Alfabetizzazione lenta e silenziosa

Pubblicato da Davide, Aggiornato venerdì 16 febbraio 2007 3 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Stamattina vado al Mediaworld e negli schermi a lato degli scaffali coi dvd c’è beppe grillo che parla della rete; rivolgendosi a un 50enne tra il pubblico gli dice di smetterla di stare seduto in poltrona a guardare la tv, ma di cambiare seggiola e passare allo sgabello davanti al pc, per spalare indietro “quella merda che giornalmente arriva dalla tv”.
Parla di farmaci venduti senza che ci fosse reale necessità per il paziente, di open-cola, di wikipedia. Lo fa a modo suo, strappandoti qualche risata. Siamo in tre a guardare il monitor, e uno dei tre salta sù e dice: “è tutto vero eh.. io seguo il suo blog!”. Lo guardo, un simpatico signore coi capelli bianchi, gli sorrido e annuisco.

Alle 14 lezione di metodi matematici per l’ingegneria all’università. Una prof che si sforza di far piacere la propria materia agli studenti presenta l’algoritmo del Google PageRank. Per la prima volta ascolto volentieri mentre si parla di autovettori e matrici stocastiche relative a grafi sparsi.

Alle 21, mentre sono ad una riunione tecnica per allenatori di basket (la cui convocazione è stata ricevuta per email), mi arriva un sms dalla morosa che studia Scienze della Formazione Primaria e sta leggendo sul libro di testo roba sul metodo di indicizzazione di Google e su telnet. Tra una settimana avrà un esame in cui bisogna presentare un progetto didattico costruito sfruttando Google Earth.

Alle 24 torno a casa e mi lascio catturare da Porta a Porta. Si parla di giovani che non escono di casa, di padri eterni adolescenti, di violenza negli stadi, di videofonini, e guarda caso di internet.. Un lapidario servizio tuona: “Internet è la piazza virtuale che diventa Far West”. In riferimento ai vari video di bullismo, di sesso in aula e non, di violenza che qualche idiota ha pensato bene di pubblicare su YouTube.
In studio una macedonia di ospiti, da Panariello al ministro Melandri, dagli attori di “Notte prima degli esami – oggi” a Crepet. E via al dibattito.

Questa volta Crepet ne dice una giusta, il concetto di fondo che sta alla base delle azioni di questi giovani (io più che giovani li chiamerei bambocci) è che pensano nella concezione che “io esisto perchè mi mostro, perchè mi vedono”. Vespa incalza il ministro chiedendo di vietare i cellulari a scuola. Il ministro dice che il problema è più profondo, servono risorse da investire nella scuola, serve la meritocrazia per selezionare gli insegnanti. Giurato (si.. c’è anche lui) dal nulla: “impossibile vietare i telefonini! che facciamo le perquisizioni davanti alla scuola?!” Stupore generale. Un colto insegnante, di cui non ricordo il nome, interviene dicendo che il problema è la meritocrazia dei docenti; gli studenti sanno riconoscere un professore valido e a questi portano rispetto. Giurato invoca regole e autorità. Poi il dibattito scivola via sugli spezzoni del nuovo film..

Sui problemi dei giovani non basterebbe un post, qui invece voglio parlare di internet. La vera differenza tra tv e web è che la televisione la subisco, la rete la vivo e la costruisco.
L’epilogo è che alle 2 di notte apro l’editor del blog e scrivo questo articolo per spalare un po’ di merda indietro. Arriveranno i tempi in cui potremo avere una concezione della rete più matura, in cui non si pensa ad internet solo per trovare due tette. Arriveranno i tempi in cui le maestre potranno fare lezione di geometria con Google Earth, in cui i temi più belli della classe finiranno sul blog del docente. Arriveranno i tempi in cui internet sarà al tempo stesso fonte di guadagno e strumento di controllo per tanti mercati, per tante aziende.
Arriveranno, perchè è nella naturale evoluzione delle cose, perchè su un milione di video su youtube c’è solo un video che ritrae degli imbecilli palpeggiare l’insegnante, mentre c’è questo, questo, questo, questo e…

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