<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>diploD &#187; Ingegneria</title>
	<atom:link href="http://www.diplod.it/category/ingegnere/ingegneria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diplod.it</link>
	<description>by Davide Del Monte</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Feb 2015 14:26:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.9.40</generator>
	<item>
		<title>Convergenza virtuale e reale: visionari da Supranet</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/10/24/convergenza-virtuale-e-reale-visionari-da-supranet/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/10/24/convergenza-virtuale-e-reale-visionari-da-supranet/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 15:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[geolocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[geotagging]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[reti di sensori]]></category>
		<category><![CDATA[rfid]]></category>
		<category><![CDATA[supranet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=616</guid>
		<description><![CDATA[La convergenza tra mondo reale e mondo virtuale secondo il paradigma della supranet. La geolocalizzazione e le tecnologie GPS o RFID.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-681" title="ubiquity" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/ubiquity.jpg" alt="" width="420" height="280" /><br />
<small>[foto <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/mpwillis/180391332/" target="_blank">flickr</a>]</small></p>
<p>Secondo il paradigma della <a title="supranet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Supranet" target="_blank">Supranet</a>, in un prossimo futuro si avrà la <strong>convergenza</strong> tra tutto ciò che è <strong>digitale</strong> e tutto ciò che è <strong>fisico</strong>. Non esisteranno più due mondi, quello virtuale e quello reale, ma <em>quasi</em> tutto ciò che è in rete sarà in qualche modo <em>mappato</em> nel mondo reale. Questa visione viene confermata giorno dopo giorno dai fatti: la nascita di servizi come <a title="google maps" href="http://maps.google.com/" target="_blank">Google Local</a> (la ricerca nelle mappe di Google), le immagini geolocalizzate di <a title="panoramio" href="http://www.panoramio.com/map/" target="_blank">Panoramio</a> o di <a title="flickr map" href="http://www.flickr.com/map/" target="_blank">Flickr</a>, le innumerevoli mappe on-line che mostrano servizi e attività. L&#8217;arrivo di tecnologie come <a title="RFID" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification">RFID</a>, <a title="GPS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/GPS" target="_blank">GPS</a> e le <a title="wireless sensor network" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_sensor_network" target="_blank">reti di sensori</a> testimoniano questa tendenza. Le notizie come quelle dell&#8217;<a title="accordo nokia - lonely planet" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2008-08-19_119258203.html" target="_blank">accordo Nokia-Lonely Planet</a> per offrire guide turistiche sui cellulari.</p>
<p>Prova a immaginare di trovarti su un sentiero trentino, fotografare una stella alpina con una <strong>fotocamera</strong> che ha il <strong>GPS integrato</strong> ed è in grado di ricavare dal satellite l&#8217;esatta posizione geografica (latitudine e longitudine), quando caricherai questa foto on-line, verrà automaticamente posizionata su una mappa (una sola? magari anche tutte le altre in grado di dialogare tra loro..) grazie alla lettura dei <strong>tag di localizzazione </strong>(nei <a title="exif" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Exchangeable_image_file_format" target="_blank">dati Exif</a>). Quando qualcun altro passerà di lì con un dispositivo connesso potrà vedere la tua foto, scattata un anno prima. Fantascienza? Beh, le <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/07/come-abilitare-il-geotagging-delle-foto-con-il-gps-del-htc-tytn-ii-e-altri-trucchi-da-attivare-con-kaiser-tweaks/" target="_blank">fotocamere con GPS integrato</a> esistono già da tempo, le mappe pure.. Forse è solo questione di abitudini.</p>
<p><span id="more-616"></span></p>
<p>Ci sono alcune considerazioni oggettive (ricavate dal paradigma della Supranet su wikipedia), che mi fanno sentire questa visione molto vicina:</p>
<ul>
<li>Gli <strong>oggetti di uso comune</strong> saranno sempre più <strong>univocamente dentificabili</strong>, e tutti o quasi tutti questi oggetti saranno in qualche modo connessi in rete senza fili attraverso sensori</li>
<li>Gli <strong>esseri umani</strong> o gli animali che porteranno indosso quegli oggetti saranno a loro volta <strong>identificabili</strong> [a proposito, tieni il cellulare in tasca anche tu?]</li>
<li>L&#8217;<strong>ubicazione geografica</strong> di molte di quelle entità (umani, animali, oggetti) sarà nota con precisione sempre crescente</li>
<li>La <strong>superficie del pianeta</strong> sarà <strong>mappata in Internet</strong>, o attraverso <a title="GIS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/GIS">GIS</a> e Points-of-Interest dedicati (come infatti sta accadendo) o mediante modi più definitivi ed esaustivi, come per esempio l’assegnazione di un <a title="Indirizzo IP" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP">indirizzo IP</a> a ogni metro quadrato della terra</li>
</ul>
<p>L&#8217;unico vero dubbio è proprio sull&#8217;ultimo punto, ma possiamo dormire tranquilli almeno fino al 2025, quando forse arriverà l&#8217;<a title="IP versione 6" href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPv6" target="_blank">IPv6</a>..</p>
<p>Da un punto di vista più pratico, non posso che essere d&#8217;accordo con chi <a title="guida galattica" href="http://www.appuntidigitali.it/2091/guida-galattica-per-geek-moderni/" target="_blank">incentiva l&#8217;utilizzo degli ebook come guide turistiche e come cartine geografiche</a> continuamente aggiornabili. Occhio però a <strong>non intossicarsi troppo</strong>: un sentiero trentino è bello comunque, anche senza GPS.. Anzi forse senza una mappa cartacea perde un po&#8217; del suo fascino.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/10/24/convergenza-virtuale-e-reale-visionari-da-supranet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ottobre dei grandi eventi: Smau, SharePoint e Google.</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/15/ottobre-dei-grandi-eventi-smau-sharepoint-e-google/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/09/15/ottobre-dei-grandi-eventi-smau-sharepoint-e-google/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 09:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=667</guid>
		<description><![CDATA[Conferenze e fiere a Milano: questo ottobre 2008 si preannuncia denso di appuntamenti. Sharepoint conference, SMAU e Google Developer Day, ecco dove vorrei andare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/conferenza.jpg" alt="" width="420" height="315" /><br />
<small>[foto <a title="flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emmeci/2101926108/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Questo <strong>Ottobre</strong> si preannuncia <strong>denso di iniziative</strong>. Ci sono tre conferenze alle quali vorrei partecipare, in rigoroso ordine cronologico:</p>
<ul>
<li><strong><a title="sharepoint conference 2008" href="http://www.sharepointconference.it" target="_blank">Sharepoint Conference 2008</a>: 2-3 Ottobre, Milano</strong><br />
E&#8217; un evento sponsorizzato da Microsoft, per approfondire le conoscenze sull&#8217;ambiente Sharepoint. Qui andrei come giovane studente assetato di sapere. Sharepoint è una piattaforma a mio avviso molto promettente, e vorrei capire come sta evolvendo il mercato e quali sono le reali implementazioni aziendali. L&#8217;evento è a pagamento, ahimè, non è neppure a basso costo: 720 euro per gli ultimi arrivati (648 euro per chi si iscrive entro domani). Ma per fortuna ho trovato chi mi finanzia (grazie università)..</li>
<li><strong><a title="SMAU" href="http://www.smau.it/" target="_blank">SMAU 2008</a>: 15-18 Ottobre, Milano</strong><br />
E&#8217; un classico del settore IT, la fiera per eccellenza in Italia. Da un paio di anni ha sposato una linea  rivolta al settore aziendale, decisamente più interessante rispetto agli anni in stile futurshow dove vallette improvvisate lanciavano gadget dal palco di Virgilio..<br />
E&#8217; già possibile fare la preiscrizione, dove verrà chiesto di indicare il settore aziendale e le tematiche che maggiormente ci interessano, per essere avvisati circa i workshop attinenti alle nostre scelte.<br />
Anche in questo caso non si tratta di evento gratuito, ma il costo è decisamente sostenibile: 15 euro.</li>
<li><strong><a title="Google developer day" href="http://code.google.com/intl/it/events/developerday/2008/home.html" target="_blank">Google Developer Day 2008</a>: 21 Ottobre, Milano</strong><br />
Questo è l&#8217;evento decisamente più frizzante dei tre, quello per il quale potrei barattare anche l&#8217;anima. Scherzo, ma il fatto che gli inviti siano su selezione mi fa bramare ardentemente. E&#8217; un evento completamente gratuito, al quale sono invitati gli sviluppatori web interessati alle tecnologie Google.<br />
Ci si può registrare, per poi attendere la disponibilità. <strong>Io ci spero</strong>. Ricordo i <a title="napolux - google 2007" href="http://www.napolux.com/2007/10/04/google-web-masterminds-il-giorno-dopo/" target="_blank">commenti positivi</a> di chi ha partecipato lo scorso anno, e stavolta non me lo lascio scappare.. Ma qualcuno di voi ha già ricevuto conferme?</li>
</ul>
<p>Nel frattempo, mi preparo consultando gli <a title="trenitalia" href="http://www.ferroviedellostato.it/" target="_blank">orari su trenitalia</a>: la patria delle conferenze sembra essere senza ombra di dubbio Milano. Per me va più che bene, decisamente comoda rispetto a Roma. :)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/09/15/ottobre-dei-grandi-eventi-smau-sharepoint-e-google/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Futuro.. prossimo venturo?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/09/futuro-prossimo-venturo/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/09/09/futuro-prossimo-venturo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 12:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>
		<category><![CDATA[visionari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=659</guid>
		<description><![CDATA[Il mondo del futuro, la tecnologia invaderà le nostre vite. Video secondo Microsoft: aziende, banche, supermercati, ospedali. Ecco come le tecnologie modificheranno le nostre vite.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Amo i <strong>visionari</strong>.. anche se cerco sempre di riconoscere quelli falsi da quelli veri. Se hai <strong>un quarto d&#8217;ora di pausa</strong> non puoi fare a meno di <strong>guardare questi video</strong>. Hanno un forte potere comunicativo, in alcuni passaggi sono fin troppo esagerati. Fatto sta che <strong>le tecnologie per costruire un ambiente simile</strong> <a title="rfid" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification">ci</a> <a title="touchscreen" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Touchscreen">sono</a> <a title="sensor network" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sensor_network" target="_blank">tutte</a>, ma proprio <a title="microsoft surface" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Surface" target="_blank">tutte</a>. Ci vorrebbe solo gente che ci lavora, tanta gente; e clienti abbastanza pazzi da adottarle.</p>
<p>Il taglio è volutamente leggero, quindi mi limito solo a pubblicare qualche video, anche se su ognuno si potrebbe approfondire. <strong>In questi brevi spezzoni vedi davvero il tuo futuro?</strong> Io si..<br />
<span id="more-659"></span></p>
<h3>Il futuro delle aziende manifatturiere</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qr-GXnNN37c&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qr-GXnNN37c&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br/><br/></p>
<h3>Il futuro della vita lavorativa di un direttore di cantiere: windows del domani</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/78z_cAOKMng&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/78z_cAOKMng&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br/><br/></p>
<h3>Il futuro della grande distribuzione</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2nvqVU1fBPI&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/2nvqVU1fBPI&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br/><br/></p>
<h3>Il futuro del sistema sanitario</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/V35Kv6-ZNGA&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/V35Kv6-ZNGA&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br/><br/></p>
<h3>Il futuro del mondo bancario</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9ptcC5B0E3U&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/9ptcC5B0E3U&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questi video provengono da un gigante come <strong>Microsoft</strong>, ma chissà quanti altri ci stanno pensando.. Se per caso conosci roba simile, meglio ancora se made in italy, fatti vivo nei commenti!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/09/09/futuro-prossimo-venturo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Project Management con Celoxis e alternative a Basecamp</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 05:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[basecamp]]></category>
		<category><![CDATA[celoxis]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[project]]></category>
		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=634</guid>
		<description><![CDATA[Project Management su piattaforme web based. Celoxis è un software per la gestione progetti che dialoga con Microsoft Project, è solo una delle alternative a Basecamp.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="basecamp" href="http://www.basecamphq.com/" target="_blank">Basecamp</a> lo conoscono in tanti, <strong>project management in versione lite</strong>. Qualcosa in più di una todo list, molto meno di <a title="microsoft project server" href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739841040.aspx" target="_blank">microsoft project server</a>, che ho <a title="microsoft sharepoint e project server" href="http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/" target="_blank">conosciuto da poco</a> e che ha lasciato un&#8217;ottima impressione iniziale. Poi utilizzandolo ti accorgi dei problemi e ti guardi un po&#8217; intorno.. (problemi che in ogni caso pesano relativamente poco rispetto alle reali potenzialità di questa piattaforma).<br />
Mi sono chiesto se nel mondo qualche <em>disgraziato</em> avesse pensato a una sorta di integrazione tra basecamp e microsoft project: ho fatto la <a title="google search" href="http://www.google.it/search?q=basecamp+microsoft+project" target="_blank">domanda al signor G</a> ed ecco il sito che non ti aspetti.</p>
<p><a title="limiti di basecamp e alternative" href="http://www.whybasecampsux.org/" target="_blank">www.whybasecampsux.org/</a> &#8211; che tradotto in lingua madre suona come: www.perchèbasecampfapena.org</p>
<p>Qualche ignaro frustato ha messo in fila le pecche di basecamp e ha collezionato una serie di alternative al project management via web. Alcuni motivi sono pienamente condivisibili:</p>
<ul>
<li>Basecamp non offre una rappresentazione visuale dei progetti: <strong>GANTT</strong></li>
<li>L&#8217;<strong>esportazione dei dati</strong> è difficoltosa, sebbene venga offerta l&#8217;esportazione nel formato XML, praticamente questa non è leggibile da microsoft project (tanto per citarne uno)</li>
<li>Non ci sono <strong>template per i progetti</strong>, ogni nuovo progetto deve essere compilato a mano</li>
<li>Il <strong>limite degli allegati</strong> a 10Mbite è piuttosto restrittivo (per non dire proibitivo)</li>
</ul>
<p><span id="more-634"></span></p>
<p>Detto questo resta il fatto che quelli di <strong>37Signal</strong> hanno saputo creare uno <strong>strumento snello ed efficace</strong>, anche se a mio parere <strong>difficilmente utilizzabile in contesti medio-grandi</strong>. Allora quali sono le <strong>alternative</strong>?<br />
I primi a illustrarle sono proprio quelli di 37Signal, <a title="alternative a basecamp" href="http://basecamphq.com/forum-archive/viewtopic.php?id=141" target="_blank">nel loro forum</a>: onore al merito per saper convivere e competere coi concorrenti. Ma è spulciando nell&#8217;elenco di whybasecampsux che ho trovato questo <a title="celoxis" href="http://www.celoxis.com" target="_blank">Celoxis</a>.</p>
