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	<title>diploD &#187; enterprise20</title>
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	<description>by Davide Del Monte</description>
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		<title>Intranet Governance: intervista a Jane McConnel</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/06/02/intranet-governance-intervista-a-jane-mcconnel/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 22:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Da un po' di tempo sono alle prese con lo sviluppo e la gestione di una intranet concepita per una azienda che ha filiali worldwide, ne ho approfittato per chiedere qualche consiglio a Jane McConnel, speaker dell'Enterprise 2.0 Forum.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://netjmc.com/intranet-trends-report/download-sample-pages-purchase-information" target="_blank">Global Intranet Strategies</a> è il report che ogni anni <strong>Jane McConnel</strong> produce dopo aver passato in rassegna diverse intranet aziendali, lo diffonde direttamente dal suo <a title="Jane McConnel" href="http://netjmc.com/blog" target="_blank">blog</a> (Globally Local.. Locally Global). Quest&#8217;anno Jane sarà presente come relatrice all&#8217;<strong><a title="E2.0 forum" href="http://www.enterprise2forum.it/">International Enterprise 2.0 Forum</a></strong>, il 9-10 Giugno a Milano; vista l&#8217;occasione scambiamo con lei qualche battuta. Una chiacchierata sulle modalità di governance e di gestione di una <em>robusta </em>intranet aziendale. Da un po&#8217; di tempo sono alle prese con lo sviluppo e la gestione di una intranet concepita per una azienda che ha filiali worldwide, ne ho approfittato per chiedere qualche consiglio. La <a title="Davide Del Monte Interviews Jane McConnel" href="http://www.enterprise2forum.it/it/node/190" target="_blank">stessa intervista</a>, nella versione inglese, la troverete sul blog dell&#8217;<em>E2.0 Forum</em>.</p>
<p><em><strong>Davide</strong></em><strong>: Che cosa dovrebbe avere una buona intranet?</strong><br />
<em> Jane</em>: Una buona intranet deve avere 3 cose:</p>
<ol>
<li>essere incentrata sull&#8217;utente,</li>
<li>avere una strategia allineata al business</li>
<li>Avere una governance e politiche di gestione integrate al modo con cui viene gestita l&#8217;impresa</li>
</ol>
<p><span id="more-1117"></span></p>
<p><strong><em> Davide</em>: Quali sono le best practices per adottare l&#8217;enterprise 2.0? Esiste una roadmap comune?</strong><br />
<em> Jane</em>: Ma dispiace ma non esistono roadmap comuni e collaudate. Alcune aziende definiscono prima la strategia, poi la implementano. Altre iniziano con sperimentazioni dal basso, poi ufficializzano ciò che funziona. Altri mettono in campo un minimo di strategia e un po&#8217; di sperimentazione dal basso, per poi farne una sintesi!</p>
<p>La chiave del successo è iniziare da ciò che è necessario al business, non dalla tecnologia. Fate progetti pilota dove c&#8217;è allo stesso tempo un bisogno e una sfida.</p>
<p><strong><em>Davide</em>: Wiki e blog dovrebbero essere utilizzati in una intranet? Se si, esiste un approccio da consigliare per spiegare agli utenti qual è il tool migliore da utilizzare , in base ai contenuti da pubblicare e al feedback che si desidera ricevere?</strong><br />
<em>Jane</em>: I Wiki servono per la co-creazione: fare cose assieme, fornendo uno strumenti per  &#8220;la voce del popolo&#8221;. Sono di proprietà del popolo o del singolo gruppo. Sono multi-dimensionali: i contenuti si creano spontaneamente. Potrebbero emergere talvolta anche cose inattese.<br />
I blog servono per fare esprimere una voce individuale, il punto di vista di un team, per condividere l&#8217;esperienza. Si fanno portatori del punto di vista di un singolo o di un gruppo di persone. Sono bi-dimensionali: viene riportato un certo punto di vista o una notizia, mentre tutte le altre persone possono commentare o fare domande.<br />
E&#8217; interessante notare che le mie ricerche degli ultimi anni, condotte per la Global Intranet Strategies survey, evidenziano che solo nell&#8217;ultimo anno i blog hanno assunto rilevanza al pari dei wiki nelle aziende. Entrambi hanno raggiunto il 45 % dell&#8217;utilizzo nell&#8217;inchiesta del 2009, su un campione di circa 300 organizzazioni in tutto il mondo.<br />
Fino all&#8217;anno scorso, i wiki la facevano da padrone. Credo che le società stiano famigliarizzando coi blog. I blog ottengono spesso più visibilità: persone che esprimono punti di vista. Richiedono probabilmente maggior tempo per la gestione rispetto ai wiki, basati sulla collaborazione, cosa che le imprese fanno da diverso tempo.</p>
<p><strong><em>Davide</em>: Connessioni col sistema ERP: è utile averle all&#8217;interno della intranet?</strong><br />
<em>Jane</em>: Assolutamente. Più che utile, è essenziale. E&#8217; la chiave di volta per far sì che la intranet diventi il luogo di lavoro all&#8217;interno dell&#8217;impresa.</p>
<p><strong><em>Davide</em>: Credi che esista una killing application? Si parla spesso di Sharepoint.. Lavoro su Sharepoint da quasi due anni, credo che sia una buona piattaforma per realizzare applicazioni web, molto malleabile per poter mappare i processi di business</strong><br />
<em>Jane</em>: Sharepoint è solo una delle tante soluzioni. Non penso che una soluzione da sola si possa considerare una killer app.</p>
<p><strong><em>Davide</em>: Accesso dall&#8217;esterno e tramite dispositivi mobili: credi che sia un obiettivo primario?</strong><br />
<em>Jane</em>: Non è primario ma è molto importante. E&#8217; uno dei 5 key trends che ho individuato per il 2010.</p>
<p><em><strong>Davide</strong></em><strong>: Qual è il miglior progetto che hai realizzato? Perchè?</strong><br />
<em>Jane</em>: Ce ne sono parecchi! I migliori sono quelli in cui la intranet ha cambiato il modo di lavorare dell&#8217;azienda, e il modo di fare business. La intranet esiste, in estrema sintesi, per servire i clienti. Per clienti, intendo i clienti esterni.<br />
Le intranet aiutano le organizzazioni a lavorare meglio: le aziende lavorano per servire i loro clienti.</p>
<p><strong><em>Davide</em>: Grazie mille per questa intervista Jane, spero di sentire qualche utile consiglio all&#8217;E2.0 Forum!</strong></p>
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		<title>Ci mancava l&#8217;Enterprise 2.0 forum?! Beh, si..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/04/26/ci-mancava-lenterprise-2-0-forum-beh-si/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 23:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[conference]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;occasione è quella del forum internazionale sull&#8217;enterprise 2.0, il 9 e 10 Giugno 2010. La location è Milano, non poteva essere altrimenti, l&#8217;edizione è già al terzo giro di boa. I temi sono i seguenti: Verso l&#8217;interno: Intranet 2.0, Community Management, Human Resources 2.0, Social Learning, Organizational Network Analysis, IT Governance Verso l&#8217;esterno: Social CRM, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;occasione è quella del <strong><a title="Forum Enterprise 2.0" href="http://www.enterprise2forum.it/" target="_blank">forum internazionale sull&#8217;enterprise 2.0</a></strong>, il <strong>9 e 10 Giugno</strong> 2010. La location è <strong>Milano</strong>, non poteva essere altrimenti, l&#8217;edizione è già al terzo giro di boa. I temi sono i seguenti:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Verso l&#8217;interno</strong>: Intranet 2.0, Community Management, Human Resources 2.0, Social Learning, Organizational Network Analysis, IT Governance</li>
<li><strong>Verso l&#8217;esterno</strong>: Social CRM, Sales Community, Social Media Marketing, Social Media Monitoring</li>
<li><strong>Innovazione</strong>: Idea e Innovation Management, Crowdsourcing e Idea generation, Prediction market</li>
<li>Definire la strategia e costruire il business case</li>
<li>Nuovi schemi organizzativi e modelli di leadership</li>
<li>Sostenere l&#8217;adozione ed il cambiamento culturale</li>
<li>Driver di business, metriche e ritorno dell&#8217;investimento</li>
<li>Framework per coltivare le community ed ingaggiare i clienti e gli utenti</li>
<li>L&#8217;impatto dei social media sui processi di business: BPM 2.0, CRM 2.0, PLM 2.0</li>
<li>Best practice e lezioni attraverso casi di successo nazionali ed internazionali</li>
<li>Il passaggio dal marketing al social CRM</li>
<li>Software sociali e piattaforme collaborative</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Sono temi che mi stanno particolarmente a cuore e coi quali mi sto scornando in prima persona; potrebbe essere una due giorni per approfondire qualche argomento. Gli <a title="speaker enterprise 2.0 forum 2010" href="http://www.enterprise2forum.it/speakers">speaker </a>sono parecchi, coi quali mi piacerebbe scambiare due chiacchiere. L&#8217;occasione è piuttosto ghiotta per poter discutere e analizzare casi concreti: tra i relatori leggo nomi come IBM, Oracle, Intel. Ovviamente si tratta di una conferenza a pagamento: per gli studenti senza portafoglio esiste però l&#8217;opportunità di partecipare gratuitamente inventandosi promoter dell&#8217;evento, per chi desidera maggiori informazioni <a title="E20 Forum" href="http://www.enterprise2forum.it/it/node/109" target="_blank">ecco il post dal blog ufficiale</a>.</p>
<p>Le date sono un po&#8217; proibitive per il sottoscritto, ma confido di farcela.. Qualcuno ha già fissato la data?</p>
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		<item>
		<title>Enterprise 2.0 roadmap: un contest da 2000 dollari</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/03/22/enterprise-2-0-roadmap-un-contest-da-2000-dollari/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[contest]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete mai definito una strategia per diffondere le logiche di web 2.0 in azienda? Ovvero, per arrivare alla tanto decantata enterprise 2.0.. Se si, sono il primo a volerlo sapere.! E dopo un commento a questo articolo, potreste andare a pubblicare la vostra roadmap sul sito di AIIM entro il 2 aprile 2009: è in corso un contest che potrebbe farvi vincere 2000 dollari.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1041" title="sketch" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2010/03/sketch.jpg" alt="" width="409" height="300" /><br />
<small>[Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/purecaffeine/4325067780/">Flickr</a>]</small></p>
<p>Avete mai definito una strategia per <strong>diffondere le logiche di web 2.0 in azienda</strong>? Ovvero, per arrivare alla tanto decantata <strong><a title="Enterprise 2.0" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enterprise_2.0" target="_blank">enterprise 2.0</a></strong>.. Se si, sono il primo a volerlo sapere.! E dopo un commento a questo articolo, potreste andare a pubblicare la vostra roadmap sul sito di AIIM entro il <strong>2 aprile 2009</strong>: è in corso un <a title="AIIM: enterprise 2.0 roadmap contest" href="http://www.aiim.org/infonomics/aiim-wiki-enterprise20-contest.aspx" target="_blank">contest che potrebbe farvi vincere 2000 dollari</a>.</p>
<p>Diffondere la <strong>cultura 2.0</strong> in una azienda è una sfida notevole, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista organizzativo. Se da un lato vi sono sempre più strumenti &#8220;all-in-one&#8221;, che permettono un veloce deploy delle applicazioni sociali e collaborative web based, dall&#8217;altra è sempre vivo il timore della perdita del controllo sui dati, ma anche e soprattutto sui processi o sulle prassi aziendali. Ecco perchè il coinvolgimento del top management divenda un punto fermo, senza questa sponsorship non riusciremo a raggiungere gli obiettivi. Così come è fondamentale definire i passi assieme al dipartimento HR, per tutti quegli aspetti legali dovuti alla privacy; infine sarà indispensabile individuare i <strong>key users</strong>, persone che possono dare grande valore aggiunto.</p>
<p><span id="more-1022"></span></p>
<p>Vi sono, a mio avviso, due tipologie di key user da scovare:</p>
<ul>
<li><strong>Gli Esperti</strong>: coloro che sanno come funziona l&#8217;azienda, il knowledge, come girano le informazioni, come le persone ottengono le cose. Sono tipicamente i &#8220;nonni&#8221;, lavorano in azienda da tempo e magari non hanno molta confidenza con gli strumenti informatici.</li>
