Cronaca di un viaggio tra Campania e Sicilia

Pubblicato da Davide, Aggiornato domenica 17 agosto 2008 8 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Appena tornato da un viaggio di dieci giorni. Dieci splendidi giorni: caldo e sole, mare e cultura.
Le tappe
:

  1. Amelia: una sola notte. Armoniosa.
  2. Pompei: visita agli scavi archeologici. Superba.
  3. Mirto: campo base. Docile paesino sui monti Nebrodi.
  4. Cefalù: duomo, mare e centro storico. Bello.
  5. Isole Eolie: Lipari e Vulcano. Mare e natura.
  6. Palermo: centro storico. Città culturalmente ricca, ma caotica.
  7. Monreale: duomo e chiostro. Gioiello.
  8. Tindari: santuario e scavi di Tyndaris. Sorprendente scoperta.
  9. Reggia di Caserta: suntuosa.
  10. Castelnuovo Parano: un giorno nel borghetto. Amabile.
  11. Abbazia di Montecassino: immutata anche dopo la distruzione.

Era la prima volta al sud, ho girato l’Europa testardamente sfruttando gli “anni buoni” per l’interrail ma non ero mai andato oltre Roma. Queste righe sono appunti di viaggio, consigli e impressioni che voglio mettere nero su bianco.

Siamo partiti in macchina e la prima tappa è stata Amelia, comune carinissimo. Abbiamo dormito al bed&breakfast Casa Felix: uno di quesi posti che ti fanno sentire in colpa per restare solo una notte. Il centro storico è racchiuso dalle mura medievali (e romane), vicoli e scorci meritevoli che sanno catturarti. Se passate dall’autostrada, non fermatevi a dormire nel primo hotel fuori dal casello: bastano 15 minuti per raggiungere Amelia dall’uscita di Attigliano o Orte, ne vale la pena.

Il giorno dopo A1 fino a Pompei. Appena usciti dall’autostrada ci siamo ricordati delle notizie al TG di questi giorni. A Pompei non esistono parcheggi pubblici, solo privati che fanno la cresta senza esporre le tariffe all’ingresso. Ho chiesto conferma ai 6 dipendenti del parco archeologico seduti a chiaccherare in portineria: sorriso e occhi bassi. Morale: 10 euro di parcheggio per qualche ora di sosta (il più economico).

Gli scavi sono una meraviglia, un posto in cui tornerei domani, perchè di certo un giorno non basta. Ti immergi in una città viva, con insegne delle botteghe su strade che ti catapultano negli anni 70 (senza apostrofo). Ci sono i teatri, la piscina, le terme, le ville signorili, il foro e i templi. Dal bordello al mercato coperto: tutto si è magicamente conservato. Una tremenda eruzione ci ha consegnato una città intera. I cartelli che delimitano la zona del ristorante abusivo sottoposto a sequestro, i monumenti chiusi, i cani randagi, il buco nella rete del ristoratore adiacente agli scavi però ti ricordano che in fondo c’è tanto da fare. 5,50 euro per l’ingresso (biglietto ridotto): per un posto così si può pagare ben altro.

Dopo un traghetto Salerno-Messina della Caronte (nave rumorosissima.. se per caso dormite nelle poltroncine di seconda classe procuratevi dei tappi per le orecchie), siamo arrivati a Mirto. Paese da 1000 abitanti vicino a Capo D’Orlando (Sicilia, ME) adagiato vicino al parco dei Monti Nebrodi. Eravamo ospiti in casa di parenti, trattati da veri signori. Solo due considerazioni: i dolci siciliani hanno un peso specifico decisamente elevato, il prezzo del caffè al pub è 60 centesimi mentre il conto per due calici di nero d’avola, salatini e un trancio di pizza è 3 euro in totale. Baristi emiliani, adeguatevi!

Cefalù (PA) è un paesino sul mare con un sacco di fascino. Una spiaggia di sabbia con buoni tratti liberi e un centro storico degno di attenzione. Il doumo normanno è certamente da visitare se passate di lì. Finalmente parcheggi pubblici.

Il giorno dopo gita alle Eolie. A parte il viaggio organizzato con la guida della serie “speriamo che il tour vi è piaciuto”, dalla quale ci siamo distaccati subito. Lipari e Vulcano sono uno spettacolo naturale. Mi è piaciuta soprattutto Vulcano, dove abbiamo passato la maggior parte della giornata. La spiaggia nera di sabbia lavica, il vulcano fumante, i fanghi a cielo aperto, il mare che bolle, lo scoglio delle sirene cantato da Omero, i faraglioni, la piscina di Venere e la grotta. Queste isole vanno viste anche dal mare, se prendete l’aliscafo da Milazzo e avete tempo, fateci un giretto attorno in barca.

