>Frontier Analyst: software di analisi prestazioni e supporto decisionale</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/04/22/frontier-analyst-software-di-analisi-prestazioni-e-supporto-decisionale/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 00:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[confronto]]></category>
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		<category><![CDATA[supporto decisionale]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>

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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Frontier Analyst è un software sviluppato da Banxia, una software house inglese piuttosto intraprendente. L&#8217;obiettivo di questo programma è fornire uno strumento decisionale per valutare le prestazioni di diverse business units (filiali, negozi, reparti ospedalieri, uffici pubblici o vere e proprie unità di business aziendali..) e indicare i possibili margini di miglioramento, sulla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/lego-wall.jpg" alt="Lego Wall" /><br />
<small>[foto <a href="http://www.flickr.com/photos/gadgetgirl70/201696636/" title="Lego wall" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p><a href="http://www.banxia.com/frontier/index.html" title="Frontier Analyst" target="_blank">Frontier Analyst</a> è un software sviluppato da <a href="http://www.banxia.com/" title="Banxia" target="_blank">Banxia</a>, una software house inglese piuttosto intraprendente. L&#8217;obiettivo di questo programma è fornire uno <strong>strumento decisionale</strong> per <strong>valutare le prestazioni di diverse business units</strong> (filiali, negozi, reparti ospedalieri, uffici pubblici o vere e proprie unità di business aziendali..) e indicare i possibili margini di miglioramento, sulla base di un <strong>confronto &#8220;alla pari&#8221;</strong>.</p>
<p>Frontier si basa sulla <strong>analisi DEA</strong> (Data Envelop Analysis), sviluppatasi originariamente nel settore della pubblica amministrazione dove non c&#8217;erano obiettivi di &#8220;profitto&#8221; con cui confrontarsi. Si tratta di un metodo di analisi dei dati volto a individuare una &#8220;<strong>frontiera efficiente</strong>&#8220;, ovvero una linea ideale che rappresenta il miglior tasso produttivo generato dalle unità che si stanno valutando. Per approfondire si faccia riferimento a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Data_Envelopment_Analysis" title="DEA" target="_blank">wikipedia</a>.</p>
<p>Installando la versione dimostrativa del software è possibile capirne subito il concetto. In questa schermata ad esempio si vogliono valutare le prestazioni di diverse filiali di una banca. Esse hanno un solo input, il personale, e due output, i trasferimenti dovuti a conti privati e a conti aziendali.<br />
<span id="more-529"></span></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-analisi-banche.PNG" alt="Schermata Frontier" /></p>
<p>L&#8217;esempio è ovviamente banale, ma utile a capire il concetto base del software.<br />
Lanciando l&#8217;analisi si ottiene la valutazione di ogni unità di business, di ogni filiale.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-plot.gif" alt="Frontier plot" /></p>
<p>Il &#8220;<strong>grafico di frontiera</strong>&#8221; individua in Manchester l&#8217;unità con il miglior rapporto <strong>Trasferimenti Aziendali/Personale</strong> e in Glasgow quella con miglior rapporto <strong>Trasferimenti Privati/Personale</strong>. Queste saranno le unità con efficienza 100%, quelle che rispettivamente generano maggiori profitti col personale a disposizione. Per capire l&#8217;efficienza delle altre dovremo tirare una linea che congiunge l&#8217;origine degli assi alla frontiera individuata, la posizione della unità su questa linea rappresenta l&#8217;efficienza.</p>
<p>Finchè le dimensioni sono due nessun problema; chiaramente il punto di forza è l&#8217;<strong>analisi multidimensionale</strong>, dove il software ci viene in aiuto.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-potential-improvement-graph.gif" alt="Frontier improvement graph" /></p>