<li><strong>I Visionari</strong>: coloro che sanno (nella loro testa) come dovrebbero apparire le informazioni, come dovrebbero essere taggate, come dovrebbero essere archiviate e presentate. Sono persone che sentono l&#8217;esigenza di comunicare e lavorare meglio, hanno la casella di posta elettronica intasata da discussioni con maree di allegati ma si sentono impotenti davanti a tutto ciò.</li>
</ul>
<p>Il <strong>fattore critico</strong> è sempre il <strong>tempo</strong> che questi utenti possono mettere a disposizione, dal top management ai key users, tipicamente nessuno ha mai tempo da dedicare all&#8217;IT per migliorare la propria condizione lavorativa. E&#8217; difficile far comprendere che si sta cercando di dare risposte a loro e forse proprio in questo senso la definizione della roadmap dovrebbe essere un punto di partenza ineluttabile.</p>
<p>Per chi volesse approfondire ecco <a href="http://aiimknowledgecenter.typepad.com/weblog/2010/03/share-your-enterprise-20-roadmap-and-win-2000.html" target="_blank">l&#8217;articolo di presentazione del contest </a>dal blog di AIIM. Ovviamente, finito il contest sarà interessante vedere i contributi pervenuti! I risultati sono attesi per l&#8217;11 Maggio 2010.</p>
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		<item>
		<title>Tecnologie ICT per l&#8217;Enterprise 2.0: tra Project Management e Collaborazione</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/02/21/tecnologie-ict-per-lenterprise-2-0-tra-project-management-e-collaborazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 08:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Sharepoint]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise20]]></category>
		<category><![CDATA[intranet]]></category>
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		<category><![CDATA[sharepoint]]></category>
		<category><![CDATA[tesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante lo stage e nei mesi a seguire mi sono occupato di PDM (Product Data Management) e di intranet (sorprendendomi di un versatilissimo Sharepoint) in un gran bel gruppo industriale. Avevo già pubblicato qualche idea, ora è il momento del pdf. Il tutto è rilasciato con Licenza Creative Commons.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo del post non deve spaventare, si tratta della mia <strong>tesi di Laurea</strong>. Finita la specialistica, è arrivato il momento di pubblicare i miei sforzi: diversi mesi di tirocinio hanno prodotto i loro frutti.</p>
<p>In realtà la laurea è avvenuta a Marzo, i festeggiamenti pure.. in un poetico irish pub addobbato a festa per <a title="San Patrizio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Patrizio" target="_blank">San Patrizio</a>.</p>
<p>Durante lo stage e nei mesi a seguire mi sono occupato di <a title="Product Data Management" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Product_Data_Management" target="_blank">PDM</a> (Product Data Management) e di <a title="intranet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intranet" target="_blank">intranet</a> (sorprendendomi di un versatilissimo Sharepoint) in un <a title="Landi Renzo" href="http://www.landi.it/" target="_blank">gran bel gruppo industriale</a>. Avevo già pubblicato <a title="qualche idea per la tesi" href="http://www.diplod.it/2008/07/10/project-management-raccolta-di-idee-per-la-tesi/" target="_self">qualche idea</a>, ora è il momento del <strong>pdf</strong>. Pubblico solo in parte, per ovvi motivi di riservatezza, il capitolo 7 relativo alla intranet sviluppata in azienda.</p>
<p>L&#8217;intero lavoro è rilasciato con licenza Creative Commons.<br />
<a class="download-link" title="tesi del monte davide" href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/10/tesi-final-pubblica.pdf">Scarica il PDF: Tecnologie ICT per l&#8217;Enterprise 2.0: tra Project Management e Collaborazione</a></p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" alt="Creative Commons License" /></a><br />
<span>Tecnologie ICT per l&#8217;enterprise 2.0: tra project management e collaborazione</span> by <a rel="cc:attributionURL" href="www.diplod.it">Davide Del Monte</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.<br />
Permissions beyond the scope of this license may be available at <a rel="cc:morePermissions" href="www.diplod.it">www.diplod.it</a>.</p></blockquote>
<p>Di cosa parla questo lavoro? Il sommario vale più di mille parole:</p>
<p><span id="more-770"></span></p>
<blockquote><p><strong> 1.Introduzione&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	11<br />
</strong><br />
<strong> 2.Lo scenario&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	13</strong><br />
(a)Project Management in R&amp;D&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	14<br />
(b)La struttura organizzativa&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	18<br />
(c)Importanza della gestione progetti e Open Innovation&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	21<br />
(d)Intranet: condivisione e architetture Service Oriented&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	25<br />
(e)Gestione documentale abbinata ai progetti&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	27</p>
<p><strong> 3.Gli strumenti per l&#8217;innovazione&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	31</strong><br />
(a)Ai confini del Knowledge Management&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	32<br />
(b)Crowdsourcing&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	35<br />
i.caso Goldcorp&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	37<br />
ii.caso Colgate-Palmolive&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	38<br />
(c)Triz Innovation&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	38</p>
<p><strong> 4.Social Network e analisi delle reti di persone&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	45</strong><br />
(a)Enterprise 2.0 e reti sociali&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	44<br />
(b)I bisogni emergenti: Social Network e Appartenenza aperta&#8230;&#8230;.	47<br />
(c)Social Network Analysis e Value Network Analysis&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	53<br />
(d)Gli strumenti per l&#8217;analisi delle reti sociali&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	59<br />
Approfondimento tecnico: il software Ucinet&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	64<br />
(e)Small world network e i 6 Degrees su Facebook&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	68<br />
(f)Le reti a invarianza di scala e la dinamica dei sistemi complessi..	70<br />
(g)Elementi teorici per la costruzione di un Social Network&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	74</p>
<p><strong> 5.Governance ICT: integrazione e architetture service oriented&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	83</strong><br />
(a)complessità crescente e bisogno di integrazione&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	84<br />
(b)Service Oriented Architecture (SOA) e  Software as a Service<br />
(SaaS), Business Process Management (BPM) e Rich Internet Applications (RIA) nei modelli organizzativi rizomatici&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	85<br />
(c)Dalle prime forme di scambio informazioni alla Enterprise<br />
Application Integration (EAI)&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	93<br />
(d)Accoppiamento del software: bene o male?&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	97<br />
(e)Il ruolo dell&#8217;ICT: Perché i progetti falliscono&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	99</p>
<p><strong> 6.Gli strumenti della Social Era…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	103</strong><br />
(a)Virtual workspaces: tra wiki, blog e team di lavoro&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	104<br />
i.caso Lago&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	109<br />
ii.caso Serena&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	111<br />
(b)Sharepoint e Project Web Access: la collaborazione sui progetti<br />
secondo Microsoft&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	112<br />
(c)Qualche cenno sui vendor internazionali e i player italiani&#8230;&#8230;&#8230;	119<br />
(d)Qualche cenno sul mondo Open Source&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	124</p>
<p><strong> 7.Il caso LandiRenzo SpA: intranet per il reparto R&amp;D…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	129</strong><br />
(a)L&#8217;azienda e l&#8217;unità R&amp;D&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	130<br />
(b)L&#8217;analisi di partenza&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	133<br />
i.Persone e progetti&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	133<br />
ii.Metodologie e prassi lavorative&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	134<br />
iii.La collaborazione e gli strumenti&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	136<br />
iv.I network relazionali&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	138<br />
v.I rapporti con le sedi estere&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	141<br />
(c)Il re-design della intranet R&amp;D: metodologie e problematiche..	142<br />
(d)Sharepoint e PWA: personalizzazioni della piattaforma e Web Parts&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	145<br />
i.Utenti, sincronizzazione Active Directory e<br />
ristrutturazione RBS&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	149<br />
ii.Calendari condivisi per i banchi e la strumentazione<br />
tecnica&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	152<br />
iii.Template Landi&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	155<br />
Approfondimento tecnico: Creazione tema 	Sharepoint&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	156<br />
iv.Realizzazione prototipo di project workspace: uno spazio collaborativo con wiki e blog&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	159<br />
(e)Product Data Management con il software CoCreate Model<br />
Manager: workflow e integrazione SAP&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	166<br />
i.Creazione di una nuova classe documentale&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	174<br />
ii.Creazione di nuovi materiali&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	176<br />
iii.Definizione workflow di approvazione disegni&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	178<br />
(f)Punti di forza e debolezza dei sistemi e ipotesi di sviluppo&#8230;&#8230;&#8230;	180<br />
i.PWA: i Key Users&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	181<br />
ii.PDM: integrazione SAP&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	183<br />
iii.Scarso utilizzo e mancanza di incentivi&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	184<br />
iv.Web Services con PDM&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	185<br />
v.Integrazione tra Sharepoint e SAP Portal&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.	186</p>
<p><strong> 8.Conclusioni: una nuova intranet di Gruppo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	191<br />
</strong><br />
<em>Riferimenti Bibliografici&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	199<br />
Appendice A: Una Web Part con le news da Google, XML e XSL all&#8217;opera	202<br />
Appendice B: procedura per il deploy di un Application Template Sharepoint&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;	206<br />
Ringraziamenti&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..	209</em></p></blockquote>
<p>Mi piacerebbe se da questo lavoro nascessero <strong>spunti di riflessione,</strong> se qualcuno si facesse avanti per indicarmi <strong>esperienze simili</strong>, per scambiare <strong>pareri</strong> e <strong>conoscenze</strong>. Buona lettura ;)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Libri in Azienda: un esperimento 2.0 con Anobii</title>
		<link>http://www.diplod.it/2010/02/17/libri-in-azienda-un-esperimento-2-0-con-anobii/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 23:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sharepoint]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[intranet]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[[Foto Flickr] Questa dei libri in azienda l&#8217;ho sentita per la prima volta ad una conferenza su Sharepoint organizzata da Amicucci Formazione. A detta di molti, Sharepoint sembra essere il non plus ultra per creare una intranet 2.0 come si deve: ormai è pubblicizzato in ogni dove come miglior piattaforma, io ancora devo convircermi fino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-996 aligncenter" title="book" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2010/02/book.jpg" alt="book" width="400" height="266" /><small>[<a href="http://www.flickr.com/photos/patrickgage/3738107746/">Foto Flickr</a>]</small></p>
