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	<title>diploD &#187; Web</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Nobel per la Pace a Internet e Peace Dot: fare pace col blog..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/12/29/nobel-per-la-pace-a-internet-e-peace-dot-fare-pace-col-blog/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 23:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Sconnessi]]></category>
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		<description><![CDATA[Peace Dot e Internet For Peace. Due progetti di pace in qualche modo relazionati tra loro. Il primo invita a creare un sottodominio per diffondere messaggi di Pace, l'altro si pone l'obiettivo di candidare la rete al premio Nobel per la Pace 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://peace.diplod.it"><img class="size-full wp-image-954 aligncenter" title="header" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/12/header.png" alt="header" width="406" height="223" /></a></p>
<blockquote><p>Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone.<br />
Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l&#8217;umanità abbia mai avuto.<br />
La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attraverso la comunicazione.<br />
Perchè da sempre la democrazia germoglia dove c&#8217;è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l&#8217;incontro con l&#8217;altro è l&#8217;antidoto più efficace all&#8217;odio e al conflitto.<br />
Ecco perchè Internet è strumento di pace.<br />
Ecco perchè ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza.<br />
Ecco perchè la rete merita il prossimo Nobel per la pace.<br />
E sarà un Nobel dato anche a ciascuno di noi.</p></blockquote>
<p>Questo è il <strong>manifesto</strong> che candida <strong>Internet</strong> al prossimo premio <strong>Nobel per la Pace</strong>. Il regolamento però parla chiaro: il premio può essere assegnato solo a persone. E allora? C&#8217;è chi <a href="http://www.smeerch.it/2009/11/19/volete-che-a-internet-sia-assegnato-un-premio-nobel-per-la-pace/" target="_blank">si è buttato</a> in <a href="http://blog.webnews.it/20/11/2009/nobel-per-la-pace-a-internet-unidea-sbagliata/" target="_blank">estenuanti dibattiti</a> sull&#8217;opportunità o meno della candidatura: ciò che mi preme è tuttavia il <a title="liquida - internet for peace" href="http://magazine.liquida.it/2009/11/21/internet-merita-il-nobel-per-la-pace-2010-da-oggi-una-petizione-internazionale/" target="_blank">messaggio</a>.</p>
<p>E&#8217; vero: probabilmente internet non è ne bene, ne male.. E&#8217; uno strumento. Potrebbe tuttalpiù essere candidato per entrare a far parte dei beni &#8220;Patrimonio dell&#8217;Umanità&#8221; protetti dall&#8217;Unesco, forse farebbe più bella figura. Tutti i giorni però siamo invasi da messaggi che associano internet al male, alla criminalità e alla delinquenza.. Credo sia sacrosanto, una volta tanto, <strong>sostenere a occhi chiusi un messaggio positivo</strong>. Anche se tecnicamente poco credibile.</p>
<p><span id="more-953"></span></p>
<p>Qualche altro visionario ha pensato bene di amplificare il messaggio con una stravagante idea: <a title="Peace Dot" href="http://peace.stanford.edu/" target="_blank">Peace Dot</a>. L&#8217;idea di Peace Dot è semplice: ognuno registra un sottodominio del tipo http://peace.NomeDominio.com e lo popola con ciò che meglio crede.<br />
E&#8217; partito tutto dall&#8217;università di Standford. Grazie ad Internet è infatti possibile diffondere il messaggio di pace tramite una soluzione sistematica e globale che rende più facile la condivisione e la connessione. Ognuno può personalizzare la propria pagina come meglio crede, ciò che conta è appunto contagiare quante più persone possibile!</p>
<p>Lo hanno fatto <a title="peace facebook" href="http://peace.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a> (con un bellissimo grafico che mostra le amicizie tra israeliani e palestinesi), <a title="peace PB Works" href="http://peace.pbworks.com/" target="_blank">PB Works</a>, <a title="peace Dalai Lama" href="http://peace.dalailamafoundation.org/" target="_blank">Dalai Lama Foundation</a> e tanti altri. Così è nato anche <a title="Pace - peace dot" href="http://peace.diplod.it" target="_blank">http://peace.diplod.it</a>.. Cosa ci metterò? Quello che man mano mi viene in mente per pubblicizzare messaggi di pace e solidarietà. <strong>Fallo anche tu e scambiamoci i link!</strong> Presto rilascerò anche il template, se vuoi utilizzarlo per questo o per altri scopi..</p>
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		<title>Convergenza virtuale e reale: visionari da Supranet</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/10/24/convergenza-virtuale-e-reale-visionari-da-supranet/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 15:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
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		<category><![CDATA[geolocalizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[supranet]]></category>

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		<description><![CDATA[La convergenza tra mondo reale e mondo virtuale secondo il paradigma della supranet. La geolocalizzazione e le tecnologie GPS o RFID.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-681" title="ubiquity" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/ubiquity.jpg" alt="" width="420" height="280" /><br />
<small>[foto <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/mpwillis/180391332/" target="_blank">flickr</a>]</small></p>
<p>Secondo il paradigma della <a title="supranet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Supranet" target="_blank">Supranet</a>, in un prossimo futuro si avrà la <strong>convergenza</strong> tra tutto ciò che è <strong>digitale</strong> e tutto ciò che è <strong>fisico</strong>. Non esisteranno più due mondi, quello virtuale e quello reale, ma <em>quasi</em> tutto ciò che è in rete sarà in qualche modo <em>mappato</em> nel mondo reale. Questa visione viene confermata giorno dopo giorno dai fatti: la nascita di servizi come <a title="google maps" href="http://maps.google.com/" target="_blank">Google Local</a> (la ricerca nelle mappe di Google), le immagini geolocalizzate di <a title="panoramio" href="http://www.panoramio.com/map/" target="_blank">Panoramio</a> o di <a title="flickr map" href="http://www.flickr.com/map/" target="_blank">Flickr</a>, le innumerevoli mappe on-line che mostrano servizi e attività. L&#8217;arrivo di tecnologie come <a title="RFID" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification">RFID</a>, <a title="GPS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/GPS" target="_blank">GPS</a> e le <a title="wireless sensor network" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_sensor_network" target="_blank">reti di sensori</a> testimoniano questa tendenza. Le notizie come quelle dell&#8217;<a title="accordo nokia - lonely planet" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2008-08-19_119258203.html" target="_blank">accordo Nokia-Lonely Planet</a> per offrire guide turistiche sui cellulari.</p>
<p>Prova a immaginare di trovarti su un sentiero trentino, fotografare una stella alpina con una <strong>fotocamera</strong> che ha il <strong>GPS integrato</strong> ed è in grado di ricavare dal satellite l&#8217;esatta posizione geografica (latitudine e longitudine), quando caricherai questa foto on-line, verrà automaticamente posizionata su una mappa (una sola? magari anche tutte le altre in grado di dialogare tra loro..) grazie alla lettura dei <strong>tag di localizzazione </strong>(nei <a title="exif" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Exchangeable_image_file_format" target="_blank">dati Exif</a>). Quando qualcun altro passerà di lì con un dispositivo connesso potrà vedere la tua foto, scattata un anno prima. Fantascienza? Beh, le <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/07/come-abilitare-il-geotagging-delle-foto-con-il-gps-del-htc-tytn-ii-e-altri-trucchi-da-attivare-con-kaiser-tweaks/" target="_blank">fotocamere con GPS integrato</a> esistono già da tempo, le mappe pure.. Forse è solo questione di abitudini.</p>
<p><span id="more-616"></span></p>
<p>Ci sono alcune considerazioni oggettive (ricavate dal paradigma della Supranet su wikipedia), che mi fanno sentire questa visione molto vicina:</p>
<ul>
<li>Gli <strong>oggetti di uso comune</strong> saranno sempre più <strong>univocamente dentificabili</strong>, e tutti o quasi tutti questi oggetti saranno in qualche modo connessi in rete senza fili attraverso sensori</li>
<li>Gli <strong>esseri umani</strong> o gli animali che porteranno indosso quegli oggetti saranno a loro volta <strong>identificabili</strong> [a proposito, tieni il cellulare in tasca anche tu?]</li>
<li>L&#8217;<strong>ubicazione geografica</strong> di molte di quelle entità (umani, animali, oggetti) sarà nota con precisione sempre crescente</li>
<li>La <strong>superficie del pianeta</strong> sarà <strong>mappata in Internet</strong>, o attraverso <a title="GIS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/GIS">GIS</a> e Points-of-Interest dedicati (come infatti sta accadendo) o mediante modi più definitivi ed esaustivi, come per esempio l’assegnazione di un <a title="Indirizzo IP" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP">indirizzo IP</a> a ogni metro quadrato della terra</li>
</ul>
<p>L&#8217;unico vero dubbio è proprio sull&#8217;ultimo punto, ma possiamo dormire tranquilli almeno fino al 2025, quando forse arriverà l&#8217;<a title="IP versione 6" href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPv6" target="_blank">IPv6</a>..</p>
<p>Da un punto di vista più pratico, non posso che essere d&#8217;accordo con chi <a title="guida galattica" href="http://www.appuntidigitali.it/2091/guida-galattica-per-geek-moderni/" target="_blank">incentiva l&#8217;utilizzo degli ebook come guide turistiche e come cartine geografiche</a> continuamente aggiornabili. Occhio però a <strong>non intossicarsi troppo</strong>: un sentiero trentino è bello comunque, anche senza GPS.. Anzi forse senza una mappa cartacea perde un po&#8217; del suo fascino.</p>
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		<title>L&#8217;ottusità del bloccare internet in azienda</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/29/lottusita-del-bloccare-internet-in-azienda/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 09:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet è uno strumento, la qualità dello strumento è indiscutibile: bloccarlo significa bloccare i propri lavoratori, incastrarli dietro uno schermo senza accesso a un mondo di informazioni e opportunità. Proprio come il telefono, un uso sbagliato può recare danni all'azienda, ma non è privandone tutti indistintamente che si risolvono i problemi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-685" title="divieto" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/divieto.png" alt="" width="420" height="315" /><small>[foto <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/eraritjaritjaka/2841894947/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Stamattina ero alle prese con lo studio di un nuovo documento riguardante la qualità dei progetti. Arriva via mail da un collega e parla di APQP. La sigla mi risuona vagamente in testa, dovrebbe essere un metodo per la qualità nei processi produttivi.. ma ne siamo sicuri? <strong><a title="APQP - ricerca google" href="http://www.google.com/search?q=APQP" target="_blank">Google</a> dimmelo tu</strong>: <a title="APQP - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Advanced_Product_Quality_Planning" target="_blank">APQP &#8211; Advancep Product Quality Planning</a>. Ma certo, ora è tutto più chiaro, beata wikipedia.</p>
<p>Le ore passano e le cose si complicano, nel famigerato documento subentrano sigle su sigle: FMEA, PPAP, PFMEA, SOP.. Bastano 30 secondi e tutti i dubbi vengono risolti. Qualche ricerca ed ecco le scoperte: <a title="FMEA - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/FMEA" target="_blank">Failure Mode and Effects Analysis</a>, <a title="PPAP - Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Production_Part_Approval_Process" target="_blank">Production Part Approval Process</a>, <a title="PFMEA - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/PFMEA" target="_blank">Process Failure Mode and Effects Analysis</a>, <a title="SOP - acronimo wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/SOP" target="_blank">Start Of Production</a>.. <strong>Ma se non avessi avuto internet a disposizione?</strong></p>
<p>Probabilmente avrei rotto le scatole a un collega, e il collega costa all&#8217;azienda molto più di un accesso internet, e l&#8217;accesso internet con il blocco della navigazione costa molto di più perchè ci sono le licenze del software per il monitoraggio di ogni utente. In sostanza: <strong>5 minuti di pausa per guardare <a title="repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/">repubblica.it</a> o dare la formazione su  <a title="buzzerbeater - gioco fantabasket" href="http://www.buzzerbeater.org/">buzzerbeater</a> fruttano all&#8217;azienda molto più di ciò che si possa pensare</strong>.</p>
<p><span id="more-680"></span></p>
<p>Bloccare internet è da retrogradi, capisco i problemi legati alla &#8220;perdita di produttività&#8221;, ma una formazione dei dipendenti circa l&#8217;uso consapovele del web comporterebbe sicuramente un &#8220;aumento di produttività&#8221;. Bloccare è l&#8217;azione più rapida e meno costosa, in termini di impegno collettivo, ma di certo non è la soluzione migliore. Molto meglio responsabilizzare i dipendenti circa un uso coscienzioso di internet, perchè dietro lo schermo c&#8217;è un mare di strumenti e informazioni utili al lavoro di tutti i giorni.</p>
<p>Generalmente le <strong>politiche di blocco</strong> prevedono una delle seguenti modalità:</p>
<ul>
<li><strong>Consentire la navigazione solo su siti fidati</strong>, come il portale interno, il sito dell&#8217;azienda e qualche sito <em>accuratamente</em> selezionato, come ad esempio il <a title="sole 24 ore" href="http://www.ilsole24ore.com/">Sole24Ore</a> o <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia</a>. E&#8217; come offrire il telefono e permettere di chiamare solo 3 numeri: il centralino, il fornitore e il capo. Se un giorno il fornitore ti chiede di chiamare un diverso centro di assistenza, tu perdi 2 ore per farti attivare le chiamate verso un nuovo numero. Che senso ha?</li>
<li><strong>Consentire la navigazione solo in alcune finestre temporali</strong>, ad esempio durante la giornata si possono sfruttare sessioni di navigazione da 15 minuti, tre volte al giorno. E&#8217; come offrire il telefono e permettere di chiamare il fornitore solo in alcuni momenti, e se non lo trovo? Riproverò domani.. ma intanto una giornata di lavoro è passata.</li>
