5 Aprile: Senza vestiti in pubblico..
Pubblicato da Davide

Per un giorno diploD si sveste, e mostra a tutti il suo ‘body‘
Oggi, 5 di Aprile, è il CSS Naked Day, ovvero il giorno in cui un sacco di siti disattiveranno i loro fogli di stile CSS e mostreranno la struttura delle pagine nuda e cruda, senza la classica veste fatta da immagini e colori. L’idea è semplice e banale: l’obiettivo è promuovere i Web Standards, il corretto uso dell’(x)html, una buona struttura gerarchica, markup semantico..
Sono arrivato un po’ tardi, perchè la notizia l’ho appresa solo oggi (grazie a samu, tra gli altri hanno partecipato anche SenzaStile, CreativeBits..). Ma non potevo lasciarla passare inosservata.. anche perchè diploD senza abiti non è poi così male. :)
Le Ferrovie dello Stato ci provano..
Pubblicato da Davide
Questo weekend lo passerò tra Milano e Roma, per questo motivo ho avuto modo di navigare un po’ sui siti delle ferrovie.. Ho notato dei graditi miglioramenti. Il sito trenitalia.com è decisamente migliorato negli ultimi tempi: una home-page ben organizzata, un servizio di prenotazione on-line fino a 24 ore prima della partenza, e una nuova sezione per il monitoraggio del traffico in tempo reale tradotta anche in inglese e tedesco.

Quando si può parlar bene di casa nostra, è doveroso farlo! Questo non risolve i problemi dei treni italiani, ma almeno sul web l’immagine di FS regge il confronto con i colleghi d’oltralpe.
RitaliaCamp: tornando da Milano..
Pubblicato da Davide
E così sono stato al RitaliaCamp di Milano.
Considerazioni da fare ce ne sarebbero per scrivere un libro, ma cercherò di essere breve e conciso. Andiamo per punti.
L’organizzazione
A mio modo di vedere è stata impeccabile. Il mio ultimo BarCamp è stato quello di Roma, non me ne vogliano quelli del Linux Club, ma il confronto è inevitabile ed è sbilanciato per Milano.. Ottima accoglienza, buona la suddivisione dei lavori per aree tematiche: Tech e Vision. Peccato per alcune manifestazioni di dissenso, a mio modo di vedere decisamente fuori luogo.
Un grazie anche alla provincia di Rimini: la maglietta, il cappellino e il borsello sono graditi souvenir.. E la distribuzione di Ubuntu può sempre tornare utile.
I Big
Marco Ottolini, l’ex boss di italia.it ha tenuto la prima presentazione. Ovviamente tante domande, tanto scambio di opinioni.. ma poca sostanza, e soprattutto zero autocritica. L’ultima slide recitava: ben venga il progetto Ritalia, che potrebbere “regalare” il portale a Enit. Ehm.. chiudo qui.
I complimenti invece al boss di IBM Italia, che ha saputo fare autocritica e si è mostrato decisamente collaborativo, proponendo di affiancare al portale una componente wiki-like. Anche se ci sarebbere da capire quanto può pesare IBM sul committente (ovvero lo Stato) e quanto possono pesare i cittadini. Su questo aspetto si è sviluppata una discussione interessante. C’è però un problema di fondo che sembrava quasi essere un tabù: ci sono un sacco di soldi in ballo, ma non si dice..
Reggio Emilia vieta l’open bar
Pubblicato da Davide

Il consiglio comunale di Reggio Emilia ha votato una delibera che si richiama al regio decreto del 1940 per vietare la vendita degli alcolici secondo la formula open bar. Quindi da oggi sarà vietato ai gestori vendere alcolici facendo pagare una quota fissa con consumazioni illimitate. Nel comunicato stampa si legge:
“Le politiche che abbiamo avviato per loro (i giovani, ndr) sono frutto di un lavoro comune perché siano non consumatori, ma cittadini e protagonisti – ha detto il sindaco – Lavoriamo perché abbiano fiducia in loro stessi, non gettino via la loro vita. Oggi vogliamo quindi mandare un messaggio di fiducia, non ambiguo.
Non ambiguo perché una comunità che investe nel suo futuro non è ambigua sui valori che la fondano e quindi deve esprimersi sul valore del limite, su una convivialità senza esagerazioni, sulla tutela della salute individuale e collettiva, sul rispetto di se stessi e degli altri.”
Giovani italiani e internet: tra gli ultimi in europa
Pubblicato da Davide
Me ne accorgo quotidianamente, quando parli di internet e computer c’è sempre un po’ di diffidenza, anche se ti rivolgi a coetanei. Credevo fosse colpa della banda larga, del fatto che in un piccolo paese ancora internet faticasse a prendere piede, invece è un “male” tutto italiano: i giovani tra i 16 e i 24 anni sono tra gli ultimi in europa in quanto ad alfabetizzazione informatica. Le cose vanno male anche se si parla di istruzione scientifica e lavoro. A dircelo è uno studio condotto da Eurostat, consultabile nella versione in inglese da questo link.
La notizia l’ho appresa da Repubblica:
In un mondo sempre “più virtuale” sapere utilizzare il computer e la Rete è di fondamentale importanza. Fra qualche anno, coloro che non sapranno inviare una email non saranno in grado di “chattare” o “navigare e acquistare in rete” saranno considerati neoanalfabeti. Tra i paesi europei più sviluppati i giovani italiani figurano all’ultimo posto: appena 55 su 100 (16/24 anni) utilizzano internet almeno una volta alla settimana. Gli unici paesi dell’Ue che ci seguono sono la Bulgaria, la Grecia e Malta. Anche in Lituania e Lettonia l’utilizzo di internet da parte dei giovani è parecchio più diffuso che nel belpaese. Stessa cosa per le competenze informatiche di alto livello. Solo un giovane italiano su tre può considerarsi davvero esperto alle prese con “file, account” e altre diavolerie e solo 8 su 100 si sono cimentati in “acquisti elettronici”. In Europa, i ragazzi fra 16 e 24 anni che comprano beni e servizi su internet sono almeno il triplo.
Allora tutta questa diffidenza che si respira in giro è confermata dai dati.. Ma come si risolve il problema? Personalemente credo sia frutto di una serie di fattori: primo fra tutti la diffusione della banda larga e delle relative connessioni domestiche, che in Italia è ancora a bassi livelli. Secondo uno studio condotto da ConfindustriaS&I/Anie e Repubblica, ben illustrato su Punto Informatico: nel 2004, il 52% delle famiglie possedeva almeno un computer in casa, oggi (2007) siamo passati al 56%. Più di una famiglia italiana su due (visto che la penetrazione di Internet è passata incredibilmente dal 40% del 2005 al 39% del 2006) continua quindi a non utilizzare la rete.




