<p>Questa dei libri in azienda l&#8217;ho sentita per la prima volta ad una conferenza su Sharepoint organizzata da <a title="Amicucci Formazione" href="http://www.amicucciformazione.com/" target="_blank">Amicucci Formazione</a>. A detta di molti, Sharepoint sembra essere <a title="Best Intranet made with Sharepoint" href="http://leedale.wordpress.com/2009/01/16/best-intranets-of-2009-show-dramatic-increase-in-the-use-of-sharepoint/" target="_blank">il non plus ultra per creare una intranet 2.0</a> come si deve: ormai è pubblicizzato in ogni dove come miglior piattaforma, io ancora devo convircermi fino in fondo: il <a title="sharepoint browser" href="http://blogs.technet.com/sharepoint_attack/archive/2008/04/22/browser-supportati-da-moss-2007-wss-3-0.aspx" target="_blank">basso supporto di browser diversi da IE</a> e la non validità del codice <a title="sharepoint and accessibility" href="http://planetmoss.blogspot.com/2007/09/sharepoint-accessibility.html" target="_blank">secondo i canoni di accessibilità W3C</a> mi fa pensare.. Vuoi per il buon marketing che sanno fare dalle parti di Microsoft, vuoi perchè effettivamente si tratta di una piattaforma duttile, questo cosino inizia a piacermi sul serio.</p>
<p>Così, tra le verie idee, ve n&#8217;era una che mi ha catturato più di altre: <strong>Libri in Azienda</strong>. Alla base di tutto c&#8217;è la volontà di diffondere proposte di lettura ai dipendenti; la novità è che il tutto viene realizzato secondo le logiche 2.0. Ai dipendenti è lasciata facoltà di commentare e recensire i libri proposti, loro stessi possono proporli. L&#8217;azienda può limitarsi a dare consigli di lettura oppure istituire una biblioteca vera e propria, in qualche stanzino vicino alla sala caffè: dove le persone possono recarsi per prendere in prestito i libri.</p>
<p>Ho pensato di mettere in pratica la faccenda (solo a livello virtuale), con ciò che avevo a disposizione: WSS e <a title="sharepoint designer" href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointdesigner/FX100487631040.aspx" target="_blank">Sharepoint Designer</a>. Ecco allora che che i titoli sono presentati attraverso la intranet, che l&#8217;azienda apre un profilo su <a title="Anobii" href="http://www.anobii.com/" target="_blank">Anobii</a> e tramite i feed RSS la libreria viene presentata su una <strong>xml web part</strong>.</p>
<p><span id="more-991"></span></p>
<p>Le strade possibili erano due:</p>
<ul>
<li>Utilizzare due liste Sharepoint, dove vengono catalogati libri e recensioni.</li>
<li>Utilizzare un social network esterno come Anobii, presentandone l&#8217;attività tramite i feed RSS</li>
</ul>
<p>Cosa è meglio? Beh.. non si tratta di business, semmai di formazione collaterale del personale. Non ci sono dati sensibili, non ci sono dati da salvare; la scelta è presto fatta: servizio esterno!</p>
<p>Tramite un tenplate XSL si può processare il feed di Anobii e il codice è piuttosto snello:<br />
<code><br />
&lt;?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?&gt;<br />
&lt;xsl:stylesheet xmlns:xsl="<a href="http://www.w3.org/1999/XSL/Transform">http://www.w3.org/1999/XSL/Transform</a>"<br />
xmlns:atom="<a href="http://www.w3.org/2005/Atom">http://www.w3.org/2005/Atom</a>"<br />
xmlns:rdf="<a href="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns">http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns</a>#"<br />
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xmlns:sy="<a href="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/</a>"<br />
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version="1.0" xmlns:ddwrt2="urn:frontpage:internal"&gt;<br />
&lt;xsl:template match="/rss" xmlns:atom="<a href="http://www.w3.org/2005/Atom">http://www.w3.org/2005/Atom</a>" xmlns:rdf="<a href="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns">http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns</a>#" xmlns:foo="<a href="http://purl.org/rss/1.0/">http://purl.org/rss/1.0/</a>" xmlns:dc="<a href="http://purl.org/dc/elements/1.1/">http://purl.org/dc/elements/1.1/</a>" xmlns:sy="<a href="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/</a>" xmlns:admin="<a href="http://webns.net/mvcb/">http://webns.net/mvcb/</a>" xmlns:content="<a href="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">http://purl.org/rss/1.0/modules/content/</a>" xmlns:wfw="<a href="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://wellformedweb.org/CommentAPI/</a>" xmlns:ddwrt="<a href="http://schemas.microsoft.com/WebParts/v2/DataView/runtime">http://schemas.microsoft.com/WebParts/v2/DataView/runtime</a>"&gt;<br />
&lt;html&gt;<br />
&lt;head&gt;<br />
&lt;style type="text/css"&gt;<br />
img {border: none;}<br />
&lt;/style&gt;<br />
&lt;/head&gt;<br />
&lt;body&gt;<br />
&lt;div&gt;<br />
&lt;ul style="list-style: none; margin: 0; padding:0"&gt;<br />
&lt;xsl:for-each select="channel/item"&gt;<br />
&lt;li style="border: 1px dotted #ccc; margin: 5px; padding: 5px; background: #f9f9f9;"&gt;<br />
&lt;xsl:element name="a"&gt;<br />
&lt;xsl:attribute name="href"&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select="link"/&gt;<br />
&lt;/xsl:attribute&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select="title"/&gt;<br />
&lt;/xsl:element&gt;<br />
&lt;br/&gt;<br />
&lt;small style="color: #666; text-align: right"&gt;&lt;xsl:value-of select="pubDate" /&gt;&lt;/small&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select="content:encoded" disable-output-escaping="yes" /&gt;<br />
&lt;/li&gt;<br />
&lt;/xsl:for-each&gt;<br />
&lt;/ul&gt;<br />
&lt;/div&gt;<br />
&lt;div id="footer" style="display: none;"&gt;<br />
&lt;xsl:value-of select="channel/copyright" /&gt;<br />
&lt;/div&gt;<br />
&lt;/body&gt;<br />
&lt;/html&gt;<br />
&lt;/xsl:template&gt;<br />
&lt;/xsl:stylesheet&gt;<br />
</code></p>
<p>Dal punto di vista tecnico è tutto ok, adesso si tratta solo di seguire gli sviluppi e i risultati dell&#8217;esperimento! <strong>Qualcuno ha provato cose del genere?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Strategie di adozione ai tempi dell&#8217;enterprise 2.0</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/07/30/strategie-di-adozione-ai-tempi-dellenterprise-20/</link>
		<comments>http://www.diplod.it/2009/07/30/strategie-di-adozione-ai-tempi-dellenterprise-20/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 21:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Knowledge Management]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[L'enterprise 2.0 è qualcosa di più dei semplici strumenti, è cultura aziendale. Anche la governance ICT può seguire un metodo 2.0 e questo agire si riflette nelle modalità di adozione di una soluzione software di livello enterprise. Molto interessante, a tal proposito, è l'articolo di Infovark che espone in modo chiaro e diretto le dinamiche di diffusione di un applicativo all'interno dell'azienda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>enterprise 2.0</strong> è qualcosa di più dei semplici strumenti, è cultura aziendale. Anche la governance ICT può seguire un metodo 2.0 e questo agire si riflette nelle modalità di adozione di una soluzione software di livello enterprise. Molto interessante, a tal proposito, è l&#8217;articolo di Infovark che espone in modo chiaro e diretto le <a href="http://www.infovark.com/2007/10/17/defining-enterprise-20-emergence/" target="_blank">dinamiche di diffusione di un applicativo</a> all&#8217;interno dell&#8217;azienda.</p>
<p>Se prendiamo in considerazione una società con la tipica organizzazione gerarchica, la diffusione di un software ERP è per antonomasia completa, perchè imposta. Generalmente questo viene implementato in azienda per volontà del top management in collaborazione con l&#8217;unità ICT e viene per forza utilizzato da tutti, perchè quello è il luogo dove l&#8217;azienda rendiconta il proprio operato.</p>
<p>Un software collaborativo invece ha solitamente una genesi diversa: esso viene acquistato da un dirigente con potere di acquisto, per essere poi diffuso o imposto ai propri diretti impiegati. Questo modo di procedere non garantisce però una completa e compatta adozione, poichè altri dipendenti, che fanno riferimento a diversi dirigenti, potrebbero non essere motivati ne incentivati all&#8217;utilizzo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-full wp-image-776 aligncenter" title="adozione software" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/07/acquisizione-a-schermo-intero-29072009-10914bmp.jpg" alt="" width="500" height="289" /></a></p>
<p>In questa immagine vengono riassunti i concetti presentati nell&#8217;articolo citato in precedenza. Piuttosto significative sono le due schematizzazioni in basso: a sinistra la genesi di un sistema collaborativo imposto secondo la logica top-down, a destra quella di un sistema emergente, nato per volontà di gruppi di utenti con bisogni emergenti, secondo una logica bottom-up.</p>
<p><span id="more-750"></span></p>
<p>Tipicamente questi sistemi tendono ad espandersi seguendo le esigenze che di volta in volta si manifestano, la governance è molto più caotica ma la diffusione e l&#8217;utilizzo dello strumento sarà sicuramente più uniforme. Il risultato è che alcune funzionalità nascono e muoiono nel giro di pochi mesi, altre si espandono nel tempo grazie alla partecipazione degli utenti. E&#8217; il caso tipico di una <strong>intranet aziendale</strong> nata secondo una logica 2.0.</p>
<p>Insomma, nel 2009 l&#8217;enterprise 2.0 non è più un tabù, invito a leggere una attenta analisi dello status quo <a href="http://www.socialenterprise.it/index.php/2009/07/23/lenterprise-20-nel-2009/" target="_blank">presentata sul blog Social Enterprise</a> da Emanuele Quintarelli, di cui riporto solo un passaggio a mio avviso molto interessante che a completamento dei discorsi sopra. Tra le cose che emergono dallo studio sull’andamento del mercato Enterprise 2.0 proveniente da Forrester vi sono queste due sopra tutte:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Più use cases contemporaneamente:</strong> quest’aria un pò carbonara è rafforzata dal numero di aziende che fanno contemporaneamente esperienza con più scenari di utilizzo del social software, guardando in primis al catturare e far circolare la conoscenza (51%), alle comunicazioni corporate (49%), al project management (48%), stimolare la collaborazione (39%). Data la flessibibilità, plasmabilità ed usabilità dei tool, è d’altronde immediato assecondare in corsa le richieste degli utenti e del business</li>
<li><strong>Pochi dipendenti di fatto usano gli strumenti:</strong> in media oggi solamente 1 dipendente su 10 accede sistematicamente ai blog o wiki messi a disposizione dalla società, contro i 4 su 10 che usano il portale corporate ed i 2 su 10 che sfruttano i workspace di progetto. Anche questo dato purtroppo dovrebbe stupirci poco dato lo scarso impegno delle aziende nel coltivare le comunità interne, nel gestire il change management ed ancora prima nel co-progettare questi spazi di scambio coinvolgendo in modo centrale gli utilizzatori finali. Come mostrano altri studi, è ormai chiaro che senza questa attenzione all’adozione, introdurre strumenti sociali non è altro che una perdita di tempo e denaro.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Il dato confortante è che comunque l&#8217;Italia non è rimasta indietro, una volta tanto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Social software in azienda: un panorama variegato..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2009/01/16/social-software-in-azienda-un-panorama-variegato/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 00:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarebbe impossibile fare una confronto dettagliato tra le soluzioni proposte dai produttori di software per l'enterprise 2.0: in primo luogo perché questi sono in continua evoluzione, quando non sono in versione beta; in secondo luogo perchè negli ultimi tempi sono nate tantissime start-up che offrono prodotti di nicchia, talvolta davvero performanti e interessanti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni mi sono buttato a capofitto nella stesura della tesi, ecco che inevitabilmente calano le pubblicazioni su questi spazi, ma ne approfitto per riportare alcune considerazioni che ho fatto circa il mercato dei social software di livello enterprise.<br />
