2 gen

Addthis widget: pulsanti sociali e feed

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Pubblicato da Davide

Ecco un modo semplice semplice per aggiungere al proprio sito la possibilità di salvare le pagine con tutti quei servizi di social bookmark presenti sul web e la possibilità di sottoscrivere il feed delle notizie con un qualsiasi lettore disponibile sul web, il tutto senza sconvolgere la grafica generale facendo comparire una miriade di icone nelle proprie pagine.

AddThis logoNon sono un patito di questi servizi, ma poichè esistono e diversi utenti li utilizzano bisogna tenerne conto. E chi progetta un qualsiasi sito web deve pensare anche a loro. Tramite il sito WidgetBox ho scoperto una interessante utilità: si chiama AddThis bookmark button.

Si tratta fondalmente di bottoncini, come quelli nel footer di questo sito, corredati da un piccolo javascript che rimandano all’apposita pagina dalla quale chi ha cliccato sul tasto può scegliere quale servizio utilizzare, sia che si tratti di bookmark che di lettori di feed.

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1 gen

2007.. e l’Italia va.

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Pubblicato da Davide

Si parte, non che il cambio di anno abbia particolare importanza, ma si sente.

Il risveglio è accompagnato da un insolito mix d’insipide sensazioni, guardando l’alba luci e colori hanno sempre quel sapore di uguale.. Noi siamo qui a dibattere del WiMAX e della penetrazione del web nelle masse, mentre un italiano che vede questo piccolo mondo dall’estero fa analisi ben più taglienti sui nostri problemi.
Se in questo primo gennaio avete il tempo per una tazza di cioccolato, fate un giro a leggere questi due articoli:

Italia, non ci resta che piangere (sulla differenza salariale e occupazionale tra un laureato italiano e un lavoratore nel settore ICT a Toronto)
L’imbecille guarda il dito (sulle vicende che hanno riguardato la perquisizione di Google Italia per i video del pestaggio ad un ragazzo disabile e l’iscrizione nel registro degli indagati di Deaglio)

In ogni caso, auguri di buon 2007.

31 dic

Alfabetizzare sul web

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Pubblicato da Davide

Sempre più spesso, quando esco di casa, mi chiedo se la gente con cui parlo di Elisabetta Canalis sappia cosa sia un blog o abbia mai utilizzato Wikipedia. Ogni volta che pubblico un articolo, dal mio editor, mi trovo indeciso sul come affrontare gli argomenti di cui tratto: se rivolgermi ad un pubblico maturo e istruito o all’utente ignaro di essere capitato su un blog, al cliente alla ricerca di un ragazzotto che faccia siti web da poco e alla svelta..

Riprendo quindi la discussione che si è sviluppata sul blog di Marco Camisani Calzolari (tra i miei blogger preferiti), riportando ciò che ho scritto nel commento. Magari può sembrare una inutile replica di informazioni, ma l’argomento mi sta particolarmente a cuore e ci tenevo a farlo apparire pure sulle mie pagine.

Ho un amico che ha comprato il cellulare un anno fa, mi chiama quando ha bisogno di rinnovare l’iscrizione universitaria perchè si fa con internet e lui non ne vuole sapere di usarlo. Eppure è una persona sveglia e attiva, ma sono io che non so spiegarmi quando cerco di fargli capire cosa significa “usare il web” oppure ha ragione lui, il web non serve?
Sinceramente credo che il problema vero non sia promuovere l’utilizzo della rete tramite i media, le tv, i giornali o chi per loro.. Quante volte ci hanno detto di “leggere” eppure i lettori son sempre quelli?
Se vogliamo alfabetizzare il grande pubblico sul web 2.0 l’unico modo è iniziare ad imporlo sul posto di lavoro. L’esempio è davanti ai nostri occhi: i pc iniziarono ad entrare nelle case quando la gente li sperimentò sul lavoro. Se si riesce a convincere un manager che installare una piattaforma di blogging aziendale e un wiki per la gestione dei progetti o del lavoro in team è una buona cosa, allora riusciremo anche a far capire alle masse che cos’è il web 2.0 e come lo si può sfruttare. Altrimenti saranno sempre e solo sfoghi, urla di dolore come questi.
Ovvio che non è tutto così facile, ma a mio parere bisogna partire dalle aziende. Certo che anche la tv dovrebbe fare la sua parte, non siamo così sciocchi da credere che esse non siano influenti.

