e-Learning: la desolazione delle università telematiche

Pubblicato da Davide, Aggiornato martedì 8 luglio 2008 18 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Il tema dell’e-Learning mi sta a cuore, ma duole constatare che il settore dove andrebbe applicato è desolante. Non lo dico per posizione presa, lo dico sulla base di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera di Domenica 31 Dicembre 2006, firmato da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.

Se i dati presentati in questo articolo sono veri, e la fonte citata è nientemeno che la banca dati del ministero, il quadro delle università telematiche italiane è a dir poco raccapricciante. Università spesso senza docenti di ruolo registrati e diverse facoltà avviate, approvate dall’ex ministro Moratti.

Tanto per darvi un’idea del quadro, cito dall’articolo in questione:

Telematica universitas mercatorum, costituita a novembre del 2005 per iniziativa dell’unioncamere (presidente è Andrea Mondello, che guida l’associazione): una facoltà (Economia) e due corsi di laurea. [..] E poi la Pegaso (due facoltà, Giurisprudenza e Scienze Umanistiche, zero docenti di ruolo in banca dati) che ha come azionisti Danilo, Raffaele e Angelo Jervolino, che già hanno interessi in vari istituti scolastici privati partenopei. E poi la Giustino Fortunato (solo Giurisprudenza, nessun docente di ruolo in banca dati) che fa capo alla fondazione Efiro di Benevento, presieduta da Angelo Pasquale Colarusso, già noto nel Sannio per una scuola privata che da molto tempo aiutava nelle rimonte scolastiche. E poi ancora Leonardo Da Vinci, zero docenti di ruolo (per la banca dati), tre facoltà (Scienze dei Beni Culturali, Scienze della Formazione e Scienze Manageriali) e un legame strettissimo con l’università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara (nota anche per un gran numero di speedy lauree) [...]

L’articolo prosegue su questa lineaa per altre tre università…

Voi chiederete: perchè questa corsa? Il miele che attira le api, quelle buone e quelle meno buone, è la possibilità di rastrellare una quantità mai vista di “aspiranti dottori”. Merito di quella riformetta che permette un po’ a tutti di “mettere a frutto il proprio lavoro”. Facendosi riconoscere, sulla base dell’esperienza accumulata come ragionieri o guardie forestali, giornalisti o vigili del fuoco, impiegati catastali o brigadieri dei carabinieri, una gran quantità di crediti formativi universitari (fino a 140, prima che Mussi imponesse un tetto massimo di 60 su 180) così da poter puntare a una laurea con pochi esami.

Che dire, un’altra occasione persa per provare a distribuire qualcosa di buono tramite internet. In questa situazione, mi convinco sempre più dell’e-learning in modalità blended, ovvero quella che alterna lezioni in presenza a momenti di scambio on-line. Diverse università italiane prevedono queste tipologie, soprattutto nei corsi a indirizzo informatico. Molto utili da questo punto di vista si possono rivelare i wiki e i blog, per la condivisione e la partecipazione attiva degli studenti ai programmi didattici.

UnimarconiPer chiudere in bellezza, vi comunico che diversi siti di queste teleuniversità sono di pessima qualita (spesso si aprono malamente con Firefox o non hanno codice conforme agli standard W3C) e vi riporto un altro dato ricavato dall’articolo del Corriere: l’università telematica Marconi pare abbia oltre 4000 iscritti, un esercito di laureandi! Aprendo il sito con Firefox questo è completamente illeggibile (lo potete vedere aprendo la foto a lato), e dulcis in fundo.. Sono ben in vista i bottoncini di conformità agli standard W3C (inutile dire che la validazione fallisce), compreso quello sull’accessibilità (dopo aver aperto il sito con IE, scopro che la pagina accessibile è in “fase di aggiornamento”). Olè.

18 Commenti »

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  1. 1

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    Non hai considerato però il lato positivo di così tante università telematiche…qualche lavorare più in là con l’età, più indaffarato e mortificato di non aver potuto studiare a suo tempo (perkè in altri tempi era economicamente impossibile!!!) ha potuto ottenere la sua piccola-grande soddisfazione e credetemi, non è poco!!!!!

  2. 2

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    Hai perfettamente ragione Daniela, ma quando ho scritto questo articolo ho semplicemente riportato le “denunce” del Corriere.. Certo bisognerebbe esserci dentro per poter parlare nello specifico.

