Google all’unimore
Pubblicato da Davide
Ho scoperto quasi per caso, leggendo il blog uffiaciale di Google Italia, che l’università di Modena e Reggio Emilia si è dotata di Google Search Appliance, il pacchetto di prodotti pensati per l’azienda.
Google Search Appliance non è altro che un motore di ricerca privato, ovvero un sistema di gestione documentale che utilizza gli algoritmi del noto motore di ricerca per categorizzare i file e le pagine web presenti in una intranet aziendale. I costi di installazione non sono proprio una sciocchezzuola, ma forse permettono di risparmiare qualcosina se evitano l’adozione di un sistema di file repository di livello enterprise.
Questo è il link del motore di ricerca targato unimore, è presente anche un help in linea, per istruire l’utente sull’utilizzo del servizio.
Diverse altre aziende e istituzioni italiane hanno adottato questo pacchetto, nel post in questione vengono citate società che operano nel banking (come Fineco, IW bank), nella comunicazione (Armando Testa), nell’istruzione (le Università di Palermo, Modena e Reggio Emilia) e nel pubblico impiego (Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna).
Petizione NIC: registrazione dei domini .it
Pubblicato da Davide
Faccio eco alla petizione lanciata da Merlinox sulle procedure di registrazione per i domini italiani con suffisso .it
Le procedure di registrazione di un dominio .com sono estremamente veloci e immediate, quelle di un dominio italiano sono invece lente ed eccessivamente burocratizzate. Ecco il contenuto della petizione, che è possibile firmare a questo indirizzo.
Le procedure di registrazione / trasferimento dei domini italiani (.it) sono assolutamente obsolete e assurde. Il fatto che per qualsiasi cosa sia necessario mandare un fax è contro qualsiasi tendenza d’innovazione della nazione italiana.
Senza contare il tempo di redigere il documento, farlo firmare, inviarlo.
Spesso le linee fax del NIC (Network Information Center per l’Italia = L’ente che regola le procedure di registrazione dei domini .it) sono occupate o non funzionanti.Chiediamo al NIC di applicare procedure automatiche, più snelle e veloci.
Finanziamenti per giovani idee innovative
Pubblicato da Davide
Questà è proprio una buona notizia. Il Governo ha istituito, all’interno della finanziaria, un fondo di 2 milioni di euro da destinare al finanziamento di idee innovative presentate da giovani tra i 18 e i 35 anni. Possono partecipare a questa gara solo gruppi di giovani (un minimo di quattro), che non siano associazioni, enti o aziende già formalmente costituite.
Il concorso “Giovani idee cambiano l’Italia” è promosso e coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive (che di seguito viene denominato “Dipartimento”) ed ha lo scopo di promuovere e sostenere nei prossimi anni, attraverso l’erogazione di contributi per la realizzazione di progetti innovativi, la capacità progettuale e creativa dei giovani.
Nell’ambito di tale iniziativa, il presente bando intende finanziare le migliori idee progettuali riguardanti le seguenti aree tematiche:
a) innovazione tecnologica;
b) utilità sociale e impegno civile;
c) sviluppo sostenibile;
d) gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani.
Mi chiedo: come mai di questa cosa non si parla nei tg? Spero di essere smentito nei prossimi giorni, intanto però Repubblica.it ha riportato la notizia in home page.
Devo ammettere che la faccenda mi attira particolarmente, vedremo se nei prossimi giorni riuscirò a mettere assieme qualche idea concreta.. Per ora solo un plauso all’iniziativa. Questo il link del concorso, dove trovate il relativo bando di gara e la domanda di candidatura, da presentare entro il 15 marzo 2007.
AGGIORNAMENTO: ovviamente questo articolo tratta di un bando scaduto, ecco la graduatoria dei vincitori.
e-Learning: la desolazione delle università telematiche
Pubblicato da Davide
Il tema dell’e-Learning mi sta a cuore, ma duole constatare che il settore dove andrebbe applicato è desolante. Non lo dico per posizione presa, lo dico sulla base di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera di Domenica 31 Dicembre 2006, firmato da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
Se i dati presentati in questo articolo sono veri, e la fonte citata è nientemeno che la banca dati del ministero, il quadro delle università telematiche italiane è a dir poco raccapricciante. Università spesso senza docenti di ruolo registrati e diverse facoltà avviate, approvate dall’ex ministro Moratti.
Tanto per darvi un’idea del quadro, cito dall’articolo in questione:
Telematica universitas mercatorum, costituita a novembre del 2005 per iniziativa dell’unioncamere (presidente è Andrea Mondello, che guida l’associazione): una facoltà (Economia) e due corsi di laurea. [..] E poi la Pegaso (due facoltà, Giurisprudenza e Scienze Umanistiche, zero docenti di ruolo in banca dati) che ha come azionisti Danilo, Raffaele e Angelo Jervolino, che già hanno interessi in vari istituti scolastici privati partenopei. E poi la Giustino Fortunato (solo Giurisprudenza, nessun docente di ruolo in banca dati) che fa capo alla fondazione Efiro di Benevento, presieduta da Angelo Pasquale Colarusso, già noto nel Sannio per una scuola privata che da molto tempo aiutava nelle rimonte scolastiche. E poi ancora Leonardo Da Vinci, zero docenti di ruolo (per la banca dati), tre facoltà (Scienze dei Beni Culturali, Scienze della Formazione e Scienze Manageriali) e un legame strettissimo con l’università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara (nota anche per un gran numero di speedy lauree) [...]
L’articolo prosegue su questa lineaa per altre tre università…
Corporate blog stile fiat
Pubblicato da Davide
La notizia non è proprio recentissima, forse molti di voi già lo sapevano: in dicembre 2006 la fiat ha aperto un corporate blog per promuovere la Bravo, il sito si chiama Quelli che Bravo.
A parte i complimenti di rito, che in molti hanno già fatto, vorrei spendere due parole per analizzare una faccenda che in italia ha del nuovo. Nella pagina di presentazione del blog fiat si legge:
Questo Blog vuole dar voce a tutte le persone che hanno lavorato alla nuova Bravo. Sono tanti, tantissimi. Sono sparsi in giro per l’Italia e non solo. Andremo a intervistarli, a chiedere loro di raccontarci e raccontarvi come è nata la Bravo.
Ecco il nuovo: chi la vora in azienda spesso si applica e spende le prorpie energie solo all’interno dell’azienda stessa, e talvolta solamente all’interno della propria unità di business, del proprio ufficio. La comunicazione intra-aziendale e al di fuori del proprio ambiente di lavoro, salvo situazione particolari, è quantomai limitata. Un blog, uno strumento semplicisimmo, può dare slancio e nuove motivazioni a un elevato numero di dipendenti e lavoratori, che in questo modo si riconoscono nell’azienda per conto della quale scrivono.
C’è un rischio che l’azienda corre quando mette in pratica queste modalità di comunicazione: può capitare che vengano divulgate all’esterno informazioni riservate o che venga usato un linguaggio non consono agli standard del marchio. Ma credo sia un rischio che valga la pena di assumersi, con un corporate blog e con questi mezzi di comunicazione spesso si può innescare quel processo di fidelizzazione dei lavoratori che produce benefici a tutti i livelli, dalla migliore produttività alla soddisfazione del cliente.




