Sarebbe impossibile fare una confronto dettagliato tra le soluzioni proposte dai produttori di software per l&#8217;enterprise 2.0: in primo luogo perché questi sono in continua evoluzione, quando non sono in versione beta; in secondo luogo perchè negli ultimi tempi sono nate tantissime start-up che offrono prodotti di nicchia, talvolta davvero performanti e interessanti.<br />
E&#8217; sufficiente dare un&#8217;occhiata al Magic Quadrant di Gartner riguardante il social software.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-724" title="gartner" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/01/gartner.jpg" alt="" width="431" height="491" /></p>
<p>Si tratta di un settore veramente molto popolato, gli attori sono tanti e variegati.<br />
Le grandi aziende stanno rincorrendo un fenomeno, mettendo a disposizione piattaforme robuste e non sempre a buon mercato. Una delle caratteristiche di questa rivoluzione è il fatto che essa viene dal basso: spesso gruppi di utenti si organizzano e si affidano a piccole start-up che hanno creato un prodotto stabile e basso costo. Queste start-up si sono trasformate nel giro di pochi anni in grandi società specializzate nel loro settore di nicchia.</p>
<p><span id="more-721"></span></p>
<p><a title="socialtext" href="http://www.socialtext.com " target="_blank"><strong>Socialtext</strong></a> è sicuramente una storia di successo, nata a Palo Alto in California, offriva all&#8217;inizio un wiki di livello enterprise (con autenticazione, autorizzazioni e controllo degli accessi), oggi offre una serie di prodotto “sociali” che vanno dalle piattaforme di blogging ai social network, dagli strumenti per la messaggistica a quelli per l&#8217;elaborazione e pubblicazione dei fogli di calcolo. Questi strumenti si possono integrare sia con Microsoft Sharepoint con che Lotus Notes di IBM.<br />
Ha ottenuto <a title="SAP ventures - investment portfolio" href="http://www.sap.com/about/company/sapventures/investmentportfolio/index.epx" target="_blank">finanziamenti anche dalla stessa SAP</a> ed è tra i leader per il mercato del social software.</p>
<p><strong>37Signals</strong> con il suo <a title="basecamp" href="www.basecamphq.com" target="_blank">Basecamp</a> è un altro famoso attore statunitense, specializzato nell&#8217;offrire in versione <strong>SaaS</strong> (Software as a Service) strumenti per la collaborazione e il project management, da utilizzare per coordinare team di lavoro o piccole imprese. Sulla scia di Basecamp sono nati in massa alternative come <a title="celoxis" href="http://www.celoxis.com" target="_blank"><strong>Celoxis</strong></a>, <strong><a title="easyprojects" href="http://www.easyprojects.net" target="_blank">EasyProject</a> </strong>o <a title="proworkflow" href="http://www.proworkflow.com" target="_blank"><strong>ProWorkFlow</strong></a>, che hanno sviluppato applicazioni davvero complete e performanti e le rendono disponibili a costi modesti, in genere 10 – 15 dollari per utente.</p>
<p>Altro attore interessante è <a title="Telligent" href="http://www.telligent.com" target="_blank"><strong>Telligent</strong></a>, le sue soluzioni sono adatte principalmente per community on-line rivolte ai clienti (per il marketing quindi), ma la partnership con Microsoft lo ha reso forte anche nelle community intranet di livello enterprise: <strong>Community Server Evolution</strong> è infatti il prodotto che ben si coniuga con Sharepoint per creare una intranet aziendale con tutte le peculiarità dei software sociali.</p>
<p>Nel contesto un player interessante è <a title="yooplus" href="http://www.yooplus.it" target="_blank"><strong>Yooplus</strong></a>, azienda toscana che ha sviluppato un prodotto per la collaborazione interna: we+. Calendari, attività, messaggistica interna, blog, wiki, archiviazione documenti, tagcloud, API e web services: queste sono le funzionalità di cui è dotata la piattaforma. Si tratta di una realtà decisamente più modesta rispetto alle concorrenti americane ma merita una citazione, la piattaforma è tutto sommato ben strutturata.</p>
<p>Discorso a parte bisogna fare per Google, che ovviamente non vuole stare fuori dai giochi e ha scelto di includere le proprie applicazioni in un pacchetto rivolto alle aziendale: <strong><a title="Google Apps" href="http://www.google.com/apps" target="_blank">Google Apps</a></strong>. Applicazioni come Gmail, Google Calendar, Gtalk, Google Documents &amp; Spreadsheets e la Google Start Page vengono offerte come software as a service a costi relativamente bassi. La filosofia che sta dietro a questa proposta sta appunto nell&#8217;abbattimento del TCO (Total Cost of Ownership), ovvero del costo totale di possesso di un determinato software. Dalle parti di Google sanno spiegare benissimo il principio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-722" title="google-apps1" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/01/google-apps1.png" alt="" width="500" height="419" /></p>
<p>In una infrastruttura tipica con un mail server e gestione della posta interni, molte risorse sono destinate al filtraggio dello spam e al controllo antivirus. In una soluzione che prevede l&#8217;utilizzo del software Google, vengono demandati all&#8217;esterno gran parte dei compiti e della gestione ICT.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-723" title="google-apps2" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2009/01/google-apps2.png" alt="" width="500" height="368" /></p>
<p>Attraverso le applicazioni Google è poi possibile creare un ambiente di lavoro, con un&#8217;area per la condivisione dei documenti e dei calendari comuni. Resta il fatto che questi strumenti sono stati concepiti per l&#8217;utenza consumer e a volte mancano alcune caratteristiche utili in ambienti enterprise, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;interfacciamento verso altri sistemi ICT, anche se l&#8217;integrazione delle Active Directory e il supporto dello standard LDAP vanno incontro a queste esigenze.<br />
Un altro ramo dell&#8217;offerta Google riguarda la ricerca documentale, attraverso il Google Search Appliance è possibile creare un motore di ricerca interno in grado di pescare informazioni da file systems o altri database; inutile dire che questo campo Google non teme rivali.</p>
<p>Ricerche a parte, strumenti per l&#8217;enterprise 2.0 ne esistono a volontà, spesso la scelta è veicolata dall&#8217;usabilità e dal feeling che l&#8217;utente riceve utilizzando il sistema e si trascurano gli importantissimi aspetti dell&#8217;integrazione e della esportazione. A volte ci si affida ad aziende che per la loro natura potrebbero non esistere più in un prossimo domani, non tutti sono Google o Microsoft. E&#8217; importante comunque che i contenuti prodotti possano essere in qualche modo riutilizzati, un domani, nel caso si decidesse di migrare verso nuove soluzioni o almeno che sia possibile una qualche forma di interazione con lo strumento, attraverso API o tramite l&#8217;integrazione con sistemi aziendali (connettori SAP, Sharepoint..). Prima di scegliere un prodotto o un fornitore, è quindi bene capire fino a che punto ci si sta legando a esso, con un mercato così giovane e così in movimento è bene tenere gli occhi aperti anche sulla alternative.<br />
Ancora non esiste la suite completa, qualcuno l&#8217;ha proposta, sempre in modalità SaaS. Con circa 900 dollari <strong><a title="spikesource" href="http://www.spikesource.com/suitetwo " target="_blank">SpikeSource</a> </strong>mette a disposizione una piattaforma dove girano assieme <a title="Movable Type" href="http://www.movabletype.org " target="_blank"><strong>MovableType</strong></a> (blog), <a title="Socialtext" href="http://www.socialtext.com " target="_blank"><strong>Socialtext</strong></a> (wiki), <a title="newsgator" href="http://www.newsgator.com" target="_blank"><strong>Newsgator</strong></a> e <strong><a title="simplefeed" href="http://www.simplefeed.com" target="_blank">Simplefeed</a> </strong>(RSS), <a title="visiblepath" href="http://www.visiblepath.com" target="_blank"><strong>VisiblePath</strong></a> (social networking): ma si tratta comunque di un puzzle, qualcosa di molto lontano dalla killer application.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ho capito perchè Microsoft..</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/10/09/microsoft-sharepoint-magic-quadrant/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 07:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Ho capito perchè Microsoft compare tra i leader in così tanti &#8220;Magic Quadrant&#8221; di Gartner. Dopo la due giorni alla SharePoint Conference, sono uscito con le idee più chiare, ho capito dove vuole arrivare Microsoft ma soprattutto quali piccole grandi innovazioni stanno dietro a questa piattaforma. Perchè di piattaforma si tratta, SharePoint non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-690 aligncenter" title="sharepoint" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/sp-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><small><br />
[foto <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/yonmacklein/10700151/" target="_blank">Flickr</a>]</small></p>
<p>Ho capito perchè <strong>Microsoft</strong> compare tra i <strong>leader</strong> in così tanti &#8220;<strong>Magic Quadrant</strong>&#8221; di <a title="Gartner" href="http://www.gartner.com/" target="_blank">Gartner</a>. Dopo la <strong>due giorni alla <a title="Sharepoint conference 2008 - Milano" href="http://blogs.msdn.com/italy/archive/2008/10/06/sharepoint-conference-inside-out.aspx" target="_blank">SharePoint Conference</a></strong>, sono uscito con le idee più chiare, ho capito dove vuole arrivare Microsoft ma soprattutto quali <strong>piccole grandi innovazioni stanno dietro a questa piattaforma</strong>. Perchè di piattaforma si tratta, <a title="microsoft sharepoint" href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointserver/" target="_blank">SharePoint</a> non è solo un sito per la collaborazione targato Office, la sua estendibilità e le sue possibilità di personalizzazione sono talmente tante che ti fanno guardare molto più avanti.</p>
<p>Che io sappia, oggi Microsoft si trova tra i leader in ben 6 dei &#8220;quadranti magici&#8221; di stampo Gartner:</p>
<ul>
<li><a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank">Enterprise Application Servers</a> (figura 1)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for Enterprise Content Management" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol6/article3/article3.html" target="_blank">Enterprise Content Management</a> (figura 2)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for business intelligence platforms" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol7/article3/article3.html" target="_blank">Business Intelligence Platforms</a> (figura 3)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for Horizontal Portal Products" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol6/article2/article2.html" target="_blank">Horizontal Portal Products</a> (figura 4)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for Enterprise Content Management" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol6/article3/article3.html" target="_blank">Enterprise Content Management</a> (figura 5)<a title="Magic Quadrant for Enterprise Application Servers" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/vol3/article2/article2.html" target="_blank"><br />
</a></li>
<li><a title="Magic Quadrant for IT Project and Portfolio Management" href="http://mediaproducts.gartner.com/reprints/microsoft/157924.html" target="_blank">IT Project and Portfolio Management</a> (figura 6)</li>
</ul>
<p><span id="more-687"></span><br />