<li><strong>Bloccare la navigazione solo su determinati siti</strong>, è la versione più soft, tutto sommato tollerabile. Non mi sembra corretto che un dipendente passi mezz&#8217;ora per giocare al fantacalcio on-line, ma se quella è l&#8217;indole probabilmente la stessa mezz&#8217;ora potrebbe passarla al telefono.<br />
I siti ai quali vietare l&#8217;accesso sono a discrezione dei <em>dottori</em> del CED: ho provato sulla mia pelle il blocco di siti come <a title="google docs" href="http://docs.google.com/" target="_blank">GoogleDocs</a> o <a title="slideshare" href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">SlideShare</a>, che in fondo sono strumenti utilissimi nella ricerca-scambio quotidiano di informazioni. Qualcuno può essere certo di sapere con esattezza dove risiedono le notizie di cui tutti i dipendenti hanno bisogno?</li>
</ul>
<p><strong>Internet è uno strumento</strong>, la <strong>qualità</strong> dello strumento è indiscutibile: <strong>bloccarlo significa bloccare i propri lavoratori, incastrarli dietro uno schermo senza accesso a un mondo di informazioni e opportunità</strong>. Proprio come il telefono, un uso sbagliato può recare danni all&#8217;azienda, ma non è privandone tutti indistintamente che si risolvono i problemi.</p>
<p>Giusto per chiudere con un esempio, quanto tempo avrei dovuto perdere (e fatto perdere ad altri) per sapere tutti i dettagli di un <a title="Process Flow Chart" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Flowchart" target="_blank">Process Flow Chart</a> senza accesso al web? Ma senza andare sul tecnico, anche solo la <strong>pianificazione di una trasferta</strong> (la strada per arrivare dal cliente, dove pranzare, dove dormire) richiede il doppio del tempo senza internet.<br />
<strong>E tu? Hai mai lavorato o lavori in un ufficio dove internet è limitato? Come ti trovi e quali sono i &#8220;motivi ufficiali&#8221; per giustificarne il blocco?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Geotagging del sito web, dei post del blog e il plugin Geopress</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 08:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[web standards]]></category>
		<category><![CDATA[feed]]></category>
		<category><![CDATA[geocoding]]></category>
		<category><![CDATA[geotagging]]></category>
		<category><![CDATA[localizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[metadati]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Geolocalizzazione di siti web, contenuti on-line e feed. Standard per i meta tag. Geopress: plugin wordpress per il geotagging.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta diventando sempre più importante dare un luogo fisico, oltre che virtuale, ai contenuti che vengono pubblicati sul web. Soprattutto quando si parla di eventi o di luoghi reali, taggare i contenuti in modo che chi <strong>ricerca informazioni su  base geografica</strong> ci possa trovare può essere <strong>determinante</strong>. Così come dare sede fisica al nostro sito web o blog può essere utile a chi svolge ricerche sulle mappe di Google.</p>
<p><strong>Piccola nota</strong>: se non te ne frega niente del codice ma vuoi semplicemente sapere quali strumenti usare per geotaggare i tuoi post e il tuo feed, vai direttamente a leggere la <a onclick="$diplod('#feedburner-geotag').ScrollTo(800); return false;" href="http://www.diplod.it/2008/08/08/geotagging-del-sito-web-dei-post-del-blog-e-il-plugin-geopress/#feedburner-geotag">parte relativa a feedburner</a> o al <a onclick="$diplod('#geopress-geotag').ScrollTo(800); return false;" href="http://www.diplod.it/2008/08/08/geotagging-del-sito-web-dei-post-del-blog-e-il-plugin-geopress/#geopress-geotag">plugin di wordpress Geopress</a>.</p>
<h3>Localizzare un sito web</h3>
<p>Ci sono degli standard non formalizzati per rappresentare i metadati geografici all&#8217;interno delle pagine web.  Uno è quello proposto da <a title="GeoUrl" href="http://geourl.org/" target="_blank">GeoUrl</a>:<br />
<code>&lt;meta name="ICBM" content="latitudine, longitudine" /&gt;<br />
</code><br />
L&#8217;altro è quello proposto da <a title="geotags" href="http://geotags.com/" target="_blank">GeaoTags</a>:<br />
<code>&lt;meta name="geo.position" content="latitudine; longitudine" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.placename" content="Nome del luogo" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.region" content="Codice del Paese" /&gt;<br />
</code><br />
<span id="more-617"></span><br />
I <strong>meta tag</strong> hanno valore se sono accettati e interpretati dai motori di ricerca, questi sembrano essere lo standard de facto. Per ricavare i dati relativi al nostro luogo è bene usare servizi come il <a title="Getty" href="http://www.getty.edu/research/conducting_research/vocabularies/tgn/" target="_blank">Getty Thesaurus of Geographic Names</a>, dove inserendo ad esempio &#8220;Reggio Emilia&#8221; si ricavano i dati di latitudine e longitudine oltre al Paese di appartenenza. Per il codice del Paese è bene utilizzare invece lo <a title="ISO country names" href="http://www.iso.org/iso/country_codes/iso_3166_code_lists/english_country_names_and_code_elements.htm" target="_blank">standard ISO</a>, per l&#8217;Italia è il classico &#8220;IT&#8221;.</p>
<p>Un esempio? Da quando è stato fatto il redesign, tra i meta tag dell&#8217;home page di questo sito ci sono anche i seguenti:</p>
<p><code>&lt;meta name="ICBM" content="44.6167,10.6167" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.position" content="44.6167;10.6167" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.placename" content="Reggio Emilia" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.region" content="IT" /&gt;<br />
</code><br />
Sono appunto i meta tag che descrivono la posizione geografica del sito: Reggio Emilia. La geolocalizzazione con questi meta tag richiede di importare anche il riferimento allo schema, con il seguente codice:<br />
<code>&lt;link href=”http://geotags.com/geo/” rel=”schema.geo” /&gt;</code></p>
<h3>Localizzare i feed RSS</h3>
<p>Per quanto riguarda i <strong>singoli post di un blog</strong>, invece, potrebbe essere utile posizionarli in base al <strong>contenuto</strong>. Se ad esempio stiamo parlando delle ultime vacanze in Sicilia, è meglio localizzare questa pagina a Palermo. Oltre ai meta tag descritti precedentemente, si possono utilizzare costrutti <strong>nel feed RSS degli articoli</strong>.</p>
<p>E&#8217; possibile assegnare una <strong>posizione geografica all&#8217;intero feed</strong>, in questo modo:</p>
<p><code>&lt;rdf:RDF&gt;<br />
&lt;geo:Point&gt;<br />
&lt;geo:lat&gt;55.701&lt;/geo:lat&gt;<br />
&lt;geo:long&gt;12.552&lt;/geo:long&gt;<br />
&lt;geo:alt&gt;52.4&lt;/geo:alt&gt;<br />
&lt;/geo:Point&gt;<br />
&lt;/rdf:RDF&gt;<br />
</code></p>
<p>Quello presentato sopra è lo stesso codice proposto anche dal <strong>W3C</strong>, sebbene non si tratti di una standardizzazione formale, ma di <a title="W3C geocoding" href="http://www.w3.org/2003/01/geo/" target="_blank">indicazioni ancora in fase di discussione</a>. Il <a title="W3C Geospatial Incubator Group" href="http://www.w3.org/2005/Incubator/geo/" target="_blank">W3C Geospatial Incubator Group</a> ha accettato il codice proposto da <a title="georss" href="http://www.georss.org/" target="_blank">Georss</a>.<br />
Un altro modo, alternativo, è il seguente codice:</p>
<p><code>&lt;?xml version="1.0" encoding="utf-8"?&gt;<br />
&lt;rss version="2.0"&gt;<br />
&lt;channel&gt;<br />
&lt;title&gt;Il mio blog&lt;/title&gt;<br />
&lt;link&gt;http://diplod.com&lt;/link&gt;<br />
&lt;description&gt;Descrizione&lt;/description&gt;<br />
<strong>&lt;icbm:latitude&gt;</strong><strong>44.6167&lt;/icbm:latitude&gt;<br />
&lt;icbm:longitude&gt;10.6167</strong><strong>&lt;/icbm:longitude&gt;</strong><br />
&lt;copyright&gt;Copyright 2005&lt;/copyright&gt;<br />
&lt;pubDate&gt;Wed, 05 Jan 2005 18:54:47 +0000&lt;/pubDate&gt;<br />
&lt;generator&gt;http://wordpress.org/?v=2.5&lt;/generator&gt;<br />
&lt;item&gt;<br />
&lt;title&gt;Titolo di esempio&lt;/title&gt;<br />
&lt;link&gt;http://highearthorbit.com/index.php?p=121&lt;/link&gt;<br />
&lt;pubDate&gt;Wed, 05 Jan 2005 18:54:47 +0000&lt;/pubDate&gt;<br />
&lt;category&gt;Categoria di esempio&lt;/category&gt;<br />
&lt;guid&gt;http://diplod.com/category/esempio/&lt;/guid&gt;<br />
&lt;description&gt;Descrizione&lt;/description&gt;<br />
<strong>&lt;geo:Point&gt;<br />
&lt;geo:lat&gt;</strong><strong>44.6167&lt;/geo:lat&gt;<br />
&lt;geo:long&gt;10.6167</strong><strong>&lt;/geo:long&gt;<br />
&lt;/geo:Point&gt;</strong><br />
<strong>&lt;icbm:latitude&gt;</strong><strong>44.6167</strong><strong>&lt;/icbm:latitude&gt;<br />
&lt;icbm:longitude&gt;</strong><strong>10.6167</strong><strong>&lt;/icbm:longitude&gt;</strong><br />
&lt;/item&gt;<br />
&lt;/channel&gt;<br />
&lt;/rss&gt;<br />
</code><br />
In grassetto ho evidenziato la parte di codice relativa alla localizzazione, le righe 7 e 8 si riferiscono all&#8217;intero feed mentre il codice contenuto tra il tag &lt;item&gt; e &lt;/item&gt; <strong>riguarda il singolo post</strong>. Anche in questo caso quindi abbiamo due modi differenti: col tag <em>geo</em> oppure <em>icbm</em>.</p>
<h3 id="feedburner-geotag">Geotag con Feedburner</h3>
<p>Per chi utilizza <a title="feedburner" href="http://www.feedburner.com/" target="_blank">feedburner</a> invece il geotagging del feed è semplicissimo, dal pannello di amministrazione del feed basta cliccare sulla tab &#8220;Optimize&#8221; poi nel menù a sinistra sulla voce &#8220;Geotag your feed&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/feedburner-geotag.png"><img class="alignnone size-full wp-image-618" title="feedburner-geotag" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/feedburner-geotag.png" alt="" width="428" height="278" /></a></p>
<p>Da questa schermata basta inserire latitudine e longitudine e Feedburner aggiungerà il <strong>codice all&#8217;intero feed in automatico</strong>.</p>
<h3 id="geopress-geotag">GeoPress: plugin per wordpress</h3>
<p><a title="Geotagging wordpress plugin" href="http://georss.org/geopress" target="_blank">Geopress</a> è un plugin di wordpress che permette di <strong>localizzare i post</strong> o le <strong>pagine del blog</strong> direttamente dal pannello di amministrazione. Basta installarlo e durante la scrittura di un post sarà possibile indicare nell&#8217;apposito campo il luogo al quale l&#8217;articolo fa riferimento, inserendo il nome della città, le coordinate o semplicemente selezionando sulla mappa il punto esatto.</p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/geopress.png"><img class="alignnone size-full wp-image-619" title="geopress" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/geopress.png" alt="" width="496" height="500" /></a></p>
<p>E&#8217; inoltre possibile inserire all&#8217;interno di un post la <strong>cartina di gmap</strong> e altre mappe, tra cui Microsoft, OpenStreetMap, 3DGlobe.. senza toccare il template o il codice. Oltre a inserire queste informazione nel <strong>feed RSS o Atom</strong>, Geopress fornisce anche i link <strong>KML</strong> per la visualizzazione su Google Earth o <strong>GPX</strong> per la visualizzazione sui navigatori GPS.</p>
<p>Per attivare Geopress, è necessario inserire la <a title="google map api key" href="http://code.google.com/apis/maps/" target="_blank">Google Map Api Key</a>, ottenuta semplicemente fornendo il proprio indirizzo del blog. Questo è necessario per poter visualizzare la mappa interattiva nel pannello di amministrazione o sulle proprie pagine.</p>
<p>In sostanza si tratta di un tool completo per dare al feed del blog e ai singoli articoli una <strong>perfetta geolocalizzazione</strong>.<br />
Per chi vuole ottenere il massimo, il plugin offre alcune interessanti funzioni da sfruttare all&#8217;interno del tempate. Se volessimo pubblicare i meta tag di geolocalizzazione visti in precedenza, per ogni singolo post, sulla base della località assegnata tramite il plugin, possiamo usare questo codice:</p>
<p><code>&lt;?php if ((is_single() || is_page()) &amp;&amp; function_exists('has_location')) {<br />
if (has_location()) {<br />
$coordinate=array(the_coord());<br />
$coordinateICBM=str_replace(' ',',',$coordinate[0]);<br />
$coordinateGEO=str_replace(' ',';',$coordinate[0]);<br />
?&gt;<br />
&lt;meta name="ICBM" content="&lt;?php echo($coordinateICBM) ?&gt;" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.position" content="&lt;?php echo($coordinateGEO) ?&gt;" /&gt;<br />
&lt;meta name="geo.placename" content="&lt;?php echo(the_location_name()) ?&gt;" /&gt;<br />
&lt;?php }<br />
} ?&gt;<br />
</code></p>
<p>Non fa altro che controllare se si tratta di una pagina singola o di un post in cui è stata assegnata la località e il plugin geopress è attivo, per poi pubblicare le coordinate sottoforma di metatag. Questo codice va inserito nel file <em>header.php</em> del template tra i tag &lt;head&gt; e &lt;/head&gt;.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>I servizi che mettono a disposizione informazioni e cintenuti su base geografica aumentano di giorno in giorno, si arriverà quindi all&#8217;accettazione di uno standard per poterli integrare e uniformare. Dalle <a title="google maps" href="http://maps.google.com/" target="_blank">mappe di Google</a> oggi possiamo fare ricerche per trovare attività commerciali e siti web. Del resto anche la nuova <a title="blogbabel" href="http://it.blogbabel.com" target="_blank">BlogBabel</a> utilizza i dati geografici per pubblicare informazioni circa le <a title="Blogbabel - ricerca geografica" href="http://it.blogbabel.com/geo/entries/" target="_blank">discussioni di un particolare luogo</a>, pochi giorni fa ad esempio ho aggiunto al mio aggregatore il feed che monitorizza le notizie relative alla mia zona. Adottare questi accorgimenti nel proprio blog potrebbe rivelarsi molto utile per <strong>catturare</strong> quelle persone che vanno alla <strong>ricerca di informazioni su base geografica</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diplod.it/2008/08/08/geotagging-del-sito-web-dei-post-del-blog-e-il-plugin-geopress/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sharepoint Designer: prova on-line grazie a Runaware</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/07/03/sharepoint-designer-prova-on-line-grazie-a-runaware/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/07/03/sharepoint-designer-prova-on-line-grazie-a-runaware/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 15:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[demo]]></category>
		<category><![CDATA[intranet]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[prova]]></category>
		<category><![CDATA[runaware]]></category>
		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diplod.it/?p=591</guid>
