Studenti: risorse e truffe nel web
Pubblicato da Davide
Su queste pagine mi capita spesso di parlare di università, di e-learning e di risorse sul web. Sovente ricevo accessi di gente che ricerca “tesi sull’e-learning”, soprattutto da quando ho reso disponibile on line la mia tesi di laurea.
In questi giorni, leggendo le notizie dal mio aggregatore, sono venuto a conoscenza dell’interessante progetto di laurea di un ragazzo che ha deciso di realizzare una tesi 2.0 e nelle sue ricerche mi rivedo quando qualche mese fa ero alle prese con lo sviluppo di Cognitio, il portale di e-Learning che ho realizzato per la mia tesi triennale. Significa che il web sta diventando sempre più utile, che gli studenti (universitari e non) sanno sfruttare appieno le potenzialità della rete.
Sono nate realtà come Unispace e Unilife, che personalmente non utilizzo, ma che sono il termometro di una crescente sensibilità e integrazione tra il mondo accademico e la rete sociale.
Se poi parliamo di scuola in generale, e non solo di università, vale la pena citare il sito del ministero della pubblica istruzione dedicato al blogging per gli insegnanti. E’ bruttino e si apre con una frase terribile, degna dei timorosi dell’internet 1.0:
Tutti gli amministratori dei blog e dei podcast sono invitati a verificare attentamente e costantemente negli spazi a loro affidati da Edidablog, che le immagini, i testi, i suoni ed i video inseriti direttamente e/o da studenti e/o partner non contravvengano le norme di legge sulla privacy e sul diritto d’autore e che non manchino di rispetto al comune senso del pudore e della dignità personale.
..ma è pur sempre qualcosa! Di ben altro spessore invece è il sito analogo realizzato dalla Regione Emilia Romagna: ScuolaER. Un sito ben fatto e curato dedicato agli insegnanti e alle scuole: “i BlogER, progettati per la didattica, sono aperti alle scuole che potranno utilizzare questa nuova modalità comunicativa per raccontare le proprie esperienze e progetti”. Sempre dall’emilia romagna arriva l’Osservatorio AlmaTwo, con tanto di blog dedicato all’e-learning che scopro essere on-line già dal lontano giugno 2005.
Alfabetizzazione lenta e silenziosa
Pubblicato da Davide
Stamattina vado al Mediaworld e negli schermi a lato degli scaffali coi dvd c’è beppe grillo che parla della rete; rivolgendosi a un 50enne tra il pubblico gli dice di smetterla di stare seduto in poltrona a guardare la tv, ma di cambiare seggiola e passare allo sgabello davanti al pc, per spalare indietro “quella merda che giornalmente arriva dalla tv”.
Parla di farmaci venduti senza che ci fosse reale necessità per il paziente, di open-cola, di wikipedia. Lo fa a modo suo, strappandoti qualche risata. Siamo in tre a guardare il monitor, e uno dei tre salta sù e dice: “è tutto vero eh.. io seguo il suo blog!”. Lo guardo, un simpatico signore coi capelli bianchi, gli sorrido e annuisco.
Alle 14 lezione di metodi matematici per l’ingegneria all’università. Una prof che si sforza di far piacere la propria materia agli studenti presenta l’algoritmo del Google PageRank. Per la prima volta ascolto volentieri mentre si parla di autovettori e matrici stocastiche relative a grafi sparsi.
Alle 21, mentre sono ad una riunione tecnica per allenatori di basket (la cui convocazione è stata ricevuta per email), mi arriva un sms dalla morosa che studia Scienze della Formazione Primaria e sta leggendo sul libro di testo roba sul metodo di indicizzazione di Google e su telnet. Tra una settimana avrà un esame in cui bisogna presentare un progetto didattico costruito sfruttando Google Earth.
Footer 2.0: non solo titoli di coda
Pubblicato da Davide
Quale dovrebbe essere il ruolo del footer nel layout di un sito web? Per intenderci, il footer è quella striscia di informazioni che chiude ogni pagina, generalmente viene separata dal contenuto con una semplice linea e a volte un colore diverso. E’ il “piè di pagina”. Qualche esempio classico? Il footer delle pagine di Google o quello di Virgilio, che chiudono la pagina coi classici titoli di coda: copyright, crediti, riassunto delle sezioni principali del sito.