<p>Il grafico di analisi per ogni Business Unit mostra i livelli di input e output necessari per rendere quella unità &#8220;totalmente&#8221; efficiente (vedi sopra). In sostanza ci <strong>indica quali input tagliare, su quali investire e su quali output è opportuno puntare</strong>. L&#8217;importanza di questo metro è data dal fatto che si basa su <strong>comparazioni &#8220;alla pari&#8221;</strong>, quindi i risultati dovrebbero essere realmente raggiungibili dalle singole unità. In questo caso il software proponeva di tagliare sul personale nella filiale di Leeds.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-opzioni-analisi.gif" alt="Frontier opzioni di analisi" /></p>
<p>Le analisi si possono effettuare secondo due metodi: avendo come obiettivo la <strong>minimizzazione degli input</strong> oppure la <strong>massimizzazione degli output</strong>. C&#8217;è un pannello dal quale si possono impostare queste opzioni (vedi immagine sopra).<br />
I risultati sono ovviamente differenti. In questo esempio: nel primo caso viene proposta una drastica riduzione del personale (di circa l&#8217;80%) e investimenti sul mercato business, mentre nel secondo caso non viene proposta nessuna riduzione del personale.<br />
<strong>Caso minimizzazione degli input</strong></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-efficiency-table.gif" alt="Frontier Min input" /></p>
<p><strong>Caso massimizzazione output</strong></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-maximize-output.gif" alt="Frontier Max output" /></p>
<p>Sono presenti inoltre utili strumenti per l&#8217;<strong>importazione dei dati da excel, database, file xml</strong>. Ho testato l&#8217;importazione di datida Excel e funziona senza intoppi, notevole.<br />
Molto interessanti le funzioni di <strong>esportazione dei dati</strong>. Oltre alla classica reportistica &#8211; è possibile creare documenti word sulla base dei dati si analisi &#8211; è presente anche una funzione per la <strong>pubblicazione sul web</strong>, che nella versione demo è disabilitata. Sulla carta però è possibile costruire un sito web per la presentazione dei risultati ottenuti con la simulazione.</p>
<p>Per quanto riguarda i dati, non si ragiona solo in termini di input/output. Si possono inserire anche costi, così come gli input non controllabili, per effettuare simulazioni che rispecchino la realtà.<br />
Altri utili supporti visivi sono il grafico di distribuzione dell&#8217;efficienza e il diagramma descrittivo del processo produttivo, riportati qui sotto.<br />
<strong> Grafico distribuzione</strong>: rappresenta il numero di unità posizionate sui diversi livelli di efficienza</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-score-sistribution.gif" alt="Frontier Distribuzione" /></p>
<p><strong>Diagramma processo</strong></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-diagram-process.gif" alt="Frontier processo" /></p>
<p><strong>Qualche considerazione critica</strong></p>
<p>Ovviamente si tratta di uno strumento di <strong>supporto decisionale</strong>, e non di un decisore. Per quanto possa essere affidabile l&#8217;analisi matematica, non possiamo riprodurre con qualche numero tutte le variabili che entrano in gioco nei contesti reali. I risultati di un software come questo possono dare una indicazione di massima sulla strada da seguire, ma non saranno mai alla base delle decisioni.</p>
<p>L&#8217;unica perplessità è che queste analisi alla pari magari non tengono conto delle potenzialità di sviluppo anche delle business units migliori, forse il <strong>benchmarking esterno</strong> resta fondamentale per capire la reale situazione.</p>
<p>Senza dubbio l&#8217;impostazione grafica che ricorda il nuovo <strong>Microsoft Office</strong>, i <strong>tool di esportazione/importazione</strong> dati e la <strong>semplicità di utilizzo</strong> ne fanno un software appetibile. La <strong>curva di apprendimento non è per nulla ripida</strong>, dopo un&#8217;occhiata agli esempi si entra subito nell&#8217;idea di base del programma.</p>
<p>Se poi aggiungiamo che il prezzo di licenza è decisamente abbordabile per il target a cui si rivolge, le conclusioni non possono essere che <strong>positive</strong>. Credo possa essere utile in quelle situazioni di analisi e sviluppo per aziende, ma anche per la pubblica amministrazione o le associazioni no-profit. In tutte quelle circostanze dove diventa fondamentale comparare tra loro le unità produttive interne.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando i software non volevano le statistiche</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/04/07/quando-i-software-non-volevano-le-statistiche/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 23:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[skype]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho cambiato pc, un ottimo hp in edizione speciale, ne vado fiero. Sono stato costretto a prenderlo da MediaWorld, quando in genere, a parità di prezzo, preferisco fare acquisti dalle catene italiane come Comet. Questione di pattriottismo, i tedeschi della grande distribuzione non mi stanno simpatici. Succede anche a voi? Ho reinstallato con calma i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/privacy.jpg" alt="privacy" /></p>
