Riscatto della laurea a fini pensionistici

Pubblicato da Davide, Aggiornato lunedì 22 settembre 2008 32 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)


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Riscattare gli anni passati sui libri e tramutarli in anni di contributi versati all’INPS, si può. Ma bisogna pagare. Il babbo lo dice sempre: “riscatta la laurea che poi ti penti”.
Mi piacerebbe sentire qualche parere a proposito, intanto mi sono informato sul da farsi. Come?

Basta chiedere all’INPS, appunto. Sul sito dell’Istituto di Previdenza Nazionale c’è un comodo servizio: INPS risponde; quella ‘e’ con la chiocciola mi faceva dubitare, ma dopo appena due giorni è arrivata una mail con tutte le risposte alle mie domande.

Avevo chiesto questo:

Sono attualmente studente universitario, 24 anni. Mi sono laureato nel 2006 per la laurea triennale (nuovo ordinamento).
E’ già possibile riscattare i 3 anni di università?
Come devo fare operativamente? Presentare domanda, a chi e con quali documenti?
Anche se non ho un reddito, posso pagare ugualmente?
A chi posso rivolgermi per calcolare il costo dell’operazione? Come viene calcolato questo costo?

Ed ecco l’esaustiva risposta, che ripubblico perchè potrebbe tornare utile anche a qualcun altro:

La informiamo che è possibile riscattare il corso legale di laurea a condizione che abbia conseguito il titolo di studio. Sono esclusi dalla possibilità di riscatto:

  • i periodi di iscrizione fuori corso;
  • i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria.

La domanda deve essere presentata su apposito modulo all’Inps senza limiti di tempo con allegato il certificato rilasciato dall’università, dal politecnico o dall’istituto superiore di istruzione che comprovi:

  • il conseguimento del diploma di laurea;
  • gli anni accademici durante i quali è stata frequentata la facoltà;
  • gli anni fuori corso;
  • la durata del corso legale di laurea.

L’importo da pagare viene notificato dall’Inps con il provvedimento di accoglimento della domanda di riscatto.
Nel provvedimento di accoglimento, notificato a mezzo raccomandata, sono indicate le modalità da seguire per il pagamento e sono precisati i termini previsti per effettuare il versamento.
Il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato come rinuncia alla domanda che viene archiviata dall’Inps senza ulteriori adempimenti.
La rinuncia espressa (prima della comunicazione di accoglimento) o tacita (mancato pagamento dell’onere o della prima rata) da parte dell’assicurato non preclude la possibilità allo stesso di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo.
Dal 2008 è prevista la possibilità di presentare la richiesta anche nel periodo che precede l’inizio dell’attività lavorativa. L’onere sarà determinato con criteri che saranno uguali per tutti. Per ogni anno di studio si dovrà pagare l’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di rendimento (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.800 euro circa nel 2008). Le novità introdotte a partire dal 01/01/2008 sono sostanzialmente tre:

  1. Rateazione del pagamento dell’onere (vale per tutti) consentito fino ad un massimo di 10 anni senza interessi.
  2. Efficacia del riscatto in termini pensionistici (piena computabilità ai fini dell’anzianità richiesta per la pensione contributiva).
  3. Possibilità di riscatto ai non lavoratori.

Nel caso di soggetto privo di reddito tassabile, l’onere di riscatto può essere detratto (nella misura del 19%) dall’imposta dovuta dal genitore.
Per gli utenti registrati sul sito www.poste.it è possibile il pagamento on line dei contributi da riscatto e delle ricongiunzioni contributive. Il servizio è raggiungibile dal sito www.inps.it dalla sezione Servizi Online per il cittadino.

Per quanto riguarda il calcolo del costo, è utile fare alcune considerazioni tramite un semplice esempio:

Per chi decide di chiedere il riscatto senza avere ancora un reddito, viene utilizzato come riferimento il reddito minimo dei commercianti, pari a € 13.800 per il 2008.
Quindi il calcolo, per i 3 anni della laurea breve, è presto fatto:
(13.800 x 33%) = € 4.554 costo riscatto annuale
(4.554 x 3) = € 13.662 costo totale del riscatto

Se invece ci fosse un reddito da lavoro dipendente di € 15.000, allora il calcolo sarebbe:
(15.000 x 33%) = € 4.950 costo riscatto annuale
(4.950 x 3) = € 14.850 costo totale del riscatto

Pare evidente il risparmio, quindi sbrigarsi a chiedere il riscatto prima di avere reddito. Il modulo lo trovate qui. I pagamenti si possono spalmare su 10 anni senza interessi: 113,85 €/mese. Le condizioni sembrano molto vantaggiose. Il costo è alto, purtroppo.. ne vale la pena?

