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	<title>diploD &#187; Web</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Una fiera virtuale per trovare un lavoro reale</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/04/17/una-fiera-virtuale-per-trovare-un-lavoro-reale/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 08:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[recruiting]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli eventi per il collocamento sono una manna, si parte con una borsina piena di curriculum personali e si torna con una borsina piena di depliant aziendali. Far incontrare chi cerca lavoro con chi lo offre: spesso questi eventi si svolgono negli atenei italiani durante le lezioni, durante gli esami, in orari poco adatti a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/04/fiera.JPG" alt="fiera" /></p>
<p>Gli <strong>eventi per il collocamento</strong> sono una manna, si parte con una borsina piena di curriculum personali e si torna con una borsina piena di depliant aziendali. Far incontrare chi cerca lavoro con chi lo offre: spesso questi eventi si svolgono negli atenei italiani durante le lezioni, durante gli esami, in orari poco adatti a chi oltre al lavoro deve pensare allo studio.<br />
Ieri ho ricevuto una mail molto interessante, che annunciava una <strong><a title="bip online" href="http://www.biponline.it" target="_blank">fiera davvero particolare</a></strong>. Tutti i padiglioni sono on-line, la registrazione è on-line, l&#8217;evento si svolge completamente on-line: il <strong>22 Aprile dalle 9 alle 17</strong>.</p>
<blockquote><p>Dal 2007, il Forum di BIP riunisce annualmente a Cernobbio docenti e responsabili delle attività di placement ed HR managers con l’intento di avvicinare, attraverso momenti di approfondimento e centinaia di incontri one-to-one, due mondi ancora troppo distanti.<br />
Pensata come il naturale complemento del Forum, la Virtual Fair è il primo evento di recruiting interamente on line.<br />
L’idea è di replicare su internet tutti gli elementi di un career day tradizionale: dai padiglioni agli stand, dal catalogo alla raccolta dei CV, sfruttando gli strumenti di interazione offerti dal web, come un filtro per la selezione automatica dei candidati e una video chat per interagire con i visitatori.<br />
Per i recruiters, la manifestazione rappresenta un’opportunità unica e inedita di contattare laureandi e laureati nell’intero territorio nazionale senza muoversi dal proprio ufficio, mentre, per quanti sono in cerca del primo lavoro, la Virtual Fair è l’occasione di incontrare decine di aziende, ma anche università ed enti di formazione manageriale, da qualsiasi pc connesso ad internet.</p></blockquote>
<p>Il sito si presenta con la vista dall&#8217;alto dei <strong>padiglioni fieristici</strong>, che oggi sono grigi ma il 22 aprile saranno colorati e animati a dovere. Chi è interessato a partecipare deve <strong>registrarsi entro il 21 Aprile</strong>.</p>
<p><span id="more-765"></span></p>
<p>Il 22 aprile dalle 9 alle 17 si aprirà la fiera e sarà possibile visitare gli stand di Aziende, Alta Formazione e Università con maggiori dettagli come: profili, statistiche, brochure, video e contatti dell’area risorse umane o degli uffici di placement; visitare il Padiglione &#8220;BIP MATCH&#8221; dove si potrà:</p>
<ul>
<li>lasciare il curriculum allo stand: un sistema automatico di matching consentirà la consegna del CV e la video chat soltanto in questo caso</li>
<li>effettuare una video chat con i selezionatori aziendali</li>
<li>compilare un questionario di indagine all’interno del padiglione &#8220;BIP TEST&#8221; e partecipare così al concorso per vincere una macchina fotografica</li>
<li>visitare lo stand del proprio Ateneo all’interno del padiglione dedicato alle Università e informarsi sull’offerta formativa e sui servizi di placement</li>
</ul>
<p>La Virtual Fair è anche su <strong>Facebook</strong>, raggiungibile a questa pagina:<br />
<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=63382802358#/event.php?eid=66446563221">http://www.facebook.com/group.php?gid=63382802358#/event.php?eid=66446563221</a></p>
<p>Non so voi, ma questa faccenda mi affascina un sacco.</p>