  3. 3

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    Il bene e il male non sta’ da nessuna delle due parti. Le università pubbliche, baronali, troppo affollate, concepite per liceali 18-19 enni, la maggior parte di loro senza gran voglia di studiare. Le telematiche invece una opportunità per chi lavora e non può seguire, studenti puntuali e interessati, certo con molti difetti anche esse e il rischio di svalutare il titolo. All’estero non succede, questo tipo di università aiuta i lavoratori che si migliorano e sviluppano le loro esperienze e il sapere che hanno da offrire. Lo stato dovrebbe iniziare a sovvenzionare questo tipo di Università. Invece il ministro intende discriminarle. Contemporaneamente almeno che andasse a fondo negli scandali dei test preselettivi e di gente che si è vista tagliata fuori per i soliti furbi, nelle Università pubbliche. Ma di questo si parla poco anzi si è spento tutto. Che le grandi e prestigiose uni nostrane abbiano qualcosa da perdere in fatto di iscritti e tutti gli introiti che ci girano a torno è palese. Quindi apriamo gli occhi e diamo una botta al cerchio e una alla botte come si suol dire. Chi ci perde sempre e comunque è chi lavora ma non per questo non ha ancora voglia di mettersi sui libri. E allora che il ministro e il governo in generale, aiuti questi ultimi. Non a comperarsi la laurea ben inteso, ma ad avere le stesse opportunità di chi frequenta e questo oggi con i metodi tradizionali non avviene. Un semplice studente universitario lavoratore.

  4. 4

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    L’articolo è datato, ma il tema tuttora attuale. Non posso che essere d’accordo con te, soprattutto quando parli di “università pubbliche, baronali, troppo affollate, concepite per liceali 18-19 enni, la maggior parte di loro senza gran voglia di studiare”.
    Io per fortuna vivo una realtà come di quella di Reggio Emilia abbastanza immune da questi fenomeni..

  5. 5

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    Per me queste università telematiche sono un affronto a tanti giovani che studiano seriamente nelle università tradizionali:Nella scuola dove insegno molti docenti elementari,grazie a queste università ,in pochi mesi si sono laureti e toglieranno il posto ai nostri fogli .Non ci lamentiamo ,se poi si dice che gli Italiano sono ciucci

  6. 6

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    Il sito dell’Unimarconi ora funziona con tutti i browser… mi pare anche con sistemi operativi Linux.
    Il punto è che, da studente dell’Unimarconi, posso dire che per paradosso c’è umanità e sebbene non esista un contatto diretto col professore (l’unico modo è di andare a fare gli esami a Roma, io li faccio scritti a Milano), c’è sempre un tutor disponibile per qualsiasi tua richiesta.
    Provate a studiare all’università come l’Ateneo di Verona, dove a giurisprudenza hanno tolto i fondi perché nessuno riusciva a passare gli esami e gli studenti erano disperati e scappavano a Trento.
    Non parliamo poi dei “professori”.
    Da quella gente non ho mai imparato niente e ho cancellato quel periodo della mia vita.
    Vorrei sapere su quale base adelaide critica l’Unimarconi che, oltretutto, verrà assorbita dalla Sapienza di Roma; almeno così si dice, diciamo che è più di una voce.

  7. 7

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    Sono convinto che esistono innumerevoli casi come il tuo.. Mi ripeto, ma è meglio essere chiari: ho scritto questo articolo diverso tempo fa dopo aver letto la “denuncia” sul Corriere della Sera nel dicembre 2006. A distanza di quasi due anni probabilmente le cose sono cambiate (voglio sperarlo), il sito dell’unimarconi appunto si è rinnovato ed è completamente navigabile.
    Non posso sapere come sia l’esperienza di studio in una di queste università (non ho conoscenze dirette), so solo come stanno le cose in quelle pubbliche e la mia esperienza tutto sommato è buona..

  8. 8

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    Certo Davide, la mia non era una critica al post, anzi, ho molto apprezzato il tuo blog.
    Chiedo scusa se può essere sembrato il contrario, non volevo essere invadente per un post datato.
    Se proprio dobbiamo trovare una pecca all’Unimarconi, beh, diciamo che costa il doppio di un’università normale.

