Reggio Emilia vieta l’open bar

Pubblicato da Davide, Aggiornato venerdì 8 agosto 2008 4 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)
birra

Il consiglio comunale di Reggio Emilia ha votato una delibera che si richiama al regio decreto del 1940 per vietare la vendita degli alcolici secondo la formula open bar. Quindi da oggi sarà vietato ai gestori vendere alcolici facendo pagare una quota fissa con consumazioni illimitate. Nel comunicato stampa si legge:

“Le politiche che abbiamo avviato per loro (i giovani, ndr) sono frutto di un lavoro comune perché siano non consumatori, ma cittadini e protagonisti – ha detto il sindaco – Lavoriamo perché abbiano fiducia in loro stessi, non gettino via la loro vita. Oggi vogliamo quindi mandare un messaggio di fiducia, non ambiguo.

Non ambiguo perché una comunità che investe nel suo futuro non è ambigua sui valori che la fondano e quindi deve esprimersi sul valore del limite, su una convivialità senza esagerazioni, sulla tutela della salute individuale e collettiva, sul rispetto di se stessi e degli altri.”

In prima battuta ho pensato di essere tornato indietro di 70 anni. Abbiamo vietato ai gestori di vendere a prezzi “onesti” gli alcolici. Evviva evviva, meglio pagare un drink 6 o 7 euro, in fondo siamo tutti papponi.. Ma io butto via la mia vita se vado in un locale dove mi danno da bere ai prezzi del supermercato? Certo che no, perchè possiedo il senso del limite.
Eppure non è così stupida quest’ordinanza, dietro c’è la volontà di rimettere sui binari una cultura del divertimento che diventa sempre più vuota: ci inondano di alcolici dentro a stanze dove si riesce a malapena a parlare, ci lasciano fuori solo perchè non abbiamo la camicia, ci fanno pagare 8 euro per una bevanda che ne vale 2.. poi alla festa del paese dove regalano il lambrusco e ci fanno cenare ad offerta libera tra le bancarelle del mercatino nessuno vuole andare!
Mi piacerebbe davvero se qualche lettore più anziano di me mi dicesse qual’era la serata standard di 20 o 30 anni fa.. Oggi si esce, spesso ci si sposta in macchina e si passa un terzo della serata in auto, l’impressione è che il bere sia diventato un fine e non un mezzo. Sembra quasi che non si beva per stare insieme, ma ci si trovi per bere. Da millenni il cibo e il vino sono un pretesto per socializzare e stare in compagnia, e così era anche 30 anni fa. Anche 30 anni fa c’era quello che beveva più degli altri in compagnia, c’era quello che non beveva mai e quello che faceva le cazzate.. Ma c’era da guidare per 40 minuti per tornare a casa?
Anche 30 anni fa si facevano cazzate a 20 anni, ma poi a 24 ci si sposava e si aveva un lavoro stabile.. Adesso prima di fare progetti sulla vita devi aspettare il contratto.
Anche 30 anni fa gli studenti venivano bocciati, poi però non c’erano i genitori che facevano ricorso al TAR.

Io non so se un’ordinanza possa risolvere i problemi, non so nemmeno se i problemi siano dei giovani, delle famiglie, del sistema educativo o del sistema divertimento.. So per certo che chi guida ubriaco è una bomba senza sapere di esserlo. Forse l’unica soluzione è quella della paura: vuoi bere? Fallo e divertiti. Vuoi guidare ubriaco? Ti condanniamo a lavori socialmente utili.

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