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		<title>Strumenti per il project management: e che costi!</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/04/05/strumenti-per-il-project-management-e-che-costi/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 21:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
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		<category><![CDATA[gestione progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
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		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Di strumenti per il tracking dei progetti e per favorire la collaborazione all&#8217;interno di un team di progetto ne esistono di tutti i tipi. Ne ho parlato spesso anche in post precedenti, poco fa leggevo però su un interessante gruppo di Linkedin le segnalazioni riguardanti applicazioni web based per la gestione dei progetti e dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>strumenti</strong> per il <strong>tracking dei progetti</strong> e per favorire la <strong>collaborazione</strong> all&#8217;interno di un team di progetto ne esistono di tutti i tipi. Ne ho parlato spesso anche in <a title="Project Management con Celoxis" href="http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/" target="_blank">post precedenti</a>, poco fa leggevo però su un i<a title="Linkedin - WPM" href="http://www.linkedin.com/groups?gid=890357" target="_blank">nteressante gruppo di Linkedin</a> le segnalazioni riguardanti applicazioni web based per la gestione dei progetti e dei team di lavoro.</p>
<p>Questi <em>aggeggi</em> sono ormai dei tool basilari, più o meno le caratteristiche si ripetono in molti dei prodotti che ho visto:</p>
<ul>
<li>Diagrammi Gantt</li>
<li>Gestione Task</li>
<li>To-do List</li>
<li>Dashboard per monitoraggio costi</li>
</ul>
<p>Ma spesso hanno ancora <strong>costi a mio avviso piuttosto elevati</strong>. I sistemi di pricing si basano principalmente su un canone mensile o annuale, scaglionato a volte in base al numero di utenti, altre volte in base al numero di progetti attivi. Non per sminuire questi prodotti, ma sono ormai considerati come utilities e gli alti costi non sono visti di buon occhio.</p>
<p>Belli e di tendenza, tanto ajax e tutti accessibili via browser, ecco una lista di tool per la gestione dei progetti che ho raccolto nel tempo.<br />
<strong> A dir la verità nessuno di questi mi ha tremendamente impressionato, sono tutti più o meno utilizzabili; mi ritengo ancora in fase di ricerca, se qualcuno avesse consigli in merito è il benvenuto. </strong></p>
<p><span id="more-759"></span></p>
<ul>
<li><a href="http://www.liquidplanner.com/">http://www.liquidplanner.com/</a>: interessante per l&#8217;intelligente sistema di pianificazione liquido, in modo da avere sempre un po&#8217; di gioco sulle date (effettive e presunte).</li>
<li><a title="team effect" href="http://www.teameffect.com/" target="_blank">http://www.teameffect.com/</a>: da segnalare per il valido sistema di drag&amp;drop su tutti gli elementi presenti, per trascinare le attività nel tempo e indicarne l&#8217;avanzamento.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Eceloxis%2Ecom%2F&amp;urlhash=LhJ_&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.celoxis.com/</a>: è forse il più completo della lista, il migliore come rapporto funzionalità/costi; ne ho già parlato ampiamente in <a title="diplod - project management con celoxis" href="http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/" target="_self">questo articolo</a>.</li>
<li><a href="http://www.atlassian.com/software/jira/default.jsp">http://www.atlassian.com/software/jira/</a>: la soluzione di Atlassian. Tecnologia Java (jsp) con una politica di pricing per nulla invitante, basata su spazio disco, utenti e canoni annuali.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Ebasecamphq%2Ecom%2F&amp;urlhash=5CBc&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.basecamphq.com/</a>: il più famoso e più conosciuto, ha bisogno di poche presentazioni. Se è arrivato a questi livelli è grazie all&#8217;interfaccia davvero snella e user-friendly, anche se a volte le funzionalità possono sembrare limitate.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Etwproject%2Ecom%2F&amp;urlhash=VtcW&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.twproject.com/</a>: in questo caso il pezzo forte è il pricing, una volta comprata la licenza non scade più (90 euro ogni utente).. Non è cosa da poco in questa jungla.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Eegroupware%2Eorg%2F&amp;urlhash=___m&amp;_t=tracking_disc" target="_blank">http://www.egroupware.org/</a>: gratuito (licenza GPL), ma dall&#8217;interfaccia decisamente poco accattivante.</li>
