Un caffè con la nonna

Pubblicato da Davide, Aggiornato domenica 23 marzo 2008 4 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Nonna

Certo che è strano. Se penso alla mia giornata, mi sveglio tastando a vuoto sul comodino per cercare il cellulare, vado al bar, leggo il giornale e mi fiondo dentro alle radiazioni del wireless, poco importa che sia università, biblioteca o casa mia. Ho appena caricato un video su youtube e dato un’occhiata a flickr per vedere se c’erano novità. Mentre scrivo ho una scheda aperta su Buzzerbeater per assistere alla partita di campionato in diretta.

Qualche ora fa ero con mia nonna davanti a un caffè, appena uscito dalla moca (mediashopping la moca non te la vende più, solo macchinette tutto fare che nemmeno senti l’odore del caffè macinato). Mi raccontava di quando tagliò il prato: si era svegliata alle 4 di mattina perchè alle 8 doveva essere a lavorare. Aveva affilato la falce e iniziato a tagliare l’erba.. Da lì, il passo per finire a parlare della vita da contadino è breve.

Ho passato un’ora in stile nonno Simpson, quelle chiaccherate fiume che spaziano dal tagliare il fondo del grano d’estate al passare le serate nella stalla. Mi ha raccontato di quando è nata mamma, in casa, con il nonno che era corso dal dottore in bici sotto la neve; di quando “il tale” era tornato col carretto e ci aveva dormito sopra perchè tanto il cavallo sapeva la strada, e le macchine in giro ancora erano poche; di quando si andava in balera alle nove e mezza e a mezzanotte si tornava cantando perchè le strade erano buie. E c’erano le stelle, cavolo, ma ci pensate?! Le stelle!
L’ho interrotta due o tre volte per chiederle il significato di parole che in dialetto suonano meravigliosamente, ma in italiano nemmeno hanno una definizione. Come la chiamate quella parte del gambo della spiga di grano che resta a terra dopo la mietitura? Anche google fatica a darvela..

Ti bevi il caffè e capisci che esiste una vita senza cellulare, dove il vicino di casa lo conosci bene, perchè comunque prima o poi avrai bisogno di lui. Ti bevi il caffè e le auguri buona Pasqua, il vero regalo non sono i cinquanta euro che ti ha appena dato..

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