		<description><![CDATA[SharePoint Designer è un software di Microsoft per costruire applicazioni di rete basate sulla piattaforma SharePoint. In questi giorni sto lavorando su una realtà aziendale che utilizza SharePoint per la propria intranet, collegato a Project Server (le versione web-based di Microsoft Project). Ebbene, non avendo ancora installato SharePoint Designer volevo farmi un&#8217;idea del software per capirne le potenzialità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="sharepoint designer" href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointdesigner/FX100487631040.aspx" target="_blank"><strong>SharePoint Designer</strong></a> è un software di Microsoft per costruire applicazioni di rete basate sulla piattaforma <a title="sharepoint server" href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointserver/FX100492001040.aspx" target="_blank"><strong>SharePoint</strong></a>. In questi giorni sto lavorando su una realtà aziendale che utilizza SharePoint per la propria intranet, collegato a <a title="project server" href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739841040.aspx" target="_blank">Project Server</a> (le versione web-based di <a title="microsoft project" href="http://office.microsoft.com/it-it/project/default.aspx" target="_blank">Microsoft Project</a>).</p>
<p>Ebbene, non avendo ancora installato SharePoint Designer volevo farmi un&#8217;idea del software per capirne le potenzialità. Le strade sono due: scaricare la demo utilizzabile per 60 giorni oppure effettuare una <strong><a title="prova on-line microsoft" href="http://www.runaware.com/microsoft/it-it/2007office/td/launch" target="_blank">prova direttamente on-line</a></strong>. Piacevolmente sorpreso: grazie a <a title="runaware" href="http://www.runaware.com/" target="_blank">Runaware</a> viene data la possibilità di collegarsi in remoto a una macchina che ospita una serie di applicazioni Microsoft, il tutto dopo aver scaricato un plugin per il browser sviluppato da <a title="citrix" href="http://www.citrix.it/" target="_blank">Citrix</a>. E&#8217; possibile provare tutto il <strong>pacchetto Office</strong>: Access, Excel, InfoPath, OneNote, Outlook, Project, Publisher, Visio, Word. Oltre a questi, anche tutta la serie delle applicazioni web based come <strong>SharePoint</strong> o <strong>Project Server</strong>.</p>
<p><span id="more-591"></span></p>
<p><a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/07/sharepoint.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-590" title="sharepoint demo on-line" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/07/sharepoint-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Giusto per darvi un&#8217;idea, a lato trovate la schermata di un sito sharepoint dove all&#8217;interno ho preparato un <strong>wiki</strong> (click per ingrandire). Tutto fatto via browser.<br />
L&#8217;esperienza nell&#8217;utilizzo è davvero considerevole. Una pratica finestrella indica qualche semplice esercizio per prendere confidenza col software che stiamo valutando. Soprattutto nel caso di SharePoint Designer si è rivelata estremamente utile per capire la logica che sta sotto al programma e fare qualche esperimento.</p>
<p>Per chi non lo conoscesse, SharePoint Designer serve per costruire siti web basati su SharePoint, impostare le master page (template dinamici con spazi dove caricare il contenuto) e creare applicazioni personalizzate. Ad una prima osservazione mi è parso un software completo. Tenete presente che l&#8217;ultimo prodotto Microsoft in materia, toccato con mano, fu <strong>FrontPage</strong> 2000.. Era praticamente impossibile non notare passi in avanti: uno fra tutti il <strong>supporto a css</strong>. Ma al di là del programma specifico, che avrò modo di installare e provare con la dovuta calma, ciò che mi ha stupito maggiormente è stata la <strong>modalità</strong> con cui viene offerta la demo.</p>
<p>Provare un programma <strong>via browser</strong> ha il difetto della lentezza (senza una connessione veloce è impensabile), a volte si percepisce un po&#8217; di ritardo nelle azioni, ma l&#8217;immenso vantaggio di non dover installare la versione demo, quella che dopo 60 giorni ti chiede la licenza. Vi immaginate doversi installare tutta la suite Office, Sharepoint e Project Server? Una lavorata immensa se commisurata allo scopo: la prova di un programma, magari anche solo per vedere come è fatta l&#8217;interfaccia.<br />
Dalle parti di <a title="runaware" href="http://www.runaware.com/" target="_blank">Runaware</a> sono specializzati in questo: test via web del software, che sia Microsoft o chi per loro. Piacevole scoperta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Motore di ricerca ecologico o alternativo?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/05/13/motore-di-ricerca-ecologico-o-alternativo/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/05/13/motore-di-ricerca-ecologico-o-alternativo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 13:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[ecocho]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[wikia]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[[Fonte: Flickr] Il mondo dei motori di ricerca è sempre stato in fermento, puntualmente arriva sulla piazza qualche nuovo attore: c&#8217;è chi pianta alberi e chi si propone come alternativo. Su una cosa però non si discute: i risultati di Google restano in assoluto i migliori, in quanto a pertinenza ed efficacia. Lo dico all&#8217;inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/lente.jpg" alt="Lente" /><small><br />
[Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/boadiceafairy/394339729/" title="foto flickr" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Il mondo dei motori di ricerca è sempre stato in fermento, puntualmente arriva sulla piazza qualche nuovo attore: c&#8217;è chi <strong>pianta alberi</strong> e chi si propone come <strong>alternativo</strong>. Su una cosa però non si discute: i risultati di Google restano in assoluto i migliori, in quanto a pertinenza ed efficacia. Lo dico all&#8217;inizio onde evitare incomprensioni, parlerò di due motori che seguo con molta curiosità, ma che ancora non mi danno quella garanzia a cui mi ha abituato big G. Non si tratta di novità assolute, qualcuno nè avrà già sentito parlare. Dopo qualche mese di attività mi sembra opportuno diffondere la voce e articolare un brevissimo ragionamento.<a href="http://www.ecocho.it/" target="_blank" title="ecocho"><strong>Ecochò</strong></a> si propone come <strong>motore di ricerca ecologico</strong>. Fornisce i risultati di <strong>Yahoo</strong>, su cui si appoggia, ma li visualizza sotto la propria veste. Ecco come si presenta:</p>
<blockquote><p> Ecocho utilizza le ricerche web per promuovere progetti per la crescita di alberi (e in generale per la riduzione di anidride carbonica). Generiamo fondi attraverso la pubblicità, che utilizziamo per acquistare buoni “carbon offset”. Tali buoni ci consentono (anche a voi, naturalmente) di contribuire con denaro contante alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>). Stimiamo che per ogni 1000 ricerche su ecocho aiuteremo ad eliminare una tonnellata di CO<sub>2</sub> dall’atmosfera.Il punto cruciale: se le persone utilizzano Ecocho come motore di ricerca doneremo denaro a favore della messa a dimora di alberi. Gli alberi immagazzinano CO<sub>2</sub> ed emettono ossigeno, aiutando l’ambiente a ridurre i livelli di inquinamento da anidride carbonica.</p></blockquote>
<p><span id="more-550"></span></p>
<p>E&#8217; localizzato in <strong>italiano</strong> e offre tutti quei <a href="http://www.ecocho.it/lang_it/ecocho-tools.php" target="_blank" title="ecocho tools">gadget</a> che un moderno motore di ricerca deve avere: barra per firefox o IE, servizi social e quant&#8217;altro. Per chi vuole approfondire, questo è il <a href="http://www.ecocho.it/blog.php" target="_blank" title="ecochò blog">blog ufficiale</a>. Il progetto è nato in Australia e si è espanso notevolmente, è stato tradotto in 12 lingue e oggi dichiara di aver contribuito alla posa di <strong>4484 alberi</strong>.</p>
<p>I risultati forniti sulle ricerche sono certamente validi, sono infatti gli stessi di Yahoo; i fattori motivanti per l&#8217;utilizzo di questo motore sono principalmente i fini ecologici. Esiste anche una pagina dalla quale è possibile vedere le <a href="http://www.ecocho.it/lang_it/find_our_trees.php" target="_blank" title="foto alberi ecocho">foto degli alberi piantati</a>. Non sarà di certo ecochò a risolvere il problema della CO2, ma l&#8217;iniziativa mi sta simpatica.</p>
<p>Altro progetto interessante è <a href="http://search.wikia.com/" target="_blank" title="Wikia Search">WikiaSearch</a>, il motore voluto dal fondatore di wikipedia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Wales" title="Jimmy Wales">Jimmy Wales</a>. L&#8217;algoritmo che sta alla base del motore è aperto, il codice è consultabile da tutti. Si tratta di una decisione nettamente in controtendenza, basti pensare alla prodenza e alla segretezza con cui è custodito l&#8217;algoritmo di Google.</p>
<p>WikiaSearch utilizza il crawler <a href="http://search.wikia.com/wiki/Grub" title="Grub" target="_blank">Grub</a>. Si tratta di un <strong>software distribuito</strong>, <a href="http://grub.org/" title="grub" target="_blank">scaricabile da ogni utente</a>, che utilizza il pc quando  è in pausa per scandire la rete in cerca di nuove pagine web. Tutti i dati raccolti vengono poi inviati in un secondo momento al server centrale per l&#8217;indicizzazione sul motore di ricerca. Grub è un progetto avviato nel 2000, acquistato da LookSmart nel 2003 per più di 1 milione di dollari, ha subito un momento di stop nel 2005 poi nel 2007 è diventato <strong>open source</strong> ed è ricominciato lo sviluppo.</p>
<p>WikiaSearch, nonostante sia uscito ufficialmente a gennaio 2008, è ancora misero nei risultati restituiti. L&#8217;idea alla base è che i risultati vengano &#8220;filtrati&#8221; dagli utenti. Sono le <strong>persone</strong> che devono <strong>discutere e proporre i risultati migliori</strong>. Sono convinto che l&#8217;idea sia vincente, quella del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_search" title="social search" target="_blank">social search</a> è la direzione verso cui si stanno muovendo in tanti, ma bisogna saper bilanciare correttamente i suggerimenti umani con gli algoritmi delle macchine.</p>
<p>Personalmente ogni giorno mi trovo a fare diverse decine di ricerche sul web. Dalle teorie più difficili fino al numero di telefono della pizzeria con consegna a domicilio.. Se <a href="http://www.google.it/search?q=pizzeria+sorriso+rubiera&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su Google</a> mi trovo il numero direttamente in prima pagina, con tanto di mappa: senza nemmeno un clic ho subito a disposizione l&#8217;informazione che cercavo. Se <a href="http://www.ecocho.it/yahoo/search.php?q=pizzeria+sorriso+rubiera&amp;page=1&amp;type=web" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su Ecocho</a> ottengo un sacco di risultati, per nulla pertinenti. Se <a href="http://re.search.wikia.com/search#pizzeria%20sorriso%20rubiera" title="pizzeria sorriso rubiera" target="_blank">lo scrivo su WikiaSearch</a> non ottengo risultati.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/05/motori.png" alt="Risultati ricerca" /></p>
<p>Sinceramente, <strong>sareste disposti a cambiare motore di ricerca a queste condizioni?</strong> <strong>Che osa deve avere un motore per essere davvero in grado di convincervi? Contano di più i risultati o il contorno?</strong><br />
Io credo di avere già risposto..</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Chart API: grafici dinamici in un attimo</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/04/20/google-chart-api-grafici-dinamici-in-un-attimo/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/04/20/google-chart-api-grafici-dinamici-in-un-attimo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 17:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[API]]></category>
		<category><![CDATA[charts]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[grafici]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Google API Charts sono un insieme di procedure disponibili ai programmatori web per ottenere dei grafici a partire da un semplice url. Si tratta forse delle &#8220;Application Programming Interface&#8221; più semplici mai messe a disposizione da Google. Il servizio è gratuito, è possibile utilizzarlo senza dover registrare nessuna API key (come invece avviene per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://code.google.com/apis/chart/" title="Google APIs Chart" target="_blank">Google API Charts</a> sono un insieme di procedure disponibili ai programmatori web per ottenere dei grafici a partire da un semplice url. Si tratta forse delle &#8220;Application Programming Interface&#8221; più semplici mai messe a disposizione da Google. Il servizio è <strong>gratuito</strong>, è possibile utilizzarlo senza dover registrare nessuna API key (come invece avviene per <a href="http://code.google.com/apis/maps/" title="Google Maps API" target="_blank">Google Maps API</a>) e non ci sono limiti di interrogazioni.</p>
<p>All&#8217;interno di un <strong>indirizzo web</strong> vengono passati i dati per la costruzione del grafico, sottoforma di <strong>parametri</strong>, e Google ci restituisce una immagine realizzata a partire da quei dati. Quale migliore occasione dei dati elettorali per fare qualche prova?</p>
<p>La <strong>documentazione</strong> (in inglese) è impeccabile, sono presenti un sacco di <strong>esempi</strong> che aiutano lo sviluppatore. Ho costruito la torta dei risultati elettorali del mio paese, sulla base di questo url.<br />
<code></p>
<p>http://chart.apis.google.com/chart?chs=800x300&amp;chd=t:0.88,4.1,0.27,0.43,2.96,23.69,6.69,2.19,0.46,4.55,52.33,0.51,0.58,0.37&amp;cht=p3&amp;chco=990000,ebebeb,d1dceb,000000,ff0000,0090ff,1db000,373737,fff94a,db4aff,31a142,ab4800,6e00a7,bc424b&amp;chl=PARTITO%20COMUNISTA%20LAVORATORI|UDC|PARTITO%20LIBERALE%20ITALIANO|FORZA%20NUOVA|LA%20SINISTRA%20L'ARCOBALENO|IL%20POPOLO%20DELLA%20LIBERTA'|LEGA%20NORD|LA%20DESTRA|UNIONE%20PER%20I%20CONSUMATORI|ITALIA%20DEI%20VALORI|PARTITO%20DEMOCRATICO|SINISTRA%20CRITICA|PER%20IL%20BENE%20COMUNE|PARTITO%20SOCIALISTA</p>
<p></code></p>
<p><span id="more-526"></span></p>
<p>Vediamolo commentato:<br />
<code></p>
<p>http://chart.apis.google.com/chart?</p>
<p>chs=800x300 &lt;!--dimensioni del grafico in pixel--&gt;<br />
&amp;chd=t:4.1,2.96,23.69,6.69,2.19,4.55,52.33,0.37,3.12 &lt;!--serie di dati: percentuali--&gt;<br />
&amp;cht=p3 &lt;!--tipo di grafico: a torta--&gt;<br />
&amp;chco=ebebeb,ff0000,0090ff,1db000,373737,db4aff,31a142,bc424b,ffcc00 &lt;!--colori delle fette--&gt; &amp;chl=UDC|SINISTRA%20L'ARCOBALENO|POPOLO%20DELLA%20LIBERTA'|LEGA%20NORD|LA%20DESTRA|ITALIA%20DEI%20VALORI|PARTITO%20DEMOCRATICO|PARTITO%20SOCIALISTA|ALTRI &lt;!--etichette dei dati--&gt;</code></p>
<p>Per ottenere l&#8217;immagine direttamente sulla pagina web, basta inserire l&#8217;url appena costruito nel tag &lt;img&gt; avendo cura di convertire i caratteri &#8216;&amp;&#8217; in &#8216;&amp;&#8217;, in questo modo:<br />
<code><br />
&lt;img src="http://chart.apis.google.com/chart?<br />