<li><a href="http://www.dotproject.net/">http://www.dotproject.net/</a>: vedi precedente, il gratis si paga in termini di interfaccia.</li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fscrumy%2Ecom&amp;urlhash=y0mN&amp;_t=disc_detail_link" target="_blank">https://scrumy.com</a>: non è un vero e proprio tool per la gestione progetti ma una sorta di lavagna dei post-it in chiave web.</li>
</ul>
<p>Infine come non citare <a title="OpenProj" href="http://openproj.org/" target="_blank">OpenProj</a>? E&#8217; presentato come l&#8217;alternativa Open Source a Microsoft Project, si tratta di un software desktop che può tornare utile a chi non vuole <span style="text-decoration: line-through;">soluzioni proprietarie</span> pagare licenze. OpenProj è sviluppato da Projity, recentemene acquistata da Serena Software: per il primo quadrimestre del 2009 era annunciata l&#8217;integrazione dei software a marchio Priojity con <a title="Mariner - Serena PPM" href="http://www.serena.com/products/mariner/" target="_blank">Mariner</a>, la soluzione di PPM (Project Portfolio Management) di Serena. Io però non sono ancora riuscito a vedere nulla. </p>
<p><strong>Qualcuno ha trovato/provato di meglio?</strong></p>
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		<title>L&#8217;ottusità del bloccare internet in azienda</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/29/lottusita-del-bloccare-internet-in-azienda/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 09:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet è uno strumento, la qualità dello strumento è indiscutibile: bloccarlo significa bloccare i propri lavoratori, incastrarli dietro uno schermo senza accesso a un mondo di informazioni e opportunità. Proprio come il telefono, un uso sbagliato può recare danni all'azienda, ma non è privandone tutti indistintamente che si risolvono i problemi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-685" title="divieto" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/divieto.png" alt="" width="420" height="315" /><small>[foto <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/eraritjaritjaka/2841894947/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Stamattina ero alle prese con lo studio di un nuovo documento riguardante la qualità dei progetti. Arriva via mail da un collega e parla di APQP. La sigla mi risuona vagamente in testa, dovrebbe essere un metodo per la qualità nei processi produttivi.. ma ne siamo sicuri? <strong><a title="APQP - ricerca google" href="http://www.google.com/search?q=APQP" target="_blank">Google</a> dimmelo tu</strong>: <a title="APQP - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Advanced_Product_Quality_Planning" target="_blank">APQP &#8211; Advancep Product Quality Planning</a>. Ma certo, ora è tutto più chiaro, beata wikipedia.</p>
<p>Le ore passano e le cose si complicano, nel famigerato documento subentrano sigle su sigle: FMEA, PPAP, PFMEA, SOP.. Bastano 30 secondi e tutti i dubbi vengono risolti. Qualche ricerca ed ecco le scoperte: <a title="FMEA - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/FMEA" target="_blank">Failure Mode and Effects Analysis</a>, <a title="PPAP - Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Production_Part_Approval_Process" target="_blank">Production Part Approval Process</a>, <a title="PFMEA - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/PFMEA" target="_blank">Process Failure Mode and Effects Analysis</a>, <a title="SOP - acronimo wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/SOP" target="_blank">Start Of Production</a>.. <strong>Ma se non avessi avuto internet a disposizione?</strong></p>