Dai commenti a questo articolo emerge una via alternativa, decisamente interessante e da prendere in considerazione: quella della previdenza integrativa. Investire gli stessi soldi in un fondo pensione aperto sembra essere una ipotesi più conveniente, oltre a differenziare il “portafoglio pensionistico” (pubblico e privato) dovrebbe garantire un ritorno migliore, anche se la scelta va fatta valutando attentamente il rapporto rischi/benefici. Rimando all’articolo segnalato da Davide per maggiori informazioni.

32 Commenti »

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  1. 1

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    Purtroppo è tantissimo, non so se effettivamente ne valga la pena. Alla fine per lavorare qualche anno in meno dobbiamo farci un mutuo già da oggi.

  2. 2

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    Ciao, sono anch’io uno studente universitario, credo più o meno nella tua situazione (laurea triennale alle spalle e specialistica a breve), ma con la differenza che negli ultimi 2 anni ho avuto un reddito in quanto ho iniziato a lavorare.
    Anch’io mi sto interessando al riscatto degli anni di laurea e da quel che ho capito il vantaggio principale è quello di poter andare in pensione con qualche anno di anticipo. Ci sarebbe poi un altro possibile vantaggio, in alternativa a questo, cioè l’andare in pensione con la normale anzianità, ma con una pensione più alta, avendo versato più contributi.
    Alla domanda “ne vale la pena?” ti rispondo: secondo me, no! Mi sembra assurdo regalare il 33% dei miei prossimi 5 anni di stipendio all’inps (sui quali, se non ho capito male, ci si pagano anche i contributi inps/inail) per avere la possibilità di andare in pensione invece che tra 40 anni tra 35. Ancor di più è una fregatura dare quei soldi per andare in pensione tra 40 anni e trovarsi una pensione più alta. Preferisco decisamente tenermeli e magari investirne una parte in un fondo pensione (che non mi farà andare prima in pensione, ma mi dà molte più garanzie di rivederli, oltre alle varie possibilità di riscossione anticipata).

  3. 3

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    Si, anche se in effetti si tratta di un mutuo decisamente particolare..

    110 euro al mese, spalmati su 10 anni a interessi zero: tra dieci anni con 110 euro probabilmente ci compreremo le t-shirt :)
    Poi il fatto che venga usato il reddito minimo dei commercianti (reddito irreale per un normale lavoratore!) aiuta molto nel calcolo delle percentuali..

    Resta il fatto che 13mila euro son 13mila euro!
    Boh..

  4. 4

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    @davide: se ascolto i “vecchi” (si fa per dire..) sembra che 3-5 anni in meno di lavoro siano una manna dal cielo, e ti spingono a farlo.. Ma come giustamente fai notare tu, forse ha più senso tenerseli e farli fruttare in altro modo (fondo pensione, birra, aprire una attività..)
    Io credo che continuerò a raccogliere consigli ancora per qualche mese, poi deciderò sul da farsi..

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    Certo 3-5 anni di pensionamento anticipato possono essere una manna dal cielo (dipende poi dal lavoro che si fa), io personalmente credo di potercela fare a raggiungere la pensione per anzianità senza troppi ripensamenti sul non aver riscattato gli anni di laurea. Un altro motivo per cui non ne vale la pena di cui mi ero dimenticato prima è che, così facendo, si avrebbe una pensione ancor più misera di quella già tristemente misera che si prevede. Questo perchè si versano meno contributi, maturano per un tempo più breve e la pensione verrà poi pagata per un tempo più lungo.
    Ti segnalo anche questo articolo che spiega abbastanza bene vantaggi e svantaggi (uno simile l’avevo trovato anche sul Sole e diceva più o meno le stesse cose): http://www.corriere.it/economia/08_marzo_03/riscatto_laurea_518dc366-e925-11dc-9255-0003ba99c667.shtml
    Visto che, da quel che ti ha detto l’inps, è possibile rinunciare tacitamente senza pagare nulla penso che mi toglierò la curiosità di inviare la richiesta e vedere che cifra mi sparano :-)

  6. 6

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    Se vuoi un consiglio personale secondo me non ne vale la pena, meglio spendere gli stessi soldi con una pensione integrativa da fare con una seria compagnia di assicurazione.
    Non si andrà in pensione prima ma il capitale che immetti sarà sempre più rivalutato e soprattutto disponibile immediatamente in qualsiasi momento tu lo voglia ritirare.
    Informati un po e vedrai che la decisione sarà immediata.
    Ciao

  7. 7

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    Eh.. L’articolo del corriere mi ha aperto un po’ di più la visione.. grazie dei consigli! ;)
    Mi avete spinto ad aggiungere due righe a questo post, per completezza.