<p><strong>Celoxis</strong> è una <strong>piattaforma online per la gestione progetti</strong>, sviluppata da una società indiana, che non ha nulla ma proprio nulla da inviadare a concorrenti ben più blasonati. Quello che mi ha attratto è stata l&#8217;esportazione/importazione di progetti da microsoft project (che funziona, anche se dai test effettuati non è impeccabile), per poi scoprire che le funzionalità offerte sono di elevato livello.</p>
<ul>
<li><strong>Gestione delle risorse</strong> e dei relativi costi, con una interfaccia di livellamento decisamente migliore rispetto allo standard di microsoft project (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Calendario</strong>: sembra una banalità, ma può rivelarsi di estrema utilità quando ci sono più progetti/attività/riunioni sovrapposti (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Timesheet</strong>: ogni utente indica le attività svolte durante la giornata lavorativa (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Reportistica</strong> dettagliata e personalizzabile</li>
<li>Visualizzazione grafica con <strong>GANTT</strong> (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Analisi economica</strong> degli scostamenti: c&#8217;è grande attenzione sull&#8217;analisi dei dati, che sono il vero fattore determinante per una corretta gestione progetti (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Accesso per i clienti</strong>, che dispongono di una loro cartella personale e di un forum tramite i quali possono aprire un collegamento diretto con l&#8217;azienda</li>
</ul>

<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-utilizzo-risorse/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-utilizzo-risorse-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Utilizzo risorse" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-timesheet/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-timesheet-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Timesheet" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-gantt/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-gantt-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Gantt" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-analisi-scostamenti/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-analisi-scostamenti-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Analisi Economica" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-calendario/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-calendario-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Calendario" /></a>

<p>Insomma, non si tratta della gestione di semplici &#8220;todo-list&#8221;, per dirla all&#8217;italiana: di &#8220;liste delle cose da fare&#8221;. Si tratta di una seria ed efficiente <strong>piattaforma per la gestione dei progetti</strong>, con gli indispensabili strumenti per l&#8217;analisi dei costi e degli scostamenti rispetto alle previsioni di budget.</p>
<p>Sul sito ufficiale si trovano alcuni utili <a title="celoxis movies" href="http://www.celoxis.com/movies.php" target="_blank">video esplicativi</a>, mentre per i più curiosi è disponibile anche la <a title="celoxis demo" href="http://www.celoxis.com/demo.php" target="_blank">demo on-line</a>. Celoxis viene venduta sia in versione hosted (14.95$ ogni utente/mese) che installata presso i server aziendali.</p>
<p><a title="celoxis about" href="http://www.celoxis.com/about.php" target="_blank">Tra i clienti</a> sono citate anche <strong>aziende italiane</strong>, ma le mie ricerche non hanno scovato nulla a riguardo. Mi piacerebbe sapere come si sono trovati coloro che hanno adottato questo sistema di project management; la prima impressione (quella che conta) è di un <strong>software solido</strong> e <strong>decisamente appetitoso</strong>. Se qualcuno avesse ulteriori notizie è il benvenuto, intanto continuerò a spulciare nei link delle <strong>alternative a microsoft project.. ops! a basecamp</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Project Management: raccolta di idee per la tesi</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/07/10/project-management-raccolta-di-idee-per-la-tesi/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/07/10/project-management-raccolta-di-idee-per-la-tesi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 15:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[knowledge management]]></category>
		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>
		<category><![CDATA[tesi]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=594</guid>
		<description><![CDATA[In principio era il post-it, oggi è il post. Al di là del gioco di parole: stiamo assistendo alla rivoluzione del nuovo web, dove le informazioni e le conoscenze vengono formalizzate in sistemi informatici che hanno il loro cuore pulsante sulla rete e sulle persone che vi appartengono. Che sia web o intranet poco importa. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In principio era il post-it, oggi è il post. Al di là del gioco di parole: stiamo assistendo alla rivoluzione del nuovo web, dove le informazioni e le conoscenze vengono formalizzate in sistemi informatici che hanno il loro cuore pulsante sulla <strong>rete</strong> e sulle <strong>persone</strong> che vi appartengono. Che sia <strong>web</strong> o <strong>intranet</strong> poco importa. Qualcuno, più pacatamente, la chiama evoluzione: perché in fondo ciò che prima era consultazione, oggi è fruizione.</p>
<p>Project Management, Task Management, Project Portfolio, Knowledge Management, Product Data Management, SOA, Enterprise Application Integration e chi più ne ha più ne metta. Per chi ancora parla <strong>italiano</strong>: gestione dei progetti e del portfolio progetti, pianificazione delle attività, gestione della conoscenza, gestione documentale legata al prodotto, architetture software orientate ai servizi, integrazione delle applicazioni presenti in azienda. Sono queste le sfide di oggi, per una azienda che chiede all’infrastruttura ICT servizi fruibili e con una semplice finalità: soddisfare bisogni, più o meno estesi, all’interno dell’organizzazione. Per il cliente sono tutte attività che non creano <strong>valore aggiunto</strong>, per l&#8217;azienda sono la base operativa, a volte la prerogativa per il conseguimento dei risultati.</p>
<p>La <strong>gestione dei progetti</strong> va oltre la semplice pianificazione, diventa fondamentale <strong>condividere le informazioni</strong> sull’avanzamento delle attività, l’utilizzo delle risorse e i relativi costi. A maggior ragione per il reparto di <strong>Ricerca e Sviluppo</strong>: il portfolio progetti deve essere accessibile e visibile a tutti, i team di lavoro devono condividere files e documenti agevolmente, i ricercatori devono scambiarsi conoscenza agilmente. La conseguenza naturale di queste introduzioni è l’aumento della complessità delle tecnologie ICT: la gestione di tale complessità diventa un fattore critico per rendere utilizzabili i sistemi informatici.<br />
Ecco quindi l’avvento delle SOA: Service Oriented Architecture. Il software deve fornire  alcuni precisi servizi ed essere accessibile via web: Web Services.<br />
Le piattaforme per la condivisione di documenti e progetti sono tantissime, il compito di un ingegnere gestionale sta nell’individuare i bisogni (requisiti) fondamentali per poi scegliere e sviluppare il software correttamente.</p>
<p><span id="more-594"></span></p>
<p>Oggi ho messo in fila le <strong>idee</strong>, e ho stilato una lista di argomenti sulla quale costruire la <strong>tesi di laurea specialistica</strong>. Si, la tesi: finalmente si esce.. anche se di certo non prima di Dicembre. Probabilmente diventerà l&#8217;indice, 12 capitoli e troppe parole inglesi. <strong>Che dite?</strong></p>
<ol>
<li>Introduzione</li>
<li>Project Management in R&amp;D
<ol>
<li>Importanza della gestione progetti e Open Innovation</li>
<li>Intranet: condivisione e architettura Service Oriented</li>
<li>Gestione documentale abbinata ai progetti</li>
</ol>
</li>
<li>Ai confini del Knowledge Management</li>
<li>Enterprise 2.0: i bisogni emergenti e le SOA</li>
<li>Governance dell’ICT: complessità crescente e bisogno di integrazione
<ol>
<li>La logica dell’architettura a piccoli moduli</li>
<li>Accoppiamento dei software: bene o male?</li>
</ol>
</li>
<li>Microsoft SharePoint e la Social Era: tra wiki, blog e team di lavoro</li>
<li>Project Web Access: Microsoft Project on-line</li>
<li>Il caso della intranet nel reparto R&amp;D di LandiRenzo S.p.A.
<ol>
<li>SharePoint e PWA: personalizzazioni della piattaforma e Web Parts</li>
<li>Monitorare il Workflow dello sviluppo software: una soluzione con gli strumenti di SharePoint</li>
<li>Workflow dei documenti: interfacciamento con SAP</li>
<li>Product Data Management col software Model Manager e il CAD</li>
<li>Forza e debolezza di piattaforma e infrastruttura</li>
</ol>
</li>
<li>Il ruolo del CED</li>
<li>Qualche cenno sul mondo Open Source</li>
<li>Evoluzione</li>
<li>Conclusioni</li>
</ol>
<p>Lo pubblico perchè come sempre mi piace condividere ciò che faccio, soprattutto da studente, e magari qualcuno può darmi spunti interessanti o viceversa questo elenco potrebbe stimolare qualche altro &#8220;collega&#8221;. Per chi se la fosse persa: <a title="tesi davide del monte" href="http://www.diplod.it/2006/12/08/e-learning-e-knowledge-management-tesi/">la laurea della triennale è disponibile per la consultazione</a>.</p>
<p>Ho deciso di focalizzare l&#8217;attenzione sulla <strong>intranet</strong> e sulle <strong>piattaforme collaborative</strong>, lo trovo un proseguimento del lavoro dei tre anni precedenti; è comunque un tema che mi sta a cuore. E chissà che l&#8217;inizio di questo post non diventi l&#8217;introduzione..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/07/10/project-management-raccolta-di-idee-per-la-tesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RFID award: progetti da pionieri</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/06/06/rfid-award-progetti-da-pionieri/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/06/06/rfid-award-progetti-da-pionieri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 05:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[landirenzo]]></category>
		<category><![CDATA[reti]]></category>
		<category><![CDATA[rfid]]></category>
		<category><![CDATA[sensori]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/06/06/rfid-award-progetti-da-pionieri/</guid>
		<description><![CDATA[[foto Flickr] Basta leggere i comunicati stampa, e ti accorgi che una azienda reggiana ha vinto il premio RFID AWARD 2008. Concorso organizzato dall’Università Carlo Cattaneo di Castellanza. RFID è una tecnologia duttile, con sbocchi applicativi in diversi settori: dalla tracciabilità dei prodotti alle guide turistiche, dalla geolocalizzazione alla raccolta dei rifiuti. Landi Renzo, azienda [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/06/rfid.jpg" alt="rfid" /><br />
<small>[foto <a href="http://www.flickr.com/photos/ibcbulk/362444003/" title="flickr" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Basta leggere i comunicati stampa, e ti accorgi che una azienda reggiana ha vinto il premio <a href="http://labid.liuc.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=97&amp;Itemid=2" title="RFID AWARD 2008" target="_blank">RFID AWARD 2008</a>. Concorso organizzato dall’<a href="http://labid.liuc.it/" title="Università Cattaneo" target="_blank">Università Carlo Cattaneo</a> di Castellanza.</p>
<p><strong>RFID</strong> è una <strong>tecnologia duttile</strong>, con sbocchi applicativi in diversi settori: dalla tracciabilità dei prodotti alle guide turistiche, dalla geolocalizzazione alla raccolta dei rifiuti.<br />
<a href="http://www.landirenzo.it/" title="Landi Renzo" target="_blank">Landi Renzo</a>, azienda leader nella produzione e commercializzazione di <strong>impianti GPL e Metano</strong> per autovetture, ha promosso un progetto pilota che prevede l’istallazione di tag RFID sui kit installati nella rete di officine.</p>
<p><span id="more-570"></span></p>
<blockquote><p>
Il progetto, partito nei primi mesi del 2008, prevede l’introduzione di una soluzione applicativa e tecnica in fase di produzione, dove per ogni kit viene inserito un tag RFID, sul quale sono registrate le matricole delle componenti (creando una vera e propria “scatola nera” dell’impianto).<br />
L’installatore, in fase di installazione del sistema, scrive sul tag RFID le informazioni relative all’auto, creando una correlazione univoca con il kit. Il sistema “Landi Renzo Trace RFID” utilizza i dati registrati per automatizzare il processo di attivazione della garanzia, mediante invio delle informazioni al portale aziendale.<br />
Successivamente, ogni soggetto appartenente alla rete di operatori autorizzati può leggere le informazioni memorizzate nel tag ed aggiornarle a seguito di un ulteriore evento manutentivo. Le informazioni così raccolte sono convogliate sul portale web aziendale, permettendo a Landi Renzo di disporre sempre di tutte le informazioni relative ai propri prodotti presenti sul mercato.<br />
In questo modo la rete di officine autorizzate Landi Renzo potrà avere sempre sotto controllo la storia dell’impianto, con tutti gli interventi effettuati e le matricole di tutti i componenti installati nel tempo.</p></blockquote>
<p>Questo è il video che descrive il progetto:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LJooaOtaOkc&#038;hl=it"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LJooaOtaOkc&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Ma non c’è solo Landi Renzo tra i pionieri. Ci sono diversi progetti interessanti sia tra i vincitori che tra i finalisti. Davvero notevole è quello sviluppato dal <a href="http://www.comune.laveno.va.it/" title="Laveno Mombello" target="_blank">comune di Laveno Mombello</a>, per agevolare gli <strong>spostamenti dei non vedenti</strong>. Grazie a un bastone speciale con antenna incorporata e a uno smart-phone con auricolare bluetooth, la persona diversamente abile riceve informazioni sull’area circostante e viene guidata lungo il percorso, leggendo i tag inseriti nel terreno.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VE_B9t09JzE&#038;hl=it"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VE_B9t09JzE&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Altro progetto degno di nota è quello dell’Università di Padova per il <a href="http://www.nora.it/" title="nora" target="_blank">sito archeologico di Nora</a>. Il progetto utilizza il <strong>GPS in accoppiata con l’RFID</strong> per ricavare in ogni istante la posizione occupata dal visitatore all’interno dell’area archeologica e fornire informazioni sui reperti che si trovano nelle immediate vicinanze.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2G34lh2ROqc&#038;hl=it"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2G34lh2ROqc&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><strong>RFID</strong>, così come le <strong>reti di sensori</strong>, è una tecnologia in “ascesa”. A parte gli scenari più fantascientifici, noto con piacere che si stanno diffondendo applicazioni reali, come quelle presentate al concorso in questione. <strong>Ne conoscete altre?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/06/06/rfid-award-progetti-da-pionieri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Project management su sharepoint: connubio in salsa enterprise 2.0</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[basecamp]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[project]]></category>
		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[PWA]]></category>
		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>
		<category><![CDATA[WSS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/</guid>
		<description><![CDATA[[foto Flickr] Quello del project management è senza dubbio un campo navigato da tempo. Microsoft Project uscì per la prima volta nel 1990, fu una delle prime applicazioni Microsoft a girare su Windows 3.0. Da allora le esigenze del project manager sono evolute assieme alla tecnologia; oggi è sempre più fondamentale avere una visione globale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/post-it.jpg" alt="post-it" /><br />
<small>[<a href="http://www.flickr.com/photos/jakecaptive/49915119/" title="Flickr" target="_blank">foto Flickr</a>]</small></p>