chs=800x300<br />
&amp;chd=t:4.1,2.96,23.69,6.69,2.19,4.55,52.33,0.37,3.12<br />
&amp;cht=p3<br />
&amp;chco=ebebeb,ff0000,0090ff,1db000,373737,db4aff,31a142,bc424b,ffcc00<br />
&amp;chl=UDC|SINISTRA%20L'ARCOBALENO|POPOLO%20DELLA%20LIBERTA'|LEGA%20NORD|LA%20DESTRA|ITALIA%20DEI%20VALORI|PARTITO%20DEMOCRATICO|PARTITO%20SOCIALISTA|ALTRI"  alt="risultati senato" /&gt;<br />
</code></p>
<p>Ed ecco il risultato finale, per i voti al Senato della Repubblica.</p>
<p><img src="http://chart.apis.google.com/chart?chs=800x300&amp;chd=t:4.1,2.96,23.69,6.69,2.19,4.55,52.33,0.37,3.12&amp;cht=p3&amp;chco=ebebeb,ff0000,0090ff,1db000,373737,db4aff,31a142,bc424b,ffcc00&amp;chl=UDC|SINISTRA%20L'ARCOBALENO|POPOLO%20DELLA%20LIBERTA'|LEGA%20NORD|LA%20DESTRA|ITALIA%20DEI%20VALORI|PARTITO%20DEMOCRATICO|PARTITO%20SOCIALISTA|ALTRI" alt="risultati senato" /></p>
<p>Se vi interessa anche la Camera dei Deputati.. Tanto ormai avrete capito che vivo in Emilia. :)</p>
<p><img src="http://chart.apis.google.com/chart?chs=800x300&amp;chd=t:3.88,2.67,22.99,7.27,2.29,4.8,52.45,0.48,0.05&amp;cht=p3&amp;chco=ebebeb,ff0000,0090ff,1db000,373737,db4aff,31a142,bc424b,ffcc00&amp;chl=UDC%7CSINISTRA%20L%27ARCOBALENO%7CPOPOLO%20DELLA%20LIBERTA%27%7CLEGA%20NORD%7CLA%20DESTRA%7CITALIA%20DEI%20VALORI%7CPARTITO%20DEMOCRATICO%7CPARTITO%20SOCIALISTA%7CALTRI" alt="risultati camera" /></p>
<p>Decisamente comodo il servizio, soprattutto se dobbiamo trattare dati variabili, magari estratti da un database: come dati finanziari o altro. Non a caso infatti il servizio è utilizzato su <strong><a href="http://finance.google.com/finance" title="Google Finance" target="_blank">Google Finance</a></strong>.<br />
L&#8217;unica cosa che mi lascia perplesso è l&#8217;impossibilità di scrivere i valori sul grafico, cosa che potrebbe essere utile soprattutto per i grafici a torta. Nei grafici a barre invece è possibile assegnare valori sugli assi.</p>
<p>Google fornisce anche un esempio di javascript per la realizzazione automatica di un grafico a partire da un array di dati. Se invece volete qualcosa di più visuale, c&#8217;è già chi ha pensato al <a href="http://www.jonwinstanley.com/charts/" title="Google Chart Generator" target="_blank">Google Chart Generator</a> oppure al <a href="http://kevinbranigan.com/google_graph_builder/" title="Google Graph Builder" target="_blank">Google Graph Builder</a>, dove è possibile ottenere il codice dell&#8217;url grazie a un comodo editor on-line.</p>
<p>Ma non è finita qui, le APIs Chart permettono anche di creare grafici sulla base di cartine geografiche. Il concetto è sempre quello: un url con diversi parametri. Ed ecco che cosa si può ottenere:</p>
<p><img src="http://chart.apis.google.com/chart?cht=t&amp;chs=440x220&amp;chd=s:Af9&amp;chtm=europe&amp;chco=ffffff,edf0d4,13390a&amp;chld=FRITNL&amp;chf=bg,s,EAF7FE" alt="cartina europa" /></p>
<p>Questo il codice:<br />
<code><br />
&lt;img src="http://chart.apis.google.com/chart?cht=t&amp;chs=440x220&amp;chd=s:Af9&amp;chtm=europe&amp;chco=ffffff,edf0d4,13390a&amp;chld=FRITNL&amp;chf=bg,s,EAF7FE" alt="cartina europa" /&gt;<br />
</code></p>
<p>Si potrebbe sfruttare per segnalare la presenza di dispositivi mobili su un&#8217;area geografica, colorando con un gradiente le aree più dense.. Insomma: in tutte quelle situazioni in cui c&#8217;è <strong>esigenza di mappare in maniere automatica dati in evoluzione</strong>.</p>
<p>Se penso al diffondersi dei palmari e alle crescenti esigenze di geolocalizzazone gli scenari sono molteplici. Ma anche senza vagare troppo con l&#8217;immaginazione, basta pensare alla monitorizzazione degli accessi a una pagina web, a sondaggi, alla pubblicazione di dati finanziari.. Quello di Google Charts è un servizio veloce (i tempi di risposta sono immediati) e soprattutto gratuito.</p>
<p>L&#8217;unico limite sono <strong>250000 chiamate al giorno</strong>, se pensate di superarle meglio avvisare via mail.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Stampa foto on-line e ritirale alla coop</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/02/13/stampa-foto-on-line-e-ritirale-alla-coop/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2008/02/13/stampa-foto-on-line-e-ritirale-alla-coop/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 19:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[stampa foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante il servizio di stampa foto via web messo in piedi dalla Coop. Un altro settore in cui la grande distribuzione cerca di espandersi, i presupposti non mancano e la qualità tutto sommato è buona. Ho provato il servizio di e-coop per la stampa di fotografie digitali. Si possono caricare le foto via browser, oppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/socio-coop.JPG" alt="Socio coop" /></p>
<p>Interessante il servizio di <a href="http://coop.jetfoto.it/" title="coop foto" target="_blank">stampa foto via web messo in piedi dalla Coop</a>. Un altro settore in cui la grande distribuzione cerca di espandersi, i presupposti non mancano e la qualità tutto sommato è buona.</p>
<p>Ho provato il servizio di <strong>e-coop</strong> per la stampa di fotografie digitali. Si possono caricare le foto via browser, oppure installare un software apposito e registrarsi. L&#8217;interfaccia è tutto sommato funzionale, anche se le prestazioni non sono delle migliori: il tempo di caricamento delle immagini è paragonabile a quello di una pagina web, ben distante dalla velocità a cui <a href="http://picasa.google.it/" title="picasa" target="_blank">Picasa</a> mi ha abituato.</p>
<p>Una volta scelte le immagini da stampare, il numero di copie e il formato, si trasmette l&#8217;ordine e si sceglie il supermercato più vicino a casa dove andare a ritirare le foto passate 48 ore. Non si paga nulla, niente carta di credito, niente conti prepagati.<br />
Semplicemente la prossima volta che si va a fare la spesa ci si ferma nello sportello servizi a ritirare la busta con le proprie foto stampate e si paga alla cassa assieme agli altri articoli acquistati.</p>
<p><span id="more-490"></span></p>
<p>Il <strong>pro</strong> è che paghi alla consegna, non hai spese di spedizione, non c&#8217;è il rischio che il corriere venga senza trovare nessuno a casa. Il <strong>contro</strong> è che se non sei cliente coop diventa laboriosa la faccenda. Ma il concetto è estendibile anche agli altri operatori della grande distribuzione, e potrebbe rivelarsi efficace. Ne conoscete altri?</p>
<h3>La qualità e i costi</h3>
<p>Le foto sono state stampate su <strong>carta kodak</strong> di buona qualità, con uno spessore degno di una carta fotografica. La sensazione è di trovarsi tra le mani stampe professionali. I <strong>colori</strong> sono buoni, anche se si nota un leggero <strong>intervento automatico</strong>. E questo a volte potrebbe dare fastidio, il servizio di stampa foto di HP (<a href="http://www.snapfish.it/" title="Snapfish - stampa foto" target="_blank">snapfish</a>) ad esempio permette di scegliere se &#8220;curare&#8221; i colori in automatico o stampare le foto tali e quali senza modifiche cromatiche: opzione che personalmente apprezzo parecchio. [vedi screenshot sotto]</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/snapfish-opzioni.PNG" alt="opzioni snapfish" /></p>
<p>I costi sono decisamnte concorrenziali, anche se allineati alla media di servizi analoghi. 15 centesimi di euro per il classico formato 13&#215;18, 9 centesimi per il 10&#215;15.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/prezzi-coop.PNG" alt="prezzi coop" /></p>
<p>Per avere qualche informazione in più si può <a href="http://coop.jetfoto.it/listino.html" title="prezzi stampa foto" target="_blank">consultare la pagina dei costi</a> e magari dare un occhio al <a href="http://www.diplod.it/2007/10/02/stampa-foto-on-line-confronto-e-qualche-considerazione/" title="confronto stampa foto on-line" target="_blank">confronto che avevo fatto in precedenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Flickr Yahoo e i dati personali</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/15/flickr-yahoo-e-i-dati-personali/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 23:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vado per accedere a Flickr, noto servizio di condivisione foto offerto da Yahoo, e mi trovo davanti una singolare richiesta. Per poter accedere ai prodotti e servizi Yahoo! in modo più veloce, basta darci il tuo consenso affinchè venga creata una copia dei tuoi dati personali (compresi eventuali dati sensibili) in uno dei nostri server [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vado per accedere a <a href="http://www.flickr.com/" title="condivisione foto" target="_blank">Flickr</a>, noto servizio di condivisione foto offerto da <a href="http://it.yahoo.com/" title="Yahoo" target="_blank">Yahoo</a>, e mi trovo davanti una singolare richiesta.</p>
<blockquote><p> Per poter accedere ai prodotti e servizi Yahoo! in modo più veloce, basta darci il tuo consenso affinchè venga creata una copia dei tuoi dati personali (compresi eventuali dati sensibili) in uno dei nostri server che, per gli utenti europei, si trovano in the United Kingdom . Tieni presente che le normative in materia di privacy in the United Kingdom potrebbero differire da quelle in vigore nel tuo Paese. Per maggiori informazioni in merito, puoi prendere visione della sezione <a href="http://info.yahoo.com/privacy/it/yahoo/" title="Yahoo privacy" target="_blank">Yahoo! e la tua Privacy</a>.</p></blockquote>
<p>Davanti ci sono due scelte: Si o No.<br />
Non si capisce bene perchè, non si capisce cosa cambi. Ho risposto no, non è cambiato nulla. Anche a voi è successo? Qualcuno ha risposto &#8220;si&#8221; ed è cambiato qualcosa?</p>
<p><span id="more-458"></span></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/yahoo-flickr.gif" alt="Yahoo dati personali" /></p>
<p>I dati personali sono ormai ovunque, salvati qua e la, per servizi più o meno indispensabili. Va dato atto a Yahoo della trasparenza (anche se non siamo di fronte a trasparenza completa) sulla trattazione dei propri dati, magari altri li avrebbero salvati sul server londinese senza farsi troppi problemi.<br />
Quasi quotidianamente ci si trova davanti a qualcosa che ti chiede una mail, un nome, un indirizzo, un numero di telefono.. Spesso e volentieri si rinuncia a qualcosa per quieto vivere.</p>
<p>Forse sarebbe veramente ora di utilizzare come standard il famoso <a href="http://openid.net/" title="Open ID" target="_blank">Open ID</a>, che sulla carta permetterebbe di centralizzare la propria identità per tutti i servizi on-line utilizzati. Un solo luogo dove i dati personali vengono gestiti, una sola password, ecc.. E&#8217; fantascienza, credo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bidplaza, asta o lotteria?</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/01/08/bidplaza-asta-o-lotteria/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 08:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[aste]]></category>
		<category><![CDATA[bidplaza]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[lotteria]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai ne hanno parlato in tanti. Bidplaza ti incolla allo schermo, è il prototipo dell&#8217;idea vincente. Quella che tenevi in testa ma non lo sapevi, così appena la vedi materializzata è stupore. Tanto di cappello. Come funziona? Ci sono alcuni oggetti all&#8217;asta, tipicamente aggeggini all&#8217;ultimo grido molto costosi. Vince chi offre di meno. Per aggiudicarti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ne hanno parlato in <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/bidplaza/" title="Bidplaza su blogbabel" target="_blank">tanti</a>. <a href="http://www.bidplaza.it/" title="Bidplaza - aste online" target="_blank">Bidplaza</a> ti incolla allo schermo, è il prototipo dell&#8217;idea vincente. Quella che tenevi in testa ma non lo sapevi, così appena la vedi materializzata è stupore. Tanto di cappello.</p>
<p>Come funziona? Ci sono alcuni oggetti all&#8217;asta, tipicamente aggeggini all&#8217;ultimo grido molto costosi. <strong>Vince chi offre di meno</strong>. Per aggiudicarti l&#8217;asta devi essere l&#8217;unico ad avere offerto quella cifra. Piccolo dettaglio: ogni puntata costa 2 euro.<br />
Le offerte si fanno tramite il sito e poiché sono segrete, l’obiettivo è individuare strategicamente il numero intero in centesimi di euro che sarà l’offerta unica più bassa dell’asta in corso.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;idea dell&#8217;anno, furbi <a href="http://www.bidplaza.it/t_about.php" title="Bidplaza - chi siamo" target="_blank">questi svedesi</a>. Hanno venduto una porsche a circa 70 euro, un computer sony vaio a 1 euro e 58 centesimi. Ora in palio, in esclusiva per l&#8217;Italia c&#8217;è una <strong>fiat 500 sport</strong>. Quella precedente è stata aggiudicata a 12 euro e 92 centesimi.</p>
<p><span id="more-451"></span></p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/01/bidplaza-500.gif" alt="Bidplaza - fiat 500" /></p>
<p>Sorge spontanea la domanada: <strong>ma questi ci perdono?</strong> Certo che no. Basta fare un rapido conto: è sufficiente ottenere 8000 puntate per superare il valore commerciale del bene messo in palio (nel caso della fiat 500). Fate una media di 10 offerte ogni centesimo (piuttosto verosimile a giudicare dai grafici dei risultati), moltiplicate per 1292 (equivalenti ai centesimi cui è stata venduta la macchina) poi per 2 (gli euro per ogni puntata) e otterrete un numero ben superiore al valore del premio in palio.</p>
<p>Ogni tanto riesco ancora a stupirmi.. Credevo che l&#8217;epoca del web balzano ed eccentrico fosse ormai superata, a quanto pare no. A tutti gli effetti si tratta di una lotteria. Bidplaza viene pubblicizzato come un sito di aste, ingannevole. E&#8217; evidente che la natura del gioco dipende in buona sostanza dalla fortuna, oltre che da un pizzico di perspicacia. Se volete tentare, la prima puntata è gratuita a patto che inseriate il numero del cellulare.</p>
<p>La strana richiesta mi ha spinto a leggere i punti riguardo al trattamento dei dati personali sul contratto di adesione. Vengono i brividi:</p>
<blockquote><p> <strong>Articolo 1 &#8211; Finalità del trattamento dei dati personali</strong><br />
I dati personali degli utenti sono trattati dalla Società e/o dalla Compagnia per le finalità di seguito indicate:<br />
[..]<br />
* elaborazione dei dati personali forniti e/o desunti dalla navigazione sul Sito al fine di definire il profilo commerciale, abitudini e propensioni al consumo, di ciascun utente;<br />
* utilizzo del profilo commerciale, abitudini e propensioni al consumo, di ciascun utente per pubblicità, marketing e/o comunicazione, anche a favore di terzi;<br />
<strong>Articolo 4 &#8211; Diffusione dei dati personali</strong><br />
La Società e/o la Compagnia potranno comunicare a terzi, per le finalità e nei limiti di cui al Regolamento, i dati personali in proprio possesso.<br />