  8. 8

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    Al mancato guadagno dei 5 anni di università aggiungere un mutuo per andare in pensione prima?
    (forse, visto che quando saremo quasi al termine della nostra vita lavorativa, chissà dove avranno spostato il limite di età)
    (ammesso che, quando saremo anziani, il sistema pensionistico così come lo conosciamo esista ancora)

    Meglio investire in un fondo pensionistico privato.

  9. 9

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    Concordo sul consiglio del fondo privato :) Io mi informai per la laurea di 5 anni che avevo appena conseguito, qualche anno fa. Già lavoravo ed il calcolo mi venne intorno ai 20mila euro, che reputai un po’ troppi per le mie finanze. Anche l’impiegato INPS che mi fece il calcolo, tra le righe, mi disse che non era conveniente :-)

  10. 10

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    complimenti per l’argomento. finalmente una discussione interessante, anche se non chiarificatrice. nel momento in cui la pensione integrativa, assolutamente necessaria per i giovani, subisce un stand-by, qualcuno parla di in argomento vitale per i giovani. io non lo sono più e però conosco molti anziani che rimpiangono “non scelte” del passato. i sindacati hanno fatto il compitino: creato la pensione integrativa, entro la quale hanno infilato molti loro capoccia ai vertici dei vari fondi. Le assicurazioni ridono: ricevono un flusso immenso di nuovi denari. ora tutto tace. Ma i fondi come stanno investendo questi soldi? questo mi preoccupa molto alla luce di quanto sta capitando nella finanza americana. quali sono i controlli italiani? e perché non è chiaro se è favorevole o meno per un neo laureato riscattare gli anni di studio universitario? è così difficile calcolarlo o non è conveniente smascherare il bluff?

  11. 11

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    cia claudio, credo sia impossibile determinare una scelta vincente.
    La scelta migliore probabilmente dipende molto dalla percezione personale: quanto valgono 5 anni di lavoro in meno? Non credo sia solo una questione economica..

    Detto questo, per quanto riguarda i fondi, bisogna fidarsi.. Anche l’INPS fino a qualche anno fa sembrava sull’orlo dell’implosione, ma essendo un organismo pubblico dovrebbe dare qualche garanzia maggiore.

  12. 12

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    Io sono ‘un vecchio’ (26 anni di lavoro), laureato nel 1981 (Ingegneria) e non ho riscattato la laurea perche’ costava troppo. Ora sono pentito, se volessi riscattarla ora la pagherei, in termini assoluti, circa 20 volte di piu’.
    Io vi consiglio di pagare.
    Primo: di fatto si compra “del tempo”, che non e’ facilmente valutabile in termini economici (valore infinito?), si va in pensione 3 o 4 o 5 anni prima, oppure con 5 anni in piu’ di contributi.
    Secondo: non si sa come sarete tra 30 o 40 anni, magari vi troverete in condizioni economiche, o lavorative, o di salute per cui 3 o 5 anni di contributi potrebbero essere decisivi. Certo, servono 110 E al mese: vi fate una ricarica in meno al telefonino e siete a posto
    Terzo: nessuna Assicurazione privata vi garantira’ un rendimento minimo, o sicuro, o costante. Viene un tracollo finanziario come quello di questi giorni e le quote del vostro conto perdono meta’ del valore (= non contate sulle rendite finanziarie per la pensione, cercate qualcosa di piu’ stabile)

    Quindi, il mio consiglio e’: pagate. I primi due o tre anni vi sembrera’ di dover tirar fuori un sacco di soldi, fra un po’ i vostri 100 euro non saranno niente, soprattutto se, come vi auguro, avrete un lavoro. Per di piu’, quanto pagate per il riscatto e’ detraibile dall’imponibile, quindi un circa 30% lo recuperate subito.
    ciao
    Fabio

  13. 13

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    Ecco, questo è proprio il commento che speravo di ricevere..

    A sentire i veterani (suona meglio di ‘vecchio’) sembra davvero che il riscatto sia una cosa da fare senza pensarci nemmeno un minuto. Io tendenzialmente sono propenso a seguire i consigli dei saggi (suona sempre meglio di ‘vecchio’) :)

  14. 14

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    Ciao a tutti! L’argomento mi interessa molto quindi mi inserisco nella discussione.

    Sono Giuseppe, neolaureato (laurea specialistica quindi 5 anni) e neo stagista.

    Mi sono interessato anche io al riscatto qualche settimana fa giungendo a questa conclusione: non riscatto. Mi sembra infatti ridicolo (ovviamente ora e dal mio punto di vista) impegnare 200 euro al mese per i prossimi 10 anni! E se mi voglio sposare? (lo dico perché lo voglio) E se mi voglio comprare un appartamento ma anche solo una macchina?