  9. 9

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    Io ci ho lavorato in una Univeristà privata. E ho studiato invece in quella pubblica. Vi posso dire che quello che le Iene o altri cercano di dimostrare (almeno dove ho lavorato io) non è per niente vero. Lì dove c’è una proprietà, e questo purtroppo riguarda soprattutto l’Italia, dove lo Stato è ancora debole, tutto funziona meglio. Le lauree non si comprano, c’è rispetto per gli studenti, il clima è sereno, ma nonostante tutto è necessario studiare. Lo si può fare in ogni momento della giornata, è questa la differenza. Vi dirò di più. La qualità dello studio ( e io lo posso dire perchè ho frequentato una pubblica) è superiore, perchè si hanno una grande quantità di materiali dove studiare, non si è disturbati da aule affollate, e c’è sempre un tutor che affianca lo studente. Non è una pubblicità, non ci lavoro più ora. Però mi dispiace che ancora la gente ha dei preconcetti verso questo tipo di studio.

  10. 10

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    Ho lavorato per tanti anni nell’ambiete universitario (non statale) e lo conosco purtroppo molto bene, con le sue luci e le sue ombre. Certo, non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma si potrebbero raccontare ” cose che voi umani non potreste immaginarvi” . :-)
    Giusto sulle telematiche, navigando in questi giorni, mi sono preso il gusto di vedere i dati 2008/2009 sulle immatricolazioni. Sono pubblici e si possono consultare qui: http://anagrafe.miur.it/

    Molte telematiche non mettono nulla: non hanno forse icritti? Ecampus, che di fatto è CEPU, non ha dati da pubblicare, forse? Altre compaiono con numeri talmente bassi da chiedersi come facciano a pagarsi anche solo l’hosting del sito! figuriamoci i corsi e i docenti!

    Ma una chicca davvero deliziosa l’ho beccata per caso, seguendo un banner:

    L’Università Telematica Internazionale (???) ha attivato un Master Universitario Telematico di primo livello, con la Direzione di niente popodimeno che Maurizio Costanzo. Unito a un corso di perfezionamento sul tema La rivoluzione della comunicazione, sempre on line. L’università in oggetto offre on line lauree in educazione fisica, alimentazione e moda (???)…. e ha sede a Milano, in una via e numero civico dove ha sede anche un centro medico, dove opera un docente universitario , che dirige una onlus, che è spesso invitata nelle trasmissioni di Costanzo per fare raccolta fondi… e guarda caso il Presidente della telematica in oggetto era a suo tempo direttore sanitario di un altro ateneo privato, dove ha passato alcuni guai giudiziari…

    c’è da scriverci un romanzo!

  11. 11

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    Circa il fatto che l’università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara sia nota anche per un gran numero di speedy lauree, devo dire che è una baggianata grande come il sole.
    Mi spiace per voi, le cose non stanno in questo modo.
    In particolare la facoltà di medicina è tra le più avanzate d’Europa e vanta una qualità fuori dal comune.
    Se vi trovate di passaggio, venite a vedere.
    Per scrivere certe cose, dovete provarle con ducumenti alla mano.

  12. 12

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    Ciao Marco,
    se è così mi fa immensamente piacere.. ripeto: questo sfogo lo scrissi due anni fa dopo aver letto un articolo del Corriere, ora spero che le cose siano decisamente migliorate. Non ho più avuto modo di approfondire..

  13. 13

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    salve, a me mancano 3 esami alla laurea magistrale in giurisprudenza nel vecchio ordinamento, ed ho abbandonato gli studi circa 6 anni fa quando cominciai a lavorare presso un ente pubblico. Ho tentato di riprenderli piu volte ma presso l’Ateneo Foggiano presso cui sono iscritto, ( tra l’altro risultato all’ultimo posto nella classifica delle università italiane 2009) ho avuto notevoli problemi a terminare gli studi, colpa in primo luogo di alcuni docenti boriosi, che non conoscono nemmeno della scala di valutazioni da 18 a 30. Ora vorrei iscrivermi presso una università telematica( in particolare la Giustino Fortunato di Benevento) solo che valutando il mio curriculum vitae, mi hanno chiesto di sostenere altri 8 esami oltre quelli che dovrei sostenere a Foggia. mi chiedo che mole di lavoro ci sia dietro questi esami, e mi chiedo anche se faccio la cosa giusta a conseguire il titolo di dottore presso una università elematica, a 3 esami dal traguardo in una università pubblica. Qualcuno può aiutarmi a chiarirmi le idee???? grazie anticipatamente.