A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, la diffusione dei dati personali relativi a ciascun utente del Sito potrà avvenire in favore dei seguenti soggetti:<br />
a) Utenti del Sito<br />
L’utilizzo del proprio ID da parte del singolo utente consente a tutti gli altri utenti di essere informati sui dati al medesimo associati.<br />
b) Fornitori di servizi<br />
La Società e/o la Compagnia, nell’espletamento dei propri servizi, potranno avvalersi di fornitori ai quali trasferire i dati personali trattati. Tale eventuale comunicazione, avverrà nel rispetto della Legge Privacy.<br />
c) Società di pubblicità, marketing e/o comunicazione.<br />
d) Autorità pubbliche competenti</p></blockquote>
<p>Dopo la registrazione basta andare nella pagina delle impostazioni personali e disattivare la casella di ricezione dei messaggi sms su cellulare, per non pensarci più. <strong>Buona fortuna!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Se solo utilizzassero Google Calendar..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/10/06/se-solo-utilizzassero-google-calendar/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 14:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei maggiori stress, quando ci si organizza per il tempo libero, è scoprire cosa c&#8217;è di bello in zona. Dove andare, gli orari, cosa fare.. Io sono tra i fortunati, il sito del Comune di Reggio Emilia è uno dei migliori sotto questo punto di vista: una apposita sezione raccoglie gli eventi in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar.jpg" alt="Calendar" id="image372" title="Calendar" align="left" />Uno dei maggiori <strong>stress</strong>, quando ci si organizza per il <strong>tempo libero</strong>, è scoprire cosa c&#8217;è di bello in zona. Dove andare, gli orari, cosa fare.. Io sono tra i fortunati, il sito del <a href="http://www.comune.re.it/" target="_blank" title="Comune di Reggio Emilia">Comune di Reggio Emilia</a> è uno dei migliori sotto questo punto di vista: una <a href="http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/pes.nsf/web/tst?opendocument" target="_blank" title="Eventi e manifestazionia  Reggio Emilia">apposita sezione raccoglie gli eventi</a> in una pagina web da consultare comodamente.<br />
Ma difficilmente si trova ciò che si cerca.</p>
<p>Ultimamente spulciando tra i calendari pubblici di <a href="http://www.google.com/calendar" title="Google Calendar" target="_blank"><strong>Google Calendar</strong></a> ho cercato &#8220;reggio emilia&#8221; e ho scoperto che un cinema cittadino aveva creato un calendario pubblico consultabile da tutti. Niente di più azzeccato! Ce ne fossero di queste cose.. E&#8217; sufficiente importare il calendario tra quelli personali ed ecco che con un semplice clic si possono visualizzare tutti i film in programmazione, e magari organizzarsi il weekend. Tutto questo senza &#8220;rovinare&#8221; l&#8217;utilizzo personale di Google Calendar, basta infatti deselezionare la casellina a lato e gli appuntamenti relativi spariscono.</p>
<p>In sostanza, se anche altri utilizzassero questi strumenti, nella propria agenda privata si potrebbero importare i calendari che ci interessano (dalle partite della squadra del cuore alle escursioni in montagna, dai concerti in piazza alle mostre..) e consultarli ogni volta che ci torna utile, avendo così un colpo d&#8217;occhio immediato sulle prossime domeniche.</p>
<p>Io penso a uffici turistici, società sportive, cinema, locali pubblici, bar, associazioni, artisti, conferenze stampa.. Sarebbero tutti papabili.</p>
<p><span id="more-364"></span></p>
<h3>Bene, ma come si importa un calendario con Google Calendar?</h3>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-1.gif" id="image367" alt="Calendar" /></p>
<p>Basta cliccare su &#8220;aggiungi&#8221; nella parte sinistra della pagina. Da qui è possibile aggiungere un calendario privato o pubblico, nonchè importarne uno da un servizio esterno (salvato in formato iCal o CSV).</p>
<p>Scegliendo &#8220;aggiungi un calendario pubblico&#8221; sarà poi possibile effettuare delle <strong>ricerche</strong> o importarne alcuni <strong>standard</strong>, come  quello delle festività italiane o delle fasi lunari. Ad esempio eseguendo una ricerca con chiave &#8220;roma&#8221; esce un calendario dal titolo &#8220;eventi roma&#8221; che raggruppa alcuni appuntamenti culturali nella capitale. Se volessimo aggiungerlo ai calendari da seguire basta cliccare sul bottone di destra.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-2.gif" id="image368" alt="Calendar Roma" /></p>
<p>L&#8217;unico problema è che non sappiamo chi sia l&#8217;<strong>autore</strong> di questo calendario, così è facile avere a che fare con calendari aggiornati saltuariamente o non corretti. Peccato, perchè se ci fosse un <strong>ufficio turistico</strong> che redigesse in modo <strong>professionale e continuativo</strong> questo tipo di cose sarebbe davvero utile.</p>
<h3>Bene, ma come faccio a creare e condividere un calendario in Google Calendar?</h3>
<p>Prima di tutto bisogna registrarsi e avere un <strong>account Google</strong>. Nulla di strano, è tutto gratuito e veloce.<br />
Una volta dentro a Google Calendar, basta scegliere &#8220;crea un nuovo calendario&#8221; dalla tendina &#8220;aggiungi&#8221; e il gioco è fatto.</p>
<p>Dalla schermata di creazione basta aver premura di selezionare la casella &#8220;condividi con chiunque&#8221; e gli eventi che andremo ad aggiungere saranno consultabili da tutti gli utenti che eseguono ricerche in Google Calendar.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-3.gif" id="image369" alt="Calendar condividi" /></p>
<h3>Bene, ma posso inserire un calendario di Google nel mio sito web?</h3>
<p>Certo.<br />
In fondo alla pagina sulla sinistra c&#8217;è il link &#8220;gestione calendari&#8221;, questo link quasi nascosto ci rimanda ad alcune utili funzionalità (non ultima quella della configurazione del cellulare per la ricezioni di notifiche via SMS).<br />
Dopo aver aperto il calendario che ci interessa, nei &#8220;dettgli calendario&#8221; (menù in alto) c&#8217;è una zona dedicata alla condivisione e pubblicazione sul web. E&#8217; possibile pubblicare un calendario in tre formati diversi: <strong>XML</strong>, <strong>iCAL</strong> o <strong>HTML</strong>.</p>
<p>XML può tornare utile per qualcuno che decida di seguire il calendario tramite un lettore di feed, iCAL per qualcuno che decida di importarlo in altri sistemi (come Microsoft Outlook), HTML invece serve per pubblicarlo sulle pagine del proprio sito web.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-4.gif" alt="Calendar pubblicazione" id="image370" /></p>
<p>Cliccando sul tasto HTML si apre una finestrella che rimanda all&#8217;url pubblico del calendario, oppure allo &#8220;strumento di configurazione&#8221; per includere il calendario in un iframe da pubblicare poi sul proprio sito web.<br />
Tramite questo tool è possibile scegliere le dimensioni, il colore e il titolo del frame per poi copiare la stringa di codice html  risultante nelle proprie pagine.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/calendar-6.gif" alt="Calendar configurazione" id="image371" /></p>
<p><strong>Nota curiosa</strong>: questo utile servizio è mezzo in italiano e mezzo in spagnolo. Anche Google ogni tanto può avere una pecca.. :)</p>
<p>Giusto per capirci, ho fatto una cosa del genere per il <a href="http://www.basketrubiera.it/2007/10/05/calendario-promozione/" target="_blank" title="Basket Rubiera 2000- calendario partite">calendario delle partite del Basket Rubiera</a> (non interessa a nessuno, ma rende bene l&#8217;idea).</p>
<h3>Una rapida considerazione</h3>
<p><strong>Forse in tutto questo c&#8217;è solo un limite: il calendario di Google</strong>. Non tutti siamo utenti google, e qualcuno nemmeno vuole esserlo. Per pigrizia non ho mai considerato strumenti di agenda personale diversi, ma magari qualche lettore ne conosce alcuni decisamente migliori, o semplicemente più intuitivi. Se li <strong>segnalate</strong> è cosa gradita!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Stampa foto on-line: confronto e qualche considerazione</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/10/02/stampa-foto-on-line-confronto-e-qualche-considerazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 23:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovevo stampare circa 1200 foto. Ho provato due servizi prima di scegliere, e vi anticipo che ho scelto di stamparne 800 da una parte e 400 dall&#8217;altra. Cosa ho provato? Snapfish e 12print. Servizio internazionale il primo, di proprietà di HP. Italianissimo il secondo, con sede a Napoli. Voglio riportare alcune considerazioni perchè magari possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image366" alt="Stampa digitale" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/10/printer.JPG" /></div>
<p>Dovevo stampare circa 1200 foto. Ho provato due servizi prima di scegliere, e vi anticipo che ho scelto di stamparne 800 da una parte e 400 dall&#8217;altra. Cosa ho provato? <a target="_blank" title="Snapfish" href="http://www.snapfish.it/">Snapfish</a> e<a target="_blank" title="12print" href="http://www.12print.it"> 12print</a>. Servizio internazionale il primo, di proprietà di HP. Italianissimo il secondo, con sede a Napoli.</p>
<p>Voglio riportare alcune considerazioni perchè magari possono essere utili consigli per chi deve scegliere un servizio per la stampa delle proprie foto digitali. Io mi sono trovato in difficoltà, l&#8217;offerta è vastissima e i prezzi bene o male si equivalgono. Ma la <strong>qualità</strong>?<br />
Sono partito da uno speciale di <a target="_blank" title="Pc Open" href="http://www.pcopen.it/">PC-Open</a> di Settembre 2007 (si, leggo ancora le riviste..) che valutava Snapfish come miglior servizio.<br />
I siti confrontati in tale test erano: <a target="_blank" title="Pixmania" href="http://www.mypix.com">Pixmania</a>, <a target="_blank" title="Foto.com" href="http://it.foto.com">Foto.com</a>, <a target="_blank" title="Photocity" href="http://www.photocity.it">Photocity</a>, <a target="_blank" title="Snapfish" href="http://www.snapfish.it">Snapfish</a>, <a target="_blank" title="Kodak" href="http://www.kodakgallery.it">Kodak</a>, <a target="_blank" title="Photo33" href="http://www.photo33.it">Photo33</a>. Nel confronto mancava però <a title="12print" target="_blank" href="http://www.12print.it/">12print</a>, così riporto la mia esperienza seguendo la tabella proposta da PC-Open.</p>
<p><span id="more-365"></span></p>
<table cellspacing="1" border="1">
<tr>
<td><strong>Servizio</strong></td>
<td><strong>Snapfish</strong></td>
<td><strong>12print</strong></td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Sito web</td>
<td>www.snapfish.it</td>
<td>www.12print.it</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Costo 9&#215;13</td>
<td>0,09</td>
<td>da 0,05 a 0,12</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Costo 11&#215;15</td>
<td>0,15</td>
<td>da 0,08 a 0,14</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Spese di spedizione</td>
<td>2,95</td>
<td>dipende dal tipo di spedizione: da 2,50 a circa 6 euro</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Tempo di consegna</td>
<td>7-8 giorni</td>
<td>2 giorni</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Tempo di upload</td>
<td>Rapido (con la funzione di ridimensionamento, via browser &#8211; estensione per Firefox)</td>
<td>Normale (via browser &#8211; applet java)</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Omaggio primo ordine</td>
<td>20 foto 9&#215;13</td>
<td>25 foto 11&#215;15</td>
</tr>
<tr>
<td align="left">Carta Usata</td>
<td>Fujifilm Crystal Archive Paper Supreme</td>
<td>Kodak Professional Endura</td>
</tr>
</table>
<h4>Le mie considerazioni</h4>
<p>Se dovete stampare grandi volumi di foto, il prezzo di 12print è sicuramente vantaggioso e molto appetibile. La qualità riscontrata è in entrambi i casi elevata, forse la differenza di prezzo è dovuta al tipo di carta utilizzato. Snapfish utilizza una carta più spessa, che conferisce alle stampe più solidità.<br />
Sempre con Snapfish al momento dell&#8217;ordine è possibile selezionare una opzione per <strong>evitare la modifica automatica dei colori</strong>, a mio avviso una <strong>funzione importantissima</strong>. Le foto vengono stampate così come sono, io preferisco che queste vengano ritoccate solo da me. In alcuni casi però ho notato colori più lucenti e definiti con 12print. In sostanza con 12print  escono stampe perfette nei dettagli e dai colori vivi, mentre con Snapfish le fotografie sono più patinate ma i colori più realistici. Si perde qualche dettaglio ma la resa è molto professionale. Solo qualche foto è risultata piuttosto scura, probabilmente per colpa mia, sarebbe bastato impostare meglio la correzione dei colori.<br />
L&#8217;<strong>upload avviene per entrambi via browser</strong>, con una applet java o con un plugin per Firefox, l&#8217;interfaccia utente è comunque in entrambi i casi ben curata e di semplice utilizzo. Snapfish permette l&#8217;archiviazione illimitata sul proprio account personale mentre 12print consente di mantenere le foto on-line per 7 giorni; questo permette di caricare le immagini sul server in momenti differenti e comporre ordini con diversi formati.</p>
<p>Ho notato che sia 12print che Snapfish dedicano particolare attenzione a chi possiede un blog, parla di loro e sponsorizza. Io non ho aderito a queste promozioni perchè non mi interessa lo sconto, ma mi fanno riflettere tali politiche di marketing. <strong>Il passaparola è sempre più importante sul web </strong>e tutti se ne stanno accorgendo.</p>
<p>E&#8217; per questo che chiedo anche ai miei lettori un consiglio. A mio parere sono due validi servizi, <strong>voi ne avete provati altri? Come vi siete trovati? Sono tuttora alla ricerca visto che in futuro avrò altre stampe da eseguire</strong>..</p>
<h4>Un&#8217;ultima osservazione</h4>
<p>Prima di lanciarmi con la stampa on-line ho voluto fare un test dal mio fotografo di fiducia. Ma i prezzi sono davvero <strong>fuori mercato</strong> se confrontati con quelli dei servizi di stampa on-line. Eppure la qualità è paragonabile a quella di uno studio professionale, forse sarebbe il caso di sfruttare la cosiddetta &#8220;capacità inutilizzata&#8221; e iniziare a offrire le stampe dal digitale a prezzi concorrenziali.. Certo diversi studi tradizionali si sono aggiornati, ne sono consapevole, ma nel mio paese di provincia ancora no.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vacanze a Vienna vs. Vacanze a Roma</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/06/28/vacanze-a-vienna-vs-vacanze-a-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2007 18:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno andrò a Vienna. Ci sono stato una volta a capodanno e non ho avuto tempo per visitarla, quindi ho deciso di dedicare qualche giorno ad agosto per fare un giretto in Austria. La prima cosa da fare quando si decide di pianificare un viaggio è un salto sul web. Bene, date un occhio qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img id="image315" alt="Vienna versus Roma" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/wien_rome.png" /></div>