    Ho letto in rete (credo in un ng) un’analisi molto dettagliata fatta da uno che sapeva di cosa parlava che giungeva a questa conclusione: inutile investire 20mila euro nello Stato non sapendo cosa si “compra” con questi soldi. Il riscatto, infatti, solo nel migliore dei casi permette di andare in pensione 2 o 3 anni prima, ma la cosa non è automaticamente garantita. Inoltre l’INPS potrebbe non far fruttare bene questi soldi così come potrebbe fare qualcun altro.

    Ovviamente la testimonianza di Fabio mi fa riflettere, soprattutto perché il finanziamento a tasso 0 fa si che la cifra sia, tra qualche anno, più sopportabile rispetto ad adesso.

    Conclusione: aspetto altri commenti :)

    Già che ci sono pongo un quesito: si usa quella soglia “standard” per chi non lavora. Io che sono stagista e prendo solo un rimborso spese mensile rientro in questa casistica quindi mi conviene chiedere il riscatto subito, prima che passi ad un altro tipo di contratto. Credo bene?

    Saluti a tutti.

    Giuseppe

  15. 15

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    Ciao Giuseppe, rispondo subito alla tua ultima domanda.
    Si.. come stagista il reddito di riferimento è quello minimo dei commercianti (stando a ciò che mi ha detto INPS), praticamente è un reddito irreale quindi il calcolo risulta molto vantaggioso se fai il riscatto subito.

    Tutto ciò che dici è vero, anch’io, in veste di giovane senza soldi trovo questi cento e rotti euro al mese un salasso difficilmente sostenibile. D’altro canto è vero che le condizioni economiche sono molto più che interessanti, appunto 100 euro che valore avranno tra 10 anni?

    Il punto è che non si fa una operazione finanziaria, fosse solo per quello rinuncierei in partenza.. Qui si “comprano anni di relax”, che valore ha un anno ad andar per boschi? :)
    Non c’è una risposta univoca..

  16. 16

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    Io, come avevo già detto, continuo a rimanere scettico nell’idea di dare i soldi all’inps (potessi non darei neanche quelli della normale pensione).
    Può andare bene se si vuole lavorare qualche anno di meno (e beccarsi una pensione più bassa di quella che si avrebbe normalmente). Se si parla invece di aumentare la pensione con qualche anno di contributi in più credo che sia sicuramente più vantaggioso un fondo, che è più flessibile, permettendo ad esempio un riscatto anticipato per malattia, acquisto della casa e disoccupazione e flessibilità nei versamenti. Per non parlare del fatto che i contributi versati nel fondo si possono ricevere in diverse modalità, tra le quali c’è la possibilità di garantire che il rimanente della pensione vada agli eredi, mentre con l’inps quei contributi si rivedono solo ‘se’ si va in pensione e per gli anni che rimangono per godersela e agli eredi di solito va poco o nulla.

    Per quanto riguarda la rendita i fondi hanno delle linee garantite che rendono esattamente come l’inps (una miseria) e in caso di tracollo finanziario non vedo perchè l’inps dovrebbe offrire più garanzie (tutto sto pasticcio delle pensioni integrative non è forse perchè l’inps sta finendo i soldi in cassa??).

    Vorrei poi rispondere che non bastano certo 110euro al mese (una ricarica del telefonino???), ma si versa il 33% dello stipendio, quindi un neo laureato che lavora con uno stip di 20K (1000 netti al mese) annui pagherebbe 275 al mese x 10 anni per riscattare 5 anni di università. Inoltre mi risulta che l’importo non sia interamente deducibile, ma i contributi inps/inail si pagano ugualmente (circa un 9%) quindi si recupererebbe circa un 23% con le deduzioni dall’irpef.

    Magari qualcuno con più anzianità di me può avere un punto di vista diverso, dovuto al fatto che più ci si avvicina alla pensione, più non si vede l’ora di raggiungerla, ma i conti parlano chiaro e, a meno di non trovare un primo lavoro con paga dirigenziale o di stare fino a 35 anni con mamma e papà, l’impegno richiesto dall’inps toglie una parte molto importante del già risicato reddito a chi si è appena laureato e cerca di farsi una vita (potrebbe ad esempio impedire di avere accesso a un mutuo per acquistare casa..investimento ben più importante della pensione).