31 dic

WebForTheFuture

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Pubblicato da Davide

Qualche mese fa ho partecipato a un concorso organizzato da O-One, una azienda che realizza soluzioni web, in collaborazione con Macromedia Italia e l’Università di Modena e Reggio Emilia.

WebForTheFutureIl titolo del concorso è WebForTheFuture, aperto a studenti e professionisti di tutto il mondo con età inferiore ai 30 anni, che si propone di esplorare il web e le sue potenzialità per individuare nuovi scenari che migliorino la qualità della vita.

Ecco cosa riportava il bando:

Obiettivo del concorso è quello di promuovere e rendere realizzabili idee e progetti che utilizzino il Web in modo innovativo, pensando ad Internet come un sistema integrato alle tecnologie di uso quotidiano, in grado di influenzare le abitudini di vita degli individui nell’ottica del miglioramento della qualità del vivere contemporaneo.
Crediamo infatti che il Web, grazie alla miniaturizzazione delle componenti tecnologiche, al continuo sviluppo di tecnologie wireless, all’abbassamento progressivo dei costi di produzione e sviluppo, avrà luoghi di fruizione sempre differenti e sarà in grado di influenzare diversi aspetti della vita quotidiana, modificando le nostre abitudini giornaliere fino ad identificare nuovi stili di vita.

Ovviamente non potevo resistere a una tale occasione e ho partecipato, senza troppe aspettative, inviando due progetti: uno per la categoria “vivere la casa” e l’altro per “vivere la città”. Devo dire che sono rimasto decisamente soddisfatto quando ho scoperto che entrambi i progetti erano arrivati tra i finalisti.
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30 dic

Certificazione web 2.0.. bufala?!

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Pubblicato da Davide

Mi fa sorridere (per non dire piangere), vedere alcuni servizi che si vantano di essere l’innovazione pura, quando non sono altro che una non ben difinita accozzaglia di inutilità. Il famoso RoundedCornr citato dall’articolo di Cesare Lamanna può rivelarsi, nella sua “bruttezza”, uno strumento utile a qualche modesto webmaster alle prime armi; ma ci sono altri servizi che invece proprio nulla hanno a che fare con il web 2.0, se non il fatto che sfruttano questa moda per apparire e pubblicizzarsi.

Avevo parlato giusto qualche post fa di una guida al design web 2.0; in quella guida vengono analizzati con metodo quelle caratteristiche di usabilità e chiarezza che dovrebbero essere le basi di una buona progettazione web. Con questo però non intendo che un sito, per essere 2.0, debba semplicemente contenere angoli arrotondati e colori vivaci. Sinceramente questa cosa degli angoli non la capisco.

Pensate che ora ho trovato per caso, navigando su alcuni blog, questo banner: web20 button

Incuriosito ho cliccato sopra ed ecco apparire il magico servizio: Official Web 2.0 Certifyr (da notare la scritta “beta” di fianco al logo..). Devo ammettere che ancora non sono riuscito a capire cosa sia e a cosa serve. Non c’è una briciola di presentazione, non c’è una “about page”, non si sa chi gestisca e approvi le certificazioni, non si sa nulla di nulla: eppure c’è! Per ottenere la certificazione al 100%, badate bene, bisogna avere un sito con gli angoli arrotondati e con la scritta “beta” da qualche parte.. Mi sembra giusto, altrimenti che innovazione c’è?! Chiedo solo come mai siano assenti nell’elenco le immancabili funzionalità “logo riflesso” e “logo in grassetto”; da un certificatore così professionale non si possono tollerare certi errori..
web20 certifyr
Ho provato a cercare un po’ sui blog italiani circa il servizio, ma ho trovato solo post di gente entusiasta di aver ottenuto la tanto desiderata certificazione. Incredibile.

 

http://livregratis.fr/ - http://club-ebook.fr/