<a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq01.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-691" title="Magic Quadrant 1" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq01-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq02.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-692" title="Magic Quadrant 2" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq02-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq03.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-693" title="Magic Quadrant 3" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq03-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq04.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-694" title="Magic Quadrant 4" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq04-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq05.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-695" title="Magic Quadrant 5" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq05-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq06.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-696" title="Magic Quadrant 6" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/10/mq06-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Questi quandranti sono il risultato di ricerche condotte dalla società di consulenza americana Gartner, sono la rappresentazione visuale di ricerche che tentano di mappare il mercato di riferimento, la direzione e i maggiori soggetti che ne fanno parte. I players vengono inquadrati in base a due concetti: &#8220;<strong>capacità di fare</strong>&#8221; e &#8220;<strong>completezza della visione</strong>&#8220;. I leader sono coloro che hanno entrambe queste qualità, chi ha solo la prima è definito <em>challenger</em> (sfidante), chi possiede solo la seconda è tra i <em>visionaries</em> (visionari), poi vengono i <em>niche players</em> (giocatori di nicchia).</p>
<p>Il fatto che Microsoft sia presente tra i <em>leaders</em> in tutti questi studi significa che ha maturato una notevole completezza nella visione e una soddisfacente abilità di fare in svariati settori, che sono bene o male collegati tra loro e descrivono nel loro complesso i maggiori bisogni emergenti delle organizzazioni odierne: portali aziendali, sistemi di project/knowledge management, gestione documentale e collaborazione. In un&#8217;unica parola: SharePoint.</p>
<p>Dopo i due giorni a Milano sono tornato con un sacco di idee, di proposte e possibilità che cercherò di mettere nero su bianco in qualche intervento successivo. Qui vorrei solo aprire una questione: <strong>Google, tanto decantato, è ancora lontano dai sistemi <em>enterprise</em></strong> di ampia visione. Oggi la sua offerta è limitata ai servizi che si rivolgono anche al grande pubblico: GMail, Docs..<br />
Microsoft ha saputo cogliere e tradurre in una piattaforma tante esigenze, e lo sta facendo lasciando a sviluppatori e utenti finali grandi possibilità di personalizzazione. Google ad oggi offre strumenti funzionali e funzionanti, che però non possono essere personalizzati e inseriti in un contesto aziendale che richieda un notevole grado di personalizzazione.</p>
<p><strong>E&#8217; così o è solo una mia impressione?</strong></p>
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		<title>Meta System e Cisco: odore di innovazione in salsa VoIP</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/09/01/meta-system-cisco-innovazione-in-voip/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia e VoIP]]></category>
		<category><![CDATA[cisco]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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		<category><![CDATA[VoIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Meta System adotta Cisco Unified Communication come sistema per le comunicazioni interne, convogliando traffico voce e dati su un'unica rete. La diffusione del VoIP nelle aziende italiane e USA.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-646" title="cavi" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/09/cavi.png" alt="" width="410" height="170" /></p>
<p>E&#8217; leggendo certe notizie dal sito Cisco che poi ci si fa belli. Pare che dalle parti di MetaSystem, azienda reggiana il cui business principale è l&#8217;elettronica applicata ai sistemi di sicurezza, stiano sperimentando i vantaggi del <strong>VoIP</strong>. <a title="Cisco Unified Communication in Meta System" href="http://www.cisco.com/web/IT/local_offices/case_history/metasystem.pdf" target="_blank">La notizia in questione è raggiungibile qui</a>.</p>
<p>Al di là della connotazione pubblicitaria, vorrei riprendere alcune questioni per fare una breve riflessione:</p>
<p><span id="more-644"></span></p>
<blockquote><p>Il destino dei centralini tradizionali PABX è diventare oggetti di antiquariato, per le aziende strutturate in sede e filiali sul territorio. I benefici garantiti dalla tecnologia innovativa che si sta diffondendo come standard &#8211; l’Unified Communications, ovvero <strong>dati, voce e video in un’unica infrastruttura di rete IP</strong> &#8211; non fa certo rimpiangere la difficoltà di gestione, le limitate funzionalità e, soprattutto, i costi di una rete telefonica a sé stante. [..]<br />
L’orientamento all’innovazione tecnologica insito nella mission stessa di MetaSystem, e la struttura complessa del Gruppo, hanno costituito la base per un fondamentale passo in avanti in ambito ICT. Corrado Azzaloni, Responsabile Sistemi Informativi, individua sfide, obiettivi e fasi del progetto che ha avuto co-protagonisti Cisco e il partner Xanten. “MetaSystem è composta da <strong>diverse sedi</strong>, le cui infrastrutture telefoniche originariamente erano di tipo tradizionale e basate su un centralino PABX. Con il tempo, le diverse sedi sono state interconnesse anche per il traffico dati e ciò stava generando una gestione complessa e articolata dell’<strong>architettura IT</strong>, che comprendeva una rete in fibra ottica tra i quattro poli all’interno dello stesso distretto telefonico di Reggio Emilia.&#8221; [..] “La <strong>prima implementazione pilota</strong> ha richiesto due settimane di intervento”, continua Azzaloni. “Successivamente, in un mese anche la sede di Reggio Emilia è stata interconnessa nel nuovo sistema, <strong>prima in parallelo e poi, pian piano, in sostituzione</strong>. Su ogni sede sono stati implementati i Voice Gateway, a garanzia di servizio anche in assenza di collegamento di rete geografico, con l’obiettivo di fornire una soluzione di disaster recovery”. Al primo CallManager ne è stato aggiunto un secondo, mentre la rete si è arricchita della <strong>componente Wi-Fi</strong> con l’installazione di Access Point Cisco, per permettere la continuità operativa del personale che si sposta costantemente da una sede all’altra del network. “In questo modo gli operatori sono sempre raggiungibili ovunque all’interno delle sedi e possono mantenere lo stesso numero di interno indipendentemente dalla loro ubicazione”.</p></blockquote>
<p>Ormai la tecnologia VoIP in ambito aziendale è consolidata, i vantaggi non riguardano solamente i costi, ma l&#8217;opportunità di creare un ambiente in qualche modo slegato dal vecchio concetto di fonia.</p>
<p>Ciò che mi sembra imprescindibile però nella attuali condizioni è la <strong>possibilità di testare in parallelo un nuovo sistema</strong>. E&#8217; lo stesso concetto che si ritrova nei software: se prima si cambiava perchè qualcuno proponeva una licenza meno onerosa o funzionalità migliori, ora si cambia solo se questo qualcuno è in grado di &#8220;far andare&#8221; il proprio prodotto in parallelo a quelli già esistenti, per dimostrarne il reale valore.</p>
<p>Nessuno vuole restare un mese senza telefono, tantomeno una azienda.</p>
<p>Ma non è solo a Reggio Emilia che si è diffusa la tecnologia <a title="Cisco Unified Communications" href="http://www.cisco.com/web/IT/solutions/ent/tecnologie/unifiedcom/unifiedcom_home.html">Cisco Unified Communications</a>, la <a title="casi italiani - cisco unified communications" href="http://www.cisco.com/web/IT/local_offices/case_history/case_ipcomm_home.html" target="_blank">lista dei casi italiani</a> è tanto lunga quanto variegata. Indubbiamente le soluzioni di Cisco richiedo investimenti maggiori, che non tutti possono permettersi, ma <strong>quante aziende in Italia hanno capito le potenzialità del VoIP e dell&#8217;IM (Istant Messaging)?</strong></p>
<p>La risposta <a title="aziende italiane e VoIP" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/voip-bocconi.shtml?uuid=869f881e-3d21-11dd-bc5b-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero">ce la offre il Sole 24 Ore</a>, che riporta una ricerca condotta dall&#8217;Università Bocconi:siamo <strong>attorno al 17%</strong>.</p>
<blockquote><p>Quasi due quinti del traffico telefonico prodotto dalle imprese made in Italy corre su sistemi di comunicazione voce via Internet, la cosiddetta Voice over Internet Protocol (VoIP) e il personale delle aziende ne fa un uso frequente nell&#8217;arco della giornata lavorativa. Per lo più si ricorre a questo canale innovativo per comunicare, ma l&#8217;utilizzo è percepito positivamente a livello di efficacia e gli utenti sono per la maggioranza propensi a esplorare nuove funzionalità del VoIP. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca condotta dall&#8217;Università Bocconi, in collaborazione con Italtel e Cisco Italia.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è un dato di fatto, che dovrebbe far riflettere: la maggior parte delle aziende che scelgono la strada del VoIP non lo fanno solamente perchè si attendono una riduzione dei costi immediata (obiettivo di breve periodo) ma anche perchè prevedono di attuare in futuro &#8220;<strong>innovazioni organizzative abilitate da un nuovo modo di comunicare</strong>&#8220;.</p>
<p>Notizie incoraggianti. Anche se le cose oltre oceano <a title="State of Enterprise VoIP 2008" href="http://www.voip-news.com/feature/state-enterprise-voip-2008-041808/" target="_blank">vanno diversamente</a> (Infonetics Research, Luglio 2008): le stesse percentuali nostrane le avevano raggiunte già nel 2005, quando il 36 % delle grosse aziende avevano adottato il VoIP, il 23 % delle medie e il 14 % delle piccole imprese. Mentre entro il 2010 si prevede che saranno circa due terzi le aziende USA che si doteranno di tecnologie VoIP.</p>
<p>Ovviamente sarebbe interessante leggere i <a title="Forrester - enterprise VoIP in Europe" href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,43073,00.html" target="_blank">report di Forrester</a> per sapere come vanno le cose in Europa, ma  279$ a fondo perduto non me li posso permettere. :)</p>
<p><strong>E nel tuo ufficio che telefono hai?</strong></p>
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		<title>Project Management con Celoxis e alternative a Basecamp</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 05:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<description><![CDATA[Project Management su piattaforme web based. Celoxis è un software per la gestione progetti che dialoga con Microsoft Project, è solo una delle alternative a Basecamp.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="basecamp" href="http://www.basecamphq.com/" target="_blank">Basecamp</a> lo conoscono in tanti, <strong>project management in versione lite</strong>. Qualcosa in più di una todo list, molto meno di <a title="microsoft project server" href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739841040.aspx" target="_blank">microsoft project server</a>, che ho <a title="microsoft sharepoint e project server" href="http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/" target="_blank">conosciuto da poco</a> e che ha lasciato un&#8217;ottima impressione iniziale. Poi utilizzandolo ti accorgi dei problemi e ti guardi un po&#8217; intorno.. (problemi che in ogni caso pesano relativamente poco rispetto alle reali potenzialità di questa piattaforma).<br />
Mi sono chiesto se nel mondo qualche <em>disgraziato</em> avesse pensato a una sorta di integrazione tra basecamp e microsoft project: ho fatto la <a title="google search" href="http://www.google.it/search?q=basecamp+microsoft+project" target="_blank">domanda al signor G</a> ed ecco il sito che non ti aspetti.</p>
<p><a title="limiti di basecamp e alternative" href="http://www.whybasecampsux.org/" target="_blank">www.whybasecampsux.org/</a> &#8211; che tradotto in lingua madre suona come: www.perchèbasecampfapena.org</p>
<p>Qualche ignaro frustato ha messo in fila le pecche di basecamp e ha collezionato una serie di alternative al project management via web. Alcuni motivi sono pienamente condivisibili:</p>
<ul>
<li>Basecamp non offre una rappresentazione visuale dei progetti: <strong>GANTT</strong></li>
<li>L&#8217;<strong>esportazione dei dati</strong> è difficoltosa, sebbene venga offerta l&#8217;esportazione nel formato XML, praticamente questa non è leggibile da microsoft project (tanto per citarne uno)</li>
<li>Non ci sono <strong>template per i progetti</strong>, ogni nuovo progetto deve essere compilato a mano</li>
<li>Il <strong>limite degli allegati</strong> a 10Mbite è piuttosto restrittivo (per non dire proibitivo)</li>
</ul>