<p>Quello del project management è senza dubbio un campo navigato da tempo. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Project">Microsoft Project</a> uscì per la prima volta nel 1990, fu una delle prime applicazioni Microsoft a girare su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_3.x">Windows 3.0</a>. Da allora le esigenze del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_management">project manager</a> sono evolute assieme alla tecnologia; oggi è sempre più fondamentale avere una <strong>visione globale dei progetti</strong> e <strong>condividere</strong> con il team di lavoro tutte le informazioni. Per questo i software di <strong>project management</strong> oltre ad assistere il project manager nella pianificazione, nell’assegnazione delle risorse, nella verifica del rispetto dei tempi, nella gestione dei budget e nell’analisi dei carichi di lavoro, tendono ad avere una componente server. I dati sul progetto, l’avanzamento delle attività, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diagramma_di_Gantt">gannt</a> sono affiancati alla condivisione di documenti, ai forum di discussione e perché no.. ai <strong>wiki</strong>.</p>
<p>Oggi Microsoft offre uno strumento in grado di integrare perfettamente le applicazioni desktop a quelle di rete. <a href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739841040.aspx">Project Server</a>, <a href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739631040.aspx">Project Web Access</a> e Outlook Add-in, insieme a <a href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointtechnology/FX100503841040.aspx">Windows Sharepoint Services</a> (WSS) permettono di costruire una intranet quasi perfetta. All’inizio ero scettico, non credevo che Microsoft fosse all’avanguardia in questo campo, ma devo ricredermi. Ho avuto l’occasione di entrare a contatto con una realtà aziendale di grandi dimensioni, dove il reparto di ricerca e sviluppo opera con questi strumenti.<br />
<span id="more-539"></span></p>
<p>I <strong>project manager</strong> possono “costruire” i progetti e il relativo elenco delle attività direttamente da Microsoft Project, poi pubblicarle on-line. Ogni progetto ha uno spazio dedicato dove i membri del team di lavoro possono salvare documenti e avviare discussioni. Il <strong>resource manager</strong> assegna le attività alle persone più indicate, in base alla loro disponibilità. Ogni nuova attività viene segnalata tramite l’invio di una mail automatica una volta che è stata assegnata e il calendario di Outlook si aggiorna in base agli impegni in programma.<br />
Ogni persona che ha lavorato su un progetto compila periodicamente il proprio <strong>timesheet</strong>, segnalando l’avanzamento delle attività e le ore in cui ha lavorato. Eventualmente, su richiesta del project manager, può redigere un report per indicare lo stato del progetto, le difficoltà incontrate, ecc.</p>
<p>Ho rivisto, su piattaforma Microsoft, i vari strumenti 2.0 alla <a href="http://www.basecamphq.com/">basecamp</a>, tanto decantati in questi tempi. Ma la vera forza di questa tecnologia è la <strong>intima integrazione con il sistema operativo e i software deskotp</strong>. Si assiste ad un perfetto allineamento tra ciò che viene prodotto con Project e ciò che poi appare sul PWA (Project Web Access), tanto che nemmeno serve digitare username e password perché si è subito riconosciuti come utenti windows. Ci sono i gruppi, i livelli di accesso, il versioning dei files, e tutto ciò che è necessario in queste situazioni. Ciò che invece irrimediabilmente manca è la componente ludica di questi prodotti.</p>
<p>Ho <a href="http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/" title="convegno enterprise 2.0" target="_blank">parlato</a> <a href="http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/" title="enterprise 2.0" target="_blank">altre volte</a> dei bisogni emergenti tipici dell’enterprise 2.0: scambio e condivisione del sapere, organizzazione del calendario, reperibilità delle informazioni, condivisione degli obiettivi. Sono tutte esigenze di chi oggi arriva la mattina davanti a un PC, a maggior ragione se si trova a far parte di un reparto di R&amp;S. Ma spesso una piattaforma on-line che tenta di soddisfare questi bisogni è vista come “una seccatura in più”, come se non bastasse ricevere 50 mail al giorno. Avere una visione globale circa l’avanzamento dei progetti e la gestione delle attività è un fattore critico per chi governa i progetti, ma diventa una cosa in più da fare per chi tutti giorni è alle prese col lavoro di ricerca. E’ questione di cultura, certo: il plusvalore che deriva da un costante e proficuo utilizzo di questi strumenti on-line non è immediato. Deve essere presente una componente attrattiva, che forse ancora Microsoft non ha colto, ma la strada è quella giusta.</p>
<p>Sinceramente faccio fatica a trovare una alternativa così integrata a WSS+PWA.<br />
Eppure<span>  </span>i software di Project Management open source (o meno) di certo non mancano: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_project_management_software">http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_project_management_software</a></p>
<p>Giusto per concludere con qualche segnalazione a mio avviso interessante, eccone alcuni</p>
<ul>
<li><a href="http://www.activecollab.com/">ActiveCollab</a> – project management web based</li>
<li><a href="http://www.dotproject.net/">DotProject</a> &#8211; project management web based</li>
<li><a href="http://www.openworkbench.org/">OpenWorkBench</a> – applicazione desktop</li>
</ul>
<p>Un utile punto di riferimento, per farsi un’idea e leggere una comparazione è questo articolo:<br />
<a href="http://www.klambauer.info/pms.pdf">http://www.klambauer.info/pms.pdf</a></p>
<p>E questo link:<br />
<a href="http://open-source-project-management-tools.blogspot.com/">http://open-source-project-management-tools.blogspot.com/</a></p>
<p><strong>E voi? Qualcuno ha avuto esperienze con Sharepoint? Qualcuno conosce alternative?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Frontier Analyst: software di analisi prestazioni e supporto decisionale</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/04/22/frontier-analyst-software-di-analisi-prestazioni-e-supporto-decisionale/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/04/22/frontier-analyst-software-di-analisi-prestazioni-e-supporto-decisionale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 00:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[banxia]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[frontier]]></category>
		<category><![CDATA[supporto decisionale]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/04/22/frontier-analyst-software-di-analisi-prestazioni-e-supporto-decisionale/</guid>
		<description><![CDATA[[foto Flickr] Frontier Analyst è un software sviluppato da Banxia, una software house inglese piuttosto intraprendente. L&#8217;obiettivo di questo programma è fornire uno strumento decisionale per valutare le prestazioni di diverse business units (filiali, negozi, reparti ospedalieri, uffici pubblici o vere e proprie unità di business aziendali..) e indicare i possibili margini di miglioramento, sulla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/lego-wall.jpg" alt="Lego Wall" /><br />
<small>[foto <a href="http://www.flickr.com/photos/gadgetgirl70/201696636/" title="Lego wall" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p><a href="http://www.banxia.com/frontier/index.html" title="Frontier Analyst" target="_blank">Frontier Analyst</a> è un software sviluppato da <a href="http://www.banxia.com/" title="Banxia" target="_blank">Banxia</a>, una software house inglese piuttosto intraprendente. L&#8217;obiettivo di questo programma è fornire uno <strong>strumento decisionale</strong> per <strong>valutare le prestazioni di diverse business units</strong> (filiali, negozi, reparti ospedalieri, uffici pubblici o vere e proprie unità di business aziendali..) e indicare i possibili margini di miglioramento, sulla base di un <strong>confronto &#8220;alla pari&#8221;</strong>.</p>
<p>Frontier si basa sulla <strong>analisi DEA</strong> (Data Envelop Analysis), sviluppatasi originariamente nel settore della pubblica amministrazione dove non c&#8217;erano obiettivi di &#8220;profitto&#8221; con cui confrontarsi. Si tratta di un metodo di analisi dei dati volto a individuare una &#8220;<strong>frontiera efficiente</strong>&#8220;, ovvero una linea ideale che rappresenta il miglior tasso produttivo generato dalle unità che si stanno valutando. Per approfondire si faccia riferimento a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Data_Envelopment_Analysis" title="DEA" target="_blank">wikipedia</a>.</p>
<p>Installando la versione dimostrativa del software è possibile capirne subito il concetto. In questa schermata ad esempio si vogliono valutare le prestazioni di diverse filiali di una banca. Esse hanno un solo input, il personale, e due output, i trasferimenti dovuti a conti privati e a conti aziendali.<br />
<span id="more-529"></span></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-analisi-banche.PNG" alt="Schermata Frontier" /></p>
<p>L&#8217;esempio è ovviamente banale, ma utile a capire il concetto base del software.<br />
Lanciando l&#8217;analisi si ottiene la valutazione di ogni unità di business, di ogni filiale.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-plot.gif" alt="Frontier plot" /></p>
<p>Il &#8220;<strong>grafico di frontiera</strong>&#8221; individua in Manchester l&#8217;unità con il miglior rapporto <strong>Trasferimenti Aziendali/Personale</strong> e in Glasgow quella con miglior rapporto <strong>Trasferimenti Privati/Personale</strong>. Queste saranno le unità con efficienza 100%, quelle che rispettivamente generano maggiori profitti col personale a disposizione. Per capire l&#8217;efficienza delle altre dovremo tirare una linea che congiunge l&#8217;origine degli assi alla frontiera individuata, la posizione della unità su questa linea rappresenta l&#8217;efficienza.</p>
<p>Finchè le dimensioni sono due nessun problema; chiaramente il punto di forza è l&#8217;<strong>analisi multidimensionale</strong>, dove il software ci viene in aiuto.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-potential-improvement-graph.gif" alt="Frontier improvement graph" /></p>
<p>Il grafico di analisi per ogni Business Unit mostra i livelli di input e output necessari per rendere quella unità &#8220;totalmente&#8221; efficiente (vedi sopra). In sostanza ci <strong>indica quali input tagliare, su quali investire e su quali output è opportuno puntare</strong>. L&#8217;importanza di questo metro è data dal fatto che si basa su <strong>comparazioni &#8220;alla pari&#8221;</strong>, quindi i risultati dovrebbero essere realmente raggiungibili dalle singole unità. In questo caso il software proponeva di tagliare sul personale nella filiale di Leeds.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-opzioni-analisi.gif" alt="Frontier opzioni di analisi" /></p>
<p>Le analisi si possono effettuare secondo due metodi: avendo come obiettivo la <strong>minimizzazione degli input</strong> oppure la <strong>massimizzazione degli output</strong>. C&#8217;è un pannello dal quale si possono impostare queste opzioni (vedi immagine sopra).<br />
I risultati sono ovviamente differenti. In questo esempio: nel primo caso viene proposta una drastica riduzione del personale (di circa l&#8217;80%) e investimenti sul mercato business, mentre nel secondo caso non viene proposta nessuna riduzione del personale.<br />
<strong>Caso minimizzazione degli input</strong></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-efficiency-table.gif" alt="Frontier Min input" /></p>
<p><strong>Caso massimizzazione output</strong></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-maximize-output.gif" alt="Frontier Max output" /></p>
<p>Sono presenti inoltre utili strumenti per l&#8217;<strong>importazione dei dati da excel, database, file xml</strong>. Ho testato l&#8217;importazione di datida Excel e funziona senza intoppi, notevole.<br />
Molto interessanti le funzioni di <strong>esportazione dei dati</strong>. Oltre alla classica reportistica &#8211; è possibile creare documenti word sulla base dei dati si analisi &#8211; è presente anche una funzione per la <strong>pubblicazione sul web</strong>, che nella versione demo è disabilitata. Sulla carta però è possibile costruire un sito web per la presentazione dei risultati ottenuti con la simulazione.</p>
<p>Per quanto riguarda i dati, non si ragiona solo in termini di input/output. Si possono inserire anche costi, così come gli input non controllabili, per effettuare simulazioni che rispecchino la realtà.<br />
Altri utili supporti visivi sono il grafico di distribuzione dell&#8217;efficienza e il diagramma descrittivo del processo produttivo, riportati qui sotto.<br />
<strong> Grafico distribuzione</strong>: rappresenta il numero di unità posizionate sui diversi livelli di efficienza</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-score-sistribution.gif" alt="Frontier Distribuzione" /></p>
<p><strong>Diagramma processo</strong></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/frontier-diagram-process.gif" alt="Frontier processo" /></p>
<p><strong>Qualche considerazione critica</strong></p>
<p>Ovviamente si tratta di uno strumento di <strong>supporto decisionale</strong>, e non di un decisore. Per quanto possa essere affidabile l&#8217;analisi matematica, non possiamo riprodurre con qualche numero tutte le variabili che entrano in gioco nei contesti reali. I risultati di un software come questo possono dare una indicazione di massima sulla strada da seguire, ma non saranno mai alla base delle decisioni.</p>
<p>L&#8217;unica perplessità è che queste analisi alla pari magari non tengono conto delle potenzialità di sviluppo anche delle business units migliori, forse il <strong>benchmarking esterno</strong> resta fondamentale per capire la reale situazione.</p>
<p>Senza dubbio l&#8217;impostazione grafica che ricorda il nuovo <strong>Microsoft Office</strong>, i <strong>tool di esportazione/importazione</strong> dati e la <strong>semplicità di utilizzo</strong> ne fanno un software appetibile. La <strong>curva di apprendimento non è per nulla ripida</strong>, dopo un&#8217;occhiata agli esempi si entra subito nell&#8217;idea di base del programma.</p>
<p>Se poi aggiungiamo che il prezzo di licenza è decisamente abbordabile per il target a cui si rivolge, le conclusioni non possono essere che <strong>positive</strong>. Credo possa essere utile in quelle situazioni di analisi e sviluppo per aziende, ma anche per la pubblica amministrazione o le associazioni no-profit. In tutte quelle circostanze dove diventa fondamentale comparare tra loro le unità produttive interne.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/04/22/frontier-analyst-software-di-analisi-prestazioni-e-supporto-decisionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra convegni e presentazioni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 00:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Chesbrough]]></category>
		<category><![CDATA[convegni]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[web20]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/</guid>
		<description><![CDATA[Gli ultimi giorni li ho passati di corsa, ancora non avevo trovato il tempo per tirare le somme circa due incontri ai quali ho partecipato. Il convegno sull&#8217;enterprise 2.0 a Milano e la presentazione del libro &#8220;Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione&#8221; a Firenze. Il 12 Marzo, presso il politecnico di Milano, ero al convegno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi giorni li ho passati di corsa, ancora non avevo trovato il tempo per tirare le somme circa due incontri ai quali ho partecipato. Il convegno sull&#8217;enterprise 2.0 a Milano e la presentazione del libro &#8220;Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione&#8221; a Firenze.</p>
<p><strong>Il 12 Marzo, presso il politecnico di Milano, ero al convegno organizzato dall&#8217;osservatorio Enterprise 2.0</strong>. Al termine è stato consegnato a tutti i partecipanti il rapporto 2008 che evidenzia i risultati delle ricerche dell&#8217;osservatorio.</p>
<blockquote><p> La Ricerca ha previsto lo sviluppo di 70 studi di caso di imprese e Pubbliche Amministrazioni tra le più significative del nostro Paese, nonché l’analisi delle strategie tecnologiche dei principali vendor di tecnologia. Infine è stata realizzata una survey che ha coinvolto 65 Chief Information Officer (CIO) e ha permesso di comprendere la visione che i responsabili della direzione Sistemi Informativi hanno di questo fenomeno e dei suoi possibili impatti sul ruolo del CIO e, più in generale, sulla Governance dell’ICT all’interno dell’organizzazione.</p></blockquote>
<p>La parte più interessante è stata senza dubbio quella di presentazione della ricerca, da parte di Mariano Corso e Stefano Mainetti. Una presentazione curata e ricca di spunti, che evidenzia il fiorire di bisogni emergenti da parte dei &#8220;lavoratori&#8221; di oggi: <strong>appartenenza aperta, social networking, conoscenza in rete, collaborazione emergente, riconfigurabilità adattativa, global mobility</strong>.<br />