  14. 14

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    Sono laureata da tempo ma ho deciso di prenderne un’altra, per esigenze lavorative/progress. (forse) di carriera.
    Non sapendo se effettivamente le telematiche funzionassero a dovere, ho scelto la modalità corsi singoli all’unimarconi -per cominciare – e dopo deciderò se proseguire lì o presso un’altra telematica.
    Sono mesi che mi informo, visito siti, chiedo notizie qua e là, dal Polito, al PoliMi, al Nettuno e alla Sapienza.
    Mi sono fatta un’idea finalmente delle varie e differenti offerte formative di tutti gli atenei.
    In trasparenza e qualità secondo me stravincono a Milano e a Torino, dove comunque i costi sono più elevati.
    Ma abitando io nel centro Italia, l’idea di arrivare lassù solo per sostenere gli esami…brr…..
    Ho optato dunque per Unimarconi -sede Roma-.
    Scarico le dispense, studio quando posso, e ho trovato un bel forum dove confrontarci tra noi studenti “fuori età”:

    http://unimarconi.studenti.forumfree.it/

    Per il resto è vero che nella piattaforma c’è un senso di solitudine, però nel forum ci scambiamo notizie su esami sostenuti in sede, domande,
    materiali di studio e così via.
    Lo studio c’è realmente, gli esami vengono superati oppure no, i voti sono dati proprio come nelle università tradizionali.
    Il Miur ha validato fino a oggi i corsi di laurea presenti: l’unico spauracchio è la riforma con il nuovo ordinamento con il quale verranno probabilmente disattivati i corsi di laurea con pochi iscritti e con sedi in eccedenza.
    Il sistema telematico forse va rivisto ma non abolito: è troppo comodo e troppo utile per chi lavora e vuole riprendere gli studi per qualsiasi motivo.

  15. 15

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    Ciao, un altro forum è questo:

    http://unimarconi.freeforumzone.leonardo.it/

    Siamo in tanti e soprattutto scriviamo tanto.
    Se qualcuno vuole farsi un’idea su studenti “telematici” che di “telematico” hanno poco venite da noi.
    Risponderemo a ogni singola domanda.

  16. 16

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    http://usgm-psicologia.community.leonardo.it/

    è un sito dedicato agli studenti del corso di laurea in Psicologia della Università Guglielmo Marconi … per ora non è frequentato ma sono sicuro che presto saremo molti .

  17. 17

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    Martedì, 7 Agosto 2007 IL GAZZETTINO – PORDENONE

