Cosa fanno gli utenti sul web?

Pubblicato da Davide, Aggiornato giovedì 21 giugno 2007 2 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Interessante questa ricerca Forrester, che mostra come gli utenti (nordamericani) utilizzano il web e i social media.
E’ ancora bassissima la percentuale di utenti che producono contenuti, siamo attorno allo “zero virgola”, e dire che a me sembrano ormai troppi! Ma il tasso di crescita è da paura: +668% nel giro di un anno.

Ho paura.. temo la nausea da contenuti, e c’è già chi ne parla e chi ci fa installazioni artistiche. Resta il fatto che questa realtà va considerata. Vogliamo fare nuovi servizi? nuovi siti aziendali? nuovi network? nuovi prodotti? Attenti a come impostiamo il nostro lavoro sul web, perchè il target va tenuto ben presente: il comportamento on-line non è per nulla omogeneo, c’è una differenza abissale tra vecchi e giovani. Ma non solo, c’è una differenza troppo marcata tra attivi ed inattivi: un buon 20% dei “cresciuti con internet” (20-30 anni) proprio non partecipa a nessuna forma di social media. Se pensiamo che questi sono dati riferiti al pubblico oltreoceano, sono portato a trarre analoghe conclusioni per il gli europei.
Peccato solo non avere i dati del vecchio continente, ho provato a spulciare un po’ negli archivi Forrester, ma per ottenerli o si paga o ci si registra. Aggiungerei: giustamente.

Giusto qualche giorno fa ragionavo sulle potenzialità dei contenuti social all’interno di portali per l’e-commerce. Ci sono siti come OlloStore che utilizzano YouTube per recensire i prodotti in vendita, altri come PiXMania che permettono i commenti degli utenti che hanno fatto acquisti. Tutte queste cose funzionano.. ma a chi dobbiamo vendere? Funziona bene indistintamente per tutti o sarà il caso di fare qualche considerazione sull’età dei nostri clienti? Un negozio impostato in questi termini è percepito come professionale?
Credo che le risposte a queste domande siano quantomai soggettive; e non è facile venirci a capo.

ricerca forrester
ricerca forrester

Fonti: I Love Clients, Businessweek, Bluebeluga (per “the cult of the amateurs”). Traduzione dei grafici dall’inglese.

2 Commenti »

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  1. 1

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    Pixamania permette di fare anche i “video commenti”, con tanto di software flash incluso nel sito per riprendersi tramire webcam…grazie per il trackback…

  2. 2

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    La nausea da contenuti, conosciuto anche come fenomeno del “sovraccarico cognitivo” è scientificamente provato. E’ la sensazione provocata dal fatto che ci sono più azioni/situazioni/contenuti di quelli che siamo in grado di gestire.

    Personalmente provo spesso questa sensazione. La provavo già prima di iscrivermi agli oltre 40 blog che seguo, figuriamoci adesso. Faccio fatica a star dietro a tutte le informazioni che circolano e a far convivere la curiosità intellettuale, la fame di sapere, gli impegni lavorativi e la necessità di dormire almeno sette ore al giorno.

    Questo interessante articolo parla di cifre date dal Gartner Group un po’ superiori di quelle del rapporto Forrester; rimane il fatto che su grandi numeri anche da basse percentuali saltano fuori cifre notevoli.

    Saluti, Alessandro

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