<p>Ho cambiato pc, un ottimo hp in edizione speciale, ne vado fiero. Sono stato costretto a prenderlo da MediaWorld, quando in genere, a parità di prezzo, preferisco fare acquisti dalle catene italiane come Comet. Questione di pattriottismo, i tedeschi della grande distribuzione non mi stanno simpatici. Succede anche a voi?</p>
<p>Ho reinstallato con calma i vari software, più o meno indispensabili. Circa la metà di essi, in fase di installazione, chiede il permesso di inviare <strong>statistiche anonime</strong> e indiscrete sulle modaltà di utilizzo. Insopportabile! Una volta esistevano i forum e i luoghi idonei per segnalare problemi e suggerire migliorie, adesso tutti quanti vogliono raccogliere i dati sul modo in cui uso questo o quell&#8217;altro programma. Esempi? <a href="http://www.mozilla-europe.org/it/products/firefox/" title="firefox" target="_blank">Firefox</a>, <a href="http://www.songbirdnest.com/" title="songbird" target="_blank">Songbird</a>, <a href="http://earth.google.com/intl/it/" title="google earth" target="_blank">Google Earth</a>, <a href="http://www.skype.com/intl/it/" title="skype" target="_blank">Skype</a>.. Sono solo quelli che mi ricordo. Basta selezionare &#8220;no&#8221; e non avremo di che preoccuparci.</p>
<p><span id="more-460"></span></p>
<p>Ma <strong>fino a che punto</strong> è giusto &#8220;usare&#8221; gli utenti per migliorare i software/servizi? La maggior parte di questi programmi sono gratuiti, eppure funzionano meravigliosamente. Oggi alla fine di una chiamata skype mi è apparsa una finestrella che chiedeva di dare un giudizio alla qualità dell&#8217;audio della conversazione. Queste informazioni saranno certamente utilizzate per migliorare le prestazioni, <strong>gli utenti finali ne trarranno giovamento</strong>.</p>
<p>Forse dovrei smetterla di preoccuparmi della <strong>privacy</strong>, in fondo è come un cameriere al ristorante che ti chiede se il piatto era buono. Con l&#8217;unica differenza che è più facile rispondere di no quando c&#8217;è da cliccare un bottone.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Installare Apache-php-MySQL su Windows Vista o Windows 7</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/21/installare-apache-php-mysql-su-windows-vista/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 15:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Database]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Php]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[apache]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[lamp]]></category>
		<category><![CDATA[mysql]]></category>
		<category><![CDATA[server]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Guida per l'installazione del server apache, php e mysql su windows vista]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono aggiornato a <strong>Windows Vista</strong>, e ora pure a <strong>Windows 7</strong>. Anche se forse &#8220;aggiornato&#8221; non è la parola più azzeccata, visti problemi e problemini che ho riscontrato dopo 3 giorni di installazioni. Niente di irrecuperabile, a parte il fastidioso problema di connessione wireless su <a title="wireless problem wpa windows vista" href="http://forums.microsoft.com/TechNet/ShowPost.aspx?PostID=2095539&amp;SiteID=17" target="_blank">rete protetta wpa2</a>, di cui magari parlerò in seguito.</p>
<p>Riporto qualce appunto per installare senza problemi la piattaforma<strong> Apache+MySQL+php</strong>, così da avere in locale un server dove testare e sviluppare le proprie applicazioni (come <a title="Wordpress" href="http://wordpress.org/" target="_blank">wordpress</a> o <a title="Joomla" href="http://www.joomla.org/" target="_blank">joomla</a>).</p>
<p><span id="more-461"></span></p>
<h3>Installazione Apache Server 2.2.6</h3>
<p>Installare Apache è stato piuttosto semplice. Ecco i passi da seguire:</p>