Definizioni che probabilmente dicono poco se lette così in fretta, ma che sono esaustivamente trattate e approfondite nel report, <a href="http://www.osservatori.dig.polimi.it/archivioReportGenerale.php" title="Archivio Report Politecnico" target="_blank">liberamente scaricabile da qui</a> previa registrazione. Oltre a questa ricerca, dal sito è possibile avere accesso anche agli altri report riguardanti i convegni passati. Materiale interessante.</p>
<p><span id="more-515"></span></p>
<p>Nella seconda parte della mattina sono stati presentati diversi casi aziendali. Alcuni decisamente poco centrati, come la community per i venditori tim; altri invece decisamente appassionanti. Cito solamente quello di <strong>Banca Intesa Sanpaolo</strong>, che ha sviluppato internamente, grazie alla Direzione Sistemi Informativi,  una piattaforma dove sperimentare e promuovere strumenti web 2.0 in ambito Intranet per migliorare la comunicazione interna e la capitalizzazione della conoscenza. Non si tratta solo di wiki e blog, naturalmente presenti, ma di un ambiente in <strong>stile SecondLife</strong> dove gli avatar dei dipendenti si incontrano per riunioni di lavoro.<br />
Cosa che ha suscitato qualche sorriso, ma quando il relatore ha spiegato che oltre ad essere uno strumento inerno potrebbe diventare qualcosa di utilizzabile per i clienti le espressioni si son fatte più serie. Piacevolmente stupito, certo è che per sviluppare internamente strumenti simili servono ingenti capitali e forza lavoro, che una banca come Intesa SanPaolo non si fa mancare.</p>
<p>Molto meno coinvolgente è stata invece la tavola rotonda con i principali player del settore, nomi di tutto rispetto: <strong>Microsoft, IBM, SAP, Google, YooPlus</strong>.. Tutti avevano le soluzioni chiavi in mano per l&#8217;enterprise 2.0, ma non si è capito bene quali fossero. A parte <a href="http://www.google.it/services/" title="Google - soluzioni per aziende" target="_blank">Google</a> e <a href="http://www.yooplus.com/" title="Yooplus" target="_blank">YooPlus</a>, di cui si conoscono i servizi, per gli altri era più che altro una occasione per esserci, più che per proporre.</p>
<p><strong>Il 18 marzo invece ero a Firenze</strong>, per assistere alla presentazione del libro &#8220;<a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-chesbrough_henry/sku-12787572/open_modelli_di_business_per_l_innovazione_.htm" title="Open. Modelli di business per l'innovazione" target="_blank">Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione</a>&#8221; di <a href="http://www.haas.berkeley.edu/faculty/chesbrough.html" title="chesbrough" target="_blank"><strong>Henry Chesbrough</strong></a>, californiano occhialuto che ha sposato la causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_innovation" title="Open Innovation - Wikipedia" target="_blank">Open Innovation</a> diventando il guru mondiale di una &#8220;disciplina&#8221; che in fondo non ha nulla di veramente innovativo. Il paradigma della open innovation prevede che ci siano uno scambio con l&#8217;ambiente esterno all&#8217;azienda per tutto ciò che riguarda i progetti di ricerca, così come la conoscenza o le persone.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/03/open-innovation.jpg" alt="Open Innovation" /></p>
<p>In buona sostanza, per innovare bene non ci si può chiudere in casa. Il merito di Chesbrough è semplicemente quello di aver coniato il termine giusto per descrivere un concetto quasi scontato, almeno per chi è nato con internet.</p>
<p>La lezione del professore è stata interessante, anche se come esempio di open innovation ha portato il solito &#8220;caso Ryanair&#8221;. Molto noioso invece tutto il contorno, dai saluti della presidentessa di Confindustria Toscana (sparita subito dopo l&#8217;intervento) all&#8217;introduzione del rettore della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna. Così come gli interminabili interventi delle aziende partner/sponsor dell&#8217;evento. Tanto per citare i tre casi più emblematici:</p>
<ol>
<li>I servizi premium vodafone per il telefonino: qualcuno crede davvero che giochi java e suonerie siano il business del futuro?</li>
<li>Trenitalia: non è per fare ironia, ma si fa veramente fatica a credere ai modelli di open innovation di una azienda che ancora non ha risolto problemi macroscopici come quelli dell&#8217;efficienza.</li>
<li>Damiani gioielli: il fattore fortemente innovativo era quello di aver scelto celebrità e importanti personalità come testimonial, mentre si combattevano i copioni. Appunto, open innovation..</li>
</ol>
<p>La <strong>morale</strong> è che questi incontri sono interessanti, ma se c&#8217;è da programmare il ritorno in treno nessuna paura se si perdono i pistolotti degli sponsor. Capisco le logiche di lobby, ma gli interventi (soprattutto quelli lunghi e fuori tempo massimo) sminuiscono il valore &#8220;scientifico&#8221; delle conferenze.<br />
Resta il fatto che entrambe le occasioni sono state fonte di spunti e momenti utili per imparare qualcosa. Promosse entrambe, con riserva. <strong>Qualcun altro c&#8217;era? Impressioni?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RFID tag: la tecnologia e gli scenari da fantascienza</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/03/17/rfid-tag-la-tecnologia-e-gli-scenari-da-fantascienza/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/03/17/rfid-tag-la-tecnologia-e-gli-scenari-da-fantascienza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 00:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[barcode]]></category>
		<category><![CDATA[micra]]></category>
		<category><![CDATA[nissan]]></category>
		<category><![CDATA[pervasive computing]]></category>
		<category><![CDATA[rfid]]></category>
		<category><![CDATA[slides]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/03/14/rfid-tag-la-tecnologia-e-gli-scenari-da-fantascienza/</guid>
		<description><![CDATA[[foto Flickr] I tag RFID sono delle etichette elettroniche, applicabili su qualsiasi prodotto, che integrano un piccolo chip sul quale è possibile salvare alcuni dati. Si dice siano la naturale evoluzione del codice a barre, a differenza di quest&#8217;ultimo un tag RFID può essere riprogrammato, un codice a barre (così come un codice matrice) resterà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/03/rfid.jpg" alt="rfid tag" /><br />
<small>[<a href="http://www.flickr.com/photos/timo/8397860/" title="rfid tag" target="_blank">foto Flickr</a>]</small></p>
<p>I tag <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification" title="RFID - wikipedia" target="_blank">RFID</a> sono delle etichette elettroniche, applicabili su qualsiasi prodotto, che integrano un piccolo chip sul quale è possibile salvare alcuni dati.<br />
Si dice siano la naturale evoluzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_a_barre" title="Codice a barre - wikipedia" target="_blank">codice a barre</a>, a differenza di quest&#8217;ultimo un tag RFID può essere riprogrammato, un codice a barre (così come un codice matrice) resterà sempre uguale una volta che è stato stampato.<br />
Nell&#8217;ambito del corso universitario di <a href="http://polaris.ing.unimo.it/didattica/cas/Home.html" title="Sistemi adattativi complessi - unimore" target="_blank">Sistemi Adattativi Complessi</a> mi sono occupato di questa tecnologia e delle applicazioni attuali e future. Ho letto di ricerche e di scenari affascinanti, ma al tempo stesso decisamente inquietanti, dove persone con <strong>tag rfid <a href="http://www.amal.net/" title="amal rfid" target="_blank">impiantati nel corpo</a></strong> vengono riconosciute e localizzate in qualsiasi momento, dove semplici quanto geniali algoritmi possono <strong>risalire alle azioni che stiamo facendo</strong> semplicemente &#8220;leggendo&#8221; gli oggetti con cui entriamo a contatto.<br />
In un mondo in cui qualsiasi oggetto è taggato (e non si parla di un mondo lontano: i lettori antitaccheggio dei supermercati funzionano così, tanto per capirci) si aprono ipotesi di frigoriferi parlanti che ti informano quando lo yogurt sta per scadere e tecnologie pervasive che invadono nel bene e <a href="http://www.oblo.it/articoli/publish/higtech/Impianti_RFID_sottocutanei_pericolosi_per_la_salute.shtml" title="tag rfid sottocutanei" target="_blank">nel male</a> le nostre vite.</p>
<p><span id="more-511"></span></p>
<p>Se ad esempio indossassimo un badge con un lettore rfid, si potrebbero monitorare gli oggetti con cui operiamo. Se  entriamo in contatto con una teiera, una pentola, l&#8217;acqua, una bustina di tè e lo zucchero, verosimilmente al 90% stiamo preparando il tè. Potremmo poi fare in tempo reale delle ricerche su google per capire in che percentuale alcuni  oggetti sono coinvolti in determinate azioni, semplicemente confrontando quante volte la coppia oggetto-azione compare sulle pagine che citano l&#8217;azione. Mi spiego meglio: la stringa &#8220;teiera&#8221; comparirà circa nell&#8217;80% di pagine che contengono la stringa &#8220;fare il tè&#8221; o &#8220;preparare il tè&#8221;. Se si sviluppa un algoritmo in grado di leggere queste associazioni e costruire un modello probabilistico affidabile potremmo dedurre le azioni di un determinato soggetto in tempo reale. E c&#8217;è chi l&#8217;ha pensato..</p>
<p>Ciò che mi ha lasciato più di stucco però è stata la scoperta di avere la <strong>chiave della macchina dotata di tag rfid</strong>. Mi vantavo con gli amici di poter salire in Micra senza inserire la chiave, ma non mi ero mai chiesto come mai fosse possibile.. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Signature_Transponder" title="DST Texas Instruments" target="_blank">oggi lo so</a>. A conferma che la tecnologia già ha invaso le nostre vite, zitta e silenziosa.</p>
<p>Ecco le slide della mia presentazione. Magari prossimamente le tradurrò pure in italiano..</p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_306532"><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=rfid-tag-technology-and-scenarios-1205515112289479-5"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=rfid-tag-technology-and-scenarios-1205515112289479-5" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border:0px none;margin-bottom:-5px" alt="SlideShare"/></a> | <a href="http://www.slideshare.net/diplod/rfid-tag-technology-and-scenarios?src=embed" title="View 'RFID tag - technology and scenarios' on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload?src=embed">Upload your own</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/03/17/rfid-tag-la-tecnologia-e-gli-scenari-da-fantascienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Enterprise 2.0: attori e opportunità</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 19:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[knowledge management]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[web20]]></category>
		<category><![CDATA[wiki]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/</guid>
		<description><![CDATA[foto Flickr Arrivo al lavoro, verso le 9. La mia è un&#8217;azienda con un centinaio di dipendenti, abbiamo tre sedi: due in Emilia e una in Lombardia. Collego il notebook e accedo al portale aziendale. Stamattina sono sereno, è lunedì ma non ho scadenze stringenti. Controllo gli ultimi post pubblicati dai colleghi: ne trovo uno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/collaborazione.jpg" alt="Collaborazione" /><br />
<small><a href="http://www.flickr.com/photos/elogiodellafuga/272235434/" title="foto" target="_blank">foto Flickr</a></small></p>
<p>Arrivo al lavoro, verso le 9. La mia è un&#8217;azienda con un centinaio di dipendenti, abbiamo tre sedi: due in Emilia e una in Lombardia. Collego il notebook e accedo al portale aziendale. Stamattina sono sereno, è lunedì ma non ho scadenze stringenti. Controllo gli ultimi post pubblicati dai colleghi: ne trovo uno molto utile, che probabilmente mi aiuterà a risolvere un problemino col progetto avviato sul cliente Rossi. Lascio un commento entusiasta e voto l&#8217;articolo: 5 stelline.<br />
Ho voglia pure di vedere che stanno combinando quei pazzi della ricerca e sviluppo, vado a leggere gli articoli sul blog della R&amp;D. Come al solito tante belle cose ma ancora nessuna applicazione reale. Staremo a vedere..<br />
Ah, c&#8217;è un tizio che propone un aperitivo tra colleghi martedì prossimo: io ci sono! Il bar chi lo scieglie?<br />
Mario è stato promosso, i miei complimenti; Carla, neolaureata, è appena entrata in azienda, le lascio un messaggio per farle presente che nella sezione dedicata ai nuovi dipendenti ci sono un sacco di informazioni utili.<br />
Basta, sono le 10 e un quarto, è ora di fare qualcosa.. Il forum lo consulterò nel pomeriggio, adesso non sono in vena di dispensare consigli.</p>
<p>Concetto di impresa 2.0, detta all&#8217;americana: <strong>enterprise 2.0</strong>.<br />
In sostanza si tratta di concedere qualche ora ai dipendenti per il libero svago sulla intranet interna, il tutto a discapito della <strong>produttività</strong>. A discapito della produttività? Non esattamente.<br />
Strumenti come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki" title="Wiki - wikipedia" target="_blank"><strong>wiki</strong></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blog" title="blog - wikipedia" target="_blank"><strong>blog</strong></a>, che hanno reso possibile l&#8217;evoluzione di internet, possono rendere possibile pure l&#8217;evoluzione di una azienda. Delle relazioni lavorative: possono facilitare la <strong>comunicazione orizzontale</strong> e spianare la strada per nuovi scenari produttivi. Soprattutto per le organizzazioni che prevedono un costante lavoro per team e che consideraziono la conoscenza interna un bene da proteggere e coltivare (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Knowledge_management" title="knowledge management" target="_blank">knowledge  management</a> per gli anglofoni).<br />
E chi se ne frega se finisce che la gente pubblica le foto del capo con le gote rossicce all&#8217;ultima cena aziendale oppure parla della birra fatta in casa, succede sempre anche alla macchinetta del caffè. Nella maggior parte dei casi invece una <strong>intranet</strong> aziendale ben strutturata sarà utile per risolvere problemi, scambiarsi informazioni sui clienti, lasciare per iscritto cose che altrimenti andrebbero perdute nel tempo, comunicare con gente che non sta nello stesso ufficio; e questo alla macchinetta del caffè difficilmente avviene.</p>
<p><span id="more-501"></span></p>
<p>Tutto questo potrebbe essere interessante, <strong>ma chi lavora con questi strumenti?</strong> E soprattutto <strong>chi ti installa queste cose in azienda?</strong> E i <strong>costi?</strong><br />
Rispondere a queste domande non è per niente semplice, perchè il settore è <strike>appena nato</strike> acerbo. Perchè esistono una marea di <strong>esperimenti</strong>, ma non una killer application. Esistono casi studio più o meno ecclatanti, ma nessuno sarà mai abbastanza esplicativo. Innanzi tutto serve <strong>cultura aziendale</strong>. Se un&#8217;organizzazione è per natura verticale e verticistica, difficilmente riusciremo a sfruttare al meglio questi sistemi.<br />
Alla seconda domanda si può rispondere in questi termini: non esiste ancora la suite completa e definitiva. Quella in grado di adattarsi a tutte le esigenze e soddisfare ogni bisogno. Esistono però aziende che offrono soluzioni più o meno specifiche, che vanno opportunamente valutate in una prima fase di selezione del software. A tal proposito il punto di partenza è sicuramente il &#8220;<a href="http://www.oracle.com/corporate/analyst/reports/infrastructure/ocs/forrester-ecm-q42007.pdf" title="magic quadrant" target="_blank">quadrante magico</a>&#8221; di <a href="http://www.forrester.com" title="forrester" target="_blank">Forrester</a>.</p>
<p><strong>I principali attori</strong> del settore sono:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.spikesource.com/suitetwo/" title="suite 2.0" target="_blank">Suite 2.0</a> di Spikesource: Si pubblicizza come la piattaforma completa per l’enterprise 2.0. In effetti i componenti che la costituiscono sono i più noti del settore, su un’unica piattaforma sono integrati Movable Type (blog) e Social Text (wiki), oltre ad altri strumenti per la gestione RSS.<br />
E’ da valutare però attentamente la piattaforma, non sono infatti disponibili demo esplicative, questo può far pensare che l’interfaccia e l’usabilità siano ancora un po’ acerbe; almeno questa sensazione traspare dalla consultazione del sito ufficiale</li>
<li><a href="http://www.movabletype.com/products/community-solution.html" title="Movable Type Community Solution" target="_blank">Movable Type Community Solution</a>: A mio parere è tra le piattaforme più indicate se si vuole realizzare una community aziendale, dove ogni utente/dipendente dispone di un proprio blog personale. L’idea vincente è che l’utente interagisce coi vari strumenti in una logica bottom/up: i contenuti migliori vengono votati col sistema di ranking dagli altri utenti (lettori) fino a raggiungere notorietà.<br />