<p>Quest&#8217;anno andrò a <strong>Vienna</strong>. Ci sono stato una volta a capodanno e non ho avuto tempo per visitarla, quindi ho deciso di dedicare qualche giorno ad agosto per fare un giretto in <strong>Austria</strong>.</p>
<p>La prima cosa da fare quando si decide di pianificare un viaggio è un salto sul web. Bene, date un occhio <a title="Austria Turism" target="_blank" href="http://www.austria.info">qui</a> e <a title="Wien Turism" target="_blank" href="http://www.wien.info">qui</a>. La prima cosa che vi viene in mente? <a title="Italia.it" target="_blank" href="http://www.italia.it">Questo</a> e <a title="roma turismo" target="_blank" href="http://www.romaturismo.it">questo</a>. Non voglio essere polemico, ma un po&#8217; di invidia quei cugini di oltralpe me la fanno..</p>
<p>Ma quanto sono comode le <strong>mascherine per la prenotazione</strong> degli hotel che indicano subito date di partenza/arrivo, numero di ospiti, luogo e tipologia della struttura ricettiva. E perchè noi non l&#8217;abbiamo ancora capito, ma ci ostiniamo a dare chilometriche liste di hotel senza i costi a lato di ognuno?!</p>
<p><span id="more-312"></span></p>
<h4>Questione di usabilità</h4>
<p>Non percepite anche voi la differenza? Questa è la maschera di prenotazione sul sito turistico di Vienna, e i relativi risultati a fianco: notate i riepiloghi informativi e la lista degli alberghi restituita con tanto di facilities, prezzo e disponibilità per le date richieste.</p>
<div style="text-align: center"><img id="image313" alt="Risultati ricerca vienna" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/wien_results.gif" /></div>
<p>Questo è l&#8217;analogo servizio sul sito del turismo di Roma. Cosa me ne faccio di una lista di hotel coi numeri di telefono? Basta consultare le pagine gialle.. Per avere i prezzi bisogna aprire una per una le pagine degli hotel.</p>
<div style="text-align: center"><img id="image314" alt="Risultati ricerca roma" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/roma_results.gif" /></div>
<p>Pazienza, unica cosa positiva da rilevare è che il famigerato <a title="italia.it" target="_blank" href="http://www.italia.it/">portale italia.it</a> ha fatto notevoli passi avanti, dopo tutte le critiche che ha ricevuto, adesso inizia a piacermi pure..<br />
Quasi dimenticavo, passerò anche da <strong>Graz</strong>, e pure qui il sito di <a title="Graz turism" target="_blank" href="http://www.graztourism.at/italia">promozione turistica</a> è dotato della comodissima mascherina per la ricerca delle strutture disponibili.</p>
<h4>Questione di costi</h4>
<p>Quanto costa il <strong>treno Bologna-Vienna</strong>? da <strong>29 a 49 euro a sedere</strong>, da 59 a 79 euro in cuccetta (per quattro persone).<br />
E quanto costa un <strong>treno Bologna-Roma</strong>? <strong>42 euro a sedere</strong> (eurostar).<br />
Per la cronaca: il primo viaggio è di circa 750 chilometri, il secondo poco meno di 400.</p>
<p><img align="left" title="Top Rated" id="image316" alt="Top Rated" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/winner5.gif" />Quanto costa il pernottamento a <strong>Vienna</strong>? <strong>25 euro a notte in doppia con bagno</strong>, in uno dei <a title="Wombat Hostel Vienna" target="_blank" href="http://www.wombats-hostels.com/thelounge_vienna-hostel/index.php">migliori ostelli al mondo</a> (al numero 5 come rating su <a title="Hostelword - ricerca e prenotazione ostelli" target="_blank" href="http://www.hostelworld.com/">hostelword</a>, votato dai turisti che vi hanno pernottato).<br />
Quanto costa a <strong>Roma</strong>? Facciamo la comparazione con l&#8217;ostello che detiene il miglior rating (95%), <strong>45.50 euro in doppia senza bagno</strong>.</p>
<p>Certo non è una comparazione assoluta, gli hotel che costano (tanto!) ci sono pure a Vienna. Però mi ha fatto riflettere il fatto di trovare prezzi così convenienti; davvero non me l&#8217;aspettavo, soprattutto ad agosto, in piena stagione turistica.<br />
Non voglio sponsorizzare un Paese straniero solo per fare baccano, a Roma ci sono stato diverse volte e ci tornerei domani (se avessi la possibilità..). Il mio è solo un ragionamento sull&#8217;esperienza che ho avuto: mi sono trovato ad organizzare un viaggio atipico, l&#8217;Austria non è certo una delle mete più ambite a livello mondiale, eppure ho trovato tutto ciò che mi serviva al posto giusto. Non è sempre così facile.<br />
Quest&#8217;estate vado <a title="medie climatiche vienna" target="_blank" href="http://www.eurometeo.com/italian/climate/city_LOWW/meteo_Vienna">al fresco</a>.. o almeno spero.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Estendere il proprio business on-line</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/06/02/estendere-il-proprio-business-on-line/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 16:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-business]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scoperto quasi per caso questo TradeKey.com, cercando pannelli solari per ricaricare un notebook sono capitato sull&#8217;annuncio di un rivenditore della Malaysia che cercava fornitori di caricatori solari, da distribuire nel proprio mercato interno. TradeKey è infatti un servizio che mette in comunicazione produttori, distributori, agenti e fornitori in tutto il mondo. Il servizio è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Logo TradeKey" id="image275" alt="Logo TradeKey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/logo_tradekey.gif" />Ho scoperto quasi per caso questo <a title="TradeKey" target="_blank" href="http://www.tradekey.com/">TradeKey.com</a>, cercando pannelli solari per ricaricare un notebook sono capitato sull&#8217;annuncio di un rivenditore della Malaysia che cercava fornitori di caricatori solari, da distribuire nel proprio mercato interno. TradeKey è infatti un servizio che mette in comunicazione produttori, distributori, agenti e fornitori in tutto il mondo.</p>
<p>Il servizio è rivolto alle aziende e ai commercianti. Il concetto è semplice: ognuno pubblica sul sito gli annunci relativi ai propri prodotti. Se vogliamo allargare il nostro businness diamo una descrizione dei nostri prodotti; qualcuno alla ricerca di nuovi fornitori ci noterà e magari ci contatterà per richiedere un <strong>accordo commerciale</strong>.</p>
<p>Un video introduttivo del servizio, molto accantivante, spiega come al giorno d&#8217;oggi la <strong>chiave del successo</strong> è trovare un modo economico per aumentare le vendite, con bassi rischi. Gli <strong>scambi commerciali via internet</strong> possono essere la soluzione. Puoi permetterti di restarne fuori?</p>
<p><span id="more-281"></span></p>
<div style="text-align: center"><img id="image279" alt="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td3.gif" /></div>
<p>Credo sia il caso di approfondire. Sulla carta questo sistema ha notevoli potenzialità. Ci vedo dentro una sorta di <a title="crowdsourcing - in inglese" target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a> rivolto a commercianti e imprese che vogliono allargare i propri contatti commerciali attraverso il web. La domanda che sorge spontanea è: ma non basta un sito aziendale ben fatto? No..<br />
Se provassi a vendere un paio di scarpe su questo blog sono sicuro che sarebbe un fiasco, se lo facessi su ebay invece quasi certamente riceverei offerte. E&#8217; la forza della piattaforma. Chi va su <a target="_blank" title="ebay" href="http://www.ebay.it/">ebay</a> sa di trovare venditori che offrono la loro merce. Allo stesso modo chi utilizza TradeKey per ricercare un fornitore sa di trovare offerte provenienti da tutto il mondo.<br />
Se voglio trovare nuovi parter in giro per il mondo non mi basterà un sito aziendale ben fatto, ma devo farmi notare dove serve.</p>
<p align="center"><img align="bottom" title="Tradekey" id="image276" alt="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td1.gif" /> <img align="bottom" alt="Tradekey" id="image282" title="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td2.gif" /></p>
<p>Nel momento in cui scrivo TradeKey conta ben <strong>855.746 iscritti</strong>, che non sono un&#8217;infinità, ma tenendo conto della tipologia di servizio sono davvero tanti. Perlopiù si tratta di aziende/rivenditori cinesi o statunitensi, ma sono rappresentati un sacco di paesi (stando a ciò che viene dichiarato sarebbero 220 paesi), non mancano nemmeno gli italiani. I servizi di traduzione però non sono così impeccabili, il sito offre la traduzione in 13 lingue (tra cui anche l&#8217;italiano), ma la qualità dei testi tradotti nella nostra lingua madre è scadente.</p>
<p>Ma come funziona l&#8217;iscrizione?<br />
Ci sono tre tipologie di affiliazione: <strong>gratuita</strong>, <strong>SilverKey</strong> Membership e <strong>GoldKey</strong> Membership. La differenza sta nei costi e nei servizi offerti. Chiunque può iscriversi senza pagare nulla e iniziare a fare le proprie ricerche o promuovere i propri prodotti. Un utente silver paga <strong>369 dollari all&#8217;anno</strong> e in cambio riceve un miglior posizionamento degli annunci e servizi come fax, email, calendario, sms ed operazioni di marketing sui motori di ricerca. Sempre secondo quanto dichiarato sul sito, un utente Silver riceve il 500% in più di compratori. L&#8217;utente gold paga invece <strong>5.000 dollari all&#8217;anno</strong>, è una membership pensata per aziende disposte ad investire qualcosa in più nel business on-line. In teoria dovrebbe garantire il 2.000% in più di contatti rispetto ad un utente silver, inoltre verrà nominato un <strong>Relationship Manager dedicato</strong>, con l&#8217;incarico di trovare nuovi compratori per i prodotti commercializzati.</p>
<div style="text-align: center"><img id="image280" alt="Tradekey" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/06/td4.gif" /></div>
<p><strong>Estendere il proprio mercato attraverso il web è quindi possibile?</strong> Certo la domanda non ha una risposta immediata. Il web, è risaputo, è uno dei tanti canali attraverso il quale ricercare accordi commerciali e nuovi clienti. Mi piacerebbe sentire una delle aziende italiane affiliate, e capire quali sono le reali opportunità. Sulla carta di certo non mancano..</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Notebook. Proprio ciò che mi serviva..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/04/13/google-notebook-proprio-cio-che-mi-serviva/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 18:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Una manna per gli smemorati, un buono strumento per la produttività e la collaborazione. Dal Blog di Google Italia ho appreso del lancio di Google Notebook in italiano. Senza troppe pretese ho provato la novità e sono rimasto positivamente impressionato. Di strumenti per fare wishlists, prendere appunti, segnarsi link ce ne sono a volontà, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una manna per gli <strong>smemorati</strong>, un buono strumento per la <strong>produttività</strong> e la <strong>collaborazione</strong>.<br />
Dal <a title="blog google italia" target="_blank" href="http://googleitalia.blogspot.com/2007/03/google-notebook-il-lancio-italiano.html">Blog di Google Italia</a> ho appreso del lancio di <strong><a title="Google Notebook" target="_blank" href="http://www.google.com/notebook/">Google Notebook</a></strong> in italiano. Senza troppe pretese ho provato la novità e sono rimasto positivamente impressionato. Di strumenti per fare wishlists, prendere appunti, segnarsi link ce ne sono a volontà, ma questo Google Notebook ha un plusvalore unico: l&#8217;estensione per il browser.<br />
Sia per Firefox che per Internet Explorer è disponibile una piccola applicazione autoinstallante che va a posizionarsi dentro al browser e diventa un compagno fidato della navigazione. Quante volte ci è capitato di passare su un sito, leggere una notizia o notare un link e pensare: &#8220;questa me la segno..&#8221;. Poi un&#8217;ora dopo è già finito tutto nel dimenticatoio delle cose &#8220;da fare&#8221;, &#8220;da leggere&#8221;, &#8220;da vedere&#8221; e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Io non sono mai stato un cultore di bookmark sul web e servizi per creare todolist o roba affine, ma questo Google Notebook si è rivelato più utile del previsto.<br />
Ci si può segnare di tutto, organizzare i vari blocchi in cartelle e sezioni, aggiungere e spostare commenti di testo, link, immagini.. Una delle funzioni più comode è la possibilità di ritagliare pezzi dalle pagine che stiamo navigando e inserirli direttamente nel blocco note grazie all&#8217;estensione; anche direttamente dal nostro lettore di feed.</p>
<p><span id="more-226"></span></p>
<div style="text-align: center"><img id="image225" alt="google notebook" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/04/gnotes-ritaglia.gif" /></div>
<p>Quello che inseriamo tramite l&#8217;estensione lo possiamo poi visionare in grande all&#8217;interno del servizio. Ecco uno screenshot che mostra come appare l&#8217;interfaccia: in classico stile google, grafica semplice e tanto ajax.</p>
<div style="text-align: center"><img alt="Google blocco note" id="image227" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/04/gnote-screenshot.png" /></div>
<p>I possibili ambiti di utilizzo sono come al solito i più vari: dallo strumento di collaborazione (è infatti possibile invitare altri utenti tramite mail) alla pagina per gli appunti personali.<br />
E&#8217; prevista inoltre la possibilità di rendere pubblico il proprio blocco note, che diventerà consultabile per chiunque da un apposito url. Questa che segue è l&#8217;anteprima di tale pagina.</p>
<div style="text-align: center"><img alt="Google blocco note" id="image228" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/04/gnotepublic-screenshot.png" /></div>
<p>Il mio consiglio è di darci un&#8217;occhiata, magari non vi rivoluzionerà la vita, ma potrebbe migliorare notevolmente la  navigazione. Io lo utilizzo da pochi giorni (il lancio italiano è avvenuto il 29 marzo), ma lo reputo già un compagno indispensabile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Ferrovie dello Stato ci provano..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/03/31/le-ferrovia-italiane-ci-provano/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 21:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo weekend lo passerò tra Milano e Roma, per questo motivo ho avuto modo di navigare un po&#8217; sui siti delle ferrovie.. Ho notato dei graditi miglioramenti. Il sito trenitalia.com è decisamente migliorato negli ultimi tempi: una home-page ben organizzata, un servizio di prenotazione on-line fino a 24 ore prima della partenza, e una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo weekend lo passerò tra Milano e Roma, per questo motivo ho avuto modo di navigare un po&#8217; sui siti delle ferrovie.. Ho notato dei graditi miglioramenti. Il sito <a target="_blank" title="trenitalia" href="http://www.trenitalia.com">trenitalia.com</a> è decisamente migliorato negli ultimi tempi: una home-page ben organizzata, un servizio di <strong>prenotazione on-line</strong> fino a 24 ore prima della partenza, e una nuova sezione per il <strong>monitoraggio del traffico in tempo reale</strong> tradotta anche in inglese e tedesco.</p>