<ol>
<li><strong>Scaricare l&#8217;installer (MSI) per Windows</strong> dal sito di <a title="Apache server download" href="http://httpd.apache.org/download.cgi" target="_blank">Apache HTTP Server</a></li>
<li><strong>Disattivare il controllo UAC</strong>:<em> </em><em>Su Vista</em>: start -&gt; pannello di controllo -&gt; Account Utente e protezione per la famiglia -&gt; Account Utente -&gt; Attiva o disattiva controllo account utente [tra parentesi questa cosa vi libererà delle fastidiosissime finestrelle "consenti" che appaiono dopo ogni clic]<em>Su Windows 7</em>:  start -&gt; pannello di controllo -&gt; Account Utente -&gt; Account Utente -&gt; Modifica le impostazioni di controllo dell&#8217;account utente -&gt; Impostare su Nessuna Notifica</li>
<li><strong>Lanciare l&#8217;installer</strong> appena scaricato e seguire le istruzioni, come Network Domain e Server Name possiamo mettere &#8220;localhost&#8221; (se l&#8217;installazione avviene in locale) e come porta scegliere 80.</li>
<li>Ora è possibile <strong>configurare Apache Server</strong>, aprendo il file &#8220;C:\Program Files\Apache Software Foundation\Apache2.2\conf\httpd.conf&#8221; con un editor di testo.La cosa principale da fare è indicare la cartella dove vengono salvate le nostre pagine web per poi renderle accessibili via browser grazie al server. La cartella di default è /htdocs/, si trova all&#8217;interno di quella dove abbiamo installato Apache.Se vogliamo cambiarla è sufficiente trovare il paramentro &#8220;DocumentRoot&#8221; e modificarlo come segue:<code>#<br />
# DocumentRoot: The directory out of which you will serve your<br />
# documents. By default, all requests are taken from this directory, but<br />
# symbolic links and aliases may be used to point to other locations.<br />
#<br />
DocumentRoot "C:/www"</code></p>
<p>C:/www/ in questo caso è la cartella dove andremo a posizionarele pagine web e tutti i file annessi.</li>
<li>Lo stesso percorso va riportato sotto, in questo modo:<code>#<br />
# This should be changed to whatever you set DocumentRoot to.<br />
#<br />
&lt;Directory "C:/www"&gt;</code></li>
<li><strong>Salvare e riavviare il server</strong>.</li>
<li>Se dovessero presentari problemi in fase di avvio del server, per prima cosa controllare l&#8217;application log di windows; se dovessero mancare delle dll può tornare utile questa pagina: <a href="http://windows.php.net/download/">http://windows.php.net/download/<br />
</a>Un&#8217;altra operazione da fare è settare anche questi due ulteriori parametri sul file di configurazione come da testo sotto:<br />
<code># ServerName gives the name and port that the server uses to identify itself.<br />
# This can often be determined automatically, but we recommend you specify<br />
# it explicitly to prevent problems during startup.<br />
#<br />
# If your host doesn't have a registered DNS name, enter its IP address here.<br />
#<br />
ServerName localhost:80</code><br />
<code># Listen: Allows you to bind Apache to specific IP addresses and/or<br />
# ports, instead of the default. See also the &lt;VirtualHost&gt;<br />
# directive.<br />
#<br />
# Change this to Listen on specific IP addresses as shown below to<br />
# prevent Apache from glomming onto all bound IP addresses.<br />
#<br />
Listen 127.0.0.1:80</code></li>
</ol>
<h3>Il problema all&#8217;avvio dell&#8217;icona Apache Monitor nella systray con Windows Vista &#8211; risoluzione</h3>
<p>Una volta installato il server è sufficiente digitare l&#8217;indirizzo &#8220;http://localhost/&#8221; nella barra degli indirizzi del browser per capire se tutto funziona. Su Windows XP però eravamo abituati all&#8217;iconcina con la piuma dalla quale era possibile avviare o stoppare il server apache.</p>
<p>Con Vista questa icona non c&#8217;è più, inoltre un fastidioso problema all&#8217;avvio ci accoglie perchè Apache Monitor non riesce a caricarsi correttamente. Per risolvere l&#8217;inconveniente basta andare nella cartella di installazione di Apache Server, entrare nella cartella /bin/ e cliccare col tasto destro sul file ApacheMonitor.exe, da qui clic su Proprietà. In alto selezionare la tab &#8220;Compatibilità&#8221; e spuntare l&#8217;opzione &#8220;Esegui il programma in modalità compatibile per Windows XP (Service Pack 2)&#8221;. Vedi figure sottostanti.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/apache-monitor-proprieta.jpg" alt="Apache monitor" /></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/apache-spunta-proprieta.jpg" alt="Apache proprieta" /></p>