E’ stato poi il turno di Palermo. Siamo arrivati dall’autostrada, incolonnati su 3 corsie: le due principali più quella di emergenza, dove assieme alle macchine normali passava anche quella della polizia municipale. Il parcheggio scambiatore è stato l’evento più tragicomico dell’intero viaggio. Tantissimi posti auto, 2 euro per l’intera giornata: perfetto. Vi erano parcheggiate solo la macchina del custode e quella di un tedesco. Nel parcheggio, che serve per lasciare l’auto e prendere il bus, non sono in vendita i biglietti del bus (a parte per l’autista della macchina). Morale: siamo andati a piedi. Palermo è bella, ma tremendamente sporca e caotica: per strada rifiuti di tutti i tipi, nel centro storico non esiste area pedonale e le macchine scorrazzano ovunque. Il turista si trova decisamente a disagio. La cappella palatina, la cattedrale (con l’incisione del Corano sulla colonna del portico laterale), quattro canti, piazza pretoria, martorana ti fanno dimenticare il caos esterno: i mosaici dorati risplendono al sole siciliano che penetra dalle finestre.

Dopo Palermo Monreale: forse più bella di Palermo stessa. Duomo e chiostro sono assolutamente da visitare. A mio modestissimo parere, nulla da invidiare a San Marco.

Intanto si avvicinava il giorno del ritorno e sulla strada per Messina ci siamo fermati a Tindari. Qui c’è il santuario della Madonna Nera, di recente costruzione, e gli scavi di Tyndaris, città prima greca poi romana. All’interno un suggestivo teatro con il mare che fa da scena. Ti fa ricordare Pompei, ma soprattutto i fasti di una civiltà che in tempi passati ha gettato le basi della nostra.

Muniti di tappi ci siamo imbarcati di nuovo per il ritono a Salerno. Poi tappa alla Reggia di Caserta, e qui siamo tornati ai canoni campani: rifiuti sparsi al semaforo, parcheggio privato dove si contratta il prezzo e venditori ambulanti all’interno del complesso vanvitelliano che proponevano guide cartacee e ombrellini parasole, proprio a fianco del cartello che indicava il divieto per gli ambulanti e agli addetti del museo.

Gli appartamenti reali hanno ambienti lussuosi e incantevoli, anche se spogli del mobilio, ma il vero tesoro è il parco. Una prospettiva di quasi 3 chilometri fatta di giardini e fontane, decisamente più profonda di quella di Versailles. Se avete tempo e passate di qui, prendetevi una mezza giornata solo per il parco, tra giardino inglese e peschiera, ne vale la pena. Si può salire col pullmino (costo 1 euro) e scendere a piedi. Le biciclette le sconsiglio: 6 euro e 50 all’ora mi sembra un furto.

Dopo la visita alla reggia ci siamo rimessi in macchina direzione Frosinone, siamo usciti a Cassino per passare la notte in un borgo ignorato dalle cartine, ma decisamente curato e accogliente: Castelnuovo Parano. Un altro posto da consigliare è il bed&breakfast Al Piccolo Borgo, prezzi onesti, cena perfetta e ambiente gioviale.

Ultima tappa Abbazia di Montecassino, dove abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una messa con canti gregoriani accompagnati dall’organo principale: davvero affascinante. L’abbazia fu pesantemente bombardata dagli americani nella seconda guerra mondiale ma è stata ricostruita fedele all’originale e oggi conserva l’incanto di prima.

Se sei arrivato fin qui a leggere non puoi esimerti da lasciare un commento.. ;)
Campania e Sicilia hanno innumerevoli tesori, ma a volte l’impressione è stata quella della cattiva gestione. In alcuni posti il turista più che accolto è sfruttato. Certo questo avviene un po’ ovunque, spesso anche nel tanto decantato Trentino: ma un centro storico aperto al traffico, la mancanza di parcheggio, la sporcizia per strada, l’assenza di cartelli fa sentire più lontano il turista.
Non è stato così ovunque, porto con me un bellissimo ricordo della maggior parte dei luoghi che ho visto e delle persone che ho incontrato (soprattutto del barista col calice di vino a 1 euro).
E tu? Qualcuno era già passato per questi posti? Qualcuno ci andrà? Qualcuno ha fatto esperienze diverse? Se sei tra quelli che invidiano Carlotta, che sta viaggiando in bici da Olimpia a Pechino sulla antica via della seta.. beh.. siamo in due.

8 Commenti »

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