  17. 17

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    Beh, prima di tutto è sempre meglio “avere il diritto di andare in pensione 5 anni prima”. Poi, giunti vicino al momento della pensione, magari lavoreremo fino a 75 anni perché ci piace (vedi i ns parlamentari). Però è sempre meglio mettere fieno in cascina. A che prezzo? E’ contro natura far pensare ad un neolaureato, che si affaccia alla vita lavorativa probabilmente con entusiasmo, di accorciare la vita lavorativa stessa. E’ anche vero che i soldi non ci sono quando servono, cioè in gioventù, quando si deve costruire il proprio futuro. Ho un collega che si è riscattato 4 anni con poco più di 500.000 lire. se la sta ancora ridendo, a distanza di tanti anni. così come conosco colleghi che, pur non avendo molto da fare ed avendo la possibilità di pensionamento, se ne stanno in ufficio. alla base c’è la non chiarezza nel capire se e dov’è il vantaggio. comunque sono del parere che i fondi debbano essere più che trasparenti. non fidiamoci assolutamente.

  18. 18

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    @claudio: scusa, ma non ti seguo.. il tuo collega che tanti hanni fa ha versato 500.000lire all’inps avrà fatto dei bei sacrifici anche se ora ride (tanti anni fa ci si comprava una casa con quei soldi).
    La chiarezza c’è eccome: se una pesona può permettersi di investire il 33% del suo stipendio per 3-5 anni nella speranza (non “diritto” perchè non si ha la certezza delle leggi che ci saranno tra 40 anni e neanche di esserci tra 40 anni) di anticipare la pensione allora è conveniente farlo, se invece non se lo può permettere o preferisce andare in pensione normalmente e con un bel gruzzolo allora ci sono altri modi di investire più redditizzi che non tramite lo stato. Sulla trasparenza dei fondi ti posso anche dar ragione, ma ci sono linee garantite che rendono esattamente come l’inps e, se si vuole rischiare qualcosa in più, con un po’ di diversificazione si evita di cadere in pieno nelle fregature.

    A proposito di pensioni.. qualcuno ha idea di che valore abbiano i contributi versati (compresi quelli per il riscatto della laurea) nel caso in cui ci si trasferisca e si prenda quindi la pensione fuori dall’Italia?

  19. 19

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    Condivido il punto di vista di Davide, qui sopra il mio. Ed anche per la domanda finale che lui pone mi interessa una risposta :)

  20. 20

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    500.000 lire era una bazzecola. non ci si comprava casa. erano forse meno di metà stipendio. parlo di 20 anni fa. ora, per riscattare lo stesso periodo, ci vogliono più di 50.000 euro. il fatto è che lui ha fatto richiesta di riscatto 30 anni fa. e sulla sua paga di allora fu calcolata la quota che doveva pagare. voglio dire che probabilmente, specialmente per un neolaureato che vuole riscattare gli anni di laurea, senza avere ancora lo stipendio, può essere vantaggioso, e la cifra diventa ininfluente negli anni, più passa il tempo. specialmente se paga il genitore, che forse può scaricare le quote sul 730. ma rimane troppo non chiaro a cosa servirà. i 3/5 anni riscattati mi faranno andare 3/5 anni prima? siamo sicuri? io ho 32 anni di contributi. tra 3 anni avrei potuto cambiare vita ed aiutare i figli e nipoti. devo stare al lavoro altri 8 anni, minimo. se potessi aiutare mia figlia, che inizia l’università breve, lo farei se ciò permettesse a mia figlia di andare in pensione a 57 anni piuttosto che a 60. ma in che modo? io spendo ora (mi sa tanto che questa storia è stata fatta per propaganda e per fare incassare qualche soldo all’inps) e tra 57 anni mia figlia avrà dei vantaggi reali? o le taglieranno del 30 % la pensione perché andrà a 57 anni?

  21. 21

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    Si, in effetti 20 anni fa 500.000lire erano come 800euro oggi .. ma vuoi dire che ha pagato solo quella cifra per riscattare 4 anni??? o era la cifra mensile da pagare? (ma poi con il sistema pensionistico di 20 anni fa, basato sulle ultime retribuzioni e non sui contributi versati, che senso aveva riscattare gli anni di laurea)

    Come dicevo prima, se si hanno soldi da spendere (o se “paga papi”) allora certo che conviene. Come puoi vedere anche dalle tabelle pubblicate nell’articolo che avevo segnalato non è che gli anni riscattati diventano automaticamente anni in meno di lavoro: i requisiti per la pensione dipendono sia dall’anzianità lavorativa che dall’età della persona e variano praticamente ogni anno.