Ogni utente dispone di una pagina personale che può gestire come meglio crede. C’è la possibilità di aggiungere campi personalizzati al profilo utente, quindi ad esempio si possono inserire campi come “progetti avviati”, “clienti seguiti”, ecc..<br />
Per ogni utente viene tenuta traccia della sua attività all’interno della community, è quindi possibile vedere i commenti fatti, le risposte ai post nel forum, gli articoli pubblicati sul blog..<br />
E’ possibile creare dei blog multi-utente (sui quali più utenti possono scrivere – ideale per blog di progetto e per team di lavoro/ricerca), dispone inoltre dei forum.<br />
E’ presente una parte CMS, attraverso la quale è possibile pubblicare contenuti standard.</li>
<li><a href="http://www.blogtronix.com/" title="Blogtronix" target="_blank">Blogtronix</a>: Un&#8217;altra piattaforma per creare un social network aziendale. A differenza di Movable Type, dispone anche di un wiki. Non ho ancora avuto modo di approfondirne le funzionalità ma a giudicare dallo screencast dimostrativo ha tutte le carte in regola.</li>
<li><a href="http://www.socialtext.com/" title="SocialText" target="_blank">SocialText (enterprise wiki)<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.thoughtfarmer.com/" title="ToughtFarmer" target="_blank">ToughtFarmer (enterprise wiki)<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.cogenz.com/" title="Cogenz" target="_blank">Cogenz (enterprise social bookmarking)</a></li>
<li><a href="http://www.liferay.com/" title="Liferay" target="_blank">Liferay (enterprise open sourceportal)</a></li>
<li><a href="http://tikiwiki.org/" title="TikiWiki" target="_blank">TikiWiki</a></li>
<li><a href="http://www.atlassian.com/software/confluence/" title="Confluence wiki" target="_blank">Confluence Wiki</a></li>
</ul>
<p>Alla terza domanda, quella sui <strong>costi</strong>, si risponde così: se vogliamo la suite bisogna pagare. Il mondo dell&#8217;open source non ha ancora una offerta affidabile rivolta alle aziende, o almeno nella mia esperienza ancora non mi è capitato nulla tra le mani.</p>
<p><strong>Se qualcuno conosce e ha provato queste o altre applicazioni, in ottica aziendale, è il benvenuto</strong>. Sono curioso di scambiare opinioni e capire le esperienze fatte sul campo. Sono alle prese con uno studio di intranet per una azienda medio grande e  mi piacerebbe condividere qualche battuta.</p>
<p>Piccola nota finale, nel valutare queste piattaforme spesso ci si dimentica della fatidica equazione: <strong>semplice=meglio</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come e perchè puoi dialogare con una scatola di pomodori</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/30/come-e-perche-puoi-dialogare-con-una-scatola-di-pomodori/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/01/30/come-e-perche-puoi-dialogare-con-una-scatola-di-pomodori/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 03:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[agenti software]]></category>
		<category><![CDATA[domotica]]></category>
		<category><![CDATA[pervasive computing]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[rfid]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[telecom italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2008/01/30/come-e-perche-puoi-dialogare-con-una-scatola-di-pomodori/</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche parte in Germania c&#8217;è un&#8217;industria che produce piccole confezioni per il cibo in scatola. Questa azienda fabbrica scatolette che sembrano esattamente uguali alle altre, solo che queste contengono un <strong>piccolissimo computer, con un po&#8217; di memoria e un trasmettitore radio a corto raggio</strong>. Sono scatolette piccole e la fabbrica che le produce le fa pagare circa 8 centesimi in più. Durante la produzione, sulle scatolette vengono inseriti alcuni dati, come la data di produzione, il numero identificativo e altri dettagli..</p>
<p>Una volta realizzate queste scatolette viaggiano in tutta Europa. Un lotto di esse viene spedito in Italia presso una ditta di confezionamento per passate di pomodoro. In questa ditta, durante il processo di confezionamento, sulle scatolette vengono aggiunti alcuni dati:<strong> é stata riempita con pomodori italiani, che hanno una precisa data di confezionamento e una data di scadenza</strong>.</p>
<p>Una di queste scatolette viene esportata in USA. Quando viene spedita <strong>i suoi dati vengono tradotti dall&#8217;italiano all&#8217;inglese</strong>. Dopo un breve tempo in un magazzino finisce sugli scaffali di un supermarket. Nel supermarket questa eredita altre informazioni, come il prezzo di vendita e la data in cui è stata riposta sullo scaffale. A un certo punto <strong>la dispensa di un cliente sa che deve ordinare una scatola di pomodori e una di queste sarà inviata a casa tua alla prossima consegna</strong>. Prima che la scatoletta lasci il negozio, il supermarket legge le informazioni necessarie per il suo inventario.</p>
<p><span id="more-482"></span></p>
<p>Qualche settimana dopo sei al lavoro sulla tua scrivania e stai pensando alla cena, decidi che stasera cucinerai per una cenetta romantica. Dai un occhio alle ricette, ne scegli una, e controlli che nella tua dispensa ci sia tutto il necessario. <strong>I tuoi pomodori si sono allegramente registrati da soli quando sono arrivati nella dispensa, quindi lei è in grado di indicarti che tutto ciò di cui hai bisogno è un po&#8217; di basilico fresco, </strong>puoi fermarti a prenderlo mentre torni a casa. Al supermarket trovi il basilico e lo riponi nel carrello, che aggiorna il prezzo comulativo della tua spesa. Vedendo lo schermo che si illumina, dai un&#8217;occhiata verso il basso e noti l&#8217;annuncio di una offerta speciale sull&#8217;origano. La cancelli e disabiliti le pubblicità successive. <strong>Una volta fatto, passi il carrello alle casse, dove il costo totale viene accreditato e il tuo indirizzo di casa inserito nelle cose acquistate</strong>.</p>
<p>Spingi il carrello sulla pista per la consegna prima di andare al bar a berti un caffè mentre il negozio trasporta la merce per te.</p>
<p>A casa inizi a cucinare, mettendo la scatoletta di pomodori aperta sul tavolo. <strong>La scatoletta capisce di essere stata aperta (dopo aver rilevato una differenza di pressione)</strong>. Ti eri detto più volte che avresti riparato l&#8217;accensione automatica dei fornelli già da diverse settimane, e ora ogni volta che li vuoi accendere non trovi mai l&#8217;accendino. Chiedi alla cucina di trovarti quello più vicino: ce n&#8217;è uno nel cassetto delle posate.<br />
Hai già abbastanza pensieri, così <strong>ordini alla cucina di calcolare la riparazione dei fornelli nel tuo bilancio</strong>. La tua stufa sa che non ti deve più seccare nuovamente. Ti godi la tua cena, accendi la televisione e <strong>durante il primo stacco pubblicitario appare un messaggio dalla tua cucina in fondo allo schermo che ti informa che una scatola di pomodori è rimasta aperta sul tavolo da due ore</strong>. Ti arrabbi un attimo, ma sei contento che la casa non ti ha  interrotto mentre eri impegnato. Lei sà che non stai guardando un programma importante, così ha avuto la decenza di aspettare il primo stacco pubblicitario.</p>
<p>Vai in cucina e rimetti la scatoletta nel frigo. Tre giorni dopo ti svegli e ti fiondi in cucina per una tazza di caffè. Appena prendi il latte vedi <strong>il display del frigorifero che ha diversi messaggi per te</strong>. <strong>Li leggerai più tardi con l&#8217;email</strong> ma noti che il frigo si lamenta per una scatoletta di pomodori che sta per scadere.<br />
Ad una prima occhiata non la vedi ma il frigo la localizza dietro l&#8217;ultima delle birre, così prendi i pomodori e li mescoli. Ti godi la tua &#8220;tomato-juice&#8221; assieme al caffè, poi inizi a pulire e getti la scatoletta vuota nell&#8217;unità per il riciclaggio. <strong>Il cestino rileva tutti i dati personali dalla scatoletta, notando che la lega del materiale è conforme per il riciclaggio</strong>. Qualche giorno più tardi la scatoletta sarà spedita in Germania dove verrà riciclata.</p>
<h3>Siamo impazziti?</h3>
<p>Non proprio, a parte il pessimo gusto americano per l&#8217;accoppiamento pomodori-caffè. <a href="http://www.usenix.org/events/es99/full_papers/arnold/arnold.pdf" title="How and Why You Will Talk to Your Tomatoes" target="_blank">Ciò che hai appena letto</a> veniva pubblicato nel marzo del 1999 nel &#8220;Proceedings of the Embedded Systems Workshop&#8221; a Cambridge (USA). Realtà o fantasia prossima? Il paragrafo iniziava così: &#8220;<strong>Pasta, circa 2005</strong>&#8220;. Mi è capitato tra le mani durante un corso di studio universitario che sto frequentando.</p>
<p>Siamo nel 2008, per fortuna ancora nulla di simile è stato commercializzato e portato nella grande distribuzione. Ma la tecnologia pervasiva, il cosiddetto <strong>Pervasive Computing</strong>, è una scienza dagli aspetti affascinanti. In grado di suscitare scenari incredibili, che da un lato facilitano la vita e migliorano il benessere collettivo (si pensi al riciclaggio o al risparmio energetico), dall&#8217;altro spaventano per la tremenda capacità di penetrazione nella vita privata di ogni individuo.</p>
<p>Una tecnologia è davvero pervasiva quando non viene percepita: la presa di corrente per noi esiste e non sappiamo che dietro ci sono innumerevoli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_trifase" title="Sistema trifase" target="_blank">studi di elettrotecnica</a>. Per noi funziona, e basta.</p>
<p>Bene, esistono dispositivi come gli <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RFID" title="RFID" target="_blank">RFID</a></strong>, in grado di collezionare dati ed essere letti con onde radio. Sono usati ad esempio nei sistemi antitaccheggio, ma le applicazioni sono tante, soprattutto nella <strong>logistica</strong>. Chi ci vieta di utilizzarli per una scatoletta di pomodori? Chi ci vieta di metterli nei biglietti del treno per poi &#8220;offrire&#8221; ai viaggiatori pubblicità mirata in base alle persone che si trovano nel raggio di 20 metri di uno scermo pubblicitario? Magari il tutto gestito da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agente_intelligente" title="Agenti software - wikipedia" target="_blank">sistema ad agenti</a>, dove l&#8217;agente dello schermo indica il target presente (età, sesso, ecc..) e gli agenti delle concessionarie pubblicitarie si aggiudicano il messaggio facendo un&#8217;asta. Esatto, qualcuno ci sta già pensando. Intanto, se volete approfondire le possibili applicazioni, basta dare un&#8217;occhio alla <a href="http://www.telecomitalia.it/cgi-bin/tiportale/TIPortale/ep/contentView.do?tabId=2&amp;pageTypeId=-12157&amp;LANG=IT&amp;channelId=-12209&amp;programId=26412&amp;programPage=/ep/program/editorial.jsp&amp;contentId=29737&amp;contentType=EDITORIAL" title="RFID - telecom italia" target="_blank">ricerca di telecom italia</a>.</p>
<p>Mentre noi, aspettiamo il futuro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/01/30/come-e-perche-puoi-dialogare-con-una-scatola-di-pomodori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Simulazione con Extend: un satellite per chiamate di emergenza</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/12/21/simulazione-con-extend-un-satellite-per-chiamate-di-emergenza/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2007/12/21/simulazione-con-extend-un-satellite-per-chiamate-di-emergenza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 00:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[extend]]></category>
		<category><![CDATA[satellite]]></category>
		<category><![CDATA[simulazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2007/12/21/simulazione-con-extend-un-satellite-per-chiamate-di-emergenza/</guid>
		<description><![CDATA[Pubblico su queste pagine l&#8217;ultima fatica. Si tratta di un modello Extend che simula un sistema per chiamate di emergenza attraverso un satellite. Non è altro che un modellino accademico svilupato su un software concepito per effettuare simulazioni. Niente di trascendentale, il modello ha tanti limiti ma nel complesso funziona. Simula connessioni a commutazione di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/12/satellite.jpg" alt="Satellite" /></p>
<p>Pubblico su queste pagine l&#8217;ultima fatica. Si tratta di un <strong>modello Extend</strong> che simula un sistema per chiamate di emergenza attraverso un satellite. Non è altro che un modellino accademico svilupato su un software concepito per effettuare simulazioni. Niente di trascendentale, il modello ha tanti limiti ma nel complesso funziona. Simula connessioni a commutazione di circuito verso una destinazione sempre raggiungibile (centro di raccolta chiamate). Magari a qualcuno potrebbe tornare utile.</p>
<p>La <a href="http://www.extendsim.com/" title="Extend Simulation Software" target="_blank">versione demo di Extend</a> è scaricabile dal sito ufficiale. L&#8217;unica limitazione della demo è che permette di modificare e salvare files con alpiù 75 blocchi, ma tutti i files (anche con un numero maggiore di blocchi) sono consultabili e utilizzabili.<br />
<strong>Extend</strong> è uno dei migliori software per la simulazione al calcolatore, dispone di diverse librerie con blocchi utilizzabili per gli scopi più comuni (logici, routing, operazionali, ecc..). Nell&#8217;ultima versione è possibile effettuare anche <strong>simulazioni 3D</strong>.</p>
<p>Scarica lo zip con il <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/12/diplod-satellite-extend.zip" title="Modello Extend per la Simulazione di un Satellite">Modello Extend e la presentazione-analisi dei risultati.</a></p>
<p><span id="more-438"></span></p>
<p>Queste le slides di presentazione del modello:</p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_208423"><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=simulazione-satellite-per-chiamate-di-emergenza-11981100568940-3"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=simulazione-satellite-per-chiamate-di-emergenza-11981100568940-3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border:0px none;margin-bottom:-5px" alt="SlideShare"/></a> | <a href="http://www.slideshare.net/diplod/simulazione-satellite-per-chiamate-di-emergenza-208423" title="View 'Simulazione Satellite per Chiamate di Emergenza' on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload">Upload your own</a></div>
</div>
<h4>Ma la simulazione cos&#8217;è?</h4>
<p>Volendo fare i teorici, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simulazione" title="Simulazione - Wikipedia" target="_blank"><strong>simulazione</strong></a> è utile per modellare la realtà e riprodurre al calcolatore il comportamento di sistemi più o meno complessi. Essa riveste un ruolo di fondamentale importanza sopratutto in ambito produttivo o logistico. E&#8217; buona norma sottoporre i <strong>processi produttivi e logistici</strong> a prove simulative, per fare previsioni sull&#8217;andamento delle variabili stocastiche che li governano e ne regolano l&#8217;evolversi nel tempo.</p>
<p>Attraverso le prove di simulazione è possibile fare un&#8217;analisi delle prestazioni di un sistema (produttivo o di servizio), fare confronti o ottimizzare il modello variando i parametri, individuare i punti critici e fare previsioni.Tutto ciò a costi sicuramente minori rispetto a quelli da sostenere nella realtà.<br />
Simulare sul computer un impianto con un carrello AVG in più è sicuramente meno dispendioso che aggiungere un carrello in uno stabilimento già realizzato.</p>
<blockquote><p> Al fine di poter procedere correttamente per avere un modello di simulazione utile e funzionante è opportuno procedere con una serie di passi:</p>
<ul>
<li><strong>Definizione degli obiettivi e delle problematiche da esaminare</strong>: un&#8217; attenta analisi del problema consente di circoscriverne l&#8217;esame riducendo il successivo tempo di analisi;</li>
<li><strong>Stesura di un modello concettuale</strong>: consiste nella comprensione e modellazione del sistema produttivo che si intende simulare; questa fase è particolarmente importante in quanto definirà il comportamento dei diversi flussi di materiale e di informazioni che attraverseranno il modello.</li>
<li><strong>Validazione del modello concettuale</strong>: si tratta di un confronto con la direzione dell&#8217;impresa e con gli operatori per assicurarsi della capacità del modello di offrire un immagine consistente della realtà.</li>
