Giovani italiani e internet: tra gli ultimi in europa

Pubblicato da Davide, Aggiornato lunedì 26 marzo 2007 1 Commento »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Me ne accorgo quotidianamente, quando parli di internet e computer c’è sempre un po’ di diffidenza, anche se ti rivolgi a coetanei. Credevo fosse colpa della banda larga, del fatto che in un piccolo paese ancora internet faticasse a prendere piede, invece è un “male” tutto italiano: i giovani tra i 16 e i 24 anni sono tra gli ultimi in europa in quanto ad alfabetizzazione informatica. Le cose vanno male anche se si parla di istruzione scientifica e lavoro. A dircelo è uno studio condotto da Eurostat, consultabile nella versione in inglese da questo link.

La notizia l’ho appresa da Repubblica:

In un mondo sempre “più virtuale” sapere utilizzare il computer e la Rete è di fondamentale importanza. Fra qualche anno, coloro che non sapranno inviare una email non saranno in grado di “chattare” o “navigare e acquistare in rete” saranno considerati neoanalfabeti. Tra i paesi europei più sviluppati i giovani italiani figurano all’ultimo posto: appena 55 su 100 (16/24 anni) utilizzano internet almeno una volta alla settimana. Gli unici paesi dell’Ue che ci seguono sono la Bulgaria, la Grecia e Malta. Anche in Lituania e Lettonia l’utilizzo di internet da parte dei giovani è parecchio più diffuso che nel belpaese. Stessa cosa per le competenze informatiche di alto livello. Solo un giovane italiano su tre può considerarsi davvero esperto alle prese con “file, account” e altre diavolerie e solo 8 su 100 si sono cimentati in “acquisti elettronici”. In Europa, i ragazzi fra 16 e 24 anni che comprano beni e servizi su internet sono almeno il triplo.

Allora tutta questa diffidenza che si respira in giro è confermata dai dati.. Ma come si risolve il problema? Personalemente credo sia frutto di una serie di fattori: primo fra tutti la diffusione della banda larga e delle relative connessioni domestiche, che in Italia è ancora a bassi livelli. Secondo uno studio condotto da ConfindustriaS&I/Anie e Repubblica, ben illustrato su Punto Informatico: nel 2004, il 52% delle famiglie possedeva almeno un computer in casa, oggi (2007) siamo passati al 56%. Più di una famiglia italiana su due (visto che la penetrazione di Internet è passata incredibilmente dal 40% del 2005 al 39% del 2006) continua quindi a non utilizzare la rete.

Il secondo fattore, a mio avviso di determinante importanza, è il fatto che da noi quando i grandi media (tv e giornali) parlano di internet lo fanno sempre in negativo. Accade quindi che la rete è vista come il diavolo, dove si trovano certo un sacco di risorse e servizi, ma dietro ad ogni angolo si nasconde un’insidia. Il virus, la truffa, il malvivente.. Sveglia ragazzi! Siamo noi i primi a dover promuovere l’utilizzo della rete, se non lo fanno per prime le giovani generazioni chi mai potrà farlo?
Ieri sera su raidue un occhialuto professore teneva una lezione per il network Uninettuno, mostrava un grafico che ritraeva l’alfabetizzazione ad inizio ’900 e faceva notare come i paesi con il tasso più alto fossero quelli che poi sarebbero diventati i più sviluppati. Analogamente faceva notare come la diffusione di internet fosse il nuovo metro di confronto: la rete rappresenta l’accesso alla conoscenza, non alle suonerie polifoniche.. alla conoscenza!

Livello di scolarizzazione e lavoro sono alcuni degli indicatori fondamentali per prevedere la crescita di uno stato. In Italia siamo sotto alla media della zona euro: circa il 73% dei giovani tra i 20 e i 24 anni sono diplomati, a fronte delle medie ben oltre l’80% di Svezia, Grecia e Finlandia; in alcuni casi poi si sfiora il 90% per Paesi apparteneti al blocco ex-Urss. Sotto di noi ci sono solo Spagna, Germania e Lussemburgo. Il problema però è che all’estero si lavora più che da noi. Siamo tra gli ultimi posti per quanto riguarda la percentuale di occupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni: solo il 25% può contare su uno stipendio.

Ecco le tabelle pubblicate da Eurostat (clicca sulle immagini per ingrandirle).

giovani europa  giovani europa
Forza ragazzi, iniziamo ad essere un po’ più entusiasti per la rete, e magari le cose migliorano..

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