<p>Probabilmente avrei rotto le scatole a un collega, e il collega costa all&#8217;azienda molto più di un accesso internet, e l&#8217;accesso internet con il blocco della navigazione costa molto di più perchè ci sono le licenze del software per il monitoraggio di ogni utente. In sostanza: <strong>5 minuti di pausa per guardare <a title="repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/">repubblica.it</a> o dare la formazione su  <a title="buzzerbeater - gioco fantabasket" href="http://www.buzzerbeater.org/">buzzerbeater</a> fruttano all&#8217;azienda molto più di ciò che si possa pensare</strong>.</p>
<p><span id="more-680"></span></p>
<p>Bloccare internet è da retrogradi, capisco i problemi legati alla &#8220;perdita di produttività&#8221;, ma una formazione dei dipendenti circa l&#8217;uso consapovele del web comporterebbe sicuramente un &#8220;aumento di produttività&#8221;. Bloccare è l&#8217;azione più rapida e meno costosa, in termini di impegno collettivo, ma di certo non è la soluzione migliore. Molto meglio responsabilizzare i dipendenti circa un uso coscienzioso di internet, perchè dietro lo schermo c&#8217;è un mare di strumenti e informazioni utili al lavoro di tutti i giorni.</p>
<p>Generalmente le <strong>politiche di blocco</strong> prevedono una delle seguenti modalità:</p>
<ul>
<li><strong>Consentire la navigazione solo su siti fidati</strong>, come il portale interno, il sito dell&#8217;azienda e qualche sito <em>accuratamente</em> selezionato, come ad esempio il <a title="sole 24 ore" href="http://www.ilsole24ore.com/">Sole24Ore</a> o <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia</a>. E&#8217; come offrire il telefono e permettere di chiamare solo 3 numeri: il centralino, il fornitore e il capo. Se un giorno il fornitore ti chiede di chiamare un diverso centro di assistenza, tu perdi 2 ore per farti attivare le chiamate verso un nuovo numero. Che senso ha?</li>
<li><strong>Consentire la navigazione solo in alcune finestre temporali</strong>, ad esempio durante la giornata si possono sfruttare sessioni di navigazione da 15 minuti, tre volte al giorno. E&#8217; come offrire il telefono e permettere di chiamare il fornitore solo in alcuni momenti, e se non lo trovo? Riproverò domani.. ma intanto una giornata di lavoro è passata.</li>
<li><strong>Bloccare la navigazione solo su determinati siti</strong>, è la versione più soft, tutto sommato tollerabile. Non mi sembra corretto che un dipendente passi mezz&#8217;ora per giocare al fantacalcio on-line, ma se quella è l&#8217;indole probabilmente la stessa mezz&#8217;ora potrebbe passarla al telefono.<br />
I siti ai quali vietare l&#8217;accesso sono a discrezione dei <em>dottori</em> del CED: ho provato sulla mia pelle il blocco di siti come <a title="google docs" href="http://docs.google.com/" target="_blank">GoogleDocs</a> o <a title="slideshare" href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">SlideShare</a>, che in fondo sono strumenti utilissimi nella ricerca-scambio quotidiano di informazioni. Qualcuno può essere certo di sapere con esattezza dove risiedono le notizie di cui tutti i dipendenti hanno bisogno?</li>
</ul>
<p><strong>Internet è uno strumento</strong>, la <strong>qualità</strong> dello strumento è indiscutibile: <strong>bloccarlo significa bloccare i propri lavoratori, incastrarli dietro uno schermo senza accesso a un mondo di informazioni e opportunità</strong>. Proprio come il telefono, un uso sbagliato può recare danni all&#8217;azienda, ma non è privandone tutti indistintamente che si risolvono i problemi.</p>
<p>Giusto per chiudere con un esempio, quanto tempo avrei dovuto perdere (e fatto perdere ad altri) per sapere tutti i dettagli di un <a title="Process Flow Chart" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Flowchart" target="_blank">Process Flow Chart</a> senza accesso al web? Ma senza andare sul tecnico, anche solo la <strong>pianificazione di una trasferta</strong> (la strada per arrivare dal cliente, dove pranzare, dove dormire) richiede il doppio del tempo senza internet.<br />
<strong>E tu? Hai mai lavorato o lavori in un ufficio dove internet è limitato? Come ti trovi e quali sono i &#8220;motivi ufficiali&#8221; per giustificarne il blocco?</strong></p>
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