Sviluppare idee vincenti nel web 2.0

Pubblicato da Davide, Aggiornato mercoledì 27 dicembre 2006 1 Commento »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Cosa serve per sviluppare una idea vincente sul web? La risposta più banale: una buona idea. Ho come l’impressione che al giorno d’oggi la buona idea non basti più.
Se infatti una volta era sufficiente la voglia di qualche giovane ragazzotto e un garage (ricordiamo tutti le leggende che descrivono gli esordi di aziende come Google, eBay, Apple..), ora per creare un servizio innovativo sul web servono soldi e relazioni importanti.
Ho come l’impressione che oggi sia impossibile scrivere la tesi di laurea e trovarsi improvvisamente i riflettori del mondo addosso, stile Linus Torvalds. Un po’ perchè la complessità del sistema web è aumentata esponenzialmente rispetto agli anni ’90, un po’ perchè larga parte delle buone idee è già stata messa in pratica.

Non saprei dire quante volte mi sono venute in mente idee che ritenevo quantomeno singolari, per poi scoprire che in qualche angolo della rete già esistevano. Tanto per citare le due più “carine”.

1. un portale che raccolga tutte le idee che vengono dagli utenti, di qualsiasi sorta, e le metta a disposizione di aziende, privati o gruppi autonomi con la voglia di realizzarle. Beh, anche se non proprio come lo pensavo io, questa cosa esiste ed è pure in italiano: si chiama Succo Di Melone. Anche se sarebbe interessante avere un servizio più istituzionale e più sociale, dove gli utenti possano commentare le proposte e avviare discussioni.

2. una lavagnetta elettronica. Per il mio esame di Tecnologie e Applicazioni Web avevo creato in java una sorta di lavagnetta elettronica accessibile via web dove prendere appunti stile post-it. Ho scoperto solo dopo aver dato l’esame (circa un anno e mezzo fa..) che di servizi simili ne esistevano parecchi e alcuni anche ben strutturati, con largo utilizzo di ajax.
Però ultimamente le cose stanno cambiando: c’è di mezzo questo Web 2.0, che per molti versi è solo uno slogan, una questione di marketing, ma per altri è qualcosa di più. E’ un concetto di pensare la rete, tant’è che il Time’s ci ha visto bene.. Come si legge nell’articolo di Read Write Web, la persona dell’anno sono io, siamo noi tutti, sono gli utenti. Badate bene, utenti; non utonti! Ci stiamo accorgendo che esiste un crescente numero di persone che preferisce contribuire attivamente all’espansione di notizie e contenuti sul web piuttosto che guardare passivamente la tv o leggere Novella 2000. Ecco allora il fiorire di nuove società pronte a lanciarsi sul web come YouTube (poi acquistata da Google), 30Boxes, Clipmarks, Netvibes.. Il comune denominatore di questi progetti è l’interazione con gli utenti e la condivisione della conoscenza.

Allora nuove idee possono sempre nascere? Credo proprio di si, a patto che alla base della propria idea ci sia un concetto diverso dal vecchio modo di fare internet. Se infatti vogliamo aprire un sito di commercio elettronico non possiamo permetterci di fare un catalogo statico con semplici pagine di presentazione dei prodotti. Falliremo dopo tre mesi, la concorrenza è tale che difficilmente riusciremo a strappare consistenti quote di mercato. Se invece lo strutturiamo secondo i nuovi concetti allora potremo sperare di fare successo: dovrà esserci la possibilità di commentare i prodotti da parte degli utenti, di fornire valutazioni, di lasciare feedback per i compratori, di creare una comunità. Ecco che forse, abbinando al concetto anche un design accattivante e css-based, potremo avere qualche ghiotta opportunità.

Il nocciolo della questione si chiama “esternalità di rete“.

Un’esternalità di rete si manifesta tutte le volte che un consumatore trae dall’utilizzazione di un prodotto o di un servizio un beneficio positivamente correlato al numero di utenti che già lo utilizzano. Tipici a riguardo sono il settore delle applicazioni su internet e quello delle telecomunicazioni.

“Management Control Systems” di Anthony, Govindarajan e Macrì. editore McGraw-Hill

Per sfornare un prodotto vincente, oggi come oggi, bisogna saper fare dell’esternalità di rete il fulcro del nostro progetto. Così le nuove idee sono possibili, e sempre più dovremo trarre dagli utenti un duplice beneficio: per noi (o la nostra azienda) e per loro.

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