<div style="text-align: center"><img alt="viaggiatreno.png" id="image212" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/viaggiatreno.png" /></div>
<p>Quando si può parlar bene di casa nostra, è doveroso farlo! Questo non risolve i problemi dei treni italiani, ma almeno sul web l&#8217;immagine di FS regge il confronto con i colleghi d&#8217;oltralpe.</p>
<p><span id="more-211"></span></p>
<p>Ho perso tempo nel sito gemello di <a target="_blank" title="ferrovie dello stato" href="http://www.ferroviedellostato.it">Ferrovie dello Stato</a> e ho scoperto un&#8217;altra curiosa novità: è in corso un <a target="_blank" title="sondaggio logo FS" href="http://www.ferroviedellostato.it/ferrovie/v/index.jsp?vgnextoid=b3c45cf13da61110VgnVCM1000005ba3e90aRCRD">sondaggio per la scelta del logo ufficiale delle FS</a>. Niente di rivoluzionario, i loghi proposti sono solo 3 (Foglia, Botticella, Marchio) e nemmeno troppo innovativi; in ogni caso mi sono trovato indeciso sulla scelta.. Il mio gusto retrò mi spinge per il secondo, mentre il dinamismo del terzo (quello attuale) dona un&#8217;immagine più snella e proiettata alla velocità. Non svelerò il mio voto, se volete esprimetelo anche voi..</p>
<p><img alt="logo fs" id="image213" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/logo1.gif" />  <img alt="logo fs" id="image214" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/logo3.gif" /> <img alt="logo fs" id="image215" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/logo2.gif" /></p>
<p>Oggi mentre ero in viaggio sull&#8217;IC plus ho pure appreso che in alcune stazioni è partita la raccolta differenziata, che fa parte del <a title="stazioni pulite" target="_blank" href="http://www.ferroviedellostato.it/ferrovie/v/index.jsp?vgnextoid=f2a3f163fa791110VgnVCM1000001c42fe0aRCRD">progetto stazioni pulite</a>.. Avanti cosi.</p>
<p><strong>IL GIORNO DOPO&#8230;</strong></p>
<p>Mi devo ricredere: il processo di rinnovamento c&#8217;è e si vede, ma i <strong>disservizi</strong> sono sempre quelli di una volta! E&#8217; triste dirlo, soprattutto dopo aver parlato in modo incoraggiante della nuova immagine di Trenitalia. Ma oggi tornando da Roma, l&#8217;<strong>Intercity Plus</strong> sul quale viaggiavo ha accumulato più di un&#8217;ora di ritardo.<br />
Al primo stop una voce avverte che a causa di problemi nella stazione successiva dovremo sostare per 15 minuti. Poi si riparte, dopo appena 3 chilometri di nuovo fermi. La cortesia di prima scompare, nessuno più sa come mai siamo bloccati, il capotreno neppure.. Si avanza a singhiozzo fino a Bologna, quando una voce scandisce: &#8220;grazie di aver viaggiato con Trenitalia&#8221;.<br />
Il rinnovamento si attua anche con <strong>serietà</strong> e <strong>cortesia</strong>: fattori che evidentemente ancora non sono presenti. Una voce che si fosse scusata del ritardo, che magari indicasse la possibilità di chiedere il <strong>rimobrso</strong> (eravamo ampliamente sopra ai 30 minuti), è forse chiedere troppo?</p>
<p>Visto che queste cose non sono mai troppo pubblicizzate, riporto dalla guida del viaggiatore:</p>
<blockquote>
<h4>SE IL TRENO A LUNGA PERCORRENZA ARRIVA IN RITARDO</h4>
<p>L’arrivo con un ritardo superiore a:  25 minuti di un treno TBiz,  Eurostar Italia AV, Eurostar Italia;  30 minuti di un treno Intercity, Intercity Plus, Eurocity per il percorso nazionale, Eurostar City italia;  60 minuti di un treno Intercity notte o Espresso  vi darà diritto a ottenere un bonus valido per l’acquisto, entro sei mesi dalla data del rilascio, di altri biglietti di viaggio, senza diritto al resto. Il biglietto acquistato con bonus non è rimborsabile.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani italiani e internet: tra gli ultimi in europa</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/03/26/giovani-italiani-e-internet-tra-gli-ultimi-in-europa/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 01:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Me ne accorgo quotidianamente, quando parli di internet e computer c&#8217;è sempre un po&#8217; di diffidenza, anche se ti rivolgi a coetanei. Credevo fosse colpa della banda larga, del fatto che in un piccolo paese ancora internet faticasse a prendere piede, invece è un &#8220;male&#8221; tutto italiano: i giovani tra i 16 e i 24 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Me ne accorgo quotidianamente, quando parli di internet e computer c&#8217;è sempre un po&#8217; di diffidenza, anche se ti rivolgi a coetanei. Credevo fosse colpa della banda larga, del fatto che in un piccolo paese ancora internet faticasse a prendere piede, invece è un &#8220;male&#8221; tutto italiano: <strong>i giovani tra i 16 e i 24 anni sono tra gli ultimi in europa in quanto ad alfabetizzazione informatica</strong>. Le cose vanno male anche se si parla di <strong>istruzione scientifica e lavoro</strong>. A dircelo è uno studio condotto da <strong>Eurostat</strong>, consultabile nella <a title="Eurostat - giovani" target="_blank" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/pls/portal/docs/PAGE/PGP_PRD_CAT_PREREL/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2007/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2007_MONTH_03/3-23032007-EN-AP.PDF">versione in inglese da questo link</a>.</p>
<p>La notizia l&#8217;ho appresa da <a title="repubblica - giovani e europa" target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovanieurispes/giovani-eurostat/giovani-eurostat.html">Repubblica</a>:</p>
<blockquote><p>In un mondo sempre &#8220;più virtuale&#8221; sapere utilizzare il computer e la Rete è di fondamentale importanza. Fra qualche anno, coloro che non sapranno inviare una email non saranno in grado di &#8220;chattare&#8221; o &#8220;navigare e acquistare in rete&#8221; saranno considerati neoanalfabeti. Tra i paesi europei più sviluppati i giovani italiani figurano all&#8217;ultimo posto: appena 55 su 100 (16/24 anni) utilizzano internet almeno una volta alla settimana. Gli unici paesi dell&#8217;Ue che ci seguono sono la Bulgaria, la Grecia e Malta. Anche in Lituania e Lettonia l&#8217;utilizzo di internet da parte dei giovani è parecchio più diffuso che nel belpaese. Stessa cosa per le competenze informatiche di alto livello. Solo un giovane italiano su tre può considerarsi davvero esperto alle prese con &#8220;file, account&#8221; e altre diavolerie e solo 8 su 100 si sono cimentati in &#8220;acquisti elettronici&#8221;. In Europa, i ragazzi fra 16 e 24 anni che comprano beni e servizi su internet sono almeno il triplo.</p></blockquote>
<p>Allora tutta questa diffidenza che si respira in giro è confermata dai dati.. Ma come si risolve il problema? Personalemente credo sia frutto di una serie di fattori: primo fra tutti la diffusione della banda larga e delle relative connessioni domestiche, che in Italia è ancora a bassi livelli. Secondo uno studio condotto da ConfindustriaS&#038;I/Anie e Repubblica, ben illustrato su <a title="e-family 2007" target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1920379">Punto Informatico</a>: nel 2004, il 52% delle famiglie possedeva almeno un computer in casa, oggi (2007) siamo passati al 56%. Più di una famiglia italiana su due (visto che la penetrazione di Internet è passata incredibilmente dal 40% del 2005 al 39% del 2006) continua quindi a non utilizzare la rete.</p>
<p><span id="more-204"></span></p>
<p>Il secondo fattore, a mio avviso di determinante importanza, è il fatto che da noi quando i grandi media (tv e giornali) parlano di internet lo fanno sempre in negativo. Accade quindi che la rete è vista come il diavolo, dove si trovano certo un sacco di risorse e servizi, ma dietro ad ogni angolo si nasconde un&#8217;insidia. Il virus, la truffa, il malvivente.. Sveglia ragazzi! Siamo noi i primi a dover promuovere l&#8217;utilizzo della rete, se non lo fanno per prime le giovani generazioni chi mai potrà farlo?<br />
Ieri sera su raidue un occhialuto professore teneva una lezione per il network Uninettuno, mostrava un grafico che ritraeva l&#8217;alfabetizzazione ad inizio &#8217;900 e faceva notare come i paesi con il tasso più alto fossero quelli che poi sarebbero diventati i più sviluppati. Analogamente faceva notare come la diffusione di internet fosse il nuovo metro di confronto: <strong>la rete rappresenta l&#8217;accesso alla conoscenza, non alle suonerie polifoniche.. alla conoscenza!</strong></p>
<p>Livello di scolarizzazione e lavoro sono alcuni degli indicatori fondamentali per prevedere la crescita di uno stato. In Italia siamo sotto alla media della zona euro: circa il 73% dei giovani tra i 20 e i 24 anni sono diplomati, a fronte delle medie ben oltre l&#8217;80% di Svezia, Grecia e Finlandia; in alcuni casi poi si sfiora il 90% per Paesi apparteneti al blocco ex-Urss. Sotto di noi ci sono solo Spagna, Germania e Lussemburgo. Il problema però è che all&#8217;estero si lavora più che da noi. Siamo tra gli ultimi posti per quanto riguarda la percentuale di occupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni: solo il 25% può contare su uno stipendio.</p>
<p>Ecco le tabelle pubblicate da Eurostat (clicca sulle immagini per ingrandirle).</p>
<p><a title="giovani europa" class="imagelink" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella2.jpg"><img alt="giovani europa" id="image203" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella2.miniatura.jpg" /></a>  <a title="giovani europa" class="imagelink" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella1.jpg"><img alt="giovani europa" id="image202" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/tabella1.miniatura.jpg" /></a><br />
Forza ragazzi, iniziamo ad essere un po&#8217; più entusiasti per la rete, e magari le cose migliorano..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Birre e siti web</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/03/19/birre-e-siti-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 01:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; appena passato il Saint Patrick&#8217;s Day. San Patrizio (385-461) è il patrono di Irlanda e la tradizione vuole che si festeggi in suo onore il 17 Marzo, giorno della sua morte. Essendo un amante della birra scura, sono andato sul sito web della Guinness per vedere se era proposto qualcosa di particolare in occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Guinness st. Patrick's Day" id="image193" alt="Guinness st. Patrick's Day" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/guinness_sp1.jpg" />E&#8217; appena passato il <strong><a title="saint patrick's day" target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Saint_Patrick%27s_Day">Saint Patrick&#8217;s Day</a></strong>. <a title="san patrizio" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Patrizio">San Patrizio</a> (385-461) è il patrono di Irlanda e la tradizione vuole che si festeggi in suo onore il 17 Marzo, giorno della sua morte. Essendo un amante della birra scura, sono andato sul sito web della Guinness per vedere se era proposto qualcosa di particolare in occasione di questa ricorrenza. E qualcosa di speciale c&#8217;è: guardate un po&#8217; questa <a title="guinness - saint patrick day" target="_blank" href="http://wm.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.guinness.com/gb_en/StPats2007/dance.html?UID=670B4C">scimmietta danzante</a>..<br />
Avevo già visto una cosa simile, ma il contorno della birra rende tutto molto più simpatico. Si carica una foto con la propria faccia (o quella di un amico), si imposta la dimensione, poi ci si gode la scenetta del ballo. Ovviamente si può segnalare la performance agli amici via mail.<br />
Al di là dell&#8217;aspetto ludico, vorrei cogliere l&#8217;occasione per analizzare come attraverso il web i più grandi produttori di birra promuovono il marchio e ne diffondono l&#8217;immagine. Il <a title="guinness" target="_blank" href="http://www.guinness.com">sito della <strong>Guinness</strong></a> non è solo descrizione del prodotto. C&#8217;è una sezione dalla quale è possibile scaricare screensaver e wallpaper a tema, io utilizzo da tempo il salvaschermo con la goccia che cade dal boccale, se siete dei &#8220;patiti&#8221; della birra scura non potete fare senza. Ci sono le e-card da inviare agli amici; c&#8217;è poi lo shop, dove è possibile acquistare ogni sorta di gadget, dal pigiama da notte agli slip, dalla tovaglietta di spugna al cavatappi. Per gli amanti delle collezioni: si può acquistare anche bicchieri e sottobicchieri griffati Guinness.</p>
<p>Altra birra, altro messaggio. Se infatti dal sito della Guinness si evince uno stato di raffinatezza ed eleganza, aprendo il <a title="heineken" target="_blank" href="http://www.heineken.it/">sito dell&#8217;<strong>Heineken</strong></a> ci si accorge subito del carattere fresco e giovanile della birra olandese.<br />
<span id="more-192"></span><br />
<a title="guinness" target="_blank" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/guinness_sp.jpg"><img id="image196" alt="Guinness st. Patrick's Day" class="left" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/guinness_sp.miniatura.jpg" /></a> <a title="HJF 2007" target="_blank" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_jamminfestival.jpg"><img title="Heineken Jammin Festival" id="image194" alt="Heineken Jammin Festival" class="left" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_jamminfestival.miniatura.jpg" /></a>  <a title="Uny on Air" target="_blank" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_unyonair.jpg"><img title="Heineken Uny on Air" id="image195" alt="Heineken Uny on Air" class="left" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/heineken_unyonair.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Anche qui, la descrizione del prodotto fa da contorno a una serie di iniziative e di siti fratelli, che hanno l&#8217;intento di promuovere il marchio e creare una comunità di affezionati. Oltre al sito dedicato all&#8217;<strong><a title="Heineken jammin festival" target="_blank" href="http://www.heineken.it/heinekenjamminfestival/">Heineken Jammin Festival</a></strong>, la nota rassegna musicale organizzata ogni anno agli inizi di giugno, c&#8217;è anche il sito della <a title="heineken community" target="_blank" href="http://www.heineken.it/community/">community Heineken</a>. Altro sito collegato è quello del <strong>progetto <a title="uny on air" target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/st/unyonair/index.html">Uny-on-air</a></strong>, la radio universitaria promossa da Radio24 in collaborazione con Il Sole 24 ORE, Heineken, Renault, Microsoft e Job 24. Offre agli studenti la possibilità di &#8220;partecipare a un laboratorio didattico e formativo in cui acquisire tutte le competenze editoriali, tecniche e manageriali per lavorare nel mondo radiofonico&#8221;.</p>