<h3>Installazione MySQL 5.0</h3>
<p>MySQL è un server per database relazionali open source, ormai affermato e robusto, soprattutto in ambito web. Per l&#8217;installazione è necessario:</p>
<ol>
<li><a title="MySQL 5" href="http://dev.mysql.com/downloads/" target="_blank">Scaricare dal sito ufficiale</a> l&#8217;<strong>installer per windows</strong>.</li>
<li><strong>Lanciare l&#8217;installer</strong> e seguire le istruzioni a video, scegliendo l&#8217;installazione <strong>Typical</strong>.</li>
<li>Alla fine dell&#8217;installazione scegliere di <strong>configurare il server</strong>.</li>
<li>Scegliamo l&#8217;opzione &#8220;<strong>Detailed Configuration</strong>&#8220;</li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql01.jpg" alt="mysql-configurazione1" /></p>
<li>Impostare la tipologia come &#8220;<strong>Developer Machine</strong>&#8221; (il server sarà infatti utilizzato principalmente per i nostri test in locale)</li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql02.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Al passaggio successivo selezionare &#8220;<strong>Multifunctional Database</strong>&#8220;</li>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql03.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Lasciare invariato al punto successivo e proseguire, a meno che non si voglia specificare una directory particolare per InnoDB</li>
<li>Come numero approssimativo di connessioni al server possiamo specificare <strong>20</strong>. Più che sufficienti se lo utilizziamo come server di test.</li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql05.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Al passaggio successivo selezionare entrambe le opzioni, è poi possibile specificare la porta di connessione al database: generalmente la <strong>3306</strong></li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql06.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Come impostazioni dei caratteri scegliere &#8220;<strong>Best support for Multilingualism</strong>&#8220;</li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql07.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Se vogliamo cheMySQL si avvii in automatico all&#8217;accensione di windows selezionare &#8220;<strong>Install as Windows Service</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Launch the MySQL server automatically</strong>&#8220;.</li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql08.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Indicare la password per l&#8217;utente amministratore (<strong>root</strong>) ed eventualmente creare un utente anonimo (anche se sarebbe meglio evitare, è poco sicuro)</li>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/mysql09.jpg" alt="mysql-configurazione" /></p>
<li>Per l&#8217;amministrazione del Database installare <a title="SQL GUI" href="http://dev.mysql.com/downloads/workbench/" target="_blank">MySQL Workbench</a>. Si tratta di utili strumenti per la gestione &#8220;visiva&#8221; del server, degli utenti, dei permessi e dei database. Comprende inoltre il Query Browser per lanciare le query SQL.</li>
</ol>
<h3>Installazione php 5 sul server Apache</h3>
<p>Con l&#8217;installazione di php e delle estensioni per la connessione al database avremo completato l&#8217;opera. In questo caso è meglio eseguire una installazione manuale. Come riportato nella <a title="Guida php su win" href="http://php.html.it/guide/lezione/2551/rendere-php-disponibile-nel-sistema/" target="_blank">Guida php su Windows</a> di HTML.it:</p>
<blockquote><p>Questa installazione, consigliata dal manuale ufficiale Php, ha il vantaggio di non richiedere lo spostamento di file nelle directory di sistema (Windows, System32 e altre): infatti modificando la sola variabile di sistema PATH e mantenenedo i file in c:\php, tutto rimane più ordinato e l&#8217;aggiornamento diventa molto più semplice.</p></blockquote>
<p>Ecco i passi da seguire:</p>
<ol>
<li>Scaricare il <a title="php download" href="http://www.php.net/downloads.php" target="_blank">pacchetto zip dal sito ufficiale</a></li>
<li>Estrarre i files nella cartella <strong>C:/php/</strong> (il nome breve è più comodo)</li>