<p><span id="more-634"></span></p>
<p>Detto questo resta il fatto che quelli di <strong>37Signal</strong> hanno saputo creare uno <strong>strumento snello ed efficace</strong>, anche se a mio parere <strong>difficilmente utilizzabile in contesti medio-grandi</strong>. Allora quali sono le <strong>alternative</strong>?<br />
I primi a illustrarle sono proprio quelli di 37Signal, <a title="alternative a basecamp" href="http://basecamphq.com/forum-archive/viewtopic.php?id=141" target="_blank">nel loro forum</a>: onore al merito per saper convivere e competere coi concorrenti. Ma è spulciando nell&#8217;elenco di whybasecampsux che ho trovato questo <a title="celoxis" href="http://www.celoxis.com" target="_blank">Celoxis</a>.</p>
<p><strong>Celoxis</strong> è una <strong>piattaforma online per la gestione progetti</strong>, sviluppata da una società indiana, che non ha nulla ma proprio nulla da inviadare a concorrenti ben più blasonati. Quello che mi ha attratto è stata l&#8217;esportazione/importazione di progetti da microsoft project (che funziona, anche se dai test effettuati non è impeccabile), per poi scoprire che le funzionalità offerte sono di elevato livello.</p>
<ul>
<li><strong>Gestione delle risorse</strong> e dei relativi costi, con una interfaccia di livellamento decisamente migliore rispetto allo standard di microsoft project (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Calendario</strong>: sembra una banalità, ma può rivelarsi di estrema utilità quando ci sono più progetti/attività/riunioni sovrapposti (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Timesheet</strong>: ogni utente indica le attività svolte durante la giornata lavorativa (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Reportistica</strong> dettagliata e personalizzabile</li>
<li>Visualizzazione grafica con <strong>GANTT</strong> (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Analisi economica</strong> degli scostamenti: c&#8217;è grande attenzione sull&#8217;analisi dei dati, che sono il vero fattore determinante per una corretta gestione progetti (vedi screenshot sotto)</li>
<li><strong>Accesso per i clienti</strong>, che dispongono di una loro cartella personale e di un forum tramite i quali possono aprire un collegamento diretto con l&#8217;azienda</li>
</ul>

<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-utilizzo-risorse/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-utilizzo-risorse-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Utilizzo risorse" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-timesheet/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-timesheet-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Timesheet" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-gantt/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-gantt-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Gantt" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-analisi-scostamenti/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-analisi-scostamenti-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Analisi Economica" /></a>
<a href='http://www.diplod.it/2008/08/20/project-management-con-celoxis-e-alternative-a-basecamp/celoxis-calendario/'><img width="150" height="150" src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/08/celoxis-calendario-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Celoxis - Calendario" /></a>

<p>Insomma, non si tratta della gestione di semplici &#8220;todo-list&#8221;, per dirla all&#8217;italiana: di &#8220;liste delle cose da fare&#8221;. Si tratta di una seria ed efficiente <strong>piattaforma per la gestione dei progetti</strong>, con gli indispensabili strumenti per l&#8217;analisi dei costi e degli scostamenti rispetto alle previsioni di budget.</p>
<p>Sul sito ufficiale si trovano alcuni utili <a title="celoxis movies" href="http://www.celoxis.com/movies.php" target="_blank">video esplicativi</a>, mentre per i più curiosi è disponibile anche la <a title="celoxis demo" href="http://www.celoxis.com/demo.php" target="_blank">demo on-line</a>. Celoxis viene venduta sia in versione hosted (14.95$ ogni utente/mese) che installata presso i server aziendali.</p>
<p><a title="celoxis about" href="http://www.celoxis.com/about.php" target="_blank">Tra i clienti</a> sono citate anche <strong>aziende italiane</strong>, ma le mie ricerche non hanno scovato nulla a riguardo. Mi piacerebbe sapere come si sono trovati coloro che hanno adottato questo sistema di project management; la prima impressione (quella che conta) è di un <strong>software solido</strong> e <strong>decisamente appetitoso</strong>. Se qualcuno avesse ulteriori notizie è il benvenuto, intanto continuerò a spulciare nei link delle <strong>alternative a microsoft project.. ops! a basecamp</strong>.</p>
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		<title>Project Management: raccolta di idee per la tesi</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/07/10/project-management-raccolta-di-idee-per-la-tesi/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 15:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In principio era il post-it, oggi è il post. Al di là del gioco di parole: stiamo assistendo alla rivoluzione del nuovo web, dove le informazioni e le conoscenze vengono formalizzate in sistemi informatici che hanno il loro cuore pulsante sulla rete e sulle persone che vi appartengono. Che sia web o intranet poco importa. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In principio era il post-it, oggi è il post. Al di là del gioco di parole: stiamo assistendo alla rivoluzione del nuovo web, dove le informazioni e le conoscenze vengono formalizzate in sistemi informatici che hanno il loro cuore pulsante sulla <strong>rete</strong> e sulle <strong>persone</strong> che vi appartengono. Che sia <strong>web</strong> o <strong>intranet</strong> poco importa. Qualcuno, più pacatamente, la chiama evoluzione: perché in fondo ciò che prima era consultazione, oggi è fruizione.</p>
<p>Project Management, Task Management, Project Portfolio, Knowledge Management, Product Data Management, SOA, Enterprise Application Integration e chi più ne ha più ne metta. Per chi ancora parla <strong>italiano</strong>: gestione dei progetti e del portfolio progetti, pianificazione delle attività, gestione della conoscenza, gestione documentale legata al prodotto, architetture software orientate ai servizi, integrazione delle applicazioni presenti in azienda. Sono queste le sfide di oggi, per una azienda che chiede all’infrastruttura ICT servizi fruibili e con una semplice finalità: soddisfare bisogni, più o meno estesi, all’interno dell’organizzazione. Per il cliente sono tutte attività che non creano <strong>valore aggiunto</strong>, per l&#8217;azienda sono la base operativa, a volte la prerogativa per il conseguimento dei risultati.</p>
<p>La <strong>gestione dei progetti</strong> va oltre la semplice pianificazione, diventa fondamentale <strong>condividere le informazioni</strong> sull’avanzamento delle attività, l’utilizzo delle risorse e i relativi costi. A maggior ragione per il reparto di <strong>Ricerca e Sviluppo</strong>: il portfolio progetti deve essere accessibile e visibile a tutti, i team di lavoro devono condividere files e documenti agevolmente, i ricercatori devono scambiarsi conoscenza agilmente. La conseguenza naturale di queste introduzioni è l’aumento della complessità delle tecnologie ICT: la gestione di tale complessità diventa un fattore critico per rendere utilizzabili i sistemi informatici.<br />
Ecco quindi l’avvento delle SOA: Service Oriented Architecture. Il software deve fornire  alcuni precisi servizi ed essere accessibile via web: Web Services.<br />
Le piattaforme per la condivisione di documenti e progetti sono tantissime, il compito di un ingegnere gestionale sta nell’individuare i bisogni (requisiti) fondamentali per poi scegliere e sviluppare il software correttamente.</p>
<p><span id="more-594"></span></p>
<p>Oggi ho messo in fila le <strong>idee</strong>, e ho stilato una lista di argomenti sulla quale costruire la <strong>tesi di laurea specialistica</strong>. Si, la tesi: finalmente si esce.. anche se di certo non prima di Dicembre. Probabilmente diventerà l&#8217;indice, 12 capitoli e troppe parole inglesi. <strong>Che dite?</strong></p>
<ol>
<li>Introduzione</li>
<li>Project Management in R&amp;D
<ol>
<li>Importanza della gestione progetti e Open Innovation</li>
<li>Intranet: condivisione e architettura Service Oriented</li>
<li>Gestione documentale abbinata ai progetti</li>
</ol>
</li>
<li>Ai confini del Knowledge Management</li>
<li>Enterprise 2.0: i bisogni emergenti e le SOA</li>
<li>Governance dell’ICT: complessità crescente e bisogno di integrazione
<ol>
<li>La logica dell’architettura a piccoli moduli</li>
<li>Accoppiamento dei software: bene o male?</li>
</ol>
</li>
<li>Microsoft SharePoint e la Social Era: tra wiki, blog e team di lavoro</li>
<li>Project Web Access: Microsoft Project on-line</li>
<li>Il caso della intranet nel reparto R&amp;D di LandiRenzo S.p.A.
<ol>
<li>SharePoint e PWA: personalizzazioni della piattaforma e Web Parts</li>
<li>Monitorare il Workflow dello sviluppo software: una soluzione con gli strumenti di SharePoint</li>
<li>Workflow dei documenti: interfacciamento con SAP</li>
<li>Product Data Management col software Model Manager e il CAD</li>
<li>Forza e debolezza di piattaforma e infrastruttura</li>
</ol>
</li>
<li>Il ruolo del CED</li>
<li>Qualche cenno sul mondo Open Source</li>
<li>Evoluzione</li>
<li>Conclusioni</li>
</ol>
<p>Lo pubblico perchè come sempre mi piace condividere ciò che faccio, soprattutto da studente, e magari qualcuno può darmi spunti interessanti o viceversa questo elenco potrebbe stimolare qualche altro &#8220;collega&#8221;. Per chi se la fosse persa: <a title="tesi davide del monte" href="http://www.diplod.it/2006/12/08/e-learning-e-knowledge-management-tesi/">la laurea della triennale è disponibile per la consultazione</a>.</p>
<p>Ho deciso di focalizzare l&#8217;attenzione sulla <strong>intranet</strong> e sulle <strong>piattaforme collaborative</strong>, lo trovo un proseguimento del lavoro dei tre anni precedenti; è comunque un tema che mi sta a cuore. E chissà che l&#8217;inizio di questo post non diventi l&#8217;introduzione..</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Project management su sharepoint: connubio in salsa enterprise 2.0</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/04/26/project-management-su-sharepoint-connubio-in-salsa-enterprise-20/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[foto Flickr] Quello del project management è senza dubbio un campo navigato da tempo. Microsoft Project uscì per la prima volta nel 1990, fu una delle prime applicazioni Microsoft a girare su Windows 3.0. Da allora le esigenze del project manager sono evolute assieme alla tecnologia; oggi è sempre più fondamentale avere una visione globale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/04/post-it.jpg" alt="post-it" /><br />
<small>[<a href="http://www.flickr.com/photos/jakecaptive/49915119/" title="Flickr" target="_blank">foto Flickr</a>]</small></p>
<p>Quello del project management è senza dubbio un campo navigato da tempo. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Project">Microsoft Project</a> uscì per la prima volta nel 1990, fu una delle prime applicazioni Microsoft a girare su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_3.x">Windows 3.0</a>. Da allora le esigenze del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_management">project manager</a> sono evolute assieme alla tecnologia; oggi è sempre più fondamentale avere una <strong>visione globale dei progetti</strong> e <strong>condividere</strong> con il team di lavoro tutte le informazioni. Per questo i software di <strong>project management</strong> oltre ad assistere il project manager nella pianificazione, nell’assegnazione delle risorse, nella verifica del rispetto dei tempi, nella gestione dei budget e nell’analisi dei carichi di lavoro, tendono ad avere una componente server. I dati sul progetto, l’avanzamento delle attività, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diagramma_di_Gantt">gannt</a> sono affiancati alla condivisione di documenti, ai forum di discussione e perché no.. ai <strong>wiki</strong>.</p>
