Riscatto della laurea a fini pensionistici

Pubblicato da Davide, Aggiornato lunedì 22 settembre 2008 32 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)


[foto Flickr]

Riscattare gli anni passati sui libri e tramutarli in anni di contributi versati all’INPS, si può. Ma bisogna pagare. Il babbo lo dice sempre: “riscatta la laurea che poi ti penti”.
Mi piacerebbe sentire qualche parere a proposito, intanto mi sono informato sul da farsi. Come?

Basta chiedere all’INPS, appunto. Sul sito dell’Istituto di Previdenza Nazionale c’è un comodo servizio: INPS risponde; quella ‘e’ con la chiocciola mi faceva dubitare, ma dopo appena due giorni è arrivata una mail con tutte le risposte alle mie domande.

Avevo chiesto questo:

Sono attualmente studente universitario, 24 anni. Mi sono laureato nel 2006 per la laurea triennale (nuovo ordinamento).
E’ già possibile riscattare i 3 anni di università?
Come devo fare operativamente? Presentare domanda, a chi e con quali documenti?
Anche se non ho un reddito, posso pagare ugualmente?
A chi posso rivolgermi per calcolare il costo dell’operazione? Come viene calcolato questo costo?

Ed ecco l’esaustiva risposta, che ripubblico perchè potrebbe tornare utile anche a qualcun altro:

La informiamo che è possibile riscattare il corso legale di laurea a condizione che abbia conseguito il titolo di studio. Sono esclusi dalla possibilità di riscatto:

  • i periodi di iscrizione fuori corso;
  • i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria.

La domanda deve essere presentata su apposito modulo all’Inps senza limiti di tempo con allegato il certificato rilasciato dall’università, dal politecnico o dall’istituto superiore di istruzione che comprovi:

  • il conseguimento del diploma di laurea;
  • gli anni accademici durante i quali è stata frequentata la facoltà;
  • gli anni fuori corso;
  • la durata del corso legale di laurea.

L’importo da pagare viene notificato dall’Inps con il provvedimento di accoglimento della domanda di riscatto.
Nel provvedimento di accoglimento, notificato a mezzo raccomandata, sono indicate le modalità da seguire per il pagamento e sono precisati i termini previsti per effettuare il versamento.
Il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato come rinuncia alla domanda che viene archiviata dall’Inps senza ulteriori adempimenti.
La rinuncia espressa (prima della comunicazione di accoglimento) o tacita (mancato pagamento dell’onere o della prima rata) da parte dell’assicurato non preclude la possibilità allo stesso di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo.
Dal 2008 è prevista la possibilità di presentare la richiesta anche nel periodo che precede l’inizio dell’attività lavorativa. L’onere sarà determinato con criteri che saranno uguali per tutti. Per ogni anno di studio si dovrà pagare l’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di rendimento (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.800 euro circa nel 2008). Le novità introdotte a partire dal 01/01/2008 sono sostanzialmente tre:

  1. Rateazione del pagamento dell’onere (vale per tutti) consentito fino ad un massimo di 10 anni senza interessi.
  2. Efficacia del riscatto in termini pensionistici (piena computabilità ai fini dell’anzianità richiesta per la pensione contributiva).
  3. Possibilità di riscatto ai non lavoratori.

Nel caso di soggetto privo di reddito tassabile, l’onere di riscatto può essere detratto (nella misura del 19%) dall’imposta dovuta dal genitore.
Per gli utenti registrati sul sito www.poste.it è possibile il pagamento on line dei contributi da riscatto e delle ricongiunzioni contributive. Il servizio è raggiungibile dal sito www.inps.it dalla sezione Servizi Online per il cittadino.

Per quanto riguarda il calcolo del costo, è utile fare alcune considerazioni tramite un semplice esempio:

Per chi decide di chiedere il riscatto senza avere ancora un reddito, viene utilizzato come riferimento il reddito minimo dei commercianti, pari a € 13.800 per il 2008.
Quindi il calcolo, per i 3 anni della laurea breve, è presto fatto:
(13.800 x 33%) = € 4.554 costo riscatto annuale
(4.554 x 3) = € 13.662 costo totale del riscatto

Se invece ci fosse un reddito da lavoro dipendente di € 15.000, allora il calcolo sarebbe:
(15.000 x 33%) = € 4.950 costo riscatto annuale
(4.950 x 3) = € 14.850 costo totale del riscatto

Pare evidente il risparmio, quindi sbrigarsi a chiedere il riscatto prima di avere reddito. Il modulo lo trovate qui. I pagamenti si possono spalmare su 10 anni senza interessi: 113,85 €/mese. Le condizioni sembrano molto vantaggiose. Il costo è alto, purtroppo.. ne vale la pena?

Dai commenti a questo articolo emerge una via alternativa, decisamente interessante e da prendere in considerazione: quella della previdenza integrativa. Investire gli stessi soldi in un fondo pensione aperto sembra essere una ipotesi più conveniente, oltre a differenziare il “portafoglio pensionistico” (pubblico e privato) dovrebbe garantire un ritorno migliore, anche se la scelta va fatta valutando attentamente il rapporto rischi/benefici. Rimando all’articolo segnalato da Davide per maggiori informazioni.

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