<li>Aprire Pannello di Controllo -&gt; Sistema e Sicurezza (Sistema e Manutenzione su Vista) -&gt; Sistema. Nella barra di sinistra cliccare su &#8220;<strong>Proprietà di Sistema avanzate</strong>&#8221; (Vista) o su &#8220;Impostazioni avanzate di sistema&#8221; (Windows 7), poi sul tasto &#8220;<strong>Variabili d&#8217;ambiente..</strong>&#8220;.<img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/php-var-ambiente.jpg" alt="Installazione php" />Dalla tendina sotto (variabili di sistema) selezionare &#8220;<strong>Path</strong>&#8221; e cliccare su &#8220;Modifica&#8221;. In fondo al testo già presente aggiungere la stringa &#8220;<strong>;C:\php</strong>&#8221; (con il punto e virgola, senza gli apici).<img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/variabile-path.JPG" alt="Installazione php" />
<p>In questo modo abbiamo indicato al sistema dove si trova l&#8217;interprete php.</li>
<li><strong>Riavviare windows</strong></li>
<li>Ora è necessario <strong>integrare l&#8217;interprete php nel server Apache</strong>. Per farlo bisogna aprire il file di configurazione di Apache: &#8220;C:\Program Files\Apache Software Foundation\Apache2.2\conf\httpd.conf&#8221;C&#8217;è una lunga lista di &#8220;LoadModule&#8221; (molti di questi sono commentati) alla fine della quale bisogna aggiungere queste righe:<code># Start Php integration</code><code>LoadModule php5_module "C:/php/php5apache2_2.dll"</code>
<p><code>AddType application/x-httpd-php .php</code></p>
<p><code>PhpIniDir "C:/php"</p>
<p># End Php integration</p>
<p></code></li>
<li>Infine modifichiamo il parametro DirectoryIndex come segue:<code>#<br />
# DirectoryIndex: sets the file that Apache will serve if a directory<br />
# is requested.<br />
#<br />
&lt;IfModule dir_module&gt;<br />
DirectoryIndex index.html index.php<br />
&lt;/IfModule&gt;</code></p>
<p><code> </code></li>
<li>Ora andiamo nella directory di php e rinominiamo il file &#8220;php.ini-development&#8221; in &#8220;<strong>php.ini</strong>&#8220;.Si tratta del file di configurazione dell&#8217;interprete php. Apriamolo con un editor di testo.</li>
<li>Cambiamo il parametro &#8220;extension_dir&#8221; come segue:<code>; Directory in which the loadable extensions (modules) reside.</code><code> </code><code>extension_dir = "C:/php/ext"</code></li>
<li>Settare il parametro &#8220;display_errors&#8221; su On per poter vedere gli errori generati dagli script che svilupperemo</li>
<li>Infine decommentare (togliendo il punto e virgola davanti) il parametro &#8220;session.save_path&#8221; e moficarlo come segue:<code>session.save_path = "C:/php/sessionfiles"<br />
</code></p>
<p><strong>sessionfiles è una cartella da creare</strong>, dove verranno salvati i file relativi alle sessioni di php.</li>
<li>Ora dovremo attivare i connettori php-MySQL (maggiori info nella <a title="php mysql connectors" href="http://dev.mysql.com/downloads/connector/" target="_blank">pagina dei download dal sito ufficiale di MySQL</a>). Si tratta di file dll che permettono la connessione da parte di php al database: <strong>mysqli</strong> e <strong>mysql</strong></li>
<li>Assicurarsi che siano presenti i file php_mysql.dll e php_mysqli.dll nella cartella <strong>/ext/</strong> di php (dove ci sono le estensioni)</li>
<li>Ora nel file <strong>php.ini</strong> aperto in precedenza decommentare (togliendo il ; ad inizio riga) le estensioni di mysql come segue:<code>extension=php_mysql.dll<br />
extension=php_mysqli.dll</code></p>
<p><code> </code></li>
<li>Altra estensione utile è quella per la gestione delle immagini, che conviene decommentare:<code>extension=php_gd2.dll</code><code> </code></li>
<li>A questo punto salvare tutto, <strong>riavviare il server Apache</strong> e tutto dovrebbe funzionare.</li>
</ol>
<p>Per essere sicuri possiamo creare un file &#8220;index.php&#8221; con all&#8217;interno il semplice codice</p>
<p><code>&lt;?php phpinfo() ; ?&gt;<br />
</code></p>
<p>Aprire il browser e digitare l&#8217;indirizzo: &#8220;http://localhost/index.php&#8221; Se tutto è stato eseguito correttamente dovremmo vedere una pagina che riporta diverse informazioni sulla versione di php installata.</p>
<p>Si noti che questo semplice test non ci dà informazioni sulla corretta installazione delle estensioni per la connessione al database, che dovremo testare in un secondo momento, magari provando l&#8217;installazione in locale di un cms come wordpress.</p>
<p><strong>Anche su Windows Vista e Windows 7 gira, buon lavoro.</strong> :)</p>
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