<p>Oggi Microsoft offre uno strumento in grado di integrare perfettamente le applicazioni desktop a quelle di rete. <a href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739841040.aspx">Project Server</a>, <a href="http://office.microsoft.com/it-it/projectserver/FX100739631040.aspx">Project Web Access</a> e Outlook Add-in, insieme a <a href="http://office.microsoft.com/it-it/sharepointtechnology/FX100503841040.aspx">Windows Sharepoint Services</a> (WSS) permettono di costruire una intranet quasi perfetta. All’inizio ero scettico, non credevo che Microsoft fosse all’avanguardia in questo campo, ma devo ricredermi. Ho avuto l’occasione di entrare a contatto con una realtà aziendale di grandi dimensioni, dove il reparto di ricerca e sviluppo opera con questi strumenti.<br />
<span id="more-539"></span></p>
<p>I <strong>project manager</strong> possono “costruire” i progetti e il relativo elenco delle attività direttamente da Microsoft Project, poi pubblicarle on-line. Ogni progetto ha uno spazio dedicato dove i membri del team di lavoro possono salvare documenti e avviare discussioni. Il <strong>resource manager</strong> assegna le attività alle persone più indicate, in base alla loro disponibilità. Ogni nuova attività viene segnalata tramite l’invio di una mail automatica una volta che è stata assegnata e il calendario di Outlook si aggiorna in base agli impegni in programma.<br />
Ogni persona che ha lavorato su un progetto compila periodicamente il proprio <strong>timesheet</strong>, segnalando l’avanzamento delle attività e le ore in cui ha lavorato. Eventualmente, su richiesta del project manager, può redigere un report per indicare lo stato del progetto, le difficoltà incontrate, ecc.</p>
<p>Ho rivisto, su piattaforma Microsoft, i vari strumenti 2.0 alla <a href="http://www.basecamphq.com/">basecamp</a>, tanto decantati in questi tempi. Ma la vera forza di questa tecnologia è la <strong>intima integrazione con il sistema operativo e i software deskotp</strong>. Si assiste ad un perfetto allineamento tra ciò che viene prodotto con Project e ciò che poi appare sul PWA (Project Web Access), tanto che nemmeno serve digitare username e password perché si è subito riconosciuti come utenti windows. Ci sono i gruppi, i livelli di accesso, il versioning dei files, e tutto ciò che è necessario in queste situazioni. Ciò che invece irrimediabilmente manca è la componente ludica di questi prodotti.</p>
<p>Ho <a href="http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/" title="convegno enterprise 2.0" target="_blank">parlato</a> <a href="http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/" title="enterprise 2.0" target="_blank">altre volte</a> dei bisogni emergenti tipici dell’enterprise 2.0: scambio e condivisione del sapere, organizzazione del calendario, reperibilità delle informazioni, condivisione degli obiettivi. Sono tutte esigenze di chi oggi arriva la mattina davanti a un PC, a maggior ragione se si trova a far parte di un reparto di R&amp;S. Ma spesso una piattaforma on-line che tenta di soddisfare questi bisogni è vista come “una seccatura in più”, come se non bastasse ricevere 50 mail al giorno. Avere una visione globale circa l’avanzamento dei progetti e la gestione delle attività è un fattore critico per chi governa i progetti, ma diventa una cosa in più da fare per chi tutti giorni è alle prese col lavoro di ricerca. E’ questione di cultura, certo: il plusvalore che deriva da un costante e proficuo utilizzo di questi strumenti on-line non è immediato. Deve essere presente una componente attrattiva, che forse ancora Microsoft non ha colto, ma la strada è quella giusta.</p>
<p>Sinceramente faccio fatica a trovare una alternativa così integrata a WSS+PWA.<br />
Eppure<span>  </span>i software di Project Management open source (o meno) di certo non mancano: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_project_management_software">http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_project_management_software</a></p>
<p>Giusto per concludere con qualche segnalazione a mio avviso interessante, eccone alcuni</p>
<ul>
<li><a href="http://www.activecollab.com/">ActiveCollab</a> – project management web based</li>
<li><a href="http://www.dotproject.net/">DotProject</a> &#8211; project management web based</li>
<li><a href="http://www.openworkbench.org/">OpenWorkBench</a> – applicazione desktop</li>
</ul>
<p>Un utile punto di riferimento, per farsi un’idea e leggere una comparazione è questo articolo:<br />
<a href="http://www.klambauer.info/pms.pdf">http://www.klambauer.info/pms.pdf</a></p>
<p>E questo link:<br />
<a href="http://open-source-project-management-tools.blogspot.com/">http://open-source-project-management-tools.blogspot.com/</a></p>
<p><strong>E voi? Qualcuno ha avuto esperienze con Sharepoint? Qualcuno conosce alternative?</strong></p>
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		<item>
		<title>Tra convegni e presentazioni</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/03/31/tra-convegni-e-presentazioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 00:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi giorni li ho passati di corsa, ancora non avevo trovato il tempo per tirare le somme circa due incontri ai quali ho partecipato. Il convegno sull&#8217;enterprise 2.0 a Milano e la presentazione del libro &#8220;Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione&#8221; a Firenze. Il 12 Marzo, presso il politecnico di Milano, ero al convegno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi giorni li ho passati di corsa, ancora non avevo trovato il tempo per tirare le somme circa due incontri ai quali ho partecipato. Il convegno sull&#8217;enterprise 2.0 a Milano e la presentazione del libro &#8220;Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione&#8221; a Firenze.</p>
<p><strong>Il 12 Marzo, presso il politecnico di Milano, ero al convegno organizzato dall&#8217;osservatorio Enterprise 2.0</strong>. Al termine è stato consegnato a tutti i partecipanti il rapporto 2008 che evidenzia i risultati delle ricerche dell&#8217;osservatorio.</p>
<blockquote><p> La Ricerca ha previsto lo sviluppo di 70 studi di caso di imprese e Pubbliche Amministrazioni tra le più significative del nostro Paese, nonché l’analisi delle strategie tecnologiche dei principali vendor di tecnologia. Infine è stata realizzata una survey che ha coinvolto 65 Chief Information Officer (CIO) e ha permesso di comprendere la visione che i responsabili della direzione Sistemi Informativi hanno di questo fenomeno e dei suoi possibili impatti sul ruolo del CIO e, più in generale, sulla Governance dell’ICT all’interno dell’organizzazione.</p></blockquote>
<p>La parte più interessante è stata senza dubbio quella di presentazione della ricerca, da parte di Mariano Corso e Stefano Mainetti. Una presentazione curata e ricca di spunti, che evidenzia il fiorire di bisogni emergenti da parte dei &#8220;lavoratori&#8221; di oggi: <strong>appartenenza aperta, social networking, conoscenza in rete, collaborazione emergente, riconfigurabilità adattativa, global mobility</strong>.<br />
Definizioni che probabilmente dicono poco se lette così in fretta, ma che sono esaustivamente trattate e approfondite nel report, <a href="http://www.osservatori.dig.polimi.it/archivioReportGenerale.php" title="Archivio Report Politecnico" target="_blank">liberamente scaricabile da qui</a> previa registrazione. Oltre a questa ricerca, dal sito è possibile avere accesso anche agli altri report riguardanti i convegni passati. Materiale interessante.</p>
<p><span id="more-515"></span></p>
<p>Nella seconda parte della mattina sono stati presentati diversi casi aziendali. Alcuni decisamente poco centrati, come la community per i venditori tim; altri invece decisamente appassionanti. Cito solamente quello di <strong>Banca Intesa Sanpaolo</strong>, che ha sviluppato internamente, grazie alla Direzione Sistemi Informativi,  una piattaforma dove sperimentare e promuovere strumenti web 2.0 in ambito Intranet per migliorare la comunicazione interna e la capitalizzazione della conoscenza. Non si tratta solo di wiki e blog, naturalmente presenti, ma di un ambiente in <strong>stile SecondLife</strong> dove gli avatar dei dipendenti si incontrano per riunioni di lavoro.<br />
Cosa che ha suscitato qualche sorriso, ma quando il relatore ha spiegato che oltre ad essere uno strumento inerno potrebbe diventare qualcosa di utilizzabile per i clienti le espressioni si son fatte più serie. Piacevolmente stupito, certo è che per sviluppare internamente strumenti simili servono ingenti capitali e forza lavoro, che una banca come Intesa SanPaolo non si fa mancare.</p>
<p>Molto meno coinvolgente è stata invece la tavola rotonda con i principali player del settore, nomi di tutto rispetto: <strong>Microsoft, IBM, SAP, Google, YooPlus</strong>.. Tutti avevano le soluzioni chiavi in mano per l&#8217;enterprise 2.0, ma non si è capito bene quali fossero. A parte <a href="http://www.google.it/services/" title="Google - soluzioni per aziende" target="_blank">Google</a> e <a href="http://www.yooplus.com/" title="Yooplus" target="_blank">YooPlus</a>, di cui si conoscono i servizi, per gli altri era più che altro una occasione per esserci, più che per proporre.</p>
<p><strong>Il 18 marzo invece ero a Firenze</strong>, per assistere alla presentazione del libro &#8220;<a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-chesbrough_henry/sku-12787572/open_modelli_di_business_per_l_innovazione_.htm" title="Open. Modelli di business per l'innovazione" target="_blank">Open. Modelli di business per l&#8217;innovazione</a>&#8221; di <a href="http://www.haas.berkeley.edu/faculty/chesbrough.html" title="chesbrough" target="_blank"><strong>Henry Chesbrough</strong></a>, californiano occhialuto che ha sposato la causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_innovation" title="Open Innovation - Wikipedia" target="_blank">Open Innovation</a> diventando il guru mondiale di una &#8220;disciplina&#8221; che in fondo non ha nulla di veramente innovativo. Il paradigma della open innovation prevede che ci siano uno scambio con l&#8217;ambiente esterno all&#8217;azienda per tutto ciò che riguarda i progetti di ricerca, così come la conoscenza o le persone.</p>
<p><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/03/open-innovation.jpg" alt="Open Innovation" /></p>
<p>In buona sostanza, per innovare bene non ci si può chiudere in casa. Il merito di Chesbrough è semplicemente quello di aver coniato il termine giusto per descrivere un concetto quasi scontato, almeno per chi è nato con internet.</p>
<p>La lezione del professore è stata interessante, anche se come esempio di open innovation ha portato il solito &#8220;caso Ryanair&#8221;. Molto noioso invece tutto il contorno, dai saluti della presidentessa di Confindustria Toscana (sparita subito dopo l&#8217;intervento) all&#8217;introduzione del rettore della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna. Così come gli interminabili interventi delle aziende partner/sponsor dell&#8217;evento. Tanto per citare i tre casi più emblematici:</p>
<ol>
<li>I servizi premium vodafone per il telefonino: qualcuno crede davvero che giochi java e suonerie siano il business del futuro?</li>
<li>Trenitalia: non è per fare ironia, ma si fa veramente fatica a credere ai modelli di open innovation di una azienda che ancora non ha risolto problemi macroscopici come quelli dell&#8217;efficienza.</li>
<li>Damiani gioielli: il fattore fortemente innovativo era quello di aver scelto celebrità e importanti personalità come testimonial, mentre si combattevano i copioni. Appunto, open innovation..</li>
</ol>
<p>La <strong>morale</strong> è che questi incontri sono interessanti, ma se c&#8217;è da programmare il ritorno in treno nessuna paura se si perdono i pistolotti degli sponsor. Capisco le logiche di lobby, ma gli interventi (soprattutto quelli lunghi e fuori tempo massimo) sminuiscono il valore &#8220;scientifico&#8221; delle conferenze.<br />
Resta il fatto che entrambe le occasioni sono state fonte di spunti e momenti utili per imparare qualcosa. Promosse entrambe, con riserva. <strong>Qualcun altro c&#8217;era? Impressioni?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Convegno sull&#8217;enterprise 2.0 il 12 marzo a Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 16:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal blog dell&#8217;Osservatorio Enterprise 2.0 del Politecnico di Milano vengo a conoscenza di questo interessante convegno, al quale partecipano diversi partner italiani e non, completamente gratuito previa iscrizione: il 12 marzo 2008 al Politecnico di Milano, Aula Rogers, via Ampere 2. Giro voce a mia volta, spero possa essere un momento di confronto: Convegno conclusivo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="http://enterprise20.it/blog" title="blog osservatorio 2.0" target="_blank">blog dell&#8217;Osservatorio Enterprise 2.0</a> del Politecnico di Milano vengo a conoscenza di questo interessante convegno, al quale partecipano diversi partner italiani e non, completamente gratuito previa iscrizione: il 12 marzo 2008 al Politecnico di Milano, Aula Rogers, via Ampere 2.<br />
