Istant Messaging e reperibilità: rispondere anche nel sonno..

Pubblicato da Davide, Aggiornato martedì 20 maggio 2008 8 Commenti »

Questo articolo e' stato scritto piu' di 6 mesi fa.. In teoria non cambia nulla, sed panta rei: se trovi link o informazioni datate segnalalo pure. :)

Lettere
[Foto Flickr]

L’istant messanging deve diventare uno strumento di lavoro o un giochino da aprire nei momenti di relax? E’ giusto essere reperibili a tutte le ore in qualsiasi giorno della settimana? Ai fini della produttività, qual è il corretto equilibrio? Ci sono aziende che bloccano la chat su gmail, altre che spingono i propri dipendenti ad utilizzare skype. Non c’è una risposta universale, ognuno probabilmente interpreta la questione a suo modo. Questa è una riflessione che faccio dopo aver letto di due iniziative diverse nella sostanza, ma comuni nell’intento.

Camu parla dell’ultimo simpatico gadget di casa Google: la possibilità di inserire sul proprio sito web una mascherina dalla quale i visitatori possono contattarci direttamente su GTalk. Per chi non lo sapesse, GTalk è l’istant messanger di Google messo a disposizione per chiunque abbia un account gmail.
Una volta copiato il codice html all’interno delle proprie pagine web, chiunque passi di lì potrebbe inviarci un messaggio e contattarci direttamente in chat. Una sorta di citofono del web, a cui già qualcun altro aveva pensato (sitofono), fondando una startup tutta italiana. L’idea non è poi così malvagia, è una replica virtuale di ciò che già accade nel mondo reale: una vetrina e la porta di ingresso.

Altra bizzarra iniziativa, puramente pubblicitaria, è quella di skype (ne parla Napolux in questo post). Manderanno una folle quanto ignara ragazza in giro per il mondo con un cellulare skype, chiunque potrà contattarla e parlare con lei, dovunque si trovi. Il messaggio che passa è chiaro: skype può inseguirti su tutta la terra. Che sia giorno o notte poco importa.
Per i più curiosi passerà da Venezia il 3 giugno e in quell’occasione potrete avvicinarla per leggere il livello di stress che avranno accumulato i suoi occhi.

Prima era il telefono, poi il cellulare, oggi la messaggeria istantanea. Ci avviciniamo sempre più alla cosa unica: skype vorrebbe essere concorrente delle compagnie telefoniche (e forse lo è già). Ma in questo processo cadono le barriere: telefonare non è come mandare una mail, presuppone un contatto diretto.. I rapporti personali si mischiano a quelli lavorativi, così ti ritrovi in conferenza con gli amici in una finestra, a organizzare la serata con la morosa in un’altra finestra e il cliente che ti chiede una modifica in un’altra ancora.

Io sento il bisogno di filtrare, di essere meno interrotto ma allo stesso tempo più presente. Come fare? Al momento non ho una risposta esaustiva: ma questo Google Talk Chatback Badge lo voglio proprio provare.. Almeno nella pagina dei contatti.

Nel frattempo, aspetto un software che mi permetta di gestire contatti e priorità, quello che gli anglosassoni sarebbero bravissimi a battezzare come PRM – Personal Relationship Management.

8 Commenti »

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  1. 1

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    Visto che vuoi provare quest’ebbrezza poi ci farai sapere come ti sei trovato. Personalmente condivido quanto dici, siamo troppo (in)seguiti dalla tecnologia: l’essere connessi sempre, ovunque e con chiunque inizia ad essere invasivo. Un eccesso di informazione che rischia di provocare una pericolosa bulimia (che io ho ribattezzato b-socialità, in contrapposizione all’a-socialità che è invece assenza di contatti ed informazione). Per me twitter è e rimane rumore di fondo, nulla di più. Perché di sapere che un tizio sta mangiando un piatto di pasta o si sta facendo la doccia, non me ne viene nulla. Le mie conoscenze non progrediscono, e tanto meno i miei rapporti sociali. L’uomo per millenni ha fatto a meno di questo livello di pervasività della comunicazione, non vedo perché dovremmo cambiare proprio ora.

  2. 2

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    Ciao, quasi un anno fa facevo una riflessione in merito a questi temi, se interessa si può leggere qui:

    http://www.alessandroronchi.com/e-mail-prendere-a-piccole-dosi/

    Saluti, Alessandro

  3. 3

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    Ciao Davide,

    ti chiedo scusa, mi ero dimenticato che avevi anche inserito un commento in quel mio post :-)
    La segnalazione vale per gli altri ;-)
    Saluti, Alessandro

  4. 4

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    vedi qui: http://www.slideshare.net/kOoLiNuS/prova-56813

    a pagina 12 :-P

  5. 5

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    in ogni caso o ci si mette sempre “away” o su “occupato” e si decide selettivamente a chi rispondere oppure bisogna farsi almeno 2 tipo di account uno lavorativo ed uno “pubblico” e poi decidere quando e come utilizzarli ….

    per (non tanto) assurdo tenere 2 istanze aperte, ciascuna col suo UID

  6. 6

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    @camu: ti farò sapere.. per ora è tutto sotto controllo :)

    @alessandro: si, ricordo di quell’articolo.. anche se ultimamente lo spam non lo vivo come un problema (forse perchè i filtri attuali funzionano abbastanza bene)

    @koolinus: no.. tutto ma non il doppio account! potrei morire :D

  7. 7

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    Molto piu’ di una vetrina e una porta di ingresso, ma il “conforto” del “confronto” umano. Pensa agli Apple Store (famosi per la cordialita’ dei ragazzi addetti alle vendite) o ad altri negozi nei quali tu entrassi senza trovare nessuno che ti guida, che risponda in tempo reale ai tuoi dubbi e ti fornisca il supporto che ti serve per farti completare l’acquisto. Grazie per avere citato il nostro servizio. Ciao

  8. 8

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    [...] tempo fa avevo affrontato la questione sotto un’altro punto di vista, quello della reperibilità. Da qualche tempo è attiva su questo sito una nuova funzione, che permette a un visitatore di [...]

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