Condanna ai dirigenti di Autostrade e Poste Italiane: un postino mostrava le natiche in Autogrill

Pubblicato da Davide, mercoledì 24 febbraio 2010 4 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Repubblica e Corriere, Giornale e Unità: tutti a sventolare la sentenza. Quattro dirigenti di Autostrade per l’Italia SpA e due responsabili alla privacy di Poste Italiane sono stati condannati rispettivamente a 8 mesi e 2 mesi di reclusione per atti osceni in luogo pubblico e apologia di reato, si salva invece un dirigente di Autogrill SpA per cui l’accusa aveva chiesto una pena di 6 mesi per favoreggiamento. La condanna nei confronti dei quattro pezzi grossi di Autostrade per l’Italia è dovuta al fatto che il postino in questione non doveva essere fatto entrare in autostrada; mentre ai manager di Poste Italiane viene contestato il fatto che il postino stava trasportando una lettera in cui erano contenuti scritti inneggianti alla violenza verso le persone con sindrome di down, cosa emersa solo in seguito alle indagini svolte sul materiale in possesso del postino. Sono stati inoltre inflitti il ritiro della patente e una multa di 2000 euro ai due dirigenti di Poste Italiane, appartenenti al consiglio di amministrazione (di cui uno già in pensione), per accesso in autostrada con un mezzo a due ruote da 125cc.

Ebbene, la sentenza che fa discutere è arrivata poche ore fa. Un caso unico al mondo, in cui i dirigenti delle società che offrono un servizio, vengono condannati poichè gli utenti che usufruiscono del servizio vanno contro la legge. C’è molta apprensione perchè con questo precedente si aprono impressionanti scenari: dalle parti di Enel si temono esemplari condanne per l’uso improprio dell’energia, pare abbiano scoperto che Unabomber fosse un abbonato e utilizzasse l’energia offerta dalla ditta per confezionare i suo ordigni.

Pensate all’effetto che potrebbe fare una notizia del genere sulla prima pagina dei nostri quotidiani! Ebbene: da oggi l’Italia può vantare anche questo record. Repubblica del 24 Febbraio:
Google, carcere per video shock. Gli Usa: “La libertà di internet è vitale.
Tre dirigenti condannati per violazione della privacy. Non bloccarono, nel 2006, le immagini di un giovane down aggredito dai compagni di scuola a Torino.

La cosa che più mi impressione è che in giro, tra i vari commenti, qualcuno si è pure azzardato a dire che è cosa buona e giusta. Che bisogna finirla con questa usanza che su internet finisce di tutto e di più. E allora condanniamo i dirigenti, condanniamo chi offre un servizio.. E poi penseremo a responsabilizzare i responsabili?!
Il concetto è identico: come se condannassimo Autostrade per gli automobilisti che superano il limite di velocità, le Poste per le lettere che contengono materiale osceno, l’ Enel per gli utenti che utilizzano l’energia per il bilancino elettrico che misura le confezioni di cocaina. Ma siamo impazziti?! Che senso ha condannare un internet service provider (un offerente del servizio internet, per chi ancora segue la dieta mediterranea) per un reato commesso da un utente di tale servizio?

Con questo principio, chi investirebbe in Italia per offrire servizi web? E dove sarebbe l’Italia senza il web?

Mi piacerebbe parlare con quel giudice che ha emanato quella sentenza e con quei magistrati che hanno sostenuto l’accusa. Ma so già che invece dovrò sorbirmi qualche talk show televisivo in cui qualcuno difenderà questa decisione esemplare, evviva il telerimbambimento!

Ancora non ci credo.. Non ci credo!

Google, carcere per video shock
Gli Usa: “La libertà di internet è vitale”
Tre dirigenti condannati per violazione della privacy. Non bloccarono, nel 2006, le immagini di un giovane down aggredito dai compagni di scuola a Torino.

4 Commenti »

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  1. 1

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    Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Quattro dirigenti di Autostrade per l’Italia SpA e due responsabili alla privacy di Poste Italiane sono stati condannati rispettivamente a 8 mesi e 2 mesi di reclusione per atti osceni in luogo pubblico e apologia di reato. Pensate all’effetto che po…

  2. 2

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    La cosa piu’ assurda di tutta la vicenda e’ il fatto che venga colpito il mezzo e non i veri colpevoli dei gesti ripresi nel video.

  3. 3

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    E invece io non rimango scandalizzato, nè credo che la condanna in questione sia del tutto fuori luogo. Il video è stato caricato a settembre, rimosso a novembre. Sono convinto che un service provider sia responsabile per ciò che gli compete esattamente come ogni persona fisica o giuridica nel nostro paese e non credo sia corretto urlare all’attentato alla libertà di espressione.
    Non sono stati condannati in merito ai contenuti del video (i responsabili al contrario di quello che dice mario sono stati invece condannati per il gesto) ma solo ed unicamente rispetto al fatto che sono intervenuti con così ampio ritardo e ne hanno quindi permesso la diffusione.

    Facendo un ragionamento un pò contorto si potrebbe anche dire che la sola possibilità di segnalare un contenuto che si ritiene offensivo ai differenti service provider è una parziale ammissione di responsabilità, limitata alla sola distribuzione e non ai contenuti stessi del video. La cosa che sinceramente mi piace meno è il fatto che qui non si cerca di ragionare come ogni persona normale sulle effettive responsabilità, si decolpevolizza a priori perchè il sistema attuale è stato concepito per gestire grosse quantità di contenuti su cui è impossibile ogni tipo di controllo, come se questa cosa andasse bene a prescindere.

    Parliamo poi della libertà di internet, candidato per il nobel alla pace (!!!!! ommioddio) come se stessimo parlando di una fonte inesauribile di sapere sempre di qualità, diciamoceli, internet è troppo spesso il megafono dell’idiozia che inizia a farla da padrone di questi tempi.

  4. 4

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    Ho appoggiato la candidatura di internet al nobel per la pace proprio perchè credo che in Italia si parli troppo spesso del web come di una tremenda nicchia di criminali e rimbambiti. Qui da noi manca proprio la cultura del web. Certo che candidare internet al premio nobel è una “idiozia”, ma credo non lo sia per la percezione di internet nel nostro Paese.

    Tu jasha hai un sito web, dove pubblichi interessanti articoli, ti piacerebbe se ogni volta che pubblichi un nuovo contenuto questo dovesse essere approvato e visionato da una commissione di vigilanza del web? Non credo. Tu scrivi commenti qui e pubblichi articoli e stai usando dei servizi, questi servizi sono utili proprio perchè ti permettono di esprimere le tue idee e comunicare senza vincoli e senza censure preventive. Che senso avrebbe internet se tutto ciò che viene pubblicato dovesse essere prima “visionato”?

    Parlando del fatto specifico, c’è chi accusa google di aver giocato sul video per fare diaboliche strategie di marketing. Beh, quel video ha totalizzato 5500 contatti. Repubblica riporta il dato. Credi davvero che 5500 contatti siano un risultato interessante per un sito come youtube?! Maddai..
    Leggo invece sulla Stampa: “Il video rimane in linea per circa due mesi, dall’ 8 settembre al 7 novembre; tuttavia la rimozione è avvenuta solo 2 ore dopo la prima segnalazione fatta dalla polizia postale.”
    Abbiamo già detto tutto..

    Leggiti questo interessante articolo, che ricostruisce molto dettagliatamente la vicenda: http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=979

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