Giro voce a mia volta, spero possa essere un momento di confronto:</p>
<blockquote><p> Convegno conclusivo dei lavori della Ricerca dell&#8217; <strong>Osservatorio Enterprise 2.0</strong> a cura della School of Management del Politecnico di Milano.<br />
In occasione del convegno, saranno presentati i risultati della Ricerca, che ha coinvolto oltre <strong>130</strong> tra imprese e Pubbliche Amministrazioni, attraverso studi di caso, interviste dirette ed una survey sui <strong>CIO</strong> delle principali realtà operanti nel nostro paese.<br />
I risultati generali della Ricerca saranno discussi in una sessione plenaria che fornirà una visione dello <strong>stato e i trend</strong> nell&#8217;introduzione di strumenti di social computing (blog, wiki, ecc.) e approcci tecnologici ed infrastrutturali (SOA, BPM, ecc.), identificandone gli impatti sui processi, le relazioni, i modelli organizzativi e di impresa.<br />
Faranno seguito una <strong>tavola rotonda</strong> alla quale parteciperanno i principali player dell&#8217;offerta e una sessione di approfondimento in cui verranno presentate <strong>esperienze significative.</strong><br />
Il Convegno si terrà mercoledì <strong>12 marzo 2008</strong>, dalle ore 09.30 alle ore 13.00, presso l&#8217;Aula Rogers del <strong>Politecnico di Milano, </strong>Via Ampére 2, Milano. Al termine del Convegno verrà distribuito ai partecipanti il <strong>Rapporto </strong>contenente i risultati principali della Ricerca.<br />
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione<strong> </strong><a href="http://www.osservatori.dig.polimi.it/registra_evento_sessione.php?id_s=0&amp;id_t=2&amp;id_e=117"><strong><u>cliccando qui</u></strong></a>.<br />
Il video di presentazione del convegno è disponibile a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rZ6Y1F0JDsY"><strong>questo indirizzo</strong></a>.</p></blockquote>
<p><span id="more-507"></span></p>
<p>IL PROGRAMMA</p>
<p><strong>9.00 Registrazione</strong></p>
<p><strong>9.30 Introduce e presiede</strong></p>
<p>Umberto Bertelè, Presidente School of Management Politecnico di Milano</p>
<p><strong>9.45 I risultati della Ricerca</strong></p>
<p>Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio Enterprise 2.0<br />
Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico Osservatorio Enterprise 2.0</p>
<p><strong>10.45 Sessione di approfondimento: casi applicativi</strong></p>
<p>Alessandro Bonichi, Direttore Risorse Umane e Comunicazione Interna Seat Pagine Gialle<br />
Fabio Salerno, Responsabile Trade &amp; Local Marketing Telecom Italia Consumer<br />
Relatore da definire, RSO</p>
<p><strong>11.45 Tavola Rotonda: fornitori tecnologici a confronto</strong></p>
<p>Max Ardigò, Business Transformation Consultant IBM<br />
Silvio Filippi, Senior Product Manager Office System Microsoft Italia<br />
Luigi Grimaldi, Presidente Yooplus<br />
Carlo Marchini, Enterprise Division Manager Google<br />
Giovanni Marrè, Amministratore Delegato it Consult<br />
Amedeo Prodi, Enterprise SOA Specialist SAP</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Enterprise 2.0: attori e opportunità</title>
		<link>http://www.diplod.it/2008/02/27/enterprise-20-attori-e-opportunita/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 19:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[foto Flickr Arrivo al lavoro, verso le 9. La mia è un&#8217;azienda con un centinaio di dipendenti, abbiamo tre sedi: due in Emilia e una in Lombardia. Collego il notebook e accedo al portale aziendale. Stamattina sono sereno, è lunedì ma non ho scadenze stringenti. Controllo gli ultimi post pubblicati dai colleghi: ne trovo uno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.diplod.it/wp-content/uploads/2008/02/collaborazione.jpg" alt="Collaborazione" /><br />
<small><a href="http://www.flickr.com/photos/elogiodellafuga/272235434/" title="foto" target="_blank">foto Flickr</a></small></p>
<p>Arrivo al lavoro, verso le 9. La mia è un&#8217;azienda con un centinaio di dipendenti, abbiamo tre sedi: due in Emilia e una in Lombardia. Collego il notebook e accedo al portale aziendale. Stamattina sono sereno, è lunedì ma non ho scadenze stringenti. Controllo gli ultimi post pubblicati dai colleghi: ne trovo uno molto utile, che probabilmente mi aiuterà a risolvere un problemino col progetto avviato sul cliente Rossi. Lascio un commento entusiasta e voto l&#8217;articolo: 5 stelline.<br />
Ho voglia pure di vedere che stanno combinando quei pazzi della ricerca e sviluppo, vado a leggere gli articoli sul blog della R&amp;D. Come al solito tante belle cose ma ancora nessuna applicazione reale. Staremo a vedere..<br />
Ah, c&#8217;è un tizio che propone un aperitivo tra colleghi martedì prossimo: io ci sono! Il bar chi lo scieglie?<br />
Mario è stato promosso, i miei complimenti; Carla, neolaureata, è appena entrata in azienda, le lascio un messaggio per farle presente che nella sezione dedicata ai nuovi dipendenti ci sono un sacco di informazioni utili.<br />
Basta, sono le 10 e un quarto, è ora di fare qualcosa.. Il forum lo consulterò nel pomeriggio, adesso non sono in vena di dispensare consigli.</p>
<p>Concetto di impresa 2.0, detta all&#8217;americana: <strong>enterprise 2.0</strong>.<br />
In sostanza si tratta di concedere qualche ora ai dipendenti per il libero svago sulla intranet interna, il tutto a discapito della <strong>produttività</strong>. A discapito della produttività? Non esattamente.<br />
Strumenti come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki" title="Wiki - wikipedia" target="_blank"><strong>wiki</strong></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blog" title="blog - wikipedia" target="_blank"><strong>blog</strong></a>, che hanno reso possibile l&#8217;evoluzione di internet, possono rendere possibile pure l&#8217;evoluzione di una azienda. Delle relazioni lavorative: possono facilitare la <strong>comunicazione orizzontale</strong> e spianare la strada per nuovi scenari produttivi. Soprattutto per le organizzazioni che prevedono un costante lavoro per team e che consideraziono la conoscenza interna un bene da proteggere e coltivare (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Knowledge_management" title="knowledge management" target="_blank">knowledge  management</a> per gli anglofoni).<br />
E chi se ne frega se finisce che la gente pubblica le foto del capo con le gote rossicce all&#8217;ultima cena aziendale oppure parla della birra fatta in casa, succede sempre anche alla macchinetta del caffè. Nella maggior parte dei casi invece una <strong>intranet</strong> aziendale ben strutturata sarà utile per risolvere problemi, scambiarsi informazioni sui clienti, lasciare per iscritto cose che altrimenti andrebbero perdute nel tempo, comunicare con gente che non sta nello stesso ufficio; e questo alla macchinetta del caffè difficilmente avviene.</p>
<p><span id="more-501"></span></p>
<p>Tutto questo potrebbe essere interessante, <strong>ma chi lavora con questi strumenti?</strong> E soprattutto <strong>chi ti installa queste cose in azienda?</strong> E i <strong>costi?</strong><br />
Rispondere a queste domande non è per niente semplice, perchè il settore è <strike>appena nato</strike> acerbo. Perchè esistono una marea di <strong>esperimenti</strong>, ma non una killer application. Esistono casi studio più o meno ecclatanti, ma nessuno sarà mai abbastanza esplicativo. Innanzi tutto serve <strong>cultura aziendale</strong>. Se un&#8217;organizzazione è per natura verticale e verticistica, difficilmente riusciremo a sfruttare al meglio questi sistemi.<br />
Alla seconda domanda si può rispondere in questi termini: non esiste ancora la suite completa e definitiva. Quella in grado di adattarsi a tutte le esigenze e soddisfare ogni bisogno. Esistono però aziende che offrono soluzioni più o meno specifiche, che vanno opportunamente valutate in una prima fase di selezione del software. A tal proposito il punto di partenza è sicuramente il &#8220;<a href="http://www.oracle.com/corporate/analyst/reports/infrastructure/ocs/forrester-ecm-q42007.pdf" title="magic quadrant" target="_blank">quadrante magico</a>&#8221; di <a href="http://www.forrester.com" title="forrester" target="_blank">Forrester</a>.</p>
<p><strong>I principali attori</strong> del settore sono:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.spikesource.com/suitetwo/" title="suite 2.0" target="_blank">Suite 2.0</a> di Spikesource: Si pubblicizza come la piattaforma completa per l’enterprise 2.0. In effetti i componenti che la costituiscono sono i più noti del settore, su un’unica piattaforma sono integrati Movable Type (blog) e Social Text (wiki), oltre ad altri strumenti per la gestione RSS.<br />
E’ da valutare però attentamente la piattaforma, non sono infatti disponibili demo esplicative, questo può far pensare che l’interfaccia e l’usabilità siano ancora un po’ acerbe; almeno questa sensazione traspare dalla consultazione del sito ufficiale</li>
<li><a href="http://www.movabletype.com/products/community-solution.html" title="Movable Type Community Solution" target="_blank">Movable Type Community Solution</a>: A mio parere è tra le piattaforme più indicate se si vuole realizzare una community aziendale, dove ogni utente/dipendente dispone di un proprio blog personale. L’idea vincente è che l’utente interagisce coi vari strumenti in una logica bottom/up: i contenuti migliori vengono votati col sistema di ranking dagli altri utenti (lettori) fino a raggiungere notorietà.<br />
Ogni utente dispone di una pagina personale che può gestire come meglio crede. C’è la possibilità di aggiungere campi personalizzati al profilo utente, quindi ad esempio si possono inserire campi come “progetti avviati”, “clienti seguiti”, ecc..<br />
Per ogni utente viene tenuta traccia della sua attività all’interno della community, è quindi possibile vedere i commenti fatti, le risposte ai post nel forum, gli articoli pubblicati sul blog..<br />
E’ possibile creare dei blog multi-utente (sui quali più utenti possono scrivere – ideale per blog di progetto e per team di lavoro/ricerca), dispone inoltre dei forum.<br />
E’ presente una parte CMS, attraverso la quale è possibile pubblicare contenuti standard.</li>
<li><a href="http://www.blogtronix.com/" title="Blogtronix" target="_blank">Blogtronix</a>: Un&#8217;altra piattaforma per creare un social network aziendale. A differenza di Movable Type, dispone anche di un wiki. Non ho ancora avuto modo di approfondirne le funzionalità ma a giudicare dallo screencast dimostrativo ha tutte le carte in regola.</li>
<li><a href="http://www.socialtext.com/" title="SocialText" target="_blank">SocialText (enterprise wiki)<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.thoughtfarmer.com/" title="ToughtFarmer" target="_blank">ToughtFarmer (enterprise wiki)<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.cogenz.com/" title="Cogenz" target="_blank">Cogenz (enterprise social bookmarking)</a></li>
<li><a href="http://www.liferay.com/" title="Liferay" target="_blank">Liferay (enterprise open sourceportal)</a></li>
<li><a href="http://tikiwiki.org/" title="TikiWiki" target="_blank">TikiWiki</a></li>
<li><a href="http://www.atlassian.com/software/confluence/" title="Confluence wiki" target="_blank">Confluence Wiki</a></li>
</ul>
<p>Alla terza domanda, quella sui <strong>costi</strong>, si risponde così: se vogliamo la suite bisogna pagare. Il mondo dell&#8217;open source non ha ancora una offerta affidabile rivolta alle aziende, o almeno nella mia esperienza ancora non mi è capitato nulla tra le mani.</p>
<p><strong>Se qualcuno conosce e ha provato queste o altre applicazioni, in ottica aziendale, è il benvenuto</strong>. Sono curioso di scambiare opinioni e capire le esperienze fatte sul campo. Sono alle prese con uno studio di intranet per una azienda medio grande e  mi piacerebbe condividere qualche battuta.</p>
<p>Piccola nota finale, nel valutare queste piattaforme spesso ci si dimentica della fatidica equazione: <strong>semplice=meglio</strong>.</p>
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