<li><strong>Analisi dei dati in ingresso</strong>: la raccolta e l&#8217;analisi dei dati che diverranno la base per la definizione dei parametri di funzionamento del sistema (ad esempio: i diversi tempi di lavoro di una singola macchina). Attraverso le tecniche del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calcolo_delle_probabilit%C3%A0" title="Calcolo delle probabilità">calcolo delle probabilità</a> diviene possibile definire una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Distribuzione_di_probabilit%C3%A0" title="Distribuzione di probabilità">distribuzione di probabilità</a> per ogni parametro, da inserire all&#8217;interno del modello.</li>
<li><strong>Scrittura del modello in termini matematici</strong></li>
<li><strong>Calibrazione e valutazione</strong></li>
<li><strong>Definizione di un piano degli esperimenti</strong>: una singola iterazione (&#8220;run&#8221;) di simulazione non ha alcun significato; rappresenta solo una delle possibili evoluzioni del sistema. È quindi opportuno effetture diversi &#8220;run&#8221; per poi analizzare i parametri in uscita. La lunghezza della singola iterazione e il numero delle iterazioni vengono determinate in questa fase.</li>
<li><strong>Analisi dei dati in uscita</strong>: dopo aver raccolto i dati relativi ai parametri, depurati da eventuali transitori è possibile creare degli <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Intervalli_di_confidenza&amp;action=edit" class="new" title="Intervalli di confidenza">intervalli di confidenza</a> ovvero stimare il &#8220;range&#8221; di valori in cui i parametri che analizzano il problema proposto al primo passaggio possono oscillare.</li>
</ul>
<p>[fonte: Wikipedia]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2007/12/21/simulazione-con-extend-un-satellite-per-chiamate-di-emergenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I problemi del millennio, ridendoci sopra..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/12/13/i-problemi-del-millennio-ridendoci-sopra/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2007/12/13/i-problemi-del-millennio-ridendoci-sopra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 01:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[barzellette]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2007/12/13/i-problemi-del-millennio-ridendoci-sopra/</guid>
		<description><![CDATA[Ho perso una serata a leggere i problemi del millennio senza capirci una mazza. Sono i grandi problemi aperti che riguardano principalmente le scienze matematiche, ma che hanno notevoli implicazioni anche negli altri campi: informatica, ingegneria.. Per chi riesce a risolverne uno, c&#8217;è in palio un premio da 1 milione di dollari. Come ci sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho perso una serata a leggere i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Problemi_per_il_millennio" title="Problemi del Millennio" target="_blank">problemi del millennio</a> senza capirci una mazza. Sono i grandi <strong>problemi aperti</strong> che riguardano principalmente le scienze matematiche, ma che hanno notevoli implicazioni anche negli altri campi: informatica, ingegneria.. Per chi riesce a risolverne uno, c&#8217;è in palio un <a href="http://www.claymath.org/millennium/" title="Millennium Problems Prize" target="_blank"><strong>premio da 1 milione di dollari</strong></a>.<br />
Come ci sono capitato? Ne conoscevo uno solo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Classi_di_complessit%C3%A0_P_e_NP" title="P NP" target="_blank">P contro NP</a>, riguardante la teoria della complessità computazionale.</p>
<blockquote><p> Il problema è riuscire a dimostrare o confutare il fatto che non esistono problemi NP o detto con termini diversi dimostrare che tutti i problemi NP possono essere resi di tipo P. Questa è una domanda molto importante per l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica_teorica" title="Informatica teorica">informatica teorica</a>. Vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_complessit%C3%A0_algoritmica" title="Teoria della complessità algoritmica">teoria della complessità algoritmica</a> per una discussione più completa.</p>
<p>Essenzialmente, la domanda <strong>P</strong> = <strong>NP</strong> si può riformulare così: se le soluzioni positive a problemi di tipo SI/NO possono essere <em>verificate</em> velocemente, ne segue che le risposte possono essere anche <em>calcolate</em> velocemente? Un esempio per avere un&#8217;idea di cosa ciò vuole dire. Dati due numeri grandi <em>X</em> e <em>Y</em>, potremmo chiederci se <em>Y</em> sia multiplo di un intero tra 1 e <em>X</em>, estremi esclusi. Per esempio potremmo chiederci se 69799 sia multiplo di un qualche intero tra 1 e 250. La risposta è SI, sebbene sia necessaria una discreta quantità di lavoro per scoprirlo a mano. D&#8217;altra parte, se qualcuno ci dicesse che la risposta è &#8220;SI, perché 223 è un divisore di 69799&#8243;, allora potremo velocemente verificare questo fatto con un&#8217;unica divisione. Verificare che un numero è un divisore di un altro è molto più semplice che trovare il divisore stesso partendo da zero. L&#8217;informazione necessaria a verificare una risposta positiva è anche chiamata <em>certificato</em>. Concludiamo così che dati i certificati giusti, le risposte positive ai nostri problemi possono essere verificate velocemente (cioè in tempo polinomiale) e questo è il motivo per cui il problema è in <strong>NP</strong>. Non è noto se questo problema è in <strong>P</strong>. Il caso particolare in cui <em>X</em>=<em>Y</em> è stato dimostrato essere in <strong>P</strong> nel 2002.</p></blockquote>
<p>Ed ero curioso di vedere gli altri.. Se non avete niente da fare e la tv non offre altro che calcio, potete buttare via il vostro tempo leggendoli tutti. Ho tremendi ricordi di un esame passato pochi mesi fa.</p>
<p><span id="more-430"></span></p>
<p><strong>Tanto per concludere (colpa dell&#8217;orario):</strong></p>
<blockquote><p> A Bologna organizzano un congresso per ingegneri e matematici. Vengono invitati gli ingegneri ed i matematici di Pisa. Arrivati alla stazione i matematici, comprano un biglietto a testa. Gli ingegneri invece ne comprano uno per tutti. Quando sul treno arriva il controllore gli ingegneri corrono a chiudersi in bagno. Il controllore, esaminati i biglietti dei matematici, bussa alla porta del bagno. Dall&#8217;interno un ingegnere risponde:<br />
- Occupato!<br />
E il controllore:<br />
- Biglietti, prego.<br />
Da sotto la porta, gli ingegneri mostrano il loro unico biglietto, il controllore lo vidima e glielo restituisce. Al ritorno a Pisa i matematici, vista la scena dell&#8217;andata, comprano un solo biglietto per tutti. Gli ingegneri, invece, nessuno. All&#8217;arrivo del controllore i matematici corrono nel bagno e gli ingegneri (tutti tranne uno) in un altro bagno. L&#8217;ingegnere rimasto fuori bussa alla porta del bagno dei matematici. Uno dei matematici risponde:<br />
- Occupato!<br />
E l&#8217;ingegnere:<br />
- Biglietto, prego&#8230;</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2007/12/13/i-problemi-del-millennio-ridendoci-sopra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Business Intelligence e Data Mining</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/06/12/business-intelligence-e-data-mining/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2007/06/12/business-intelligence-e-data-mining/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 17:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2007/06/12/business-intelligence-e-data-mining/</guid>
		<description><![CDATA[Ovvero come scoprire che chi compra i pannolini spesso acquista anche la birra.. e guadagnarci sopra. Già, immaginate di essere nell&#8217;ufficio del dirigente di un centro vendita di una grande catena di distribuzione. Analizzando l&#8217;immensa mole di dati, dove sono registrati gli acquisti dei clienti, si viene a scoprire che con estrema frequenza chi acquista [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Ovvero come scoprire che chi compra i pannolini spesso acquista anche la birra.. e guadagnarci sopra.</h4>
<div style="text-align: center"><img id="image291" alt="business intelligence" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/business_intelligence.jpg" /></div>
<p>Già, immaginate di essere nell&#8217;ufficio del dirigente di un centro vendita di una grande catena di distribuzione. Analizzando l&#8217;immensa mole di dati, dove sono registrati gli acquisti dei clienti, si viene a scoprire che con estrema frequenza chi acquista i pannolini poi compra pure la birra (tanto da pensare ad un comportamento di consumo correlato).</p>
<p>E&#8217; stata una delle prime &#8220;rivelazioni&#8221; del <strong>data mining</strong> nel mondo anglosassone, ovvero dell&#8217;analisi intelligente dei dati contenuti in un grande database. Follia dei computer o segreto portato alla luce? Si fecero interviste ai clienti e si venne a scoprire che le coppie di giovani che prima erano abituati a recarsi al pub per una birra, quando nasceva il pargolo decidevano di consumarla in casa e la acquistavano al supermercato assieme ai pannolini. Chi l&#8217;avrebbe mai detto?</p>
<p><span id="more-288"></span></p>
<p>Ecco allora che si possono sfruttare queste abitudini di consumo andando a fare opportune offerte commerciali per incrementare i ricavi. Possiamo ad esempio mettere il 3&#215;2 sulla birra e non sui pannolini, in quanto chi comprerà la birra con buona probabilità poi acquisterà i pannolini, sui quali c&#8217;è un rincaro notevole. In questo modo sfrutteremo a fini comerciali le abitudini dei consumatori.<br />
Sono giochi che la grande distribuzione compie quotidianamente, che prevedono attente e complesse operazioni di elaborazione dei dati.</p>
<p>Fra le scienze gestionali quelle relative al data mining mi affascinano parecchio, scrivo queste righe dopo aver assistito a un seminario dal titolo &#8220;<strong>Scavare nei dati per predire e prevenire il futuro: storie di successo con WEKA, la suite Open Source per il Data Mining</strong>&#8221; tenutosi presso la <a target="_blank" title="Unimore" href="http://www.ingre.unimore.it/">facoltà di Ingegneria a Reggio Emilia</a>. Aurelio Dalla Croce e Andrea Guidi di <strong>Software Product Italia</strong> hanno mostrato come il data mining si possa applicare in tanti campi, dall&#8217;astrofisica alla genetica.</p>
<h4>Ma cosa sono Business Intelligence e Data Mining?</h4>
<p>La <a target="_blank" title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Business_intelligence">Business Intelligence</a> è una attività per estrapolare informazioni dai dati contenuti sui database aziendali. Parte da una reportistica di livello avanzato (intelligente, dinamica, guidata), ovvero dall&#8217;esportazione dei dati contenuti in un database su tabelle e grafici di facile consultazione, navigabili dinamicamente su video. Ma è solo il primo passo, la BI non è solo reporting. Con Business Intelligente si intendono (definizione Wikipedia):</p>
<blockquote>
<ol>
<li>un insieme di processi aziendali per raccogliere ed analizzare informazioni strategiche.</li>
<li>la tecnologia utilizzata per realizzare questi processi,</li>
<li>le informazioni ottenute come risultato di questi processi.</li>
</ol>
</blockquote>
<p><a target="_blank" title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Data_mining"> Data Mining</a> e Business Intelligence sono fratelli, il DM infatti si applica su moli di dati tali per cui nessun osservatore umano sarebbe in grado di interpretarli correttamente e con criterio. Ecco allora che grazie agli algoritmi si riescono a ricavare informazioni utili dai dati. Avendo a disposizione dei database significativi (con molti dati storici), si possono compiere diverse operazioni: rilevare legami tra i prodotti acquistati e scoprire collegamenti nascosti; sfruttare i legami individuati a fini promozionali e migliorare i risultati grazie alla conoscenza acquisita; anticipare i comportamenti di acquisto dei propri clienti per organizzare al meglio la propria struttura commerciale; predirre i risultati futuri (aumenti o cali delle vendite, percentuale di abbandoni e nuovi clienti).</p>
<p><strong>In generale è possibile descrivere o predirre.</strong><br />
Descrivere:<br />
-fare <strong>clustering</strong>: capire che tipo di acquirenti dovrò gestire e suddividerli in famiglie (clienti che comprano poco ma spendono tanto, clienti occasionali, clienti che fanno guadagnare poco)<br />
-scoprire <strong>association rule</strong> (regole di associazioe tra prodotti: se compro il prodotto A, allora con una certa probabilità P comprerò anche il prodotto B)<br />
-evidenziare <strong>sequential pattern</strong> (vedere che nel tempo ci sono acquisti in sequenza: ad esempio prima i pannolini piccoli, poi più grandi, poi i calconcini..)<br />
Predirre:<br />
-<strong>classificazione</strong> (capire quanto venederò il prossimo anno)<br />
-<strong>deviation detection</strong> (accorgersi che qualcosa non funziona, che c&#8217;è un elemento strano di dati sul mio database. Questa tecnica viene molto usata  dai gestori delle carte di credito. Se ci si accorge che un cliente &#8220;fa cose strane&#8221; viene sospesa la carta di credito: se ad esempio un titolare di carta di credito spende generalmente 50 euro a settimana e improvvisamente spende migliaia di euro significa che c&#8217;è qualcosa che non va, magari è in atto una frode. C&#8217;è da capire qual&#8217;è il livello di varianza ragionevole, ad esempio in alcune situazione l&#8217;1% è ragionevole, in altre potrebbe non esserlo più)</p>
<h4>Tutto molto bello, ma i costi?</h4>
<p><img align="right" title="logo weka" id="image290" alt="logo weka" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/logo_weka.gif" />Al giorno d&#8217;oggi esistono delle suite open-source per la BI e il DM. Una di queste è <a target="_blank" title="weka - data mining software" href="http://www.cs.waikato.ac.nz/ml/weka/"><strong>WEKA</strong></a>, un <strong>software in java sviluppato dall&#8217;Università di Waikato</strong> (Nuova Zelanda). Non ho ancora avuto modo di provarlo, ma mi è stato presentato come lo stato dell&#8217;arte per questo tipo di applicazioni. E&#8217; possibile scaricarlo gratuitamente e magari in futuro vi aggiornerò su questo strumento.<br />
Una delle cose che mi ha stupito in merito è stata la classificazione di alcuni fiori (operazione di clustering) eseguita con weka: a partire da un database si riescono a classificare le famiglie e le specie di questi fiori senza avare nessuna competenza di botanica (ma solo lavorando su dati informatici: come ad esempio la grandezza dei petali, ecc..); le famiglie create attraverso gli algoritmi sono le stesse che gli scienziati di botanica hanno individuato.</p>
<p><img align="left" title="logo pentaho" id="image289" alt="logo pentaho" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/logo_pentaho.png" />Se invece siamo interessati alle <strong>suite per la Business Intelligence</strong> ecco <a target="_blank" title="pentaho" href="http://www.pentaho.com/"><strong>Pentaho</strong></a>, un software open source che al suo interno integra gli algoritmi di weka. Anche in questo caso, rimando al futuro le mie valutazioni, appena avrò modo di provarlo.</p>
<p>Appurato che gli strumenti software esistono, i costi maggiori sono quelli relativi alla &#8220;costruzione&#8221; e progettazione degli algoritmi di analisi. Nessun algoritmo generale è applicabile per qualsiasi problema, ma ogni caso specifico richiede attente valutazioni. Classificare gli utenti in base alla spesa non è come suddividere un insieme di piante in famiglie in base alla dimensione delle foglie, ma le prospettive per il futuro sono parecchie. Concludo riprendendo una slide del seminario a cui ho assistito, dove veniva citato Italo Calvino:</p>
<blockquote><p><strong>La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima, con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate di acciaio, ma come i bits d’un flusso d’informazione che corre sui circuiti sotto forma d’impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono ai bit senza peso</strong>.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2007/06/12/business-intelligence-e-data-mining/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giovani italiani e internet: tra gli ultimi in europa</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/03/26/giovani-italiani-e-internet-tra-gli-ultimi-in-europa/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2007/03/26/giovani-italiani-e-internet-tra-gli-ultimi-in-europa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 01:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2007/03/26/giovani-italiani-e-internet-tra-gli-ultimi-in-europa/</guid>