    Per rispondere poi alla tua domanda, è ovvio che se tua figlia userà il riscatto degli anni di laurea per ridurre il periodo di lavoro (nei limiti in cui questo è possibile) avrà sicuramente una pensione ridotta. E’ matematico: versi meno contributi, li fai maturare per meno tempo e te li devono restituire come pensione per un periodo più lungo.. secondo te daranno la stessa pensione di chi versa per 40 anni e inizia a goderseli a 65? (se vuoi fare un investimento per il futuro di tua figlia meglio qualcosa a cui potrà accedere in caso di bisogno e che sia accessibile anche ai tuoi nipoti che darli a chi, come l’inps, non te li fa toccare per 40 anni e poi te li restituisce in un misero vitalizio con scarse possibilità di reversibilità).

  22. 22

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    Sei sicuramente un esperto, ma devi capire che non parli ad esperti. per te certe cose sono “ovvie” o “matematiche”. per altri no. il mio collega voleva andare in pensione con il fondo autoferrotranvieri. aveva anni fuori dal fondo. ai tempi, mi ricordo, poteva portare nel fondo gli anni lavorati fuori, per poter avere i privilegi del fondo. ora servirebbero circa 10.000 euro l’anno per fare ciò che è riuscito a fare lui.. ai tempi, la legge diceva che l’operazione di recupero degli anni fuori era possibile solo a chi aveva, nel 1978, già 8 anni nel fondo auto ferro. lui non li aveva ma ha fatto domanda lo stesso, il furbo e lungoveggente. tanti non avevano i requisiti e non l’hanno fatta, allora. lui, pur non avendone diritto, la fece e ne beneficiò doppiamente, in quanto la domanda fu accettata (se vuoi pagare, ti accettano tutte le domande). la domanda fu accettata 20 anni dopo. lo stipendio era notevolmente cambiato ma i calcoli si fanno con le paghe che riscuotevi all’atto della domanda e quindi pagò 500 mila lire a conguaglio di 4 anni. e ride ancora adesso. altri, che non fecero domanda perché la legge dava diritto solo a chi aveva già otto anni nel fondo, la fecero successivamente e la quota da pagare si decuplicò o crebbe esponenzialmente. comunque, ti dicevo che l’argomento è molto interessante, perché nessuno ne parla più. rifacci i complimenti a te. ma le sfaccettature sono tante ed è difficile capire ciò che è conveniente, nonostante quelli come te che cercano di dare una mano a viaggiare in questa jungla. per venire a mia figlia: se riscatto gli anni lei dovrebbe figurare come una lavoratrice di tre anni, pagando ciò che pagano altre categorie. come dire: il periodo di università è considerato ” a tutti gli effetti” periodo lavorativo. perché dovrebbe avere una pensione ridotta? a me non sembra ovvio. altrimenti faccio a meno di dare i miei soldini, pochi ma subito, all’inps (che è l’obiettivo dell’inps) e spero che mia figlia abbia la volontà e salute di campare, lavorando, fino a cento anni. ultima cosa e poi non ti disturbo più: questa facoltà (recupero anni universitari) fu inserita in un accordo capestro governo-sindacati di due o tre anni fa, che passò tra i lavoratori perché furono truccati i dati del referendum, comunque inutile perché era già legge. a me sembra che fu uno specchietto per allodole, inserito in quell’accordo, così come tante misure, per far passare globalmente l’accordo che ne conteneva altre meno digeribili. un bluff.

  23. 23

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    @claudio: cercherò di risponderti sul perchè riscattando gli anni di laurea per anticipare il pensionamento si avrebbe una pensione ridotta.
    E’ vero che si versano i contributi “come se” si avesse lavorato 3/5 anni, ma chi ha veramente lavorato quegli anni avrà, a parità di contributi versati, diciamo 40 anni di interessi maturati, mentre chi anticipa la pensione avrà solo 35/37 anni di interessi maturati. Nel nostro conto all’inps ci saranno quindi meno soldi da distribuire. E saranno ancora di meno se quelli versati per il riscatto sono solo la quota minima, che è decisamente meno di quello che si sarebbero versati lavorando. L’inps si trova quindi con meno soldi a disposizione e dovrà calcolare quanto darci al mese dividendo i nostri contributi (maturati degli interessi) per quanto (secondo la statistica) ci rimane da vivere. E’ presto detto che anticipare il pensionamento vuol dire che l’inps dovrà farsi bastare quei soldi per pagarci 3/5 anni in più di pensione, quindi non può far altro che darci una pensione ridotta.