Sempre più spesso però navigando tra i siti di ultima concezione capita di trovare dei footer dilatati, sono a tutti gli effetti una sezione a parte della pagina. Stanno diventando un elemento più importante della testata. Un esempio? Basta scorrere questa pagina per vederlo. Quando ho pensato al layout di diploD ho concepito subito il footer. Non si tratta di una moda, anche se in realtà può sembrare tale, ma di un nuovo modo di organizzare contenuti e navigazione. Togliamo dalla pagina principale tutti quegli accessori di navigazione (archivi, contenuti alternativi, scorciatoie, immagini varie..) e poniamo in evidenza i contenuti principali (in questo caso l’articolo che state leggendo). L’utente tende a farsi distrarre dal testo posto in parallelo a quello principale, meglio quindi delegare la navigazione a un menù generale e riportare nel footer ogni sorta di elemento di supporto. I più assidi lettori avranno notato che proprio ieri il footer di diploD è leggermente cambiato; ho messo infatti un grande bracciale che divide la pagina, al centro il medaglione col feed. Credo che sia molto più visibile un link al feed messo in questa posizione piuttosto che in una sidebar laterale, spesso ignorata dall’utente impegnato nella lettura del post. Magari qualcuno arriva alla fine dell’articolo, ritiene di aver letto un buon intervento e decide di tenere sott’occhio il feed, eccolo pronto e in bella vista.
Comune di Rubiera e siti web
Pubblicato da Davide
Rubiera? Rubiera è il paese in cui vivo beatamente da quasi 23 anni. Da quando è nato, nei lontanissimi anni ’90, il sito web del Comune di Rubiera non è mai cambiato. Se gli date un’occhiata ve ne accorgete subito: è bruttino, con quei colori spenti, senza nessuna foto, trasmette un po’ di tristezza, ha le notizie “a lista” e si visualizza anche un po’ malino a causa di quel menù allungato che scappa su due righe.. Il sito però è ben fatto, il cuore è stato progettato tanti anni fa, ma il codice che sputa fuori è semanticamente corretto: nessuna tabella, facilmente “agganciabile” da CSS, e tutto sommato con un buon supporto degli standard W3C (la validazione restituisce un solo errore). Quanto sarebbe bello un paesino di 12 mila abitanti con un sito gradevole e usabile, magari con qualche link ai video di youtube girati a rubiera, dove volendo anche gli stessi amministratori pubblicano videogiornali o videomessaggi. Una cosa innovativa, nel suo piccolo..
Da bravo e volenteroso cittadino, nel Dicembre scorso, ho proposto all’amministrazione comunale di eseguire un restyling del design a titolo gratuito, per rendere più accattivante questa vetrina virtuale, nonchè questo utile servizio alla cittadinanza. Nel giro di pochi giorni ricevo una mail per fissare un incontro coi tecnici informatici. Vado a parlarne di persona negli uffici del comune e scopro che tra gli obiettivi dell’amministrazione c’è quello di cambiare quasi in toto il sito, serve un nuovo CMS, più snello e facilmente aggiornabile: quello attuale è stato scritto internamente in ASP da un ex-dipendente. Il lavoro non riguarda più solo la grafica, mi si chiede di valutare qualche alternativa economica perchè i soldi a disposizione sono pochi.
La cartaccia dal finestrino
Pubblicato da Davide
Stai girando per casa, apri un kit-kat, te lo mangi e butti la confezione sul divano. Poi vai in cucina, prendi un pezzo di scottex per pulirti le dita dal cioccolato e lo butti a terra. Vai in bagno, fai le tue cose, poi lasci tutto sulla lavatrice. Vai sul davanzale, apri il pacchetto di sigarette, butti la cartina di protezione sul tavolo; fumi la sigaretta, ciccando via la cenere sul pavimento, poi lasci la cicca spenta sulla tv.
Questo è ciò che succede quotidianamente sulle nostre strade. Un esercito di ignari maleducati pensa che il proprio mondo abbia un confine fisico: il finestrino dell’automobile. Non oso immaginare quali paure e quali abominevoli incubi possano essere evocati quando, dopo aver parcheggiato, queste persone scendano dalla macchina, lasciandosi alle spalle portiera e finestrino, come fossero mitiche colonne d’ercole a protezione dell’abitacolo.
Ieri tornavo dall’università, davanti a me una signorina indaffarata, apre il suo pacchetto di marlboro rosse e un secondo dopo apre il finestrino per gettare la cartaccia. Clacson d’obbligo e colpo d’abbaglianti: la strada non è la pattumiera, sulla tua macchina hanno installato di serie il posacenere/portaspazzatura. Vengo ignorato, non capisco se per ignoranza o per sbadataggine. La stessa signorina si accende la sigaretta e se la fuma, vi state chiedendo che fine ha fatto la cicca una volta inalato tutto il tabacco? Domanda retorica, ha raggiunto la sua naturale destinazione: la strada!




