		<description><![CDATA[Me ne accorgo quotidianamente, quando parli di internet e computer c&#8217;è sempre un po&#8217; di diffidenza, anche se ti rivolgi a coetanei. Credevo fosse colpa della banda larga, del fatto che in un piccolo paese ancora internet faticasse a prendere piede, invece è un &#8220;male&#8221; tutto italiano: i giovani tra i 16 e i 24 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Me ne accorgo quotidianamente, quando parli di internet e computer c&#8217;è sempre un po&#8217; di diffidenza, anche se ti rivolgi a coetanei. Credevo fosse colpa della banda larga, del fatto che in un piccolo paese ancora internet faticasse a prendere piede, invece è un &#8220;male&#8221; tutto italiano: <strong>i giovani tra i 16 e i 24 anni sono tra gli ultimi in europa in quanto ad alfabetizzazione informatica</strong>. Le cose vanno male anche se si parla di <strong>istruzione scientifica e lavoro</strong>. A dircelo è uno studio condotto da <strong>Eurostat</strong>, consultabile nella <a title="Eurostat - giovani" target="_blank" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/pls/portal/docs/PAGE/PGP_PRD_CAT_PREREL/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2007/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2007_MONTH_03/3-23032007-EN-AP.PDF">versione in inglese da questo link</a>.</p>
<p>La notizia l&#8217;ho appresa da <a title="repubblica - giovani e europa" target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovanieurispes/giovani-eurostat/giovani-eurostat.html">Repubblica</a>:</p>
<blockquote><p>In un mondo sempre &#8220;più virtuale&#8221; sapere utilizzare il computer e la Rete è di fondamentale importanza. Fra qualche anno, coloro che non sapranno inviare una email non saranno in grado di &#8220;chattare&#8221; o &#8220;navigare e acquistare in rete&#8221; saranno considerati neoanalfabeti. Tra i paesi europei più sviluppati i giovani italiani figurano all&#8217;ultimo posto: appena 55 su 100 (16/24 anni) utilizzano internet almeno una volta alla settimana. Gli unici paesi dell&#8217;Ue che ci seguono sono la Bulgaria, la Grecia e Malta. Anche in Lituania e Lettonia l&#8217;utilizzo di internet da parte dei giovani è parecchio più diffuso che nel belpaese. Stessa cosa per le competenze informatiche di alto livello. Solo un giovane italiano su tre può considerarsi davvero esperto alle prese con &#8220;file, account&#8221; e altre diavolerie e solo 8 su 100 si sono cimentati in &#8220;acquisti elettronici&#8221;. In Europa, i ragazzi fra 16 e 24 anni che comprano beni e servizi su internet sono almeno il triplo.</p></blockquote>
<p>Allora tutta questa diffidenza che si respira in giro è confermata dai dati.. Ma come si risolve il problema? Personalemente credo sia frutto di una serie di fattori: primo fra tutti la diffusione della banda larga e delle relative connessioni domestiche, che in Italia è ancora a bassi livelli. Secondo uno studio condotto da ConfindustriaS&#038;I/Anie e Repubblica, ben illustrato su <a title="e-family 2007" target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1920379">Punto Informatico</a>: nel 2004, il 52% delle famiglie possedeva almeno un computer in casa, oggi (2007) siamo passati al 56%. Più di una famiglia italiana su due (visto che la penetrazione di Internet è passata incredibilmente dal 40% del 2005 al 39% del 2006) continua quindi a non utilizzare la rete.</p>
<p><span id="more-204"></span></p>
<p>Il secondo fattore, a mio avviso di determinante importanza, è il fatto che da noi quando i grandi media (tv e giornali) parlano di internet lo fanno sempre in negativo. Accade quindi che la rete è vista come il diavolo, dove si trovano certo un sacco di risorse e servizi, ma dietro ad ogni angolo si nasconde un&#8217;insidia. Il virus, la truffa, il malvivente.. Sveglia ragazzi! Siamo noi i primi a dover promuovere l&#8217;utilizzo della rete, se non lo fanno per prime le giovani generazioni chi mai potrà farlo?<br />
Ieri sera su raidue un occhialuto professore teneva una lezione per il network Uninettuno, mostrava un grafico che ritraeva l&#8217;alfabetizzazione ad inizio &#8217;900 e faceva notare come i paesi con il tasso più alto fossero quelli che poi sarebbero diventati i più sviluppati. Analogamente faceva notare come la diffusione di internet fosse il nuovo metro di confronto: <strong>la rete rappresenta l&#8217;accesso alla conoscenza, non alle suonerie polifoniche.. alla conoscenza!</strong></p>
<p>Livello di scolarizzazione e lavoro sono alcuni degli indicatori fondamentali per prevedere la crescita di uno stato. In Italia siamo sotto alla media della zona euro: circa il 73% dei giovani tra i 20 e i 24 anni sono diplomati, a fronte delle medie ben oltre l&#8217;80% di Svezia, Grecia e Finlandia; in alcuni casi poi si sfiora il 90% per Paesi apparteneti al blocco ex-Urss. Sotto di noi ci sono solo Spagna, Germania e Lussemburgo. Il problema però è che all&#8217;estero si lavora più che da noi. Siamo tra gli ultimi posti per quanto riguarda la percentuale di occupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni: solo il 25% può contare su uno stipendio.</p>
<p>Ecco le tabelle pubblicate da Eurostat (clicca sulle immagini per ingrandirle).</p>
<p><a title="giovani europa" class="imagelink" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella2.jpg"><img alt="giovani europa" id="image203" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella2.miniatura.jpg" /></a>  <a title="giovani europa" class="imagelink" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella1.jpg"><img alt="giovani europa" id="image202" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella1.miniatura.jpg" /></a><br />
Forza ragazzi, iniziamo ad essere un po&#8217; più entusiasti per la rete, e magari le cose migliorano..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2007/03/26/giovani-italiani-e-internet-tra-gli-ultimi-in-europa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Display e interfaccia utente da visionari</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/02/20/display-e-interfaccia-utente-da-visionari/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2007/02/20/display-e-interfaccia-utente-da-visionari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 23:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2007/02/20/display-e-interfaccia-utente-da-visionari/</guid>
		<description><![CDATA[I visionari spesso prendono delle bidonate mostruose, come nel caso della macchina ad aria compressa, ma quando si tratta di computer le cose cambiano e alla lunga poi qualcosa vien fuori. Soprattutto se siamo di fronte a qualcosa che già si vede. Non stiamo parlando della dichiarazione d&#8217;intenti sull&#8217;elaboratore quantistico, ma di Perceptive Pixel. Cos&#8217;è? [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I visionari spesso prendono delle bidonate mostruose, come nel caso della <a target="_blank" title="eolo - auto aria compressa" href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/auto-ad-aria/auto-ad-aria.html">macchina ad aria compressa</a>, ma quando si tratta di computer le cose cambiano e alla lunga poi qualcosa vien fuori. Soprattutto se siamo di fronte a qualcosa che già si vede. Non stiamo parlando della <a title="elaboratore quantistico" target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1892143">dichiarazione d&#8217;intenti sull&#8217;elaboratore quantistico</a>, ma di <a title="Perceptive Pixel" target="_blank" href="http://www.perceptivepixel.com/">Perceptive Pixel</a>. Cos&#8217;è? Un&#8217;idea di Jeff Han, dall&#8217;<a title="NYU Courant Institute of Mathematical Sciences" target="_blank" href="http://www.cims.nyu.edu/">Istituto di Scienze Matematiche dell&#8217;Università di New York</a>.<br />
Bene, in questi giorni gira su YouTube un <a target="_blank" title="perceptive pixel" href="http://www.youtube.com/watch?v=ysEVYwa-vHM">video che mi fa riflettere</a>. E se tra qualche anno manderemo definitivamente in pensione tastiera e mouse? A giudicare dalle immagini non è poi una prospettiva così remota. I sostituti dovrebbero essere dei display altamente sensibili, ai quali in fondo siamo già abituati. Quello che cambia è l&#8217;interfaccia utente che ne risulta. Non ho idea di quali siano i costi di questi schermi, ma il concetto mi piace.</p>
<p><img id="image134" alt="perceptive pixel 1" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/02/pp1.gif" /></p>
<p>Nel video si vede un modo di &#8220;usare&#8221; le applicazioni decisamente rivoluzionario. Si naviga con Google Earth giocando su zoom e prospettive semplicemente muovendo le mani sullo schermo. Si clicca, si aprono finestre, si trascinano, si sposta tutto con le dita, si naviga addirittura su wikipedia.</p>
<p><span id="more-137"></span></p>
<p><img id="image135" alt="perceptive pixel 2" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/02/pp2.gif" /></p>
<p>Tutto questo, oltre al fascino della tecnologia, ha un nonsochè di poetico, mi suona come un dolce ritorno all&#8217;artigianato. Sto per dire una cosa degna dell&#8217;etichettatura di visionario, ma nel ragazzo che manipola un&#8217;immagine digitale con le mani ci rivedo l&#8217;artigiano che modella il vaso. Utilizzare un bel plugin che mi replica in sequenza dei vettori grafici è comodo, ma vogliamo mettere a confronto con lo slancio creativo che il disegno di una curva a mano può offrire? Sono solo infondate speculazioni, ma l&#8217;idea mi piace così tanto..</p>
<p>Un altra diavoleria simile, sempre da YouTube, è questo <a title="reactable" target="_blank" href="http://mtg.upf.edu/reactable/">Reactable</a>, frutto del lavoro svolto nell&#8217;<a target="_blank" title="reactable" href="http://mtg.upf.edu/reactable/">università di Barcellona</a>. Anche qui si tratta di uno schermo sensibile, ma stavolta il fine è quello di creare uno strumento musicale. A giudicare dal <a title="reactable demo1" target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=0h-RhyopUmc">video dimostrativo</a>, le potenzialità sono notevoli. Si tratta di musica elettronica; ed è straordinario vedere come la ricerca e la tecnologia possano ampliare il campo dell&#8217;espressività artistica.<br />
Ci sono i generatori di suoni, i sampler, il metronomo, i sequencer e gli harmonizer. In un <a title="reactable demo2" target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=MPG-LYoW27E">secondo video</a> poi compaiono i radar e il controllo vocale.</p>
<p><img id="image136" alt="reactable" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/02/reactable.gif" /></p>
<p>Ciò che provo vedendo all&#8217;opera queste apparecchiature è stupore; stupore e un pizzico di invidia, perchè vorrei provarli subito e magari far nascere qualcosa di simile dai laboratori delle università italiane. Magari ne esistono a bizzeffe, e io non ne sono a conoscenza.</p>
<p>Se il futuro è negli schermi sensibili, il futuro prossimo sembra essere nei <a title="display flessibile" target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1417056">display flessibili</a>. Sempre più spesso si sente parlare di display sottili e pieghevoli come fogli di carta, aggiornabili come memorie flash. L&#8217;idea di studiare su un display mi spaventa un po&#8217; (come faccio a prendere appunti?!), ma una bella relazione presentata su un foglio digitale farà la sua bella figura.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2007/02/20/display-e-interfaccia-utente-da-visionari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google all&#8217;unimore</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/01/06/google-allunimore/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2007/01/06/google-allunimore/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2007 17:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2007/01/06/google-allunimore/</guid>
		<description><![CDATA[Ho scoperto quasi per caso, leggendo il blog uffiaciale di Google Italia, che l&#8217;università di Modena e Reggio Emilia si è dotata di Google Search Appliance, il pacchetto di prodotti pensati per l&#8217;azienda. Google Search Appliance non è altro che un motore di ricerca privato, ovvero un sistema di gestione documentale che utilizza gli algoritmi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image76" title="unimore" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/01/sangeminiano.jpg" alt="unimore" align="left" />Ho scoperto quasi per caso, leggendo il <a title="google su unimore" href="http://www.diplod.it/Ho%20scoperto%20quasi%20per%20caso,%20leggendo%20il%20blog%20uffiaciale%20di%20Google%20Italia,%20che%20l%27universit%E0%20di%20Modena%20e%20Reggio%20Emilia%20si%20%E8%20dotata%20di%20Google%20Appliance,%20il%20pacchetto%20di%20prodotti%20pensati%20per%20l%27azienda." target="_blank">blog uffiaciale di Google Italia</a>, che l&#8217;<strong>università di Modena e Reggio Emilia</strong> si è dotata di <strong>Google Search Appliance</strong>, il pacchetto di prodotti pensati per l&#8217;azienda.<br />
Google Search Appliance non è altro che un motore di ricerca privato, ovvero un sistema di gestione documentale che utilizza gli algoritmi del noto motore di ricerca per categorizzare i file e le pagine web presenti in una intranet aziendale. I costi di installazione non sono proprio una sciocchezzuola, ma forse permettono di risparmiare qualcosina se evitano l&#8217;adozione di un sistema di file repository di livello enterprise.<br />
Questo è il <a title="Google su unimore" href="http://gsa.unimo.it/" target="_blank">link del motore di ricerca targato unimore</a>, è presente anche un help in linea, per istruire l&#8217;utente sull&#8217;utilizzo del servizio.<br />
Diverse altre aziende e istituzioni italiane hanno adottato questo pacchetto, nel post in questione vengono citate società che operano nel banking (come Fineco, IW bank), nella comunicazione (Armando Testa), nell&#8217;istruzione (le Università di Palermo, Modena e Reggio Emilia) e nel pubblico impiego (Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna).</p>
<p><span id="more-77"></span></p>
<p>Mi chiedo se effettivamente sia utile un  sistema di questo tipo per  un ente come l&#8217;università. Sarebbe interessante capire chi sono gli effettivi utilizzatori, e sapere se aiuta la produttività nella ricerca dei documenti. Certamente in una azienda medio-grande con più sedi dislocate sul territorio Google Enterprise può rivelarsi un buon pacchetto, ma in un&#8217;università come si può utilizzare?<br />
Ho provato a fare qualche ricerca per vedere i risultati restituiti, devo dire che non sono troppo soddisfatto delle prestazioni. Inserendo ad esempio il nome di un corso della mia facoltà, &#8220;Tecnologie e Applicazioni Web&#8221;, non viene restituita l&#8217;home page del corso o il programma di studio come ci si aspetterebbe tra i primi risultati, ma due file pdf relativi alle dispense distribuite dal docente per quel corso. I risultati sono infatti piuttosto disordinati, quindi non vedo una reale utilità per gli studenti o le matricole alla ricerca di informazioni.</p>
<p>Forse però questo servizio è pensato per il personale amministrativo e di supporto, provando a effettuare query relative a bandi o a nomi propri vengono restituiti una serie di risultati più o meno pertinenti che possono velocizzare notevolmente il recupero di documenti che risiedono su diversi server.</p>
<p>Peccato che la facoltà non abbia dichiarato niente a riguardo, mi piacerebbe conoscere i costi e gli impieghi. Potrebbe essere utile avere qualche docente che venga a spiegarci il motivo della scelta di Google Search Appliance e le implicazioni che essa comporta, anche a livello aziendale. In una facoltà come la mia (ingegneria gestionale) potrebbe essere un seminario interessante. Staremo a vedere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2007/01/06/google-allunimore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ingegneria Gestionale è una buona scelta?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 14:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/</guid>
		<description><![CDATA[Scrivo questo articolo perchè, dopo tre anni passati sui libri, sento il bisogno di dover dire la mia sulla scelta universitaria. Non sono un sociologo che studia le dinamiche del mondo del lavoro, non sono un sondaggista che ha rilevato le opinioni dei datori di lavoro e i tempi di inserimento per i neolaureati: sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo articolo perchè, dopo tre anni passati sui libri, sento il bisogno di dover dire la mia sulla <strong>scelta universitaria</strong>. Non sono un sociologo che studia le dinamiche del mondo del lavoro, non sono un sondaggista che ha rilevato le opinioni dei datori di lavoro e i tempi di inserimento per i neolaureati: sono semplicemente uno studente che ha terminato il percorso della laurea triennale e sta continuando a studiare per arrivare al termine dei cinque.<br />
Questo articolo non vuole convincere nessuno a scegliere quella o quell&#8217;altra facoltà, semplicemente desidero  riportare alcune considerazioni.</p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio.<br />