  24. 24

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    A mio parere il riscatto della laurea è molto utile. Non appena conseguirò la laurea lo farò subito.
    Quando sarò ancora disoccupato e quindi si applicherà come riferimento il reddito minimo dei commercianti.
    è vero, 13000 euro sono tanti.
    Ma è possibile rateizzarli in 10 anni a interessi zero, con rata mensile da circa 110 euro, che non è una cifra esorbitante già ora, figurarsi tra qualche anno.
    In cambio si avranno 5 anni di contributi INPS. Adesso che si sta per entrare nel mondo del lavoro possono sembrare nulla, ma più in la nel tempo quei 5 anni potrebbero fare la differenza.
    Chi mi assicura che una azienda mi terrà a lavorare per ben 40 anni?
    Come si fa ad essere certi ora che tanto sicuramente riusciremo ad avere 40 anni di contributi?
    Riscattare la laurea non è tanto per lavorare 5 anni di meno, è che non si ha la certezza che si riuscirà a lavorare per 40 anni.
    La pensione integrativa? io non mi fido delle aziende private, men che meno delle assicurazioni, è cronaca di questi giorni come banche ed aziende all’apparenza solidissime avevano in realtà centinaia di miliardi di dollari di debiti.
    Negli USA non è infrequente che qualche fondo pensione all’improvviso fallisca (vedi http://www.rdb.uniroma2.it/torvergata/link/TFR/FallimentoUSA.htm, e http://www.businessonline.it/1/EconomiaeFinanza/1773/tfr+fondi+pensione+falliti.html), del resto non è difficile, basta che qualche manager sbagli investimento … un po’ come quello che è successo alla Lehman Brothers.
    Al contrario l’INPS è lo Stato, e lo stato non fallisce mai. Se l’INPS fosse stata una azienda privata sarebbe fallita da almeno 10 anni.

  25. 25

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    Ho deciso di riscattare gli anni di laurea. La scelta è dettata dal fatto che 30 mila euro su una vita di lavoro, non sono poi così tanti.
    A chi dice che il 33% della retribuzione è tanto, vorrei ricordare che gli oneri sociali in capo ad una azienda per i lavoratori ammontano a tale percenutale.
    Il problema quindi è proprio la sproporzione tra il netto in busta paga ed il costo per le aziende!

  26. 26

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    Io non ho riscattato la laurea conseguita nel 1973 e lavoro da oltre 30 anni nella P.A. Il quesito che pongo è questo:
    atteso che al 31/12/1995 io avevo una anzianità contributiva di 17 anni e 7 mesi (quindi non utile per accedere alla pensione con il metodo retributivo), se volessi ora riscatatre la laurea, è possibile farlo solo nella misura dei 5 mesi mancanti per usufruire del metodo pensionistico più favorevole??

  27. 27

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    Per peppino
    Sicuramente è possibile riscattare soltanto una parte del periodo di studi universitari (i 5 mesi di cui parli), ma temo che, non avendolo chiesto entro il 31/12/95, li aggiungeresti “in coda”, cioè ADESSO, e i tuoi 17AA07MM al 31/12/95 resterebbero tali.

  28. 28

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    Il caso che desidero prospettare io un po’ diverso, non riguarda me, che sono stato in inps per 32 anni (+ 4 di riscatto laurea) ma mio cugino medico, cui l’inps ha concesso il riscatto,
    ma gli ha negato il riscatto degli ultimi 3 mesi e mezzo, in quanto – udite udite!!!! – ha avuto l’impudenza di conseguire la laurea nella sessione ordinaria del sesto anno di corso legale e,
    quindi, non avrebbe diritto a riscattare il periodo dal conseguimento della laurea fino al termine del sesto anno di corso legale (31 ottobre).
    In questa sede, non tanto rilevante il quesito sulla possibilit di riscatto di quegli ultimi 3 mesi (di ci se ne discuter nelle sedi opportune!), quanto l’importanza che rivestono quei 3
    mesi e mezzo per mio cugino. Egli si accollato un sensibile onere (il riscatto dei 6 anni) e gli occorrono quei 3 mesi, perch gli consentirebbero oggi di maturare il diritto a pensione con
    40 anni di contribuzione entro il 2010, in modo da poter andare subito in pensione e non 1 anno e mezzo dopo.
    Questo potrebbe far riflettere soprattutto quei giovani che sono incerti sulla opportunit del riscatto laurea. Devo dire, per, che anch’io, che pure ho tanta esperienza di INPS e di previdenza
    obbligatoria, non mi sento di dare suggerimenti se non valutando caso per caso. Va, inoltre considerato, come gi qualcuno ha messo in rilievo in alcuni dei commenti precedenti, non possiamo
    oggi sapere come si evolver il quadro legislativo previdenziale fra 20, 30 o 40 anni. Nel decidere, dunque, dovr tenersi conto di vari fattori.
    Per ora, mi farebbe piacere conoscere il parere sulla riscattabilit del periodo che va dalla laurea al termine degli anni di corso legale.
    Grazie!