    Funzionano
    le Università
    on …

    Funzionano
    le Università
    on line
    Mi è capitato tra le mani un articolo de “Il Giornale” (11 Marzo 2006), concernente le Università on-line, nel quale si palesano i lati positivi di siffatte Istituzioni, ironizzando però, pur se velatamente, sulle qualità degli studenti che si affidano all’Università non statale e in particolare, appunto, a quelle on-line. Intanto chiariamo subito che la laurea ottenuta in un Ateneo di questo tipo, ha lo stesso valore legale dell’analoga conseguita in una qualsiasi Università statale della Repubblica perchè così è sanzionato dalla legge mediante decreto ministeriale. In sintesi, gli esami sostenuti nelle Università on-line, godono dello stesso status degli esami superati presso le altre Università, anche per quel che riguarda il loro riconoscimento, quindi per il trasferimento da una Università all’altra e via dicendo.
    L’estensore dell’articolo potrebbe trarre o aver tratto in inganno il lettore in quanto lo titola: “Prendersi una laurea senza muoversi da casa”. Non è proprio così. Tutti, ogni volta, per sostenere un esame, devono raggiungere la sede, talvolta molto lontana perchè, le prove sono sempre ed esclusivamente frontali (faccia a faccia, orali e/o scritte,con la presenza di non meno di due esaminatori e adeguato personale di sorveglianza, come è ovvio). Peraltro, “a latere”, è facile immaginare quanto siano sensibili le spese di viaggio e di soggiorno per esempio nella Capitale (non si possono dare più di due esami al mese e in funzione del calendario degli appelli). Le Università di questo tipo tra l’altro, sono già da anni e anni molto diffuse negli altri Paesi dell’Europa e in America dove svolgono una funzione sociale di grande valenza, e sono altamente competitive con quelle statali sotto ogni profilo. Non parliamo poi di quello umano: nelle Università statali, lo studente per lo più è un numero (salvo casi eccezionali), mentre in quelle non statali, è conosciuto, seguito e consigliato. L’iscritto trova sempre ampie e rapide risposte a dubbi, quesiti e quant’altro gli possa necessitare.
    L’Università on-line, normalmente soddisfa le esigenze di coloro che svolgendo un’attività lavorativa ovvero per ragioni di salute/efficienza fisica, età, incontrano grandi difficoltà per la frequenza di corsi universitari ordinari specialmente se non abitano in grandi città dove, solitamente, si effettuano anche corsi serali. è proprio per questo che ho sottolineato il notevole ruolo sociale che ad esse è riconosciuto. è appena il caso di indicare come il tipo di Istituzione in predicato, venga incontro alle necessità degli italiani all’estero, desiderosi di compiere un determinato ciclo di studi in Patria. Tra l’altro, le Università on-line impartiscono le lezioni in varie lingue e i Docenti possono essere reperiti in tutto il mondo scegliendo tra i migliori i quali, sono immessi in ruolo per concorso. è ovvio che Facoltà come medicina, chimica, fisica o, comunque del tipo sperimentale, non sono comprese nell’offerta didattica.
    Qualcuno potrebbe essere indotto a ritenere che una laurea conseguita presso una Università non statale on-line possa essere di più facile acquisizione. A tal proposito per non alimentare facili illusioni, vorrei fare delle precisazioni.
    Intanto è necessario avere una certa padronanza della telematica. Personalmente, ho studiato all’Università Telematica on-line “Guglielmo Marconi” di Roma dove ho conseguito la laurea in “Scienze della Formazione e dello Sviluppo delle Risorse Umane”. L’Università Telematica “Guglielmo Marconi” è la prima Università “aperta” (Open University) in Italia, riconosciuta dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). L’Ateneo, è altresì iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche coordinata dal Miur (codice 156535Umv, prot. Miur 12553/164) e offre una formazione di qualità permettendo, tramite l’utilizzo di tecnologie di comunicazione innovative, di attivare processi di apprendimento continui senza vincoli spazio-temporali.
    Interessante è l’articolo apparso su Italia Oggi del 23 Luglio 2007 che riporta come da una indagine condotta dalla Fondazione Crui (Conferenza del Rettori delle Università Italiane), si evidenzino gli ottimi risultati raggiunti nell’apprendimento dagli studenti on-line che, secondo i Rettori, si manifestano assolutamente migliori degli altri (e se lo affermano loro).
    Per quanto poi concerne le varie discipline, il mio indirizzo di laurea ne prevede 28 (però potrebbero essere di meno in funzione dei Cfu riconoscibili da qualsiasi Università, per esami pregressi e/o valutazioni di altro genere così come la legge prevede), più tesi di laurea la quale, peraltro, non si attesta sulle 40/60 pagine ma molte di più. La mia, di 105 pagine piuttosto fitte.
    Per ognuna delle materie che compongono il piano di studi, oltre che due o tre libri di testo (più taluni “consigliati” per approfondire), c’è da studiare il materiale in piattaforma che fornisce l’Università, scaricabile e stampabile in on-line (le assicuro che si tratta di un “malloppo” molto consistente composto da vari moduli), nonchè una ventina di videolezioni di cinquanta minuti ciascuna con sunto, anch’esso stampabile mediante “lavagnetta ” che appare lateralmente al video. Ora, moltiplichiamo il tutto per ventotto e.buon divertimento.
    Mi sono laureato col punteggio di 110/110 e lode, la Commissione era composta di dieci Docenti e la Presidenza affidata al professore Fabrizio Ravaglioli (relatore), noto luminare, autore di oltre una trentina di libri di testo e altro materiale culturale di pregio, già titolare di cattedra sia in Roma 3 sia all’Università Abruzzese dell’Aquila. Posso assicurare che tale risultato è stato conquistato in virtù d’intime profonde motivazioni, impegno assoluto per la loro realizzazione, caparbia volontà, sacrifici, rinunce e ore di studio. Tante ore di studio sui testi e/o incollato al computer, nonchè gli evidenziati viaggi a Roma per raggiungere la sede universitaria per i vari appelli (altro che “senza muoversi da casa!”). Ah!, dimenticavo: ho solamente settantacinque anni (anagrafici, perchè il bersagliere ha sempre ventanni).
    Gen. Gr.Uff. Antonio Bianchi Sacile

  18. 18

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    Serve a trovare lavoro? Lavoro adeguato? Io sono un neo ingegnere di Roma, ingegneria industriale e SFIDO in particolare i laureati delle telematiche (in particolare quelli della Marconi) a dire se hanno trovato lavoro. Secondo me no.

    Prendiamo tutti quelli laureati da novembre in ingegneria industriale, io non mi sono laureato con il massimo (106) eppure ho trovato relativamente subito impiego.

    Voi marconiani? Prendiamo quelli da 105 in su….Fatemi sapere, solo ingegneri prego, di altre professioni non mi pronuncio che non le conosco

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