<p><a class="imagelink" title="nastro azzurro" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/nastro_azzurro.jpg"><img align="left" title="nastro azzurro" id="image197" alt="nastro azzurro" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/nastro_azzurro.miniatura.jpg" /></a>E noi italiani? Beh, non siamo messi male.. Se infatti il sito della <a title="birra moretti" target="_blank" href="http://www.birramoretti.it/"><strong>Birra Moretti</strong></a> lascia un po&#8217; a desiderare, non altrettanto si può dire per quello di <a title="nastro azzurro" target="_blank" href="http://www.nastroazzurro.it/"><strong>Nastro Azzurro</strong></a>, che mi ha fatto una gran bella impressione.<br />
Anche se non è proprio aggiornatissimo (è infatti presente una sezione relativa a una iniziativa del 2005), è ben strutturato e anche qui passa l&#8217;idea di un marchio giovane e irriverente. C&#8217;è infatti una sezione giochi, dove al game over di un pacman rivisto appaiono sfottò indirizzati verso i maggiori produttori di birra stranieri. Alle terza vita persa infatti appare la frase: &#8220;impacciato e rigido come un olandese coi suoi zoccoli di legno! Non hai superato il livello!&#8221;</p>
<p><img id="image198" alt="nastro azzurro" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/03/nastro_azzurro1.jpg" /></p>
<p>Interessante anche il <strong>progetto NADA</strong> (Nastro Azzurro Design Attitude), che ricorda molto iniziative analoghe lanciate da <a title="beck's" target="_blank" href="http://www.becks.it/"><strong>Beck&#8217;s</strong></a>, come il concorso del <strong>video più creativo</strong> per pubblicizzare la nota birra tedesca.</p>
<p>C&#8217;è un filo comune che lega tutti questi siti: attraverso il web si trasmette il <strong>carattere del marchio</strong> e si fa una gran <strong>pubblicità</strong>, di gran lunga migliore di quella tradizionale. Si coinvolgono <strong>menti creative</strong> e si crea una <strong>comunità</strong> di persone interessate alle attività portate avanti attraverso la rete, che siano concorsi con premi in palio, e-shop o eventi musicali. C&#8217;è qualcosa di creativo e coinvolgente in queste pagine, che non so spiegare meglio se non invitandovi a visitarle. Un bell&#8217;esempio di comunicazione via web, una delle poche volte in cui il flash non mi disturba, ma resto convinto che la stessa forza espressiva la si possa ottenere anche senza.</p>
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		<title>Studenti: risorse e truffe nel web</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 19:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>

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		<description><![CDATA[Su queste pagine mi capita spesso di parlare di università, di e-learning e di risorse sul web. Sovente ricevo accessi di gente che ricerca &#8220;tesi sull&#8217;e-learning&#8221;, soprattutto da quando ho reso disponibile on line la mia tesi di laurea. In questi giorni, leggendo le notizie dal mio aggregatore, sono venuto a conoscenza dell&#8217;interessante progetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su queste pagine mi capita spesso di parlare di università, di e-learning e di risorse sul web. Sovente ricevo accessi di gente che ricerca &#8220;tesi sull&#8217;e-learning&#8221;, soprattutto da quando ho reso disponibile on line <a title="tesi di laurea" href="http://www.diplod.it/2006/12/08/e-learning-e-knowledge-management-tesi/">la mia tesi di laurea</a>.</p>
<p>In questi giorni, leggendo le notizie dal mio aggregatore, sono venuto a conoscenza dell&#8217;interessante progetto di laurea di un ragazzo che ha deciso di realizzare una <strong>tesi 2.0</strong> e nelle <a target="_blank" title="tesi 2.0" href="http://www.tesi20.net/blog/?post=49">sue ricerche</a> mi rivedo quando qualche mese fa ero alle prese con lo sviluppo di Cognitio, il portale di e-Learning che ho realizzato per la mia tesi triennale. Significa che il web sta diventando sempre più utile, che gli studenti (universitari e non) sanno sfruttare appieno le potenzialità della rete.<br />
Sono nate realtà come <a target="_blank" title="unispace" href="http://www.unispace.it/">Unispace</a> e <a target="_blank" title="unilife" href="http://unilife.it/">Unilife</a>, che personalmente non utilizzo, ma che sono il termometro di una crescente sensibilità e integrazione tra il mondo accademico e la rete sociale.<br />
Se poi parliamo di scuola in generale, e non solo di università, vale la pena citare il sito del ministero della pubblica istruzione dedicato al <a target="_blank" title="edidablog" href="http://www.edidablog.it/nuke/">blogging per gli insegnanti</a>. E&#8217; bruttino e si apre con una frase terribile, degna dei timorosi dell&#8217;internet 1.0:</p>
<blockquote><p>Tutti gli amministratori dei blog e dei podcast sono invitati a verificare attentamente e costantemente negli spazi a loro affidati da Edidablog, che le immagini, i testi, i suoni ed i video inseriti direttamente e/o da studenti e/o partner non contravvengano le norme di legge sulla privacy e sul diritto d&#8217;autore e che non manchino di rispetto al comune senso del pudore e della dignità personale.</p></blockquote>
<p>..ma è pur sempre qualcosa! Di ben altro spessore invece è il sito analogo realizzato dalla Regione Emilia Romagna: <a target="_blank" title="scuolaER" href="http://blog.scuolaer.it/">ScuolaER</a>. Un sito ben fatto e curato dedicato agli insegnanti e alle scuole: &#8220;i BlogER, progettati per la didattica, sono aperti alle scuole che potranno utilizzare questa nuova modalità comunicativa per raccontare le proprie esperienze          e progetti&#8221;. Sempre dall&#8217;emilia romagna arriva l&#8217;<a target="_blank" title="osservatorio almatwo" href="http://almatwo.ei.unibo.it/">Osservatorio AlmaTwo</a>, con tanto di blog dedicato all&#8217;e-learning che scopro essere on-line già dal lontano giugno 2005.</p>
<p><span id="more-133"></span></p>
<p><img align="left" alt="webstudenti" id="image132" title="webstudenti" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2007/02/webstudenti.gif" />Non è tutto rosa e fiori, qualcosa di storto nel nostro piccolo Paese c&#8217;è: si chiama <a href="http://www.diplod.it/#">WebStudenti</a> (link non più funzionante). Una banca dati che raccoglie <span class="testo">temi, tesine, appunti, traduzioni, tesi, riassunti, e tanto materiale utile! Peccato che il tutto sia accessibile alla modica cifra di <strong>144 euro!</strong> E la cifra è ben nascosta nella clausola numero 5 del contratto di abbonamento. Non è un portale pensato per figli di papà, ma un servizio gestito da una società con sede a Varsavia, dal nome <strong>New Europe Media sp.zo.o.</strong> Non ho avuto modo di provare il servizio, che si attiva ricevendo la password con una chiamata al numero verde, quindi non posso dire se poi effettivamente il materiale all&#8217;interno valga la spesa, ma le clausole del contratto non mi convincono, basta <a href="http://www.diplod.it/#">leggerselo in toto</a> (link non più funzionante) per capire che genere di servizio si va a sottoscrivere.</span></p>
<p>Poichè non mi piace chiudere parlando male del web, cito in questo piccolissimo scorcio del mondo e-learning anche due interessanti motori di ricerca personalizzati: <a target="_blank" title="RicercaMaestre" href="http://www.ricerchemaestre.it/">RicercaMaestre</a> (un motore di ricerca per bambini, genitori e maestri che seleziona siti scelti da esperti insegnanti della  Scuola Primaria. Si possono trovare risorse scolastiche per la scuola elementare e navigare all&#8217;interno di siti adatti a bambini dai 3 ai 12 anni, cercando contenuti educativi e di svago) e <a target="_blank" title="educity" href="http://www.educity.it/">Educity</a> (che cerca solo in siti approvati da un team di professori delle  scuole italiane).</p>
<p>In definitiva, qualcosa si muove. E nei prossimi anni, grazie anche al ricambio generazionale, sempre più insegnati e sempre più scuole usufruiranno del &#8220;bello&#8221; di internet, digital divide permettendo..</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong>: in questi giorni le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro i siti gestiti dalla società New Europe Media, maggiori notizie nell&#8217;<a title="truffa studenti" target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1935463">articolo di Punto Informatico</a>.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO 2</strong>: Mi è arrivata via mail una nota che pubblico qui per completezza circa la truffa di WebStudenti.</p>
<blockquote><p>Essendo stata utilizzata per la stipula dei contratti di abbonamento l’innovativa piattaforma tecnologica Unibase, Teleunit S.p.A., in linea con la propria vocazione etica di operatore nazionale delle telecomunicazioni, che si realizza ed articola nei vari prodotti Teleunit, ha deciso di rimborsare integralmente tutti coloro che hanno pagato.<br />
Nella vicenda Teleunit S.p.A. si considera parte lesa e si riserva di procedere legalmente nei confronti di chi verrà accertato essere responsabile dei disservizi e delle errate e fuorvianti informazioni.<br />
L’Azienda esprime piena fiducia nell’operato degli Organi Istituzionali preposti e si augura che sia fatta, al più presto, piena luce sui fatti accaduti.</p></blockquote>
<p>Sono rimasto felicemente stupito di fronte al fatto che un&#8217;azienda abbia deciso di inviare direttamente un comunicato stampa anche ad un semplice blogger come il sottoscritto. I miei complimenti a Teleunit, questo significa lavorare con serietà.</p>
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		<title>Alfabetizzazione lenta e silenziosa</title>
		<link>http://www.diplod.it/2007/02/16/131/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 01:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Stamattina vado al Mediaworld e negli schermi a lato degli scaffali coi dvd c&#8217;è beppe grillo che parla della rete; rivolgendosi a un 50enne tra il pubblico gli dice di smetterla di stare seduto in poltrona a guardare la tv, ma di cambiare seggiola e passare allo sgabello davanti al pc, per spalare indietro &#8220;quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina vado al Mediaworld e negli schermi a lato degli scaffali coi dvd c&#8217;è beppe grillo che parla della rete;  rivolgendosi a un 50enne tra il pubblico gli dice di smetterla di stare seduto in poltrona a guardare la tv, ma di cambiare seggiola e passare allo sgabello davanti al pc, per spalare indietro &#8220;quella merda che giornalmente arriva dalla tv&#8221;.<br />
Parla di farmaci venduti senza che ci fosse reale necessità per il paziente, di <a title="open cola" target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/OpenCola">open-cola</a>, di <a title="wikipedia" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">wikipedia</a>. Lo fa a modo suo, strappandoti qualche risata. Siamo in tre a guardare il monitor, e uno dei tre salta sù e dice: &#8220;è tutto vero eh.. io seguo il suo blog!&#8221;. Lo guardo, un simpatico signore coi capelli bianchi, gli sorrido e annuisco.</p>
<p>Alle 14 lezione di metodi matematici per l&#8217;ingegneria all&#8217;università. Una prof che si sforza di far piacere la propria materia agli studenti presenta l&#8217;algoritmo del Google PageRank. Per la prima volta ascolto volentieri mentre si parla di autovettori e matrici stocastiche relative a grafi sparsi.</p>
<p>Alle 21, mentre sono ad una riunione tecnica per allenatori di basket (la cui convocazione è stata ricevuta per email), mi arriva un sms dalla morosa che studia Scienze della Formazione Primaria e sta leggendo sul libro di testo roba sul metodo di indicizzazione di Google e su telnet. Tra una settimana avrà un esame in cui bisogna presentare un progetto didattico costruito sfruttando Google Earth.</p>
<p><span id="more-131"></span></p>
<p>Alle 24 torno a casa e mi lascio catturare da Porta a Porta. Si parla di giovani che non escono di casa, di padri eterni adolescenti, di violenza negli stadi, di videofonini, e guarda caso di internet.. Un lapidario servizio tuona: &#8220;Internet è la piazza virtuale che diventa Far West&#8221;. In riferimento ai vari video di bullismo, di sesso in aula e non, di violenza che qualche idiota ha pensato bene di pubblicare su YouTube.<br />
In studio una macedonia di ospiti, da Panariello al ministro Melandri, dagli attori di &#8220;Notte prima degli esami &#8211; oggi&#8221; a Crepet. E via al dibattito.</p>
<p>Questa volta Crepet ne dice una giusta, il concetto di fondo che sta alla base delle azioni di questi giovani (io più che giovani li chiamerei bambocci) è che pensano nella concezione che &#8220;io esisto perchè mi mostro, perchè mi vedono&#8221;. Vespa incalza il ministro chiedendo di vietare i cellulari a scuola. Il ministro dice che il problema è più profondo, servono risorse da investire nella scuola, serve la meritocrazia per selezionare gli insegnanti. Giurato (si.. c&#8217;è anche lui) dal nulla: &#8220;impossibile vietare i telefonini! che facciamo le perquisizioni davanti alla scuola?!&#8221; Stupore generale. Un colto insegnante, di cui non ricordo il nome, interviene dicendo che il problema è la meritocrazia dei docenti; gli studenti sanno riconoscere un professore valido e a questi portano rispetto. Giurato invoca regole e autorità. Poi il dibattito scivola via sugli spezzoni del nuovo film..</p>
<p>Sui problemi dei giovani non basterebbe un post, qui invece voglio parlare di internet. La vera differenza tra tv e web è che la televisione la subisco, la rete la vivo e la costruisco.<br />
L&#8217;epilogo è che alle 2 di notte apro l&#8217;editor del blog e scrivo questo articolo per spalare un po&#8217; di merda indietro. Arriveranno i tempi in cui potremo avere una concezione della rete più matura, in cui non si pensa ad internet solo per trovare due tette. Arriveranno i tempi in cui le maestre potranno fare lezione di geometria con Google Earth, in cui i temi più belli della classe finiranno sul blog del docente. Arriveranno i tempi in cui internet sarà al tempo stesso fonte di guadagno e strumento di controllo per tanti mercati, per tante aziende.<br />
Arriveranno, perchè è nella naturale evoluzione delle cose, perchè su un milione di video su youtube c&#8217;è solo un video che ritrae degli imbecilli palpeggiare l&#8217;insegnante, mentre c&#8217;è <a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=N9to1auUNTk&#038;eurl=">questo</a>, <a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=MPG-LYoW27E">questo</a>, <a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=qC_-Nx2CWR4">questo</a>, <a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=31dQ8J8u-mQ&#038;NR">questo</a> e&#8230;</p>
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