  29. 29

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    Buongiorno,
    non sono assolutamente d’accordo con chi dice che “conviene” comprare gli anni di laurea: conviene soltanto se queqti anni si comprano subito, quando non c’è reddito, dopo…a mio avviso non conviene più!
    Ho ricevuto un preventivo dall’INPS di 30.000 euro per il riscatto di 4 anni di farmacia per avere si e non 100 euro in più al mese…C E N T O euro in più!!! E che ci faccio?
    Diverso il discorso sarebbe se avessi un incremento pensionistico molto più elevato (300 o 400 euro al mese), ma sborsare 30.000 euro per 100 euro al mese, lo trovo veramente assurdo!

    Saluti!

  30. 30

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    Salve a tutti.

    Ho letto con interesse le vostre valutazioni, anche perchè, seppuur già milto scettico in partenza, stavo valutando l’opportunità di riscattare i miei 3 anni di laurea di primo livello conseguita dopo una lunga pausa lavorativa, tre anni fa presso il Politecnico di Torino, facoltà di Ingegneria.
    Fermo restando che (mi sembra anche superfluo ribadirlo) ciascuno deve valutare singolarmente i pro e i contro, tenuto conto anche dei propri obiettivi (lavorare meno, o prendere una pensione più alta?), e pur valutando i pareri dei favorevoli, quasi tutti quelli più “anziani” (non vi offendete, anch’io sono un “anta” quindi l’aggettivo vale anche per il sottoscritto ;-) , mi sono convinto ancor di più che NON VALE LA PENA, men che mai per il mio caso, riscattare questi 3 anni. Le ragioni sono un po’ tutte quelle espresse da chi di voi si è dichiarato contrario, e vorrei qui riassumerle:
    1) mai come oggidì non possiamo avere certezze, oggi, di quelle che saranno le regole per andare in pensione domani, quindi, a meno di non essere prossimi alla pensione e di non aver valutato consapolmente la convenienza di fare oggi domanda per l’immediato (sostenendo l’onere di un pagamento in unica soluzione dell’intero importo), per i più giovani o per quelli che, come me, sono a metà del guado, si rischia di pagare invano, magari perchè un decreto governativo stabilisce di annullare con un tratto di penna la riscattailità degli anni di laurea e/o servizio militare (ricordiamoci l’ultima manovra di agosto e quanto in essa paventato!)
    2) se avessi una cifra tale in contanti (ca. 21000 euro) penserei di accendere un mutuo per comprare casa (cosa che non mi posso permettere), altr che INPS! quindi anche ai papà dei più giovani, dico: se proprio volete aiutare i vs. figli sostenendo il fardello, invece di riscattare la loro laurea aiutateli a comprare casa, che quello sì che è un investimento sicuro! i miei genitori non l’hanno mai fatto, così hanno finito tutti i loro risparmi per pagare un affitto crescente esponenzialmente engli anni e ora non sono neanche in grado di aiutare me!
    3) se invece volessi pagare a rate (120 rate = 175 eur/mese) e ne avessi di soldi da parte (e non ne ho perchè alla fine del mese arrivo non a 0, ma meno), beh, allora piuttosto li investirei sempre in un mutuo per la casa, oppure, non potendo ottenerlo, o non avendone bisogno perchè già proprietario, in qualcosa comunque di più remunerativo (fondi apeetri, ecc); rischiare per rischiare (perchè anche l’INPS e anche lo Stato Italiano può fallire), almeno che il rischio valga la candela!
    4) mi sembra che voi altri abbiate già spiegato in maniera chiara e inequivocabile che il riscatto non consentirebbe in alcun modo di avere un pensione più alta (semmai sarebbe vero i lcontrario!), ma di andare in pensione prima; ma siamo poi così sicuri di questo, se già oggi si paventa una abolizione, a regime della riforma pensionistica, delle pensioni di anzianità tout cort (quindi si andrebbe comunque solo al raggiungimento dell’età anagrafica)?

    Ho elencato 4 ragioni per NON riscatare i miei 3 anni di laurea; sono pronto a cambiare idea, a patto che mi si diano almeno altrettante ragioni per farlo.

    Un saluto

    Alex

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    Non sono espertissimo, ma secondo me non ne vale troppo la pena. Io ho usato questo calcolatore: http://www.calcolocosto.it/riscatto-anni-universitari/
    e mi dice che dovrei tirar fuori quasi 20.000 euro. Sinceramente non credo ne valga la pena.

  32. 32

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    Cioè per farmi risultare 3 miseri anni di lavoro in più…e quindi prendere la pensione che non avrò mai, anzichè a 115 anni potrò avere la pensione a 112 anni? MA è fantastico!!! Per la modica cifra di 13mila euro?????? cazzzz faccio subito la richiesta!! mavaaaa a caghèèè va

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