Ho scelto <strong>ingegneria gestionale</strong> per due motivi: 1. ero interessato alle materie sociali e umanistiche, ma non ero convinto delle opportunità di lavoro che una facoltà come sociologia mi avrebbe offerto (anche frequentando corsi  nel campo dell&#8217;economia). 2. ero e sono appassionato di informatica, vedevo il computer e internet come gli strumenti di lavoro ideali.<br />
Sono di Reggio Emilia, proprio nella mia città esiste un corso appartenente alla   Classe di Laurea MIUR <em>9 &#8211; Classe delle lauree in <strong>ingegneria dell&#8217;informazione</strong></em>. Il corso si chiama &#8220;<a title="Presentazione Ingegneria dell'Integrazione d'impresa" href="http://www.unimore.it/OffertaFormativa/laurea.html?ID=45"><strong>Ingegneria dell&#8217;integrazione d&#8217;Impresa (e-business)</strong></a>&#8220;, è un indirizzo particolare che nel proprio <a title="manifesto degli studi" href="http://www.unimore.it/OffertaFormativa/pianic.html?id=45&amp;tipolau=2">manifesto degli studi</a> prevede insegnamenti rivolti alle reti e ai moderni sistemi di comunicazione e d&#8217;integrazione tra imprese.<br />
Poichè non ero per nulla interessato alla &#8220;bulloneria&#8221;, alla meccanica o meccatronica, decisi di immatricolarmi in questo corso, che altro non era se non una branca del corso di ingegneria gestionale.</p>
<p><span id="more-46"></span></p>
<p>Passano tre anni e nemmeno te ne accorgi, ti ritrovi a 22 con una laurea in mano. Non è stato proprio tutto rosa e fiori, gli esami son pur sempre esami: ma alla fine eccoci qui a valutare. Spesso mi sono sentito dire che gli ingegneri gestionali sono &#8220;ingegneri a metà&#8221; perchè &#8220;non si sa nemmeno se esiste un ordine&#8221; e &#8220;se possono avere la firma&#8221;.. Che cosa progetta un ingegnere gestionale? Progetta i processi, da quelli logistici a quelli organizzativi. Vi siete mai chiesti perchè una catena di grande distribuzione come MediaWorld funziona e guadagna? Come progettare una intranet? Come progettare un magazzino automatico? Come creare un modello matematico per la distribuzione di merci?<br />
Ogni cosa, dalla movimentazione della merce all&#8217;istituzione dell&#8217;asilo nido aziendale, ha bisogno di essere pensata e progettata, di essere messa nero su bianco. L&#8217;ambito dell&#8217;ingegnere gestionale non è settoriale, c&#8217;è l&#8217;economia (controllo di gestione, suddivisione centri di costo..), la logistica e gli impianti industriali, l&#8217;informatica..</p>
<p>Se parliamo poi di integrazione d&#8217;impresa, ci andiamo ad intrufolare in un mondo che ancora è poco navigato. La comunicazione, gli ordini di acquisto, le relazioni coi clienti, la stessa produzione, stanno subendo un lento ma costante mutamento. Non esiste più la fabbrica che produce e quella che compra, fino all&#8217;utente finale. Ci stiamo evolvendo verso un sistema a rete, dove un&#8217;azienda lavora in collaborazione con tante altre, dove i dipendenti della stessa azienda comunicano e collaborano anche attraverso il web.</p>
<p>Non è questo il posto per parlare di <strong>knowledge management</strong> o di <strong>ricerca operativa</strong> applicata ai modelli di gestione di servizio. Voglio solo far capire a chi deve <strong>scegliere una facoltà</strong>, che ingegneria gestionale è un&#8217;ottima scelta, ma diversa certamente da ingegneria informatica o meccanica. Dipende qual è il vostro obiettivo e le vostre preferenze: se desiderate un lavoro da programmatore, siete amanti del codice sorgente, sicuramente meglio scegliere ingegneria informatica; se invece desiderate un lavoro di problem solving, dove applicare diverse scienze e diverse tecniche per progettare soluzioni utili ai sitemi di produzione, di vendita, o per progettare reti intranet, allora meglio scegliere ingegneria gestionale.</p>
<p>Non credete a chi vi dice che con ingegneria gestionale non si trova lavoro. A parte la mia esperienza personale (tre contatti dopo la laurea senza cercare nulla, tra cui uno decisamente interessante che ho accettato volentieri), leggevo giusto questo settembre un articolo su Repubblica che metteva tra i più ricercati in Italia proprio gli ingegneri gestionali. Che dire, speriamo il bene..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2006/12/28/ingegneria-gestionale-e-una-buona-scelta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>407</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutorial jsp: gestione utenti con database access</title>
		<link>http://www.diplod.it/2006/12/15/tutorial-jsp-gestione-utenti-con-database-access/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2006/12/15/tutorial-jsp-gestione-utenti-con-database-access/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 02:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Database]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[access]]></category>
		<category><![CDATA[jsp]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/2006/12/15/tutorial-jsp-gestione-utenti-con-database-access/</guid>
		<description><![CDATA[Gestire gli utenti di un sito web con la tecnologia jsp e javaBean è una delle operazioni più elementari, ma è anche il primo ostacolo da superare quando ci si avvicina a questa tecnologia. Effettuare la registrazione degli utenti e il relativo salvataggio dei dati su database, gestire la sessione con il login e il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gestire gli utenti di un sito web con la tecnologia <span style="font-weight: bold">jsp</span> e <span style="font-weight: bold">javaBean</span> è una delle operazioni più elementari, ma è anche il primo ostacolo da superare quando ci si avvicina a questa tecnologia. Effettuare la registrazione degli utenti e il relativo salvataggio dei dati su database, gestire la sessione con il login e il logout: sono le basi per costruire un sito dinamico che prevede l&#8217;interazione con i propri visitatori.</p>
<p>In questo piccolo tutorial vengono realizzate cinque semplici pagine:</p>
<ol style="font-weight: bold">
<li>registrazione.html</li>
<li>registra.jsp</li>
<li>login.html</li>
<li>login.jsp</li>
<li>logout.jsp</li>
</ol>
<p>Tutte le operazioni di inserimento e le interrogazioni al database vengono effettuate dal bean <span style="font-weight: bold">UtentiBean.java</span>. Potete scaricare il <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/diplod-tutorial-jsp-access.zip">file con gli esempi direttamente qui</a>.</p>
<p><span id="more-20"></span></p>
<p>La prima operazione da fare è il caricamento dei files nella cartella <strong>webapps</strong> di <strong>Tomcat</strong>. Per funzionare correttamente il nome della cartella che contiene tutti i files deve essere &#8220;diplod&#8221;, se vuoi cambiare il nome alla tua cartella ricordati di farlo anche nelle pagine jsp che si connettono al database, ovvero &#8220;registra.jsp&#8221; e &#8220;login.jsp&#8221;. Puoi cambiare nome pure al database, purchè lo modifichi anche nella stringa che si connette ad esso. Queste semplici pagine sono state testate su <strong>Tomcat versione 5.5</strong>, per funzionare sulla versione 4 bisogna cambiare la stringa di collegamento al database e impostare i permessi di accesso ad esso dal pannello di controllo di windows (strumenti di amministrazione, origine dati ODBC). In amministrazione dati scegliere &#8220;Database di Microsoft Access&#8221; e cliccare su Aggiungi.<br />
<img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/cattura1.gif" alt="" /><br />
Selezionare &#8220;Driver do Microsoft Access (*.mdb)&#8221;<br />
<img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/cattura2.gif" alt="" /></p>
<p>Selezionare il database nella sua posizione e assegnarli un nome univoco, che sarà poi quello utilizzato nella stringa di collegamento.<br />
<img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2006/12/cattura3.gif" alt="" /></p>
<p>Vediamo ora nel dettaglio il contenuto delle pagine:</p>
<p>La pagina &#8220;registrazione.html&#8221; contiene un semplice form di inserimento dati, per il quale evito di riportare il codice.</p>
<p>La pagina &#8220;registra.jsp&#8221; contiene invece il codice per processare i parametri ricevuti e invocare il metodo di salvataggio del bean. Se infatti l&#8217;utente ha inviato i dati, questi vengono salvati in stringhe e successivamente impostati sul bean tramite i metodi setNomeVar(). Successivamente viene invocato il metodo salvaUtente(), che restituisce valore vero nel caso l&#8217;inserimento dei dati sul database vada a buon fine.</p>
<p><strong>NB</strong>: in grassetto è evidenziata la stringa di connessione al database, se non avete modificato i nomi della cartella e del database e state utilizzando Tomcat 5.5 si può lasciare invariata, altrimenti va modificata opportunamente con il giusto percorso. Se invece state utilizzando Tomcat 4 va sostituito tutto il blocco di <strong>bean.setDbUrl(&#8230;..)</strong>; con questo blocco: <strong>bean.setDbUrl(&#8220;jdbc:odbc:nomeDelTuoDatabase&#8221;);</strong> dove al posto di nomeDelTuoDatabase bisogna riportare il nome univoco dato al database dal pannello di controllo di windows.</p>
<p>Questo il codice della pagina:<br />
<code>&lt;%@page language="java"%&gt;<br />
&lt;jsp:useBean id="bean" scope="page"<br />
class="beans.UtentiBean"/&gt;<br />
&lt;% if (request.getParameter("invio")!=null) {<br />
bean.setDbUrl("jdbc:odbc:Driver={Microsoft Access Driver (*.mdb)};<br />
DBQ=<strong>C:/Programmi/Apache Software Foundation/Tomcat 5.5/webapps/diplod/diplod.mdb</strong>");<br />
bean.connect();<br />
String nome = request.getParameter("nome");<br />
String cognome = request.getParameter("cognome");<br />
String username = request.getParameter("username");<br />
String password = request.getParameter("password");<br />
String email = request.getParameter("email");<br />
String hobby = request.getParameter("hobby");<br />
bean.setNome(nome);<br />
bean.setCognome(cognome);<br />
bean.setUsername(username);<br />
bean.setPassword(password);<br />
bean.setEmail(email);<br />
bean.setHobby(hobby);<br />
} %&gt;<br />
&lt;% //salvataggio utente<br />
boolean salvataggio = false;<br />
salvataggio = bean.salvaUtente();<br />
if (salvataggio==true) { %&gt;<br />
&lt;h1&gt;Conferma registrazione&lt;/h1&gt;<br />
&lt;p&gt;La tua registrazione è avvenuta correttamente.&lt;/p&gt;<br />
&lt;p&gt;Questi sono i tuoi dati: &lt;br/&gt;<br />
Il tuo nome:&lt;%=bean.getNome()%&gt;&lt;br/&gt;<br />
Il tuo cognome:&lt;%=bean.getCognome()%&gt;&lt;br/&gt;<br />
La tua email:&lt;%=bean.getEmail()%&gt;&lt;br/&gt;<br />
Il tuo username:&lt;%=bean.getUsername()%&gt;&lt;br/&gt;<br />
La tua password:&lt;%=bean.getPassword()%&gt;&lt;br/&gt;<br />
Il tuo hobby:&lt;%=bean.getHobby()%&gt;&lt;br/&gt;<br />
&lt;/p&gt;<br />
&lt;% } else { %&gt;<br />
&lt;h1&gt;Errore!&lt;/h1&gt;<br />
&lt;p&gt;La tua registrazioneb non è avvenuta correttamente.&lt;/p&gt;<br />
&lt;p&gt;Forse hai scelto un nome utente già presente o non hai compilato correttamente alcuni campi! Torna a &lt;a<br />
xhref="registrazione.html" mce_href="registrazione.html" &gt;registrazione&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;<br />
Motivo dell'errore: &lt;br/&gt;<br />
&lt;%=bean.getMsgErrore()%&gt;<br />
&lt;% }<br />
bean.disconnect(); %&gt;</code></p>
<p>La pagina login.html è un&#8217;altra semplice pagina statica che contiene il form per il login.</p>
<p>La pagina login.jsp gestisce il primo login e la sessione dell&#8217;utente. A differenza della pagina jsp per la registrazione, lo scope del bean è infatti settato a &#8220;session&#8221;, ovvero i dati relativi all&#8217;utente vengono tenuti in memoria dal server per tutta la durata del collegamento, fino al logout. Anche in questo caso è necessario tenere presente degli accorgimenti sulla stringa di connessione al database illustrati precedentemente.</p>
<p>Come si vede dal codice, la pagina imposta i dati dati solo se sono stati effettivamente inviati dal form, per poi invocare il metodo loginUtente() del bean. Questo metodo, nel caso l&#8217;utente sia presente nel database, imposta a true una variabile booleana. Il suo valore viene recuperato poi dalla jsp tramite il metodo getAuth(), per controllare se l&#8217;utente ha effettuato positivamente il login. Questo metodo potrebbe essere invocato da tutte le pagine sicure del nostro sito, quelle alle quali si può accedere solo dopo il login.</p>
<p>Se il login non è andato a buon fine, al posto del menù di navigazione viene restituito un messaggio di cortesia all&#8217;utente.</p>
<p>Ecco il codice della pagina:</p>
<p><code>&lt;%@page language="java"%&gt;<br />
&lt;jsp:useBean id="bean" scope="session"<br />
class="beans.UtentiBean"/&gt;<br />
&lt;%<br />
//se l'utente ha compilato il form per il login<br />
if (request.getParameter("invio")!=null) {<br />
bean.setDbUrl("jdbc:odbc:Driver={Microsoft Access Driver (*.mdb)};<br />
DBQ=C:/Programmi/Apache Software Foundation/Tomcat<br />
5.5/webapps/diplod/diplod.mdb");<br />
bean.connect();<br />
String username = request.getParameter("username");<br />
String password = request.getParameter("password");<br />
bean.setUsername(username);<br />
bean.setPassword(password);<br />
bean.loginUtente();<br />
}<br />
//controllo l'esito del login<br />
if (bean.getAuth()) { %&gt;<br />
&lt;h1&gt;Benvenuto nel sito &lt;%=bean.getNome()%&gt; &lt;%=bean.getCognome()%&gt;&lt;/h1&gt;<br />
&lt;p&gt;Questo è il menù di navigazione.&lt;/p&gt;<br />
&lt;ul&gt;<br />
&lt;li&gt;&lt;a xhref=http://www.diplod.it/#"&gt;voce di navigazione 1&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;<br />
&lt;li&gt;&lt;a xhref=http://www.diplod.it/#"&gt;voce di navigazione 2&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;<br />
&lt;li&gt;&lt;a xhref=http://www.diplod.it/#"&gt;voce di navigazione 3&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;<br />
&lt;li&gt;&lt;a xhref=http://www.diplod.it/#"&gt;voce di navigazione 4&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;<br />
&lt;li&gt;&lt;a xhref=http://www.diplod.it/#"&gt;voce di navigazione 5&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;<br />
&lt;li&gt;&lt;a xhref=http://www.diplod.it/#"&gt;voce di navigazione 6&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;<br />
&lt;/ul&gt;<br />
&lt;a xhref="logout.jsp" mce_href="logout.jsp" &gt;Logout&lt;/a&gt;<br />
&lt;% } else { %&gt;<br />
&lt;h1&gt;Errore!&lt;/h1&gt;<br />
&lt;p&gt;Nome utente o password non corretti.&lt;/p&gt;<br />
&lt;p&gt;se ancora non sei registrato vai a &lt;a xhref="registrazione.html" mce_href="registrazione.html" &gt;registrazione&lt;/a&gt; altrimenti &lt;a xhref="login.html" mce_href="login.html" &gt;ritenta il login&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;<br />
Motivo dell'errore: &lt;br/&gt;<br />
&lt;%=bean.getMsgErrore()%&gt;<br />
&lt;% }<br />
bean.disconnect(); %&gt;</code></p>
<p>La pagina logout.jsp non fa altro che invocare il metodo logout() del bean. Tale metodo torna a settare a false la variabile auth, in questo modo l&#8217;accesso alle pagine protette non sarà più possibile.</p>
<p>Per il codice del bean, si faccia riferimento direttamente al file <strong>UtentiBean.java</strong>, il codice è commentato per una più facile comprensione. La composizione delle stringhe per le query sql, così come la gestione delle statement sono volutamente semplificate per risultare di più facile comprensione, ma probabilmente non sono il modo migliore per interrogare un database ed eseguire operazioni sql.</p>
<p>Giusto a titolo informativo, si riporta un metodo più professionale per interrogare un database (in questo caso MySql).</p>
<p><code>PreparedStatement stmt = null;<br />
ResultSet rs = null;<br />
Connection cn=null;<br />
try{<br />
Class.forName("com.mysql.jdbc.Driver");<br />
cn = DriverManager.getConnection("jdbc:mysql://localhost/database?user=XXXX&amp;password=XXXXX");<br />
String sql="SELECT * FROM tabella WHERE user=? AND password=?";<br />
stmt = cn.prepareStatement(sql);<br />
stmt.setString(1,user);<br />
stmt.setString(2,password);<br />
rs = stmt.executeQuery();<br />
if (rs.next()) { ..........</code></p>
<p>Spero che questo piccolo tutorial possa essere utile. Quando ho iniziato a studiare la tecnologia server-side di java ero un po&#8217; spaesato, e nonostante diverse ricerche tra forum e manuali non sono mai riuscito a trovare una semplice guida per la gestione degli utenti con un database access. Certo non è il miglior database da utilizzare se vogliamo creare un sito web, ma cambiando solo pochissime righe di codice si può utilizzare questa applicazione ugualmente con <strong>MySQL</strong>.</p>
<p>Se avete suggerimenti, se trovate qualcosa di incorretto, lasciate un commento a questo post.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2006/12/15/tutorial-jsp-gestione-utenti-con-database-access/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
